Luca Rossetti

“Del doman non c’è certezza”. Per rispondere a chi vorrebbe sapere cosa si aspetta dalla prossima stagione, Luca Rossetti cita Lorenzo de’ Medici. Con la serena determinazione di chi è lieto e vuole continuare a esserlo. Senza mostrarsi preoccupato. Conferma che il suo contratto con l’Abarth finirà fra dodici mesi e pur se osserva che i contratti valgono quel che valgono chiarisce di star bene dov’è. E di voler continuare a indossare la stessa divisa, quella con lo Scorpione. “Anche per dare il mio contributo a un’ulteriore crescita della squadra”, aggiunge alla fine di un’annata che lo ha comunque visto grande protagonista nella serie tricolore.

- Di un soffio, ma hai dovuto cedere il titolo a Paolo Andreucci. Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto?
“Assolutamente pieno, al di là del risultato finale. Aver chiuso il campionato con gli stessi punti di un grande pilota supportato da una grande squadra non lascia spazio a nessun dubbio, dimostra che il lavoro fatto è stato comunque positivo. Certo, non ho vinto e anch’io, come tutti quelli che corrono, vorrei sempre vincere e questa volta non sono riuscito a farlo...

- Battuto dal gafagnino con la Peugeot, grazie a un regolamento quantomeno bizzarro ti sei comunque visto attribuire il Trofeo Rally Terra. Ne sei orgoglioso?
“Certo che no. Diciamo che lo considero un premio ai continui, costanti progressi che insiame alla squadra sono stati fatti nel corso dell’annata”.

- Dove pensi di aver perso la sfida?
“Sull’asfalto friulano. La tappa di Udine è stata ancora una volta il crocevia della stagione: nel 2008 s’era vinto con un’auto rovinata nel corso dello shakedown e s’era di fatto messo il sigillo sul campionato, quest’anno le cose sono andate diversamente: primi sull’asciutto, s’è perso tutto quando le strade si sono bagnate per scelte di pneumatici sbagliate figlie dell’insicurezza”.

- Prima Super2000 di un certo livello ad essere stata progettata, la Punto comincia ad avere qualche annata sulle spalle...
“Già, ma come dice Valentino Rossi, gallina vecchia... Voglio dire che l’auto consente talmente tante regolazioni che lavorarci su è particolarmente stimolante e che, vista la qualità degli uomini dell’Abarth, se ci si dà da fare, la quadra si trova sempre. Del resto, Giandomenico Basso l’ha dimostrato con una serie di prestazioni ad alto livello e pure noi, in Italia, non siamo andati poi male”.

- All’estero, invece...
“Il bilancio è negativo, lo so. Dopo un buon 2008, il 2009 è stato pessimo e c’è un motivo: mentre ogni gara dell’italiano è stata preparata con molta cura, così non s’è fatto prima delle mie puntate nell’Intercontinental Rally Challenge e inevitabilmente siamo stati castigati perché non si può lasciare niente al caso”.

- Finiti gli impegni corsaioli, hai cominciato a svezzare la 500 R3T. Come ti pare?
“E’ un’auto divertente da pilotare e ha il suo punto di forza proprio nel rapporto qualità-divertimento-prezzo. Per ora ci siamo soprattutto occupati di verificare che non ci fossero difetti per così dire congeniti, ma adesso cominciamo a concentrarci sul renderla sempre più competitiva e sono convinto che svolgeremo il compito senza tanti problemi”.

- Ti piacerebbe correrci almeno una volta?
“Sì, certo. Non so quando, non so dove e ancora non se n’è parlato, ma penso proprio che riuscirò a farlo, magari in qualche bella gara”.

- In un passato ancora recente hai vinto gari importanti al di là delle Alpi. Conti di tornare ad essere protagonista anche fuori dal Belpaese?
“Certo e insieme a qualche sponsor sto già lavorando per concretizzare l’idea. Correre all’estero è importante e solo a pensare al prossimo Intercontinental Rally Challenge mi viene l’acquolina in bocca. Io sono pronto, aspetto di saperne di più dai dirigenti dell’Abarth”.

Guido Rancati















Scarica
il magazine

Il magazine di ItaliaRacing ora disponibile anche per iPad, iPhone, Android

Tutti i nostri Magazine

I Magazine da leggere e sfogliare anche su tablet e smartphone
© 2015 Inpagina s.r.l. / P.Iva 02235071202 - Registrazione del tribunale di Bologna n. 7323 del 30 aprile 2003