Michele Montesano
Eppur si muove. A poco più di un anno dall’annuncio del ritorno nella classe regina del
FIA WEC, la
Hypercar di
Ford ha finalmente acceso i motori e mosso i primi passi in pista. Sul circuito del Paul Ricard, a pochi chilometri dalla sede della Oreca, il costruttore americano ha dato il via alla fase dello sviluppo in pista della sua LMDh. Oltre al test, Ford ha mostrato per la prima volta le immagini del prototipo destinato a riportare l'Ovale Blu nella lotta assoluta della 24 Ore di Le Mans.
Il programma di collaudo era iniziato lo scorso 5 agosto con una serie di
test di rodaggio che, secondo quanto comunicato dalla squadra, si sono svolti senza particolari problemi. I tecnici hanno lavorato all'attivazione e alla verifica di tutti i sistemi della vettura, concentrandosi soprattutto sull'integrazione tra la parte termica e quella ibrida. Una volta completata questa fase preliminare, il prototipo ha affrontato il primo vero test in pista sul tracciato francese di
Le Castellet.
Al volante si sono alternati
Matt Campbell e Logan Sargeant mentre Tom Blomqvist, già forte dell'esperienza maturata con i prototipi LMDh nel campionato IMSA, entrerà a sua volta nel programma di sviluppo nei prossimi giorni. Presente durante la fase iniziale anche Mike Rockenfeller, coinvolto sia nei primi collaudi che nello shakedown effettuati all'inizio del mese.

Come da regolamento LMDh, la vettura americana nasce dalla collaborazione con
Oreca, che ha fornito il telaio LMP2 sul quale Ford ha installato un propulsore sviluppato internamente. Si tratta di un
V8 aspirato da 5.4 litri derivato dal celebre
Coyote di Dearborn, opportunamente modificato, e al quale è stato affiancato il sistema elettrico realizzato da Bosch in monofornitura.
Prima di arrivare al Paul Ricard, il progetto aveva già superato diverse tappe fondamentali. Oltre alle lunghe
sessioni al simulatore, il motore era stato sottoposto a numerosi test al banco prova e, soltanto un mese fa, era stato avviato per la prima volta installato direttamente sul telaio. Da qui la decisione di trasferire il programma di sviluppo nel sud della Francia sfruttando, così, la vicinanza con la struttura di Oreca e la versatilità del circuito di Le Castellet.
Anche se la
carrozzeria è ancora nascosta da una livrea mimetica blu e bianca, le prime immagini permettono già di individuare alcune soluzioni aerodinamiche particolarmente interessanti. Il
frontale appare molto basso e rastremato, con un cofano dalla forma arrotondata e inclinata verso il basso. A differenza di altri prototipi costruiti sulla stessa piattaforma, non compare la tradizionale ala superiore che attraversa il muso, una scelta che conferisce alla vettura un aspetto più pulito e aggressivo.

Lo
splitter anteriore è particolarmente elaborato e sembra progettato per convogliare una grande quantità d'aria verso il fondo della vettura, seguendo una filosofia che punta a generare deportanza sfruttando il sottoscocca. Sui lati del muso sono inoltre presenti alcuni elementi aerodinamici destinati a gestire il flusso d'aria e a migliorare la stabilità del veicolo alle alte velocità.
I passaruota anteriori presentano le ormai classiche aperture superiori previste dal regolamento Hypercar, mentre le
fiancate mostrano un ampio canale aerodinamico che collega il frontale alle pance laterali. Una soluzione ormai diffusa tra i prototipi di ultima generazione e fondamentale per alimentare il flusso diretto verso il diffusore posteriore.
Particolarmente interessante è anche il
retrotreno. I supporti dell'alettone sono fissati direttamente ai passaruota posteriori, che presentano una conformazione scavata. La parte finale della carrozzeria è dominata da un
diffusore molto ampio e da una lunga pinna dorsale che richiama la soluzione adottata sulla Porsche 963 LMDh. Sopra l'abitacolo spicca inoltre una generosa presa d'aria, caratterizzata da un profilo evidenziato da una bordatura gialla.

Secondo quanto dichiarato da Ford nei mesi scorsi, la
carrozzeria sarebbe ormai completata al 99%, con soltanto piccoli affinamenti ancora da effettuare prima delle prove finali in galleria del vento. Il programma di sviluppo proseguirà ora su altri circuiti europei in vista dell'omologazione definitiva prevista prima dell'inizio della stagione 2027.
Se la strada verso il debutto è ancora lunga, Ford ha messo già in chiaro l’intenzione di puntare alla quinta vittoria assoluta nella 24 Ore di Le Mans e lottare per il titolo mondiale costruttori nella classe Hypercar del WEC. La strada prima del debutto è ancora lunga, ma gli uomini dell’Ovale Blu hanno le idee molto chiare. I prossimi test proseguiranno con l’intera formazione dei piloti al completo: oltre a Campbell, Rockenfeller, Sargeant e Blomqvist, il programma potrà infatti contare anche su
Sebastian Priaulx e Nick Yelloly.