25 Mar [17:59]

Sei vincitori diversi in sei gare:
Formula E mai così combattuta

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Alessandro Bucci

Con sei vincitori diversi nelle prime sei gare ed altrettanti piloti ad aver conquistato la Superpole, la stagione 5 della Formula E ci consegna un campionato full-electric altamente combattuto ed iper competitivo, grazie anche alle nuove vetture Gen2 dotate di una batteria maggiormente potente e sofisticata rispetto alle precedenti, consentendo l'assenza di cambio macchina durante la gara per la prima volta nella storia dell'elettro-show. L'ingresso nella categoria di nuovi marchi (BMW in tandem con iAndretti, il team tedesco HWA racelab spinto da powertrain Venturi, il salto di DS da Virgin alla Techeetah) hanno contribuito a ravvivare ed a rinforzare una serie sempre più in espansione, il cui maggior punto debole sembra restare l'assenza di un ex Campione del Mondo di Formula 1 in griglia di partenza, eccezion fatta per l'episodica presenza con Venturi nel 2015 dell'iridato 1997 Jacques Villeneuve, chiamato all'epoca a sostituire Nick Heidfeld a Beijing (Cina) ed in altri tre appuntamenti della stagione affiancando l'ex pilota Minardi Stéphane Sarrazin.

L'arrivo del vice Campione 2008 F1 con Ferrari, Felipe Massa, chiamato in seno al team Venturi capitanato da Susie Wolff affiancando l'esperto Edoardo Mortara in griglia di partenza, non ha sin ora prodotto gli effetti sperati, vedendo il paulista ancora alla ricerca del giusto compromesso nell'arco del weekend per spingere al massimo la sua vettura. L'ex pilota Williams-Mercedes non sembra trovarsi particolarmente a proprio agio nella dimensione dell'elettro-show, sebbene nelle gare disputate in terra asiatica abbia dimostrato piccoli miglioramenti.

Nel 2018-2019 i valori in campo hanno oscillato con una frequenza davvero sorprendente, vedendo Antonio Felix Da Costa della BMW iAndretti primo in classifica dopo sei appuntamenti a quota 62 punti, forte della vittoria ottenuta nell'ePrix inaugurale di Ad Diriyah in Arabia Saudita, mostrando al mondo le grandi potenzialità del team tedesco al debutto nella serie full-electric.Una forza che sarebbe potuta essere maggiore se, in Cile, Da Costa non avesse messo fuori gioco il compagno Sims durante il duello per la prima piazza, provocando la classica 'frittata' che ha consegnato, in questo caso, la vittoria a Jerome D'Ambrosio (in seno alla Mahindra per la season 5).



Ed è proprio il belga del team indiano, tra i veterani della serie, a reggere attualmente il passo del portoghese della BMW, staccato attualmente di un solo punto forte del terzo posto ottenuto nella gara iniziale ad Ad Diriyah e della vittoria 'ereditata' a Marrakech, prima di andare incontro ad una serie di risultati altalenanti. Mentre il britannico Sam Bird (Virgin) ha perso terreno con due gare da dimenticare tra Hong Kong e Sanya, il campione in carica Jean-Eric Vergne (DS Techeetah) ha recuperato vincendo alla grandissima in Cina, sfoderando un sorpasso da manuale ad Oliver Rowland (Nissan e.dams), occupando la terza piazza in classifica con Bird.

A seguire i due sopracitati piloti un'altra coppia (a quota 52) con Lucas Di Grassi (Audi) ed Edoardo Mortara (Venturi). L'italo-svizzero ha colto un'insperata vittoria ad Hong Kong in seguito alla penalità inflitta a Bird (reo di aver tamponato il leader della corsa André Lotterer), disputando una serie di corse da incorniciare spingendo la vettura oltre i propri limiti, mentre il brasiliano ha ghermito una vittoria a Città del Messico sfruttando l'inesperienza di Pascal Wehrlein (Mahindra) nella gestione della batteria, rimasto a secco di energia proprio al photofinish.

