24 Dic [14:15]

Intervista a Delfino/Autotecnica
"L'obiettivo? Qualità e continuità"

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Stefano Semeraro

Con Giovanni Delfino ripercorriamo nel dettaglio le tappe di questa annata così intensa e per molti versi esaltante di Autecnica Motori. Partendo dai successi in pista: «In Formula 4 nel 2017 è arrivata una bella conferma. Siamo infatti stati attivi nei campionati dove eravamo già presenti lo scorso anno, e cioè l'italiano, il tedesco, lo spagnolo, quello del nord Europa e degli Emirati. I numeri hanno fatto rilevare un calo di piloti, è vero, ma si tratta di un fenomeno fisiologico nei campionati monomarca».

Il progetto più stuzzicante e ambizioso riguarda la nuova concezione della Formula 3 voluta dalla FIA. È così?
«Sì, e siamo stati noi, di nostra iniziativa e volendolo fortemente, a presentare una proposta per il motore della futura Formula 3 Regional, partendo da un propulsore Alfa Romeo 1750 turbo. In questo anno siamo stati impegnati nella progettazione, ma anche nella realizzazione, perché il motore è a tutti gli effetti pronto, 'sui cavalletti' come si dice. Della nascita di questa categoria si sapeva da tempo, quindi abbiamo voluto portarci avanti con il lavoro per essere pronti nel momento in cui il campionato effettivamente partirà. È un motore di circa 270 cavalli di potenza, come da specifiche FIA, che abbiamo definito anche per quanto riguarda il montaggio sul telaio, per non rischiare di creare un prodotto valido, ma difficile da utilizzare. Ci siamo a questo proposito coordinati con Tatuus, che ha le specifiche per quanto riguarda il telaio, e con la quale del resto c'è un rapporto di collaborazione diventato ormai strettissimo con la nascita di Eccellenze Motorsport Italia».

Ci vuole dire qualcosa di più sul motore per la Formula 3 Regional che avvia anche il discorso del 'motore globale'?
«Partendo dallo stesso motore ne abbiamo ricavato sia un versione turbo a a carter secco per la Formula 3 Regional sia una versione aspirata, a carter umido, da 1600 cc, che ha debuttato a Loheac nella tappa bretone dell'European Rally Cross con la Mito. Si è trattato per noi di Autotecnica di una soddisfazione enorme, perché il motore si è dimostrato un successo sia sotto il profilo delle prestazioni sia sotto quello dell'affidabilità. Nel caso della Mito Rally Cross va sottolineato che del motore di serie è rimasto quasi esclusivamente il basamento. Nella versione per la Formula 3 Regional tutta la base del motore è invece completamente di serie, mentre la progettazione ex novo ha riguardato gli altri componenti che coinvolgono l'installazione, quindi carter, pompe, coperchi delle punterie, cablaggi, centraline e via dicendo».

Veniamo alla terza 'pietra miliare' dell'anno che si sta concludendo, e che riguarda le collaborazioni con JAS Motorsport e altre realtà di assoluto prestigio del motorsport italiano...
«Si tratta di un impegno molto delicato, che però ci dà grandissime soddisfazioni. Stiamo lavorando allo sviluppo di motori già esistenti e di altri nuovi. Risolvere al banco problemi che limitano affidabilità e prestazioni ed essere presenti anche ai test in pista è un motivo di orgoglio e fa il paio per l'avvio della partnership con JAS Motorsport per il motore del TCR. Strategicamente quest'ultimo è un impegno importantissimo, perché ci consente di affacciarci ad una serie di livello mondiale come il campionato TCR. Confrontarci con gli altri costruttori su questo fronte è una sfida veramente stimolante».

Arriviamo così alla nuova sede, che di tutte le sfide vinte e sicuramente la più... visibile?
«È una struttura non ha niente a che fare con la precedente e che ci consente di presentarci sul mercato con standard nuovi per quanto riguarda strumentazione e attrezzatura, ma anche sotto il profilo del confort e dell'ergonomia. Tutti i ragazzi del nostro staff sono contenti del nuovo ambiente, dove è più facile e veramente gradevole lavorare. La nuova sede rappresenta un salto di qualità anche in termini di immagine e visibilità. I clienti di grande nome che sempre più spesso ci troviamo ad accogliere trovano ora una struttura confrontabile con le migliori del settore. E la quantità e la qualità di chi ha voluto accettare il nostro invito all'inaugurazione è un sintomo di quanto in questi anni Autotecnica Motori sia cresciuta nella considerazione degli addetti ai lavori».

Con la rinnovata presenza al PRI di Indianapolis, la più importante fiera nel settore racing e engineering del mondo, quali obiettivi si siete posti?
«Essenzialmente due. Abbiamo voluto dare un segno di continuità al cliente americano, una tipologia particolare di cliente. Non gli basta vederti una volta, e apprezzarti, perché si convinca ad affidarti un lavoro, ma ha bisogno di stabilità. Tutti coloro che partecipano al PRI mi avevano avvertito: non ti illudere di ricevere ordini per i primi 2-3 anni. E così è stato, quest'anno infatti abbiamo iniziato a intavolare discorsi interessanti. Inoltre era importante anche presentarsi con una gamma di motori che testimoniasse la continuità del nostro lavoro. L'anno scorso portammo il motore per la Formula 4, quest'anno si è aggiunto il neonato propulsore per la Formula 3 Regional. Il secondo motivo importante che ci ha spinti a tornare a Indianapolis è la partnership nata con Tatuus, che ha dato origine a Eccellenze Motorsport Italia. Tatuus è presente negli Usa nella Road to Indy con USF 2000 e Pro Mazda, noi in qualità di partner cerchiamo di far trasmettere la qualità del nostro prodotto attraverso un gioiello come il motore per il Formula 3 Regional. Durante la fiera ho tenuto d'occhio gli spazi attorno al nostro stand, cosa c'era esposto e gli sguardi dei visitatori: vi assicuro che pochi oggetti sono stati fotografati come il nostro motore. Perché è anche bello da vedere, oltre che performante e affidabile. Vogliamo che il nostro biglietto da visita sia questo, non conta solo la sostanza, perché senza sostanza non vai da nessuna parte, ma come la presenti. In pista cerchiamo di essere sempre eleganti, sorridenti, trasparenti in tutte le nostre attività. Perché si può offrire un prodotto di qualità anche curando tutto ciò che gli sta intorno».

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