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La Ford ritorna nel Mondiale F1
Sarà il motorista della Red Bull

Pochi istanti prima della presentazione della Red Bull 2023, è arrivato l'annuncio ufficiale del ritorno in Formula 1 del...

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4 Feb [18:46]

Verstappen, il simulatore nel motorhome
“Lo userò dopo le sessioni in pista”

Mattia Tremolada

Helmut Marko l’aveva sparata grossa negli scorsi giorni, affermando che Max Verstappen avrebbe fatto installare un simulatore di guida sul proprio jet privato. La notizia era stata accolta con qualche perplessità dagli addetti ai lavori, ma alla luce della grande passione del due volte campione del mondo per il mondo del simracing era stata data per buona da molti.

È stato lo stesso Verstappen a correggere la dichiarazione di Marko in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport a New York, in occasione della presentazione della livrea Red Bull 2023. “Marko ha frainteso - ha ammesso con un sorriso - Quest’anno mi sposterò alle gare europee con un motorhome e dentro ho fatto piazzare un simulatore di guida. È un hobby, mi diverte e allena i riflessi, perciò lo userò per due o tre ore la sera dopo le giornate in pista”.

Che Verstappen pensasse alle corse virtuali durante i weekend di gara lo aveva già confermato nelle passate settimane Atze Kerkhof, nome sconosciuto ai più ma leggenda del simracing. Kerkhof ha incontrato Verstappen quando era in F3, al team van Amersfoort, dove affiancava i piloti della squadra nel lavoro al simulatore. Da quel momento i due si sono sempre allenati insieme online, anche quando Kerkhof è entrato in Alfa Romeo in qualità di “Driver Performance Consultant”.



Kerkhof è anche il fondatore e direttore del team Redline, uno dei più titolati e ambiti nel simracing, di cui Verstappen non solo fa parte, ma è pure affiliato tramite il proprio brand Verstappen.com.
In un’intervista pubblicata sul canale YouTube di Redline, Kerkhof ha parlato a lungo del proprio rapporto con Verstappen, raccontando di come nei weekend di gara spesso intervenga sulle chat del team per dispensare consigli di guida e di set-up ai propri compagni di squadra.

Verstappen nel 2023 porterà dunque un simulatore di guida all’interno delle piste reali, con l’obiettivo di allenarsi e di sciogliere la tensione al termine delle lunghe giornate di prove. L’olandese però non sarà il primo a farlo. Dal 2022 il team DAMS di Formula 2 ha posizionato un simulatore professionale all’interno del proprio bilico, in modo che i piloti possano allenarsi e riscaldarsi prima di scendere in pista.

Se questa sia l’inizio di una piccola rivoluzione che porterà sempre più piloti ad allenarsi al simulatore pochi minuti prima di scendere in pista solo il tempo lo dirà…

3 Feb [17:16]

La Red Bull mostra a
New York la livrea della RB19

Massimo Costa

La presentazione della nuova Red Bull? No, la RB19 non c'era e la vedremo forse in un filming day a Silverstone o direttamente a Sakhir nei test collettivi. Come deciso dal team Haas lo scorso 31 gennaio, anche la squadra campione del mondo si è limitata a mostrare la nuova livrea, nuova si fa per dire perché è quella di sempre. Dunque, a New York c'era la RB18 campione del mondo 2022 spacciata per qualcosa di nuovo che non è. L'unica cosa interessante, la conferma del rapporto con la Ford che nascerà in questi anni e sarà attiva nel 2026, con i nuovi regolamenti tecnici per i motori. Ford lavorerà a stretto contatto con la Red Bull Powertrains, la struttura voluta dal compianto Dietrich Mateschit, Christian Horner ed Helmut Marko che dopo l'abbandono della Honda ha proseguito lo sviluppo delle power train giapponesi adottando le proprie tecnologie. Uno sforzo notevole da parte della Red Bull che può essere paragonato, seppur in piccolo, alla Ferrari e alla Alpine Renault.

