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20 Gen [20:34]

Dakar - Finale
La gioia di Sainz e Walkner

Marco Cortesi

E’ arrivata al termine di un’edizione memorabile della Dakar la terza vittoria consecutiva della Peugeot in sudamerica, la seconda personale per Carlos Sainz dopo il successo di qualche anno fa con la Volkswagen. Il cinquantacinquenne matador ha trionfato al termine di una corsa durissima, ricca di colpi di scena che hanno a più riprese piegato la volontà ed il fisico dei partecipanti, oltre ai rispettivi mezzi meccanici. La frazione finale attorno alla città di Cordoba ha visto il punto della bandiera andare a Giniel De Villiers su Toyota, mentre al nono posto, staccato di soli tre minuti, Sainz non ha avuto problemi a tenere le redini della situazione festeggiando da vero sopravvissuto il trionfo in graduatoria generale davanti a Nasser Al-Attiyah e lo stesso De Villiers.

I tanti delusi... traditi da Lady Dakar
Alla fine si è dovuto accontentare del quarto posto Stephane Peterhansel, tradito quando già assaporava l’affermazione numero 14 alla Dakar. Ma per lui c’è stata la soddisfazione di vedere l’arrivo, cosa che non si può dire di altri protagonisti, come ad esempio Bryce Menzies, Sebastien Loeb e Bernhard Ten Brinke. Alla fine, tutti i concorrenti hanno comunque pagato il loro dazio in termini di contatti e incidenti, di difficoltà di navigazione e di mal di montagna: si trattava di stringere i denti e dare il cento per cento. Proprio lo squadrone Mini, partito determinato con una nuova arma, è stato letteralmente falcidiato da contatti e guai vari: dopo le polemiche dell’anno scorso sui (presunti) troppi vantaggi dati ai buggy, in casa X-Raid hanno realizzato che nemmeno correre con un buggy è così semplice: il migliore rappresentante all’arrivo è stato il polacco semiufficiale Kuba Przygonski, con la vecchia Cooper integrale.

Peccato per Eugenio Amos
Alla sicurezza delle Toyota, che pur essendo 4WD hanno popolato la top-10 anche se hanno mancato dello spunto prestazionale per lottare per la vittoria, ha fatto da contraltare la settima piazza del Ford F-150 di Martin Prokop, mentre seppur costretto al ritiro da un guaio alla trasmissione, sulla Dakar ha lasciato il segno anche Eugenio Amos, arrivato a giocarsi la top-5 assoluta. A testimoniare quanto è stata difficile la competizione, un distacco tra il primo ed il decimo posto di ben oltre nove ore, contro le cinque del 2017 e le tre del 2016.



Trionfo per Walkner nell'inferno sudamericano
Se per le auto la gara si è rivelata tosta, per le moto lo è stata ancora di più, in una vera e propria battaglia che ha lasciato sul campo tanti protagonisti ma che è rimasta tesissima in termini di distacchi. Tra i primi a finire KO il vincitore dello scorso anno Sam Sunderland, uscito di scena quasi subito dopo aver provato a resistere con ogni briciolo di volontà. Ma il terreno della Dakar è stato fatale anche ad altri campioni come Adrian Van Beveren, i cui funambolici salti ed impennate sono ormai sempre più immagine della categoria, e Joan Barreda Bort, che le ha provate tutte per rialzarsi e restare in piedi nonostante il dolore ma ha dovuto dichiarare forfait sul finale. E’ stato comunque positivo non avere infortuni di un certo rilievo, in particolare vedendo il botto ad altissima velocità di Van Beveren. Tra i sopravvissuti è emerso Matthias Walkner, che ha fatto della regolarità la sua arma vincente, in una classifica super-corta.

KTM ancora sul tetto della Dakar
Gran risultato quello dell’austriaco, che vince per la prima volta e porta la bandiera del suo paese a sventolare in vetta alla Dakar: con qualche chilo in più rispetto a quando correva in motocross, a 31 anni Walkner ha messo a segno il risultato della vita precedendo, nella top-3, l’argentino Kevin Benavides e l’australiano Toby Price. Mai come quest’anno il dominio KTM iniziato nel 2001 col successo di Fabrizio Meoni era stato messo in dubbio, con l’attacco di Honda e Yamaha ufficiali: nonostante tutto però la casa di Stefan Pierer ha di nuovo piazzato una delle proprie moto davanti a tutti, prendendosi anche il terzo posto.

I risultati degli altri italiani
Per quanto riguarda gli italiani, al 20esimo posto tra i motociclisti ha terminato Jacopo Cerutti, seguito a breve distanza da Maurizio Gerini, mentre nelle quattro ruote il tricolore ha visto come unici rappresentanti al traguardo Marco Piana e David Giovanetti, su Toyota Land Cruiser. Da sottolineare anche la vittoria tra i camion del trio Kamaz Nikolaev-Yakovlev-Rybakov. Per loro è il secondo successo consecutivo, il terzo di Nikolaev e Rybakov.

La classifica finale della Dakar 2018

Auto

1 - Sainz-Cruz (Peugeot 3008 DKR) + 49.16’18”
2 - Al-Attiyah-Baumel (Toyota Hi-Lux) + 43’40”
3 - De Villiers-Von Zitzewitz (Toyota Hi-Lux) + 1.16’41”
4 - Peterhansel-Cottret (Peugeot 3008 DKR) + 1.25”29”
5 - Przgonski-Colsoul (Mini 4x4) + 2.45’24”
6 - Al-Qassimi-Panseri (Peugeot 3008 DKR) + 4.20’58”
7 - Prokop-Tomanek (Ford F150 Evo) + 7.20’49”
8 - Van Merksteijn-Marton (Toyota Hi-Lux) + 7.41’58”
9 - Halpern-Pulenta (Toyota Hi-Lux) + 9.08’10”
10 - Alvarez-Howie (Toyota Hi-Lux) - 9.18’46”

Moto
1 – Matthias Walkner (KTM) – 43.06’01”
2 – Kevin Benavides (Honda) + 16’53”
3 – Toby Price (KTM) + 23’01”
4 – Antoine Meo (KTM) + 47’28”
5 – Gerard Farres Guell (KTM) + 1.01’04”
6 - Johnny Aubert (Gas Gas) + 1.53’53”
7 - Oriol Mena (Hero) + 2.22’52”
8 - Pablo Quintanilla (Husqvarna) + 2.24’05”
9 - Daniel Carreras (KTM) + 2.37’20”
10 - Jose Florimo (Honda) + 2.42’36”