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19 Feb [18:31]

Lewis Hamilton

Stefano Semeraro

Secondo papà Anthony, può continuare a vincere in F.1 ancora per una decina d'anni. «Lewis non può che migliorare e diventare più forte», giura Hamilton senior. «Ha ancora fra i 7 e i 10 anni da passare nel Circus, e questa è una pessima notizia per tutti gli altri». Jackie Stewart è sicuro che il suo 'nipotino' non si fermerà a tre titoli mondiali, ma ne accumulerà parecchi altri. Per l’ex Nick Heidfeld – crediamo portavoce di una buona fetta di colleghi nel paddock... – nel 2016 il favorito assoluto rimane lui, 'Jesus' Hamilton, il pilota in missione per conto di se stesso. Anche per i piccoli fan non ci sono dubbi:

«Lewis vincerà per la quarta volta il Mondiale, e festeggerà facendo un milione donuts sulla pista», ha scritto Ewan Smart, uno scolaro della Earls Barton Junior School nel Northamptonshire, che si è visto arrivare pochi giorni dopo una lettera di risposta da Hamilton in persona: «Continua così, Ewan, sei già un grande scrittore. Il tuo amico Lewis. PS: un milione di donuts suona bene...». Insomma, il Mondiale 2016 incomincia a intravedersi dietro l'angolo – i primi test incombono in Spagna fra una settimana - e tutti hanno già gli occhi puntati su quella che sembra essere l'unica, vera rock star dell'automobilismo mondiale. L'Usain Bolt, il Roger Federer della F.1, che però a differenza dei due suoi colleghi il ruolo di “living legend”, come dicono gli americani, di icona e di personaggio di culto, vuole costruirselo non solo in pista. Anzi, direbbe qualche suo critico innervosito dall'ipercinetismo vippettaro del campione, soprattutto fuori dalla pista.

Un campione per
tutte le latitudini

In effetti durante le vacanze del Circus, Hamilton non è uscito un secondo dal radar, rimbalzando da un evento glamour all'altro in giro per il mondo. Con l'aiuto dei social network poi, è impossibile non ritrovarselo da settimane in tutti i possibili atteggiamenti: sul ring con i guantoni pronto a sudare per rimanere in forma, avvinghiato al suo tigrotto (sì, possiede un tigrotto in carne e strisce), in piedi sul surf insieme all' amatissimo bulldog Roscoe su una spiaggia del Messico, in compagnia della supermodella Kate Hudson al 50° Superbowl della NFL, sulle nevi con la campionessa Lindsey Vonn.

E poi, abbracciato al rapper Jay-Z e in smoking nero con il pilota Nascar Jeff Gordon ad un evento benefico, con l’attore Ben Stiller al vernissage di “Zoolander 2”, sul parquet di Toronto per allenarsi con la squadra dei Raptors, in location esotiche per sedute fotografiche con Hugo Boss e Harper's Bazaar nello studio del regista e produttore George Lucas – be', quanti possono entrarci secondo voi? - mentre se la spassa con mastro Yoda (che la Forza sia con lui), o ancora davanti ad enormi e inquietanti woofer in sala di registrazione e mentre suona a sorpresa un pianoforte nella lobby di un hotel («quando ne vedo uno proprio non riesco a trattenermi», ha cinquettato). E persino alle cascate del Niagara, appoggiato alla balaustra – la stessa su cui illanguidiva Marylin Monroe? -, lo sguardo perso con intensità verso l'orizzonte, intento immaginiamo a rivolgere un pensiero al suo compagno di squadra Niko Rosberg: «non illuderti, carino, tanto anche l'anno prossimo vinco io».

Lauda non contento
Wolff lascia fare…

Per qualcuno un campione “larger than life” come dicono gli anglofoni, più grande della sua stessa vita, preso da troppi interessi e troppe attività, rischia fatalmente di oltrepassare il limite invisibile fra il possibile e l'impossibile e ritrovarsi in fratta con le gomme a terra. Alla Mercedes nelle ultime stagioni hanno storto il naso – più Niki Lauda di Wolff a dire il vero - ora forse hanno capito che domare il purosangue non si può. Non è possibile costringerlo dentro il recinto della routine quotidiana, perché il rischio è di perderlo. Non a caso nei suoi contratti Hamilton pretende sempre una grande libertà dagli impegni con lo sponsor, e se è approdato a Stoccarda è stato anche dietro assicurazione che avrebbe potuto muoversi in grande libertà.

Ricomincerà dunque da tre, Lewis, come suggeriva il grande Troisi, o i suoi mille interessi finiranno per togliergli la concentrazione e sentirsi così tanto acclamato, applaudito, idolo e icona indiscussa, lo imborghesiranno un po’? «Mi aspetto una nuova grande battaglia con Nico, e non solo con lui», ha fatto sapere via Twitter. «Mi sto allenando duramente, e sono pronto». Magari ci sbaglieremo, ma crediamo anche noi che lo sia, eccome.