Massimo Costa - XPB ImagesA inizio stagione, considerando la chiara superiorità della Mercedes W17 nei confronti della concorrenza,
George Russell è stato battezzato dai media, soprattutto inglesi e italiani (al di là di certi personaggi su SkySport F1 Italia che lo denigrano vergognosamente), come candidato numero uno tra coloro che potevano puntare alla conquista del campionato del mondo. Ma ne siamo così sicuri?
Diciamo subito che Russell è un buon pilota, lo è sempre stato, ma l'impressione è che non abbia mai lasciato il segno,
che non si sia mai proposto come il crack dell'anno, il fuoriclasse sublime, nei suoi primi passi in monoposto. Italiaracing ne ha seguito, dal vivo, le tappe nelle serie pre F1.
Cerchiamo allora di capire perché il 28enne inglese non ci ha mai convinto troppo.
Nel 2014, nel suo primo anno in monoposto, ha sì vinto il campionato nazionale BRDC F4 , ma non in carrozza come si suol dire. L'ha spuntata per appena 3 punti su
Arjun Maini e una manciata di punti in più su Raoul Hyman. Due ragazzi che, come sappiamo, non hanno lasciato alcun segno nel motorsport.
In quel 2014, Russell non solo ha disputato le 24 gare del BRDC F4, tutte su circuiti inglesi, ma anche la
Formula Renault 2.0 ALPS con il top team (dell'epoca) Koiranen. Il buon George, nella sua prima uscita in un campionato di buon livello europeo, non ha mostrato granché, solo un secondo posto nella gara 1 di Spielberg e vari piazzamenti, ottenendo il quarto posto nella classifica generale.
In quella stessa stagione, ha debuttato in formula
Charles Leclerc, proprio nel campionato ALPS. E il giovanissimo monegasco, in forza al team Fortec che non era certo considerato una formazione di vertice, destò subito grande impressione vincendo due gare, firmando sette podi e una pole, terminando il campionato al secondo posto dietro al vincitore Nyck De Vries, che era al terzo anno nel mondo Renault 2.0 e compagno di Russell da Koiranen.
Russell, però, un segnale significativo lo aveva lanciato nella sua seconda partecipazione 2014 alla Eurocup Renault 2.0, non con Koiranen, ma con Tech 1. Solo due uscite nella serie continentale.
A Jerez, in gara 2, eccolo primo classificato. Un primo messaggio importante.
L'anno dopo, il 2015, è avvenuto il debutto nel
FIA F3 Euro con il team Carlin. Nella F3, la squadra di Trevor è sempre stata tra le migliori in assoluto. Russell ha avuto come compagno Antonio Giovinazzi, che lo ha travolto. L'italiano era al terzo anno di F3, Russell un rookie, ma si sa, se sei un giovane dal talento smisurato, poco importa se sei al debutto.
Russell invece, si è piazzato
appena sesto nella classifica finale mentre Giovinazzi è stato il vice campione della categoria ottenendo il doppio dei punti di George, 412,5 contro 203.. Neanche una vittoria per Russell nelle ben 33 gare svolte.
Come paragone tra i rookie, di nuovo Leclerc. Il monegasco, con il team Van Amersfoort si è imposto quattro volte finendo quarto in graduatoria generale con 363,5 punti preceduto da Jake Dennis, al secondo anno di F3, talento britannico che non ha avuto la giusta considerazione per essere portato in F1. Quel campionato lo vinse il super esperto della categoria, Felix Rosenqvist.

Nel 2016, Russell è rimasto in F3, ma passando al team Hitech che vedeva nella proprietà la famiglia Mazepin, la quale non badava a spese per il figliol prodigo Nikita.
Russell è però stato sonoramente battuto da Lance Stroll, campione, e pure da Max Gunther, vice campione, entrambi col team Prema. George è terzo in campionato e almeno ha messo a segno due vittorie sulle 30 corse disputate.
Di Russell i quel periodo si diceva, ottimo pilota, nulla di più.
