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27 Mag [18:05]

Monaco - Libere 2
Leclerc-Sainz divisi da 44 millesimi

Massimo Costa - XPB Images

E' una Ferrari che appare imprendibile quella che salta da un cordolo all'altro sfiorando i rail nel sempre affascinante tracciato cittadino di Montecarlo. Charles Leclerc si è confermato leader indiscusso della giornata. Nel secondo turno libero, il padrone di casa ha segnato il tempo di 1'12"656 tirando via, come tutti i suoi colleghi, un paio di secondi rispetto alla prima sessione. Leclerc ha preceduto di appena 44 millesimi il compagno di squadra Carlos Sainz, che ha iniziato molto bene il weekend monegasco.

La Red Bull-Honda ha incassato un distacco piuttosto importante, e anche sorprendente. Sergio Perez (terzo) è di nuovo davanti a Max Verstappen, ma a 379 millesimi da Leclerc. C'è preoccupazione nel box diretto da Christian Horner anche perché nel passo gara le due Ferrari sono state decisamente rapide. Intanto, Perez pare aver capito che per non subìre particolari e fastidiosi ordini via radio per far passare il compagno di squadra, deve qualificarsi davanti a lui. E ci sta provando, almeno nella prima giornata di prove libere, ma sappiamo quanto Verstappen sia rapace in qualifica tanto da poter ribaltare il risultato finale odierno.

Con le prime quattro posizioni blindate da Ferrari e Red Bull, primo degli altri troviamo nuovamente Lando Norris con la McLaren-Mercedes, buon quinto a soli due decimi da Verstappen. L'inglese ancora non ha recuperato dalla tonsillite che lo ha afflitto nel weekend del GP di Spagna lo scorso weekend. La Mercedes è a 6 decimi da Leclerc con George Russell, in sesta posizione. Peggio è andato Lewis Hamilton, a ben un secondo dal compagno di squadra e soltanto dodicesimo.



Nuovamente nella top 10 l'Alpha Tauri-Honda con Pierre Gasly, settimo davanti all'Alpine-Renault di Fernando Alonso, che ha cambiato passo rispetto al primo turno. Rimane lontano invece, Esteban Ocon. Particolarmente in "palla" è Sebastian Vettel, autore di un controllo vettura pazzesco in mezzo alla chicane della Piscina, nono con la Aston Martin-Mercedes di poco davanti a Yuki Tsunoda con la seconda Alpha Tauri. In risalita la Haas-Ferrari, undicesima con Kevin Magnussen.

Gran botto di Daniel Ricciardo alla chicane della Piscina. L'australiano della McLaren ha sbagliato l'ingresso interno, prendendo troppo il cordolo e volando contro le barriere esterne. Un incidente notevole (pilota illeso) che di certo non fa bene al suo morale e al rapporto con il team che appare sempre più complicato per la mancanza di risultati che Ricciardo sta ottenendo in questa prima fase del campionato.

Venerdì 27 maggio 2022, libere 2

1 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'12"656
2 - Carlos Sainz (Ferrari) - 1'12"700
3 - Sergio Perez (Red Bull-Honda) - 1'13"035
4 - Max Verstappen (Red Bull-Honda)  - 1'13"103
5 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'13"294
6 - George Russell (Mercedes) - 1'13"406
7 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1'13"636
8 - Fernando Alonso (Alpine-Renault) - 1'13"912
9 - Sebastian Vettel (Aston Martin-Mercedes) - 1'14"059
10 - Yuki Tsunoda (Alpha Tauri-Honda) - 1'14"134
11 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1'14"239
12 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 1'14"267
13 - Valtteri Bottas (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - 1'14"468
14 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'14"486
15 - Guan Yu Zhou (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - 1'14"525
16 - Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) - 1'14"623
17 - Mick Schumacher (Haas-Ferrari) - 1'14"894
18 - Esteban Ocon (Alpine-Renault) - 1'15"216
19 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 1'16"276
20 - Daniel Ricciardo (McLaren-Mercedes) - no time - 2

27 Mag [15:10]

Monaco - Libere 1
Leclerc fa gli onori di casa

Massimo Costa - XPB Images

Montecarlo è casa sua. Ci è cresciuto, le strade che formano il tracciato del Gran Premio le frequentava fin da piccolo sognando di percorrerle, un giorno, al volante di una monoposto di F1. La sua incredibile storia sportiva ci porta a un Charles Leclerc che oggi è al suo quarto Gran Premio di Monaco, dove però non ha mai avuto troppa fortuna. Un ritiro nel 2018 per problemi ai freni della sua Sauber e conseguente crash, un altro stop nel 2019, in tuta Ferrari, per incidente. Nel 2020 non si è corso a Monaco per via del Covid. poi lo scorso anno la non partecipazione alla gara benché avesse segnato la pole. Leclerc aveva picchiato all'uscita della chicane della Piscina dopo aver segnato il miglior tempo in qualifica e nel momento di schierarsi in griglia, è emerso un problema al semiasse derivante da quell'urto contro le barriere.

Riuscirà Charles a invertire questa spirale negativa nel GP di casa? Oggi ha cominciato come meglio non poteva, ottenendo il primo tempo nel turno libero che ha aperto il weekend di Monaco. Leclerc è stato il protagonista assoluto della sessione realizzando il tempo di 1'14"531 con la giusta cattiveria per cancellare la delusione del ritiro nel GP di Spagna che stava dominando. Leclerc ha commesso un piccolo e innocuo dritto alla Sainte-Devote, imitato dai due piloti Red Bull e da Kevin Magnussen. Un punto sempre delicato quello della prima staccata del tracciato monegasco.

Sergio Perez, che non pare avere smaltito l'arrabbiatura per l'ordine di squadra a Montmelò per favorire il compagno Max Verstappen, ha cominciato forte come raramente gli è capitato da quando è alla Red Bull ed ha siglato il secondo crono ad appena 39 millesimi dal padrone di casa. Anche Carlos Sainz, con l'altra Ferrari, è stato decisamente produttivo fin da subito e pure lui ha mille motivi per lasciare il segno in questo Gran Premio a seguito delle delusioni che sta collezionando in questo avvio di stagione. Sainz lo scorso anno aveva concluso la gara al secondo posto, il suo primo podio con la Ferrari. Il divario da Leclerc è stato minimo, 70 millesimi.



Quarto il leader del mondiale, Verstappen, che ha iniziato con calma, preceduto da Perez e Sainz. Per ora è a 181 millesimi dalla Ferrari numero 16. Più staccato, a mezzo secondo, in quinta posizione ecco una ritrovata McLaren-Mercedes con Lando Norris sempre pimpante da queste parti, terzo lo scorso anno a fine gara. Buona prova per Pierre Gasly, sesto con l'Alpha Tauri-Honda che nelle ultime gare ha sofferto non poco, poi Daniel Ricciardo, settimo e quanto mai bisognoso di un risultato decente per far sorridere Zak Brawn. 

