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2 Ott [6:46]

Rally Nuova Zelanda - Finale
Rovanperä riscrive la storia del WRC

Michele Montesano

Kalle Rovanperä ha riscritto ancora una volta la storia del Mondiale Rally. Conquistando il Rally di Nuova Zelanda, il Flying Finn a 22 anni e un giorno è diventato il campione del mondo più giovane nella storia del WRC, battendo così il primato detenuto da Colin McRae (che vinse nel 1995 a 27 anni e 89 giorni). Un successo meritato quello di Rovanperä che, in coppia con Jonne Halttunen, ha suggellato l’iride con la sesta vittoria stagionale sugli undici rally finora disputati. Un ruolino di marcia impressionante quello tenuto dell’equipaggio del Toyota Gazoo Racing Team WRT, il quale si è mostrato il più veloce e costante nella nuova era delle Rally1 ibride.

Con il titolo del WRC nel mirino, Rovanperä e Halttunen hanno iniziato l’ultima giornata del Rally di Nuova Zelanda mettendo subito in chiaro le loro intenzioni. I finlandesi infatti hanno siglato lo scratch della Whitford Forest-Te Maraunga Waiho, allungando sui diretti rivali capitanati da Sebastien Ogier autore del secondo crono. Più staccato Ott Tänak, l’unico ancora in grado di contendere il titolo al finnico. Il pilota di Hyundai Motorsport ha provato a controbattere siglando il miglior tempo nella Jacks Ridge Haunui, non senza prendersi qualche rischio di troppo. Nella ricognizione veloce della Power Stage l’estone, in fase di atterraggio da un salto, ha controllato in extremis la sua i20N arrivata lunga sull’erba.



È toccato poi al campione uscente Ogier abdicare lo scettro a modo suo conquistando lo scratch della ripetizione di Whitford Forest-Te Maraunga Waiho. Il francese si è calato nel ruolo di scudiero permettendo a Rovanperä di concludere al meglio la sua cavalcata trionfale. Grazie alla vittoria nella Power Stage, il Flying Finn ha così conquistato il suo primo iride concludendo il Rally di Nuova Zelanda con il bottino pieno. Tagliato il traguardo, ad aspettare Rovanperä c’era il papà Harri a suggellare il definitivo passaggio di consegna del testimone. Il primo pensiero del finnico è andato alla sua squadra: “Il più grande ringraziamento va ovviamente al Toyota Gazoo Racing Team WRT che quest’anno ha realizzato un missile: un’auto affidabile e veloce. Anche dopo i rally più difficili hanno sempre creduto in noi, dandoci tutto il loro supporto”.



Grazie al secondo posto di Ogier (nella foto sopra) è maturata anche la quarta doppietta stagionale per Toyota. L’otto volte iridato ha conquistato il suo secondo podio nell’era ibrida, dopo il secondo posto ottenuto al Rally di Montecarlo. Terza piazza per Tänak, ancora una volta attardato dall’affidabilità della Hyundai. Oltre ai problemi alla trasmissione riscontrati sulla i20N, l’estone nella giornata del sabato ha ricevuto anche 15 secondi di penalità per aver utilizzato un’eccessiva ‘spinta’ elettrica, proveniente del sistema ibrido, nel corso della PS1 e della PS7.



Brividi per Thierry Neuville nel corso della Whitford Forest-Te Maraunga Waiho 2. Alle prese con i settaggi del sistema ibrido, il belga è scivolato fuori strada in una destra-sinistra veloce rischiando di restare bloccato in un terrapieno. Neuville fortunatamente è riuscito ad evitare il peggio chiudendo al quarto posto davanti al compagno di squadra Oliver Solberg (nella foto sopra), bravo a sopravvivere alla giornata di ieri quando il motore della sua Hyundai girava a 3 cilindri.



