indycar

Palou, cinque volte nella storia
Tra i grandi della IndyCar

Carlo Luciani Cinque titoli in sei stagioni. È questo il numero che meglio racconta la dimensione raggiunta da Alex Palou i...

Leggi »
Eurocup-3

Ufficiale il calendario 2027
degli SWC di Eurocup e F4

Davide Attanasio - FotocarIn data odierna, 1° settembre, sono stati emessi i calendari della terza edizione degli SWC. Tale ...

Leggi »
Karting

Rubens Barrichello con Birelart
nel Mondiale Karting KZ2

Massimo CostaRubens Barrichello, indimenticato pilota di F1 che tra il 1993 e il 2011 ha disputato 322 Gran Premi otten...

Leggi »
formula 1

Fornaroli e il futuro in F1
L'unica speranza è il team Haas?

Massimo Costa - XPB ImagesCome sapete, Leonardo Fornaroli, campione Formula 3 nel 2024, campione Formula 2 nel 2025, quest&#...

Leggi »
indycar

Milwaukee - Gara 1
Palou campione per la quinta volta

Carlo Luciani Pato O'Ward completa una domenica da incorniciare a Milwaukee, conquistando anche la gara 1 dopo aver già...

Leggi »
Rally

Rally del Paraguay - Finale
Pajari entra nella storia con una tripletta

Michele Montesano Tra colpi di scena, forature, incidenti e una classifica più volte rimescolata, il Rally del Paraguay ha r...

Leggi »
PrevPage 1 of 10Next
31 Ago [13:04]

Fornaroli e il futuro in F1
L'unica speranza è il team Haas?

Massimo Costa - XPB Images

Come sapete, Leonardo Fornaroli, campione Formula 3 nel 2024, campione Formula 2 nel 2025, quest'anno è tester della McLaren F1. Ma non corre. Con due titoli così importanti e pesanti conquistati nelle due stagioni precedenti, cosa che era riuscita soltanto a gente come Nico Hulkenberg, Lewis Hamilton, Charles Leclerc, George Russel e Oscar Piastril, il ragazzo piacentino rimane alla finestra.

L'esperienza che sta maturando all'interno del team McLaren è senza dubbio preziosissima e impagabile in quanto Fornaroli sta lavorando nel team campione del mondo al fianco di due piloti del calibro dell'iridato Lando Norris e di Piastri. Ma allo stesso tempo, questa situazione non porta ad avere nessun sbocco, nessuna possibilità, di poter gareggiare per il team di Zak Brown. Perché? Perché Norris ha appena rinnovato il contratto fino al 2030 e quello di Piastri scade alla fine del 2028.

Non entrando nel merito del "come mai" sia stata scelta la McLaren per compiere il primo passo nel mondo della Formula 1, pur sapendo da mesi che i due attuali piloti McLaren sono inamovibili, il rischio che Leonardo non trovi una sistemazione per il 2027 esiste. E sarebbe un dramma sportivo non di poco conto. Tra l'altro, anche i sedili del team McLaren Indycar sono già pieni per la prossima stagione e quindi pure questa porta, che poteva rappresentare una via di uscita interessante, si è chiusa.

Fornaroli ha sostenuto due test con il team Haas che nelle ultime settimane sta valutando alcuni piloti alla vecchia maniera, facendo compiere loro delle prove in pista. Oltra al piacentino, la squadra americana ha valutato anche il campione F3 2025 Rafael Camara, attualmente impegnato in Formula 2, e Ryo Hirakawa, già utilizzato in alcune FP1 dei Gran Premi e pilota Toyota nel WEC.

Fermo restando che Oliver Bearman non si tocca per il 2027 e 2028 (considerando che in Ferrari i piloti Hamilton e Leclerc hanno contratti fino al 2028 e 2030), in bilico nel team Haas è la posizione di Esteban Ocon. Ma siamo già quasi nel mese di settembre e ancora non è proprio certo che il francese venga messo da parte da Gene Haas, quindi vi sono probabilità che possa essere riconfermato.

In ogni caso, se il sedile di Ocon divenisse disponibile, Fornaroli dovrebbe giocarsela con Camara e Hirakawa. Due nomi "grossi" perché il brasiliano è parte della Academy Ferrari, proprio come Bearman, e Maranello fornisce i motori alla squadra americana. Mentre il giapponese è spinto da Toyota che è entrata con forza in Haas in vista di un possibile coinvolgimento totale nel futuro.



Fornaroli ha alle spalle la McLaren che, però, non pare avere particolari link con il team Haas. Se così fosse, il miglior biglietto da visita, l'alleato perfetto, per Leonardo potrebbe essere soltanto il cronometro. In merito ai test svolti, non sono mai stati diramati i tempi, le prestazioni, i giudizi espressi dal team principal Ayao Komatsu. Solo indiscrezioni: alcuni dicono che Camara ha sorpreso tutti, altri ritengono che sia stato Fornaroli il migliore.

Se dovesse andare male con la Haas, quali alternative potrebbero esserci per Fornaroli? Col contratto in scadenza tra poche settimane sono i due piloti Racing Bulls Liam Lawson e Arvid Lindblad, più Isack Hadjar della Red Bull, ma qui ovviamente non c'è spazio. E se proprio qualcuno di questi dovesse saltare (ma è praticamente impossibile), c'è Nikola Tsolov in pole.

A loro si aggiungono i due piloti Aston Martin, Lance Stroll e Fernando Alonso. Lo spagnolo potrebbe giocarsela un altro anno dopo aver perso il 2026 con una monoposto fallimentare, ma che appare in crescita e dunque il 2027 potrebbe regalare sorprese, mentre per il sempre deludente figlio del patron del team vige l'assoluto riserbo. Il terzo pilota è l'americano Jak Crawford, visto in azione in qualche FP1.

