formula 1

Suzuka - Libere 1
Tra Russell e Antonelli 26 millesimi

Davide Attanasio - XPB ImagesLa 40esima edizione del Gran Premio del Giappone di Formula 1, dal circuito di Suzuka, si è ape...

Leggi »
formula 1

Giro di qualifica a Suzuka
La FIA prova a limitare i danni...

Massimo Costa - XPB ImagesMalissimo a Melbourne, un pochino meglio a Shanghai grazie alla conformazione del circuito cinese....

Leggi »
formula 1

Pronta la Monumental del Madring,
la curva più lunga del Mondiale F1

Il Madring ha compiuto un altro importante passo in avanti nella sua costruzione con la pavimentazione della Curva 12, un el...

Leggi »
Regional European

Test a Hockenheim - Pomeriggio
Francot chiude al comando

Massimo CostaNel pomeriggio del secondo giorno di test, ma per 25 piloti si è trattato dell'unico giorno disponibile, su...

Leggi »
Regional European

Test a Hockenheim - Mattino
Al Dhaheri leader, Olivieri terzo

Massimo CostaLa pioggia ha dato il benvenuto a piloti e componenti delle squadre nel secondo giorno dei test FREC a Hockenhe...

Leggi »
Regional European

Ecco perché solo 5 piloti saranno
in pista il 1° giorno dei test ufficiali

Massimo CostaE' ufficialmente iniziata la stagione 2026 del Formula Regional European Championship. Ad aprire il sipario...

Leggi »
PrevPage 1 of 10Next
27 Mar [4:48]

Suzuka - Libere 1
Tra Russell e Antonelli 26 millesimi

Davide Attanasio - XPB Images

La 40esima edizione del Gran Premio del Giappone di Formula 1, dal circuito di Suzuka, si è aperta nel segno delle Mercedes, sulla falsa riga di quanto già visto a Melbourne e Shanghai. Il leader del campionato George Russell, nonostante sia stato ostacolato da Sergio Perez nell'ultimo settore in occasione del suo tentativo migliore con gomme soft, ha preceduto il suo compagno, Andrea Kimi Antonelli, per 26 millesimi.  

Reduce dalla vittoria in Cina, Antonelli ha iniziato di buona lena anche nel Sol Levante. In generale, le due Mercedes hanno percorso più di cinquanta tornate, dapprima mettendo alla prova gli pneumatici duri (per la prima volta, quest'anno, si vede la "durissima" C1), e poi - come di fatto il resto dello schieramento - adoperando le morbide, prima di addentrarsi in qualche giro con carburante che ha dato una volta di più buone indicazioni.

A seguire, le McLaren MCL40 pilotate da Lando Norris, terzo, e Oscar Piastri, quarto. Per il primo, tra l'altro costretto a rimanere nel suo garage per i primi venti minuti, è da riscontrare la sostituzione della batteria e della centralina in seguito ai problemi che lo hanno estromesso dal GP cinese prima che cominciasse. Problemi (diversi) che hanno segnato anzitempo anche la (non) gara di Piastri, il quale ha però scampato il cambio delle suddette componenti (il limite, quest'anno è di tre elementi, e per la batteria e per la centralina).

Le due Ferrari sono quinta e sesta, e Charles Leclerc precede Lewis Hamilton. La squadra di Maranello, che non ha fatto uso dell'ala che fa le capriole, non ha vissuto la migliore delle simulazioni di qualifica, specialmente con il monegasco, che ha trovato il suo giro buono dopo una serie di imprecisioni. Al contrario, Hamilton ha subito timbrato il cartellino, ma a giudicare dalla prestazione del compagno vi è ancora del margine da estrarre. C'è altresì da dire che le due McLaren hanno ottenuto i loro riferimenti più tardi.

Ha portato degli sviluppi la Red Bull. D'altronde, quando si vede la paraffina sulle ali, è facile fare due più due. Al momento, come già riscontrato a Shanghai, il comportamento della vettura è scorbutico, ma proprio perché non è la prima volta ciò non è sorprendente. Max Verstappen, ieri resosi protagonista della deplorevole cacciata di Giles Richards, giornalista del Guardian, dalla sua conferenza stampa, ha siglato il settimo tempo, mentre Isack Hadjar non ha fatto meglio della 13esima posizione.



