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28 Ago [17:19]

La Sauber a punti da sei gare
I "compiti a casa" che fanno la differenza

Davide Attanasio - XPB Images

Come ha fatto la Sauber C45 a passare da essere, nelle prime corse, il progetto fanalino di coda della Formula 1 fino a emergere come una delle squadre più in forma dello schieramento della massima categoria del motorsport? Attraverso
un'intervista al direttore tecnico James Key ad opera della testata britannica The Race, è stato possibile scoprire degli interessanti retroscena, che ci aiuteranno nell'analisi di questo interessante caso.

A inizio stagione, la vettura era semplicemente lenta. Ma non solo. Per certi versi è stato uno shock per la squadra di Hinwil, pronta a diventare ufficialmente Audi nel 2026. "Siamo rimasti sorpresi dal comportamento della macchina sin dai test del Bahrain e poi a Melbourne", ha dichiarato Key. "Così come nel 2024, quello che ci diceva il simulatore non si traduceva poi in pista".

Nel 2024, grazie a un aggiornamento portato a fine annata, Zhou Guanyu, ottavo in Qatar, era riuscito a mettere a segno quelli che si sarebbero poi rivelati gli unici punti di una stagione conclusa al decimo e ultimo posto della classifica costruttori. In Sauber si aspettavano dunque di continuare sulla scia di quel risultato, anche perché, salito in macchina Nico Hülkenberg nei test post-stagionali di Yas Marina, il suo feedback era stato positivo.



E invece no. Certo, su una bagnata Melbourne il tedesco era riuscito ad agguantare una preziosa settima posizione, ma quel risultato era stato maggiormente frutto di una strategia azzeccata più che di un razionale "causa-effetto". E a dimostrazione di questo, nei successivi sette appuntamenti - quindi fino a Monte Carlo - quella dell'Albert Park si sarebbe rivelata l'unica top 10 messa a referto.

La C45, nello stato di Victoria, già rispetto ai test in Medio Oriente, aveva con sé una nuova ala anteriore, un nuovo fondo e una nuova carrozzeria. Sarebbe poi arrivato qualcosa in Giappone, ma - Key prosegue - "siamo tornati indietro e abbiamo fatto i cosiddetti compiti a casa dietro le quinte affinché l'aggiornamento inizialmente previsto per Imola sarebbe stato introdotto due gare più tardi a Barcellona".

I problemi più gravi del progetto in questione, riguardavano sì una certa "inconsistenza", per meglio dire imprevedibilità, nel comportamento della monoposto, ma soprattutto la situazione era critica nel fronteggiare l'aria sporca, con le turbolenze che compromettevano in maniera drastica, assai più del normale, la cosiddetta "guidabilità" del mezzo. Non che con l'aria pulita le cose andassero bene...



Fare "i compiti a casa" è stato quindi determinante. Ma cosa intende Key quando usa questa espressione? "Ciò che è emerso è che vi erano problemi nell'accuratezza e nella correlazione degli strumenti simulativi, e per trovarli abbiamo dovuto scavare a fondo". Per semplificare il discorso, con il modo di lavorare precedente non si riuscivano a cogliere determinate criticità. E attenzione, si sta parlando di dettagli.

Ancora l'ingegnere inglese con una metafora efficace: "Immaginate un'equazione lunghissima che abbia come incognita la risoluzione di una macchina di F1. Più o meno tutti sanno la risposta, quindi si arriva a venirne a capo per metà, ma l'altra parte di quella stringa è una zona grigia". Ergo, chi ha gli strumenti migliori, quelli che ti portano a fare determinati sillogismi, avrà maggiori possibilità di rendere più nitida quell'area così nebbiosa. 

Per rendere l'idea di quanto si sia arrivati a un livello di estremità notevole, ciò riguarda anche la robustezza della carrozzeria. "Abbiamo effettuato delle riprese sotto il fondo e abbiamo notato che le componenti si muovevano in una maniera per così dire inaspettata. Tra le altre cose abbiamo quindi cercato di migliorare procedure e precisione nel reparto del controllo qualità".



A Montmeló, come da programma, è stato dato il via libera al primo importante pacchetto di aggiornamenti. Montato il venerdì sulla vettura di Hülkenberg, l'esperto teutonico aveva dato il nullaosta, e così il tutto è stato assemblato anche sulla C45 del compagno Gabriel Bortoleto nella giornata della qualifica. E pure il brasiliano, similarmente a Nico, aveva subito notato come la monoposto fosse molto più prevedibile.

E a una maggiore prevedibilità, per chi non lo sapesse, corrisponde una maggiore guidabiltà. I risultati non sono tardati ad arrivare: punti a Montmeló, con tanto di sorpasso su Lewis Hamilton da parte di Nico, splendido quinto grazie anche alla safety-car finale, ma anche prima era comodamente e meritatamente nono. Il tedesco si sarebbe ripetuto nelle successive tre corse, ovvero Montréal, Spielberg e l'indimenticabile Silverstone, dove avrebbe spezzato il personale tabù del podio.

