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Con Antonelli, la magia dello
sport italiano nel mondo non si ferma

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14 Mar [13:10]

Con Antonelli, la magia dello
sport italiano nel mondo non si ferma

Massimo Costa

Mancava la Formula 1 a suggellare il periodo magico dello sport italiano nelle più svariate realtà nazionali. Una crescita che stordisce e che coinvolge anche discipline nelle quali per decenni il tricolore non era mai stato protagonista. La pole di Andrea Kimi Antonelli nel secondo appuntamento del Mondiale F1 a Shanghai, interrompe un digiuno lungo 17 anni quando, sul mitico circuito di Spa, Giancarlo Fisichella con la non certo esaltante Force India, realizzò clamorosamente il miglior tempo in qualifica.

Antonelli porta l'Italia al vertice assoluto in Formula 1. E lo fa a pochi giorni di distanza dal successo dell'Italia contro gli USA nei mondiali di Baseball e dell'Italia contro l'Inghilterra nel classico Sei Nazioni di Rugby. Due vittorie ubriacanti considerando che nel Baseball gli azzurri hanno sconfitto la formazione statunitense vera, quella con tutti i migliori giocatori della Lega più importante del globo terracqueo, mentre nel Rugby è stato infranto un record negativo di 32 sconfitte consecutive contro gli inglesi.



Non sono trascorsi neanche 12 mesi dai trionfi dei ragazzi e delle ragazze del Volley, che nel 2025 ci hanno regalato emozioni infinite mettendo schiacciate definitive sui rispettivi campionati del mondo. Uno sport, il volley o la pallavolo che dir si voglia, che per lungo tempo ci ha visti soltanto spettatori, ma che grazie a una costruzione dal basso di valore ci ha portati da tempo in cima al mondo.

Per non parlare delle recentissime Olimpiadi invernali, che hanno visto gli atleti italiani nelle più svariate discipline, anche quelle più sconosciute, mettersi al collo 30 medaglie (10 ori, 6 argenti, 14 bronzi), un record assoluto per il nostro Paese. E che ha permesso all'Italia di diventare improvvisamente una nazione... Scandinava essendosi piazzata, nel computo delle medaglie ottenute, al terzo posto dietro la Norvegia e l'Olanda, davanti quindi a USA, Canada, Svezia, Finlandia eccetera...



E cosa vogliamo dire del tennis. Tre Coppe Davis consecutive tra il 2023 e il 2025, quattro italiani tra i primi 21 con l'incredibile Jannik Sinner, che ha sconvolto l'Italia intera, ora numero 2 della classifica ATP, trionfando agli Australian Open e a Wimbeldon. E poi abbiamo Lorenzo Musetti numeo 5 al mondo, Flavio Cobolli (15) e Luciano Darderi (21).

Se i maschietti della racchetta vincono e conquistano, non sono da meno le ragazze, che hanno fatto loro la Billie Jean King Cup, la Davis al femminile, sia nel 2024 sia nel 2025, e con Jasmine Paolini brillante settima nella classifica attuale WTA. E che con Sara Errani ha vinto il Roland Garros.



Tornando nel campo dei motori, la Ducati ha raccolto gli ultimi titoli costruttori, mentre la prima gara del 2026 in Thailandia, ha visto il successo di un altro marchio italiano, l'Aprilia, con Marco Bezzecchi sul gradino più alto del podio.

E dove lo mettiamo il nuoto, con Thomas Ceccon e Gregorio Paltrinieri che fanno incetta di medaglie e titoli ovunque vanno. E cosa vogliamo dire di Mattia Furlani, campione dell mondo a Tokyo 2025 nel salto in lungo

Sembra veramente incredibile che negli ultimi 12 mesi sia accaduto tutto questo nel movimento sportivo nazionale e vedrete che sicuramente qualcosa accadrà ancora nel corso di questa stagione. Abbiamo citato tantissimi atleti italiani che hanno fatto suonare l'inno di Mameli ovunque, ragazzi silenziosi, che non cercano i rifelttori, capaci di trasmettere emozioni e valori rilevanti. Molti calciatori dovrebbero apprendere la loro lezione.

In tutto questo, manca clamorosamente la disciplina sportiva più ricca, lo sport nazionale per eccellenza: il calcio. Dove si collezionano fallimenti non solo a livello dei club in campo europeo, ma soprattutto continua a deludere la squadra azzurra che rischia nuovamente di non essere presente ai prossimi mondiali.



E' assente da un po' al vertice pure il ciclismo, che da qualche tempo non riesce a trovare uno o più eroi di casa, tanto da far sembrare di un'altra epoca l'epopea di gente come Francesco Moser, del compianto Marco Pantani, Gianni Bugno, Giuseppe Saronni o Vincenzo Nibali. E anche il basket negli ultimi tempi non ci regala particolari emozioni.

In attesa di un riscatto di calcio, ciclismo e basket, godiamoci quanto sopra riportato e chissà che all'elenco dei successi non si debba aggiungere a breve anche un altro momento magico firmato da Antonelli.

14 Mar [8:26]

Shanghai - Qualifica
Antonelli nella storia, prima pole

Massimo Costa - XPB Images

Entrare nella storia dalla porta principale. Andrea Kimi Antonelli, 19 anni, ha conquistato con la Mercedes, sul tracciato di Shanghai, la sua prima pole e diventa il più giovane ad esserci riuscito dal 1950, l'anno di nascita del Mondiale F1, a oggi. Nato a Bologna il 25 agosto 2006, Antonelli ha 19 anni e nelle statistiche tricolori, segue Giancarlo Fisichella, ultimo italiano a siglare una pole in F1. Il romano fece una vera impresa a Spa con la Force India nel 2009.

