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mezza), ma allo stesso tempo non è un pilota scorretto. Non

provoca incidenti volontariamente. Semplicemente non ci sta

a perdere: mai, contro nessuno. «Me ne sono stato il più largo

possibile, ho lasciato un sacco di spazio: al mio interno sareb-

bero potute passare tre macchine, non una», ha detto il cam-

pione del mondo parlando dell'incidente con Rosberg. «Mi

sono solo ripetuto che volevo assolutamente passare Nico. E

adesso posso sorridere perché ho fatto tutto quello che do-

vevo fare nel modo più giusto». Rosberg, un po' come i bam-

bini che davanti alla punizione pestano i piedi e trattengono il

respiro, ha tenuto il punto. «Ero all'interno, avevo il diritto di

difendere la mia posizione. Così sono andato il più lungo pos-

sibile, perché ero io ad avere il diritto alla traiettoria. Sono ri-

masto molto sorpreso quando ho visto che Lewis sterzava

verso l'interno».

Hamilton vuole libertà

Rosberg si adeguerà

E meno male che fra i due, come aveva spiegato Hamilton in

settimana, i rapporti erano tornati normali.

Anche davanti alla possibilità che riappaiano gli ordini di scu-

deria, le reazioni dei due driver della Mercedes sono state di-

verse. Meglio: opposte. Dice Lewis: «Io spero che non sia così,

ho appena rivisto un vecchio GP in cui alla Ferrari imposero a

Barrichello di lasciar passare Schumacher, e dal punto di vista

di un appassionato è una cosa triste. Corriamo ai 250 all'ora,

non si possono aspettare che non succeda mai niente, persino

i meccanici e gli ingegneri lo sanno. Io sono cresciuto correndo

in pista, il senso di tutto è cercare di essere il più forte, supe-

rando gli altri. Il bello di Toto (Wolff, ndr) e Niki (lauda, ndr) è

che ci hanno sempre permesso di farlo in questi anni. Da

amante delle corse, spero proprio che non si torni indietro su

questo punto». Per Rosberg invece, la decisione ultima del

team va ascoltata e rispettata: «Toto e Paddy (Lowe, dr) sono

persone estremamente competenti, la decisioni è nelle loro

mani, e io la rispetterò qualunque sia. Non è una cosa che di-

pende da me». Da una parte Rosberg, che i duelli preferisci

giocarseli a distanza, senza contatti, magari con un aiutino del

box. Dall'altra Hamilton, il guerriero, che di tutele e legacci non

vuole proprio saperne. Voi, onestamente, per chi tifereste?