28 Apr [10:34]

Gara folle a Parigi
Gli umori dei piloti

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Da Parigi - Alessandro Bucci

L'ePrix di Parigi, ottavo round nel calendario della season 5 di Formula E, ci ha consegnato una corsa decisamente folle, condizionata dai repentini cambiamenti climatici con momenti nei quali, la pioggia molto intensa, ha regalato attimi di alta suspance. In effetti si è trattato della prima vera e propria corsa bagnata nella storia dell'elettro show, con Robin Frijns (Virgin) vincitore in una gara di sopravvivenza. Il poleman Oliver Rowland della Nissan e.dams (in realtà la superpole è stata colta da Pascal Wehrlein della Mahindra, ma entrambe le vetture del team indiano sono state squalificate per non aver passato le verifiche dopo le qualifiche) ha vanificato i propri sforzi commettendo un errore nelle fasi iniziali della corsa, con Sebastién Buemi alle prese con un ePrix disseminato di insidie, problemi (foratura per lo svizzero) ed un errore in regime di full yellow flag, che è costato al francese un drive-through. Quanto all'altro team francese, DS Techeetah, la scuderia del ghepardo con gli occhi a mandorla è uscita a testa alta in gara grazie al secondo posto ottenuto da André Lotterer e dal quinto rimediato da Jean-Eric Vergne dopo una sessione di qualifica tutt'altro che facile.

Con la coppa in mano e la tuta di gara imbevuta di champagne, il vincitore Robin Frijns ha analizzato la sua corsa a caldo riflettendo anche sulle difficoltà incontrate a causa del danno rimediato all’avantreno nel contatto iniziale con Sébastien Buemi (Nissan e.Dams): “E’ stato un successo che ho cercato con tutto me stesso e sono felicissimo. L’ala anteriore era un po’ danneggiata avendo toccato con il muso il retrotreno di una vettura davanti e sentivo instabilità. Per alcuni giri non ho avvertito particolari vibrazioni o rumori, ma poi ho sensibilmente avvertito un peggioramento. Mi sentivo un po’ preoccupato, ma tutto sommato riuscivo a tenere un buon controllo della vettura, considerando anche le condizioni dell’asfalto, con molta poca aderenza”. Alla domanda: “Come si gestisce una corsa così folle?” Robin ha simpaticamente risposto: “Tenendosi lontano dai guai amico. Nient’altro (ride). Guidare la gara comporta molta pressione e cercavo di evitare errori o casini, mantenendo un buon vantaggio su chi mi seguiva. Ad ogni curva prestavo attenzione ai vari incidenti e ai detriti. Non è stato facile, ma una grande soddisfazione”.



André Lotterer, autore del terzo finale a punti consecutivo e del secondo podio in successione, ha esordito parlando dell’avvio dietro safety car: “E’ andata molto bene all’inizio avendo guadagnato due posizioni grazie alla penalità rifilata alle Mahindra. Ho effettuato dei sorpassi quando la gara è stata lanciata, poi mi sono ritrovato secondo e ho provato ad andare a caccia di Robin (Frijns), ma poi la mancanza di grip mi ha portato ad una conduzione più accorta, portando la macchina a casa e raccogliendo diversi punti. E’ stato molto emozionante, comunque, disputare questa corsa e ho fatto anche dei sorpassi”. Riguardo la partenza con safety car, il tedesco ha elogiato la direzione di gara: “I commissari hanno preso la decisione giusta”. La scarsa visibilità incontrata in gara non ha spaventato il veterano tedesco, preoccupatisi più che altro della mancanza di grip: “Certo, guidare con molta mancanza di downforce e vedendo poco non è mai un’esperienza rilassante (ride), ma è stata la mancanza di grip il problema maggiore”.

A chiudere il podio Daniel Abt dell'Audi, seguito a ruota dal compagno di scuderia Lucas Di Grassi. Il simpatico tedesco della casa dei quattro anelli è apparso molto in forma nonostante la corsa pazzesca appena disputata: “E’ stata una buona gara recuperando dalla settima alla terza posizione. In condizioni meteo simili, così caotiche e con l’arrivo della pioggia improvvisa, l’importante era non commettere sciocchezze e portare a casa punti”. Riguardo alla visibilità incontrata dai piloti Abt è stato molto sincero: “Era terribile. In rettilineo, soprattutto quando pioveva, guardavo con insistenza se avevo avversari davanti o dietro di me con estrema attenzione, perché non si vedeva davvero niente. Il risultato di oggi ci rincuora molto comunque, perché era importante per noi fare più punti possibili considerando la gara sfortunata a Roma”.

Il campione in carica ed eroe di casa Jean-Eric Vergne, giunto sesto sotto la bandiera a scacchi partendo dalle retrovie, ha espresso la propria soddisfazione a caldo: “E’ stata una buona gara perché siamo partiti dal fondo, facendo un buon recupero considerando in particolare le condizioni della pista, con i rovesci climatici e la pioggia molto intensa. Questo era importante per noi, soprattutto per il campionato”. Riguardo al contatto con Edo Mortara (Venturi), JEV non ha avuto peli sulla lingua: “Penso abbia chiuso troppo in traiettoria, io ero dietro e il muro era molto vicino ad entrambi (lui l’ha toccato), quindi siamo entrati in contatto. (Edo) non è stato penalizzato per quella manovra, ma è stata rischiosa. Probabilmente era molto in difficoltà in quel frangente”. Riguardo alla scarsa visibilità, JEV si è detto meno preoccupato rispetto ad altri piloti: “Ad un certo punto era davvero scarsa e si faceva fatica a vedere, ma nemmeno così drammatica la situazione”.

Il pilota NIO Tom Dillmann, unico francese assieme a Jean-Eric Vergne nell'ePrix transalpino, continua ad inseguire il primo punto in stagione, dicendosi dispiaciuto per non aver capitalizzato il risultato nella corsa di casa dopo una buona qualifica: "Abbiamo disputato una buona sessione di qualifica, la migliore della stagione. E' stata una gara molto dura e avevamo un buon passo soprattutto in condizioni di asciutto. Per la prima volta in stagione sentivo di avere una macchina con cui poter insidiare i piloti di vertice, ma purtroppo non sono riuscito a capitalizzare quanto avevamo a disposizione”. Riguardo al contatto con il compagno di squadra Oliver Turvey, Tom ha spiegato l’accaduto: “Ho perso una posizione rispetto al mio team mate a causa di un contatto con Mortara alla curva 9, dopodiché sapevo di avere la velocità per superare Oliver ma purtroppo in frenata ho urtato le barriere e ho rimediato la rottura di una sospensione”. Dillmann, nonostante la stagione non proprio positiva, ha comunque goduto di un buon supporto da parte del pubblico di casa: “I fan sono molto calorosi e siamo nel centro di Parigi, in un vero circuito cittadino. Da questo punto di vista è stato eccezionale”.
 

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