Nel 2017, ecco la svolta. Il passaggio in GP3 col team dominante ART. La squadra francese è talmente superiore rispetto ai rivali che piazzò i suoi quattro piloti nei primi quattro posti. E' Russell a vincere nettamente il titolo davanti ai compagni Jack Aitken, Nirei Fukuzumi e il compianto Anthoine Hubert.
Naturale quindi il passaggio in Formula 2 sempre con ART e qui
Russell è veramente bravo ad emergere nel confronto diretto con Lando Norris, del team Carlin mentre terzo si piazzò Alexander Albon.
Già da qualche anno pilota Junior Mercedes, è dunque naturale il salto in
Formula 1 col team Williams, dove rimane per ben tre difficili stagioni. In molti si chiedevano: ma se George è così fenomenale come alcuni dicono, perché Toto Wolff non lo lancia subito nel proprio team? Bella domanda...
Russell trascorre così tre duri anni con la Williams, lottando nelle ultime posizioni , ma è nel 2020 che gli viene concessa l'occasione, per lo stop Covid di Lewis Hamilton, di salire sulla Mercedes. Lo fa molto bene a Sakhir tanto da prendersi la prima fila, battuto dal compagno Valtteri Bottas, e
solo una foratura gli fa perdere una probabile vittoria. Quella, va detto, era la Mercedes dominante (dal 2014) che non aveva avversari.
Quella prestazione non è bastata per farlo salire in Mercedes nel 2021, vi arriverà nel 2022 al posto di Bottas. Diciamo la verità, peggior momento non si poteva perché dal 2022 al 2024 la Mercedes non è più stata competitiva come prima. Dunque, Russell arriva al fianco di Hamilton dopo ben tre stagioni di F1 vissute alla Williams, e come minimo ci si aspetta che il giovane inglese con l'aureola del nuovo fenomeno, travolga Hamilton.
Invece no. Finisce quarto con appena 35 punti in più del sette volte iridato, ma almeno riesce a vincere la sua prima gara, a San Paolo.

Nel 2023. Russell
perde nettamente il confronto con Hamilton, il quale totalizza 234 punti ed è terzo nella classifica iridata mentre lui è ottavo con 175 punti. Nessuna vittoria per entrambi, domina la Red Bull, ma Russell ne esce con le ossa rotte. Si riprende l'anno seguente, ma poca roba, è sesto con 245 punti, appena una ventina in più di Hamilton. Vincono entrambi due gare.
Nel 2025, con Hamilton trasferitosi alla Ferrari, Russell non ha più l'ombra gigantesca dell'ex compagno , ma non brilla particolarmente con una Mercedes finalmente più competitiva.
E' quarto nel mondiale, vince tranquillamente il confronto con il nuovo compagno di squadra, al debutto, Andrea Kimi Antonelli. E vince anche due Gran Premi.
Insomma, bravo sì Russell, ma non esplode mai. Doveva farlo in questo 2026. Ma la crescita esponenziale di Antonelli, lo ha travolto. D'accordo, ha problemi sulla sua monoposto che finalmente i tecnici Mercedes hanno individuato, ma è un dato di fatto che con una W17 che ricorda le varie Mercedes del periodo 2014-2021, non riesce a fare la differenza.
Potrà recuperare il terreno perduto se la sua monoposto sarà al cento per cento, se ritroverà la fiducia necessaria, e magari vincerà anche il titolo (del resto ci è riuscito anche
Damon Hill). Ma per ora, Antonelli ha gioco facile, Russell è quel che è, non certo un talento da far girare la testa.
Russell lo possiamo paragonare a bravi piloti che hanno calcato per anni la scena della F1, gente come Gerhard Berger,
David Coulthard, Rubens Barrichello, Mark Webber, vincitori di gare, firmatari di pole, piloti molto veloci certamente, ma perennemente seconde guide al cospetto dei compagni che ebbero, rispettivamente Ayrton Senna, Mika Hakkinen, Michael Schumacher, Sebastian Vettel. Inutile aggiungere che Antonelli ha davanti a sé la grande occasione della vita.