In generale, è da notare come chi più chi meno, le difficoltà nel governare le monoposto ci sono state per tutti, specialmente alla curva "Spoon", dove i vari Norris, Russell e i due Racing-Bulls Liam Lawson e Arvid Lindblad - entrambi tra i primi dieci con il neozelandese ottavo e il rookie britannico decimo - tra gli altri hanno avuto delle belle gatte da pelare. Va segnalata anche una toccatina alla barriera di sinistra (uscita Degner 2) per Alexander Albon, ma non solo...

Alex, sul finire di sessione, è persino arrivato al contatto (per poi girarsi) con la Cadillac di Perez in corrispondenza dell'ultima chicane (foto sopra). Sicuramente, tra i due, un'incomprensione. Il tutto è sotto la lente d'ingrandimento dei commissari, anche se a prima vista pare che Albon abbia "affondato la staccata" quando era ormai troppo tardi. Probabilmente, credeva che Perez lo avesse visto, ma tant'è.

La sessione delle Williams, anche con Carlos Sainz, è stata negativa, o meglio, in linea con le aspettative della vigilia. Cadillac, invece, risulta sì attardata, ma per meno di tre secondi dal vertice, il che va sottolineato. A centro gruppo, Haas ha inserito Esteban Ocon nono. Un risultato del genere, per lui, sarebbe un toccasana. Oliver Bearman, attualmente quinto nella classifica piloti, ha concluso 14esimo, appena davanti all'Alpine di Pierre Gasly che si è trainato, a quasi quattro decimi, Franco Colapinto.

Esattamente a cavallo tra la testa e la coda ecco il team Audi, che ha registrato l'addio di Jonathan Wheatley con Mattia Binotto assurto anche a team principal della casa tedesca. Alla sua seconda apparizione a Suzuka, Gabriel Bortoleto ha iniziato in 11esima posizione, precedendo Nico Hulkenberg, alla suo 13esimo gettone sull'ottovolante della F1 (migliori risultati due sesti posti, datati 2013 e 2015), per una manciata di centesimi.  

Chiudono la classifica, e questo non stupisce, le due Aston Martin. Jak Crawford, da quest'anno terzo pilota del team, ha sostituito Fernando Alonso completando undici giri, con lo spagnolo arrivato giusto in tempo per via della nascita della sua prima creatura. A casa della Honda, la speranza è quantomeno quella di concludere il Gran Premio. Shintaro Orihara, responsabile delle operazioni in pista dei giapponesi, si è detto fiducioso di potercela fare. Vedremo...

Venerdì 27 marzo 2026, libere 1

1 - George Russell (Mercedes) - 1'31"666 - 26 giri
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'31"692 - 25
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'31"798 - 20
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'31"865 - 22
5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'31"955 - 25
6 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'32"040 - 22
7 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'32"457 - 26
8 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'32"529 - 26
9 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'32"601 - 22
10 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'32"665 - 29
11 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 1'32"759 - 26
12 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'32"798 - 26
13 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'32"803 - 26
14 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'32"900 - 26
15 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'32"978 - 24
16 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'33"361 - 23
17 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'33"383 - 26
18 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'33"697 - 21
19 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'34"221 - 18
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'34"490 - 23
21 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'35"294 - 21
22 - Jak Crawford (Aston Martin-Honda) - 1'36"362 - 11
26 Mar [13:54]

Giro di qualifica a Suzuka
La FIA prova a limitare i danni...

Massimo Costa - XPB Images

Malissimo a Melbourne, un pochino meglio a Shanghai grazie alla conformazione del circuito cinese. Ma cosa accadrà sul veloce tracciato giapponese di Suzuka questo fine settimana? Il risparmio di energia, l'ideona del secolo della F1, continua a suscitare motivate critiche tra gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Suzuka dunque. Vedremo una qualifica in stile Melbourne, con i piloti costretti ad alzare il piede negli iconici tratti del circuito di casa Honda, come la piega a sinistra velocissima 130R? Tutti sanno che Suzuka è, assieme a Spa, l'autodromo più avvincente, più spettacolare, quello che esalta la guida dei piloti. Ma con queste macchine, proprio i piloti potrebbero essere umiliati dalla ricarica delle batterie.