Miglior risultato in carriera per Lorenzo Bertelli (nella foto sopra) che, in coppia con Lorenzo Granai, ha concluso il Rally di Nuova Zelanda al sesto posto di classe e settimo posto assoluto. L’equipaggio italiano, al suo debutto su una Rally1 ibrida, ha così mitigato l’amaro fine settimana di Ford M-Sport. Uscito di strada nella PS5 quando era un lotta per la vittoria, Craig Breen ha concluso in diciannovesima posizione assoluta. È andata decisamente peggio a Gus Greensmith che ha distrutto la sua Puma nella PS10, gli ingenti danni riportati sulla vettura mettono a rischio anche la sua partecipazione nel Rally di Spagna. Costretti al ritiro anche i due piloti Toyota Elfyn Evans e Takamoto Katsuta.



Hayden Paddon e John Kennard (nella foto sopra) hanno conquistato la vittoria nel WRC2 concludendo al sesto posto assoluto il Rally di Nuova Zelanda. Dopo il secondo posto ottenuto nel 2018 in Australia, per il neozelandese ex ufficiale Hyundai Motorsport la gara di casa ha segnato un ritorno fra i grandi del Mondiale Rally. Secondo Kajetan Kajetanowicz che ha così raccolto punti utili per la lotta al titolo. Il podio del WRC2 è stato completato dal 2 volte campione Supercars Shane van Gisbergen. Decisamente veloce sulle strade di casa, il neozelandese è stato una reale minaccia per Kajetanowicz prima di subire una foratura sulla sua Skoda Fabia Rally2.

Domenica 2 ottobre 2022, classifica finale (top 15)

1 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 2h48'01"4
2 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 34"6
3 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 48"5
4 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 1'58"8
5 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 3'55"3
6 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 10'03"7
7 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 10'39"0
8 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 12'36"8
9 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 13'28"8
10 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 16'51"6
11 - Summerfield-Summerfield (Mitsubishi Mirage) - 19'19"7
12 - Kremer-Kremer (Citroen C3 WRC2) - 21'01"8
13 - Bawden-Burborough (Ford Fiesta WRC2) - 22'09"3
14 - Anear-Sarandis (Ford Fiesta WRC2) - 24'28"3
15 - MacKenzie-Goudie (Toyota Yaris AP4) - 24'40"4

Il campionato piloti
1.Rovanpera 237 punti; 2.Tanak 173; 3.Neuville 144; 4.Evans 116; 5.Katsuta 100; 6.Breen 77; 7.Lappi 58; 8.Ogier 55; 9.Sordo 49; 10.Greensmith 36.

Il campionato costruttori
1.Toyota Gazoo 455 punti; 2.Hyundai 374; 3. M-Sport Ford 224.

1 Ott [6:58]

Rally Nuova Zelanda - 3° giorno finale
Rovanperä allunga, Ogier supera Tänak

Michele Montesano

Kalle Rovanperä e Jonne Halttunen vogliono chiudere a tutti i costi i giochi nel WRC. Le condizioni estreme, trovate nella tornata pomeridiana del sabato nel Rally di Nuova Zelanda, non hanno minimamente scoraggiato il Flying Finn che ha imposto un ritmo indiavolato su tutte le Prove Speciali. Soddisfazione per il Toyota Gazoo Racing Team WRT che, grazie al secondo posto di Sebastien Ogier, vede concretizzarsi la quarta doppietta stagionale. Gradino più basso del podio per Ott Tänak che paga 46”4 dal leader. Qualora la classifica dovesse restare immutata, a Rovanperä basterà conquistare 2 punti nella Power Stage per laurearsi campione del mondo con 2 gare in anticipo.

Durante il Service Park è arrivata l’ennesima tegola per Hyundai Motorsport. Questa volta tutte e 3 le i20N Rally1 in gara sono state penalizzate di 10 secondi per aver utilizzato più energia, proveniente dal sistema ibrido, rispetto al consentito. La PS incriminata è stata la Te Akau North 2 con Tänak che ha fatto registrare una spinta elettrica di 145,71 kJ, superando il limite imposto a 145 kJ, mentre Thierry Neuville e Oliver Solberg hanno utilizzato rispettivamente 145,4 kJ e 145,43 kJ. Poiché l’infrazione è stata commessa per la seconda volta la direzione gara ha raddoppiato la penalità.