Il terzo posto inglese è storico perché la squadra non ne metteva a segno uno dal Gran Premio del Giappone 2012 con Kamui Kobayashi, e ancora una volta è stato frutto delle sagaci chiamate del tedesco e della saggezza del team nell'ascoltare le sue sensazioni. Ma non solo: Sauber, dopo l'aggiornamento-svolta in Spagna, aveva introdotto due ulteriori specifiche di fondo, dapprima in Austria e infine proprio a Silverstone. Due aggiornamenti che non erano inizialmente previsti. 



Ai quattro risultati sopra citati di Hülkenberg, si sono poi aggiunti i tre del rookie Bortoleto: prima a Spielberg, ottavo e ai primi punti nella serie regina, poi - dopo il passaggio a vuoto di Silverstone - in Belgio, nono, e infine a Budapest, addirittura sesto. In totale sono quindi sei i piazzamenti consecutivi in top 10 per la squadra diretta dal team principal Jonathan Wheatley e da Mattia Binotto.

Con 152 apparizioni nei punti, il sodalizio fondato da Peter Sauber è a un passo dai 157 ottenuti dal team Tyrrell, decima nella classifica di tutti i tempi. Non è comunque tutto rose e fiori: la C45 soffre ancora troppo in qualifica, e anche se, a livello di esecuzione" vale a dire di massimizzare il potenziale, le cose sono andate bene, non si può dimenticare la strategia adottata nei confronti di Hülkenberg a Spa, costata qualche punticino che sarebbe potuto tornare utile; d'altronde, è la stessa classifica che parla chiaro.

La classifica costruttori prima di Zandvoort (tra parentesi: prima la posizione nel mondiale alla vigilia di Montmeló, poi i punti ottenuti da Barcellona a Budapest):

5°: Williams, 70 punti (5°, +16);
6°: Aston Martin, 52 punti (8°, +38);
7° Sauber, 51 punti (10°, +45);
8° Racing Bulls, 45 punti (7°, +23);
9° Haas, 35 punti (6°, +9);
10°, Alpine, 20 punti (9°, +13).



In cantiere sono previsti altri aggiornamenti, ma niente a che vedere con quelli introdotti tra Montmelò e Silverstone. Si cercherà di migliorare la meccanica della monoposto, motivo principale delle difficoltà sul giro secco. In conclusione, decisiva è stata la comprensione di quei processi latenti propri di ciascuna squadra di motorsport. Hanno studiato bene, ma per arrivare a vincere, obiettivo di Audi, di strada da fare ce ne sarà ancora parecchia.

26 Ago [13:56]

Ufficiale: Bottas e Perez
sono i piloti del team Cadillac

Massimo Costa

Ora è ufficiale: sono Valtteri Bottas e Sergio Perez i piloti del team Cadillac che debutterà nel Mondiale F1 2026. Il messicano ex Red Bull ha dichiarato:  "Non capita tutti i giorni di avere la possibilità di far parte di una squadra che viene costruita da zero e di contribuire a trasformarla in qualcosa che appartenga davvero alla griglia di partenza della F1. Ho avuto l'onore di lavorare con alcuni dei migliori team al mondo e vedo in Cadillac già la stessa professionalità e la stessa voglia di fare. Questo è un nuovo capitolo incredibilmente entusiasmante della mia carriera. Io e Bottas possiamo contribuire a trasformare questo team in un vero contendente, il team delle Americhe".

Vallteri Bottas ha aggiunto: "Questo è un marchio iconico con una grande tradizione nel motorsport americano, e far parte della sua storia mentre entra nel palcoscenico mondiale della F1 è incredibilmente speciale per me. Non vedo l'ora di rappresentare lo spirito americano delle corse sui circuiti più importanti del mondo. Vorrei anche ringraziare la Mercedes per il suo incrollabile supporto e la sua sportività nel facilitare un passo così emozionante."

Dan Towriss, CEO Cadillac F1, ha affermato che puntare sull'esperienza di Bottas e Perez piuttosto che su giovani piloti è stata una strategia molto ponderata in questa fase formativa dello sviluppo del team: "Crediamo che la loro esperienza, la loro leadership e il loro acume tecnico siano davvero ciò di cui abbiamo bisogno. È la combinazione giusta, siamo onorati della loro fiducia  in questo progetto e non potremmo essere più entusiasti di fare questo passo avanti con loro.
 
Il presidente di General Motors, Mark Reuss, ha concordato sul fatto che "il feedback di piloti esperti nello sviluppo del della squadra è fondamentale per Cadillac in questo momento.

Per diversi mesi si era parlato di Colton Herta come possibile pilota Cadillac, o quanto meno di un americano, Così suggeriva anche Mario Andretti. Ma Towiss ha smentito questa possibilità: "Non è mai stata una realistica opzione", ha chiosato, "e nel caso di Herta, non ha i punti per la superlicenza. Ovviamente è importante per noi assicurarci che ci sia un percorso per un pilota americano in Formula 1 e ci lavoreremo su, ma penso che per questa stagione inaugurale, per ciò di cui il team ha bisogno, ciò che questi piloti portano sia stata la combinazione giusta per il nostro team."
 

