28 Gen [21:10]

Daytona - Finale
Doppietta Action Express, Alonso KO

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Marco Cortesi

L’edizione 2018 della 24 Ore di Daytona è stata durissima e ipercompetitiva. Questo è sicuramente l’elemento su cui tutti i concorrenti concorderanno, al termine di una rincorsa senza fiato. A fasi alterne tutti i grandi protagonisti sono incorsi in varie problematiche e a vincere sono stati coloro che, nonostante tutto, si sono tenuti più fuori dai guai... di pilotaggio, girando sempre su ritmi da forsennati. Spinto da un grande Filipe Albuquerque, che quest’anno correrà full-time insieme Joao Barbosa, l’Action Express Racing ha centrato un nuovo successo, il primo con la Cadillac DPi VR dopo l’affermazione 2017 del team Taylor.

Il trio che comprende anche Christian Fittipaldi (il brasiliano resterà Direttore Sportivo) ha superato qualche problema di surriscaldamento chiudendo con un giro di vantaggio sulla vettura gemella di Curran-Conway-Nasr-Middleton. A conferma della performance complessiva di questa edizione, e grazie alla scarsità di safety-car (solo 4) la vettura numero 5 ha battuto, con ampio margine, anche il record di distanza completata nelle 24 ore.

Le Acura del Team Penske, che sembravano in ottima posizione per puntare al successo, hanno pagato dazio: la vettura di Taylor-Rahal-Castroneves è stata fermata dai danni riportati in un contatto del brasiliano con la Cadillac seconda classificata, mentre l’altra ARX05 di Pagenaud-Montoya-Cameron è stata fermata da un guaio alla frizione che ha richiesto un lungo stop. Incredibile serie di problemi di gomme invece per i campioni uscenti: la Cadillac del team Taylor ha incontrato ben sette forature e la scuderia ha deciso di fermare la vettura precauzionalmente. Un problema… esplosivo al turbo ha invece messo KO la Ligier-Nissan superstite dopo le prime 12 ore, quella di Derani-Van Overbeek-Lapierre.

Al terzo posto, alle spalle delle due Cadillac, si è piazzata così l’Oreca del team CORE, alla prima apparizione nella categoria. Insieme al gentleman (proprietario della struttura che gestisce anche le Porsche ufficiali in GT) Jon Bennet, al via c’era un trio di peso comprendente il fido “pro” Colin Braun, da tempo parte integrante della squadra, Romain Dumas e Loic Duval.

Problemi tecnici hanno tolto dalla contesa la Ligier di punta del team United Autosports. Dopo i guai al cilindro freno e la foratura che avevano portato Alonso-Norris-Hanson sotto di 25 giri, un nuovo contrattempo ai freni ha decretato il ritiro. Comunque, la seconda vettura transalpina schierata dall'equipe di Zak Brown ha concluso quarta con De Sadeleer-Owen-Di Resta-Senna, davanti all’Oreca di Jacky Chan condivisa da Tung-Brundle-Habsburg-Da Costa.

In classe GTLM, incredibile dominio delle Ford ufficiali del team Ganassi, pur con un avvicendamento rispetto alla metà corsa: sul traguardo Briscoe-Westbrook-Dixon hanno trionfato su Hand-Muller-Bourdais, in una prestazione impressionante, implacabile, che già incute timore in vista del resto della stagione. Staccatissimi gli altri. Le due Corvette, rispettivamente a 1 e 2 giri, non hanno potuto fare nulla, mentre la Ferrari Risi di Rigon-Calado-Pier Guidi-Vilander ha arpionato la top-5 anche grazie ad una penalità per eccesso di velocità ai box presa da Bruni-Vanthoor-Pilet con la Porsche superstite.

Difficilissima la prima apparizione della BMW. La vettura bavarese paga un ritardo di sviluppo importante: è infatti stata riprogettata a metà strada per via di una mancata deroga sul profilo laterale (bloccata all’ultimo da altri due team) e nonostante una tabella di marcia a tappe forzate, il debutto non è avvenuto nei tempi ideali. In un comunicato stampa, la BMW non ha fatto mistero di desiderare un BOP più accomodante per Sebring.

In GT Daytona, Italia sugli scudi. Coronando una superiorità mostrata sin dai test, la Lamborghini Huracan numero 11 del team Grasser ha alla fine battuto tutti pur partendo dal fondo per una penalità post-qualifica. Come sempre, è stato grande protagonista Mirko Bortolotti, che insieme a Rolf Ineichen, Franck Perera e Rik Breukers si è meritatamente regalato un'affermazione di grande prestigio. Al secondo posto si è classificata la prima Acura ufficiale del team Shank, quella di Parente-Legge-Hindman-Allmendinger, mentre un’altra Lamborghini, che ha visto brillante protagonista Andrea Caldarelli, ha chiuso terza col team Park Place. Il pescarese ha trascinato un trio tutto americano composto da Bryan Sellers, Madison Snow e Bryce Miller.