Riprese le ostilità Rovanperä ha iniziato subito a martellare. Il pilota della Toyota non ha lasciato nemmeno le briciole agli avversari. Incurante della pioggia battente e delle condizioni precarie di aderenza, il Flying Finn ha messo tutti in riga siglando lo scratch nel secondo passaggio della Kaipara Hills per poi ripetersi nella Puhoi 2. Solamente nell’ultima PS di Komokoriki, Rovanperä ha mollato la presa concludendo alle spalle di Craig Breen per 2”9. Il finnico si è finalmente buttato alle spalle gli ultimi rally che l’hanno visto in difficoltà rispetto al dominio messo in atto nella prima parte del campionato. Rovanperä potrà chiudere i giochi mondiali già ad Auckland, laureandosi come l’iridato più giovane nella storia del WRC.

Ereditata la seconda posizione dopo la penalità inflitta a Tänak, Ogier (nella foto sopra) non è riuscito a tenere il passo del suo compagno di squadra. Il francese ha infatti perso secondi preziosi in tutte e 3 le speciali della tornata pomeridiana. Inoltre il campione in carica è stato sanzionato di 10 secondi per essere arrivato un minuto in ritardo al controllo orario della PS12. Dopo il ritiro di Elfyn Evans, a causa dell’incidente avvenuto nella Puhoi 1, con ogni probabilità Ogier si calerà nel ruolo di scudiero di Rovanperä regalando alla Toyota la quarta doppietta stagionale.



Scivolato al terzo posto in classifica generale, Tänak (nella foto sopra) non è riuscito più a rialzarsi. A tarpare le ali dell’estone è stata ancora una volta la Hyundai i20N Rally1 decisamente poco competitiva nella giornata odierna. Il ritmo di Tänak infatti è calato drasticamente e il viso sconsolato dell’estone, al termine della PS13, non ha lasciato margine d’interpretazione. Stesso discorso per Neuville, quinto e nella terra di nessuno. Anche il belga non è riuscito a trovare la quadra della sua Hyundai, sintomo che i problemi di assetto non sono stati del tutto risolti. La i20N Rally1, imprendibile nel tratti veloci, soffre ancora nelle speciali più guidare e che offrono una minore aderenza.

Incassata la penalità di 10 secondi, Solberg è scivolato alle spalle di Takamoto Katsuta. Inoltre lo svedese ha dovuto fare i conti anche con una Hyundai recalcitrante. Infatti il motore della i20N è andato a 3 cilindri per tutto il resto della tappa. Katsuta, non solo non è riuscito ad approfittarne, ma ha buttato alle ortiche un quinto posto quasi sicuro. Nella Puhoi 2 il giapponese ha perso il controllo della Toyota Yaris arrivando lungo in una sinistra stretta per terminare la sua corsa nella vegetazione. Seppur precipitato in quindicesima posizione assoluta, fortunatamente Katsuta è riuscito a riprendere la marcia. Lorenzo Bertelli e Lorenzo Granai hanno terminato la tappa del sabato in un continuo crescendo guadagnando la sesta posizione di classe. L’unica sbavatura l’italiano l’ha commessa nell’ultima PS di giornata perdendo qualche secondo per via di un testacoda.



Così come nell’assoluta Rovanperä ha blindato la vittoria, nel WRC2 continua il dominio incontrastato di Hayden Paddon e John Kennard (nella foto sopra). L’equipaggio neozelandese ha messo in cascina altri 2 scratch nella tornata pomeridiana incrementando il vantaggio su Kajetan Kajetanowicz che ora ammonta a oltre 2 minuti. Seppur ancora terzo di classe, Shane van Gisbergen ha perso ulteriore terreno nei confronti del polacco.

