FORMULA 1

Intervista Esclusiva a Liuzzi
'Toro Rosso non affidabile;
Nel 2008 voglio rimanere in F.1'



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Vitantonio Liuzzi non si arrende. In una intervista concessa a Italiaracing mentre trascorre qualche giornata di meritato riposo nella sua Pescara, Liuzzi guarda al futuro con serenità e determinazione. Per diversi mesi ha vissuto una situazione delicata in seno al team Toro Rosso, dove presto si è accorto di essere più sopportato che accettato. Ed ora, con l'arrivo di Sebastian Vettel al posto di Scott Speed (col quale era sorta una buona amicizia), con conseguente conferma per il 2008, e l'annuncio dell'ingaggio di Sebastien Bourdais per la prossima stagione, i vertici della Toro Rosso hanno dato il ben servito a Liuzzi.

Vitantonio, però, aveva già deciso di lasciare il team con base a Faenza a fine 2007. Anno in cui, fino ad ora, è mancato il risultato in gara. Ma nel 2005, nonostante appena quattro apparizioni con la Red Bull, Liuzzi ha saputo conquistare un 8° posto a Imola e un 9° al Nurburgring. Nel 2006, due brillanti qualifiche con la Toro Rosso-Cosworth (12° a Melbourne e Montecarlo, un mezzo miracolo considerando la vettura) e ancora un 8° in gara, nel GP di Indianapolis. Questa stagione, altri due 12° posti in qualifica (Montecarlo e Montreal), ma tanti, troppi ritiri e nessun piazzamento degno di nota.

- L'interruzione del rapporto con la Toro Rosso è un fulmine a ciel sereno o sentivi che in ogni caso a fine 2007 avresti dovuto cambiare squadra?

"Da due mesi ho iniziato a guardarmi attorno perché avevo deciso di non proseguire con la Toro Rosso. Troppi episodi contradditori si sono verificati in questo 2007 e quindi ho ritenuto opportuno cambiare aria. Ho in corso un paio di trattative con team di ottimo livello (una di queste è la Williams, ndr), ma preferisco non menzionarli. Sto guardando anche agli Stati Uniti, alla Champ Car più che alla Indycar, ma l'obiettivo principale è quello di rimanere in F.1 dove sento di avere ancora tanto da dimostrare".

- Accetteresti anche un ruolo di tester, come ha preferito scegliere il tuo ex compagno Christian Klien legandosi alla Honda, pur di rimanere in F.1? Oppure se non troverai un sedile da pilota ufficiale andrai negli USA?

"Sto lavorando per correre nel mondiale del 2008, ma la possibilità di divenire tester non è da escludere. Dipende dalla squadra, come detto sto trattando con team importanti nei quali anche un ruolo come terzo pilota può essere gratificante. Vedremo".

- Immaginavi un 2007 così complicato dopo un'annata tutto sommato positiva? E' forse mancata la prestazione in gara, quella che non si dimentica, ma in qualifica in più di un'occasione hai strabiliato...

"Purtroppo la monoposto non è affidabile, ho dovuto sopportare ben otto ritiri su undici gare per problemi meccanici. Ci sono state le belle prove in qualifica di Montecarlo e Montreal. Proprio in Canada poteva saltare fuori il risultato eccezionale. Occupavo il quarto posto quando si è verificato il cedimento dell'anteriore destra per un contatto precedente. Non è mancata la sfortuna, ma indubbiamente dopo il 2006 mi aspettavo un'annata nella quale potevamo lottare per la zona punti ad ogni appuntamento. Toro Rosso ha fatto grandi investimenti, ma siamo rimasti lì perché tutti hanno compiuto un passo avanti. Un anno fa eravamo a 2", ora a 1"2, ma non siamo soli...".

- Perché Gerhard Berger e gli altri componenti della dirigenza del team non hanno creduto in te e in Scott Speed fin dal primo giorno? Cosa è accaduto?

"Secondo me loro avevano le idee ben chiare già nell'inverno del 2006, quando chiamarono per un test Bourdais. Poi c'era Vettel, pilota da sempre inserito nel programma Red Bull ed appariva chiaro che avrebbe debuttato in F.1. Quando ho saputo che il team principale confermava sia Coulthard sia Webber, era chiaro che Vettel sarebbe entrato in Toro Rosso, anche se ciò è avvenuto prima del previsto e Speed ne ha pagato le conseguenze. Bourdais è sicuramente un pilota molto forte, ha vinto tre campionati Champ Car, ma nei test che ha fatto con Toro Rosso non ha ottenuto temponi, si è comportato decentemente ma niente di speciale. Mah...".

- Com'è la tua situazione all'interno del gruppo Red Bull?

"Vorrei poter continuare con Red Bull, che dal 2001 ha appoggiato la mia carriera, e devo tantissimo a Dieter Mateschitz per quel che ha fatto per me. Io però, non sono mai appartenuto a un programma piloti Red Bull, la mia è sempre stata una situazione ibrida. Nel senso che Peter Collins, il mio manager fin da quando ho debuttato nel mondo delle corse, ha trovato in Red Bull un appoggio finanziario, ma nelle scelte siamo indipendenti".

Massimo Costa

Nella foto, Vitantonio Liuzzi (Photo 4)

15 Ago [16:37]