Il grande protagonista di Montmelò, George Russell con la Mercedes, è ottavo mentre Lewis Hamilton è decimo. La W13 sembra aver fatto un passo indietro rispetto alla Spagna, la monoposto è molto dura, troppo a sentire i piloti. Tra le due Mercedes si è inserito un brillante Sebastian Vettel con la Aston Martin-Mercedes. Non particolarmente veloci le due Alpine-Renault di Esteban Ocon e Fernando Alonso. Mick Schumacher ha sofferto un problema al cambio bloccandosi all'ingresso box e causando una bandiera rossa. Valtteri Bottas ha subito avuto un inconveniente tecnico proprio come gli era capitato nelle libere in Spagna.

Venerdì 27 maggio 2022, libere 1

1 - Charles Leclerc (Ferrari) - 1'14"531 - 29 giri
2 - Sergio Perez (Red Bull-Honda) - 1'14"570 - 30
3 - Carlos Sainz (Ferrari) - 1'14"601 - 28
4 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 1'14"712 - 26
5 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'15"056 - 31
6 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1'15"083 - 33
7 - Daniel Ricciardo (McLaren-Mercedes) - 1'15"157 - 33
8 - George Russell (Mercedes) - 1'15"211 - 34
9 - Sebastian Vettel (Aston Martin-Mercedes) - 1'15"387 - 33
10 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 1'15"499 - 29
11 - Yuki Tsunoda (Alpha Tauri-Honda) - 1'15"536 - 36
12 - Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) - 1'15"539 - 26
13 - Fernando Alonso (Alpine-Renault) - 1'15"749 - 28
14 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 1'15"806 - 30
15 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 1'16"110 - 39
16 - Esteban Ocon (Alpine-Renault) - 1'16"315 - 24
17 - Guan Yu Zhou (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - 1'16"417 - 27
18 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 1'17"714 - 30
19 - Mick Schumacher (Haas-Ferrari) - 1'18"636 - 12
20 - Valtteri Bottas (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - no time - 2

26 Mag [16:27]

La McLaren è stufa di Ricciardo
E comincia a guardarsi attorno

Massimo Costa - XPB Images

Daniel Ricciardo sta deludendo. La McLaren pensava di aver fatto il miglior colpo di mercato possibile quando nel 2020, all'annuncio della Ferrari di avere deciso di prendere Carlos Sainz al posto di Sebastian Vettel, prelevandolo proprio dalla McLaren, si era tuffata sul pilota australiano, all'epoca in Renault. Tutto questo era accaduto prima dell'avvio del Mondiale 2020, il campionato disputato in piena era Covid-19. Ma l'approdo di Ricciardo nel team di Zak Brawn è stato molto complicato.

Nel 2021, Daniel ha avuto il merito di regalare alla McLaren una vittoria che mancava da troppo tempo a Woking (primo nel GP di Monza davanti al compagno Lando Norris), ma quell'acuto è stato praticamente l'unico della stagione. Nessun altro podio per lui, solo due quarti posti come miglior piazzamento. Ricciardo aveva conquistato 115 punti, Norris 160 finendo in zona punti venti volte su ventidue gare (con quattro podi) mentre Ricciardo si è piazzato in top 10 in tredici occasioni. Punti importanti quelli mancati da Ricciardo, che hanno impedito alla McLaren di lottare fino all'ultimo per il terzo posto contro la Ferrari.

Ricciardo aveva imputato le sue difficoltà ad una monoposto difficile da guidare, lontano dal suo stile, concepita per Norris nel 2020. Ma quest'anno le cose non sono cambiate nonostante il ribaltone tecnico imposto dalla FIA, e dunque una monoposto come la MCL36 completamente nuova e tutta da scoprire per entrambi i piloti. Va detto che ci si aspettava molto di più dalla McLaren, che a oggi sembra aver compiuto un passo indietro rispetto alla scorsa stagione. E le tante novità aerodinamiche portate a Montmelò, non si è visto alcun progresso.

Eppure, Norris riesce sempre a estrarre il meglio dalla MCL36 e dopo sei Gran Premi può vantare 39 punti mentre Ricciardo è fermo a 11. Nel GP di casa a Melbourne l'unico piazzamento utile: sesto. Poi, tre punti ottenuti nella gara Sprint di Imola, ma nella corsa vera della domenica è piombato addosso a Carlos Sainz al 1° giro. Negli altri eventi, 14esimo a Sakhir, 18esimo a Imola, 13esimo a Miami, 12esimo a Montmelò. Risultati inguardabili e ingiustificabili per un pilota del suo talento. E con Norris che in top 10 ha terminato quattro volte con addirittura un terzo posto spettacolare a Imola.



La McLaren che era abituata con Sainz ad avere prestazioni similari tra le due vetture e dunque tanti tanti punti per la classifica costruttori, con Ricciardo soffre come non mai. Grazie a Norris è quarta con 50 punti, ma inseguita a breve distanza da Sauber Alfa Romeo ed Alpine, rispettivamente con 39 e 34 lunghezze. Una situazione antipatica, considerando anche il lauto ingaggio che Ricciardo percepisce, 20 milioni, assolutamente non giustificabili. Montecarlo, pista che ha visto Ricciardo spesso e volentieri grande protagonista, potrebbe cambiare la situazione, ma le parole di Brawn lasciano intendere che c'è un po' di maretta,

Il proprietario della McLaren, ha dichiarato alla vigilia di Monaco: "Daniel fatica a trovare quelle prestazioni che vorremmo. Norris ha un accordo lungo, Ricciardo uno più breve. Credo che ora si inizierà a lavorare per il futuro, ma è materia per il nostro team principal Andreas Seidl". Dunque, nessuna parola gentile di Brawn per Ricciardo e lascia intendere che le cose potrebbero cambiare. Tutto sembra essere nel piede destro, ultimamente un po' arrugginito, di Ricciardo. Se continuerà così, Seidl e Brawn gli daranno il ben servito e punteranno su un altro pilota.

Ma chi? La McLaren non ha una Academy come un tempo, scelta decisamente errata, e potrebbe andare in prestito dall'Alpine per portare al debutto Oscar Piastri, altro australiano fresco campione di F2 2021, ma costretto alla panchina. Piastri era stato allertato dalla McLaren per correre in Bahrain se Ricciardo non avesse recuperato dal Covid, poi non è servito per il recupero di Daniel. Piastri però, potrebbe finire nella "sua" Alpine se Fernando Alonso tirerà i remi in barca o busserà alle porte di altre squadre (ma chi lo vorrà mai un pilota di 41 anni...). Tutto è aperto insomma, di sicuro questi giorni per Ricciardo saranno cruciali per definire il suo futuro in F1.