Prima di prendere l'aereo per Tokyo, si è saputo che tra i responsabili degli undici team e la FIA ci sono stati colloqui per cercare di capire come intervenire nella gestione dell'energia. E si è andati alla ricerca di una soluzione immediata mirata a Suzuka. Si prevede che le vetture saranno esposte al rischio di un rapido esaurimento dell'energia, poiché non ci sono molte zone di frenata in cui le batterie possono essere facilmente ricaricate, e si teme che il giro possa essere dominato dalla necessità di un eccessivo super clipping perdendo così velocità.

La decisione presa è stata questa. Effettuate una serie di simulazioni, il limite di Megajoule (MJ) per giro di qualifica è stato ridotto da 9 a 8. Questo significa che la velocità massima non sarà raggiunta perché ci sarà meno potenza generalizzata, ma almeno i piloti dovranno recuperare meno energia.

Insomma, a questo siamo arrivati in Formula 1, la categoria che deve essere la massima espressione del motorsport.

La FIA ha rilasciato il seguente comunicato: "Questa modifica riflette il feedback di piloti e team, che hanno sottolineato l'importanza di mantenere le qualifiche come una sfida prestazionale. La FIA osserva che i primi eventi secondo il regolamento 2026 hanno avuto successo dal punto di vista operativo e che questo perfezionamento mirato fa parte del normale processo di ottimizzazione, in quanto il nuovo quadro normativo viene ulteriormente validato in condizioni reali. La FIA, insieme ai team di F1 e ai produttori di power unit, continua ad accogliere le evoluzioni nella gestione dell'energia, con ulteriori discussioni programmate nelle prossime settimane."


25 Mar [18:53]

Pronta la Monumental del Madring,
la curva più lunga del Mondiale F1

Il Madring ha compiuto un altro importante passo in avanti nella sua costruzione con la pavimentazione della Curva 12, un elemento distintivo del Gran Premio che si terrà a Madrid dall'11 al 13 settembre. Lunga 550 metri e a forma di semicerchio, La Monumental è la curva più lunga del calendario e presenta un'inclinazione estrema del 24%. I piloti dovranno affrontare una notevole sfida tecnica, trascorrendo circa sei secondi in curva nelle loro monoposto. A rendere ancora più imponente la curva, con un'altezza massima di 10 metri, si erge un muro d'asfalto che mira a ridefinire il concetto di curva di Formula 1.

La pavimentazione del primo strato di base della Curva 12 è stata una delle operazioni tecniche più impegnative dell'intero progetto. A causa della sua geometria e della forte inclinazione, è la zona più complessa del circuito da realizzare, richiedendo una precisione millimetrica. Per garantire tale precisione, sono state utilizzate due finitrici all'avanguardia che lavoravano in perfetta sincronia: una configurazione operativa insolita che ha assicurato continuità e uniformità nell'asfalto su un tracciato di queste dimensioni.



Le dimensioni della Curva 12 hanno richiesto oltre 1.800 metri cubi di conglomerato bituminoso, equivalenti a ricoprire l'intero manto erboso dello stadio Santiago Bernabéu con uno strato di 25 centimetri. L'asfalto utilizzato per la Monumental è inoltre al 100% "prodotto a Madrid". Il conglomerato è stato prodotto nello stabilimento di Vicálvaro e steso a una temperatura di circa 170 gradi, una condizione critica che ne limita il tempo di utilizzo a soli 30 minuti dalla produzione. Questa esigenza ha reso essenziale la vicinanza dello stabilimento per ottimizzare la logistica e garantire la qualità del risultato finale.

Nel frattempo, i lavori di costruzione proseguono in tutte le fasi del progetto Madring. La pavimentazione del tracciato rimanente nell'area di Valdebebas sarà effettuata nel corso di questa settimana e della prossima, con la posa dello strato intermedio di asfalto prevista per aprile. Le strutture dei futuri box delle squadre sono già visibili dall'esterno del Pit Building, i cui lavori procedono a ritmo sostenuto.  

19 Mar [23:07]

Wheatley lascia Audi
e va in Aston Martin?