Dunque, dopo 17 stagioni, ritroviamo  un "nostro" pilota davanti a tutti al via di un Gran Premio. A dire la verità, Antonelli ci era già riuscito a Miami 2025, ma si trattava della qualifica Sprint e della gara Sprint, che non ha lo stesso valore e non fa statistica.

Antonelli ha perfettamente approfittato di un problema verificatosi sulla Mercedes di George Russell. Nel Q3, il  leader della classifica iridata appena uscito dai box si è fermato, non riusciva a far salire le marce. Dopo qualche attimo di smarrimento, Russell, con l'aiuto dei suoi ingegneri, è riuscito a ripartire per raggiungere i box. I tecnici Mercedes sono riusciti a risolvere il problema e a rimandare in pista Russell, ma soltanto per un tentativo a 3' dalla bandiera a scacchi. 

Da battere, il tempo di Antonelli che comandava la graduatoria con 1'32"064, ottenuto al secondo push dopo un iniziale 1'32"322. Russell si è fermato sul crono di 1'32"286 che gli permetterà di partire dalla prima fila nel Gran Premio, ma non dalla pole come accaduto a Melbourne e nella gara Sprint di stamane. Antonelli era stato anche il più veloce nella Q2 con 1'32"443.

Rispetto alla qualifica Sprint, il vento e le temperature più basse (18 gradi) che hanno caratterizzato la qualifica, non hanno permesso di raggiungere il crono di 1'31"520, la pole che aveva segnato Russell. E sempre in termini di confronto, tra la pole di Antonelli di 1'32"064 e quella del 2025 di Oscar Piastri di 1'30"641, passa una differenza di 1"423. A Melbourne, il divario dalla pole 2025 era stato di 3"4. Un concreto passo in avanti, ma c'è ancora tanto da lavorare per raggiungere le prestazioni a cui eravamo abituati.

La Ferrari ha migliorato non poco rispetto all'Australia e anche alla qualifica Sprint di venerdì. La differenza dalla prima delle Mercedes è scesa da 6-7 decimi a 0"351. Lewis Hamilton ha infatti siglato il terzo crono in 1'32"415 precedendo il compagno di squadra Charles Leclerc, quarto in 1'32"428. Una differenza minima tra i due ferraristi, 13 millesimi, ma che sottolinea come il sette volte iridato, in crisi lo scorso anno, con la SF-26 si trovi a meraviglia permettendogli di essere l'Hamilton che tutti abbiamo sempre ammirato.

Due Mercedes in prima fila, due Ferrari in seconda fila e... due McLaren-Mercedes in terza fila. Oscar Piastri è quinto in 1'32"550, molto vicino a Leclerc e a 0"486 da Antonelli. Anche la MCL40 sta progredendo. Lando Norris è sesto in 1'32"608. Il team principal Andrea Stella però, non è apparso troppo soddisfatto ed è comprensibile se consideriamo che negli ultimi due anni la McLaren ha vinto il titolo costruttori (e quello piloti la scorsa stagione) ed ora si ritrova ad essere la terza forza.

Applausi a non finire per Pierre Gasly. Il francese ha portato l'Alpine-Mercedes al settimo posto, un risultato certamente inaspettato. Gasly ha fatto la differenza nei confronti del compagno Franco Colapinto, 12esimo, e si è permesso di essere a meno di 3 decimi da Norris. A Melbourne, Gasly non era andato oltre il 14esimo tempo e in gara si era piazzato decimo con un bel recupero. Con il settimo posto dell'Alpine, i motori Mercedes hanno occupato cinque delle prime sette posizioni.

Sempre in difficoltà la Red Bull-Ford. Poco è cambiato tra la gara Sprint e la qualifica e non si è riusciti a trovare il bandolo della matassa. Max Verstappen è ottavo a 0"938 dal poleman, Isack Hadjar lo segue da vicino. Il decimo posto è andato al sempre efficace Oliver Bearman con la Haas-Ferrari, nuovamente più consistente del compagno Esteban Ocon, 13esimo.

Come accaduto nella qualifica Sprint, Nico Hulkenberg ha fallito di poco l'accesso al Q3 piazzandosi 11esimo. Un errore all'ultima curva nel finale del Q2, è costato caro a Gabriel Bortoleto, 16esimo. Il brasiliano è sembrato arrivare a velocità troppo sostenuta per affrontare la piega a sinistra ed è finito contro le barriere, seppur non con violenza in quanto rallentato dalla ghiaia.

Se a Melbourne le due Racing Bulls-Ford avevano ottenuto l'ingresso nel Q3, questa volta è andata peggio con Liam Lawson 14esimo e Arvid Lindblad 15esimo. Male ancora una volta la Williams-Mercedes, peggior team tra quelli con i motori tedeschi. Sia Alexander Albon sia Carlos Sainz non hanno superato il Q1 al pari di Aston Martin-Honda e Cadillac-Ferrari.