26 Mag [10:42]

I piloti F1 all'esame di Montecarlo:
con le auto 2022 sarà ancora più duro

Jacopo Rubino - XPB Images

C'è chi la ama e chi la odia, ma Montecarlo per i piloti è comunque una sfida. Quest'anno, probabilmente, persino più impegnativa. Merito, o colpa, delle vetture di Formula 1 di nuova generazione, più "impacciate" nelle curve lente rispetto ai vecchi modelli. È stato chiaro sin dai test invernali, con ragioni molteplici. C'è innanzitutto il maggior peso, visto il limite minimo fissato a 798 chilogrammi, e poi sarà inferiore il carico aerodinamico generato dall'effetto suolo, sia a causa delle basse velocità, sia per il ricorso ad altezze da terra maggiori rispetto al solito, date le tipiche sconnessioni dell'asfalto monegasco.

"Monaco richiede sempre un approccio specifico per l'assetto e la gestione della macchina. Bisognerà allontanarsi dalla configurazione aerodinamica ideale per adattarsi ai dossi e ai cordoli", ha confermato Dave Robson, responsabile delle prestazioni nel team Williams. "La cosa più importante è permettere ai piloti di avere fiducia, così si può accettare di rinunciare a un po' di downforce per una maggiore altezza da terra".

Ma oltre al semplice set-up, si profilano ulteriori fattori di difficoltà, per chi sta al volante. I cerchi da 18 pollici e le carenature sulle gomme anteriori hanno ridotto la visibilità dall'abitacolo, complicando la ricerca del limite fra i guardrail. Allo stesso tempo, il peso elevato di queste auto si ripercuote sul fisico, assieme alle sollecitazioni dovute a sospensioni più rigide e al fenomeno del porpoising, come già visto nelle gare precedenti. "Ci sarà anche una componente di resistenza, i piloti dovranno domare le macchine un po' più che in passato", immagina ad esempio Sebastian Vettel, che qui ha vinto nel 2011 e nel 2017, con Red Bull e Ferrari.



"Credo che sarà uno dei tracciati dove saremo sensibilmente più lenti rispetto agli anni scorsi", prevede Alex Albon. La pole-position 2021, siglata da Charles Leclerc, è stata di 1'10"346, ma appare chiaro che il livello della sfida non sia legato per forza al cronometro. "Sarà interessante", ha infatti sottolineato il thailandese Albon, "ci vorrà un po' di più per capire come trovare il ritmo. Per la visibilità, l'unico termine di paragone per ora è Jeddah dove ho faticato un po', ma ci stiamo abituando e non penso sarà un grosso problema".

Questa volta, di certo, non si farà caso alla capacità delle nuove vetture di favorire i duelli ravvicinati, soffrendo meno la scia. A Montecarlo i sorpassi sono merce rara a prescindere, se non inesistente come avvenuto dodici mesi fa, con zero manovre di attacco portate a termine. "Con queste monoposto molto larghe (2 metri, ndr), superare potrebbe essere quasi impossibile", ha ammesso Pierre Gasly, ma insistendo: "Magari non sarà la gara più emozionante dell'anno, ma forse è la più difficile". E come se non bastasse, per domenica c'è addirittura la possibilità di pioggia.

25 Mag [15:29]

Sauber Alfa Romeo sopra le attese,
e a Monaco può anche stupire

Jacopo Rubino - XPB Images

È un bel momento per la Sauber Alfa Romeo-Ferrari, e potrebbe proseguire a Montecarlo, dove si corre già nel prossimo weekend. La scuderia svizzera ha le carte in regola per sorprendere fra le strade del Principato. La C42 è fra le monoposto più competitive in assoluto nelle curve lente, di trazione, come confermato dai rilevamenti cronometrici nel terzo settore di Barcellona, considerato sempre un indicatore di quanto si vedrà nel toboga monegasco.

A Monaco, più che altrove, la Sauber Alfa Romeo potrebbe essere ripagata dalla scelta progettuale del passo corto, che regala maggiore agilità e ha permesso di risparmiare peso. La monoposto realizzata a Hinwil, è stata l'unica a iniziare la stagione 2022 di Formula 1 sotto al limite di peso fissato a 795 chilogrammi (poi alzato a 798), che la concorrenza ha dovuto invece inseguire fra sviluppi e operazioni "creative", come la rimozione della vernice.

"A Montecarlo la nostra vettura dovrebbe essere piuttosto forte", ha confermato Valtteri Bottas dopo l'ottimo Gran Premio di Spagna, in cui ha chiuso sesto. E con una strategia più efficace, effettuando tre pit-stop invece che due soffrendo nel finale con le gomme a mescola media, forse avrebbe potuto ottenere persino di più. La trasferta iberica, in ogni caso, ha superato le aspettative degli uomini Sauber (che porta in pista il marchio del Biscione): "Possiamo essere soddisfatti delle nostre prestazioni, ancora di più perché non credevamo che Barcellona fosse per noi così adatta", ha commentato il team principal Frederic Vasseur. L'ultimo segmento della pista è sì molto tortuoso, ma il resto del circuito è infatti caratterizzato da curvoni veloci. "Adesso possiamo essere fiduciosi nell'essere competitivi ad ogni appuntamento", ha insistito Vasseur.

Ma in fondo, è già andata così, la C42 ha chiuso in top 10 tutte le gare di questo campionato, Arabia esclusa, quando Guanyu Zhou è giunto undicesimo, scontando però un drive-through, e Bottas si è ritirato mentre era sesto, a causa di problemi tecnici. L'affidabilità è la nota dolente, con il rookie cinese reduce da due stop consecutivi. 39 dei 38 punti raccolti sono stati per merito del finlandese, che si è calato benissimo nel ruolo di leader della squadra. Con una macchina meno fragile, e con uno Zhou che via via accumula esperienza in F1, non è utopia ambire al quarto posto nel Mondiale Costruttori, ora occupato dalla McLaren con 11 lunghezze di margine.

25 Mag [13:47]

Progressi Mercedes evidenti,
ma Ferrari e Red Bull ancora lontane

Mattia Tremolada - XPB Images

Ha compiuto progressi la Mercedes grazie agli sviluppi portati nel GP di Spagna? La risposta è sì. Ha raggiunto il livelo di competitività di Ferrari e Red Bull? La risposta è, ancora no. Non è stato certamente un fine settimana in discesa per Mercedes, ma quella di Barcellona è stata comunque una tappa importante per lo sviluppo della M13. Alla vigilia di Montmelò, le aspettative erano alte in seno alla squadra di Toto Wolff per via dei numerosi aggiornamenti apportati alla vettura. L’esito della pista avrebbe infatti decretato se le frecce d’argento sarebbero rimaste relegate al ruolo di terza forza dietro Red Bull e Ferrari o se nel corso della stagione avrebbero potuto arrivare a giocarsi pole position e vittorie come nelle stagioni recenti.