Davide Attanasio - XPB Images

La redazione di
Motorsport.com lo dà per certo: Jonathan Wheatley, team principal Audi, si accaserà in Aston Martin per ricoprire il medesimo ruolo, con Adrian Newey, da inizio anno TP del team di Lawrence Stroll, che tornerà a svolgere esclusivamente mansioni di natura tecnica dopo un inizio di stagione a dir poco sotto le aspettative.

Lasciata la Red Bull alla fine del 2024 dopo un periodo di quasi due decenni per accettare la lusinghiera proposta della neonata squadra tedesca, la precoce scelta di Wheatley apparirebbe (preferiamo usare ancora il condizionale) come una pugnalata alle spalle nei confronti di chi ha puntato su di lui per gettare le fondamenta di un programma che punta alla vittoria entro cinque anni. 

Dovesse trovare conferma ufficiale, è possibile che Audi dovrà intervenire sul mercato per individuare una figura all'altezza, a meno che Mattia Binotto, a oggi responsabile del progetto F1 della casa dei quattro anelli, non vorrà ripetere l'esperienza tentata in Ferrari dal 2019 al 2022.

Intanto, lo stesso Binotto, a L'Équipe aveva parlato di "piani", adducendo al fatto che in Ferrari era tutto molto più improvvisato. Se non possiamo contraddire chi le dinamiche le ha vissute (e continua a viverle) da una posizione privilegiata, è ironico constatare come questi piani potrebbero già avere bisogno di rettifiche...

A ogni modo, un portavoce del team Aston Martin ha negato tutto. "Il team non intende partecipare a speculazioni mediatiche circa le posizioni al vertice dell'organigramma. Adrian Newey continua a guidare il team in qualità di team principal e responsabile dell'area tecnica". 

Una cosa similare era accaduta già a fine 2021, quando la posizione dell'allora TP Aston, Otmar Szafnauer, era divenuta improvvisamente traballante, con Alpine interessato ad accaparrarselo. Szafnauer, inizialmente, smentì categoricamente la cosa, dichiarando che "Il reparto di comunicazione del team Aston Martin ha correttamente rilasciato una dichiarazione di un portavoce, in cui si afferma che le voci che mi collegano al team Alpine sono solo congetture speculative [...]".

Peccato che poi, a inizio 2022, il destino di Szafnauer fu proprio quello di lasciare Aston Martin per l'Alpine. Non finì benissimo, ma questa è un'altra storia. Non sappiamo, quindi, quanto ci si può fidare dei portavoce della squadra di Silverstone. Comunque, staremo a vedere quello che succederà.
17 Mar [14:17]

Sono Gasly e risolvo problemi
Con il francese l'Alpine vola

Massimo Costa - XPB Images

Superbe, direbbero i francesi davanti alla brillante prestazione in terra cinese del team Alpine spinto dalla power unit Mercedes. Ma di transalpino, dopo la mesta uscita di scena di Renault inteso come motorista, c’è rimasto ben poco, se non il direttore tecnico (ex Ferrari) David Sanchez nella squadra che vede Flavio Briatore al comando e Steve Nielsen Managing Director.

Tra l’Australia e la Cina, trasferta affrontata in un battito di ciglia, c’era ben poco che Alpine potesse fare per migliorare le prestazioni dopo Melbourne, luogo in cui Pierre Gasly da 14esimo in qualifica era riuscito a prendere il decimo posto, e dunque il primo punto stagionale. Franco Colapinto invece, 16esimo nelle prove, aveva chiuso 14esimo.

Eppure, a Shanghai, la A526 è apparsa un’altra cosa rispetto a sette giorni prima. Considerando che la power unit è, come detto, Mercedes e quindi garanzia di competitività e affidabilità (ma non ditelo alla gente della McLaren, non la prenderebbero bene), fondamentale è stato progredire a livello aerodinamico, set-up e tutto quel che concerne la monoposto.

A Shanghai, con un solo turno di libere, il format Sprint che induce a lavorare senza sosta e un po’ a tentoni, tutto ha funzionato alla perfezione. Soprattutto se in casa hai un pilota come Pierre Gasly, non nuovo a regalare colpi di genio non indifferenti. Il francese è stato capace di centrare la Q3 sia nella qualifica Sprint sia nella qualifica del Gran Premio, entrambe concluse in una notevolissima settima posizione.

