8 Giu [23:26]

Montreal - La Mercedes inciampa
e la Red Bull coglie l'occasione

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Massimo Costa

"Abbiamo vinto sul circuito più improbabile per noi". L'incredulità è di Adrian Newey, ma anche Daniel Ricciardo, alla sua prima vittoria in F.1 non scherzava in quanto a sorpresa per ritrovarsi lassù, in cima al podio. Un successo arrivato dopo un weekend in cui aveva ottenuto la sua peggior seconda qualifica stagionale. Come è strana la vita. La Red Bul-Renault esce da un incubo, da un tunnel che pareva senza fine. Soltanto a febbraio pareva spacciata, destinata a un'annata da comprimaria. Ma i grandi tecnici, i grandi campioni, i grandi costruttori, sanno sempre reagire con forza e dignità ai momenti bui.

E che la Red Bull sia "squadra" (almeno in questo momento, mai fidarsi delle amicizie tra piloti...) lo si è visto dall'abbraccio vero che Sebastian Vettel, terzo all'arrivo, ha voluto concedere a Ricciardo. Sia appena sceso dalla vettura sia sul podio. Ricciardo ha costruito il suo sogno in tre fasi: al secondo pit-stop quando è rientrato davanti al compagno di squadra, col coraggioso sorpasso a Sergio Perez, infine col recupero su Rosberg e la sverniciata finale tanto da far apparire la Mercedes una vettura doppiata.

La Red Bull ha interrotto il dominio della Mercedes nel mondiale. Dopo sei vittorie di fila tra Nico Rosberg e Lewis Hamilton, è arrivata la scivolata. Le due W05 veleggiavano al comando come ormai ci hanno abituato. I due piloti avevano estratto il meglio del loro repertorio. Toccatina alla prima staccata, tagli di variante, errori, sorpassi e contro sorpassi. Finché, a un certo punto, è mancata la corrente come quando a casa salta la lavatrice e l'aria condizionata. Paddy Lowe, depresso, ha spiegato che un problema di voltaggio alla centrale elettronica che gestisce le MGU-K di entrambi i piloti è andata in tilt. Hamilton e Rosberg hanno cominciato a girare 2-3-4 secondi più lenti. Hamilton si è ritrovato con la "corrente staccata" anche ai freni e per lui è scesa la notte. Secondo ritiro stagionale, altro zero in casella. Uno zero che peserà parecchio alla resa dei conti.

Rosberg invece, ha proseguito a corrente alternata, è il caso di dire. Alla fine ha trovato il suo ritmo, ma dietro premeva un trenino di gente ansiosa nel fare il colpo grosso al Casinò. Ci ha provato Sergio Perez con una gara incredibile, 34 giri con le super soft, una strategia indovinata dalla Force India. Perez non è però mai riuscito ad avvicinare Rosberg quel tanto per tentare un affondo. Un problema di elettronica lo ha fatto rallentare permettendo a Ricciardo il sorpasso che lo ha portato al secondo posto. Poi anche Vettel lo ha superato finché Felipe Massa lo ha sbattuto contro le gomme della prima curva dopo i box creando un incidente di una violenza inaudita. Per fortuna i due piloti ne sono usciti incolumi.

Rosberg ha così tenuto la piazza d'onore e anche se gli sarà bruciato non poco perdere un GP che ha quasi sempre comandato fino a due giri dal traguardo, il pensiero di avere incamerato 18 punti contro i zero di Hamilton gli avrà addolcito la mente. Vettel ha disputato una gara grintosa, ha attaccato, si è difeso, ma anche a lui qualcosa sarà andata per traverso per non essere stato lui ad avere portato al primo successo 2014 la Red Bull. Ma come detto sopra, l'ha presa bene. Per quanto riguarda la Force India, c'è la consolazione del quinto posto di Hulkenberg, anche lui un solo pit-stop dopo essere però partito con le soft.

A Montreal si è avuta la resurrezione della McLaren-Mercedes con Jenson Button che zitto zitto si è preso il quarto posto e Kevin Magnussen si è piazzato nono. La Williams poteva sicuramente giocarsela meglio. Per tutto il weekend le FW36 sono state velocissime, ma in gara Massa (dopo un pit-stop lento per ruota sinistra anteriore che non usciva) ha perso un possibile podio per il botto con Perez mentre Valtteri Bottas ha rallentato nel finale con le temperature freni e motore alle stelle. La grande delusione si chiama Ferrari. Fernando Alonso, nonostante le tante novità portate a Montreal e che avrebbero dovuto cambiare la storia di questa annata, non solo non ha avvicinato le Mercedes e le Red Bull, ma si è trovato costantemente dietro alle Force India e alle Williams. Kimi Raikkonen invece, era perso nei suoi pensieri... Coriaceo ottavo posto per Jean-Eric Vergne con la Toro Rosso-Renault, disperso per tutto il weekend invece il suo compagno Daniil Kvyat. Inesistenti le Lotus e le Sauber, invisibili le Caterham, distruttive le Marussia.

Domenica 8 giugno 2014, gara

1 - Daniel Ricciardo (Red Bull RB10-Renault) - 70 giri 1.39'12"830
2 - Nico Rosberg (Mercedes W05) - 4"236
3 - Sebastian Vettel (Red Bull RB10-Renault) - 5"247
4 - Jenson Button (McLaren MP4/29-Mercedes) - 11"755
5 - Nico Hulkenberg (Force India VJM07-Mercedes) - 12"843
6 - Fernando Alonso (Ferrari F14-T) - 14"869
7 - Valtteri Bottas (Williams FW36-Mercedes) - 23"578
8 - Jean-Eric Vergne (Toro Rosso STR9-Ferrari) - 28"026
9 - Kevin Magnussen (McLaren MP4/29-Mercedes) - 29"254
10 - Kimi Raikkonen (Ferrari F14-T) - 53"678
11 - Sergio Perez (Force India VJM07-Mercedes) - 1 giro
12 - Felipe Massa (Williams FW36-Mercedes) - 1 giro
13 - Adrian Sutil (Sauber C33-Ferrari) - 1 giro

Giro più veloce:

Ritirati
64° giro - Esteban Gutierrez
58° giro - Romain Grosjean
47° giro - Daniil Kvyat
45° giro - Lewis Hamilton
22° giro - Kamui Kobayashi
21° giro - Pastor Maldonado
6° giro - Marcus Ericsson
0 giri - Max Chilton
0 giri - Jules Bianchi

Il campionato piloti
1.Rosberg 140; 2.Hamilton 118; 3.Ricciardo 79; 4.Alonso 69; 5.Vettel 60; 6.Hulkenberg 57; 7.Button 43; 8.Bottas 40; 9.Magnussen 23; 10.Perez 20; 11.Massa, Raikkonen 18; 13.Grosjean, Vergne 8; 15.Kvyat 4; 16.Bianchi 2.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 258; 2.Red Bull-Renault 139; 3.Ferrari 87; 4.Force India-Mercedes 77; 5.McLaren-Mercedes 66; 6.Williams-Mercedes 58; 7.Toro Rosso-Renault 12; 8.Lotus-Renault 8; 9.Marussia-Ferrari 2.

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