Fin dalle prove libere è parso evidente che il nuovo fondo piatto abbia risolto in buona parte i problemi di porpoising di cui soffriva la W13 nei primi appuntamenti. In qualifica, George Russell ha ottenuto il miglior risultato stagionale del team, chiudendo quarto a 643 millesimi dalla pole position di Charles Leclerc. Ma ancora non basta. I miglioramenti sono stati evidenti, Russell ha lottato per la vittoria, mentre Hamilton si è lanciato in una strepitosa rimonta dalla 19esima posizione, ma Red Bull e Ferrari sono ancora davanti.

Wolff è nella scomoda situazione di dover motivare una squadra che dopo otto anni di dominio si è trovata di colpo a dover lottare per la terza o quarta fila dello schieramento in qualifica. Il team principal Mercedes, può però contare su un alleato importante, Russell. Il pilota inglese è in gran forma, veloce in qualifica, combattivo nel corpo a corpo, affamato più che mai con una vettura con cui può finalmente dimostrare il proprio potenziale. Dopo essere sopravvissuto ad un contatto con Sergio Perez in curva 1, Russell ha mantenuto la terza posizione nei primi giri di gara, trovandosi clamorosamente al comando in seguito all’errore di Max Verstappen ed al problema tecnico di Leclerc.

Il portacolori Mercedes ha cercato di difendersi con le unghie e con i denti, prima dagli attacchi di Sergio Perez e poi da quelli di Verstappen, tornato a ridosso del duo di testa in pochi giri. Russell ha anche dovuto gestire dei problemi di surriscaldamento, che si sono poi ripresentati nel finale di gara su entrambe le vetture. Sfruttando il guasto al DRS di Verstappen, Russell è riuscito a mantenere a lungo il comando della corsa, vendendo cara la pelle ad un mastino come l'olandese, costretto a cambiare strategia pur di liberarsi del rivale. A Barcellona, Russell ha dimostrato di essere veloce, costante, di saper quando attaccare e come difendersi, mantenendo grande lucidità nei duelli e dimostrando di saper gestire al meglio vettura, anche sotto stress.



Dall’altro lato del box c’è invece un Hamilton che ancora non riesce a tirare fuori il massimo dalla W13, specialmente in qualifica. Dopo tante stagioni al vertice, Hamilton è messo sotto pressione non solo dal proprio compagno di squadra, ma anche dai propri rivali. Giovedì, infatti, Fernando Alonso ha commentato la situazione dell’ex compagno di squadra ai microfoni della BBC, non facendo sconti: “A volte hai una buona macchina, a volte non è così buona e hai bisogno di progressi per tornare competitivo. Lewis sta guidando bene come nelle stagioni precedenti. Stava dominando e battendo tutti i record e ora è un secondo dietro agli altri. Benvenuto nel mio mondo Lewis…”.

Hamilton però, ha ancora tanto da dare, come dimostra la splendida rimonta che lo ha portato a raggiungere la top-5 dal fondo dopo la foratura accusata nel contatto con Kevin Magnussen in curva 4. Scoraggiato dal trovarsi ultimo e lontano dal gruppo, Hamilton si è aperto via radio suggerendo al muretto box: “se fossi in voi preferirei preservare il motore. Mi dispiace”. Da quel momento però, ha cambiato passo, si è rimboccato le maniche e ha dato vita ad un grande recupero che lo ha portato dalla 19esima posizione in cui si trovava al termine del primo giro, staccato di quasi un minuto dalla vetta, a scavalcare persino Carlos Sainz nelle battute finali, arrivando a ridosso del podio, distante soli 12 secondi nelle mani del compagno di squadra.

Solo un problema idraulico lo ha costretto ad alzare il ritmo negli ultimissimi giri, cedendo nuovamente la posizione al pilota Ferrari e accontentandosi di 10 punti pesanti, non solo per la classifica, ma, soprattutto, per il morale. “Quando mi sono ritrovato ultimo non pensavo che sarebbe stato possibile rientrare in zona punti - ha commentato Hamilton a caldo - Mi ricordo bene quanto fatica abbiamo fatto a Jeddah per risalire in top-10 dopo una qualifica negativa. Ma il team mi ha detto via radio che ero in corsa per l’ottava posizione. Pensavo fosse una previsione ottimistica, invece siamo riusciti a raggiungere il quarto posto”, poi divenuto il quinto finale.

La prestazione di Hamilton non ha lasciato indifferente Wolff: “A tratti Lewis è stato il più veloce in pista quest’oggi. Ha recuperato il gruppo mostrando grande velocità, degna di un pilota alla guida di un’auto in grado di giocarsi il mondiale - concludendo - So che possiamo tornare davanti a tutti, ma dobbiamo arrivarci presto se vogliamo avere ancora qualche chance di giocarci il campionato”.

24 Mag [15:21]

Il primo ko tecnico pesa,
ma questa Ferrari può rimediare

Jacopo Rubino - XPB Images

Al giro 27 del Gran Premio di Spagna per la Ferrari è cambiato tutto: il ritiro di Charles Leclerc, dovuto alla rottura di turbo e MGU-H come confermato ufficialmente dopo i controlli a Maranello, ha tolto alla Rossa e al pilota monegasco il ruolo di leader. Da adesso bisogna indossare i panni degli inseguitori, per rispondere a una Red Bull che, facendo doppietta, si è portata a +26 in classifica ribaltando la situazione. La variabile affidabilità è stata una ruota, fino a qui: la rivale RB18 ha accusato tre ko tecnici nei primi tre round (due in Bahrain, uno in Australia con Max Verstappen), perdendo punti preziosi mentre la F1-75 volava. Ma poi la squadra anglo-austriaca ha invertito la rotta, riuscendo ad accorciare le distanze con i successi di Imola e Miami, ottenuti di superiorità, seguiti da quello di Barcellona, propiziato però dal guasto capitato a Leclerc.

Sulla Ferrari che deve mettersi a rincorrere, ora, pende un'incognita: turbo e MGU-H "fallati" non saranno recuperabili, portando a una penalità in griglia pressoché certa quando più avanti sarà necessario montare nuove componenti sulla macchina numero 16. Per Montecarlo, dove si corre già nel prossimo weekend, bisognerà decidere se passare subito al terzo esemplare, limite fissato dalle regole, o ripescare il primo già utilizzato.

"Avendo analizzato dettagliatamente il cedimento e la sua origine, siamo soddisfatti che non sia stato causato da un difetto di progettazione o di affidabilità legato ai due componenti o a qualsiasi altro elemento della power unit", ha voluto sottolineare la Scuderia. Non c'erano state avvisaglie di rotture, fino al momento chiave, e forse è stato un episodio figlio di circostanze che non si ripeteranno, magari a livello di installazione. Ma in Catalogna, con temperature molto elevate, hanno avuto problemi anche le Alfa Romeo spinte dalla stessa power unit: Valtteri Bottas si è fermato nella FP2 del venerdì, Guanyu Zhou in gara, per surriscaldamento. Forse abbastanza perché suoni un campanello d'allarme, ma va detto che la C42, pur ottima, ha palesato fragilità sin dai test pre-campionato.



