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Daytona - Gara di qualifica
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Mondiale Rally

Monaco - 4° giorno
Vince Ogier, doppietta Toyota

Massimo Costa

Debuttare nel ruolo di team principal Toyota ottenendo una doppietta nella prima prova del...

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23 Gen [16:42]

Sainz, primo test Ferrari il 28:
guiderà a Fiorano la macchina 2018

Jacopo Rubino

È previsto mercoledì 27 gennaio il debutto di Carlos Sainz su una Ferrari di Formula 1. In attesa dei test collettivi in Bahrain, in programma dal 12 al 14 marzo, lo spagnolo sarà in azione a Fiorano con la SF71H, la vettura della stagione 2018 che non è sottoposta a limitazioni sul chilometraggio. Sarà un modo per allenarsi, togliere la "ruggine" della pausa invernale e, ovviamente, cominciare a prendere confidenza con gli ingegneri e le procedure della sua nuova squadra, anche se Sainz ha già lavorato al simulatore.

L'ex alfiere McLaren sarà in azione anche nella mattinata di giovedì 28, mentre martedì sarà preceduto dal compagno Charles Leclerc: il monegasco lo scorso 14 gennaio ha confermato di aver contratto il Coronavirus e di essere in autoisolamento nella propria abitazione a Monaco, ma dopo essersi ristabilito avrebbe l'opportunità di tornare nell'abitacolo a 44 giorni dall'ultimo Gran Premio di Abu Dhabi.

Il Cavallino, in realtà, ha organizzato un'intera settimana di prove per i suoi piloti, compresi quelli della Driver Academy. Si partirà infatti lunedì con Giuliano Alesi, Marcus Armstrong e Robert Shwartzman. Per il francese e il neozelandese sarà l'esordio su una F1: Giuliano avrà questa occasione a poco più di trent'anni dalla prima volta di papà Jean su una Rossa, la 641 del 1990.

Dopo i titolari Leclerc e Sainz, giovedì pomeriggio e venerdì mattina toccherà a Mick Schumacher, neo alfiere Haas che si preparerà così alla sua prima stagione nel Mondiale. Il tedesco ha già saggiato la SF71H a settembre, insieme a Shwartzman e a Callum Ilott. L'inglese, vicecampione F2 e nominato terzo pilota Ferrari per il 2021, chiuderà il programma di collaudi girando venerdì pomeriggio.

22 Gen [15:13]

Button torna alla Williams:
nel 2000 pilota, ora consulente

Jacopo Rubino - XPB Images

A 21 anni di distanza, Jenson Button torna in Williams: il pilota inglese diventa consulente della squadra insieme a cui, giovanissimo, esordì nel 2000 in Formula 1. Sotto questo incarico, con un accordo a lungo termine, Button presenzierà ai Gran Premi, fornirà la sua esperienza allo staff e ai piloti, ma sarà anche ambasciatore e uomo immagine. Lo ha voluto a bordo Dorilton Capital, il fondo che la scorsa estate ha acquisito il team subentrando alla famiglia Williams e che sta via via potenziando l'organigramma.

"Posso dire di aver firmato di nuovo per la Williams. A 19 anni quel momento mi cambiò la vita: Frank Williams mostrò fiducia in me, gliene sarò eternamente grato, e ora sono entusiasta di tornare per dare il mio aiuto", ha commentato Button. "C'è parecchio lavoro da fare, ma sono certo che questa scuderia abbia davanti un futuro luminoso e non vedo l'ora di cominciare".

Jenson disputò una sola stagione da alfiere Williams, con un quarto posto a Hockenheim come miglior risultato. Passò poi in Benetton-Renault e quindi alla BAR, divenuta Honda quando centrò nel 2006 il primo successo iridato. Nel 2009, all'addio della casa giapponese, la squadra si trasformò in Brawn e arrivò un clamoroso titolo, seguito dal trasferimento in McLaren per diventare vicecampione 2011 e regalare al team l'ultima vittoria (Brasile 2012). A fine 2016 il britannico ha chiuso da pilota F1, al di là di una presenza a Montecarlo per sostituire Fernando Alonso impegnato alla 500 Miglia di Indianapolis, ma non ha appeso il casco al chiodo: si è laureato campione 2018 del Super GT, e pochi mesi fa si è pure misurato nel British GT con la sua scuderia, che vedremo quest'anno nel DTM. Nel frattempo, è anche apprezzato opinionista per Sky UK.

