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31 Lug [13:05]

L'ultima fatale curva di Hockenheim...
Ma a che serve il giro a piedi della pista?

Massimo Costa - Photo 4

"Purtroppo all’esterno delle ultime due curve si scivolava come sul ghiaccio. E’ stato pericoloso anche uscendo a 70 all’ora. E’ inaccettabile che ci sia un asfalto così in un circuito di F.1. Però non cerco scuse, resta un mio sbaglio. Mi servirà per imparare". Queste sono state le parole di Charles Leclerc dopo aver sbattuto la sua Ferrari contro le protezioni, una uscita di pista che gli è costata la probabile possibilità di giocarsi fino all'ultimo giro la vittoria nel GP di Germania.

"Sembrava di essere sul ghiaccio, non capisco", ha poi aggiunto un'altra vittima di quel punto del circuito, Nico Hulkenberg, tra l'altro pilota tedesco, di casa, che avrebbe dovuto conoscere bene quella particolare zona della pista. Che ha fatto altre vittime illustri come Lewis Hamilton, Carlos Sainz, Kimi Raikkonen eccetera.

La zona all'esterno delle ultime due curve viene utilizzata durante l'anno per manifestazioni di Dragster, e quello è il punto di partenza di tale specialità. In Germania questo tipo di eventi piacciono molto e non a caso è stato scelto il Motodrom di Hockenheim con le sue immense tribune da stadio. Dunque, in quel punto, l'asfalto è diverso e particolarmente scivoloso in caso di pioggia, considerando la gomma lasciata dai Dragster.

Dovete sapere che il giovedì (o anche il mercoledì) i piloti, dalla Formula 4 alla Formula 1, compiono con gli ingegneri, i telemetristi, i preparatori fisici, coach, il giro intero del circuito per scoprirne i segreti, le asperità dell'asfalto, le condizioni dei cordoli e delle vie di fuga. Partono dai box e si fanno quattro, cinque, sei, sette km sotto il sole cocente o la pioggia. Chi scrive, da anni, ha sempre sostenuto che tale giro lo si potrebbe fare in bicicletta perdendo meno tempo, ma piace così. A piedi. E' un momento, dicono, anche di aggregazione, per conoscersi meglio, per parlare di altro. 

Veniamo al punto, precisamente a Hockenheim. Alla luce delle dichiarazioni di Leclerc e Hulkenberg, come suggerisce il collega Alberto Sabbatini sul proprio blog, viene da chiedersi se i piloti quando passeggiano lungo il circuito osservino realmente con attenzione le caratteristiche del tracciato. O è soltanto un modo per farsi due risate lontano dal paddock e dalle sue tensioni. Come è possibile che piloti professionisti come quelli che corrono in F1, non si siano accorti delle condizioni del grip dell'asfalto nella via di fuga delle ultime due curve e solo dopo essere finiti contro le barriere, sorpresi, si siano lamentati. Sbagliare in quel tratto del circuito durante il GP non è stata una colpa, le condizioni meteo erano veramente complicate, ma forse se sapevano cosa li attendeva al di là del cordolo, magari sarebbero stati più attenti.

E se il pilota, nel giro a piedi della pista, non ha fatto caso a quella via di fuga, come mai nessuno tra coloro che lo accompagna, se ne è accorto, glielo ha fatto notare, era informato sul fatto che quel punto viene usato dai dragster? Che ci stanno a fare altrimenti al fianco del pilota in quei cinque chilometri? Delle chiacchiere appunto... Forse non è un caso che tra i pochi a essersi salvati dall'uscita di pista in quella zona ci sia Sebastian Vettel, che ha corso in punta di piedi, ottenendo tempi alti certo (come qualcuno in giro ha scritto maliziosamente), ma intelligentemente ha saputo dove mettere le ruote e portare a casa il risultato.

Sabbatini aggiunge una curiosità importante nel suo articolo: " trent’anni fa un campione come Ayrton Senna, quando ispezionava la pista al giovedi, andava con i piedi persino a tastare la consistenza della ghiaia nella via di fuga per capire se facendo un dritto poteva uscirne fuori con le ruote da quel punto o se rischiava d’insabbiarsi irrimediabilmente. E in base a quell’ispezione Senna decideva poi se prendersi più o meno rischi in corsa in quelle curve. Questa non è pignoleria pedante, è malizia frutto dell’esperienza. Ma sono quelle malizie che fanno la differenza tra un giovane pilota veloce e un campione maturo. Possibile che nessuno in tutta la Ferrari sappia insegnarle a Leclerc?"
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