Il team principal Christian Horner ha spiegato l'importanza di essere volati a New York: "E' veramente speciale per noi essere in questa grande città, in America, un Paese dove questa stagione si disputeranno ben tre Gran Premi, un Paese che sta amando sempre più il nostro sport, la Formula 1. Con Verstappen abbiamo vinto la gara di Miami e conquistato il titolo costruttori con Max e Perez ad Austin, tra l'altro proprio nel weekend in cui è scomparso Mateschitz, l'uomio che ha creato quello che siamo. Dieter ci ha trasmesso la determinazione, la voglia, gli obiettivi da raggiungere e pensiamo che la stagione 2023 possa essere ancora più bella rispetto alle precedenti. Ci aspettiamo che Ferrari e Mercedes siano competitive e che altri team possano fare miglioramenti significativi. Vedremo tutte le nuove macchine tra un paio di settimane, ma la stagione sarà molto lunga, vivremo alti e bassi come è normale, lotteremo, e speriamo di continuare a cavalcare l'onda dello scorso anno".

Nessun cenno allo sforamento del budget cap, alle polemiche del 2022, agli sviluppi che secondo gli avversari la Red Bull avrebbe effettuato al contrario dei rivali che hanno rispettato il limite dei costi imposto dalla FIA. Ma era la festa Red Bull ed è stato logico che nessuno ricordasse questi aspetti...
 

3 Feb [14:59]

La Ford ritorna nel Mondiale F1
Sarà il motorista della Red Bull

Massimo Costa

Pochi istanti prima della presentazione della Red Bull 2023, è arrivato l'annuncio ufficiale del ritorno in Formula 1 della Ford. Il grande costruttore americano, a partire dal 2026 fornirà la propria collaborazione con Red Bull Powertrains sia per Red Bull Racing sia per Alpha Tauri. Questo non è precisato nel comunicato emesso dalla Ford, ma appare chiaro che sarà il partner del team campione del mondo. Che così, come invece inizialmente si pensava, a seguito della fallita trattativa con la Porsche, non riprenderà la collaborazione con la Honda a seguito dell'avvento dei nuovi regolamenti tecnici, dal 2026 appunto.

La Formula 1 si arricchisce così di un altro colosso dell'auto dopo l'annuncio recente dell'ingresso in F1 dell'Audi, sempre dal 2026. Entrambi andranno ad aggiungersi a Ferrari, Mercedes e Alpine Renault. Rimane la delusione per non rivedere la Honda e soprattutto per il mancato ingresso, almeno fino a oggi, della Porsche.

Se per l'Audi la F1 è una novità assoluta, non lo è affatto per la Ford che ha scritto lunghissime pagine nel Mondiale. Bisogna risalire agli Anni 60 quando con il mitico motore DFV, doppio quattro valvole, costruito in collaborazione con la Cosworth, Ford ha dominato la scena della F1 vincendo 155 Gran Premi tra il 1967 e il 1985. La storia è poi proseguita conquistando il mondiale costruttori e piloti con la Benetton (in totale 13 iridi piloti e 10 costruttori). L'ultima partecipazione della Ford in F1 risale al 2004 quando era partner motoristico della Jaguar. 

Bill Ford, presidente esecutivo di Ford Motor Company, ha commentato: Questo è l'inizio di un nuovo entusiasmante capitolo nella storia degli sport motoristici della Ford, iniziato quando il mio bisnonno Henry Ford ha vinto una gara che ha contribuito a lanciare la nostra azienda. La Ford sta tornando all'apice dello sport, portando la lunga tradizione di innovazione, sostenibilità ed elettrificazione di Ford su uno dei palcoscenici più visibili al mondo".

L'ingresso in F1 della Ford non fa che confermare l'enorme interesse di cui la categoria di Liberty Media gode sempre più negli Stati Uniti. E' di qualche settimana fa la volontà della famiglia Andretti di entrare in F1 col supporto della General Motors, ma in quella occasione non era ben specificato il ruolo di GM, altro colosso automobilistico americano. Tanto che si parlava di una presenza solo come marchio, e con l'utilizzo di motori Alpine. Diciamo, come ha fatto l'Alfa Romeo legandosi alla Sauber soltanto come sponsor e utilizzando power unit Ferrari.
 