Sabato 14 marzo 2026, qualifica

1 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'32"064 - Q3
2 - George Russell (Mercedes) - 1'32"286 - Q3
3 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'32"415 - Q3
4 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'32"428 - Q3
5 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'32"550 - Q3
6 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'32"608 - Q3
7 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'32"873 - Q3
8 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'33"002 - Q3
9 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'33"121 - Q3
10 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'33"292 - Q3

11 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'33"534 - Q2
12 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'33"557 - Q2
13 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'33"538 - Q2
14 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'33"765 - Q2
15 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'33"784 - Q2
16 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 1'33"965 - Q2

17 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'34"317 - Q1
18 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'34"772 - Q1
19 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'35"203 - Q1
20 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'35"436 - Q1
21 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'35"995 - Q1
22 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'36"906 - Q1
14 Mar [4:44]

Shanghai - Gara Sprint
Russell "stoppa" la Ferrari

Massimo Costa - XPB Images

E' ancora George Russell a dettare legge in questo primo abbrivio del Mondiale F1 2026. Pole e vittoria a Melbourne, pole nella qualifica Sprint e primo posto nella gara Sprint a Shanghai. Questa volta però, la Mercedes di Toto Wolff non ha raccolto una doppietta perché Andrea Kimi Antonelli, dalla prima fila, è nuovamente partito male per il solito problema del turbo che non si è fatto trovare pronto.

Con soli 19 giri a disposizione, il bolognese ha tentato un poderoso recupero, ma una penalità di 10" per contatto alla prima curva dopo il via con Isack Hadjar, non gli ha permesso di fare meglio della quinta posizione finale.

La corsa, come il GP di Australia, è stata ravvivata nelle prime battute dall'intenso duello tra Russell e una Ferrari. Se a Melbourne era stato Charles Leclerc a dare battaglia alla Mercedes, a Shanghai è toccato a Lewis Hamilton confrontarsi con il connazionale. Fino al 6° giro, Russell e Hamilton si sono scambiati la prima posizione, un bel duello senza dubbio, ma come ci sta abituando questa Formula 1, generato dalla ricarica delle batterie.

Dopo il sesto passaggio, Russell è riuscito ad allungare leggermente su Hamilton, a sua volta impegnato da Leclerc. Il monegasco si è tenuto tranquillo nelle prime battute, poi ha avviato il suo assalto al compagno di squadra. Le due SF-26 si sono sfiorate più volte finché Leclerc ha avuto la meglio, ma ormai Russell era lontano.



A ricompattare il gruppo al giro 13, ci ha pensato il ritiro dell'Audi Sauber di Nico Hulkenberg in fondo al rettilineo dei box. Evento che ha chiamato la safety-car. La vettura civetta è rimasta in pista per tre tornate e al restart Russell non è stato impensierito da Leclerc, riuscendo a prendere quel vantaggio che ha saputo gestire fino alla bandiera a scacchi.

Hamilton  se l'è dovuta vedere con Lando Norris, salito terzo, ma il ferrarista è riuscito ad avere la meglio sul campione del mondo della McLaren-Mercedes, quarto all'arrivo davanti ad Antonelli che ha "piegato" Oscar Piastri. L'australiano alla ripartenza della safety-car aveva superato l'italiano, ma prima della linea di arrivo e così ha dovuto ridare la posizione per non incorrere in una penalità.

Quando è entrata la SC, la maggior parte ha infilato la corsia dei box per passare dalle gomme medie alle soft. Per Ferrari e McLaren, non è stato facile effettuare il pit-stop ad entrambe le vetture in un battito di ciglia. Sono invece rimasti in pista Liam Lawson, partito con le hard, e Oliver Bearman, che ha mantenuto le medie. Una scelta che si è rivelata vincente perché ha permesso al neozelandese della Racing Bulls-Ford di concludere settimo proprio davanti alla Haas-Ferrari di Bearman.



Nella gara Sprint vengono premiati con i punti i primi otto e tra questi non appare la Red Bull-Ford. Max Verstappen è scattato lentamente scivolando nelle ultime posizioni. Duro il recupero che lo ha portato a consumare le gomme più del previsto, ma la RB22 non ha un buon bilanciamento e brucia le Pirelli prima del previsto. Verstappen ha terminato nono mentre Hadjar dopo aver battagliato con il compagno di squadra è crollato al 15esimo posto.

Poca fortuna per Arvid Lindblad, subito in testacoda al primo giro e poi costretto al ritiro. Problemi tecnici anche per la Cadillac-Ferrari di Valtteri Bottas. Nessun punto per Esteban Ocon con la Haas-Ferrari, ancora battuto da Bearman. Pierre Gasly con la Alpine-Mercedes ha provato a prendersi la ottava posizione, ma si è dovuto accontentare della 11esima davanti alla Williams-Mercedes di Carlos Sainz. Sempre troppo lenta la Aston Martin-Honda.

Sabato 14 marzo 2026, gara Sprint

1 - George Russell (Mercedes) - 19 giri
2 - Charles Leclerc (Ferrari) - 0"674
3 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 2"554
4 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 4"433
5 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 5"688
6 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 6"809
7 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 10"900
8 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 11"271
9 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 11"619
10 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 13"887
11 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 14"780
12 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 15"753
13 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 15"858
14 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 16"393
15 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 16"430
16 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 20"014
17 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 21"599
18 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 21"971
19 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 28"241

Ritirati
Nico Hulkenberg
Valtteri Bottas
Arvid Lindblad

Il campionato piloti
1.Russell 33; 2.Antonelli, Leclerc 22; 4.Hamilton 19; 5.Norris 15; 6.Verstappen 8; 7.Bearman 7; 8.Lindblad 4; 9.Piastri 3; 10.Bortoleto, Lawson 2; 12.Gasly 1.

Il campionato costruttori
1.Mercedes 55; 2.Ferrari 40; 3.McLaren-Mercedes 18; 4.Red Bull-Ford 8; 5.Haas-Ferrari 7; 6.Racing Bulls-Ford 6; 7.Audi Sauber 2; 8.Alpine-Mercedes 1.
13 Mar [9:19]

Shanghai - Qualifica Sprint
Russell in pole, poi Antonelli

Massimo Costa - XPB Images

E' sempre Mercedes. La qualifica Sprint di Shanghai ha proposto nuovamente al vertice la Mercedes. La pole è finita nelle mani di George Russell, pulito e sicuro nella guida, quasi in scioltezza, sul tracciato cinese che presenta un tratto mista e due lunghi rettilinei. L'inglese ha attraversato le tre frazioni della sessione tenendo sempre la prima posizione: 1'33"030 nel Q1, 1'32"241 nel Q2 (entrambi svolti con le gomme medie come da regolamento), 1'31"520 nel Q3 con le Pirelli soft.

Alle sue spalle si è tenuto costantemente Andrea Kimi Antonelli. Alla fine, il divario dal compagno è stato di 0"289 avendo ottenuto il tempo finale di 1'31"809. Il 19enne bolognese è finito sotto investigazione nel Q2 quando, in uscita dai box, alla prima curva non ha evidentemente guardato gli specchietti ed ha ostacolato Lando Norris che stava arrivando veloce per lanciarsi nel suo giro cronometrato. L'inglese ha dovuto abortire il suo tentativo.

Prima fila tutta Mercedes dunque, e anche se la qualifica Sprint non fa statistica per quanto riguarda le pole, si ripete quanto visto a Melbourne. Rispetto all'Australia, passo in avanti della McLaren-Mercedes con Lando Norris ottimo terzo e in grado di scavalcare un pimpante Lewis Hamilton (quarto) per 20 millesimi. 

Norris ha battuto il compagno Oscar Piastri, che si è piazzato quinto, mentre Hamilton è stato costantemente più rapido di Charles Leclerc, sesto e a poco meno di 4 decimi dall'inglese. Riassumendo, il distacco dalla Mercedes di Russell rimane elevato per la concorrenza: Norris è a 0"621, Hamilton a 0"641, mentre Leclerc è crollato a 1"008. Per la cronaca, la Ferrari non ha utilizzato l'ala posteriore che fa le capriole impiegata nel turno libero. La McLaren nel Q3 ha fatto un solo tentativo con le soft a differenza della concorrenza.

La sorpresa del giorno arriva da Pierre Gasly che, come spesso gli capita, riesce a compiere miracoli. Il francese ha portato l'Alpine-Mercedes fino al Q3 e poi al settimo posto finale. Franco Colapinto invece, è risultato ultimo nel Q2 e dunque 16esimo. La "scommessa" di Flavio Briatore, che per l'argentino ha sacrificato nel 2025 Jack Doohan, continua a deludere.

Deludente la Red Bull-Ford. Max Verstappen si è lamentato del pessimo bilanciamento della RB22, è a 1"734 da Russell e si trova in una modestissima (per lui) ottava posizione. L'olandese nel suo giro finale è arrivato lungo all'ultima curva dopo avere sbraitato contro Gasly in uscita dalla penultima curva. Ma il francese non ha affatto ostacolato Verstappen, decidamente nervoso. Il suo compagno Isack Hadjar è invece decimo a mezzo secondo da Max.

Buon lavoro per Oliver Bearman che ha superato il Q2 e nel Q3 ha terminato nono con la Haas-Ferrari. Non ci è riuscito Esteban Ocon, 12esimo. Nico Hulkenberg, 11esimo con l'Audi Sauber, non è riuscito a entrare nel Q3 per appena 15 millesimi di differenza da Hadjar. Non una giornata positiva per la Racing Bulls-Ford, 13esima con Liam Lawson e 15esima con Arvid Lindblad che ha pagato il problema tecnico del turno libero, appena 6 giri percorsi.

Notte fonda per la Williams-Mercedes, elimnata con le due monoposto nel Q1. Stesso discorso, ma non è una novità, per la Aston Martin-Honda e per la Cadillac-Ferrari in pista con la sola vettura di Valtteri Bottas in quanto Sergio Perez è rimasto ai box per un problema al sistema carburante.

Per quanto riguarda il confronto con il 2025, nella qualifica Sprint, il gap è decisamente calato. Lo scorso anno, Lewis Hamilton segnò la pole in 1'30"849, ora Russell ha chiuso in 1'31"520, una differenza di 0"671.

Venerdì 13 marzo 2026, qualifica Sprint

1 - George Russell (Mercedes) - 1'31"520 - Q3
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'31"809 - Q3
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'32"141 - Q3
4 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'32"161 - Q3
5 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'32"224 - Q3
6 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'32"528 - Q3
7 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'32"888 - Q3
8 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'33"254 - Q3
9 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'33"409 - Q3
10 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'33"723 - Q3
11 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'33"635 - Q2
12 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'33"639 - Q2
13 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'33"714 - Q2
14 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 1'33"774 - Q2
15 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'34"048 - Q2
16 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'34"327 - Q2
17 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'34"761 - Q1
18 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'35"505 - Q1
19 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'35"581 - Q1
20 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'36"151 - Q1
21 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'37"378 - Q1
22 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - senza tempo - Q1
13 Mar [5:42]

Shanghai - Libere
Russell e Antonelli imprendibili

Massimo Costa  

Le cose sembrano andare un po' meglio sul circuito cinese di Shanghai, secondo appuntamento del Mondiale F1. La conformità del tracciato, come ci si aspettava, aiuta le monoposto a non avere particolari tempi "morti" con la batteria elettrica. I tempi lo confermano.

Se a Melbourne il divario tra il 2025 e il 2026 nelle varie sessioni, libere e qualifica, si aggirava costantemente sui 3" (poi 3"4 nel turno decisivo del Q3) a Shanghai si è partiti con una differenza, nell'unica sessione libera a disposizione in quanto in Cina vi è il format Sprint, di 1"237 tra il miglior crono odierno di George Russell e quello che aveva realizzato Lando Norris un anno fa. Precisamente, 1'32"741 l'inglese della Mercedes, 1'31"504 il connazionale della McLaren.

In 60 minuti, i team hanno quindi dovuto lavorare rapidamente per trovare il giusto set-up nelle varie condizioni delle mescole gomme e del carico carburante. Come a Melbourne, Il team Mercedes ha dominato con Russell, leader davanti al compagno Andrea Kimi Antonelli, 1'32"861 il suo tempo, 0"120 la differenza.

La Mercedes ha preceduto le due Ferrari per lungo tempo, ma staccate di 7-8 decimi. Nel finale è uscita allo scoperto la McLaren con Norris che si è piazzato in terza piazza, ma a 0"555 da Russell, e Oscar Piastri quarto a 0"731. Distacchi importanti come lo erano stati anche in Australia. Da notare che le power unit Mercedes hanno monopolizzato le prime quattro posizioni.

Le due Ferrari sono così scese al quinto e sesto posto con Charles Leclerc davanti a Lewis Hamilton. Il monegasco ha rimediato 0"858 da Russell, più lontano Hamilton a 1"388. Per la SF-26, difficoltà nel mandare nella giusta temperature le gomme. A Shanghahi, ha debuttato ufficialmente l'ala posteriore che fa le capriole, causa di un testacoda di Hamilton alla curva 9 il quale, per un ritardo della chiusura dell'alettone, ha perso il posteriore.

Momento complicato per Leclerc all'ultima curva quando è andato leggermente in ghiaia nelle battute finali della sessione, ma ne è uscito bene. Vedremo se l'ala posteriore Macarena (come viene chiamata nel paddock richiamando il movimento delle mani), o ala allo spiedo, definizione della stampa britannica, sarà utilizzata nella qualifica Sprint. A noi piace chiamarla l'ala che fa le capriole. A voi la scelta...

Bella prestazione di Oliver Bearman con la Haas-Ferrari, settimo a 1"685 dalla vetta. Per il britannico anche un testacoda. Il compagno Esteban Ocon è risultato 14esimo. Soltanto ottava la Red Bull-Ford con Max Verstappen, lontano dal vertice e con un gap di 1"800. Peggio ha fatto Isack Hadjar, 13esimo a 2"115. Buono spunto dell'Audi Sauber di Nico Hulkenberg, nono davanti alla Alpine-Mercedes di Pierre Gasly.

Chiude la top 10 la Racing Bulls-Ford di Liam Lawson. Sfortunato Arvid Lindblad che si è dovuto fermare a bordo pista per un problema elettrico dopo appena 6 giri. Giravolta di Franco Colapinto all'alba del turno, qualche difficoltà d troppo per le due Williams-Mercedes. Ha percorso diversi giri la Aston Martin-Honda. Fernando Alonso ha coperto 18 tornate, Lance Stroll 20, ma sono in fondo alla classifica assieme alle due Cadillac-Ferrari.

Venerdì 13 marzo 2026, libera

1 - George Russell (Mercedes) - 1'32"741 - 27 giri
2 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 1'32"861 - 28
3 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'33"296 - 28
4 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 1'33"472 - 27
5 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'33"599 - 27
6 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 1'34"129 - 25
7 - Oliver Bearman (Haas-Ferrari) - 1'34"426 - 27
8 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 1'34"541 - 24
9 - Nico Hulkenberg (Audi Sauber) - 1'34"639 - 26
10 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 1'34"676 - 27
11 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 1'34"773 - 29
12 - Gabriel Bortoleto (Audi Sauber) - 1'34"828 - 26
13 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 1'34"856 - 26
14 - Esteban Ocon (Haas-Ferrari) - 1'34"877 - 25
15 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 1'34"947 - 26
16 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'35"480 - 31
17 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 1'35"679 - 18
18 - Fernando Alonso (Aston Martin-Honda) - 1'35"856 - 18
19 - Valtteri Bottas (Cadillac-Ferrari) - 1'36"057 - 25
20 - Lance Stroll (Aston Martin-Honda) - 1'37"224 - 20
21 - Arvid Lindblad (Racing Bulls-Ford) - 1'37"896 - 6
22 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 1'39"200 - 13
12 Mar [13:48]

Shanghai "salverà" l'immagine
della F1 per la ricarica batterie?

Massimo Costa

Cosa accadrà questo fine settimana sul circuito di Shanghai, sede della seconda prova del Mondiale F1? Rivedremo la triste sceneggiatura che vuole i piloti coinvolti a rallentare più volte durante un solo giro per ricaricare le batterie elettriche come accaduto a Melbourne? Il tracciato australiano è stato sicuramente uno dei peggiori in questo senso, con diversi tratti rapidi, poche curve a bassa velocità, mancanza di zone ripetute con forti frenate.

L'autodromo di Shanghai è diverso. Presenta un lungo rettifilo di arrivo, e qui potrebbero sorgere problemi, per il resto tra frenate e curve a bassa velocità, potrebbe aiutare ad avere un migliore recupero di energia rispetto a Melbourne. Sulla carta, l'unica difficoltà presente in Cina potrebbe essere rappresentata dal solo rettilineo principale. Come mostra l'elenco completo che vi mostriamo (preso da The-Race), Shanghai è uno di quei circuiti in cui il limite massimo consentito - aumentato in alcuni circuiti a 9 MJ - è stato esteso perché la FIA ritiene che il recupero debba essere semplice.



The-Race spiega che poiché Shanghai rientra nella fascia più alta dei tracciati in cui il recupero energetico può essere massimizzato – è uno dei 12 circuiti di questa categoria superiore in cui sono consentiti 9 MJ di ricarica – ci offrirà l'opportunità di vedere queste auto al meglio.

L'Australia, al contrario, è uno dei quattro tracciati nella fascia più bassa, con un limite massimo di ricarica in qualifica di 7 MJ. Il Red Bull Ring ha lo stesso valore, a Jeddah è limitato a 6,5 MJ e Monza ha il limite più basso in assoluto: appena 6,5 MJ.

Come parte delle procedure FIA per quest'anno, la ricarica consentita su ogni circuito verrà modificata per motivi di sicurezza. Ciò rientra nel regolamento tecnico, che consente di ridurre la ricarica dagli 8,5 MJ standard fino a 5 MJ, se lo desiderano, laddove le strategie di recupero richieste per raggiungere il limite di cui sopra siano eccessive.

Regolamenti separati consentono inoltre di aumentare il limite a 9 MJ su quei circuiti in cui il recupero è facile e una maggiore potenza potrebbe essere utile. Questo per "garantire che la velocità massima della monoposto di F1 rimanga compatibile con la progettazione e la costruzione del circuito in questione".

Insomma, tutto appare complicato e appare certamente bizzarro che la F1 debba sperare che il calendario offra circuiti favorevoli alla ricarica delle battere, quelli mediamente veloci. Viene da sorridere e ci si chiede cosa accadrà a Spa, a Monza, per esempio, dove le monoposto e i piloti esaltano le proprie qualità velocistiche. Il sale della F1.
11 Mar [17:28]

Sakhir e Jeddah cancellate?
Ballano 95 milioni di dollari...

Massimo Costa - XPB Images

Il campionato FIA WEC è stato il primo a non farsi troppi problemi e a cancellare l'evento di apertura stagionale che era in calendario a Losail (Qatar) il 28 marzo. La guerra scatenata da USA e Israele contro l'Iran incombe sempre più nel Medio Oriente, con Paesi come Qatar, Bahrain, Dubai, Abu Dhabi, divenuti improvvisamente pericolosi e colpiti giornalmente da missili e droni iraniani.

La capitale del Bahrain, Manama, è stata attaccata da missili iraniani, mentre anche alcune località in Arabia Saudita sono state prese di mira. Proprio lunedì, secondo l'agenzia di stampa statale Bahrain News Agency, 32 persone sono rimaste ferite nei pressi della capitale Manama, dopo un attacco con un drone iraniano. Colpiti anche hotel importanti che hanno spesso ospitato il personale F1, centrati anche gli aeroporti di Dubai e Doha.

La Formula 1, al contrario del WEC, sta ragionando. Il weekend del 12 aprile è in programma il GP di Formula 1 in Bahrain, oltre a Formula 2 e Formula 3. Tra l'altro, a Sakhir sono previsti test collettivi per le due categorie cadette dal 25 al 27 marzo. Il 19 aprile invece, è in calendario il GP di Arabia Saudita a Jeddah (che ospiterebbe anche la F2). Inutile sottolineare che la cancellazione di questi due eventi è assolutamente necessaria.

Ma perché, dicevamo, Liberty Media attende? Spera forse in un improvviso stop della guerra per mandare (pericolosamente) la F1 e tutto ciò che la circonda in Bahrain? Sempre poi che venga accettato di affrontare una simile trasferta. Probabilmente, si sta cercando di capire come rimpiazzare Sakhir e Jeddah.

Nel periodo del Covid, fu facile trovare date a disposizione, ora con un calendario di F1 che comprende altre 22 gare, appare alquanto complicato trovare settimane libere. Impossibile ricollocare Bahrain ed Arabia Saudita nel periodo estivo, per motivi logistici e per le alte temperature di quel periodo nei suddetti Paesi. E non è detto poi che la guerra si concluda per l'estate. Riorganizzare le gare saltate a fine anno forse? Chissà, dopo Abu Dhabi magari, ma si arriverebbe troppo vicino al Natale, non il massimo per tutto il personale.

E allora si potrebbero piazzare i due eventi in odore di cancellazione da altre parti, in Europa, o ripetere in due settimane gare sullo stesso circuito, come fu fatto nel periodo Covid con Spielberg e Silverstone. Si vocifera di Imola, Portimao, Le Castellet, Istanbul (anche se pure la Turchia deve vedersela con droni iraniani), ma tutto appare molto complicato. Organizzare un GP di F1 in poche settimane è praticamente impossibile per le spese di gestione, per il breve periodo in cui vendere i biglietti, eccetera.

Nel 2011, il GP di Sakhir fu cancellato per disordini locali, una insurrezzione contro i reali verificatasi proprio nei giorni del weekend di gara. Bernie Ecclestone aveva poi affermato che il Bahrain aveva comunque pagato la quota di partecipazione. Piuttosto difficile che ora si verifichi la stessa cosa, anche perché all'epoca tutta la F1, e anche la GP2, era già sul posto, oggi la situazione è ben diversa.

Quanto perderebbe allora Liberty Media nel non vedere la F1 correre a Sakhir e Jeddarh. E' presto detto: 55 milioni di dollari dall'Arabia Saudita, 45 milioni di dollari dal Bahrain. Tottale, 95 milioni. Cifra pesante, come ha riportato l'inglese The Indipendent, che fa riflettere. Anche per questo, forse, in Liberty Media stanno facendo melina... 

Dalla F2 già ci dicono che sia i test sia il weekend di gara non si terranno. Aspettiamo nel fine settimana di Shanghai l'ufficialità che, ovviamente, coinvolgerà anche la F1. Per F2 e F3 sarà più semplice trovare date e circuiti per recuperare l'evento di Sakhir e Jeddah (per la sola F2).

11 Mar [15:21]

BYD valuta l’ingresso nel Circus
Possibile sbarco della Cina nelle corse?

Michele Montesano

Come succedeva nella corsa all’oro nel far west o nella lotta per chi voleva sbarcare per primo sulla luna negli anni ‘60, sempre più costruttori si affacciano in Formula 1. Gli ultimi della lista, se consideriamo solamente la stagione appena iniziata, portano il nome di Audi e Cadillac. Ma, dopo tedeschi e americani, all’orizzonte si scorge la bandiera cinese con un colosso dell’automotive come BYD, che sta sondando un possibile ingresso nel Circus.

L’indiscrezione, rilanciata da Bloomberg e ripresa da diverse testate internazionali, descrive una fase di valutazione strategica da parte dell’azienda. Più volte accostato alla Formula E, visto anche il focus sulla produzione di vetture elettriche, attualmente non esiste alcuna decisione ufficiale, ma il gruppo cinese starebbe analizzando diverse opzioni per avvicinarsi alla Formula 1 (in basso un'elaborazione grafica fatta con l'AI di un'ipotetica monoposto BYD).

Come detto in precedenza, negli ultimi anni il Circus ha attirato nuovi protagonisti e Case automobilistiche, complice anche l’evoluzione del regolamento tecnico che nel 2026 rende le power unit ancora più orientate verso l’elettrificazione e l’efficienza energetica. Questa direzione tecnica è particolarmente in linea con la strategia industriale di un costruttore come BYD, la cui crescita è stata costruita proprio sullo sviluppo di motorizzazioni elettriche e ibride.



Fondata come produttore di batterie poco più di vent’anni fa, l’azienda ha conosciuto una crescita esponenziale. Nel giro di due decenni è diventato il più grande costruttore cinese per volumi di veicoli elettrici e ibridi venduti, arrivando persino a superare Tesla nelle vendite globali di auto elettriche. Parallelamente, il gruppo ha iniziato a espandere in modo sempre più aggressivo la propria presenza sui mercati internazionali, con particolare attenzione all’Europa, all’America Latina e ad altre aree strategiche.

Proprio questa espansione globale rappresenta uno dei motivi principali dietro l’eventuale interesse verso il motorsport. Le competizioni automobilistiche, e in particolare la Formula 1, rappresentano infatti una delle piattaforme mediatiche più potenti per costruire la reputazione di un marchio a livello internazionale. Per un costruttore che punta a rafforzare la propria immagine tecnologica e ad aumentare la riconoscibilità del brand nei mercati occidentali, la presenza in un campionato come la Formula 1 può avere un valore strategico enorme.

BYD ha già dimostrato di voler investire in maniera aggressiva nella comunicazione per sostenere questa crescita. Negli ultimi anni il marchio ha aumentato in modo significativo la propria presenza pubblicitaria in eventi internazionali di grande visibilità, come gli ultimi campionati europei di calcio. A mancare, però, è l’ingresso nel motorsport. Cosa che anche gli altri costruttori cinesi, con respiro più internazionale, non hanno ancora fatto.



Al vaglio ci sono diversi campionari come la già citata Formula E o il FIA WEC, ma solamente la Formula 1 è in grado di fornire il giusto appeal a Case, tifosi e pubblico. Il campionato ha già mostrato negli ultimi anni una forte apertura verso nuovi costruttori e nuovi mercati. Anche la Federazione Internazionale dell’Automobile ha più volte sottolineato l’interesse per una maggiore rappresentanza globale nel campionato, inclusa la possibilità di avere un team cinese.

Un eventuale ingresso di BYD, potrebbe quindi avere un valore strategico anche per la Formula 1 stessa. La presenza di un costruttore cinese contribuirebbe ad aumentare ulteriormente la popolarità del campionato nel mercato asiatico e in particolare in Cina, un paese con un enorme potenziale di crescita per lo sport.

Sebbene sia decisamente troppo presto per fare delle ipotesi, lo scenario più realistico sarebbe quello che vede BYD entrare gradualmente in un team già presente in griglia o diventare partner tecnico di una squadra. Senza contare che il colosso cinese potrebbe entrare anche con uno dei suoi marchi premium come Yangwang (nella foto sopra) o Denza. Ad oggi, però, non ci sono né conferme né tantomeno smentite in merito, ma qualora BYD decidesse di entrare in Formula 1 potrebbe essere il primo costruttore cinese a sbarcare nel motorsport globale.
10 Mar [20:38]

Lindblad, un debutto da urlo
Libere, qualifica e gara al top

Massimo Costa - XPB Images

C’erano molti dubbi sull’approdo di Arvid Lindblad in F1 nel team Racing Bulls, una delle ultime decisioni prese da Helmut Marko prima che gli venisse dato il ben servito dalla dirigenza Red Bull. Una mossa azzardata pareva, per via della non troppa esperienza e dei risultati non eclatanti conseguiti. Terzo nella F4 italiana nel 2023 dopo che sembrava avesse in pugno il campionato con sei vittorie conseguite, quarto nella Formula 3 dove era stato spedito da Marko saltando la Regional (quattro i successi), poi subito dopo la Formula 2, sesto e tre primi posti all’attivo.

L’unico campionato vinto, la Regional Oceania disputata tra gennaio e febbraio 2025, prima della F2. Riassumendo, Lindblad non ha mai avuto l’opportunità di ripetere una categoria nella quale si è cimentato. Bravo, si diceva, ma ancora non pronto per il salto in F1. Riuscirà a gestire la pressione questo ragazzo di appena 18 anni, nato in Gran Bretagna, nel Surrey, da padre svedese che da giovane praticava motocross e madre di origini indiane che opera nel campo della finanza?

E’ presto detto: nei test pre campionato, si è rapidamente adattato alle difficoltà richieste dalle nuove monoposto di F1, si è portato subito al livello del compagno Liam Lawson mostrando una eccellente preparazione fisica e una attitudine positiva che è piaciuta al team con base a Faenza. Ma come si comporterà a Melbourne? Semplicemente meravigliosamente, la risposta. Lindblad si è presentato al mondo con un quinto tempo nel primo turno libero, è rimasto in top 10 nella seconda sessione dove si è piazzato ottavo, infine 11esimo nel terzo turno. E sempre davanti al più esperto compagno Liam Lawson.

In qualifica, ottavo nel Q1 e nuovamente ottavo nel Q2, con Lawson nono in entrambe le frazioni. Nel decisivo Q3, Lindblad si è piazzato nono con un giro non perfetto e sopravanzato da Lawson, ottavo. Ma in ogni caso, splendido debutto perché superare il Q1 e il Q2 nella prima avventura in F1 è tanta roba. Ed ecco che arriva il giorno del suo primo Gran Premio di F1, un sogno che diviene realtà. Lui è in quinta fila, Lawson in quarta, ma stalla allo spegnersi dei semafori venendo evitato con una prontezza di riflessi pazzesca da Franco Colapinto.

Lindblad, invece, parte come un razzo e dopo le prime curve si ritrova incredibilmente terzo. “E’ stato qualcosa da non credere, come tutto il fine settimana”, ha poi commentato Arvid. Consapevole che quella, la terza, non fosse la sua posizione “reale”, o meglio, la posizione della sua Racing Bulls, Lindblad intelligentemente non ha battagliato più di tanto con chi sapeva essere più competitivo di lui, come la Ferrari di Lewis Hamilton e la Red Bull di Isack Hadjar.

Fatto tutto bene, pit-stop compreso, l’inglesino ha poi ingaggiato battaglie vere e proprie con i suoi pari, la Haas, l’Alpine, la sorprendente Audi Sauber. E per qualche giro, si è tolto la soddisfazione di tenersi dietro con grinta Max Verstappen. Nel finale, sfuggitogli Oliver Bearman, si è ben difeso da Gabriel Bortoleto conquistando alla sua prima gara in F1 4 punti preziosi per sé e per la Racing Bulls. Come ha detto lui, da non credere.
10 Mar [12:11]

Bocciate le nuove regole
Modifiche dopo Shanghai?

Massimo Costa - XPB Images

Le critiche dei piloti, degli appassionati, di tutti i media, hanno improvvisamente svegliato i timonieri della Formula 1. Sotto accusa, la ricarda delle batterie che costringono i piloti ad alzare il piede in continuazione svilendo la prestazione. Possibile che nessuno avesse pensato a ciò? Il paravento che il tracciato di Melbourne presenta pochi punti in cui frenare o rallentare non sta in piedi. Stiamo parlando di Formula 1, non di gare con i carretti.

Ecco allora che dopo Shanghai di questo fine settimana (siamo curiosi di vedere cosa accadrà nei due lunghi rettilinei del circuito cinese) ci sarà il tempo per verificare se cambiare qualche cosa. Sotto esame la gestione dell'energia, come rivedere la raccolta e la distribuzioine della stessa. Magari aumentando la potenza del super clipping per caricare le batterie più facilmente o aumentare la potenza del motore a combustione interna.

Nikolas Tombazis, direttore delle monoposto FIA, ha dichiarato: "La posizione unanime dei team era che avremmo dovuto mantenere le attuali disposizioni per le prime gare e riesaminare la questione quando avessimo avuto più dati. La nostra intenzione è di rivedere la situazione della gestione energetica dopo la Cina. Abbiamo qualche asso nella manica in merito, che non volevamo introdurre prima di Melbourne come reazione impulsiva, e che esamineremo con i team dopo la Cina."

Migliorare la situazione senza... peggiorarla. Questo deve essere alla base di tutto. La fretta può anche essere cattiva consigliera. Ma la domanda è: come è possibile che nessuno degli ingegneri, dei motoristi, iper esperti, non abbia previsto quel che si è visto a Melbourne?  Ricordiamo che le prime simulazioni che coinvolsero i piloti, almeno due anni orsono, furono ampiamente criticate. Eppure nessuno li ha ascoltati e si è proseguiti su questa via.

Secondo indiscrezioni, pare che a volere l'ormai tristemente famoso 50-50 tra termico ed elettrico, sia stata l'Audi. Poneva questo come condizione per entrare in Formula 1, soluzione ben accolta da Mercedes e Ferrari, poi da Honda e Cadillac. Tutto nel nome dell'ibrido rivolto alle auto stradali. Per favorrire l'ingresso di due nuovi costruttori, Audi e General Motors, Liberty Media e FIA non ci hanno pensato su troppo partorendo l'obbrobrio che abbiamo tutti visto a Melbourne. E lo chiamano progresso...
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