Difficile per Fornaroli poter accedere eventualmente all'Aston Martin. Per il resto, tutti i sedili, con la recente conferma in Alpine di Franco Colapinto (e qui naufragano le già residue speranze di Gabriele Minì che è parte della Academy Alpine) sono bloccatissimi fino al termine del 2027.

Come si vede, l'unica vera occasione, speranza, per Fornaroli è rappresentata dal team Haas. Rimanere fermo un secondo anno sarebbe terribile per Leonardo e porrebbe più di un interrogativo sul sistema F1 per quanto concerne la capacità di offrire ai giovani meritevoli le giuste opportunità.

Ricordiamo che per quanto riguarda quei piloti sopra citati capaci di vincere in fila F3 e F2, stava per accadere una situazione incresciosa con Piastri quando era Junior Alpine. Dopo un primo anno in panchina, c'era il rischio di rimanere fermo anche la seconda stagione, ma il manager Mark Webber (ex pilota F1) fece una gran mossa portando il suo pilota in McLaren, cosa che scatenò l'indignazione della Alpine. Ma così operando, la carriera di Piastri è decollata. 

29 Ago [12:58]

Norris è sempre più papaya
Fino al 2030 e (forse) oltre...

Davide Attanasio - XPB Images

Non c'era davvero un motivo per cambiare aria, diciamoci la verità. Specialmente dopo gli sforzi per arrivare al vertice, godersi un po' il panorama non è una cattiva idea. Lando Norris, l'uomo che l'anno scorso ha riportato la McLaren a vincere il mondiale piloti per la prima volta dal 2008, ha firmato l'ennesimo prolungamento che lo vedrà vestire la casacca papaya fino alla fine del 2030, con un'opzione pluriennale che potrebbe estendere ancora il matrimonio.

Perché di matrimonio si deve parlare, anche se farlo in un'epoca fragile come la nostra potrebbe far storcere un po' il naso. "La McLaren mi ha dato un'opportunità", ha detto Lando. Nel 2017, per la precisione, quando è entrato nel "Young Driver Programme" con alle spalle quattro titoli in bacheca nelle serie propedeutiche. Il debutto da titolare, nel 2019, lo ha consegnato al grande pubblico. La strada verso il successo è stata lunga e non priva di difficoltà, che Norris ha saputo superare con il contributo della sua squadra.



È un legame che trascende quello di un semplice rapporto di lavoro. Per Norris, McLaren è famiglia; per la McLaren, Lando è uno di loro. La scelta di annunciare il rinnovo al MTC, la sede del team di Woking, non è casuale. All'ottava stagione in F1, Lando ha imparato a prendersi la squadra sulle spalle, conducendola verso due titoli costruttori (2024, 2025) e, come detto, la massima gloria per un pilota di corse, al termine di una cavalcata estenuante.

Con 163 Gran Premi all'attivo, Norris è il pilota con più presenze nella storia della McLaren. Ha vinto 13 gare, fatto la pole in 18 occasioni, arrivato a podio in 48. Non l'ha avuta sempre facile, e forse solo ora che indossa il numero 1 anche i più scettici si sono resi conto del valore intrinseco del professionista. La McLaren lo aveva fatto da un po'. Chissà dove Lando riuscirà a "parcheggiare" la MCL39, quella del titolo piloti, regalo del team a un campione degno di questo nome; ma di problemi, nella vita, ce ne sono certamente di peggiori...
28 Ago [16:28]

Ma la Ferrari sostiene Hamilton?
O pensa soltanto a Leclerc?

Massimo Costa - XPB Images

Qualche dubbio viene. Domenica scorsa il GP di Olanda ha offerto una situazione imbarazzante per il team Ferrari. Poca lucidità nelle scelte strategiche, poca chiarezza nei confronti del capo squadra Lewis Hamilton che, per decisioni eccessivamente cervellotiche, ha perso la terza posizione e, forse, anche la seconda piazza. Lasciando per strada punti pesantissimi nella sua rincorsa alla vetta della classifica che vede solidamente al comando Andrea Kimi Antonelli.

La domanda che ci si pone è questa: ma la Ferrari vuole provare, ripetiamo, provare, tentare, di vincere il campionato del mondo piloti? Alla luce dei fatti parrebbe di no. Al di là dei tentativi goffi del team principal Frederic Vasseur di fornire spiegazioni che vanno bene per imbonire il pubblico e chi gli mette un microfono davanti fra sorrisini e battutine amichevoli, perché non vengono definiti ruoli ben precisi tra i piloti Ferrari?

C'è un Hamilton che sta vivendo una stagione brillantissima, tale da proiettarlo in seconda posizione nel campionato, e alla vigilia di Zandvoort vantava 31 punti di vantaggio sul compagno Charles Leclerc, 9 in più su George Russell e 50 tondi tondi in meno di Antonelli. Se tra qualifica Sprint e gara Sprint, Hamilton è stato meno ficcante del compagno, poco conta. E' lui che sta inseguendo il bolognese della Mercedes.

Nel Gran Premio vero le cose dovevano apparire ben chiare ancora prima della partenza. Hamilton deve prendere il maggior numero di punti possibili e se Leclerc per qualche motivo si troverà davanti a lui, deve spostarsi e farlo passare. E invece no. Leclerc non l'ha capita, o meglio, non gliela hanno spiegata anche se magari con un po' di brillantezza potrebbe intuirla da solo la situazione, e così ha fatto perdere all'inglese secondi preziosi. Dal box è emerso tutto il disagio tra inviti ai box non rispettati e soprattutto quella mancanza di un ordine ben preciso: Charles fatti da parte.

Perché non lo dicono a Leclerc? Perché non viene messa in chiaro questa evidenza, ovvero che è Hamilton che sta rincorrendo Antonelli? Centra il fatto che Leclerc ha sposato a vita la Ferrari e quindi non lo si deve infastidire? O che da anni Vasseur e Leclerc hanno un ottimo rapporto condiviso con il manager del pilota, Nicolas Todt? Teorie certo, ma a tutto è bene pensare.