25 Ago [19:31]

Bottas e Perez, la coppia
ideale per il team Cadillac

Massimo Costa - XPB Images

Nuovi regolamenti, monoposto completamente inedita e al debutto in Formula 1 come l'intera squadra, che si divide tra una base europea a Silverstone e una americana. Motore Ferrari in attesa dell'arrivo della nuova unità General Motors. Il team Cadillac entra nel Mondiale F1 il prossimo anno e non poteva che affidarsi a una coppia di piloti totalmente esperta.

Valtteri Bottas e Sergio Perez, nel 2025 senza volante, sono le probabili scelte della dirigenza americana, che ha in Graeme Lowdon, ex Marussia, il proprio team principal. Non potevano prendere decisione migliore. Certamente ci sarà chi storcerà il naso considerando le ultime non entusiasmanti prestazioni del finlandese e del messicano nel 2024, ma lasciateli fare, Bottas e Perez sono le persone ideali per far crescere dal nulla una nuova entità.

Entrambi hanno lavorato in squadre di primissimo piano come Mercedes, McLaren e Red Bull, sanno cosa serve per far funzionare il box nei weekend di gara, sanno come è necessario lavorare per intraprendere un cammino che porti verso una graduale crescita, sanno cosa non bisogna fare per evitare di infilarsi in un tunnel. Con loro si va sul sicuro.

Bottas, 35 anni, ha partecipato a 246 Gran Premi, è stato due volte vice campione del mondo nel 2019 e 2020, ha vinto 10 gare, ha segnato 20 pole ed è salito sul podio in 67 occasioni partendo dalla prima fila in 46 GP. Vallteri ha debuttato nel 2013 con la Williams, poi è passato in Mercedes e in Sauber.

Perez, 35 anni, di Gran Premi ne ha disputati 281, è risultato vice campione del mondo nel 2023, vanta 6 successi e tre pole, è salito sul podio 39 volte ed è partito dalla prima fila in 13 gare. Sergio è entrato in F1 nel 2011 ed ha corso per Sauber, McLaren, Force India, Racing Point e Red Bull.

19 Ago [13:40]

Hamilton e le proprie indicazioni
per la Ferrari del prossimo anno

Massimo Costa

Nel 2025, almeno fino ad ora, nulla è andato come avrebbero voluto. Lewis Hamilton e la Ferrari, per ora una storia senza acuti anche se va rimarcato che è stato proprio l'inglese a regalare l'unico successo stagionale con la sorprendente vittoria nella gara Sprint di Shanghai. Un risultato notevole che, però, non ha avuto un seguito, tanto che Hamilton non è mai salito sul podio di un Gran Premio questa stagione (tre quarti posti i migliori risultati), a differenza di Charles Leclerc che ha conquistato un secondo posto e per quattro volte ha concluso in terza posizione.

Hamilton durante questi primi mesi ha espresso spesso delusione non trovandosi in sintonia con la SF25 che ritiene troppo instabile e non adatta alle sue caratteristiche di guida. Inoltre, fatica ad addentrarsi nei meandri del team italiano. Un aspetto che, come ha tenuto a precisare Frederic Vasseur, è stato sottovalutato da entrambe le parti. Hamilton dal 2007 al 2024, ha corso in F1 soltanto per McLaren e Mercedes, due entità inglesi molto simili e, soprattutto, ha sempre avuto dietro le spalle un propulsore del costruttore tedesco.

E' ovvio che con McLaren e Mercedes Hamilton andava a memoria per quanto riguarda la tipologia del lavoro, la mentalità, il come risolvere e affrontare i problemi che si presentavano di volta in volta. Non tutto è andato come lui voleva, ci sono stati anni complicati in McLaren e anni disastrosi in Mercedes nell'ultimo periodo. A Maranello, l'inizio è tutto in salita e dunque, archiviato il 2025 in anticipo, Hamilton ha cominciato a compilare una serie di annotazioni in vista del 2026 per quella che sarà la stagione decisiva per lui, ma anche per la Ferrari. Entrambi non si possono permettere un altro flop.



Hamilton ha messo nero su bianco quel che dovrebbero essere le caratteristiche della nuova monoposto affinché si adatti perfettamente alla sua guida. Attenzione però, perché questo aspetto potrebbe finire per mettere in difficoltà Leclerc che, con l'attuale SF25, pur faticando non poco, riesce sempre a estrarre il massimo ottenendo risultati lusinghieri. Ciò significa che Leclerc, tutto sommato, ha uno stile di guida che non si discosta troppo dalla SF25 e se si prenderà una strada completamente opposta, non è che sarà il monegasco ad andare in crisi nel 2026?

Hamilton non solo ha scritto un proprio dossier su come migliorare la monoposto, ma si è "allargato" sottolineando quelle che secondo lui non sono metodologie di lavoro che funzionano. Il primo aspetto che ha voluto evidenziare, è la comunicazione tra i vari reparti tecnici, che per Lewis non è sempre ottimale e rapida. Da qui gli sviluppi portati nel corso del 2025 che non si sono quasi mai rivelati funzionali.



Scendendo nel dettaglio, una delle difficoltà principali di Hamilton è la risposta della frenata. Come riporta Paolo Filisetti sulla Gazzetta dello Sport, il freno motore della power unit Ferrari interviene in maniera più netta rispetto alla PU Mercedes a cui il pilota inglese era abituato da anni e anni. Questo crea ad Hamilton una certa mancanza di feeling ed ha chiesto un intervento in tal senso sulla power unit della prossima stagione.

