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Seb litiga con Kvyat,

ma che imbarazzo!

Al patatrac in gara va poi aggiunto il mezzo flop in qualifica, con

l'errore in curva di Vettel nell'unico giro buono per tentare di arraf-

fare se non la pole almeno la prima fila. Un weekend un filo sconcer-

tante. Il tedesco si è scusato con il team per la brutta qualifica, poi

ha provato a rimbrottare il pivellino Kvyat, stile Senna con il giovane

Schumacher tanti anni fa, ma Daniil non solo non si è scusato – giu-

stamente, visto che non aveva fatto nulla di male - ma l'ha anche

preso in giro con un fare arrogantello, e questo va meno bene, ma

è suonato come l'ennesimo scappellotto al tetra-campeon. Che Vet-

tel, ora che il gioco si fa duro e che il sogno di bambino – correre con

la Rossa – si è trasformato in un carico di lavoro pieno di stress e di

aspettative, stia sentendo la pressione? Secondo la stampa inglese

il tedesco «dovrebbe essere più imbarazzato che infuriato», ma è

un po' tutto il team sotto esame, visti anche i problemi di affidabi-

lità evidenziati prima in Australia, poi in Bahrain. «C'è ancora tanto

lavoro da fare», ha ammesso Seb, dando voce oltre che ad un impe-

rativo etico a una preoccupazione diffusa a Maranello, dove forse

dopo i test invernali tutti credevano di essere messi un filo meglio

rispetto alla concorrenza tedesca. Marchionne alla fine ha indorato

un po' la pillola: «Ho visto una Ferrari in crescita, che mi piace. In al-

cuni sensi è quasi immatura, ma sta venendo benissimo. E' come

guardare i bambini, sta uscendo veramente bene. Un po' ribelle...».

Oggi un buffetto. Da domani, però, occhio agli sculaccioni.