E dunque, se ingaggi Hamilton, un tipetto che ha vinto sette mondiali , centosei Gran Premi e segnato 104 pole, e che dopo un 2025 deficitario, si sta comportando da quel campione che è mostrando a tutti che è lui la prima guida della Ferrari, che è lui che può tentare di raggiungere Antonelli, perché poi non dargli il via libera in ogni momento? Sopra abbiamo descritto i punti della classifica nel pre Zandvoort. Domenica pomeriggio invece, Hamilton si è ritrovato appaiato in classifica da Russell (183 punti), lo svantaggio da Antonelli è salito a 59 lunghezze, il vantaggio su Leclerc è sceso a 28 punti.

Ordini di squadra necessari dunque. E se Hamilton fallirà nei prossimi GP, se inciamperà, se non sfrutterà le occasioni che gli si porranno davanti, allora si cambierà tattica. Ma i questa fase del campionato, un team in corsa per il mondiale dovrebbe mettere in chiaro tali aspetti. Come del resto ha fatto la Mercedes a Zandvoort. E non perché scottata dall'eccesivo dualismo del lontano 2016 tra lo stesso Hamilton e Nico Rosberg , che in quella stagione non avevano rivali e dunque non era fondamentale dare ordini di squadra. Ora che Toto Wolff teme l'arrivo di Hamilton o di Lando Norris, guarda caso è partito netto e senza appello, l'invito a Russell di spostarsi per far passare Antonelli. Così deve fare un team principal che punta a poter conquistare il mondiale.
28 Ago [13:16]

Non tutti Mad per il Madring
Abitanti scontenti, conti da verificare

Da Madrid – Alfredo Filippone

Ha fatto sorridere il post su Instagram di un allenamento del Real Madrid di José Mourinho disturbato dal rombo di macchine da corsa: il centro sportivo del club madrileno, si trova a Valdebebas, proprio la zona della capitale dove si snoda gran parte del Madring, il tracciato semi-permanente che ospiterà il GP di Spagna fra quindici giorni. Il rumore era quello delle monoposto di Formula 3 che vi stavano girando per due giorni di test a mò di ripetizione generale per il nuovo impianto.

Dei test che sostituiscono la gara di omologazione della nuova pista, pur necessaria secondo le regole FIA (e infatti era inizialmente prevista una prova dell’Eurocup3 nel weekend di Ferragosto), che non si è potuta fare, vista la corsa sino all’ultimo minuto per completare l’opera. Se tutto filerà liscio lo si vedrà direttamente dal vivo durante il Gran Premio. Positivi i primi commenti dei ragazzini della F3, che vedono nella pista un mix fra Zandvoort (per via del curvone inclinato) e di Macau. Vista da fuori, si intuisce che l’adrenalina viene non tanto dalla tecnicità del tracciato, quanto dal fatto che è stretta e senza vie di fuga. E, difatti, in questi giorni di test si sono contati una ventina tra contatti e ‘strusci’ contro le barriere.

Non è stato un parto del tutto sereno, questo del Madring, nè sul piano operativo, anche se i lavori sono stati finiti in tempo, nè su quello politico e dell’opinione pubblica. Il progetto è stato fortemente voluto da Isabel Díaz Ayuso, la presidenta (in Spagna, contrariamente a quanto succede nei dintorni di Palazzo Chigi, si ‘femminizzano’ le cariche istituzionali) del governo regionale, giovane e ambiziosa astro nascente della destra spagnola, una che vede grande e tira sempre diritto, con trumpiana veemenza. Lo si è visto ancora in questi giorni, quando si è ritrovata invischiata in uno scandalo immobiliare, il secondo in pochi mesi.



La Ayuso e il suo compagno di partito sindaco della città, il più urbano José Luis Almeida, non si sono mai stancati di ripetere che il circuito e l’evento non sarebbero costati un euro di denaro pubblico, ma i fatti finora dimostrano il contrario: i 130 milioni dei lavori li ha sborsati Ifema, la società che controlla il complesso fieristico della città, cuore nevralgico del tracciato, e al cui presidente, José Vicente de los Mozos, si deve l’idea iniziale del Gran Premio.

Ifema è ovviamente un ente pubblico, codetenuto dalla Regione e dalla Città...E c’è da scommettere che anche il canone da pagare a Liberty (una cinquantina di milioni l’anno per le dieci edizioni in contratto) lo abbia versato Ifema, visto che un vero promotore dell’evento non si è mai trovato. Quisquiglie a confronto dei 450 milioni di ricadute e dei diecimila posti di lavoro derivanti dall’organizzazione dell’evento che Ayuso ha messo in conto.

Tutte, sia le uscite che le entrate, saranno da verificare dopo il GP alla luce dei fatti, ma la stampa spagnola comincia a nutrire dubbi sull’opacità dei conti, e a fare paragoni prospettici con il Valencia Street Circuit, dove il GP finì dopo la quinta edizione, per i debiti accumulati, travolgendo (anche in tribunale)i dirigenti politici locali, anch’essi del Partido Popular.

In città, a Madrid, non è che si possa dire che sia scoppiata la febbre per il Gran Premio. Vero è che gli appassionati sono in grande attesa per il ritorno della F.1 a Madrid quarantacinque anni dopo l’ultima gara al Jarama, e che sinora sarebbero stati venduti 90.000 biglietti, ma la città non appare in tripudio per la corsa.