Altro aspetto è la precisione dello sterzo. La sospensione anteriore pull-rod, ha portato la SF25 ad essere perfetta in ingresso delle curve veloci, ma ha creato un certo sottosterzo nei tratti misti. Hamilton si è trovato molto in difficoltà e nonostante i tentativi al simulatore di ovviare al problema, si è scontrato con un limitato numero di configurazioni base impiegate dalla Ferrari per la monoposto attuale. Ecco quindi la critica alla operatività della squadra e gli assetti definiti misti scelti da Hamilton nei vari Gran Premi, diversi da quelli di Leclerc, che però non hanno mai portato i frutti sperati.

La progettazione della SF26, se così si chiamerà, è in corso e sicuramente le richieste di Hamilton saranno seguite. Non si sa se anche Leclerc stia dicendo la sua avallando o meno gli interventi in essere. E' sciocco dirlo, ma la Ferrari del prossimo campionato dovrebbe, come specificato sopra, andare incontro alle esigenze di entrambi i piloti per non creare un ulteriore difformità nelle prestazioni, cosa che vediamo da anni in casa Red Bull per esempio.

15 Ago [12:56]

Horner il rosicone
L'ironia di Stella e Brown

Massimo Costa - XPB Images

Che la Red Bull abbia sempre avuto problemi nell'ammettere la superiorità degli avversari lo si è sempre saputo. Christian Horner, l'ex team principal che ha portato la squadra del compianto Dieter Mateschitz a raggiungere (dal nulla) l'olimpo del motorsport, si è costantemente scontrato con la propria superbia .

Horner ha acceso polemiche con Maurizio Arrivabene quando questi era il team principal Ferrari, sono parte della storia gli sconrti verbali con i motoristi della Renault, gli sfottò continui con Toto Wolff e, infine, le accuse maldestre rivolte ad Andrea Stella e Zak Brown della McLaren di aggirare i regolamenti tecnici.

Le ha provate tutte Horner nel 2024, prima denunciando l'adozione di ali flessibili da parte della McLaren, poi arrivando a sostenere che il motivo per cui la MCL38 riuscisse a non degradare gli pneumatici come gli avversari, era da ricercare nella immissione di acqua all'interno degli stessi per raffreddarli. Tutte cose rivelatesi infondate.

Quest'anno Horner il rosicone, non digerendo il fatto che la MCL39 è dominante riuscendo a gestire alla perfezione il degrado delle gomme, come già la MCL38 , ha mandato avanti i suoi tecnici i quali hanno preparato addirittura un dossier per affermare che la McLaren raffreddava le Pirelli in maniera illegale, adottando vari sistemi non permessi dal regolamento. Tutte teorie rivelatesi, dopo numerose verifiche da parte della FIA, completamente strampalate.

Andrea Stella, serafico come sempre, non ha perso tempo per deridere la Red Bull: "E' interessante vedere come i nostri avversari si impegnino così tanto per preparare dossier da presentare alla FIA. Ci sono persone in Red Bull che perdono tempo per queste cose anziché concentrarsi sui loro problemi. Ci sono squadre che vogliono credere che chi vince lo fa sfruttando i regolamenti oltre i limiti consentiti".

"Ma noi abbiamo dimostrato che sappiamo vincere concentrandoci soltanto su noi stessi. E' triste vedere come alcuni team possano muovere accuse frivole e senza senso che finiscono per portare via tempo alla FIA e a noi per via dei controlli. Era tutto a posto ovviamente, ma è pur sempre stata una distrazione per noi che, però, non ci ha mai tolto la concentrazione".

Non ha mancato di dire la sua il CEO della McLaren, Zak Brown, che ha tirato una frecciata ad Horner: "Sono contento che il team principal Red Bull sia Laurent Mekies, lo conosco da molto tempo e anche se ci saranno sempre degli aspetti politici da risolvere, con Mekies tutto sarà in una ottica costruttiva. C'è un limite che in precedenza è stato superato e penso che non sia stato salutare vedere come qualcuno si sia accanito contro di noii assolutamente ridicole".

12 Ago [17:30]

Griglia invertita per le gare Sprint
Questo sarà il futuro del Mondiale F1

Massimo Costa - XPB Images

Al website The-Race, il CEO della F1 Stefano Domenicali ha rivelato che per il futuro, ma non nel 2026, si sta ragionando con la FIA e le squadre del Mondiale per aumentare il numero delle gare Sprint in calendario, non escludendo l'opzione della griglia invertita, come purtroppo accade già in diverse categorie minori.

"Siamo aperti a questo, perché penso che sia la cosa giusta: ascoltare i nostri fan, cercare di creare qualcosa e non preoccuparsi di commettere errori, Chi crede di non commetterli non fa nulla di nuovo", spiega Domenicali. "La F1 non tornerà ad avere normali weekend di gara perché la richiesta da parte dei promotori di ospitare le corse Sprint è sempre più elevata. Penso che le Sprint, qualunque sia il formato giusto, siano necessarie. Rappresenteranno il futuro. Ora ne abbiamo sei, troveremo una via di mezzo tra questo numero e i 24 Gran Premi totali".

