Sergio Maiga

“Se le risposte che riceveremo saranno negative, trarrò le mie conclusioni”. Sergio Maiga, presidente dell'Automobile Club Sanremo, non dice apertamente che se non troverà il budget necessario a riportare il Rallye Sanremo nel Campionato d'Europa, quello appena scritto passerà alla storia come il capitolo conclusivo del lungo romanzo d'amore fra la Città dei Fiori e le corse su strada. Ma lo lascia intendere. Dopo aver ribadito di essere convinto che la sola validità tricolore sia insufficiente a garantire un futuro all'appuntamento nel ponente ligure.
- Un ritorno in tempi brevi del Sanremo nella massima serie continentale è oggettivamente possibile?
“Siamo sempre rimasti in contatto con il promoter del campionato europeo dal quale, ancora nei giorni scorsi, abbiamo ricevuto ampie garanzie che un posto per la nostra gara c'è. A condizione che si riesca a trovare i fondi necessari a far fronte gli impegni che la cosa comporta. Insomma: è solo una questione di soldi, quelli che l'anno scorso ci sono mancati per conservare quella validità che avevamo faticosamente appena recuperato”.
- Quante probabilità di reperirli ritiene di avere?
“Francamente, non lo so. I tempi non sono facili, ma abbiamo approntato e inviato a tutti gli enti che in qualche modo ci sono stati vicini uno studio che dimostra che l'investimento necessario darebbe subito risultati importanti in termini di presenze sul territorio: diciamo che le entrate sarebbero quasi dice volte superiori alle uscite”.
- Oltre al già preoccupante calo di partecipanti, l'edizione numero 56 ha fatto registrare anche un calo considerevole di spettatori. Colpa della nuova data?
“Non credo. Piuttosto ritengo che il deludente numero di equipaggi al via sia dipeso, oltre che dalla ovvia assenza di quella ventina impegnata stabilmente nell'Europeo, dalla confusione che s'è venuta a creare riguardo agli pneumatici utilizzabili, un problema che la deroga, tipicamente italiana, concessa non ha risolto. E la consuetudine, anch'essa molto italiana, di varare nuove regole a stagione già iniziata non ha aiutato. Per dire, solo poche ore prima della prima riunione di commissari sportivi in servizio a Sanremo è stata ufficializzata la norma in base alla quale, ai fini assicurativi, il copilota è considerato un “terzo trasportato”, un semplice passeggero. Il calo degli spettatori è solo una conseguenza del calo degli iscritti: con meno campioni da ammirare, molti appassionati hanno rinunciato a seguire la gara a bordo strada”.
- L'abbinamento fra il Rallye Sanremo e il Sanremo Rallye Storico può essere considerato fra le cose da mantenere in futuro, se un futuro ci sarà?
“Sì, senza dubbio. Congegnando la manifestazione in un certo modo. Abbiamo dimostrato che è possibile allestire sulle stesse strade e negli stessi giorni due rally con pari dignità e sono convinto che questa sia una strada praticamente obbligata, quella che molti altri organizzatori dovranno seguire”.












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