2 Feb [23:34]

Ci ha lasciato Jabouille, primo pilota
a vincere in F1 con un motore turbo

Massimo Costa

Jean-Pierre Jabouille ci ha lasciato. Ricoverato dalla scorsa primavera, prima alla clinica Val d'Or a Saint Cloud e successivamente al centro Epidaure a La Celle Saint Cloud, nella zona di Parigi dove era nato 80 anni fa, è arrivata in serata la notizia che da tempo chi era vicino all'ex pilota di F1 francese temeva. Per il motorsport francese, un'altra perdita dolorosa dopo quelle di Patrick Tambay, scomparso il 4 dicembre 2022, e Philippe Streiff, 23 dicembre 2022.

Nato l'1 ottobre del 1942, laureato in ingegneria, Jabouille con quell'aria da perenne zio di tutti noi appassionati, nel 1976, dunque a 34 anni, aveva vinto il campionato europeo di Formula 2 dopo una lunga gavetta iniziata nel 1966 nella Coppa Renault Gordini. Successivamente, si è diviso tra le monoposto e le gare endurance. Nel 1974 si è piazzato quarto nella Formula 2 e proprio quella stagione è entrato in F1. Ha provato a qualificarsi nel GP di Francia con una Iso, ma non si è qualificato, e non ce la farà neanche al secondo tentativo, nel GP di Austria, con una Surtees.

Nel 1975 ha proseguito in F2 concludendo quinto, ma questa volta, con una Tyrrell, è riuscito a debuttare nel Mondiale F1 nell'unico tentativo di quell'anno. Nel GP di Francia si è qualificato 21esimo terminando in gara 12esimo. Nel 1976 è arrivatoo il titolo Formula 2, ma anche la pole position, con la Renault, alla 24 Ore di Le Mans. Nonostante non fosse più un ragazzino, il costruttore francese, considerando anche le sue capacità tecniche di ingegnere, lo ha voluto per il progetto F1 e sarà lui a portare al debutto in F1 la Renault spinta da un motore turbo. Una novità assoluta per la F1.

Nel 1977, Jabouille e la Renault partecipano a cinque Gran Premi, ma è durissima. Quattro ritiri e una non qualifica, in Canada. L'anno seguente, Jabouille è presente con la Renault in tutte le gare del campionato, miglior risultato il quarto posto a Watkins Glen, Stati Uniti. L'unica volta che conclude in zona punti (che all'epoca premiava i primi sei al traguardo). Il 1979 segna il salto in avanti della Renault e Jabouille, con René Arnoux come compagno di squadra, è grande protagonista in qualifica con quattro pole ed è sua la prima vittoria nella storia di un motore turbo avvenuta nel GP di Francia a Digione. Curiosamente, soltanto in due occasioni Jabouille vede il traguardo, a Digione appunto e a Rio de Janeiro (decimo), perché nelle altre gare è sempre costretto al ritiro per guasti tecnici, a parte a Hockenheim quando va in testacoda mentre era secondo.



Nel 1980, sempre con Renault, Jean-Pierre conquista altre due pole e quattro secondi posti in qualifica, vince a Zeltweg il GP di Austria, ma i guasti tecnici sono infiniti dovendo ritirarsi undici volte su tredici gare. E nel penultimo appuntamento in calendario in Canada, a Montreal, per la rottura della sospensione finisce contro il rail rimediando la frattura delle gambe. Nel 1981 rientra in soli sei appuntamenti con la Ligier Talbot, ma per due volte non si qualifica e quando ci riesce si ritira per problemi tecnici. Il GP di Spagna del 21 giugno segna la sua ultima apparizione in F1. In totale, Jabouille ha corso 49 Gran Premi, 56 le presenze, vincendone due e realizzando sei pole.