Domenicali ha proseguito: "Oggi i tanti partner che abbiamo sia noi di Liberty Media sia le squadre, testimoniano che la piattaforma è preziosa. Quando dico preziosa, mi riferisco al fatto che è giusta in termini di offerta commerciale. Se non lo fosse, non sarebbe così popolare. Non dimenticate una cosa che credo sia rilevante. Viviamo in un mondo in cui i contenuti sono molto importanti per essere attraenti o pertinenti. La F1 ha solo 24 gare. Il football ne ha 70. Il baseball, 165, ogni giorno in TV. Quindi, creare contenuti accattivanti basandosi, direi, solo su 24 gare è un compito arduo".

Dall'avvento di Liberty Media alla fine del 2017, la popolarità della Formula 1 è via via aumentata sempre più grazie a una presenza massiccia sui social media, prima pressoché inesistente, e grazie a Netflix con Drive to Survive, avvicinando in maniera esponenziale un sempre maggiore numero di giovani, con una sorprendente presenza del sesso femminile, cosa certamente inedita per il motorsport. Dunque, trattasi del pubblico del futuro. Ad aumentare ulteriormente l'interesse, il recentissimo "F1 - Il film" girato nel paddock, con Brad Pitt protagonista e che in poche settimane ha incassato qualcosa come 560 milioni di dollari in tutto il mondo.



L'obiettivo è quindi quello di mantenere viva l'attenzione di coloro che vanno dai 12-13 anni ai 40-45. E che invadono, come detto, i social. In totale, tra Facebook, Instagram, X e Tik Tok, sono 96 milioni i followers. Ecco allora che si sta cercando di rendere la F1 sempre più vicina alle esigenze dei "nuovi" fan. Da qui l'aumento in calendario dei Gran Premi, anche in località spettacolari come Las Vegas o Miami, o l'inedito Madring nella capitale spagnola, e l'idea di incrementare le gare Sprint con la griglia invertita per rendere tutto più falso e caotico, anzi, spettacolare, questa la parola corretta da utilizzare altrimenti si viene tacciati da Domenicali di essere conservatori, vecchi.

Italiaracing è sempre stata contraria al format della griglia invertita che è stata impiegata nei campionati GP2 e GP3, per un breve periodo in World Series Renault (per fortuna si tornò rapidamente al format due qualifiche per due gare), poi mantenuta a gran voce dalla Formula 2 e dalla Formula 3 estendosi in alcuni campionati di Formula 4.

Un format che vuole premiare chi, per demerito, tra squadre e piloti, non è in grado di raggiungere le prime posizioni in qualifica. Iinsomma, l'anti sportività messa in pratica. Come il fatidico BoP nel WEC e nel Gran Turismo, che falsa gli esiti delle gare, ma tutto è perfetto per i costruttori, per i team, per gli sponsor.

Conoscete forse uno sport che dona coppe a chi non le merita? No, non esiste nel globo terraacqueo. Avete forse mai visto una partita di calcio che comincia con due reti di svantaggio a favore di quella più debole? O Jannik Sinner che inizia un match già sotto di un set contro il numero 100 del mondo? Ecco, dalle nostre parti, il motorsport, questo accade ogni weekend.

Dunque, in F1 avremo dal 2027 più gare Sprint con una griglia invertita, magari con il decimo che partirà dalla pole o sarà l'ultimo della qualifica Sprint a ritrovarsi davanti a tutti? Ci sarà tempo per deciderlo. Di fatto, va comunque sottolineato che agli spettatori che affollano i circuiti che ospitano i Gran Premi (pienone dappertutto) piace poter assistere il sabato a una partenza delle monoposto di F1 e a 30 minuti d gara serrata.

Che poi sia noiosa o senza sorpassi poco conta, lo spettacolo è assicurato. La MotoGP, che propone le gare Sprint in tutti i weekend in calendario, sta registrando un costante aumento degli spettatori sui circuiti e anche una crescita di telespettatori, almeno in Italia. Se poi la F1 non fosse confinata nelle varie pay-tv sparse nel mondo, va da sè che il successo sarebbe ancora più eclatante (con la RAI si arrivava a 10 milioni e oltre di audience, oggi si fatica con Sky ad arrivare oltre i 3 milioni).

E allora, a noi vecchi e conservatori, non resta che sederci e assistere inerti al cambiamento che verrà, ma sempre pronti a raccontare nel miglior modo possibile, e non mancando di criticarlo, lo sport che da sempre ci travolge.


8 Ago [15:30]

Bortoleto ridà lustro
ai campioni della Formula 2

Massimo Costa - XPB Images

Gabriel Bortoleto sta ridando luce al fattore "conquista" del campionato di Formula 2. Una luce che dopo i fasti di Charles Leclerc nel 2017, di George Russell nel 2018 e di Oscar Piastri nel 2021, si era affievolita, se non spenta. I titoli vinti da Nyck De Vries nel 2019 e Mick Schumacher nel 2020 avevano gettato un'ombra sulla categoria cadetta, per non parlare dei vincitori 2022-2023, ovvero Felipe Drugovich e Theo Pourchaire, che mai un GP di F1 hanno disputato. Il fattore che è tornato a cambiare l'idea che si aveva dei campioni F2, è Gabriel Bortoleto.

