Pagina 16 - Italiaracing.net Magazine

16
FORMULA 1
LA TECNICA
Paolo D’Alessio
Al termine della passata stagione il Presi-
dente Montezemolo era stato categorico:
Nel 2012 - aveva detto il numero uno del
Cavallino - la Ferrari dovrà essere compe-
titiva fin dalla prima gara”. Ma non aveva
fatto i conti con la non certo accattivante
F2012 che, dopo prove invernali problema-
tiche, proprio per non dire disastrose, si era
presentata al via del mondiale con un ritar-
do preoccupante nei confronti di McLaren-
Mercedes, Red Bull-Renault e Lotus-
Renault. Se il problema di mandare in tem-
peratura le gomme nel giro secco era stato
in parte risolto, la Ferrari col “muso scali-
nato” consumava eccessivamente le gom-
me in gara e continuava ad accusare una
cronica mancanza di deportanza.
Colpa degli scarichi posteriori che non si
comportavano come in galleria del vento,
mentre la piccola Sauber, motorizzata
anch’essa Ferrari, stupiva il mondo intero,
sfruttando l’effetto “Coanda”. In crisi di
prestazioni la Ferrari si vedeva così costret-
ta ad accantonare i principi base del pro-
getto F2012, ripiegando su una soluzione di
scarichi ibrida, da utilizzare a Melbourne,
in Australia e nei primi Gran Premi della
stagione. Dove Alonso non andava oltre un
modesto quinto posto e la sua rossa accu-
sava ritardi superiori al secondo e mezzo in
qualifica. Un abisso nella moderna Formu-
la 1e un avvio disastroso per un team che
puntava all’iride.
Lenta sul dritto, la F2012 aveva il suo tal-
lone d’achille nel particolare disegno di
quegli scarichi rivolti verso l’esterno che,
non solo non creavano deportanza, ma
addirittura surriscaldavano gli pneumatici
posteriori, non garantendo quell’effetto
soffiaggio”, che lo scorso anno era stato
l’arma vincente della Red Bull. E già si par-
lava della necessità di riprogettare la mac-
china o accantonare lo sviluppo della
F2012, per concentrarsi sul progetto della
monoposto destinata alla stagione 2013.
Poi, a rasserenare l’atmosfera in casa Fer-
rari, arrivò la vittoria, tanto fortunosa,
quanto strameritata di Alonso in Malesia,
che regalava addirittura la leadership del
mondiale al pilota spagnolo. Ma c’era poco
da illudersi: per battersi alla pari con
McLaren e RedBull c’era ancora tanto lavo-
LA
METAMORFOSI
DELLA F2012