Liberatasi in queste ore dalla canicola di un’estate rovente, Madrid è ancora in letargo vacanziero fino alla fine di questa settimana, ma tra qualche giorno, quando la vita normale riprenderà, dovrà affrontare in primis i disagi al traffico provocati dal circuito, che impatta su importanti snodi autostradali di accesso alla città e all’aeroporto, già saturi in condizioni normali nelle ore di punta. Ci sarà poi il problema del rumore, con i residenti delle zone adiacenti già esterrefatti dal rumore delle F3 (105 decibel quando il massimo consentito per legge è 55) in questi giorni. A loro, per rassicurarli, le autorità hanno detto che ‘le F3 fanno molto più rumore delle F.1 moderne ed è proprio così.

In vero, è da mesi che gli abitanti dei quartieri più vicini al circuito si sono organizzati in un comitato anti-Gran Premio (Stop F1), protestano, raccolgono firme e manifestano contro l’evento. I quartieri interessati sono peraltro zone residenziali recenti, venute su negli ultimi decenni, con abitazioni per ceti medio-alti, attratti dalla quiete e dal verde. Li si può capire: ritrovarsi un circuito sotto casa e il quartiere in subbuglio per più di due mesi (tra allestimento, evento e smontaggio) per il prossimo decennio non è il massimo cui aspirassero, senza contare che il Madring ha implicato l’abbattimento di 740 alberi dai parchi della zona, mandando in fibrillazione gli ecologisti.

Sono in corso azioni legali, ma è improbabile che possano fermare l’evento (proprio ieri un giudice ha respinto una richiesta di sospensione del montaggio delle tribune), sebbene esista il precedente del Bernabéu dello scorso anno, quando un giudice ha fermato i mega-concerti nel rinnovato stadio del Real Madrid, perché anche in configurazione chiusa, si superavano i livelli massimi consentiti di rumore e vibrazioni.



Ma fra gli abitanti, però, c’è anche chi non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione di un buon affare, programmando di andar via di casa e di affittarla a caro prezzo (sino a diecimila euro) per la settimana del GP alle agenzie che cercavano alloggi vicini all’impianto per addetti ai lavori e spettatori, e sono andate a caccia dei preziosi alloggi citofonando nei palazzi.

Nemmeno nell’ambiente motoristico spagnolo, i fautori del Madring sembrano essere stati capaci di conquistarsi simpatie. Ci risulta, ad esempio, che alla Federazione spagnola (RFEdA) e all’Automobile Club (RACE) non siano stati particolarmente contenti di vedersi estromessi dal dispositivo organizzativo nonostante la competenza territoriale che compete loro, mentre gli ex-piloti spagnoli di F.1 sono rimasti sorpresi di non aver nemmeno ricevuto un invito, allorché Barcellona li ha sempre ospitati e coccolati.

Si noti che, esclusi i già deceduti, coloro ancora in attività (Alonso e Sainz) e quelli che hanno un ruolo professionale nell’ambiente, si parla di 4-5 persone, non di una corte... Il grande evento, insomma, non convince tutti nè nella sostanza nè nelle forme, ma certamente rispecchia bene quello che è diventata la Formula 1 di oggi...

Foto: la presidenta della Regione di Madrid, Pilar Ayuso, durante la presentazione del GP nella centralissima Plaza del Sol, in presenza dei contestatori di ‘Stop F.1’
 

26 Ago [11:51]

Hulkenberg ha i super poteri
Audi a punti per la quinta volta

Massimo Costa - XPB Images

Poteva finire con le due Audi dallo sfascia carrozze dopo neanche un giro del Gran Premio di Zandvoort. E magari con qualche conseguenza fisica per i due piloti. E invece, è andata bene grazie a un Nico Hulkenberg dotato di super poteri. Che non solo ha evitato per pochi centimetri di colpire in pieno la monoposto del compagno di squadra Gabriel Bortoleto, andato in testacoda all’ultima curva quasi in sincronia con Max Verstappen (ma senza andare a sbattere contro le barriere), ma come niente fosse ha poi proseguito andando a prendersi l’ottavo posto finale.

“È stata una gara molto bella, anche se alla fine del primo giro quel che è accaduto è stato piuttosto spaventoso” ha raccontato Hulkenberg. “Ho visto che Gabriel aveva perso il controllo della sua monoposto proprio davanti a me e ho reagito d'istinto. Sono stato sollevato di aver evitato l'incidente. Da lì in poi, abbiamo avuto una gara pulita, una buona strategia e delle belle battaglie lungo il percorso. È davvero una bella sensazione tornare a casa con dei punti. Sono importanti per noi e confermano che il lavoro che stiamo facendo ci sta portando nella giusta direzione. Non è stato il weekend più facile, quindi è ancora più confortante il risultato ottenuto”.

Quell’immagine di Hulkenberg che deve indovinare la direzione dell’Audi impazzita di Bortoleto non la si scorderà per lungo tempo. Le ruote della R26 del brasiliano, avevano sollevato una vera e propria nube bianca e Nico, in una frazione di secondo, intuito che la dinamica del testacoda avrebbe portato la monoposto a scivolare verso destra, di istinto ha sterzato dalla parte opposta. Hulkenberg durante il Gran Premio, dopo la bandiera rossa per l’incidente di Verstappen, ha disputato una delle sue migliori prove. Incisivo nei sorpassi, ottimo nella gestione delle gomme, ha conquistato la zona punti per la seconda volta consecutiva dopo il nono posto di Budapest.



Nelle precedenti dieci gare, non era mai riuscito a centrare la top 10, ora sono arrivati questi 6 punti pesanti per l’Audi che, sommati ai 10 incassati da Bortoleto tra Melbourne, Silverstone e Spa, portano la squadra di Mattia Binotto a soli 5 punti di distacco dalla Haas, che è a quota 21. E soprattutto, l’Audi nelle ultime quattro corse ha sempre terminato tra i primi dieci, due volte ottava con Bortoleto e poi il nono e ottavo posto di Hulkenberg.