E se nella corsa di 30 minuti, Gasly per vari motivi non è riuscito a capitalizzare punti, che premiano i primi otto (lui ha concluso 11esimo), il capolavoro lo ha messo a segno nella gara che conta. Approfittando anche della clamorosa assenza delle due McLaren che hanno lasciato vuota la terza fila, Gasly ha disputato una gara tutta d’attacco che lo ha portato al sesto posto finale giocandosela fino alla bandiera a scacchi con la Haas-Ferrari di Oliver Bearman.

Ma una corsa finalmente da protagonista l’ha vissuta anche Franco Colapinto. Messo in ombra nelle due qualifiche, l’argentino fin dal via ha navigato costantemente in zona punti e dintorni. Con una diversa strategia rispetto al compagno, Colapinto ha ritardato il cambio gomme trovandosi anche secondo dopo la fase di safety-car per il ritiro della Aston Martin-Honda di Lance Stroll.

Rapidamente risucchiato da Mercedes e Ferrari, una volta effettuato il pit-stop e montate le gomme medie, Colapinto è rientrato in pista davanti ad Esteban Ocon con la Haas, con cui aveva già battagliato in precedenza assieme a Gasly e Bearman. Il francese Ocon però, ha avuto fretta nel superare Colapinto e al primo tornantino ha subito tentato di buttarsi all’interno combinando un pasticcio che lo ha portato a speronare l’Alpine.

Ocon si è preso 10” di penalità, Colapinto è ripartito attardato, ma ha comunque agguantato il decimo posto. Un sogno per il team Alpine ritrovarsi con due proprie monoposto in zona punti. Cosa che non accadeva dall’incredibile esito del GP del Brasile 2024, quando Ocon (all’epoca in Alpine) e Gasly salirono sul podio rispettivamente in seconda e terza posizione.
16 Mar [20:41]

Racing Bulls con gli stessi punti
dei cugini ricchi della Red Bull

Massimo Costa - XPB Images

Pensare di avere, dopo i primi due Gran Premi stagionali, gli stessi punti nella classifica costruttori dei cugini più ricchi della Red Bull, non era certamente nelle previsioni. Eppure è così. La Racing Bulls con sede a Faenza, ne ha 12, come quelli di Milton Keynes, ed ha mandato nella top 10 Arvid Lindblad a Melbourne (ottavo), tra l’altro alla sua prima gara in F1, e Liam Lawson a Shanghai, brillante settimo.

E dire che non era stato un avvio facile in terra cinese. Lindblad ha avuto un problema tecnico nell’unico turno libero dopo appena 6 giri non avendo così la possibilità di preparare nulla per la qualifica o le due gare. Nella qualifica Sprint, niente Q3, con Lawson 13esimo e Lindblad 15esimo, bravo comunque a superare il Q3 in una sessione affrontata al buio. Poi, il primo lampo nella corsa Sprint.

La scelta di mantenere Lawson in pista nonostante la safety-car nelle battute finali, ha pagato permettendo al neozelandese (mentre gli altri montavano le soft) di recuperare posizioni e concludere settimo, posizione che gli è valsa 2 punti. Ancora sfortunato l’inglese, in testacoda al primo giro e poi costretto al ritiro poco dopo. La qualifica per il GP è stata una fotocopia della precedente, le due Racing Bulls sono rimaste lontane dalla possibilità di accedere al Q3: Lawson 14esimo, Lindblad 15esimo.

Ma l’assenza in gara delle due McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri oltre all’Audi di Nico Hulkenberg, ha permesso di guadagnare senza colpo ferire tre posizioni. E improvvisamente, la top 10 era ampiamente a portata di mano. Lawson e Lindblad non l’hanno toccata piano offrendo una prova aggressiva ad ogni giro, finendo anche a battagliare tra di loro con il neozelandese anche un po’ perplesso via radio per la manovra del compagno (sorpasso alla prima curva, poi lungo) che faceva perdere tempo rispetto alla concorrenza, leggi Haas e Alpine, con cui erano in piena bagarre.