"Nel 2000, Sir Frank intravide il talento di Jenson e gli offrì la prima opportunità in F1. Ha più che rispettato quelle premesse con una splendida carriera, culminata nel Mondiale. Più di recente, ha mostrato capacità sia imprenditoriali che televisive, e rimane una figura rispettata nel paddock", ha sottolineato Jost Capito, dal 1° febbraio amministratore delegato della Williams. "Riaverlo qui è un altro passo per riportare il team al vertice".

Il rientro a Grove, questa volta, non sfumerà come quello di oltre 15 anni fa: nell'agosto 2004 Button firmò un pre-contratto per correre ancora in Williams nel biennio 2005-2006, poi sciolto per vie legali e con un sostanzioso risarcimento. Jenson rimase in BAR (col senno di poi, scelta corretta), la Williams ripiegò su Nick Heidfeld. Altri tempi.

22 Gen [11:26]

Red Bull con i V6 Honda dopo il 2021,
l'ultimo passaggio è la votazione FIA

Jacopo Rubino

Stando al consulente Helmut Marko, Red Bull e Honda hanno definito le modalità con cui la casa giapponese, salutata la Formula 1 a fine 2021, lascerà in eredità le sue power unit. "Fra noi è stato tutto definito, ma ci serve la conferma sul blocco agli sviluppi. Aspettiamo la decisione della FIA", ha confermato il manager austriaco ad Auto Motor und Sport. Lunedì è in programma il voto elettronico della F1 Commission per approvare il congelamento dei motori fino al 2025, il passaggio chiave per rendere sostenibile il piano Red Bull.

Nell'opera di mediazione con gli avversari, l'idea è consentire l'aggiornamento degli attuali V6 fino alla prima gara del 2022, dopodiché ci sarebbe l'omologazione delle specifiche. Aspetto importante soprattutto per Ferrari, rimasta indietro a livello di potenza, per recuperare terreno. Un'altra proposta Red Bull è quella un "balance of performance", equilibrando le prestazioni dei propulsori agendo sul flusso di carburante. Ma sarebbe qualcosa di abbastanza sacrilego, per la categoria regina del motorsport.

E se la votazione non avesse l'esito sperato? Secondo Marko, a Milton Keynes non c'è un piano B: "La Red Bull dovrebbe ripensare drasticamente la sua situazione in F1. Per motivi economici, il congelamento è l'unica strada possibile". Insomma, quasi una minaccia di abbandono, peraltro non l'unica lanciata in questi anni, seppur Marko abbia tenuto a sottolineare: "Non è un ricatto".

Da regolamento l'alternativa sarebbe un accordo "forzato" con la Renault, in quanto motorista con il minor numero di clienti. Ad oggi, in realtà, addirittura nessuno. Ma l'ipotesi di ricreare questa partnership non entusiasma nessuna delle due parti, dopo una separazione poco amichevole.

Nel frattempo, la Honda vuole comunque chiudere in bellezza il suo impegno nel Mondiale: resta una stagione per provare a centrare il titolo, e si giocherà tutto per colmare il gap dalla Mercedes. "Non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo di diventare campioni del mondo. Ci siamo detti come possiamo farcela, per questo abbiamo anticipato al 2021 il motore 2022", ha affermato a The Race il direttore tecnico Toyoharu Tanabe. Anche a costo di rischiare con l'affidabilità: "Al banco prova il motore può superare i collaudi senza problemi, ma in pista possono esserci altri fattori. Cercheremo di valutare tutto nei tre giorni di test".

21 Gen [17:29]

Sauber e Ferrari verso il rinnovo:
c'era l'alternativa dei motori Renault

Jacopo Rubino - XPB Images

Il team Sauber, oggi Alfa Romeo Racing per motivi di marketing, va verso il rinnovo della fornitura dei motori Ferrari fino al 2025. L'attuale intesa scade quest'anno ma, stando al Corriere della Sera, a Maranello c'è sicurezza sul proseguimento di un rapporto che risale addirittura al 1997, intervallato solo dal periodo 2006-2009 in cui la scuderia svizzera è stata di proprietà BMW. In questo modo, la Sauber declinerebbe l'interesse della Renault.