La Ferrari versione 2022 fin qui era stata invece piuttosto solida. Lo stop è stato "doloroso", per il morale e per il Mondiale, perché accaduto in una gara che Leclerc stava domimando. E da qui però emergono i motivi per guardare il bicchiere mezzo pieno, ora che tocca andare a riprendere la Red Bull: hanno funzionato bene gli aggiornamenti introdotti, la F1-75 si è rivelata velocissima su un tracciato in passato "bestia nera", come lo ha definito il team principal Mattia Binotto, e storico banco di prova per la bontà aerodinamica di tutte le monoposto di F1. Ci sono stati progressi nella gestione gomme. Il terzo settore guidato, inoltre, è quello dove la Rossa più faceva la differenza, e anticipa spesso i rapporti di forza nel toboga di Monaco. Dove, per caratteristiche, la Ferrari potrebbe partire in vantaggio.

Oltre a un Leclerc in forma smagliante, però, da adesso serve un Carlos Sainz quantomeno all'altezza: lo spagnolo non può più permettersi altri errori, che costano fiducia e punti, anche fra i Costruttori. Specialmente quando il compagno non è in condizione di capitalizzare, come domenica: con il senno di poi, Sainz avrebbe avuto una grossa chance di centrare il suo primo successo iridato.

24 Mag [13:04]

La delusione di Perez, che ha
conosciuto il metodo Red Bull

Massimo Costa - XPB Images

Arrabbiato, deluso anche. Ma essendo in F1 da oltre un decennio, precisamente dal 2011, sa come gira il mondo e con i media non ha mancato di essere diplomatico, come piace alle squadre. Sergio Perez a un certo punto del GP di Spagna pensava che la vittoria fosse nelle sue mani. Ma in Red Bull hanno messo subito le cose in chiaro, adottando una strategia gomme che ha favorito inevitabilmente il compagno Max Verstappen “Sono contento per il team per il risultato ottenuto, ma dobbiamo parlare”. Così, lapidario, Sergio Perez si era pronunciato via radio con gli uomini Red Bull appena tagliato il traguardo in seconda posizione. Sceso dalla monoposto, toltosi il casco, scuro in volto, si è avvicinato a Christian Horner ed Helmut Marko i quali ci hanno provato a complimentarsi e a sorridergli, ma Perez non ha replicato rimanendo serio e balbettando qualcosa.

Durante il Gran Premio, altri messaggi radio. Quando Verstappen lottava duramente con George Russell non riuscendo a superarlo, DRS o non DRS, Perez si è avvicinato di gran carriera e ha cominciato a suggerire al team di dire a Verstappen di farlo passare: “Ho le gomme migliori, supero Russell in un attimo”. E questo lo ha dimostrato successivamente, ma al primo invito di Perez il team non ha risposto positivamente. E nel prosieguo della gara, quando Sergio era davanti a Verstappen e poteva anche pensare di puntare alla vittoria giocandosela con il compagno di squadra, che con gomme fresche si avvicinava rapidamente, gli è stato detto di alzare il piede e farsi da parte. Senza se e senza ma. “Non è giusto”, ha detto angosciato Perez.

Questo accade in Red Bull da sempre, o meglio, da quando c’è l’olandese. Lo sa bene Daniel Ricciardo, che ha fatto le valigie anni fa quando aveva intuito che tutta la squadra era concentrata su Verstappen, se ne è accorto Pierre Gasly, bruciato in pochi mesi al pari di Alexander Albon, anche se per altri motivi, mancanza di competitività. Perez è un pilota che dopo una stagione in Red Bull in cui si è dovuto adeguare ad una monoposto completamente cucita per Verstappen, e in più di una occasione ha giocato perfettamente il ruolo del compagno di squadra perfetto aiutandolo in alcune circostanze, non ultima la gara finale di Abu Dhabi, quest’anno ha cominciato la stagione con mire ben diverse.

Le nuove regole tecniche, una RB18 disegnata partendo da un progetto su carta bianca, non ha fatto trovare impreparato Perez. Certo, in qualifica appare evidente che non ha il passo sul giro secco di Verstappen, ma in gara il messicano ha grandi capacità di gestione delle gomme e di leggere con lucidità lo svolgimento dei Gran Premi. Il suo avvio di stagione è veramente eccellente tanto che conta ben 85 punti che lo posizionano al terzo posto della classifica piloti. In pratica, a un soffio da Leclerc e Verstappen. Per questo, Perez è apparso assai dispiaciuto di dover alzare il piede, anche se in Red Bull non ci hanno pensato, lui si sente in piena corsa per il titolo iridato. Basta poco, pochissimo, per entrare nel duello tra il monegasco e l’olandese.



Ma la Red Bull domenica gli ha fatto capire che lui non deve intromettersi. Un brutto risveglio per Perez che dopo il ritiro di Sakhir per problemi tecnici, che avevano fermato anche il campione del mondo, ha inanellato una serie di risultati notevoli come tre secondi posti e due quarti. Ma Perez poteva realmente vincere il GP di Spagna? Con una strategia migliore probabilmente sì. Sarebbe bello vedere i due piloti Red Bull liberi di giocarsela. Perez è un tipetto che nei duelli non teme nessuno, lo abbiamo conosciuto bene nei suoi 219 GP disputati. E quindi, decretare che Verstappen facilmente si sarebbe liberato di Perez anche in situazione di parità gomme, senza l’ordine arrivato da Horner, non è scritto da nessuna parte.

E proprio il team principal Red Bull ha voluto gettare acqua sul fuoco: “Sergio non può vedere quel che leggiamo noi dai dati che emergono durante la gara, come il consumo gomme eccetera. Max era più veloce, c’era l’opportunità affinché conquistasse il Gran Premio e non ce la siamo fatta scappare”. Opinione rispettabilissima, ma quando afferma che Verstappen era più veloce, dimentica che nella fase del duello Russell-Verstappen era Perez a viaggiare più rapido, ma non gli è stata data alcuna possibilità.

Poco male, Sergio ha ricevuto il messaggio, probabilmente non pensava di dover mettere la freccia a destra dopo appena sei gare, e per non creare inutili frizioni interne si è adeguato. Questo non vuol dire che condivida quanto richiesto da Horner. Ma alla fine ci sono contratti in essere e futuri, e per Perez quello che sta vivendo in un top team come la Red Bull non gli era mai capitato prima nella sua lunga carriera spesa tra Sauber, McLaren, Force India poi divenuta Racing Point.

