13 Mag [17:17]

Mercedes torna a far paura
Ferrari, perché due pit per Vettel?

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Stefano Semeraro - Photo 4

La notizia dalla Spagna è che mentre Hamilton coglie la seconda vittoria stagionale, e la n.64 in carriera - allungando a 17 punti il suo vantaggio nel Mondiale su Sebastian Vettel - e la Mercedes grazie a Valtteri Bottas torna a ruggire con una doppietta, per la prima volta nel 2018 la Ferrari rotola giù dal podio. E rotola abbastanza malamente, dopo la scelta che ai più è sembrata incomprensibile di fermare Sebastian Vettel per un secondo pit-stop durante la virtual safety car. Il tedesco in quel momento era secondo ed è tornato in pista quarto dietro a Bottas e Max Verstappen, fra l'altro non ha montato le gomme soft che una volta rientrato in gara lo avrebbero potuto aiutare a riprendersi le posizioni perdute (la Ferrari ha poi chiarito che mancavano 25 giri al termine e non c'era quindi la certezza di riuscire arrivare alla fine con le 'gialle).

«Non riuscivamo a sfruttare le nostre gomme come facevano gli altri», ha spiegato Seb. «Per questo non abbiamo potuto copiare la strategia della Mercedes e della Red Bull, poi abbiamo anche perso tempo nel pit-stop. Non era facile mettere la macchina nella giusta finestra di utilizzo, c'era qualche problema di bilanciamento, e le nuove gomme hanno influito, almeno sulla nostra macchina. Dobbiamo però abituarci e adattarci, visto che saranno le stesse anche in Francia e a Silvertone Comunque oggi non avevamo il passo della Mercedes».

Una linea di 'difesa' che riprende la polemica della vigilia sulle nuove coperture portate dalla Pirelli a Montmelò, che però non è stata ripresa né dalla stampa estera né dagli altri team a conferma che il problema è stato tutto... italiano. Male anche Kimi Raikkonen, ancora fermato da un problema alla power unit al 26° giro (una l'aveva bruciata nelle libere, la SF71-H ha problemi di affidabilità?), mentre sorride Verstappen, terzo dietro Hamilton e un ritrovato Bottas, e davanti al compagno di squadra Daniel Ricciardo che, nonostante la conquista del giro veloce, alla fine ha accusato 24 secondi di distacco, quando prima della VSF era a 5 secondi dal compagno-rivale.

Dopo la ripartenza dell VSF Max ha tentato di nuovo di rovinare tutto, toccandosi con Lance Stroll che non aveva avuto uno scatto fulminante, e rovinando l'ala anteriore nel lato sinistro, ma evidentemente il guaio alla vista era peggiore che nella sostanza, e non gli ha impedito di cogliere un podio importante dopo i disastri delll'inizio di stagione.

La gara era partita in maniera molto caotica per colpa di Romain Grosjean, che in Spagna si è distinto per essere uscito di pista in ogni sessione: dopo un paio di curve è finito addosso a ruote bloccate al gruppetto di mezza griglia, rischiando uno strike e mandando comunque fuori gara sia la Renault di Nico Hulkenberg sia la Toro Rosso di Pierre Gasly. Una preoccupante involuzione, quella dello svizzero-francese, che sembra tornato lo sfasciacarrozze di inizio carriera, e stavolta è anche finito al centro medico del circuito per un controllo. Sanzioni in vista?

Hamilton, favorito dalla tattica e dai problemi della Ferrari, ha poi condotto la gara senza problemi, mettendo alla frusta tutti i cavalli della W09 a inizio gara, ma poi andando in regime di sicurezza nel finale, anche se Bottas non è sembrato così arrendevole come in passato. Ottimo sesto Kevin Magnussen sulla Haas-Ferrari, che per una volta ha corso con molto cervello e poca follia. Dietro di lui punti pesanti anche per Carlos Sainz con la Renault, che con una prestazione di rilievo e molto matura si è preso anche la soddisfazione di finire davanti a Fernando Alonso.

Una conferma anche la nona piazza di Sergio Perez con la Force India-Mercedes, che ha rischiato di brutto finendo sui rottami del flap di Verstappen, ma se l'è cavata anche con fortuna, quella che non ha avuto Stoffel Vandoorne, che al 47esimo giro ha parcheggiato sull'erba del rettilineo la sua McLaren-Renault con il cambio scassato. Qualche giro prima era toccato a Sebastian Ocon, tradito dalla power unit Mercedes. Per ultimo, ma non ultimo, Charles Leclerc: il monegasco della FDA è riuscito a entrare nella top-ten anche stavolta con la Sauber, il suo è un'inizio di stagione che fa davvero sperare per il meglio.

Domenica 13 maggio 2018, gara

1 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 66 giri
2 - Valtteri Bottas (Mercedes) - 20"593
3 - Max Verstappen (Red Bull-Renault) - 26"873
4 - Sebastian Vettel (Ferrari) - 27"584
5 - Daniel Ricciardo (Red Bull-Renault) - 50"084
6 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1 giro
7 - Carlos Sainz (Renault) - 1 giro
8 - Fernando Alonso (McLaren-Renault) - 1 giro
9 - Sergio Perez (Force India-Mercedes) - 1 giro
10 - Charles Leclerc (Sauber-Ferrari) - 1 giro
11 - Lance Stroll (Williams-Mercedes) - 1 giro
12 - Brendon Hartley (Toro Rosso-Honda) - 1 giro
13 - Marcus Ericsson (Sauber-Ferrari) - 1 giro
14 - Sergey Sirotkin (Williams-Mercedes) - 1 giro

Ritirati
Stoffel Vandoorne
Esteban Ocon
Kimi Raikkonen
Nico Hulkenberg
Romain Grosjean
Pierre Gasly

Il campionato piloti
1.Hamilton 95; 2.Vettel 78; 3.Bottas 58; 4.Raikkonen 48; 5.Ricciardo 47; 6.Verstappen 33; 7.Alonso 32; 8.Hulkenberg 22; 9.Magnussen, Sainz 19; 11.Perez 17; 12.Gasly 12; 13.Leclerc 9; 14.Vandoorne 8; 15.Stroll 4; 16.Ericsson 2; 17.Ocon, Hartley 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 153; 2.Ferrari 126; 3.Red Bull-Renault 80; 4.Renault 41; 5.McLaren-Renault 40; 6.Haas-Ferrari 19; 7.Force India-Mercedes 18; 8.Toro Rosso-Honda 13; 9.Sauber-Ferrari 11; 10.Williams-Mercedes 4.

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