Chiusa la carriera in F1, Jabouille si dedica alle gare endurance correndo diverse volte la 24 Ore di Le Mans (pole con la Sauber Mercedes nel 1989) e nel 1990 entra a far parte del team Peugeot risultando due volte terzo nella maratona francese, nel 1992 e 1993 e in entrambe le occasioni il suo equipaggio è partito dalla pole. A 51 anni, decide di ritirarsi, rimanendo in ambito Peugeot e occupandosi dell'ingresso in F1 del costruttore francese che fornisce i motori alla McLaren. Ma con Peugeot chiude il rapporto nel 1995. Lo rivedremo in pista occasionalmente negli anni seguenti in qualche gara Gran Turismo.

Rimasto legato alla Renault, lo si è visto in varie manifestazioni al volante di quella F1 che ha portato alla vittoria nel 1979 e non mancava mai di far visita al paddock della F1 appena ne aveva l'occasione.

31 Gen [16:44]

La Haas presenta l'inedita
livrea e il nuovo sponsor

Massimo Costa

La nuova monoposto della Haas non c'è, la VF23 la si vedrà in occasione dei test di Sakhir. Ma intanto, la squadra americana ha presentato la nuova livrea applicata sulla vettura del 2022 e il nuovo sponsor principale, MoneyGram . A farla da padrone è il color nero sulle fiancate, che prende il posto del bianco come nel cofano motore, mentre la zona anteriore rimane pressoché invariata con il tradizionale bianco e le linee rosse. La Haas è così la prima squadra a mostrarsi nel 2023 e tanta è la voglia di riscossa.

Il proprietario Gene Haas ha cambiato decisamente rotta per questa stagione tornando ad avere due piloti molto esperti anziché puntare sui giovani. Al confermato Kevin Magnussen, 141 Gran Premi disputati, è stato chiamato Nico Hulkenberg, 181 gare in F1. Un danese e un tedesco, che avranno il compito di far risalire in classifica la squadra americana : "E' bello essere i primi a presentare la nostra livrea, ma la nostra attenzione è tutta per la VF-23 e alla preparazione della stagione. Abbiamo davvero qualcosa su cui basarci rispetto alla performance dell'anno scorso. Abbiamo lavorato duramente per arrivare a questo punto e con Kevin e Nico abbiamo due talenti che hanno dimostrato di poter fare essere gli uomini giusti per noi", ha dichiarato il team principal italiano Gunther Steiner.

Nel 2021, la Haas aveva deciso di lanciare due debuttanti in F1, Mick Schumacher e Nikita Mazepin. Se il figlio del grande Michael aveva appena vinto il campionato di F2, il russo non aveva mai impressionato nelle serie minori e si era guadagnato il sedile a suon di rubli. La stagione 2021 è stata a dir poco disastrosa e anche il pur promettente Schumacher ha deluso le attese. Lo scorso anno, Mazepin alla vigilia dell'avvio del campionato è stato licenziato in tronco per essere il figlio di un oligarca vicinissimo al presidente Vladimir Putin, che aveva appena scatenato la folle guerra in Ucraina. Impensabile avere in un team americano un pilota russo. Tra l'altro la FIA aveva imposto ai piloti russi, se volevano correre, di non esibire la bandiera nazionale e gareggiare sotto altra nazionalità. Ma Mazepin si è rifiutato.

Il suo posto è così stato preso in fretta e furia da Magnussen, che con Haas aveva corso per quattro stagioni, dal 2017 al 2020 e nel 2021 aveva trovato posto nel campionato americano Imsa. Tornato in F1, il danese è subito andato fortissimo mettendo in difficoltà Schumacher, che era stato confermato. Il tedesco ha ottenuto qualche buon risultato, ma ha avuto tanti incidenti che hanno causato problemi economici alla squadra. Sono stati 12 i punti ottenuti da Schumacher, 25 quelli di Magnussen a cui va aggiunta l'incredibile pole conquistata sul bagnato a San Paolo,.