La safety-car intervenuta per il ritiro di Lance Stroll, non ha aiutato perché arrivata proprio nel momento in cui Lawson aveva cambiato le gomme (il giro prima) mentre per Lindblad sarebbe stato troppo presto fermarsi. Poco male, Lawson ha dato vita a una bella serie di sorpassi che lo hanno portato a raggiungere la settima posizione finale, ma lontano dalla Alpine di Pierre Gasly. Lindblad invece, non ha potuto fare meglio del 12esimo posto.

Sembrava tutto facile per lui dopo Melbourne, ma la F1 non perdona e ha voluto subito presentargli il conto. Il team principal Alan Permane non poteva che essere soddisfatto nel vedere Lawson a punti sia nella corsa Sprint sia nel Gran Premio: “Esserci riusciti in un fine settimana in cui non eravamo molto a posto con la vettura, come dimostrato dalle due qualifiche, è eccezionale per il team. Ma Lawson ha fatto tutto bene mentre Lindblad ha avuto una serie di problemi fin dal turno libero”.
16 Mar [14:58]

Il dramma (sportivo) della McLaren
Piastri, due GP e zero partecipazioni

Massimo Costa

Why always me. Questa frase, in un certo senso anche divertente, divenne famosa perché il calciatore italiano Mario Balotelli nel 2011 se la fece stampare su una maglietta che indossava sotto quella ufficiale del Manchester City. E quando realizzò una rete nel campionato Premier League, la mostrò al mondo. Era il periodo in cui a Balotelli ne capitavano di tutti i colori e in un certo senso si sentiva vittima del sistema.

Perché questa introduzione? Perché il "why always me" si potrebbe applicare a quanto sta accadendo alla McLaren. Superato con difficoltà l'avvio stagionale a Melbourne, con prestazioni al di sotto delle aspettative e con Oscar Piastri spinto da 100 KW improvvisi contro il muro del tracciato mentre andava a schierarsi in griglia di partenza, tanto che il team principal Andrea Stella aveva sbottato contro la Mercedes fornitrice delle loro power unit, a Shanghai è accaduto ben di peggio.

Dopo una qualifica che pareva promettente, con tempi più vicini agli avversari di rango quali sono quest'anno Mercedes e Ferrari, nei minuti che precedevano l'ingresso in pista per raggiungere lo schieramento di partenza del GP di Cina, le due MCL40 sono come collassate.

Lando Norris
non è neanche riuscito a uscire dal proprio box, Piastri invece, per la prima volta quest'anno era apparso in griglia di partenza... ma è stato portato via per l'insorgere del medesimo problema che aveva fermato il compagno. E così, le due McLaren, Norris e Piastri, si sono tolti la tuta e il casco e non hanno partecipato alla gara. Per Piastri, per la seconda volta consecutiva. Il suo mondiale non è ancora iniziato.

E' clamoroso quanto verificatosi in casa McLaren. C'è poi stata anche la Williams-Mercedes di Alexander Albon che ha dovuto dare forfait prima dell'avvio del Gran Premio. Insomma, un vero disastro per le power unit Mercedes? Non proprio perché lo stesso team Mercedes ha raccolto l'ennesima doppietta, le due Alpine-Mercedes magicamente hanno concluso in zona punti come pure l'altra Williams di Carlos Sainz.



La McLaren dopo la conclusione del Gran Premio che ha visto in TV, ha rilasciato il seguente comunicato:
"Il team McLaren Mastercard Formula 1 ha vissuto una domenica frustrante a causa di due guasti elettrici distinti alla power unit, che hanno impedito sia a Lando Norris che a Oscar Piastri di prendere il via al Gran Premio di Cina del 2026.

Durante la preparazione di routine per la gara, è stato riscontrato un problema all'impianto elettrico della power unit della vettura di Lando. Nonostante intense indagini e un duro lavoro in collaborazione con i nostri colleghi di HPP (Mercedes AMG High Performance Powertrains, ndr) per risolvere il problema, non è stato possibile intervenire prima della partenza, costringendo Lando a saltare la sua prima gara di Gran Premio in otto anni di carriera.

In un altro episodio, dopo che Oscar si era schierato sulla griglia di partenza, è stato scoperto un altro problema all'impianto elettrico della power unit della vettura numero 81. Nonostante l'impegno profuso da tutto il team e da HPP per trovare una soluzione, purtroppo non abbiamo avuto altra scelta che riportare la vettura ai box prima della partenza.