Se debutti in Formula 1 con quello che nel 2024 era stato il peggior team del campionato, con una sola gara terminata in zona punti, l’impresa è certamente pesante. Ma il giovane brasiliano, anche campione Formula 3 nel 2023, non poteva certo rifiutare l’offerta arrivata non propriamente dalla Sauber, bensì dall’Audi. E così, dopo un avvio tutto in salita in cui la Q3 in qualifica pareva l’isola che non c’è, e prendere punti era considerata follia pura per lui, e nonostante l’esperto compagno Nico Hulkenberg qualche miracolo fosse riuscito a portarlo a Mattia Binotto, con gli sviluppi arrivati per migliorare la C45 nata un tantino storta, Bortoleto ha cominciato ad ingranare.

E di punto in bianco, a Spielberg il brasilero che ha vissuto gli ultimi anni a Milano, ha colto l’ottavo tempo in qualifica ripetendo la stessa posizione in gara. Come aver fatto 6 al Superenalotto. Dopo una battuta a vuoto a Silverstone (leggi uscita di pista sul bagnato) territorio in cui Hulkenberg non solo ha indovinato il 6 al Superenalotto, ma ha fatto pure 13 al totocalcio salendo sul terzo gradino del podio per la prima volta in 238 Gran Premi disputati, il giovine con la famiglia che ha il motorsport nelle vene al posto del sangue, tanto che il padre ha un noto team nella Stock Car brasiliana e il fratello maggiore aveva pure indossato il casco tra il 2019 e il 2025 correndo in Gran Bretagna e poi nella Stock Car del suo Paese, ha infilato altre due Q3 tra Spa e Budapest.

In Ungheria, il miglior risultato in qualifica suo e di tutta la Sauber: settimo. Saprà confermarsi in gara, era la domanda? Ebbene sì, e facendo anche meglio, perché ha concluso in sesta posizione. Bortoleto è partito con le gomme medie e le ha gestite alla perfezione per 40 giri, quando si è fermato per montare gli pneumatici hard. Quindi un solo pit-stop, questa la strategia scelta. La stessa dei rivali della Aston Martin.

Curioso che Bortoleto si sia poi trovato a duellare proprio con Fernando Alonso che, qualche anno fa, lo aveva voluto nella sua agenzia A14. Che non è l’autostrada che porta al mare Adriatico, ma un vero e proprio management che annovera tra gli altri Josep Maria Martì (F2) e Nikola Tsolov (F3) entrambi portati in Red Bull, oltre a Max Gunther che milita in Formula E.

Il duello perso con Alonso, è stato molto utile per Bortoleto che ha dichiarato: “Da Fernando si impara sempre tanto. Quando ci siamo trovati vicini dopo il pit-stop, io dietro a lui, mi ha costretto a rallentare facendomi usurare oltre modo le gomme fresche. Poi, quando ha capito che non ero più una preoccupazione in quanto le mie Pirelli non erano più performanti, ha accelerato ed ha allungato”. Un volpone Alonso, ma si sa.

Il risultato di Bortoleto è di grande valore e riaccende la passione tra i carioca. Significativo un cartello che si è visto sulle tribune dell’Hungaroring: il Brasile è tornato. Laggiù la passione per la F1 è sempre stata enorme, come enormi sono stati i piloti che ha proposto, iridati quali Emerson Fittipaldi, Nelson Piquet, Ayrton Senna e, per qualche secondo, Felipe Massa. Oltre a piloti vincitori di GP come Rubens Barrichello e Carlos Pace. Ecco, sarà Bortoleto a infiammare la torcida di San Paolo nel futuro?

4 Ago [14:55]

Il caso Ferrari
Il problema delle pressioni gomme
figlio della sospensione posteriore?

Massimo Costa - XPB Images

Cosa è accaduto alla Ferrari di Charles Leclerc nella seconda parte del Gran Premio di Ungheria? Il poleman di Budapest ha parlato gerericamente di qualcosa che non funzionava nel telaio, ma è stata una dichiarazione piuttosto generica. Se ci fosse un problema al telaio, Leclerc non avrebbe condotta la gara con quel passo che non permetteva ad Oscar Piastri di avvicinarsi e, soprattutto, non avrebbe siglato la straordinaria pole di sabato.

Ecco allora che si è fatta largo l'ipotesi delle pressioni delle gomme impiegate dopo il secondo pit-stop, una pre ssione delle gomme eccessiva per tentare di evitare danni al fondo della vettura, memore di quanto accaduto in Cina con la squalifica allo stesso Leclerc. Ma creando l'ingovernabilità della monoposto di Charles.

Secondo Paolo Filisetti, esperto tecnico della Gazzetta dello Sport, potrebbe esservi un altro scenaio ben più preoccupante. Ovvero, che il problema sopra indicato potrebbe derivare dalla nuova sospensione posteriore che ha fatto il suo debutto a Spa.