Nel giro di neanche un paio di mesi, l’Audi è passata dall’essere penultima all’ottavo posto con buone prospettive di attaccare la Haas, che non se la sta passando troppo bene, per la settima posizione, il massimo che può raggiungere considerando che l’Alpine in sesta piazza ha 63 punti. Per quanto riguarda Bortoleto, dopo quel testacoda ha navigato nel fondo gruppo terminando 13esimo. Un vero peccato quell’errore perché nella corsa Sprint aveva terminato nono e in qualifica aveva centrato la Q3 con un bel nono posto. Ulteriore conferma che il costruttore tedesco sta crescendo, lentamente, ma efficacemente.
25 Ago [15:15]

Lawson ha convinto a Zandvoort
Nel Q3 molto vicino a Verstappen

Massimo Costa - XPB Images
 
E’ proprio vero, in casa Red Bull o Racing Bulls non si può mai stare tranquilli. Ora che il terribile Helmut Marko, che smontava e rimontava carriere e sedili con la facilità con cui mangiava un gelato, se ne sta serenamente seduto in poltrona, a dare una scossa all’ambiente ora diretto da Laurent Mekies, ci ha pensato Isack Hadjar.

Il francese compagno di squadra di Max Verstappen, ha riportato una micro frattura al polso sinistro mentre si allenava prima di partire per Zandvoort. Hadjar tirava pugni con i guantoni da box, cosa per lui normale, al classico sacco, quando il giorno seguente ha cominciato ad accusare dolore al polso sinistro. Sottoposto a controlli, è emersa la piccola frattura. Questo ha comportato una frettolosa rivoluzione in Red Bull. Chi affiancare a Verstappen?

In un primo momento sembrava cosa ovvia richiamare Yuki Tsunoda, che con il team di Milton Keynes ha corso nel 2025 ed ora è il tester nonché terzo pilota, poi è emersa la candidatura di Liam Lawson, attualmente in Racing Bulls. Questa scelta ha scombinato le carte anche al team di Faenza, che si è ritrovato con un sedile vuoto. E da loro è approdato Tsunoda che con Racing Bulls ci ha corso per quattro stagioni. Inutile portare al debutto qualche giovane, vedi Nikola Tsolov, in un weekend che comportava il format Sprint con una sola sessione libera.

Dunque, Lawson è tornato nella squadra che, quando c’erano Christian Horner e Marko, lo ha bocciato dopo i primi due Gran Premi del 2025. Una assurdità, come ebbe dire lo stesso Verstappen. Con una monoposto mai guidata prima e vista solo in fotografia, Lawson ha affrontato la nuova avventura. Curiosamente, nel 2023 e proprio a Zandvoort, fu chiamato a debuttare in F1 con l’Alpha Tauri (la Racing Bulls di oggi) per prendere il posto dell’infortunato Daniel Ricciardo. Il neozelandese ha avuto una buona progressione nel corso del fine settimana olandese, avvicinando notevolmente il capo squadra Verstappen.

Nel turno libero, il divario è stato di 0”536, nella Q1 della qualifica Sprint, 0”165, nella Q2 0”374 e purtroppo non è entrato in top 10 chiudendo 11esimo. Lo stesso piazzamento della gara Sprint, che lo ha visto chiudere dietro l’ex compagno in Racing Bulls Arvid Lindblad. Sabato, nella qualifica del Gran Premio, nel Q1 Lawson ha terminato a 0”102 da Verstappen, nel Q2 a 0”402, entrando nel Q3. Nella decisiva frazione, Lawson si è superato risultando ottavo a soli 0”115 da Max, settimo.

In gara, Liam nel corso del primo giro ha cercato un paio di volte di superare Verstappen, affiancandolo con decisione, salvo poi desistere. Finché Verstappen, proprio davanti a lui, ha perso il controllo della sua RB22 andando a sbattere all’ultima curva. Lawson ha condotto una buona gara, rimediando anche una penalità e venendo classificato settimo. Poteva far meglio? Probabilmente no perché davanti a lui sono arrivate le due Mercedes, le due Ferrari e le due McLaren che per tutto il weekend sono state nettamente superiori alla Red Bull. Insomma, promosso. A Monza, Lawson tornerà sulla sua Racing Bulls.
23 Ago [17:56]

Norris al top, Antonelli solido
Hamilton si arrabbia con il box

Massimo Costa - XPB Images

Fa paura questo Lando Norris. Ritrovata la competitività della McLaren-Mercedes, il campione del mondo sta facendo... il campione del mondo. Perfetto in Ungheria, Norris si è ripetuto a Zandvoort tenendo un ritmo forsennato nella seconda parte della gara.

Inizialmente superato da un solidissimo Andrea Kimi Antonelli, semplicemente fantastico nella seconda partenza dopo lo stop per l'incidente di Max Verstappen, Norris è uscito alla distanza facendosi largo a spallate, superando prima lo stesso Antonelli, poi Lewis Hamilton.

La crescita della McLaren è evidente e la domanda che ci si pone è: Norris riuscirà a recuperare gli 83 punti che lo separano dal leader della classifica iridata, Antonelli? Sulla carta pare molto difficile considerando anche che la Mercedes sembra aver ritrovato l'affidabilità che in qualche occasione l'ha azzoppata.

Tra Budapest e Zandvoort, Norris ha incassato 56 punti, Antonelli 38. A Monza, tra due settimane, il bolognese pagherà 10 posizioni in griglia di partenza per la sostituzione della power unit, mossa corretta in quanto sul circuito lombardo è facile sorpassare e recuperare. Vedremo come procederà questa sfida a distanza.

Intanto, proprio Antonelli festeggia un bel secondo posto ottenuto al termine di una corsa, come detto sopra, decisamente solida, da pilota esperto. Sicuro nei sorpassi, incisivo come non mai, Antonelli ha fatto un passo in avanti nei confronti di Hamilton e del compagno di squadra George Russell. E lascia Zandvoort con un bottino di punti di vantaggio importante sui due inglesi: 59 punti.