Inevitabile dunque la conclusione del rapporto con Mick alla fine del 2022 (ora è divenuto terzo pilota Mercedes) e la scelta di un pilota più concreto come Hulkenberg. La sua ultima stagione completa in F1 risale al 2019 con la Renault, poi due apparizioni con la Racing Point nel 2020 per rimpiazzare Lance Stroll e Sergio Perez afflitti dal Covid, e nel 2022 una gara con la Aston Martin sulla vettura di Sebastian Vettel, anche lui fermato dal Covid.



30 Gen [12:45]

Audi diventa socio di
minoranza del team Sauber

Massimo Costa

Il progetto Audi-Formula 1 sta prendendo forma. Dopo l'annuncio dello scorso agosto dell'ingresso nel Mondiale a partire dal 2026 come motorista e il comunicato di fine ottobre in cui si formalizzava la partnership con la Sauber, oggi lunedì 30 gennaio il team svizzero ha ufficializzato che il costruttore tedesco ha acquisito una quota di minoranza nella società che compone la squadra.

Un passaggio importante e significativo in quanto vede l'Audi entrare già fin da ora nel pianeta Sauber. Ricordiamo che i nuovi regolamenti tecnici che entreranno in vigore dal 2026 per quanto concerne la parte motoristica, hanno convinto il costruttore tedesco parte del Gruppo Volkswagen a compiere il grande passo. L'Audi non è mai stata coinvolta in F1, ma nel motorsport è sempre stata un punto di riferimento avendo gareggiato nelle competizioni Endurance, Turismo, Gran Turismo e Formula E.

La Sauber è "abituata" ad essere inglobata da un grande costruttore automobilistico. Dal 2006 al 2009 è stata la squadra della BMW, ma il costruttore di Monaco di Baviera decise con troppa fretta di abbandonare la F1. Attualmente la Sauber, che ricordiamo è stata fondata da Peter Sauber, vede nello svedese Finn Rausing il proprietario. Nelle scorse settimane, dopo l'uscita del team principal Frederic Vasseur passato alla Ferrari, la Sauber ha nominato CEO Andreas Seidl, che era in McLaen mentre Alessandro Alunni Bravi, già managing director, è divenuto Team Representative.

La Sauber quest'anno gareggerà sempre sotto le insegne dello sponsor Alfa Romeo. Le monoposto sono spinte dai motori Ferrari e i piloti confermati sono Valtteri Bottas e Guan Yu Zhou. La nuova monoposto sarà presentata il prossimo 7 febbraio.

28 Gen [11:24]

Vasseur si presenta: "Alla Ferrari
nulla è impossibile, sono qui per vincere"

Giovedi scorso, Frederic Vasseur si è presentato alla stampa. Di buon umore, tanti sorrisi, il nuovo team principal francese ha subito conquistato tutti: "La mia prima decisione una volta arrivato a Maranello è stata quella di imparare la lingua italiana e la sto studiando tutti i giorni. Non mi serve per comunicare con gli ingegneri, con loro basta l’inglese, ma per lo spirito di gruppo nel team e i rapporti con i meccanici ho sentito che dovevo impararlo. Le mie giornate qui cominciano ogni mattina con le lezioni".

Vasseur svela la telefonata ricevuta dal presidente Ferrari John Elkann: " «Ero a casa in quel momento e stavo bevendo un caffè. I media avevano già diffuso qualche voce e ho dovuto gestire una strana situazione fino alla gara di Abu Dhabi. La conoscenza con John risale al passato, in quanto l’Alfa Romeo è sponsor della Sauber, e questo è stato un vantaggio. Ho trovato da parte sua e dall'amministratore delegato Benedetto Vigna il massimo supporto. Dopo la telefonata, ho chiesto a mia moglie che cosa ne pensasse. E lei mi ha detto, vai alla Ferrari, è una bella cosa. Paura? Non è la parola esatta, anche se affronto una sfida che espone me stesso e la mia famiglia. Ho una grande responsabilità. So bene che questa è la chiesa del motorsport, l’ho pensato anche quando ho firmato. Ma lavorare con il Cavallino non è un traguardo. Il mio obiettivo vincere. Se sei un tennista vuoi partecipare a Wimbledon, se sei in Formula 1 vuoi vincere con la Ferrari. Adesso devo riuscirci. Discutere l’aspetto economico non è stato difficile, perché sono motivato dalla sfida e non dai soldi"