Scrive Filisetti: "È infatti corretto ricordare che uno degli obiettivi della modifica alla sospensione fosse proprio quello di garantire l’utilizzo di set-up anche estremizzati con altezze da terra minime, ma senza incorrere nell’eccessivo consumo della tavola che aveva portato alla squalifica di Leclerc in Cina. Pare dunque più ragionevole pensare sia stato il combinato disposto tra una pressione di gonfiaggio più alta per indurre un warming up più rapido ed il calore trasmesso dai cestelli ai cerchi nel creare la tempesta perfetta in cui le speranze di successo di Leclerc sono naufragate miseramente".

3 Ago [17:45]

Capolavoro Norris, Piastri che rischio
Ferrari sbaglia le pressioni delle gomme

Massimo Costa - XPB Images

Ecco come da una prima curva dopo la partenza affrontata in maniera che potremmo definire pessima, da terzo a quinto in un attimo, si può costruire una vittoria. A Lando Norris è andata proprio così nel GP di Budapest. Scattato dalla terza piazzola della seconda fila, ha provato a gettarsi all'interno di Oscar Piastri il quale, però, lo ha prontamente chiuso. Norris si è trovato nel posto sbagliato alla curva 1, chiuso nella linea stretta, permettendo a George Russell e Fernando Alonso di freddarlo passando all'esterno. 

Gara finita per Lando? Proprio no. Essendo un ragazzo calmo e riflessivo, si è messo a dialogare con il suo ingegnere, Williams Joseph, ed hanno pensato di giocare l'azzardo di un solo pit-stop. Ma non l'hanno fatto sapere, almeno non lo si è ascoltato nei dialoghi trasmessi in TV. Hanno parlato in codice evidentemente, anche per non farlo sapere al compagno Piastri? Difficile che si possa fare una cosa di nascosto da Andrea Stella, Zak Brown e Tom Stallard, l'ingegenere dell'australiano.

Ma tant'è, Norris ha cominciato a gestire da campione ogni fase della gara e soprattutto gli pneumatici medi, sostituiti con quelli hard al giro 32. Piastri invece, si era fermato dopo appena 19 tornate per lasciare le medie al posto delle hard che poi ha dovuto nuovamente sostituire, con un altro set di hard, al 46° passaggio.

A quel punto, Norris si è trovato al comando. Sembrava pronto per essere cotto da Charles Leclerc, ma sul barbecue ci è finita la Ferrari con una pressione del secondo set di pneumatici completamente errata. O meglio, una scelta voluta per evitare di danneggiare il fondo della SF25, ma che ha costretto Leclerc ad alzare il passo di quasi 2" al giro. Un disastro. Norris ha quindi respirato ed ha atteso che arrivasse Piastri. 

A 50° giro dei 70 in programma, il vantaggio di Lando su Oscar era di 12"4. Al 57° giro, il divario si era più che dimezzato: 4"7. Al 63° passaggio, i due piloti McLaren erano divisi da pochi metri. Scatterà un ordine di squadra? No. Al penultimo giro, Piastri si è lanciato come una fionda, verso la staccata della prima curva, gettandosi all'interno. Ma era troppo lontano ed ha dovuto frenare per evitare di speronare il compagno.



Il suo ingegnere, Stallard, gli ha fatto notare che sarebbe stato meglio per il team portare a casa il risultato. Ergo, evitiamo lo scontro e di far vincere la Mercedes di George Russell, terzo. Piastri non lo ha ascoltato e nello stesso punto, ci ha riprovato. Non che fosse molto più vicino rispetto al giro precedente, Norris non ha difeso l'interno e lui vi si è tuffato. In chiaro ritardo, ha dovuto bloccare, l'anteriore destra ha lasciato una bella bianca fumata e per pochi centimetri non si è verificato un bel patatrac. Ma forse Piastri aveva tutto sotto controllo.

Norris ha così vinto una clamorosa gara ed è il suo quinto successo stagionale che gli permette di recuperare 7 punti su Piastri portandosi a meno 9 lunghezze. Campionato apertissimo e un segnale lanciato da Norris: sono ancora qui. E doppietta McLaren, alla 200esima vittoria nella sua storia in F1 iniziata nel 1966. Già imprendibile nella classifica costruttori,McLaren ha definitivamente chiuso il discorso per il titolo piloti. Possono vincerlo solo Piastri o Norris. A Budapest, si è verificato il crollo della Red Bull, che senza Adrian Newey non sa più che bulloni pigliare, ormai da un anno e mezzo. Max Verstappen è stato una comparsa, nono al traguardo ed ora a quasi 100 punti da Norris.

Russell nella stanzetta pre podio ha lanciato una battuta a Piastri: perché hai frenato, riferendosi all'ultimo tentativo di sorpasso su Norris andato a vuoto. E già, ha sperato Russell che i due si urtassero, sarebbe stata la sua seconda vittoria stagionale. Invece, si è dovuto accontentare del terzo posto, sesto podio stagionale. La W16 è finita a quasi 22 secondi dalla McLaren, ma è andata pur sempre meglio di Spa e Silverstone.

Dopo il Belgio, la riunione con i piloti a Brackley ha convinto lo staff tecnico a tornare indietro, nel senso che sono stati tolti gli ultimi sviluppi (in particolare alla sospensione) che avevano creato solo problemi. Di questo passo in avanti ne ha beneficiato, non in qualifica, anche Andrea Kimi Antonelli. Bella e concreta la sua corsa, da 15esimo a decimo tornando così in zona punti per la settima volta sulle quattrodici gare disputate. Ma Russell rimane ancora troppo lontano.