Sabato 1 ottobre 2022, classifica dopo la SS13

1 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 2h28'26"3
2 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 29"0
3 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 46"4
4 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 1'41"4
5 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 3'34"9
6 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 8'51"0
7 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 9'18"3
8 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 10'55"7
9 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 12'00"4
10 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 15'23"7
11 - Summerfield-Summerfield (Mitsubishi Mirage) - 16'50"0
12 - Kremer-Kremer (Citroen C3 WRC2) - 18'37"6
13 - Bawden-Burborough (Ford Fiesta WRC2) - 19'36"1
14 - MacKenzie-Goudie (Toyota Yaris AP4) - 21'50"9
15 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 22'15"2

1 Ott [0:56]

Rally Nuova Zelanda - 3° giorno mattino
Rovanperä 1°, spavento per Greensmith

Michele Montesano

Non poteva esserci regalo di compleanno migliore per Kalle Rovanperä. Al termine della tornata mattutina del venerdì, il fresco ventiduenne si trova al comando del Rally di Nuova Zelanda. Ma l’intera classifica generale, della terzultima prova stagionale del WRC, è astata completamente rivoluzionata. Dopo la cancellazione della PS10, per l’incidente che ha visto suo malgrado protagonista Gus Greensmith, il finnico del Toyota Gazoo Racing Team WRT comanda le operazioni seguito da Ott Tänak e Sebastien Ogier.

Durante la notte neozelandese è arrivata la doccia fredda per i piloti di Hyundai Motorsport. Sia Tänak che Thierry Neuville sono stati sanzionati di 5 secondi per aver utilizzato più potenza del sistema ibrido nella PS1. I commissari hanno appurato che, nel corso della prova spettacolo di Pukekawa Auckland Domain, le due Hyundai i20N Rally1 hanno registrato un rilascio di energia pari a 243,83 kJ, ovvero 3,83 kJ in più rispetto ai 240 consentiti dal regolamento. Per Tänak questo ha comportato la perdita del primo posto in favore di Elfyn Evans, nessun cambiamento invece per Neuville. Penalizzato anche Rovanperä che, sempre nella PS1, ha infranto di soli 0,16 kJ il limite. I 5 secondi però non hanno comportato cambi in classifica per il pilota della Toyota.



Ancora una volta ad attendere i piloti è stata la pioggia. La speciale di Kaipara Hills si è ben presto trasformata in fango. Da sempre a suo agio in queste condizioni di aderenza precaria, Rovanperä ha ottenuto il secondo crono nella PS8. Il pilota della Toyota è così salito sul podio del Rally di Nuova Zelanda scalzando il compagno di squadra Sebastien Ogier. In splendida forma, il Flying Finn ha poi siglato lo scratch nella speciale di Puhoi balzando al comando del Rally di Nuova Zelanda. A corto di potenza sulla sua i20N, Tänak (nella foto sopra) non è riuscito a difendersi dall’attacco di Rovanperä. L’estone ha anche perso una manciata di secondi per una nota sbagliata nel corso della prima speciale di giornata.

È andata decisamente peggio la mattinata di Evans. Ereditata la prima posizione, il gallese ha mantenuto le redini della gara al termine della Kaipara Hills anche se incalzato a 2”9 da Tänak. Poi nella Puhoi il fattaccio. Evans, tradito dalla scarsa aderenza della speciale, ha perso il controllo della sua Yaris Rally1 in una curva destrorsa da media percorrenza. La Toyota ha puntato dritto un banco di terra a bordo strada colpendolo dapprima con l’anteriore e, dopo un testacoda, anche col posteriore. La Yaris è uscita decisamente malconcia: danni al radiatore, con conseguente innalzamento della temperatura dell’acqua, paraurti anteriore e posteriore saltati oltre alla perdita del portellone del bagagliaio con annesso alettone.



Costretto a delle riparazioni di fortuna nel trasferimento verso la PS10 (nella foto sopra), Evans sembrava ormai prossimo alla resa. A salvare il gallese ci ha pensato Greensmith che ha letteralmente scaraventato la sua Puma contro un terrapieno nella speciale di Komokoriki. Affrontando una veloce curva a sinistra, l’inglese è stato tratto in inganno dall’erba bagnata a bordo strada. Inevitabile il sottosterzo che ha fatto scivolare la Ford dall’altro lato della carreggiata. La vettura, dopo essere arrivata a velocità sostenuta in una cunetta, ha piroettato diverse volte prima di terminare la sua corsa qualche metro più avanti. Fortunatamente sia Greensmith che il navigatore Jonas Andersson sono usciti illesi dall’impatto, ma la Puma è rimasta inerme a centro strada. Per questo la direzione gara ha deciso di cancellare la prova congelando la classifica generale alla speciale precedente.