La voce circolava già qualche tempo fa: persa la McLaren che monterà i V6 Mercedes, il costruttore francese vuole riavere una squadra clienti al fianco di quella ufficiale (ora marchiata Alpine), che fa comodo a livello tecnico, finanziario, politico e per allevare i piloti del programma giovani. Nella Formula 1 odierna, guardando ai contratti in essere e ai vari equilibri, la Sauber era forse l'unica soluzione praticabile per questo obiettivo. Ma a quanto pare non se ne farà nulla.

Circa un mese fa il team principal Frederic Vasseur, che nel 2016 fu proprio in Renault, sulla firma con la Rossa aveva mantenuto un margine di dubbio: "Mai dire mai, è come un matrimonio. Nessuno ha la garanzia di restare per sempre con la stessa donna! In una partnership bisogna considerare che ci sono alti e bassi. Noi dobbiamo chiederci qual è il miglior accordo, e fino ad ora la Ferrari è stata tendenzialmente un partner solido". Queste parole, pronunciate al quotidiano Blick che è sempre un'antenna sul team elvetico, facevano pensare a qualche alternativa sul tavolo.

In realtà a Hinwil starebbero già progettando la macchina 2022 sugli ingombri della power unit italiana, nel segno della continuità tecnica, si legge su Motorsport.com. Dall'altro lato, il Cavallino manterrebbe inalterata la sua area di influenza in griglia, considerando anche il legame con la Haas a cui è stato delegato il debutto in F1 di Mick Schumacher. In Alfa Romeo Racing, invece, il sedile in quota Ferrari è rimasto nelle mani del nostro Antonio Giovinazzi.

Questo rinnovo, tuttavia, non coincide in automatico con quello della sponsorizzazione Alfa Romeo: bisognerà capire la strategia di Stellantis, il megagruppo nato dalla fusione di FCA e PSA (Peugeot) fresca di completamento. Sarà una trattativa diversa.

21 Gen [12:33]

Meno gare nei futuri calendari F1?
Il nuovo CEO Domenicali apre all'idea

Jacopo Rubino

La stagione 2021 di Formula 1, Coronavirus permettendo, con 23 Gran Premi sarà la più lunga di sempre. Ma Stefano Domenicali, dal 1° gennaio erede di Chase Carey come amministratore delegato del Circus, per il futuro ha aperto ad un'ipotesi inaspettata: un calendario con meno tappe, anche a pandemia terminata. Sarebbe un'inversione di rotta quasi clamorosa, visto che Liberty Media, sulla scia del vecchio padrone Bernie Ecclestone, ha continuato la caccia a nuovi circuiti e Paesi, aumentando la durata del Mondiale e, ovviamente, i ricavi.

"23 è un numero molto importante di gare, senza dubbio, in termini di quantità, di attenzione, di impegno richiesto alle persone. Ci sono due posizioni in merito: qualcuno può dire che siano troppe, qualcun altro che non sia un problema", ha affermato il manager italiano in una intervista a Sky Sports. Forse il suo arrivo al vertice della F1 ha portato un modo differente di vedere le cose.

"Mi verrebbe da dire che questa equazione si risolverà da sola. Riuscendo a offrire un prodotto incredibile, potremmo forse tornare a qualche corsa in meno e magari per alcuni Gran Premi ci sarebbe la possibilità di una rotazione, mantenendo visibilità su territori diversi. È qualcosa su cui quest'anno abbiamo in programma di pensare attentamente, così da essere pronti quando il mondo tornerà alla normalità".

È un passo indietro che in più occasioni è stato suggerito da alcuni addetti ai lavori, tra cui qualche team principal, per lo sforzo sempre maggiore richiesto allo staff viaggiante. Il campionato 2021, ad oggi, prevede ad esempio tre triplette di trasferte consecutive: Belgio-Olanda-Italia, poi Russia-Singapore-Giappone e USA-Messico-Brasile, addirittura intercontinentali. Persino una certa fetta di appassionati, "obbligati" a dedicare una quota sempre maggiore del proprio tempo libero alla F1, non è entusiasta di un calendario divenuto ormai ipertrofico. E non bisogna dimenticare il rischio di diluire il valore dei singoli eventi, anche di quelli tradizionali, cercando la quantità a ogni costo.

