20 Set [16:13]

Singapore - Qualifica
Hamilton di un soffio su Rosberg

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Filippo Zanier

Alla fine l'ha spuntata Lewis Hamilton. Otto centesimi, meno di un battito di ciglia, è il distacco che alla fine della Q3 del GP di Singapore ha diviso la pole del pilota britannico dal secondo posto di Nico Rosberg, un niente che però darà a Lewis una partenza al palo importantissima, visto che la piazzola della pole è sulla destra, il lato più gommato nonché quello che regala la traiettoria ideale per la curva 1. Anche con questo si spiega il disappunto espresso da Rosberg a fine sessione, un "Damn It!" (dannazione) che racconta quanto Nico avrebbe voluto far segnare il miglior tempo su un circuito che, pur essendo un cittadino "anomalo" di certo non facilita i sorpassi.

In realtà il tedesco non ha molto da rimproverarsi perché il suo ultimo tentativo è stato perfetto. Purtroppo per lui, però, la sua W05 montava un set di gomme supersoft usato, mentre Hamilton aveva ancora a disposizione un treno di ultra-morbide nuove per l'ultimo run, avendole risparmiate nella Q2. Questo gli ha permesso di prevalere, nonostante un errore in staccata nel primo settore gli abbia fatto perdere circa un paio di decimi.

Alle spalle delle due Mercedes, alla settima doppietta stagionale, si sono piazzate le due Red Bull-Renault con Daniel Ricciardo davanti a Sebastian Vettel. I due compagni di team sono stati vicinissimi per tutta la durata della qualifica a riprova del buono stato di forma di Vettel che a Singapore si è visto recapitare il terzo telaio nuovo della stagione. Il distacco che separa i due alla fine della Q3 è inferiore ai cinque centesimi e le buone notizie per Christian Horner non finiscono qui, contando anche che nelle libere la RB10 di Ricciardo ha espresso un passo gara apparentemente superiore a quello delle Mercedes.

E le Ferrari? Dopo che Fernando Alonso si era imposto nella prima e terza sessione di prove libere e dopo un'apparente competitività in Q1 e Q2, con sia lo spagnolo sia Kimi Raikkonen nelle primissime posizioni, c'era chi era già pronto a gridare all'effetto Marchionne. Invece, nella decisiva Q3, le F14-T hanno dimostrato che manca ancora qualcosa per essere competitivi come Mercedes e Red Bull sul giro secco, anche se a Singapore il distacco dalla testa si è decisamente assottigliato. L'asturiano alla fine si è piazzato quinto con un 1'45"907, mentre peggio è andata a Raikkonen che per un calo improvviso di potenza appena uscito dai box ha dovuto rinunciare al secondo run.

Per lui, che questa volta sembrava davvero in palla, alla fine è arrivata la settima posizione alle spalle di un buon Felipe Massa, capace di mettersi dietro anche il compagno di squadra Valtteri Bottas con le Williams-Mercedes. Anche le Ferrari, comunque, sono sembrate avere un buon passo gara nelle simulazioni fatte nelle prove libere, e una buona strategia dovrebbe consentire alle Rosse di ambire al podio nella gara di domani.

Ultimi della Q3, e quindi in quinta fila, Kevin Magnussen e Daniil Kvyat: i due debuttanti terribili della F.1 hanno convinto ancora una volta, lasciando con un palmo di naso i rispettivi compagni di squadra (McLaren-Mercedes e Toro Rosso-Renault) che non sono riusciti a superare la tagliola della Q2: Jenson Button ha infatti chiuso undicesimo, mentre Jean-Eric Vergne si è piazzato subito alle sue spalle. A dimostrazione di come il motore Mercedes sia meno determinante sulla configurazione tormentata di Singapore c'è la prestazione opaca delle Force India, in 13esima e 15esima posizione con Nico Hulkenberg e Sergio Perez, mentre al contrario merita un plauso Romain Grosjean, riuscito a entrare in Q2 nonostante i mille problemi della sua Lotus E22-Renault.

Afflitto da un problema di freni in Q1, infatti, il transalpino è riuscito comunque a chiudere tredicesimo e a passare al turno successivo, salvo vedere i propri sforzi vanificati dall'ennesimo problema al motore Renault che, comprensibilmente, lo ha portato sull'orlo della crisi di nervi. Tesissimo il suo scambio con il box, con un eloquente "maledetto motore!" ripetuto più volte. Del resto Romain aveva ancora una volta fatto la differenza rispetto a Pastor Maldonado, che dopo aver distrutto un telaio nella seconda sessione di libere del venerdì, in qualifica ha messo in scena un'altra prestazione opaca centrando la nona fila. Bene, nei limiti del possibile con il mezzo che ha tra le mani, Jules Bianchi. Il francese ha portato la propria Marussia-Ferrari a un 1'49"440 notevole, considerando che nessuna delle altre vetture di "terza fascia" è scesa sotto il muro dell'1'50.

Photo 4

Lo schieramento di partenza

1. fila
Lewis Hamilton (Mercedes W05) - 1'45"681 - Q3
Nico Rosberg (Mercedes W05) - 1'45"688 - Q3
2. fila
Daniel Ricciardo (Red Bull RB10-Renault) - 1'45"854 - Q3
Sebastian Vettel (Red Bull RB10-Renault) - 1'45"902 - Q3
3. fila
Fernando Alonso (Ferrari F14-T) - 1'45"907 - Q3
Felipe Massa (Williams FW36-Mercedes) - 1'46"000 - Q3
4. fila
Kimi Raikkonen (Ferrari F14-T) - 1'46"170 - Q3
Valtteri Bottas (Williams FW36-Mercedes) - 1'46"187 - Q3
5. fila
Kevin Magnussen (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'46"250 - Q3
Daniil Kvyat (Toro Rosso STR9-Renault) - 1'47"362 - Q3
6. fila
Jenson Button (McLaren MP4/29-Mercedes) - 1'46"943 - Q2
Jean-Eric Vergne (Toro Rosso STR9-Renault) - 1'46"989 - Q2
7. fila
Nico Hulkenberg (Force India VJM07-Mercedes) - 1'47"308 - Q2
Esteban Gutierrez (Sauber C33-Ferrari) - 1'47"333 - Q2
8. fila
Sergio Perez (Force India VJM07-Mercedes) - 1'47"575 - Q2
Romain Grosjean (Lotus E22-Renault) - 1'47"812 - Q2
9. fila
Adrian Sutil (Sauber C33-Ferrari) - 1'48"324 - Q1
Pastor Maldonado (Lotus E22-Renault) - 1'49"063 - Q1
10. fila
Jules Bianchi (Marussia MR03-Ferrari) - 1'49"440 - Q1
Kamui Kobayashi (Caterham CT05-Renault) - 1'50"405 - Q1
11. fila
Max Chilton (Marussia MR03-Ferrari) - 1'50"473 - Q1
Marcus Ericsson (Caterham CT05-Renault) - 1'52"287 - Q1

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