Mentre nella stagione 2017-2018 il duello iridato è stato principalmente affare della Techeetah e dell'Audi, con Vergne trionfatore su Di Grassi e Bird vantando un margine importante sui due rivali e la casa dei quattro anelli trionfatrice su Techeetah nel finale di stagione a New York, la season 5 sta offrendo uno spettacolo del tutto imprevedibile, con il pilota a fare sempre più la differenza in una categoria che ha continuamente fatto emergere chiaramente gli stili di guida (spesso del tutto diversi da quelli impiegati dai piloti impegnati nel motorsport 'tradizionale') con i gladiatori 'elettrici' impegnati nella gestione ed in particolare nel recupero della batteria, dovendo optare per traiettorie talvolta impensabili ed a considerare la frenata come un punto fondamentale nel pacchetto complessivo di generazione e risparmio energetico.

Il tasso di competizione registrato nella stagione corrente non ha davvero eguali nella storia dell full-electric: nella season 3, a giocarsi il titolo, furono il pilota Audi Lucas Di Grassi e Sebastién Buemi (Nissan e.dams), con la casa francese a trionfare nel costruttori dinanzi al team ABT Audi sport di venti lunghezze, mentre nella season 2  e 1 fu netto il dominio della Renault (al debutto denominata solamente E.Dams) pilotata da Buemi e dal figlio d'arte Nicolas Prost, salutando la vittoria iridata dello svizzero che chiuse con due punti di vantaggio sul brasiliano nel 2015-2016. Nella stagione d'esordio, nonostante il dominio della casa transalpina, a laurearsi campione dell'allora debuttante categoria full electric fu Nelsinho Piquet, unico alfiere della China Racing Formula E team in grado di competere regolarmente nel campionato con risultati eccellenti (la squadra si avvalse di ben quattr piloti differenti a fianco del brasiliano nell'arco della season 1). Il figlio del tre volte Campione del Mondo F1, Nelson Piquet, la spuntò per un punto sul velocissimo Buemi, poi futuro campione della categoria la stagione successiva.



A giocare un ruolo non indifferente nell'economia del campionato attuale l'alta spettacolarità offerta dalla serie, con tantissimi duelli (molti dei quali corpo a corpo ai limiti o oltre il regolamento) e le frequenti penalità tuttavia molto discusse da piloti ed addetti ai lavori. E' il caso dell'ePrix di Sanya, in Cina, dove la penalizzazione inflitta a Sebastién Buemi (partito dai box causa problemi all'acceleratore e poi autore di una tamponata a Robin Frijns) ha destato abbastanza clamore considerando che, nei confronti dell'olandese della Virgin (reo di aver messo fuori gioco Lucas Di Grassi), non è stato invece preso alcun provvedimento.

La nuova modalità attack mode, peraltro non sempre comprensibile per gli spettatori e ostica da applicare anche per molti piloti (oltretutto navigati), ha contribuito a mischiare maggiormente le carte, accentuando, tuttavia, la 'rivalità' tra appassionati 'vecchio stampo' dell'automobilismo e i fan del full-electric. Anche la qualifica, che vede i piloti scendere in pista raggruppati in differenti gruppi non più sorteggiati, ma selezionati in base alla graduatoria generale, continuano a fare discutere ed a generare grande imprevedibilità, penalizzando molto spesso i driver costretti a scendere nelle fasi iniziali della qualifica, sempre molto compatta e veloce nella stessa giornata della gara.

Ciò che è incontestabile, attualmente, è che nell'arco di venti punti sono racchiuse cinque scuderie (Virgin e Mahindra a quota 97) seguite ad un punto di lunghezza da Audi e a due dalla DS Techeetah, con BMW iAndretti pronta all'agguato vantando 80 punti nel carniere, rendendo l'elettro-show una delle piazze più ostiche dove competere nell'attuale panorama del motorsport. E mancano ancora sette ePrix...


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