8 Lug [20:50]

Ferrari in estasi per la vittoria
Vettel: "Un successo di squadra"

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Jacopo Rubino - Photo4

La sintesi è tutta nel messaggio radio di Sebastian Vettel dopo la bandiera a scacchi: "Qui a casa loro". La Ferrari espugna Silverstone, feudo totale Mercedes ("loro" appunto), già dal 2013 quando si correva ancora coi motori V8. Dai rivali si è accesa una coda polemica per il contatto in apertura tra Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton, ma gli uomini in rosso respingono le accuse al mittente. E si godono un successo dal forte valore simbolico.

Un successo che per Vettel è il numero 51 della carriera, alla pari di un mostro sacro come Alain Prost. E che resterà nella memoria per il sorpasso di forza compiuto su Valtteri Bottas al giro 47, epilogo di un finale da cardiopalma dopo le neutralizzazioni per il botto di Marcus Ericsson e poi per quello fra Sainz e Grosjean. Al muretto del Cavallino hanno sfruttato quel frangente per effettuare un pit-stop aggiuntivo, montando un nuovo treno di gomme soft (quello risparmiato provvidenzialmente nelle libere), ma questo ha significato doversi riprendere la posizione in pista.

"Avevo il vantaggio dei pneumatici, ma lui (Bottas, ndr) aveva aria pulita davanti e nei tratti veloci era difficile avvicinarsi. Con la mia mossa finale sono riuscito a sorprendenderlo, secondo me non credeva che sarei voluto andare all'interno: mi sarebbe piaciuto essergli più attacco in uscita, ma ho pensato che sarebbe stata comunque una buona occasione e ho dato tutto. Non ero sicuro che avrei chiuso la curva, ma ce l'ho fatta", ha raccontato entusiasta Vettel per l'attacco decisivo.

"Oggi nel primo stint ho spinto forse troppo sulle soft, ma con il secondo treno di gomme avevo tutto sotto controllo. La safety-car ha reso tutto più elettrizzante, ma anche più difficile. Ad ogni modo, la strategia in tema di pneumatici è stata fantastica e alla fine abbiamo ottenuto una vittoria magnifica, un successo di squadra".

Sul podio ci è andato anche Raikkonen, terzo, capace a sua volta di superare il connazionale Bottas. Il finlandese, però, si è innanzitutto assunto la responsabilità del contatto in curva 3 che al primo giro ha mandato in testacoda Hamilton: "È stato un mio errore, ho meritato la penalità di 10 secondi. Può succedere". Scontata la sanzione ai box, Iceman si è rimesso a testa bassa: "Sorpassare era difficile e ho lottato contro le Red Bull per diversi giri. Quando non li avevo vicini, la mia velocità era buona, ma nei momenti in cui mi stavano davanti, la loro scia sembrava dare problemi alla mia macchina. Perdevo tanto carico aerodinamico e il bilanciamento risultava compromesso. Eravamo leggermente più veloci, ma è stata dura seguirli. C'è stata una battaglia serrata per molto tempo, all’inizio e alla fine della gara e ho superato una delle Mercedes. Non è stata una giornata facile, ma ho dato tutto quello che avevo e ho fatto una bella rimonta".

E se l'appetito vien mangiando, in Ferrari si guarda già ad Hockenheim con la voglia di continuare così: "Domani terremo il nostro debriefing e già dal pomeriggio inizieremo a preparare il Gran Premio di Germania, la gara di casa di Sebastian", sottolinea il team principal Maurizio Arrivabene. Che si gode una Rossa in forma smagliante.

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