Russell non se l'è giocata benissimo. Una pessima partenza dalla prima fila e un primo giro complicato, gli hanno subito fatto perdere il contatto con la zona podio e il compagno di squadra Antonelli. La sua è stata una gara improntata sulla rincorsa e sul limitare i danni. Alla fine ce l'ha fatta portando a casa una terza posizione che ha ottenuto grazie ad una strenua difesa su Hamilton. Inoltre, è stato corretto quando la Mercedes gli ha chiesto di far passare Antonelli, nel finale nettamente più veloce di lui per via delle gomme più fresche.



Recrimina non poco Hamilton. Certo, la partenza dalla terza fila causa qualifica insoddisfacente per una SF-26 non particolarmente allegra, non lo aiutava, ma a un certo punto Hamilton era velocissimo. Quando ha raggiunto, su strategia gomme diverse, Charles Leclerc, quest'ultimo non ha fatto nulla per farsi da parte. Hamilton è secondo in campionato, la domanda è: la Ferrari ci crede nel poter tentare di andare a prendere Antonelli o no?

Perché il comportamento tenuto a Zandvoort è indecifrabile, soprattutto quello di Leclerc che non sembra voler capire di mettersi al servizio del compagno di squadra. Hamilton ha perso tanto tempo dietro al monegasco che ha anche ritardato di un giro la chiamata ai box da parte del team. Un dispetto? Un comportamento infantile?

Rimane il fatto che Antonelli quando ha fatto il suo ultimo pit-stop, poco dopo quello di Hamilton, è rientrato in pista appena davanti alla Ferrari dell'inglese. Senza il tempo perso con Leclerc, Hamilton poteva concludere davanti ad Antonelli? E quindi secondo? Sicuramente poteva finire terzo, davanti a Russell.

Lewis non l'ha presa bene e via radio non si è nascosto. Incomprensibile poi, il gesto di Leclerc a fine gara quando, affiancato Hamilton, scuoteva la testa, come lamentarsi di Lewis. In questo momento il numero uno della Ferrari è Hamilton, Leclerc e Frederic Vasseur devono capirlo. Ma non sembra...

Cambiando argomento, è il caso di aprire... un caso Oscar Piastri? Come mai prima sta soffrendo Norris, in Olanda il divario tra i due è stato quasi imbarazzante. L'australiano ha terminato sesto a 32" dal compagno di squadra. Non occorre aggiungere altro.

La Red Bull-Ford ha perso subito Max Verstappen, protagonista di un suo raro errore. Nell'ultima curva ha stretto troppo prendendo una zona bagnata dell'asfalto e la sua RB22 è schizzata all'esterno contro le protezioni. Brutta botta. A salvare la squadra ci ha pensato il neo arrivato Liam Lawson, settimo al traguardo con tanto di penalità per bandiere gialle non rispettate. Ma molto lontano da Piastri.



Gran bella gara di Nico Hulkenberg. Il tedesco ha evitato per un soffio la monoposto gemella di Gabriel Bortoleto che è finito in testacoda un nano secondo dopo Verstappen e nello stesso punto. Hulkenberg lo ha sfiorato ed è riuscito a proseguire. Gara di attacco la sua che lo ha portato all'ottavo posto finale, in zona punti per la seconda volta consecutiva.

E a punti ha terminato incredibilmente Fernando Alonso con la Aston Martin-Honda. Disperso per tutto il weekend, in una gara così convulsa è emersa tutta la sua esperienza e, non si sa come, ha centrato la nona posizione con una monoposto che ancora non ha convinto nonostante tutte le evoluzioni portate in Ungheria e a Zandvoort. L'ultimo punto a disposizione è andato all'Alpine-Mercedes di Pierre Gasly. A Zandvoort il team diretto da Flavio Briatore aveva portato importanti sviluppi in Olanda, ma in verità poco o nulla è cambiato...

La disastrosa Williams-Mercedes, dopo aver confermato alla viglia di Zandvoort sia Carlos Sainz sia Alexander Albon, ha visto i suoi piloti prendersi a ruotate alla prima curva mentre erano nei bassifondi. Male, molto male, la Haas-Ferrari che pare avviata a imitare la Williams. Entrambi i piloti si sono dovuti ritirare per problemi tecnici.



Domenica 23 agosto 2026, gara

1 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 72 giri
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 11"536
3 - George Russell (Mercedes) - 15"906
4 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 16"755
5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 17"258
6 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 32"332
7 - Liam Lawson (Red Bull-Ford) - 1'19"915
8 - Nico Hulkenberg (Audi) - 1 giro
9 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1 giro
10 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1 giro
11 - Yuki Tsunoda (Racing Bulls-Ford) - 1 giro
12 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1 giro
13 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 1 giro
14 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 2 giri
15 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 2 giri
16 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 2 giri

Ritirati
Alexander Albon
Valtteri Bottas
Esteban Ocon
Lance Stroll
Oliver Bearman
Max Verstappen

Il campionato piloti
1.Antonelli 242; 2.Hamilton, Russell 183; 4.Norris 159; 5.Leclerc 155; 6.Verstappen 112; 7.Piastri 104; 8.Hadjar 68; 9.Lawson 49; 10.Gasly 44; 11.Lindblad 23; 12.Colapinto 19; 13.Bearman 18; 14.Bortoleto 10; 15.Sainz, Hulkenberg 6; 17.Albon 5; 18.Ocon, Alonso 3.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 425; 2.Ferrari 338; 3.McLaren-Mercedes 263; 4.Red Bull-Ford 186; 5.Racing Bulls-Ford 66; 6.Alpine-Mercedes 63; 7.Haas-Ferrari 21; 8.Audi 16; 9.Williams-Mercedes 11; 10.Aston Martin-Honda 3.
23 Ago [17:34]