Domenica 28 gennaio 2018, gara

1 - Barbosa-Albuquerque-Fittipaldi (Cadillac DPi) – AXRacing - 808 giri
2 - Curran-Nasr-Conway-Middleton (Cadillac DPi) – AXRacing - 1'10”544
3 - Braun-Bennett-Dumas-Duval (ORECA LMP2) – CORE - 1'31”982
4 - De Sadeleer-Owen-Di Resta-Senna (Ligier LMP2) - United Autosports - 4 giri
5 - Brundle-Tung-Habsburg-Lothringen-Da Costa (ORECA LMP2) – Chan/Jota - 4 giri
6 - Alon-Trummer-DeFrancesco-Cindric (ORECA LMP2) – JDC-Miller - 10 giri
7 - Simpson-Miller-Goikhberg-Menezes (ORECA LMP2) – JDC-Miller - 10 giri
8 - O'Ward-French-Masson-Miller (ORECA LMP2) – Perf.Tech - 12 giri
9 - Taylor-Castroneves-Rahal (Acura DPi) – Penske - 15 giri
10 - Montoya-Cameron-Pagenaud (Acura DPi) – Penske - 15 giri
11 - Westbrook-Briscoe-Dixon (Ford GT) – Ganassi - 25 giri
12 - Mueller-Hand-Bourdais (Ford GT) – Ganassi - 25 giri
13 - Garcia-Magnussen-Rockenfeller (Chevrolet Corvette C7.R) – Corvette - 27 giri
14 - Milner-Gavin-Fassler (Chevrolet Corvette C7.R) – Corvette - 28 giri
15 - Rosenqvist-Stroll-Frijns-Juncadella (ORECA LMP2) – Chan/Jota - 31 giri
16 - Pier Guidi-Vilander-Calado-Rigon (Ferrari 488 GTE) – Risi - 34 giri
17 - Bamber-Vanthoor-Bruni (Porsche 911 RSR) – Porsche - 34 giri
18 - Edwards-Krohn-Catsburg-Farfus (BMW M8 GTLM) – Rahal - 35 giri
19 - Yacaman-Saavedra-Gonzalez-Boulle (Ligier LMP2) – Mathiasen - 37 giri
20 - Tandy-Pilet-Makowiecki (Porsche 911 RSR) – Porsche - 55 giri
21 - Bortolotti-Ineichen-Perera-Breukers (Lamborghini Huracan) – Grasser - 56 giri
22 - Parente-Legge-Hindman-Allmendinger (Acura NSX) – Shank - 57 giri
23 - Snow-Sellers-Caldarelli-Miller (Lamborghini Huracan) – Miller - 57 giri
24 - Bleekemolen-Keating-Christodoulou-Stolz (Mercedes-AMG GT3) – Riley - 57 giri
25 - Bell-Sweedler-Montecalvo-Bird (Ferrari 488) - Scuderia Corsa - 57 giri
26 - Lally-Potter-Davis-Winkelhock (Audi R8 LMS) – Magnus - 58 giri
27 - Van der Linde-van der Linde-Schmidt-Mies (Audi R8 LMS) – Land - 59 giri
28 - Jaeger-Habul-Engel-Grenier (Mercedes-AMG GT3) – Riley - 63 giri
29 - Heinemeier Hansson-Hawksworth-Pruett-Farnbacher (Lexus RC F) – 3GT - 64 giri
30 - Balzan-MacNeil-Jeannette-Segal (Ferrari 488) - Scuderia Corsa - 64 giri
31 - Aschenbach-Marks-Farnbacher-Ledogar (Acura NSX) – Shank - 67 giri
32 - Foley-Koch-Spinelli Boggi-Perez (Mercedes-AMG GT3) – P1 - 67 giri
33 - Perez Companc-van Splunteren-Engelhart-Lenz (Lamborghini Huracan) – Grasser - 69 giri
34 - Tomczyk-Klingmann-Kvamme-Yount (BMW M6) – Turner - 75 giri
35 - De Phillippi-Sims-Auberlen-Eng (BMW M8 GTLM) – Rahal - 77 giri
36 - Marcelli-Baumann-Frommenwiler-Junqueira (Lexus RC F) – 3GT - 89 giri
37 - Eversley-Gilsinger-Rayhall-Falb (Acura NSX) – HART - 89 giri
38 - Norris-Hanson-Alonso (Ligier LMP2) - United Autosports - 90 giri
39 - Perez de Lara-Molina-Fuentes-Creel (Ferrari 488) – Risi - 93 giri
40 - Bergmeister-Lindsey-Siedler-Pappas (Porsche 911 R) - Park Place - 133 giri
41 - Nielsen-Long-Renauer-Jaminet (Porsche 911 R) – Wright - 142 giri
42 - Popow-Lux-Drumwright-Gaughan (Riley LMP2) – Bar1 - 166 giri
43 - Smith-Walls-Proczyk-Cairoli-Mueller (Porsche 911) – Manthey - 171 giri
44 - Lamy-Dalla Lana-Lauda-Serra (Ferrari 488) - Spirit of Race - 237 giri
45 - Van der Zande-Taylor-Hunter-Reay (Cadillac DPi) – Taylor - 253 giri
46 - Tincknell-Bomarito-Pigot (Mazda DPi) – Joest - 267 giri
47 - Nunez-Jarvis-Rast (Mazda DPi) – Joest - 278 giri
48 - Derani-van Overbeek-Lapierre (Nissan DPi) – ESM - 370 giri
49 - Dalziel-Sharp-Pla (Nissan DPi) – ESM - 470 giri
50 - Vautier-McMurry-Cheever (Cadillac DPi) – SDR - 517 giri

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