A chiudere il podio Ogier. Il francese però non è riuscito ad essere così incisivo come il suo compagno di squadra Rovanperä. Il campione in carica sfrutterà il Service Park di metà giornata per apportare le giuste correzioni di setup sulla sua Yaris. Mattinata difficile anche per Neuville. Nonostante sia riuscito ad artigliare la top 5 ai danni di Greensmith, il belga ha dovuto fare i conti con i problemi alla trasmissione della Hyundai rimasta priva della terza marcia.

Settimo Oliver Solberg ancora in crisi di trazione con la sua Hyundai. A detta dello svedese, l’assetto troppo rigido della i20N non gli ha permesso di spingere fino in fondo sulla PS8. La situazione è peggiorata nella Puhoi dove il figlio d’arte ha dovuto combattere con tanto sottosterzo. Solberg ora dovrà vedersi le spalle da Takamoto Katsuta in piena rimonta. Crescono i rimpianti per Craig Breen. Tornato in azione dopo l’uscita di strada nel corso della PS5, quando occupava il secondo posto assoluto, il nord irlandese ha siglato il suo primo scratch del Rally di Nuova Zelanda nella Kaipara Hills. Con Greensmith di fatto impossibilitato a riprendere la gara, Lorenzo Bertelli (nella foto sotto) balzerà al nono posto assoluto. Al debutto sulla Ford Puma, l’italiano ha mostrato una buona curva di apprendimento della Rally1 ibrida impostando un buon ritmo sulle speciali tecniche della terza giornata.



Non cambiano le posizioni di vertice del WRC2. Hayden Paddon ha praticamente messo in cassaforte la vittoria. Autore dei due scratch mattutini, il pilota Hyundai ha portato a 1’38” il margine nei confronti di Kajetan Kajetanowicz. Inoltre il polacco dovrà prestare anche attenzione alla rimonta di Shane van Gisbergen che si è portato a 32”8 dal secondo posto di classe.

Sabato 1 ottobre 2022, classifica dopo la SS9 *

1 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 1h59'25"5
2 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 4"6
3 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 6"5
4 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 30"4
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 1'03"9
6 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 1'04"9
7 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 1'55"1
8 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 2'03"6
9 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 6'24"8
10 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 6'56"9
11 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 8'02"8
12 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 8'35"6
13 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 11'44"5
14 - Summerfield-Summerfield (Mitsubishi Mirage) - 13'20"4
15 - Kremer-Kremer (Citroen C3 WRC2) - 14'26"8

*la SS10 è stata cancellata in seguito all'uscita di strada della Ford Puma di Greensmith-Andersson

30 Set [7:38]

Rally Nuova Zelanda - 2° giorno finale
Tänak precede di un soffio Evans

Michele Montesano

Il Rally di Nuova Zelanda è ancora tutto da scrivere. A comandare la classifica generale è sempre Ott Tänak. L’estone ha nel mirino il quarto successo stagionale nel WRC per cercare di tenere ancora aperti i giochi del mondiale piloti. L’alfiere di Hyundai Motorsport è però incalzato da ben tre Toyota Yaris Rally1. A guidare il plotone delle vetture giapponesi è Elfyn Evans, secondo a soli 2 decimi dal battistrada. Ma, con i primi 4 piloti racchiusi in poco più di 7 secondi, anche Sebastien Ogier e Kalle Rovanperä non sono affatto tagliati fuori dalla lotta.

La pioggia ha dato una piccola tregua nella ripetizione della Whaanga Coast e i tempi sono di fatto crollati. Ad approfittarne è stato Ogier (nella foto sotto) che ha sfruttato la traiettoria asciutta per siglare il suo primo scratch del weekend e portarsi al comando del Rally di Nuova Zelanda. Di contro Kalle Rovanperä e Ott Tänak, i primi a prendere il via sulla PS, hanno ‘spazzato’ la strada agli avversari perdendo secondi preziosi. Ogier ha mantenuto la prima posizione anche al termine della Te Akau South 2 ma è arrivato sul traguardo privo dell’alettone posteriore. Infatti, nell'affrontare un’ampia curva a sinistra in derapata, la fitta vegetazione a bordo strada ha strappato via il profilo superiore dello spoiler della Yaris del francese.