Ciò ha portato a una situazione estremamente sfortunata, con guasti elettrici apparentemente diversi alla centralina di potenza (TPU) che si sono verificati contemporaneamente su entrambe le McLaren con motore HPP. Questo ha costretto le due vetture color papaya al ritiro prima della partenza della gara per la prima volta in oltre 20 anni. Si conclude così un fine settimana frustrante e sfortunato, dopo un'ottima preparazione nei primi giorni di attività sul circuito internazionale di Shanghai.

Come team, ora l'attenzione si concentra su un'indagine congiunta con HPP per capire cosa si può imparare ed evitare che ciò accada di nuovo, oltre che sulla preparazione in vista della terza tappa della stagione 2026 a Suzuka, dove la McLaren Mastercard cercherà di riscattarsi".



Andrea Stella ha aggiunto: “Siamo qui per correre, ma non eravamo in condizione di farlo a causa di problemi elettrici distinti su entrambe le power unit, il che è estremamente frustrante e deludente per il team, i piloti, i nostri partner tecnici e commerciali e, naturalmente, i nostri tifosi. Non c'era stato alcun cambiamento tra le qualifiche di sabato e l'accensione dei motori nel box prima della gara, ma mentre preparavamo la vettura di Lando per uscire dal box è stato scoperto un problema elettrico sulla power unit.

“Abbiamo provato a risolverlo insieme ai nostri partner di Mercedes HPP, ma non c'è stato modo di farlo, il che ha comportato la prima mancata presenza in un Gran Premio nella sua carriera. Poi, sulla griglia di partenza, abbiamo riscontrato un altro problema elettrico sulla power unit di Oscar che non è stato possibile risolvere, costringendo la vettura a rientrare ai box per ulteriori accertamenti.

"Sembrano essere guasti elettrici distinti sulla power unit, verificatisi contemporaneamente: una sfortunatissima coincidenza che ha impedito a entrambe le vetture di prendere il via della gara. Indagheremo insieme ai nostri partner di HPP per capire cosa è successo."

Il precedente ritiro di entambe le McLaren si era verificato nel GP di Indianapolis del 2005. Ma non fu soltanto il team di Woking a non partecipare a quella corsa. Tutte e sette le squadre che erano equipaggiate con pneumatici Michelin decisero di non gareggiare per motivi di sicurezza in quanto le gomme francesi nella curva sopraelevata del tracciato americano non sopportavano le sollecitazioni delle monoposto.

Tutte le 14 vetture che utilizzavano le Michelin e, appunto, tra queste le due McLaren di Kimi Räikkönen e Juan Pablo Montoya, completarono il giro di formazione prima di rientrare ai box per il ritiro, lasciando in gara solo sei vetture con pneumatici Bridgestone.

Il Gran Premio degli Stati Uniti del 2005 divenne una farsa ed è ampiamente considerato un grave disastro di pubbliche relazioni per la Formula 1, con i tifosi che chiedevano rimborsi e, in definitiva, un danno alla reputazione dello sport negli Stati Uniti all'epoca. I team Bridgestone rifiutarono di ritirarsi a loro volta e così corsero soltanto Ferrari, Jordan e Minardi. Il team Ferrari vinse (ebbero anche il coraggio di esultare) con Michael Schumacher e Rubens Barrichello si piazzò secondo davanti alla Jordan di Tiago Monteiro.
15 Mar [18:30]

Da Farina ad Antonelli,
le 44 vittorie italiane in F1

Massimo Costa

19 marzo 2006, Gran Premio di Sepang, Malesia. Giancarlo Fisichella, autore della pole, al volante della Renault è il dominatore del secondo appuntamento stagionale, battendo il compagno Fernando Alonso e la Honda di Jenson Button.
Italiaracing 2006, la vittoria di Fisichella

Da quella domenica, sono trascorsi esattamente 20 anni, un periodo esageratamente lungo, per rivedere un pilota italiano salire sul gradino più alto del podio. E sì, perché Fisichella, dopo quel quarto successo in carriera, nel prosieguo di quella stagione non è più riuscito a vincere (e anche nei successivi anni tracorsi in F1) e nessun altro nostro portacolori ce l'ha fatta.