Vasseur spiega poi il suo primo rapporto con gli uomini Ferrari: "Avevo già visitato la fabbrica anni fa, ma sono rimasto impressionato da alcune attrezzature. Voglio conoscere le persone, perché le relazioni umane sono alle base del successo di un team, conta la cooperazione a ogni livello della piramide. Finora ho parlato con trenta, trentacinque persone. Ho trovato un’atmosfera davvero positiva. La motivazione è enorme. Quando è così, niente è impossibile. C’è la forza per muovere le montagne. Io devo assicurarmi che tutti spingano nella stessa direzione".

"Le giornate cominciano presto e finiscono tardi. Dormo bene, ma per poche ore. La pressione? Si sente, ma lo metto in conto, altrimenti farei un altro lavoro. In Italia, però, si mangia molto meglio. Con Binotto ho parlato per un paio d’ore quando c’è stato il passaggio di consegne a Maranello. Mi ha raccontato del team. Ho molto apprezzato il suo gesto. Dove vivrò? Per ora sto in hotel, a pochi chilometri dalla fabbrica, poi mi raggiungeranno mia moglie e il più piccolo dei miei quattro figli, che ha 15 anni. Mi ha chiesto di trovargli una scuola vicino alla fabbrica".

Dal punti di vista tecnico, ecco il suo pensiero: "Sappiamo che nel 2022 ci sono stati problemi di affidabilità della power unit, ma dalle prove al banco li riteniamo sotto controllo. Tuttavia sono fiducioso, perché il team nella prima parte dello scorso campionato è stato competitivo. La nuova vettura? Conta poco che sia più veloce della precedente al simulatore, se i tuoi rivali hanno migliorato più di te, bisogna aspettare i test e la prima gara in Bahrain. Le strategie sono un argomento sul tavolo, entro qualche settimana prenderò alcune decisioni, prima devo capire quali siano stati i problemi. Ma non si tratta di sostituire le persone in cima alla piramide, perché non è uno solo a spingere un bottone, bisogna che dietro ci sia una struttura valida a sostegno. La mancanza del direttore tecnico? Beh, finora Enrico Cardile ha fatto un buon lavoro. Andremo avanti così".

L'argomento si è infine spostato sui piloti: "Nel mio ruolo devo aiutare la squadra, non un pilota soltanto. Conosco Charles fin da quando correva in kart, a 12 anni, ma stimo molto anche Carlos, ho cercato di ingaggiarlo quando ero alla Renault e poi alla Sauber. Daremo ai nostri piloti la stessa monoposto. L’obiettivo è vincere, non importa se con Charles o con Carlos, ho parlato chiaramente a entrambi durante una cena ricordando che l’interesse della Ferrari viene prima di tutto. Sono maturi, hanno un fantastico rapporto, mi aspetto che collaborino. In partenza non ci saranno il numero uno e il numero due, solo a un certo punto della stagione sapremo su chi puntare per il campionato. Rinnovi contrattuali? Ci sarà tempo per discuterne più avanti, sarebbe sbagliato focalizzarsi sul 2025 e il 2026, prima dobbiamo partire bene in Bahrain. Toto Wolff vuole Leclerc? Provi a prenderlo".

Vasseur conclude così: "Non sono un tecnico, un aerodinamico o un meccanico, ma ho cominciato da zero in Formula Renault e dopo 32 anni al muretto credo di avere acquisito una buona conoscenza dell’organizzazione delle squadre, mettendo tutti nelle condizioni di dare il meglio. Qui ho trovato un grande entusiasmo, che dipende forse dal modo di vivere degli italiani. L’obiettivo che mi hanno dato Elkann e Vigna è lottare per il titolo piloti e costruttori, quando sei alla Ferrari non puoi puntare ad altro".

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