Il minor carico aerodinamico generato dalla Toyota ha messo in difficoltà il campione in carica che ha perso 13”3 sui 18,53 km della ripetizione della Te Akau North scivolando in terza posizione assoluta. Così a risalire in vetta è stato Tänak. Avvantaggiato dallo scroscio d’acqua che ha colpito la PS6, l’alfiere Hyundai ha ottenuto il secondo tempo, per poi ripetersi nella speciale successiva e siglare, come nel primo passaggio mattutino, il crono di riferimento. Fine giornata in crescendo per Evans. Costantemente nelle posizioni di vertice, il gallese ha apportato alcune modifiche al setup della Yaris che hanno funzionato alla perfezione.

Soddisfatto anche Rovanperä. Il leader del campionato ha stretto i denti nella PS5 cercando di non usurare troppo gli pneumatici, per poi approfittare della pioggia e apporre il proprio sigillo sulla Te Akau South 2. Il Flying Finn ha cercato di limitare i danni nella giornata odierna centrando appieno l’obiettivo. Al termine della tappa del venerdì, solamente 7”2 lo separano dalla prima posizione e la scalata al vertice è decisamente alla sua portata. A chiudere la top 5, a più di 36 secondi dalla Yaris di Rovanperä, Gus Greensmith (nella foto sotto). Dapprima alle prese con il parabrezza appannato nella ripetizione della Whaanga Coast, l’inglese ha sofferto l’eccessiva usura delle Pirelli sulla sua Ford Puma.



In leggera ripresa Thierry Neuville che ha chiuso la giornata al sesto posto. Dopo la difficile mattinata, il belga ha ritrovato almeno in parte il feeling con la sua Hyundai. Quinto nella Whaanga Coast 2 e quarto nelle speciali successive, Neuville ha comunque lamentato i soliti problemi di assetto sulla Hyundai i20N che non gli hanno permesso di spingere sulle strade neozelandesi. A seguire il team mate Oliver Solberg che ha scavalcato un non irresistibile Takamoto Katsuta. Top 10 per la Ford Puma Rally1 di Lorenzo Bertelli e Lorenzo Granai, in netto miglioramento nel secondo passaggio delle speciali.

Secondo al termine della tornata mattutina, Craig Breen è stato il primo ad abbandonare il Rally di Nuova Zelanda. Nel secondo passaggio della Whaanga Coast, il nord irlandese sembrava potesse riprendere il comando delle operazioni visto il suo ritmo forsennato. Purtroppo il pilota della Ford ha commesso un errore, il quarto negli ultimi cinque rally, arrivando troppo veloce in prossimità di una destra stretta. Breen ha azionato il freno a mano sperando di poter far girare la sua Puma, ma il retrotreno della vettura ha dapprima costeggiato il bordo della scarpata per poi scivolare giù. Ci sono voluti quasi 18 minuti per rimettere in carreggiata la vettura (nel video sotto). Curiosamente l’errore di Breen è avvenuto nello stesso identico punto in cui uscì Colin McRae con la sua Ford Focus WRC nel 2002.



Hayden Paddon, salito in nona posizione assoluta, continua a dominare il WRC2. Il pilota di Hyundai New Zealand può contare su un margine di oltre un minuto su Kajetan Kajetanowicz in netta difficoltà con la sua Skoda Fabia Rally2. Il pilota del campionato Supercars Shane van Gisbergen mantiene saldamente il gradino più basso del podio. Da segnalare la rovinosa uscita di strada, nel corso della Te Akau North 2, di Ben Hunt. Fortunatamente il neozelandese, assieme al suo navigatore Tony Rawstorn, è uscito incolume dalla Skoda.