Zandvoort - La cronaca
Grande vittoria di Norris

La cronaca

Grande vittoria di Norris che precede Antonelli Russell Hamilton e Leclerc. Sesto posto per Piastri poi Lawson Hulkenberg Alonso e Gasly in zona punti. A seguire Tsunoda Lindblad Bortoleto Colapinto Perez e Sainz. Ritirati Albon Bottas Ocon Stroll Bearman Verstappen

Ultimo giro - Russell si difende alla grande da Hamilton che ora deve guardarsi da Leclerc che li ha raggiunti

Penalità di 10" a Lawson per non avere rispettato le gialle e per Sainz per l'incidente con Albon

Questa situazione favorisce indubbiamente Russell perché ora Hamilton ha un solo giro per tentare il sorpasso

La corsa viene brevemente rallentata con VSC per i pezzi in pista lasciati da un contatto tra Sainz e Albon, compagni nella derelitta Williams

69° giro di 72 - Hamilton tenta l'attacco a Russell alla prima curva, ma il sorpasso non gli riesce

Si ritira Bottas. Hamilton è alle spalle di Russell

66° giro - Russell fa passare facile Antonelli

65° giro - Mercedes chiede a Russell di non far perdere tempo ad Antonelli

Hamilton è a 2" da Antonelli e il tempo perso per via di Leclerc è decisamente pesante perché l'inglese poteva essere davanti all'italiano. I due, ricordiamo, sono primo e secondo nel Mondiale, ma la Ferrari continua a non dare ordini a Leclerc a favore di Hamilton

Antonelli è mediamente più veloce di 6 decimi rispetto a Russell. Si daranno battaglia i due piloti Mercedes? Cosa deciderà Toto Wolff?

62° giro di 72 - Norris e Russell procedono con gomme hard, dietro di loro Antonelli Hamilton Leclerc e Piastri hanno le soft

60° giro - Norris ha 8" di vantaggio su Russell e 12"6 su Antonelli, a 15" c'è Hamilton, a 20"7 Leclerc, a seguire Piastri Lawson Hulkenberg Alonso e Gasly a punti. Poi, Tsunoda Lindblad Bortoleto Sainz Albon Colapinto Perez Bottas

57° giro - Anche Antonelli ai box per le soft, rientra appena davanti ad Hamilton

Pit stop per le due Ferrari

Momento concitato di questo Gran Premio decisamente pieno di colpi di scena. Intanto i commissari di percorso faticano più del previsto per togliere la Haas di Ocon dalla pista

Si ritira Ocon a bordo pista, virtual safety car, Hamilton ai box per un set d gomme soft, anche Leclerc e PIastri si fermano e montano le soft

55" giro - Hamilton con le gomme che hanno ben 29 giri deve arrendersi ad Antonelli

54° giro - Antonelli attacca Hamilton, ma viene sorpreso all'esterno della Tarzan da Norris che lo supera

Norris è velocissimo con le hard nuove ed ha già raggiunto Antonelli

Antonelli si avvicina ad Hamilton, il tempo perso con Leclerc diventa pesante per la Ferrari

Hamilton ha gomme hard da 23 giri, Antonelli la stessa mescola, ma "vecchia" di 8 giri

48° giro - Norris ai box riparte con le hard, primo ritorna Hamilton con 2"7 di vantaggio su Antonelli. Pit anche per Lawson

Anche Piastri va ai box e questa volta monta gomme soft. Al pit pure Tsunoda che riparte con le hard

Finalmente Leclerc rientra ai box per montare gomme hard, Hamilton arrabbiatissimo per il tempo perso inutilmente

La Ferrari richiama Leclerc ai box ma il monegasco si rifiuta e continua a rallentare Hamilton

Hamilton è decisamente più veloce di Leclerc tanto da averlo raggiunto, momento importante per la Ferrari che dovrebbe lasciar passare l'inglese

41° giro - Altro pit-stop per Antonelli e Russell, i due piloti Mercedes montano un nuovo set di gomme hard

Norris continua a mettere pressione su Antonelli, il divario oscilla tra gli 8 decimi e il secondo

38° giro - Pit-stop per Lindblad e Ocon, gomme hard

Fase complicata per Antonelli e Norris per via di una serie di doppiaggi

Cambio gomme per le due Aston Martin di Alonso e Stroll, gomme hard per entrambi

35° giro - Anche Hamilton va all'attacco di Piastri e lo passa deciso alla prima curva

Gran sorpasso di Leclerc ai danni di Piastri e ora ci prova anche Hamilton

33° giro - Norris guadagna 3 decimi su Antonelli e si porta a meno 0"6

E' battaglia tra Piastri e Leclerc per il quarto posto

Pit-stop per Sainz che aveva resistito a lungo con le soft, ad attenderlo le hard

30° giro - Antonelli +0"9 Norris +6"7 Russell +9"4 Piastri +10" Leclerc +16" Hamilton poi Lawson Alonso Hulkenberg e Tsunoda scatenato che ha superato Gasly Lindblad e Sainz

Hulkenberg non perde tempo e forte delle gomme soft supera Lindblad che ha le medie da 21 giri portandosi al decimo posto

Gran bagarre tra Lindblad e Gasly, il francese tenta il sorpasso all'esterno della chicane, ma il rookie inglese si difende bene.