Dopo circa tre decenni con 16-17 round a stagione, il processo di crescita si può ritenere iniziato nel 2004, quando si disputarono 18 gare. Sono diventate 20 nel 2017, quando Liberty Media acquistò la F1 da Ecclestone, sulla carta sono adesso 23. Per il 2021 Domenicali conferma la necessità di restare "flessibili", dovendo sempre operare nell'emergenza COVID-19, ma chissà che questo contesto non induca un approccio più votato alla qualità. Anche se l'ultimo Patto della Concordia fissa il tetto addirittura a quota 25.

20 Gen [16:19]

Perez, primi giorni in Red Bull:
"Comincio a sentirmi a mio agio"

Jacopo Rubino

L'avventura di Sergio Perez in Red Bull è davvero cominciata: sta scoprendo la sede di Milton Keynes, sta conoscendo ingegneri e meccanici, ha effettuato le prime sessioni al simulatore. Mancano oltre due mesi al via del campionato 2021 di Formula 1, ma è questo il momento per gettare le basi giuste. "Un'opportunità del genere capita una sola volta nella vita, lo so e sono pronto a sfruttarla", mette in chiaro il pilota messicano. "Ho aspettato tutta la carriera per l'occasione in un top team, finalmente è arrivata e credo proprio al momento giusto. Sono impaziente di scendere in pista".

Per adesso "Checo" si è accontentato di provare la sua nuova monoposto solo in versione virtuale. "Mi sono già fatto un'idea di com'è", ha anticipato, e già si confronta con i tecnici: "Ci sono già alcune buone idee che stiamo condividendo, speriamo si trasformino in prestazioni". I primi riscontri verranno dai test in Bahrain in programma dal 12 al 14 marzo.

Questi giorni, nel frattempo, hanno alimentato il fuoco dell'entusiasmo. "Quando ti trovi qui, capisci subito perché la Red Bull sia stata così vincente. Per le strutture di cui dispongono, per persone molto capaci. Ci sono parecchie differenze rispetto alle mie precedenti scuderie. L'organizzazione è elevatissima, le risorse lasciano colpiti", sottolinea l'ex alfiere della Racing Point, in cui ha militato dal 2014 quando si chiamava ancora Force India.

"È stato strano quando ho indossato i colori Red Bull per la prima volta. È qualcosa che non avevo mai considerato come un'opzione, non essendo stato membro del loro programma giovani, ma è un sogno che si è avverato. Sembra di essere un cane in una nuova famiglia, sei abituato in un certo modo e all'improvviso cambi. Ma devo dirlo, qui sto cominciando a sentirmi molto a mio agio".

La contropartita di Perez? "Tanta esperienza e conoscenza. Sono stato in squadre diverse, ho vissuto cicli diversi, credo di sapere cosa mi serva. Credo di poter spingere a mia volta il team in alcune aree". Da lui la Red Bull si aspetta sicuramente più punti e prove di qualità superiore rispetto ad Alex Albon, retrocesso nel ruolo di riserva. Da oggi tocca a Sergio misurarsi ad armi pari con il quotatissimo Max Verstappen: "È una grande sfida, considerato il suo talento e da quanto tempo è già in squadra. Senza dubbio è fra i più veloci, se non il più veloce in assoluto. Ma non vedo l'ora".

L'obiettivo è "dimostrare di poter affrontare anche questo salto", per essere all'altezza di una formazione di vertice, dopo numerosi exploit guidando auto di metà schieramento. Su tutti, l'incredibile successo al Gran Premio di Sakhir. Con la dirigenza anglo-austriaca, intanto, c'è la speranza condivisa di colmare finalmente il gap dalla Mercedes, "dando vita a una grande battaglia e regalando alla F1 uno spettacolo migliore".

