25 Nov [12:30]

Brawn parla di Covid, calendari,
Domenicali e del futuro della F1

Massimo Costa - XPB Images

Quando parla Ross Brawn, bisogna sempre prestare molta attenzione. L'ex ingegnere di Benetton e Ferrari, capace di vincere un Mondiale F1 con un proprio team al debutto e cederlo alla Mercedes, di cui è stato il primo timoniere, è da qualche anno il responsabile sportivo di Liberty Media. Brawn e Liberty Media, fino alla conclusione della stagione 2019 avevano migliorato tantissimo l'immagine nel mondo della F1, prima ingrigita dalla presenza del suo ex boss Bernie Ecclestone. L'arrivo del Covid-19 ha traumatizzato l'ambiente, ma la reazione di chi ha in mano la "baracca" è stata fenomenale. E mentre l'ex Ecclestone sosteneva che la soluzione migliore era quella di non correre (mandando in fallimento tutti evidentemente), Brawn e Liberty Media si sono inventati una stagione pazzesca che, come poi spiega Brawn, con la precedente struttura dello stesso Ecclestone sarebbe stato impossibile creare. In questa intervista alla Gazzetta dello Sport, mister Ross spiega molti aspetti attuali e futuri della F1:

"Fortunatamente la F1 è uno sport fondato su protocolli e procedure e questo ci ha aiutato. Quando siamo tornati dall’Australia eravamo scioccati, non sapevamo che cosa fare, cosa sarebbe accaduto, se avremmo potuto correre ancora quest’anno. Per alcuni giorni non capivamo come comportarci, poi uno scenario ha cominciato a prendere forma, un’idea ha iniziato a fare capolino. Abbiamo costruito una bella relazione con i team e la FIA, e siamo stati in grado di trovare una soluzione. Devo dire che se fosse accaduto soltanto cinque anni fa avremmo fatto fatica a trovare una soluzione perché allora non avevamo la stessa struttura e organizzazione. Siamo riusciti a imbastire un campionato che a marzo appariva complicato, disputando pure delle belle gare, perché grazie alle circostanze abbiamo avuto l’opportunità di ritornare su piste storiche o inedite come il Portogallo. Sì sono orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto".

Brawn poi parla dell'aspetto economico e dei calendari: "La F1 stava attraversando una fase di forte crescita e noi eravamo molto contenti di come stavano andando le cose a fine 2019. Poi, ci è capitata questa crisi che nessuno poteva prevedere e che ha ridotto fortemente gli incassi nostri e dei team. Noi come Formula One Group abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per fare in modo che i team potessero sopravvivere. Non ne abbiamo perso alcuno e questo è ciò che conta. Ora sono convinto che ci attenda un bel futuro".

"Quest'anno abbiamo visto belle gare a Imola come in Portogallo e Turchia, per il 2021 per la data del 25 aprile è tutto aperto, vediamo come si sviluppa la questione. Ovviamente siamo dispiaciuti di non poter andare in Vietnam, ma troveremo un candidato forte. Per il calendario l'aspetto economico sarà comunque preponderante, vogliamo tornare a una situazione normale e dunque con una forte considerazione dal punto di vista commerciale. Alcuni Paesi saranno in una posizione migliore rispetto ad altri, perché potranno fare delle migliori offerte commerciali, e di questo dobbiamo tenere conto. Perché noi dobbiamo tornare al normale livello finanziario il più in fretta possibile. Quindi l’aspetto commerciale avrà un peso maggiore rispetto al 2020».

Brawn spiega come affrontare i problemi Covid-19 nel corso del 2021: "L’Australia al momento gode di una buona posizione dal punto di vista del Covid. Per ora non ha ancora deciso come gestire gli Open di tennis, ma le cose stanno cambiando rapidamente e sono ottimista. Credo che l’Australia sappia che la comunità della F1 sa come comportarsi responsabilmente nel visitare un Paese. E poi arriverà il vaccino. Ecco, mi ricordo che quando ho iniziato a lavorare in F1, eravamo abituati a vaccinarci per andare in alcuni Paesi. Rifarlo adesso sarebbe un compromesso ragionevole".

Poco cambierà nel format dei weekend dei Gran Premi, come dice Brawn: "L’esperimento di Imola sul format dei due giorni, era legato a ragioni logistiche, al fatto che le macchine arrivavano dal Portogallo, ed ha mostrato cose positive e altre meno. Ma è una possibilità che ci teniamo in tasca, anche se non sarà la normalità. Diciamo che, in caso di necessità, possiamo contare su una buona soluzione. Ma nel 2022, il venerdì sarà differente: ci saranno solo due turni di prove al pomeriggio e meno aree su cui si potrà lavorare. Questo permetterà ai team, a fronte di un calendario più ricco e di venire ai circuiti un giorno più tardi. Rotazione del personale? Questo dovrebbe essere l’approccio dei team. Una volta avevamo 18-19 gare, ma un sacco di test tra una corsa e l’altra, prima della fine della stagione e al termine. E i team ruotavano il personale".

Infine un accenno all'arrivo di Stefano Domenicali al posto di Carey: "Si apre una nuova fase. Chase è stato perfetto in quel ruolo alla fine dell’era Ecclestone, perché è un uomo d’affari molto esperto e intelligente. Ha preso il controllo della situazione, ha dato la direzione che serviva. Stefano è perfetto per la prossima tappa di evoluzione della F1, ha ovviamente una più approfondita conoscenza del mondo dei GP e ciò è buono. Chase ha creato le fondamenta commerciali di cui avevamo bisogno, con un Patto della Concordia più trasparente e chiaro di quello attuale. Ora Stefano può portare la sua identità. Sarà differente da Chase, sarà un altro periodo eccitante. Il mio ruolo resterà molto simile, in F1 quando raggiungi un obiettivo, ti accorgi di quanti altri ne devi ancora ottenere. Stanno arrivando nuove regole. La prossima sfida riguarda la sostenibilità ambientale. Insomma, risolto un problema, te ne si presenta subito un altro. Credo che con Stefano identificheremo quali saranno le mie priorità per il futuro".