10 Lug [18:28]

Ferrucci pubblica le sue scuse,
ma non convincono nessuno

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Jacopo Rubino

Travolto da un fiume di critiche dopo la folle condotta tenuta a Silverstone, Santino Ferrucci è uscito allo scoperto attraverso il proprio account Twitter. Il pilota statunitense ha pubblicato un messaggio di scuse che, comunque, non basterà certo a evitargli lo stop forzato per i prossimi round della Formula 2 a Budapest e Spa, né, a quanto pare, a riguadagnare la stima degli appassionati che hanno continuato a tempestarlo di messaggi negativi. Sembra, insomma, essere stata superata la soglia in modo irreversibile.

"Voglio inviare le mie più sincere scuse per le mie azioni di domenica nella gara di Silverstone della F2. Ho usato pochissimo giudizio alla fine della gara, arrivando troppo vicino al mio compagno Arjun (Maini, ndr), per fortuna senza causare danni o problemi alla sua macchina", si legge. "Non c'era premeditazione nelle mie azioni, solo rabbia e frustrazione per quello che è un anno negativo. Non ho giustificazioni, tranne l'essere un ventenne italoamericano con una profonda passione del motorsport, che è uno sport molto emozionale. Ci sono state varie ragioni che mi hanno portato a perdere la testa, ma non è comunque un motivo valido e mi assicurerò che non accada più".

Di questo testo riparatore, studiato a freddo, lasciano però perplessi molti passaggi. Innanzitutto, non c'è nessuna ammissione di colpa nei confronti dello stesso Maini, al fianco del quale la Trident si è schierata apertamente "per il comportamento antisportivo e incivile che è stato costretto a sopportare da Santino Ferrucci e da suo padre, non soltanto in questo ultimo weekend", come spiegato domenica. E l'aggressività verso l'indiano è continuata anche a motori spenti: replicando al video del tamponamento al termine della Sprint Race, presente sul profilo Twitter ufficiale di Sky Sports F1, Ferrucci ha definito Maini "quello che piange alla radio".

Gli uomini della stessa Trident, in ogni caso, hanno testimoniato che la manovra fosse realmente volontaria. Resta inconcepibile che un pilota già in orbita F1 (in quanto nel programma Haas) abbia cercato di sfogare la sua rabbia con un regolamento di conti in pista bello e buono.

"Mi rendo conto di aver messo in imbarazzo molte persone e mi scuso con i miei sponsor, la Trident, gli altri piloti, la Haas, la FIA, i miei fans, amici e parenti", prosegue poi la nota di Ferrucci, che ha infine voluto chiarire, almeno dalla sua prospettiva, il perché abbia disertato la chiamata dei commissari.

"Ero stato sorteggiato per un test antidoping, insieme ad altri, e questo ha ritardato il mio rientro nel paddock di oltre un'ora. A quel punto ho dovuto fare i bagagli molto in fretta e dirigermi all'aeroporto per prendere un volo nel primo pomeriggio per gli Stati Uniti, per essere presente ad una questione di salute molto delicata in famiglia. Sono stato avvisato del meeting con gli stewards quando stavo andando via e ho inviato una email al mio team manager da inoltrare ai commissari, spiegando loro che non avevo altra alternativa che partire". Ma forse, è la parte meno assurda del suo disastro in Gran Bretagna.

Fra i tanti commenti che abbiamo letto sul tema, molto esemplificativo è quello del giornalista Will Buxton, oggi presentatore della F1 (nonchè, in passato, capo ufficio stampa della vecchia GP2): "Negli anni a venire, la completa implosione di Santino Ferrucci verrà studiata nelle aulee di scienza dello sport, come chiaro esempio di suicidio professionale". Ci sembra decisamente improbabile che, scontata la squalifica, qualche team di F2 possa dargli un nuovo sedile. Da capire invece quelle che saranno le valutazioni della Haas, in merito alla possibilità di tenerlo ancora nel proprio programma di sviluppo.

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