Previous Page  18 / 48 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 18 / 48 Next Page
Page Background

18

GP BRASILE

Ferrari

Stefano Semeraro

Sotto la pioggia, controvento, la Ferrari non riesce ad alzarsi il ba-

vero, a proteggersi la testa. In teoria, vista la supremazia assoluta

delle Mercedes quando le condizioni sono ideali, gare come quella

brasiliana, devastata dagli elementi, dovrebbero essere viste come

opportunità più che come sciagure, ma la Rossa di quest'anno non

sembra in grado di cogliere neppure le rare occasioni che le si of-

frono. Stavolta a sbagliare sono stati soprattutto i piloti, che pure

non sono gli ultimi arrivati neanche sotto l'acqua – se vi ricordate

la vittoria di Vettel con la Toro Rosso sotto l'acquazzone di Monza

che lo consacrò agli occhi di tutti – o in condizioni estreme (il rallista

Raikkonen). «Le condizioni sono troppe pericolose», ha urlato nella

radio Vettel sotto il diluvio. «Cosa aspettate a sospendere la gara,

quanti incidenti ci devono essere ancora?». Più che una protesta

da pilota, che comunque ci sta, la voce della frustrazione. Perché

rischiare, avrebbe forse voluto dire Seb, se tanto non posso vin-

cere?

Raikkonen

rischia grosso

Il peggiore stavolta, dopo le bellissime qualifiche che lo avevano

visto per l'ennesima volta davanti a Vettel, è stato però Raikko-

nen. Dopo la seconda ripartenza si è fatto infilare da Max Ver-

stappen con facilità irrisoria (complice un assetto infelice?), poi

è uscito in pieno rettilineo con le full rain, finendo per carambo-

lare attraverso la pista e facendo passare 10 secondi di terrore a

tutti finendo la gara contro il muro dei box. Scampato il pericolo,

Kimi se l'è presa con la macchina, con le Pirelli, con la safety-car.

«Sulla salita dopo la Juncao c'era un sacco di aquaplaning, anche

se non pioveva poi così tanto. Era pieno di pozzanghere e se ne

beccavi una non c'era niente da fare. Però, siamo stati troppi giri

dietro la safety-car e questo ha raffreddato le gomme. Sappiamo

che quando capita così non siamo competitivi, è un vecchio pro-

blema. Per fortuna tutto è andato bene e nessuno mi ha cen-

trato».

Vettel sbaglia

poi rimonta

Vettel, alla fine, se l'è presa con Verstappen per il solito sorpasso

al limite («ha visto che ero lì ma ha allargato apposta, non è stato

corretto»), però lui poco prima aveva fatto lo stesso con Fer-

nando Alonso… mentre avrebbe dovuto fare autocritica per il

testacoda che all'11°esimo giro gli è quasi costato la gara. In tanti

si sono girati, è vero, ma Verstappen e Rosberg se la sono cavata

con numeri circensi, lui invece dopo il 28° giro ha dovuto rimon-

tare dalla 19esima posizione. Ci è riuscito alla grande, finendo

quinto proprio alle spalle dell'olandese della Red Bull, ma per

farcela ha dovuto fare a sportellate con Alonso, e stavolta è stato

lui a far arrabbiare il rivale. «Meno male che c'era una via di fuga

e non un muretto», ha detto lo spagnolo. «La prossima volta farò

anch'io così: andrò addosso a Sebastian e lui perderà più punti

di me», prendendo le sembianze vendicative di Verstappen.

Ecco: sarà per il contatto con il suo predecessore in Ferrari, sarà

per la giornataccia, ma pare che Seb – nervoso, insoddisfatto,

frustrato, a tratti rabbioso - si stia un po' alonsizzando. Del resto

se Fernando nei suoi ultimi anni a Maranello era stanco di arrivare

sempre secondo, figuriamoci Seb di arrivare quarto o quinto...