Andrea Crugnola

“Peccato...”. Due giorni dopo la conclusione del Giru di Corsica c'è amarezza nelle parole di Andrea Crugnola. Il tono della voce rivela che il varesotto aveva accarezzato l'idea di chiudere la sua stagione europea con un colpaccio. Anche se l'aritmetica gli lasciava ben poche possibilità di mettere le mani su un titolo che Stéphane Lefebvre aveva ipotecato ben prima di sbarcare sull'Ile de Beauté. Pesantemente penalizzato dal gioco degli scarti, ad Andrea non bastava vincere: avrebbe dovuto contare anche su un passo falso del francese. E così non è stato.

- Con che spirito hai affrontato la sfida corsa?
“Sapevo di non aver nulla perdere, ma sapevo anche di non poter sbagliare... Comunque ero deciso a giocarmela fino alla fine ed ero tranquillo: sull'asfalto non penso di essere inferiore a Lefebvre”.

- E sulla terra?
“Ci ho corso poco e ho meno esperienza specifica di lui, ma sono convinto che se potessi correrci con una certa continuità non sarei male. Per crescere bisogna avere la possibilità di gareggiare spesso e in generale di passare molto tempo su un'auto da corsa. E io finora non l'ho avuta”.

- Non hai vinto la guerra, ma al Valais e in Corsica hai comunque vinto due belle battaglie...
“Più ancora che per i risultati, sono contento dei progressi fatti in questa stagione. Ora, alla fine delle ricognizioni, so di avere delle note molto a posto e questo dimostra che il metodo di lavoro adottato con Michele (Ferrara, il suo copilota ndr) è giusto. Soprattutto all'estero, dove le prove speciali sono praticamente sempre assai più veloci di quanto non lo siano in Italia, sfruttare al meglio le ricognizioni è fondamentale”.

- I rally fuori dallo Stivale sono solo più veloci e più lunghi?
“Velocità e lunghezza sono le differenze più evidenti rispetto ai nostri. Ma in una serie ome quella europea ci si confronta spesso con piloti che sulle loro strade vanno forte e credo di poter dire che anche per questo il livello generale sia piuttosto alto”.

- Il 2015 è dietro l'angolo, la stagione è appena finita ed è già tempo di fare programmi...
“L'ideale sarebbe tornare a frequentare il mondiale. E' chiaro che mi piacerebbe disputare il Wrc-2, ma i costi rendono impraticabile l'ipotesi e sarei già contento di disputare il Dmack Fiesta Trophy che offre un premio importante a chi lo vince. In alternativa, potrei ripetere il campionato d'Europa Junior e mettere a profitto la conoscenza di alcune gare per cercare di vincerlo. E, budget permettendo, disputare uno o due rally con una R5 o comunque una trazione integrale. In ogni caso, la prossima sarà un'annata decisiva per il mio futuro agonistico: anche se non ho ancora ventisei anni, il tempo passa e fra non molto arriverà il momento di decidere cosa fare da grande. Vorrei continuare a correre, è chiaro, ma solo in un certo modo e con l'obiettivo di diventare un vero professionista. Già a questo livello, l'impegno è notevole e farlo solo per divertirmi non mi interessa più”.

Guido Rancati


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