Gasly perde il passo e viene superato da Hulkenberg

26° giro - Hamilton lascia ai box le gomme soft e monta le hard, Antonelli torna leader della gara con 1"6 di vantaggio su Norris e 6"2 su Russell inseguito da vicino da Piastri, poco più lontano Leclerc, poi Hamilton Lawson Albon Alonso e Sainz, questi ultimi tre ancora senza pit-stop

Dal box Ferrari non sembrano molto d'accordo e lo chiamano ai box per non perdere ulteriore tempo

Hamilton comunica che le gomme sono ok benché sia 2" più lento

Hamilton prosegue con le soft che utilizza da 21 giri, ma i suoi tempi sono alti, 2" più lento di Antonelli e Norris che lo stanno per raggiungere

22° giro - Pit-stop per Antonelli Norris Leclerc e Lawson, Hamilton diventa leader della gara

20° giro - Antonelli ha aumentato il divario su Norris portandolo a 2"2, Leclerc è terzo a 10" e precede Hamilton di 1"5, Quinto Lawson a 10"7 da Hamilton, poi Russell Piastri Albon Alonso Sainz Lindblad Gasly Hulkenberg Tsunoda Bortoleto Bottas Perez Colapinto Ocon Stroll

Come non detto, Piastri ha deciso di non proseguire con le hard con cui era partito e va ai box per montare un altro set di hard... Cambio pneumatici anche per Gasly e Tsunoda che vanno per le hard

18° giro - Russell ai box passa dalle medie alle hard

16° giro - Antonelli ha sempre 1"8 su Norris il quale lamenta una mancanza di velocità. Piastri è terzo a 6"7, quarto Russell a 9"3 con Leclerc che lo segue a mezzo secondo. Hamilton è sesto a 1"4 da Leclerc ed ha un vantaggio di 6" su Lawson. A 7" dalla Red Bull superstite c'è Gasly che tiene dietro Hulkenberg e Tsunoda. Ai box intanto sono andati Stroll e Ocon che hanno montato gomme dure

Antonelli spinge forte e il vantaggio su Norris è aumentato a 1"8

12° giro - Bortoleto partito con le soft va ai box per montare gomme medie

Antonelli e Norris sono su strategie diverse: l'italiano della Mercedes ha gomme medie, l'inglese della McLaren ha le soft mentre Piastri in terza posizione, ha le hard e teoricamente potrebbe andare lungo fino al traguardo senza fare pit-stop, al contrario dei due leader attuali

9° giro - Antonelli ha 8 decimi di vantaggio su Norris e 4"3 su Piastri che nel corso del primo giro ha superato Leclerc e Russell. Hamilton è sesto davanti a Lawson Gasly Hulkenberg e Tsunoda, questa la top 10

Drive through anche per Colapinto per non rispetto delle luci gialle in occasione dell'incidente di Verstappen

Antonelli guida il gruppo davanti a Norris Piastri Russell Leclerc Hamilton Lawson Gasly Hulkenberg Colapinto Tsunoda Albon Ocon Alonso Bortoleto Stroll Sainz Bottas Perez e Lindblad che ha ricevuto un drive through dalla direzione gara

Piastri supera Russell per il terzo posto e ora l'inglese viene attaccato da Leclerc

Gran partenza di Antonelli che infila all'interno della prima curva Norris e si porta al comando

Tutti si stanno schierando nuovamente

Altro giro di formazione per il recupero della monoposto di Bearman

Problema nel giro di allineamento per la Haas di Bearman che si ferma a bordo pista

Pronti a uscire dai box, cambiata la situazione gomme: Norris ha messo le soft, prima aveva le medie. Con le soft rimangono Leclerc e Hamilton, poi Lawson Tsunoda Hulkenberg Ocon Alonso Bearman Bortoleto Stroll Sainz. Con le dure Piastri Albon Bottas e Perez. Poi con le medie Antonelli Russell Lindblad Gasly Colapinto

I piloti sono tornati nell'abitacolo delle loro vetture

Per le 15.33 è prevista la ripresa delle operazioni

Ancora tutti fermi, ricordiamo le posizioni: Norris Antonelli Russell Leclerc Piastri Hamilton Lawson Lindblad Gasly Colapinto Tsunoda Hulkenberg Ocon Albon Bearman Stroll Bortoleto Sainz Perez Bottas. Ritirato Verstappen

Tutti i piloti sono ovviamente scesi dalle loro monoposto togliendosi il casco e aspettando il momento in cui la direzione gara comuncherà che la pista è ok

Il replay mostra che anche Bortoleto, qualche metro prima del punto dove si è girato Verstappen, ha perso il controllo della sua Audi entrando in testacoda e per pochi centimetri è stato evitato dal compagno di squadra Hulkenberg

Con bandiera rossa tutti sono ai box e i meccanici stanno intervenendo sulle vetture, in particolare si sta cambiando l'ala anteriore dell'Alpine di Gasly

Nella curva finale, Verstappen ha preso il cordolo interno bagnato e la sua Red Bull è subito schizzata verso l'esterno colpendo duramente le barriere. La RB22 senza controllo è poi scivolata verso l'interno creando il caos, ma tutti sono riusciti ad evitarla

2° giro - Incidente per Verstappen all'ultima curva. Brutta botta, macchina piuttosto distrutta

Parte bene Norris, ancora meglio scatta Antonelli che supera Russell poi Leclerc Piastri Hamilton Verstappen Lawson Gasly Lindblad Tsunoda Colapinto Bortoleto Hulkenberg Albon Ocon Alonso Bearman Stroll

In certi punti l'asfalto è umido, bisognerà stare attenti a non uscire troppo dalla traiettoria ideale

La safety-car è rientrata ai box, partenza quindi normale

Intanto informano che nei tre giorni si è battuto il record di presenze: 325.000 spettatori

C'è la safety-car davanti al gruppo mentre si percorre il giro di formazione

Tutti partiranno con le gomme slick. Norris Russell Antonelli Piastri Gasly Colapinto e Ocon sono con le soft. Bottas e Perez (che parte dalla corsia box) sono con le hard mentre tutti gli altri hanno optato per le soft. Dunque anche i due piloti Ferrari che cercheranno di essere subito aggressivi

Non piove a Zandvoort, ma l'asfalto della pista è umido in alcuni punti, bagnato in altri. La temperatura aria è di 17 gradi, quella dell'asfalto è di 28 gradi.
PrevPage 1 of 10Next

News

formula 1
v

FirstPrevPage 1 of 13NextLast
FirstPrevPage 1 of 13NextLast
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar