6 Set [14:02]

Giorni decisivi per il
futuro della Honda in F.1

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Massimo Costa

Nessuno poteva immaginare che un costruttore importante, storicamente vincente, come la Honda, dopo tre anni di presenza (disastrosa) nel mondiale F.1 come fornitore di power unit alla McLaren, si ritrovasse sull'orlo del baratro. Sballottato da una parte all'altra del paddock come una palla che scotta e che nessuno vuole tenere in mano. Zak Brown, e la McLaren tutta, sta lavorando da giorni per liberarsi della Honda e portare sulle future MCL33 i motori Renault. Ma il regolamento, come abbiamo già riportato, impedisce a un motorista di essere presente in più di tre team e la Renault è già presente in F.1 con la propria squadra, con Red Bull e con Toro Rosso.

L'unica chanche per la McLaren, è dunque quella di liberare dalla Renault uno dei team che usufruiscono della power unit francese, in particolare la Toro Rosso. Si era già parlato di una trattativa della seconda squadra Red Bull con la Honda, poi pareva tutto tramontato. In realtà, tale possibilità non ha mai cessato di esistere. Liberty Media e la FIA non vogliono che la Honda si ritrovi fuori dalla F.1: Jean Todt propose l'ibrido proprio per coinvolgere il costruttore nipponico, che rispose alla chiamata al contrario di altri che poi si tirarono indietro.

Dunque, si sta lavorando per far rimanere la Honda in F.1. Ma i giapponesi pare non si rendano conto della situazione di debolezza in cui si trovano. Con la McLaren fanno la voce grossa, del resto in tre anni l'hanno finanziata per circa 300 milioni di dollari (così si dice) e per il divorzio eventuale chiedono una buona uscita importante. Cosa che il team di Woking forse neanche si può permettere o vuole spendere. Meglio perdere 100 milioni sicuri per il 2018 e affrontare un altro anno di incertezze o pagare una penale? In ballo c'è anche la permanenza di Fernando Alonso. Lui ha chiaramente fatto capire che se rimarranno la Honda, se ne andrà, a costo di non correre più. Se arriveranno i motori Renault, rimarrà.

Capitolo Toro Rosso: Helmut Marko è attirato dall'arrivo della Honda solo se porta un contributo economico pari a quello concesso alla McLaren. Ma la dirigenza giapponese non intende spendere 100 milioni per un team di medio livello e propone quanto aveva offerto alla Sauber: motori in leasing. Marko è preoccupato dalla poca competitività delle power unit Honda (anche se, chissà, nel 2018 potrebbe esserci l'atteso salto di qualità) e quindi la prospettiva di pagare motori che poi si potrebbero nuovamente rivelare un disastro lo spaventa.

In tutto questo rientrerebbe un giro di piloti non indifferente. Perché la Honda, se si accorderà con il team di Faenza, vorrà sicuramente inserire in Toro Rosso Nobuharu Matsushita (che era in predicato di salire sulla Sauber e che ha provato a Budapest tra l'altro), ma la Red Bull deve in qualche modo promuovere Pierre Gasly, esiliato in Giappone. Con Daniil Kvyat che probabilmente uscirà dal mondo Red Bull, Carlos Sainz potrebbe finalmente dar seguito al suo progetto di cambiare aria inseguendo la Renault o la Williams. Mentre se la Honda dovesse rimanere con McLaren, Alonso saluterà la compagnia e chi prenderà il suo posto? Magari quel Robert Kubica (già nella lista Renault) che ha come manager Alessandro Alunni Bravi, lo stesso di Stoffel Vandoorne fresco di rinnovo con la McLaren. O Sainz o chissà chi...

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