Una situazione che non può permettersi di gettare via per capriccio a 32 anni e che in passato è già stata vissuta in altre squadre da piloti come Rubens Barrichello, per esempio, costretto con brusche maniere a cedere li passo in alcune corse a Michael Schumacher, pena la revisione o addirittura la rescissione del contratto, come ha recentemente raccontato il brasiliano. Perez vivacchierà, aspetterà la sua occasione, cercherà di continuare a portare punti importanti per la Red Bull e conquistarsi anche per il futuro un buon contratto dalla Red Bull. Del resto all’orizzonte non si vede un pilota del gruppo Red Bull in grado di sostituirlo. Pierre Gasly ci crede sempre, ma le sue prestazioni non sono granché ultimamente, Yuki Tsunoda deve ancora maturare non poco, quindi Perez può stare tranquillo. Sempre che si faccia da parte.

22 Mag [17:23]

La Ferrari tradisce Leclerc
Red Bull doppietta, le magie di Russell

Massimo Costa - XPB Images

Charles Leclerc stava conducendo una vera e propria cavalcata solitaria sul circuito di Montmelò. Lui e la sua Ferrari erano nettamente superiori a tutti mentre la concorrenza, leggi Red Bull, non teneva il passo, con Max Verstappen addirittura fuori pista, poi rallentato da problemi al DRS che non gli permettevano di avere ragione della Mercedes di un grande George Russell. Ma al 27° giro, quando Leclerc aveva qualcosa come 13" di vantaggio sul duo Russell-Verstappen, la Ferrari lo ha tradito.

Non ho più potenza, ha detto via radio Leclerc con voce disperata mentre metteva la freccia a destra per farsi passare dai colleghi. Un colpo da KO inatteso considerando la affidabilità che pareva inattaccabile della Ferrari nei primi cinque Gran Premi. E invece, come una porta che ti sbatte in faccia all'improvviso, è arrivata la rottura del turbo o di qualche altro componente della power unit. Sono 25 punti pesanti che Leclerc e la Ferrari vedono volatilizzarsi, anzi, forse 26 se segnava il giro più veloce. E' il primo zero in classifica per Charles, che nei primi cinque GP aveva ottenuto due vittorie, due secondi e un sesto posto per l'errore di Imola alla variante alta.

La Ferrari non ha neanche potuto giocarsi la carta di Carlos Sainz. Lo spagnolo ha sbagliato tutto in fase di partenza e da terzo che era in griglia si è ritrovato quinto alla prima curva superato da Russell e Sergio Perez, A peggiorare le cose, un errore alla curva 4 al giro 7, la stessa in cui poi è uscito Verstappen, causato come verificatosi con l'olandese, da improvvise folate di vento che hanno fatto perdere la linea ideale a queste monoposto divenute molto sensibili con la nuova aerodinamica. Sainz si è poi rimboccato le maniche, ma era impossibile andare a prendere le due Red Bull e il massimo che ha potuto fare è stato concludere quarto, superando all'ultimo giro la Mercedes di Lewis Hamilton, afflitto da un problema idraulico che lo ha costretto a rallentare.



Il primo ritiro 2022 per motivi tecnici non devo spaventare. Del resto la Red Bull si è dovuta fermare due volte con Verstappen, anche se poi l'olandese quando ha visto il traguardo negli altri quattro Gran Premi ha sempre vinto, gara sprint di Imola compresa. Il cammino come diciamo sempre è lungo, lunghissimo con ancora 16 gare da disputare  e per i tecnici Ferrari è meglio soffrire un problema ora, e capirne le cause affinché non si ripeta, piuttosto che nella parte finale e tirata del campionato.

Verstappen forse non pensava proprio di vincerla questa corsa. Prima l'uscita al giro 8, poi il DRS che non funzionava, infine pure il buio dei tecnici Red Bull in quanto non riuscivano più a leggere la telemetria della sua monoposto negli ultimi 10 giri. Ma questa volta tutto ha girato al meglio per lui e l'aiuto del compagno Sergio Perez è stato fondamentale. Il messicano non è parso molto d'accordo, via radio, con la scelta del team Red Bull di sacrificarlo. Perez sentiva di potersela giocare per la vittoria, ma il suo ruolo in squadra è apparso chiaro. E se già al sesto appuntamento gli viene detto di farsi da parte, la regola nel team di Christian Horner appare a senso unico per Verstappen, come sempre del resto.

Verstappen ha duellato a lungo con Russell e sulla sua strada (DRS o non DRS) ha trovato un nuovo rivale che gli darà gran filo da torcere. Il controsorpasso dell'inglese alla prima curva è stato a dir poco spettacolare così come la sua strenua difesa. Non si erano mai trovati così vicini Verstappen e Russell e la prima volta è stato subito spettacolo. Per la prima volta quest'anno, il campione del mondo in carica si trova leader della classifica mondiale con 6 punti di vantaggio su Leclerc. Bella la gara di Perez, ottimo secondo e autore del giro più veloce. Il messicano è terzo in classifica con 85 punti, mica tanto lontano dal duo di testa. Per lui, sono tre i secondi posti conquistati oltre a due quarti e un ritiro a Sakhir.



Russell, dicevamo, è stato protagonista di una prova sontuosa ripetendo la terza posizione di Melbourne. L'inglese nei sei Gran Premi disputati si è sempre piazzato tra i primi cinque e il quarto posto in campionato con 74 punti è quanto mai meritato. Hamilton poteva fare grandi cose, ma ci ha pensato Kevin Magnussen dopo poche curve dal via a rovinare la sua corsa con una manovra insensata che ha provocato una foratura alla Mercedes. Hamilton, voleva andarsene via, ha chiesto al team di ritirare la vettura, di stare ultimo proprio non ne aveva voglia. Il suo ingegnere lo ha incitato e lui ci ha dato dentro portando in scena uno spettacolo meraviglioso. Senza l'aiuto di una safety-car, Hamilton da ultimo ha recuperato forte fino al quarto posto, incredibile (e senza Magnussen poteva anche puntare al successo visto quel che è accaduto), ma un problema idraulico all'ultimo giro lo ha fatto scendere quinto. Poco male, Lewis ha zittito i critici dell'ultima ora che già lo vedevano in pensione.

Bravo come sempre Valtteri Bottas, sesto con la Sauber Alfa Romeo-Ferrari. Una strategia gomme non proprio felice ha impedito al finlandese di potersela giocare per la quinta posizione, come ha fatto notare via radio. Ma non è una sorpresa che in casa Sauber gli strateghi non l'azzecchino spesso, chiedere agli ex Antonio Giovinazzi e  Kimi Raikkonen per avere conferma. L'Alpine-Renault si accontenta della settima posizione di Esteban Ocon, nono Fernando Alonso, caparbio nel recupero dall'ultima posizione dalla quale era partito (scelta del team dopo la qualifica per intervenire sulla vettura). Ottava la McLaren-Mercedes con un Lando Norris indisposto, ma eroico nel partecipare e terminare la corsa in zona punti. Male, malissimo, Daniel Ricciardo, ancora una volta deludente. L'ultimo punto è andato un tosto Yuki Tsunoda con l'Alpha Tauri-Honda.



L'impegno quasi commovente di Sebastian Vettel non è bastato per portare in zona punt l'Aston Martin-Mercedes. Il tedesco è risultato 11esimo davanti a Ricciardo e a Pierre Gasly, urtatosi con Lance Stroll. Un buon inizio gara lo ha avuto Mick Schumacher, nella top 10, ma giro dopo giro è sceso in classifica. Delusione in casa Haas-Ferrari soprattutto per la gara gettata via da Magnussen. Tristemente inesistenti le due Williams-Mercedes con un Alexander Albon a dir poco irriconoscibile e costantemente lontano da Nicholas Latifi.

Domenica 22 maggio 2022, gara

1 - Max Verstappen (Red Bull-Honda) - 66 giri
2 - Sergio Perez (Red Bull-Honda) - 13"072
3 - George Russell (Mercedes) - 32"927
4 - Carlos Sainz (Ferrari) - 45"208
5 - Lewis Hamilton (Mercedes) - 54"534
6 - Valtteri Bottas (Sauber Alfa Romeo-Ferrari) - 59"976
7 - Esteban Ocon (Alpine-Renault) - 1'15"397
8 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 1'23"235
9 - Fernando Alonso (Alpine-Renault) - 1 giro
10 - Yuki Tsunoda (Alpha Tauri-Honda) - 1 giro
11 - Sebastian Vettel (Aston Martin-Mercedes) - 1 giro
12 - Daniel Ricciardo (McLaren-Mercedes) - 1 giro
13 - Pierre Gasly (Alpha Tauri-Honda) - 1 giro
14 - Mick Schumacher (Haas-Ferrari) - 1 giro
15 - Lance Stroll (Aston Martin-Mercedes) - 1 giro
16 - Nicholas Latifi (Williams-Mercedes) - 2 giri
17 - Kevin Magnussen (Haas-Ferrari) - 2 giri
18 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 2 giri

Ritirati
Guan Yu Zhou
Charles Leclerc

Il campionato
1.Verstappen 110; 2.Leclerc 104; 3.Perez 85; 4.Russell 74; 5.Sainz 65; 6.Hamilton 46; 7.Norris 39; 8.Bottas 38; 9.Ocon 30; 10.Magnussen 15; 11.Ricciardo, Tsunoda 11; 13.Gasly 6; 14.Vettel, Alonso 4; 16,Albon 3; 17.Stroll 2; 18.Zhou 1.

Il campionato costruttori
1.Red Bull-Honda 195; 2.Ferrari 169; 3.Mercedes 120; 4.McLaren-Mercedes 50; 5.Sauber Alfa Romeo-Ferrari 39; 6.Alpine-Renault 34; 7.Alpha Tauri-Honda 17; 8.Haas-Ferrari 15; 9.Aston Martin-Mercedes 6; 10.Williams-Mercedes 3.

22 Mag [16:45]

Montmelò - La cronaca
Verstappen 1° e leader del mondiale

Finale - Vittoria di Verstappen che precede il compagno di squadra Perez per una doppietta tutta Red Bull. E adesso l'olandese, dopo il ritiro di Leclerc, diventa anche leader del mondiale. Terza posizione per Russell, grande protagonista con la Mercedes. Quarto Sainz davanti ad Hamilton, da ultimo a quinto e senza "aiuti" di safety-car o virtual safety car. Sesta posizione per Bottas, poi Ocon Norris Alonso e Tsunoda a punti. Undicesimo Vettel che ha preceduto Ricciardo Gasly Schumacher Stroll Latifi Magnussen e Albon. Ritirati Zhou e Leclerc

Hamilton alza il piede e Sainz raggiunge Hamilton superandolo facile

Si temeva il consumo di benzina e così è per la Mercedes: dai box avvisano Hamilton e Russell di stare attenti perché c'è il rischio di ritirarsi

Tsunoda è salito in zona punti superando Schumacher, passato anche Vettel

62° giro - Nel box Red Bull non vedono più la telemetria della vettura di Verstappen. Ma tutto procede bene per l'olandese

61° giro - Verstappen procede in scioltezza con 19" su Perez. Russell è a 8" dal messicano ed ha 11"5 sul compagno di squadra Hamilton

59° giro - Hamilton prende la scia di Sainz e lo supera bene alla prima curva

58° giro - Si annuncia un duello tra Sainz e Hamilton per il quarto posto

57° giro - Sainz e Hamilton riescono a superare Bottas

Da applausi il recupero di Hamlton che dopo la foratura al 1° giro causata da una manovra senza senso di Magnussen, che lo ha precipitato ultimo, è ora sesto

57° giro - Vicinissimi Bottas (quarto), Sainz e Hamilton

55° giro - La situazione: Verstappen +24"7 Perez +28"3 Russell +37"4 Bottas +39"3 Sainz +42"0 Hamilton. Più staccati Ocon Norris Alonso e Schumacher in zona punti. Poi, Tsunoda Vettel Ricciardo Gasly Stroll Magnussen Latifi Albon

54° giro - Pit-stop non veloce per Alonso, problemi gomma anteriore destra

53° giro - Pit-stop per Perez che monta le soft per tentare il giro più veloce che vale 1 punto per il pilota e per il team

53° giro - Russell si riprende la terza posizione superando Bottas che fatica con le medie che ha da diversi giri

52° giro - Terzo pit-stop di Norris, gomme soft. Sosta anche per Ocon

51° giro - Terzo pit-stop per Russell che passa dalle medie alle soft

50° giro - Hamilton supera Ocon e va sesto a 7" da Sainz

49° giro - Verstappen Perez Russell Bottas Sainz Ocon Hamlton Norris Alonso Tsunoda Schumacher Vettel Ricciardo Gasly Latifi Magnussen Stroll Albon

Terzo pit-stop per Hamilton che monta gomme soft

48° giro - Perez fa passare platealmente Verstappen

Perez vede avvicinarsi Verstappen e non è d'accordo con la indicazione del team di rallentare per farlo passare

46° giro - Verstappen accorcia a 3" il divario dal compagno di squadra Perez. Sainz dopo il pit-stop è ora sesto

45° giro - Terzo pit-stop per Sainz, riparte con le soft

Perez guida con 5"3 su Verstappen e 7"9 su Russell. Hamilton sta recuperando forte su Bottas e Sainz

44° giro - Come preventivato, la Red Bull non perde tempo e richiama Verstappen per passare dalle soft alle medie

43° giro - Verstappen +16"3 Perez +22"3 Russell +35"3 Bottas +36"8 Sainz +45"2 Hamilton +57" Ocon poi Norris Alonso e Tsunoda in top 10. A seguire Schumacher Ricciardo Gasly Vettel Stroll Latifi Magnussen Albon

42° giro - Pit-stop per Vettel al secondo cambio gomme, da soft passa alle medie

41° giro di 66 - Verstappen comanda tranquillo, ma ha le gomme soft. Sarà necessario un terzo pit-stop?

39° giro - Verstappen comanda con 17" su Perez e 21"7 su Russell. Quarto Bottas che ha 1"4 su Sainz. Sesto Hamilton che precede Ocon Norris Vettel Alonso Tsunoda Schumacher Ricciardo Gasly Stroll Latifi Albon Magnussen

37° giro - Secondo pit-stop per Perez, da media a media, Verstappen leader del Gran Premio

36° giro - Russell va al secondo pit-stop e monta gomme soft

33° giro - Secondo pit-stop di Norris che rientra con le soft

Verstappen supera Bottas e sale in terza posizione. L'olandese è con gomma soft dopo il secondo pit-stop, Perez e Russell che comandano la gara hanno gomme medie e un pit-stop

31° giro - Secondo pit-stop per Sainz che riparte con le medie. Ai box anche Alonso, gomme soft, e Ricciardo, Pirelli medie

30° giro - Perez attacca Russell alla prima curva e riesce a compiere il sorpasso. Il messicano è primo

Pit-stop per Zhou che però si ritira, e Gasly che riparte con gomme soft. Pit anche per Magnussen, gomme hard per lui

29° giro - Russell ha ora Perez dietro, Bottas è terzo davanti a Verstappen Sainz Ocon Norris Tsunoda Alonso Schumacher Ricciardo Gasly Vettel Hamilton Magnussen Stroll Latifi Albon Zhou

28° giro - Secondo pit-stop per Verstappen che monta gomme soft

Contatto tra Stroll e Gasly alla prima curva, il canadese si gira e riparte

27° giro - Clamoroso, Leclerc prosegue piano ed entra ai box per ritirarsi

26° giro - La situazione: Leclerc Russell Verstappen Perez Bottas Sainz Ocon Norris Tsunoda Alonso Schumacher Ricciardo Zhou Gasly Stroll Vettel Hamilton Latifi Magnussen Albon

25° giro - Leclerc solitario con 12" di vantaggio su Russell e Verstappen. Perez si sta avvicinando al duellanti e chiede via radio di poter passare Verstappen

23° giro - Verstappen infila all'interno della prima curva Russell, ma l'inglese della Mercedes è fantastico e lo risupera di slancio, durissimo

22° giro - Secondo pit-stop per Hamlton che monta le medie. Anche Vettel al pit-stop

21° giro - Leclerc fa il pit-stop e monta le gomme medie. Rientra mantenendo la prima posizione

19° giro - Leclerc guida la gara con 29" su Russell Verstappen Perez Bottas Ocon Sainz ora settimo davanti a Vettel Norris Tsunoda Alonso Schumacher Ricciardo Gasly Zhou Hamilton Stroll Albon Latifi Magnussen

18° giro - Verstappen si rituffa su Russell, ma l'inglese è bravo nel difendersi e respinge la Red Bull

17° giro - Pit stop per Perez che rientra quarto

Ora il DRS di Verstappen funziona e va all'assalto di Russell, ma il pilota Mercedes riesce a difendersi

16° giro - Non si sono fermati per il pit-stop Leclerc Perez e Vettel

Verstappen aziona il DRS all'inizio del rettifilo di arrivo, ma si è subito chiuso. Problema non risolto quindi

15° giro - Leclerc continua con le soft seguito a 15"3 da Perez. Entrambi senza pit-stop. Terzo è Russell che ora ha Verstappen molto vicino

14° giro - Pit stop per Bottas, il DRS di Verstappen è tornato a funzionare

Sainz supera Norris e si porta in nona posizione

13° giro - Pit stop anche per Ocon

13° giro - Pit stop per Russell e Verstappen, la Mercedes rimane davanti alla Red Bull. Per tutti il cambio gomme è da soft a medie.

12° giro - Pit stop per Norris Schumacher e Latifi

Problemi al DRS per Verstappen che non riesce ad usarlo

Russell tiene bene il secondo posto davanti a Verstappen e Perez. Russell è a 10" da Leclerc

11° giro - Tsunoda supera Ricciardo per il nono posto

Perez si fa da parte e si lascia superare da Verstappen per il terzo posto

10° giro - Pit stop per Sainz Alonso Gasly e Zhou che montano gomme medie

Bel recupero di Norris che ha superato sia il compagno Ricciardo sia Schumacher

9° giro - La situazione vede Leclerc con 8"7 di vantaggio su Russell che sta lottando duro con Perez. Quarto è Verstappen poi Bottas Ocon Norris Schumacher Ricciardo Tsunoda Sainz Alonso Gasly Vettel Zhou Stroll Albon Latifi Hamilton Magnussen

8° giro - Anche Verstappen finisce nella ghiaia tutto solo, grave errore dell'olandese, ma riesce a ripartire e rientra dietro a Perez

8° giro - Leclerc spinge forte e il suo vantaggio su Verstappen sale a 2"

7° giro - Errore di Sainz in frenata che finisce tutto solo nella ghiaia, ma riesce a ripartire

6° giro - Alonso riesce a passare Vettel tra il boato del pubblico

Alonso da ventesimo è risalito quattordicesimo e ingaggia un furioso duello con Vettel

5° giro - Leclerc porta a 1"2 il vantaggio su Verstappen che ha Russell a 3"2 mentre Ocon scatenato raggiunge e supera anche Schumacher per la settima piazza

4° giro - Bottas supera Schumacher per la sesta posizione mentre Ocon supera Ricciardo e sale ottavo

Nella confusione della prima curva il replay mostra Perez che ha toccato sia Sainz sia Russell, ma niente di grave, tutti hanno proseguito

2° giro - Leclerc ha 8 decimi di vantaggio su Verstappen, 2"4 su Russell che precede Perez Sainz, poi uno splendido Schumacher seguito da Bottas Ricciardo Ocon Norris Tsunoda Gasly Vettel Stroll Alonso Zhou Albon Latifi Hamilton e Magnussen

Magnussen urta la Mercedes di Hamilton che rimedia una foratura e procede lentamente

Bella partenza di Leclerc che tiene a bada Verstappen. Non scatta bene Sainz che da terzo scende quinto superato da Russell e Perez

Alonso parte ultimo per scelta del team, così facendo sono potuti intervenire sulla monoposto

Intanto si apprende che Norris non è in buone condizioni fisiche, ma è comunque presente. Parte 11esimo

Comincia il giro di ricognizione

Verstappen ha atteso fino all'ultimo per schierarsi in griglia di partenza per mantenere fresco il motore

Hamilton è in griglia di partenza con le gomme medie, tutti gli altri "indossano" le soft

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