19 Gen [12:05]

Nissany confermato dalla Williams,
sarà il tester ufficiale del team

Massimo Costa

Buone notizie per Roy Nissany. Il pilota israeliano, rimarrà legato al team Williams ed avrà il ruolo di tester ufficiale. Nel 2020, Nissany ha contribuito allo sviluppo della FW43 sia con il lavoro svolto al simulatore sia con la sua partecipazione alle prove in circuito. Ha infatti partecipato a tre sessioni di prove libere in occasione dei Gran Premi di Spagna, Italia e Bahrain , guidando la Williams nei test di fine stagione ad Abu Dhabi.

Per quanto riguarda questa stagione, il 26enne di Tel Aviv disputerà nuovamente tre sessioni libere del venerdì in tre Gran Premi ancora da definire. Parteciperà ai test pre campionato di Sakhir e sarà coinvolto nel lavoro di sviluppo al simulatore nella sede del team Williams.

Nissany ha commentato: "Sono onorato di poter continuare a far parte della Williams. Da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme, abbiamo compiuto enormi progressi in diverse aree della vettura. Dedicandomi interamente alla squadra, ho potuto migliorare le mie conoscenze e competenze nonché le mie capacità di pilota".

Il team principal Simon Roberts ha osservato: "Sono lieto che Roy continuerà come tester ufficiale della squadra sulla base del buon lavoro che abbiamo iniziato l'anno scorso. Siamo rimasti molto soddisfatti del contributo che Roy ha dato sia attraverso il suo lavoro in pista sia al simulatore di Grove, che hanno contribuito a migliorare le prestazioni della FW43. Ci è piaciuto anche vedere Roy crescere come pilota e non c'è dubbio che continuerà ad andare sempre più forte quest'anno ".

Nissany è il primo pilota israeliano ad essere coinvolto nel Mondiale F1. Nel 2021 proseguirà la propria carriera in F2, categoria che lo ha visto protagonista nel 2018 col team Campos e nel 2020 con la italiana Trident. Dal 2015 al 2017, ha corso nella World Series 3.5 ottenendo in totale quattro successi e il quarto posto nel campionato del 2016. In precedenza, Roy si è fatto le ossa nel FIA F3 e nell'Adac Masters.

18 Gen [11:44]

Bottas 6° all'Arctic Lapland Rally:
a febbraio sarà wild-card nel WRC?

Jacopo Rubino

Per Valtteri Bottas sta ormai diventando una tradizione, partecipare all'Arctic Lapland Rally nel mese di gennaio: un modo di tenersi allenato durante il periodo invernale, quando la Formula 1 è in pausa, coltivando una delle sue principali passioni. Quest'anno il pilota finlandese ha chiuso sesto, come nel 2020 alla guida della Citroen DS3 WRC gestita dal team PH Sport, e con l'esperto Timo Rautiainen nel ruolo di navigatore.

Bottas era ottavo al termine della prima giornata, venerdì, mentre sabato è salito settimo e poi sesto nella penultima delle 10 prove speciali in programma. Per tre volte ha pure siglato il quinto tempo assoluto in PS. "È bello essere arrivato al traguardo, ancora una volta ho imparato molto sui rally e le speciali mi hanno divertito tanto", ha commentato. Un'esperienza che gli può tornare utile al ritorno in monoposto: "Quando disputo un rally, sento sempre di ricevere qualcosa a livello di abilità di guida", aveva spiegato alla vigilia.

E adesso c'è una suggestione: quella di una presenza da wild-card nel Mondiale. Il 26-28 febbraio si disputerà l'Arctic Rally con validità iridata,
inserito per sostituire la Svezia come round sulla neve, mentre la F1 ha rinviato il suo start spostando il Gran Premio d'Australia a novembre. "Il mio calendario è molto pieno, sarà difficile programmare altro. Non son ancora se mi sarà consentito", ha subito avvertito il portacolori Mercedes al quotidiano Iltalehti. "Dipenderà da eventuali obblighi contrattuali da rispettare con la squadra in quei giorni. Se ci fosse una finestra libera, però, ci penserei sul serio. A fine febbraio normalmente volo in Inghilterra per il lavoro in sede, ma ora non avrebbe senso, perché la preparazione per il campionato è un po' diversa. Le riunioni con il team si tengono da remoto e, per fortuna, gli argomenti discussi mi sono più o meno familiari".

