Andrea Navarra

La torta è pronta, restano solo da accendere le trentanove candeline da spegnere poi con un soffio. E’ nato il 25 febbraio. Andrea Navarra. E’ nato sotto il segno dei pesci. E come suggeriscono gli astrologi, è un tipo molto comprensivo, uno che crede nella bontà del prossimo. Dev’essere anche per questo che non ha reagito male all’annuncio della Subaru Italia di sospendere ogni attività corsaiola. Anche se è piuttosto chiaro che dall’azienda non si aspettava un “regalo” come quello che ha ricevuto. Non un paio di giorni prima del suo compleanno.

- Ti aspettavi una decisione del genere?
“No, purtroppo no... Pareva tutto a posto, c’erano le auto e c’era la volontà della Motul di continuare ad appoggiare la squadra. Poi qualcosa è cambiato...”.

- Cosa?
“Da quello che ho saputo è stata una decisione del nuovo numero uno della filiale che, mi dicono, non crede che le corse, i rally, siano adatti a veicolare il nome e l’immagine della Casa. Dev’essere così, pur se, prima al Monza Rally Show e poi al Memorial Bettega aveva mostrato un certo entusiasmo. Tutto pareva andare per il meglio e con Alberto Zambelli Rain e Max Sghedoni avevamo pianificato la stagione”.

- Con quali obiettivi?
“S’era d’accordo per continuare nel Trofeo Terra nel quale l’Impreza è ancora molto competitiva. Difatti l’obiettivo era vincerlo”.

- Il fascino degli sterrati non si discute, ma la scelta della Csai di sdoppiare il campionato italiano pareva fatta apposta per dare alla Subaru l’opportunità di tornare a battersi per il titolo, di tornare a vincere.
“E’ chiaro che la nuova regolamentazione aumentava di molto le nostre chances, ma l’idea era di concentrarci sulle gare su terra”.

- E adesso?
“Di concreto non c’è niente, però sto guardandomi intorno per trovare un’alternativa interessante e spero che qualcosa salti fuori in tempi relativamente brevi. Ho ancora voglia di correre e spero proprio di poter continuare a farlo”.

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