15 marzo 2026, Andrea Kimi Antonelli sblocca questo incantesimo e proprio come Giancarlo è partito dalla pole ed ha dominato la gara di Shanghai. E' un continuo passaggio di consegne quello tra Fisichella ed Antonelli. Del romano infatti, era anche l'ultima pole di un italiano in F1. L'aveva siglata a Spa nel 2009 con la Force India, un vero capolavoro. Antonelli ha rimediato anche a interrompere questo arco di tempo infinito, 17 anni. Per Fisico, fu l'ultima pole delle quattro ottenute (1998 con Benetton la prima, poi Melbourne 2005, Sepang 2006 con la Renault).

Il 6 marzo 2005, Fisichella aveva vinto la gara di apertura a Melbourne, con la Renault, scattando dalla pole, mentre il 23 maggio del 2004 era satto Jarno Trulli a portare l'Italia davanti a tutti conquistando il GP di Monte Carlo dopo essere partito dalla pole con la Renault. Per l'abruzzese era la sua prima pole delle quattro conseguite (Spa 2004, Indianapolsi 2005, Sakhir 2009, queste ultime due con la Toyora).



Ma quante sono state le vittorie dei piloti italiani nella F1 dal 1950, anno dell'inizio del campionato del mondo? Precisamente 44. La prima porta la firma di Nino Farina (foto sopra) che conquista con l'Alfa Romeo la primissima gara del Mondiale, a Silverstone, il 13 maggio. Farina ne vince 3 di Gran Premi targati 1950 (Berna e Monza), se ne disputano sette, e vince anche il titolo iridato.

E' un periodo d'oro per il motorsport italiano perché tra il 1951 e il 1953 conquistano la corona e la coppa del vincitore ancora Nino Farina, poi Luigi Fagioli, (Alfa Romeo), Piero Taruffi (Ferrari), ma soprattutto Alberto Ascari che con la Ferrari di Gran Premi vinti ne conta 13, laureandosi campione del mondo nel 1952 e 1953, foto sotto.



Nel 1956 tocca a Luigi Musso (Ferrari) festeggiare il primo posto a Buenos Aires, poi dopo cinque anni è Giancarlo Baghetti (Ferrari) ad alzare le braccia al cielo conquistando il GP di Francia a Reims. A seguire, Lorenzo Bandini (Ferrari) firma il primo posto a Zeltweg 1964, nel 1966 a Monza trionfa Ludovico Scarfiotti. Trascorrono nove anni e a Zeltweg 1975 è Vittorio Brambilla (March) a far sventoare più in alto di tutti la bandiera italiana.

Segue un altro periodo di "austerità" interrotto nel 1982 a Monte Carlo da Riccardo Patrese su Brabham. Comincia un periodo felice perché quell'anno tagliano per primi il traguardo anche Elio De Angelis (Lotus) a Zeltweg e Michele Alboreto (Tyrrell) a Las Vegas. Nel 1983, altri due successi con Alboreto primo a Detroit con la Tyrrell e Patrese primo a Kyalami con la Brabham. Alboreto si ripete nel 1984 a Spa, ma con la Ferrari, foto sotto.



Nel 1985, sono tre i successi italiani. De Angelis ottiene il primo posto a Imola con la Lotus, Alboreto con la Ferrari firma la coppa a Montreal e al Nurburgring. Bisogna aspettare il 1989 per vedere un pilota italiano di nuovo in prima posizione grazie ad Alessandro Nannini con la Benetton. Poi, è il periodo di Patrese che con la Williams è primo a Imola 1990, Città del Messico ed Estoril 1991, Suzuka 1992.

Dopo il padovano, altro periodo di buio per arrivare a Fisichella e Trulli tra il 2003 e 2006, come sopra raccontato. Ma di certo, il "buco" di 20 anni registrato dopo l'ultimo successo di Fisichella non si era mai verificato. In totale sono stati 16 i piloti italiani a conquistare almeno un GP nel Mondiale F1 dal 1950 al 2026.


PrevPage 1 of 10Next

News

formula 1
v

FirstPrevPage 1 of 6NextLast
FirstPrevPage 1 of 6NextLast
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar