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Kubica con Alfa nella FP1 in Bahrain,
in attesa di definire i programmi 2021

Jacopo Rubino - XPB Images

Robert Kubica è pronto a tornare al volante dell'Alfa Romeo Rac...

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Mondiale Rally

Niente ritiro per Ogier:
resta in Toyota per il WRC 2021

Jacopo Rubino

Il ritiro può attendere: Sebastien Ogier ha deciso di proseguire almeno per un altro anno ...

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26 Nov [10:55]

Kubica con Alfa nella FP1 in Bahrain,
in attesa di definire i programmi 2021

Jacopo Rubino - XPB Images

Robert Kubica è pronto a tornare al volante dell'Alfa Romeo Racing. Il pilota polacco domani sarà in azione nel primo turno di prove libere del Gran Premio del Bahrain, guidando la monoposto di Kimi Raikkonen: il finlandese scenderà quindi in pista dal secondo turno. Per Kubica, attuale collaudatore della scuderia svizzera, sarà la quarta FP1 del 2020 dopo quelle disputate nei weekend di Stiria, Ungheria e del 70° Anniversario. Non c'è ancora la conferma ufficiale ma potrebbe essere in azione anche nel venerdì di Abu Dhabi, ultima tappa del calendario di Formula 1.

Si va verso l'epilogo di mesi davvero intensi: da agosto ha dovuto conciliare l'impegno in Formula 1 con quello nel DTM, affrontato al volante della BMW clienti del team ART Grand Prix. La sua prima partecipazione nella serie tedesca si è conclusa a ottobre con tre arrivi in zona punti, tra cui un sorprendente podio a Zolder. "Fra l'incarico al simulatore e il programma nel DTM, la sensazione è che il tempo sia trascorso molto in fretta", ha raccontato il quasi 36enne di Cracovia.

"Quello di Sakhir è un circuito che conosce bene, e questo ci darà una mano", ha aggiunto il responsabile della squadra, Frederic Vasseur. Senza dimenticare che proprio in Bahrain, nel 2008, Kubica siglò l'unica pole della carriera in F1: era portacolori BMW Sauber, quella che oggi è proprio l'Alfa Romeo Racing.

Ancora da definire, invece, i piani 2021. Combinare F1 e DTM, e le relative trasferte, non è stato facile, a maggior ragione con i calendari compressi dopo l'emergenza Coronavirus. In una intervista a Sokolim Okiem, sito specializzato del suo Paese, Robert ha affermato: "Credo che la mia prossima stagione sarà un po' diversa. Devo trovare il giusto equilibrio per la preparazione fisica e mentale, che nel lungo periodo è importante". Il desiderio principale è quello di continuare a gareggiare: "Ho un paio di progetti interessanti all'orizzonte, in categorie dove sarei interessato a misurarmi. La mia priorità sarebbe il Super GT in Giappone, se potessi scegliere, ma per adesso non è stata realizzabile".

Sarà ancora riserva in F1, mettendo a disposizione la sua conclamata capacità di messa a punto? "Se facessi anche altro, non potrei presenziare a 23 Gran Premi di F1. La decisione dipenderà da cosa sarebbe richiesto", ha spiegato. "Certamente non vorrei girare per aeroporti e andare alle gare solo per guardarle su uno schermo e seguire i riferimenti cronometrici. Sono una persona ben organizzata e ora dobbiamo capire cosa sia fattibile e cosa no".

25 Nov [17:10]

Finire la stagione al terzo posto:
difficile, ma la Ferrari può provarci

Jacopo Rubino

Il pazzo Gran Premio di Turchia, con Sebastian Vettel a podio e Charles Leclerc quarto, ha regalato alla Ferrari un inaspettato bottino di punti, 27, e una nuova prospettiva: andare a caccia del terzo posto nel Mondiale di Formula 1, che alla vigilia di Istanbul sembrava ormai fuori portata. Ma a volte basta una domenica per cambiare tutto. Restano tre tappe in calendario, l'idea non è impossibile ma sa di impresa, vedendo la Racing Point terza a +24, la McLaren a +19, la Renault a +6. Al Cavallino servirà fortuna, ma soprattutto una vettura competitiva. Ed è questo l'aspetto base, anche per guardare al 2021 con maggiore ottimismo.

Le novità aerodinamiche introdotte dalla trasferta di Sochi, pur di piccola entità, hanno via via condotto la SF1000 sulla strada corretta, specialmente ripensando al fondo toccato in Belgio. L'esame Bahrain, dove si disputano i due prossimi round, si preannuncia però tosto: a Sakhir conta molto il propulsore, attuale debolezza della Rossa che stando al team principal Mattia Binotto è sotto di "40 o 50 cavalli" rispetto alla Mercedes (il cui V6 equipaggia, nello specifico, la Racing Point). L'anno prossimo, con una power unit riprogettata, c'è comunque fiducia di poter colmare parte del gap.

Ma torniamo a oggi: in Bahrain inutile basarsi sulle edizioni precedenti, con le vittorie 2017-2018 di Vettel e quella sfuggita nel 2019 per un problema tecnico a Leclerc, che al sabato aveva siglato la prima pole della carriera in F1. La Ferrari 2020 non è una macchina competitiva quanto le precedenti, e di certo non gode di vantaggi motoristici. Anzi, per questo potrebbe essere persino più ostica la seconda gara mediorientale, sul cosiddetto "Outer Circuit" in cui le velocità medie saranno elevatissime, quasi al livello di Monza. Uscirne in modo positivo sarebbe una enorme iniezione di fiducia.

"L'obiettivo è prolungare il trend degli ultimi cinque Gran Premi, che ci hanno visto recuperare un po' di competitività rispetto ai nostri avversari diretti di quest'anno", ha confermato il direttore sportivo Laurent Mekies. Il francese farà di nuovo le veci di Binotto, il quale resterà Maranello per coordinare il lavoro di sviluppo in sede.

Agguantare la terza posizione in graduatoria resta difficilissimo, ma la Ferrari, ora soltanto sesta, potrebbe almeno evitare il peggior piazzamento finale dal 1980. Dal 1981 non va sotto al quinto posto (ma grazie a Gilles Villeneuve arrivarono due vittorie), e al quarto dal 2014. Una piccola toppa a questa stagione deludente si può ancora mettere, ma poi bisognerà voltare pagina.

25 Nov [12:30]

Brawn parla di Covid, calendari,
Domenicali e del futuro della F1

Massimo Costa - XPB Images

Quando parla Ross Brawn, bisogna sempre prestare molta attenzione. L'ex ingegnere di Benetton e Ferrari, capace di vincere un Mondiale F1 con un proprio team al debutto e cederlo alla Mercedes, di cui è stato il primo timoniere, è da qualche anno il responsabile sportivo di Liberty Media. Brawn e Liberty Media, fino alla conclusione della stagione 2019 avevano migliorato tantissimo l'immagine nel mondo della F1, prima ingrigita dalla presenza del suo ex boss Bernie Ecclestone. L'arrivo del Covid-19 ha traumatizzato l'ambiente, ma la reazione di chi ha in mano la "baracca" è stata fenomenale. E mentre l'ex Ecclestone sosteneva che la soluzione migliore era quella di non correre (mandando in fallimento tutti evidentemente), Brawn e Liberty Media si sono inventati una stagione pazzesca che, come poi spiega Brawn, con la precedente struttura dello stesso Ecclestone sarebbe stato impossibile creare. In questa intervista alla Gazzetta dello Sport, mister Ross spiega molti aspetti attuali e futuri della F1:

"Fortunatamente la F1 è uno sport fondato su protocolli e procedure e questo ci ha aiutato. Quando siamo tornati dall’Australia eravamo scioccati, non sapevamo che cosa fare, cosa sarebbe accaduto, se avremmo potuto correre ancora quest’anno. Per alcuni giorni non capivamo come comportarci, poi uno scenario ha cominciato a prendere forma, un’idea ha iniziato a fare capolino. Abbiamo costruito una bella relazione con i team e la FIA, e siamo stati in grado di trovare una soluzione. Devo dire che se fosse accaduto soltanto cinque anni fa avremmo fatto fatica a trovare una soluzione perché allora non avevamo la stessa struttura e organizzazione. Siamo riusciti a imbastire un campionato che a marzo appariva complicato, disputando pure delle belle gare, perché grazie alle circostanze abbiamo avuto l’opportunità di ritornare su piste storiche o inedite come il Portogallo. Sì sono orgoglioso di quello che abbiamo ottenuto".

Brawn poi parla dell'aspetto economico e dei calendari: "La F1 stava attraversando una fase di forte crescita e noi eravamo molto contenti di come stavano andando le cose a fine 2019. Poi, ci è capitata questa crisi che nessuno poteva prevedere e che ha ridotto fortemente gli incassi nostri e dei team. Noi come Formula One Group abbiamo fatto tutto ciò che era in nostro potere per fare in modo che i team potessero sopravvivere. Non ne abbiamo perso alcuno e questo è ciò che conta. Ora sono convinto che ci attenda un bel futuro".

"Quest'anno abbiamo visto belle gare a Imola come in Portogallo e Turchia, per il 2021 per la data del 25 aprile è tutto aperto, vediamo come si sviluppa la questione. Ovviamente siamo dispiaciuti di non poter andare in Vietnam, ma troveremo un candidato forte. Per il calendario l'aspetto economico sarà comunque preponderante, vogliamo tornare a una situazione normale e dunque con una forte considerazione dal punto di vista commerciale. Alcuni Paesi saranno in una posizione migliore rispetto ad altri, perché potranno fare delle migliori offerte commerciali, e di questo dobbiamo tenere conto. Perché noi dobbiamo tornare al normale livello finanziario il più in fretta possibile. Quindi l’aspetto commerciale avrà un peso maggiore rispetto al 2020».

Brawn spiega come affrontare i problemi Covid-19 nel corso del 2021: "L’Australia al momento gode di una buona posizione dal punto di vista del Covid. Per ora non ha ancora deciso come gestire gli Open di tennis, ma le cose stanno cambiando rapidamente e sono ottimista. Credo che l’Australia sappia che la comunità della F1 sa come comportarsi responsabilmente nel visitare un Paese. E poi arriverà il vaccino. Ecco, mi ricordo che quando ho iniziato a lavorare in F1, eravamo abituati a vaccinarci per andare in alcuni Paesi. Rifarlo adesso sarebbe un compromesso ragionevole".

Poco cambierà nel format dei weekend dei Gran Premi, come dice Brawn: "L’esperimento di Imola sul format dei due giorni, era legato a ragioni logistiche, al fatto che le macchine arrivavano dal Portogallo, ed ha mostrato cose positive e altre meno. Ma è una possibilità che ci teniamo in tasca, anche se non sarà la normalità. Diciamo che, in caso di necessità, possiamo contare su una buona soluzione. Ma nel 2022, il venerdì sarà differente: ci saranno solo due turni di prove al pomeriggio e meno aree su cui si potrà lavorare. Questo permetterà ai team, a fronte di un calendario più ricco e di venire ai circuiti un giorno più tardi. Rotazione del personale? Questo dovrebbe essere l’approccio dei team. Una volta avevamo 18-19 gare, ma un sacco di test tra una corsa e l’altra, prima della fine della stagione e al termine. E i team ruotavano il personale".

Infine un accenno all'arrivo di Stefano Domenicali al posto di Carey: "Si apre una nuova fase. Chase è stato perfetto in quel ruolo alla fine dell’era Ecclestone, perché è un uomo d’affari molto esperto e intelligente. Ha preso il controllo della situazione, ha dato la direzione che serviva. Stefano è perfetto per la prossima tappa di evoluzione della F1, ha ovviamente una più approfondita conoscenza del mondo dei GP e ciò è buono. Chase ha creato le fondamenta commerciali di cui avevamo bisogno, con un Patto della Concordia più trasparente e chiaro di quello attuale. Ora Stefano può portare la sua identità. Sarà differente da Chase, sarà un altro periodo eccitante. Il mio ruolo resterà molto simile, in F1 quando raggiungi un obiettivo, ti accorgi di quanti altri ne devi ancora ottenere. Stanno arrivando nuove regole. La prossima sfida riguarda la sostenibilità ambientale. Insomma, risolto un problema, te ne si presenta subito un altro. Credo che con Stefano identificheremo quali saranno le mie priorità per il futuro".

24 Nov [10:44]

Prove di gomme 2021 in Bahrain:
venerdì due set extra per ogni pilota

Jacopo Rubino - XPB Images

Le prove libere di Formula 1 del Gran Premio del Bahrain avranno una variabile tecnica in più. Nella giornata di venerdì ogni pilota disporrà di due set aggiuntivi di gomme Pirelli con mescole 2021, che si aggiungeranno all'allocazione base del fine settimana. In questo modo l'azienda italiana potrà raccogliere dati per la prossima stagione. La specifica in collaudo a Sakhir sarà la C3, quella che per il fine settimana è stata designata come media. Un programma simile è fissato anche per l'ultima tappa in calendario ad Abu Dhabi, dove in FP2 verrà valutata la futura mescola C4, di una gradazione più morbida.

Già in Portogallo la Pirelli aveva potuto testare insieme alle squadre i pneumatici 2021 sperimentali, durante i primi 30 minuti del turno di venerdì pomeriggio: un'occasione che il responsabile Mario Isola aveva definito "molto utile". La prova era stata "cieca", senza che i team ricevessero informazioni sulle caratteristiche delle varie gomme assegnate.

Bisogna ricordare che le coperture del prossimo campionato rimarranno figlie di quelle 2019, seppur con opportuni adattamenti. Al termine dello scorso anno le scuderie avevano espresso parere contrario contro le evoluzioni pensate per il 2020, preferendo proseguire sulla vecchia specifica. È poi arrivato il Coronavirus, con la rivoluzione aerodinamica posticipata dal 2021 al 2022 (assieme al debutto dei cerchi da 18 pollici) e la decisione unanime di mantenere le attuali monoposto per un ulteriore campionato, pneumatici compresi.

Per quanto riguarda il fine settimana alle porte, Pirelli ha scelto di fornire mescole più morbide rispetto al 2019: ci saranno quindi C2 (hard), C3 (medium) e C4 (soft), che verranno mantenute anche per il successivo evento denominato GP di Sakhir, in programma sull'inedito e velocissimo "Outer Circuit" da 3543 metri. In Bahrain la F1 non ha mai corso in questo periodo, ma le condizioni climatiche attese sono tutto sommato simili a quelle abituali, fornendo una buona base di partenza.

23 Nov [12:19]

Conferma di Albon, motore 2022:
la Red Bull deve ancora decidere

Jacopo Rubino

Secondo pilota e futura power unit: restano due importanti questioni in sospeso in casa Red Bull. Tutto potrebbe restare immutato, tenendo sia Alex Albon che il motore Honda, pur senza supporto della casa giapponese che lascerà la Formula 1 a fine 2021, ma ad oggi niente è stato realmente definito.

La fine di novembre era considerata cruciale per il destino di Albon: a Portimao e Imola ha deluso ancora, ma nell'ostica tappa in Turchia ha dato segnali di ripresa. Ottima la sua qualifica (quarto), e in gara poteva far più di settimo senza un testacoda, trappola in cui è però caduto anche il compagno Max Verstappen. "È stato un buon weekend, abbiamo provato alcune regolazioni che hanno reso la macchina più prevedibile. È un po' frustrante aver raccolto così poco, ma ci sono tanti aspetti positivi", ha sottolineato l'anglo-thailandese. "Sono fiducioso, abbiamo preso la direzione giusta. Dalla mia parte le cose stanno migliorando, non vedo l'ora di andare in Bahrain".

Bahrain che, a questo punto, non appare più da dentro o fuori: il consulente Helmut Marko sembra aver posticipato la scadenza della decisione. "Abbiamo sempre detto che la valutazione verrà fatta dopo Abu Dhabi", ha affermato a Sky Deutschland Eppure le parole del team principal
Christian Horner in Portogallo davano indicazioni differenti. Buon segno per Albon, comunque, avere più tempo del previsto. Marko gli ha tirato le orecchie per l'errore di Istanbul ("ha buttato il via podio"), ma gli ha riconosciuto di aver condotto fino a lì "una buona corsa".

In alternativa, sul tavolo Red Bull restano i nomi di Sergio Perez o Nico Hulkenberg, mai passati dal proprio vivaio ma solidi, esperti e veloci. Il messicano una dimostrazione in più l'ha data proprio in Turchia, conquistando la piazza d'onore. La Red Bull è ormai la sua unica chance per restare in F1 nel 2021, ma ha confessato: "Non è qualcosa nelle mie mani". E anche Hulkenberg, intervistato da Servus TV (canale di proprietà... Red Bull), ha ripetuto lo stesso concetto: "Non dipende da me. Al momento è tutto abbastanza fermo, ci vorrà un po' perché ci sia davvero chiarezza". Il tedesco ci ha persino scherzato su, rivelando che il suo unico contratto firmato è stato per un... mutuo.

E poi c'è il nodo power unit: Horner vorrebbe scioglierlo entro fine mese, per non restare troppo indietro sul progetto 2022. La preferenza resta nel mantenere i V6 Honda, rilevandone la proprietà intellettuale, ma servirebbe anche uno stop agli sviluppi. Renault e Ferrari si erano dichiarate contrarie (non la Mercedes), ma adesso ci sarebbero state delle aperture, come rivelato da Auto Motor und Sport: si parla di omologare le specifiche a inizio 2022 e non a fine 2021, concedendo qualche mese di lavoro aggiuntivo. "I dialoghi continuano e siamo sulla strada giusta", ha affermato Marko. Vediamo dove porterà l'opera di "diplomazia". Il piano B, ripiegare sulla fornitura Renault, non entusiasma nessuna delle parti interessate.

20 Nov [11:19]

Liberty insaziabile, ma è giusto?
Carey pensa già a stagioni F1 di 24 GP

Jacopo Rubino - XPB Images

Il calendario 2021 di Formula 1 sarà di 23 Gran Premi, un record. Coronavirus permettendo, certo, ma la strada è tracciata: Liberty Media vuole sempre più tappe, spingendosi laddove nemmeno il padre-padrone Bernie Ecclestone aveva osato. Anzi, si guarda già ad un futuro da 24 appuntamenti, come anticipato dall'attuale amministratore delegato Chase Carey. "Spero in un calendario da 24 gare nei prossimi anni", ha affermato il manager americano in una teleconferenza con gli investitori. L'aspetto interessante? "Probabilmente ci sarà un'alternanza fra alcuni circuiti, per fare spazio a qualche nuovo partner. Ma i nostri accordi a lungo termine rimarranno la priorità".

È un'idea che pubblico e addetti ai lavori hanno spesso avvallato: avere una base "fissa" di GP, e creare maggiore varietà attraverso una rotazione degli altri eventi. In questo modo, magari, sarebbe più facile rivedere piste come il Mugello, Imola, il Nurburgring, Portimao o Istanbul, inserite in questa stagione per ovviare alle problematiche dell'emergenza COVID-19, con alto gradimento di piloti e spettatori.

Un Mondiale così ipertrofico fa aumentare i guadagni di Liberty Media, ma pone sfide molto serie per le scuderie. Già per il 2021 la stessa corazzata Mercedes ha in programma di riassettarsi, anche perché ci saranno due triplette ravvicinate: Spa-Zandvoort-Monza e poi Sochi-Singapore-Suzuka. "Per tutte le persone in questo universo viaggiante lo sforzo diventa sempre più pesante. Si sta a lungo lontani dalle famiglie. Avremo due triplette e varie doppiette, non c'è una soluzione facile", ha commentato di recente il team principal Toto Wolff. Si pensa ad esempio ai meccanici, figure che non volano in prima classe e sono sottoposte a turni di lavoro faticosi. "Potremmo non avere sempre lo stesso staff a tutti i 23 Gran Premi. Ci sarà un gruppo centrale a cui purtroppo toccherà non mancare mai, ma dovremo riorganizzarci per dar modo a tutti di ricaricarsi. Sarà dura, fisicamente e mentalmente".

Anche Franz Tost, responsabile dell'AlphaTauri, prevede una rotazione del personale: "23 gare con un singolo gruppo di ingegneri sono impossibili. Dovremo allargarci per dividere i compiti". E Mattia Binotto, team principal Ferrari, anche nel 2021 pensa di restare a Maranello in alcuni weekend, come appena avvenuto in Turchia e come sarà in Bahrain: "Devo bilanciare i compiti in sede e in pista".

Persino gli appassionati non sono convinti di un menù così ricco: basta fare un giro in Rete per individuare le perplessità, motivate razionalmente. Non tutti possono permettersi di restare davanti alla TV per 24 fine settimana, sottraendo tempo alla vita privata o al lavoro, ad esempio. O semplicemente, una "overdose" di F1 può stancare persino i più incalliti.

Il valore dei singoli eventi, persino dei più prestigiosi come quelli di Monaco, di Gran Bretagna o d'Italia, rischia peraltro di calare, in un campionato così esteso. L'esclusività conta parecchio, nel creare attesa e interesse. L'audience complessiva della F1 probabilmente non smetterà di crescere, toccando nuovi mercati o nuove fasce di pubblico attraverso Internet, ma non è detto che sia oro tutto quel che luccica. Il nostro Stefano Domenicali, da gennaio prossimo CEO del Circus, avrà un approccio meno votato alla quantità a tutti i costi?

19 Nov [19:58]

Test ad Abu Dhabi, i piani Ferrari:
SF1000 per Shwartzman, Alfa per Ilott

Jacopo Rubino

La Ferrari allinea i suoi giovani per i rookie test che si terranno ad Abu Dhabi dopo l'ultimo Gran Premio della stagione 2020: Robert Shwartzman e Antonio Fuoco guideranno la SF1000, Callum Ilott sarà in pista con l'Alfa Romeo Racing. E Mick Schumacher? Nessuna conferma ufficiale sui piani per il tedesco, ma tutto lascia pensare che lo vedremo in azione con la Haas. Una prova generale in vista del 2021, visto che l'attuale leader del campionato F2 dovrebbe fare il suo esordio da titolare in Formula 1 proprio con la scuderia americana. Un annuncio potrebbe arrivare già la prossima settimana.

Schumacher, così come Ilott, avrebbe dovuto esordire in una sessione ufficiale della categoria regina disputando la FP1 al Nurburgring, annullata per le condizioni meteo. A casacche invertite, Mick sarebbe stato al volante dell'Alfa, Ilott della Haas. Entrambi, insieme allo stesso Shwartzman, si erano allenati il 30 settembre a Fiorano con la SF71-H, la vettura di Maranello utilizzata nel 2018.

Il russo questa mattina ha già preparato il sedile per i test a Yas Marina insieme a Fuoco, specialista del simulatore. "Per chi svolge un ruolo come il mio è molto utile, di tanto in tanto, poter salire sulla monoposto per verificare la correlazione tra i dati e il comportamento in pista", ha spiegato il pilota cosentino. Per lui sarà un ritorno alla guida della "vera" Rossa di F1 dopo le precedenti occasioni avute nel 2015 a Spielberg e poi a Barcellona sia nel 2016 che nel 2019, totalizzando oltre 1400 chilometri. In questa stagione Fuoco si è invece aggiudicato il titolo nel Campionato Italiano Gran Turismo Endurance, con la 488 del team AF Corse.

Anche per Ilott non sarà una "prima" con l'Alfa, che aveva guidato ai test post GP del 2019 in Spagna coprendo 41 passaggi. L'inglese al momento è il principale inseguitore in graduatoria di Schumacher, a 22 punti di distanza, ma le porte del Mondiale per lui non dovrebbero aprirsi. Non da titolare, almeno.

19 Nov [12:24]

Hamilton-Mercedes, il rinnovo si farà:
ma a fine anno e con meno voli previsti

Jacopo Rubino - XPB Images

A titoli vinti, si sarebbe chiusa la pratica del rinnovo. Così diceva il team principal Toto Wolff alla fine ottobre, in merito al prolungamento tra Lewis Hamilton e la Mercedes ancora da siglare. Il Mondiale Costruttori è arrivato a Imola, il Mondiale Piloti è stato messo in cassaforte a Istanbul. La firma diventa imminente? "È più probabile a fine anno", ha adesso spiegato Wolff. "Non ci vogliamo mettere pressione da soli, dicendo che prima del Bahrain o di Abu Dhabi annunceremo un nuovo accordo. Quando sarà, sarà".

La questione è considerata una formalità, ma non deve essere una distrazione dal finale di campionato. Lo stesso Hamilton, che a caldo dopo la vittoria nel GP dell'Emilia Romagna aveva creato un po' di allarme ("non so nemmeno se sarò qui il prossimo anno"), ha ribadito la voglia di continuare in Formula 1 oltre il 2020, e di farlo con la sua attuale squadra. Anche perché ha sottolineato di sentirsi "fisicamente e mentalmente in ottima forma".

"È come se avessi appena cominciato, è davvero strano. È stato un anno impegnativo per tutti, anche per noi atleti, una sfida che non sapevo come avrei affrontato. Ma grazie all'aiuto delle persone intorno a me, sono rimasto concentrato. Amo correre, amo la sfida, e questo non cambierà in tempi brevi. Spero in un 2021 ancora migliore, sono convinto di avere ancora tanto da fare qui", ha chiarito il britannico. E non parla solo di risultati in pista, con la prospettiva dell'ottavo iride, dove nessuno è mai arrivato, ma anche di essere la voce guida del Circus in questioni come le pari opportunità e la sostenibilità ambientale: "Voglio aiutare la F1 e la Mercedes in questo cammino".

I punti di discussione del nuovo contratto sembrano riflettere peraltro un Hamilton cambiato sul piano personale, nella vita privata. Meno mondano forse, meno "globetrotter", con quei viaggi intercontinentali tra una gara e l'altra per presenziare a feste ed eventi. La pandemia ha accentuato questo mutamento. "Questa stagione, per esempio, ha dimostrato che si può lavorare da casa. Nel contratto saranno inserite tante videoconferenze rispetto ad oggi, questo significherà dover volare di meno", ha anticipato in una intervista alla BBC. "Se ricominceremo a viaggiare di più, voglio portare in giro la mia famiglia, per avere nuovi ricordi insieme. Quest'anno non è stato possibile vederla ed è stata la cosa più difficile. Il tempo con parenti e amici è il più importante".

E Wolff, con cui l'intesa è totale, ha riconosciuto: "So che desidera un miglior equilibrio tra vita e lavoro. Ho sempre avuto coscienza di ciò che conta per lui, per cercare di metterlo in una buona condizione". Prima erano gli interessi extra F1, che restano comunque numerosi, ora potrebbe esserci il desiderio di maggiore... tranquillità.

19 Nov [10:15]

Perez fantastico in Turchia:
merita un sedile per la F1 2021

Jacopo Rubino - XPB Images

Sergio Perez rischia di non essere al via del campionato 2021 di Formula 1, ma di certo non sarà per scarse prestazioni. Se ce ne fosse stato bisogno, il messicano lo ha ribadito con la piazza d'onore al Gran Premio di Turchia: il nono podio della sua carriera, anche questa volta da outsider, qualcosa in cui è davvero uno specialista. A Istanbul come la prima volta otto anni fa in Malesia, quando sfiorò addirittura la vittoria al volante della Sauber, sempre sotto la pioggia. E adesso è addirittura quarto nel Mondiale.

In qualifica il portacolori della Racing Point era stato battuto dal compagno Lance Stroll, poleman a sorpresa, ma sulla distanza è stato più costante, forse anche un po' più fortunato con la strategia. In ogni caso si è ripreso quanto sfuggito a Imola, dove la top 3 era alla portata ma è stato chiamato ai box per una sosta sotto safety-car troppo avventata. Delusione cocente, ma l'opportunità di rifarsi è giunta presto.

"È stato un anno di occasioni perse, per certi versi. Ci sono stati alti e bassi, ho avuto il virus e ho saltato due gare, proprio a Silverstone dove la macchina era forse al suo massimo. Ora è bello godersi il momento. La corsa è stata emozionante e difficile, dall'inizio alla fine", ha raccontato Checo. "Stavo cercando di conservare le gomme, tagliato il traguardo ho detto al team che non avrebbero resistito un altro giro! Le vibrazioni dei pneumatici erano diventate pazzesche. Si trattava di rimanere in pista e fare le mosse giuste. La chiave è stata gestire le intermedie all'inizio e al termine del secondo stint, questo ha fatto una differenza enorme. Lewis era di un altro livello, il secondo posto era il meglio che potessimo raggiungere e siamo stati bravi a tenere dietro le Red Bull e le Ferrari". Da cardiopalma la volata contro le due Rosse: "Ho commesso un piccolo errore in curva 9 e Charles mi ha raggiunto, sono tornato davanti in curva 11 ma si è infilato in mezzo Sebastian!".



E così Perez si è trovato a festeggiare vicino all'iridato Hamilton e al (quasi ex) ferrarista Vettel, colui che lo sostituirà nella futura Aston Martin. Una scuderia a cui Perez è stato fedele sin dal 2014, quando si chiamava ancora Force India ed era di proprietà di Vijay Mallya, e con cui fino a pochi mesi fa il legame sembrava inossidabile. C'era persino un contratto valido, ma in F1, si sa, niente è davvero scontato: il magnate Lawrence Stroll ha scelto di sacrificarlo per ingaggiare il tedesco quattro volte iridato. Sul podio fra i due rivali si è visto un piccolo scambio di "pugni" che, di questi tempi, vale come una stretta di mano. Un segno di stima reciproca, coscienti entrambi di aver dato vita a prestazioni notevoli.

Paradossale ripensare alla conferenza stampa del giovedì, in cui Perez, interrogato sulle questioni di mercato, non ha escluso l'ipotesi di un 2021 sabbatico. I sedili disponibili sono ormai pochi: il più allettante è quello della Red Bull, con Alex Albon sempre sotto esame, ma è un'opzione che rimane nel limbo. "Comincia a essere tardi", aveva ammesso Sergio, "vediamo cosa accadrà nelle prossime settimane". Sarebbe un peccato vedere a piedi un pilota capace di certi exploit, con vetture spesso da metà schieramento. Intanto, gli rimangono tre GP da disputare con la Racing Point e chiudere in bellezza: "Sento che la ruota può girare, per rendere questa stagione speciale". Ancor di più se fosse l'ultima.

18 Nov [18:08]

Bottas, Verstappen e Stroll
Errori sì, ma anche guai tecnici

Massimo Costa - XPB Images

Hanno sbagliato tanto Valtteri Bottas e Max Verstappen nel recente GP di Turchia, ma a loro discolpa, soprattutto per il pilota finlandese della Mercedes, vanno segnalate situazioni non proprio idonee occorse alle loro monoposto. Bottas si è girato alla prima curva subito dopo la partenza per evitare Esteban Ocon, colpito dal compagno di squadra Daniel Ricciardo. Dopo di che, entrambi ripartiti, proprio il francese della Renault è andato a colpire Valtteri nel corso del 1° giro. Da quel momento, la Mercedes di Bottas ha avuto cattive reazioni, tirando visibilmente a sinistra, come dimostra un filmato del suo giro di rientro al termine del Gran Premio, quando lascia le mani dal volante e la W11 scarta subito verso la tangente. Ecco dunque spiegati i tanti errori del compagno di squadra di Lewis Hamilton, che ha concluso doppiato.

Verstappen invece, dopo la disastrosa partenza dalla prima fila, ha sbagliato senza appello mentre inseguiva Sergio Perez girandosi al 18° giro. Rientrato subito ai box per avere spiattellato le gomme, gli è stata fatta una regolazione alle ali anteriori, ma c'è stato un errore da parte del meccanico e l'aletta superiore del baffo sinistro non era in linea con la sua gemella dalla parte opposta. Troppo orizzontale. "Per una regolazione sbagliata, da un lato l'aletta era sette gradi in meno rispetto a quello che doveva essere, una differenza notevole, cosa può fare un pilota in queste condizioni", ha detto Max. Naturalmente, Verstappen ha quindi ritenuto che per quel motivo il suo Gran Premio sia stato deficitario, commettendo poi altri errori.

Poi, c'è Lance Stroll. Il canadese ha condotto brillantemente la gara per 36 giri, finché non ha effettuato il secondo pit-stop per montare gomme intermedie. Rientrato quarto, fin da subito, ha sofferto un eccessivo graining, perdendo velocità e posizioni, terminando nono. Probabilmente, Stroll aveva spinto troppo, anche nella parte centrale della corsa, gestendo non al meglio gli pneumatici, a differenza del compagno Sergio Perez e di Lewis Hamilton, che hanno concluso il GP con un solo pit-stop. Ma dopo la conclusione della corsa, nel box Racing Point hanno notato che uno dei listelli sul lato inferiore dell'ala anteriore si era allentato causando il blocco della stessa e una perdita di carico aerodinamico, fatto che ha evidentemente contribuito ad aumentare il graining. Dalla Racing Point hanno spiegato: "Dai dati che leggevamo durante la gara, si vedeva che vi era una perdita di aderenza anche significativa, ma non notavamo alcun danno. Solo quando la vettura è rientrata ai box, abbiamo potuto vedere il problema nella parte inferiore dell'ala".

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