Dramma (sportivo) Ferrari. Leclerc ha condotto la gara tenendo un gran passo, Piastri non riusciva ad avvicinarsi. Sembrava che tutto potesse portare la SF25 verso la prima vittoria dell'anno e invece, dopo il secondo pit-stop, Leclerc ha cominciato ad essere furioso con il suo ingegnere. Cosa è accaduto? Come detto sopra, probabilmente c'è stata una eccessiva prudenza per salvaguardare il fondo vettura e sono state alzate le pressioni.

Con l'effetto di rendere inguidabile la monoposto. Leclerc appariva incredulo, si è messo a girare un paio di secondi più piano e perso il contatto con le due McLaren, anche il terzo posto è svanito. Leclerc ha concluso quarto, pure con una penalità (ininfulente) per una manovra poco sportiva nei confronti di Russell quando questi lo ha affiancato per superarlo. Un errore grave da parte dello staff tecnico che forse dovrebbe andare a scuola in qualche formula minore, magari la F4, per apprendere come si fanno le pressioni... Lewis Hamilton, partito con le hard, non ha beneficiato di nulla e da 12esimo al via ha chiuso la gara 12esimo a 1 giro da Norris. Meglio non pensarci.

Bello il quinto posto di Fernando Alonso con una Aston Martin-Mercedes alquanto incomprensibile. Dispersa a Spa, protagonista a Budapest. Lo spagnolo, che aveva saltato il primo turno libero per un problema alla schiena che si trascinava dal Belgio, ha disputato una gara gagliarda. A punti anche Lance Stroll, ottavo e autore di una prova finalmente positiva dopo tanto buio.

Alonso nel finale ha battagliato con un eccezionale Gabriel Bortoleto con la Sauber-Ferrari. Il brasiliano è uno dei piloti dell'agenzia di management dello stesso Alonso ed è stato divertente vederli battagliare. Come ha raccontato Bortoleto, deve ancora imparare tanto proprio da Fernando. Infatti, quando il brasiliano era alle spalle dell'Aston Martin, Alonso ha rallentato per far soffrire le gomme della Sauber. Lo ha tenuto in bollitura per qualche giro, poi quando ha capito che le Pirelli di Bortoleto avevano perso in efficacia, ha allungato. Semplicemente geniale.



Questo non toglie merito a Bortoleto, già grande protagonista in qualifica dove aveva colto il settimo tempo. E merito anche alla Sauber che sta crescendo di gara in gara tanto che ha concluso in zona punti in tutte le ultime sei corse, con tanto di podio a Silverstone firmato da Nico Hulkenberg, in ombra in Ungheria.

Nuovamente a punti Liam Lawson, ottavo come a Spa. Punti importanti per la Racing Bulls-Honda, peccato per Isack Hadjar, a pochi decimi dalla zona punti, 11esimo. Notte fonda per la Williams-Mercedes che ha vissuto un fine settimana opposto a quello della Aston Martin. In difficoltà anche la Haas-Ferrari per non parlare della Alpine-Renault che ha toccato uno dei punti più bassi della stagione. Dimenticavamo, forse era meglio, Yuki Tsunoda, disastroso con una già disastrosa Red Bull.

Domenica 3 agosto 2025, gara

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 70 giri
2 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 0"698
3 - George Russell (Mercedes) - 21"916
4 - Charles Leclerc (Ferrari) - 42"560 *
5 - Fernando Alonso (Aston Martin-Mercedes) - 59"040
6 - Gabriel Bortoleto (Sauber-Ferrari) - 1'06"169
7 - Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) - 1'08"174
8 - Liam Lawson (Racing Bulls-Honda) - 1'09"451
9 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 1'12"645
10 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1 giro
11 - Isack Hadjar (Racing Bulls-Honda) - 1 giro
12 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1 giro
13 - Nico Hulkenberg (Sauber-Ferrari) - 1 giro
14 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1 giro
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1 giro
16 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1 giro
17 - Yuki Tsunoda (Red Bull-Honda) - 1 giro
18 - Franco Colapinto (Alpine-Renault) - 1 giro
19 - Pierre Gasly (Alpine-Renault) - 1 giro **

* 5" di penalità
** 10" di penalità

Ritirato
Oliver Bearman

Il campionato piloti
1.Piastri 284; 2.Norris 275; 3.Verstappen 187; 4.Russell 172; 5.Leclerc 151; 6.Hamilton 109; 7.Antonelli 64; 8.Albon 54; 9.Hulkenberg 37; 10.Ocon 27;  11. Alonso Stroll 26; 13.Hadjar 22; 14.Gasly, Lawson 20; 16.Sainz 16; 17.Bortoleto 14; 18.Tsunoda 10; 19.Bearman 8.

Il campionato costruttori
1.McLaren-Mercedes 559; 2.Ferrari 260; 3.Mercedes 236; 4.Red Bull-Honda 194; 5.Williams-Mercedes 70; 6.Aston Martin-Mercedes 52; 7.Sauber-Ferrari 51; 8.Racing Bulls-Honda 45; 9.Haas-Ferrari 35; 10.Alpine-Renault 20.

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