In caso di via libera, ci sarebbe un nodo da sciogliere: "Sarebbe molto importante l'auto che potrei avere. I rally sono un hobby ma non costano poco". Per questo weekend il piano iniziale era di passare a una Hyundai i20 di ultima generazione, preparata dalla scuderia 2C Competition, ma quell'esemplare è andato distrutto nel crash di Ole Christian Veiby al Rally di Monza. Ripiegare sulla "vecchia" DS3 ha permesso a Valtteri di contenere il budget, chissà che il risparmio non torni utile fra un mese.

17 Gen [15:24]

Ceccarelli, Formula Medicine
"Dall'emergenza, siamo emersi"

Una stagione difficile, ma non impossibile per Formula Medicine, quella che si è conclusa. In tempi di emergenza, la struttura del dottor Riccardo Ceccarelli ha risposto con l'arma della flessibilità. Non adattamento, ma capacità a risolvere ogni tipo di problema. Da ciò è scaturito un bilancio del 2020 addirittura positivo. Lo dicono i numeri ed anche i risultati ottenuti e le novità introdotte per forza di cose in un momento globalmente drammatico.

"Siamo riusciti a ribaltare in positivo il valore di un anno che sembrava perso. Dall'emergenza abbiamo saputo emergere - spiega Ceccarelli - A gennaio abbiamo iniziato inaugurando la versione 2.0 della palestra mentale; una struttura molto innovativa, dotata di sei grandi schermi touch screen da noi stessi realizzati in sede. Abbiamo lavorato sull'evoluzione del software, l'analisi e gli algoritmi legati al training mentale, facendo un grosso salto in avanti”.

Poi è arrivato il lockdown, che ha bloccato tutto. Ma l'attività di Formula Medicine è proseguita ininterrottamente. "Abbiamo continuato ad allenare da remoto, predisponendo degli stage on-line con i piloti BMW. In poco tempo siamo riusciti ad organizzarci per fornire loro un servizio di qualità", prosegue Ceccarelli.

Quindi una molteplice sfida. "Ci siamo trovati a seguire F1, DTM, il kart e le varie 24 Ore concentrate in pochi mesi - spiega il numero uno di Formula Medicine - Delle volte avevamo anche tre eventi nello stesso weekend. In alcuni fine settimana ci siamo trovati con 20 persone del nostro staff in giro per il mondo. Nella massima categoria, dieci giorni prima che il Mondiale prendesse il via, abbiamo dovuto triplicare il personale medico in pista, portandolo da quattro a 10/11 elementi. Lo abbiamo fatto con il massimo impegno e risultato. In meno di due settimane abbiamo istituito una vera e propria task force, senza perdere qualità nel lavoro. Coordinandoci con le autorità locali per gestire i positivi al Covid-19 ed il loro rientro nei tempi più corretti. Abbiamo dovuto far fronte alle regole diverse dei vari paesi in cui siamo stati. Ed abbiamo ricevuto molti complimenti per averlo fatto nel migliore dei modi. Tutto ciò ci ha dato un credito importante”.

La flessibilità dei singoli e del gruppo è una delle doti più importanti di un'azienda. E del resto è anche e soprattutto su di essa che Formula Medicine lavora nella preparazione dei manager. Ed è proprio sulla flessibilità che ha puntato tutto. Prima di inaugurare la palestra mentale, Formula Medicine seguiva in sede e non soltanto una settantina di atleti ogni anno. Con il mental training questo numero è salito a 180. Nel 2020 gli atleti seguiti sono stati 122 di 65 differenti nazionalità, 25 di sport diversi dall'automobilismo, come golf, pattinaggio, tennis, basket, bmx ed anche l'e-sport. Un numero nel complesso molto buono.

A proposito sempre di cifre, va ricordato che Formula Medicine nell'anno che è trascorso è stata presente a 17 Gran Premi (526 in totale dall'anno in cui è stata istituita), per seguire otto team. Contestualmente ha presenziato a nove gare del DTM e 64 in totale, considerando anche l'impegno nel WEC, nella Formula E, nell'IMSA, nel kart e nelle varie 24 Ore. Ben 56 i professionisti che nel 2020 hanno lavorato con Formula Medicine. Un traguardo mai raggiunto in precedenza.


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