Venerdì 30 settembre 2022, classifica dopo la SS7

1 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 1h36'48"6
2 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 0"2
3 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 6"7
4 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 7"2
5 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 43"8
6 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 45"6
7 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 1'28"3
8 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'42"0
9 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 5'07"0
10 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 5'41"4
11 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 6'08"5
12 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 6'44"0
13 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 9'47"6
14 - Summerfield-Summerfield (Mitsubishi Mirage) - 10'53"4
15 - Kremer-Kremer (Citroen C3 WRC2) - 11'28"6

30 Set [1:43]

Rally Nuova Zelanda - 2° giorno mattino
Tänak 1° è incalzato da Breen ed Evans

Michele Montesano

Ritmi serrati, distacchi minimi, fango, ghiaia e pioggia, con tali ingredienti il Rally di Nuova Zelanda non poteva che essere ricco di colpi di scena. A comandare la classifica del terzultimo evento stagionale del WRC è Ott Tänak. Nonostante l’ordine di partenza sfavorevole, l’estone ha dimostrato un passo consistente nelle 3 Prove Speciali mattutine. Il pilota Hyundai però non potrà di certo rilassarsi visto l’esiguo margine di 2”6 che ha su Craig Breen ed Elfyn Evans.

Conclusa la PS1 al primo posto, Tänak ha provato a limitare i danni nella Whaanga Coast. Ma, complice la pioggia, l’estone ha ottenuto solamente il quarto crono sprofondando in quarta posizione assoluta. Il campione 2019 non si è dato per vinto ottenendo il secondo tempo nella Te Akau South, seppur in coabitazione con Breen e Kalle Rovanperä. Risalito in seconda posizione, nella Te Akau North il pilota di Hyundai Motorsport ha sferrato l’attacco decisivo ottenendo lo scratch e la leadership momentanea del Rally di Nuova Zelanda.



Favorito all’ordine di partenza, Breen (nella foto sopra) ha mostrato un buon ritmo sugli sterrati neozelandesi. Come previsto la pioggia ha reso l’iconica speciale di Whaanga Coast ancora più ostica da affrontare. Fango e ghiaia hanno penalizzato non poco chi ha preso il via per primo. Ad approfittarne è stato il nord irlandese che non ha fatto rimpiangere l’assenza di Sebastien Loeb in casa Ford M-Sport. In grado di marcare un terzo e un secondo crono, rispettivamente nelle prime due PS, Breen ha preso le redini della gara salvo poi perdere terreno nella Te Akau North.

Da sempre a suo agio su fondi viscidi e scivolosi, Evans (nella foto sotto) è finalmente tornato nelle posizioni che contano. Quinto nella PS2, il gallese ha siglato lo scratch nella Te Akau South, la prova più lunga dell’intero rally, per poi concludere la tornata mattutina con il terzo crono a 8 decimi dal battistrada. Così come Breen, il pilota del Toyota Gazoo Racing Team WRT si trova ora a 2”6 da Tänak.



Ha iniziato il rally con il giusto ritmo Gus Greensmith. L’inglese della Ford ha firmato la prima speciale di giornata, la difficile Whaanga Coast, ottenendo così il suo secondo scratch in carriera nel WRC (dopo quello conquistato a Montecarlo). Greensmith però non è riuscito a ripetersi nelle successive 2 speciali scivolando al quarto posto. L’inglese inoltre sente la pressione di Sebastien Ogier, staccato di soli 7 decimi, e di Rovanperä in grado di segnare tempi interessanti nonostante sia costretto a partire per primo nelle PS.

Davvero opaca la mattinata di Thierry Neuville (nella foto sotto). Il belga si è dimostrato la brutta copia di se stesso, il Rally dell’Acropoli sembra un ricordo decisamente lontano. In crisi di assetto, Neuville ha lamentato uno scarso grip sul posteriore della sua Hyundai i20N Rally1 dovuto, a detta del pilota, ad un problema con gli ammortizzatori. Inoltre Neuville si è reso protagonista di due testacoda che l’hanno relegato ad oltre 40 secondi dal team mate Tänak.



Ottavo posto per Katsuta Takamoto. Nonostante sia apparso fin troppo cauto sulle strade neozelandesi, il giapponese è riuscito a sopravanzare Oliver Solberg afflitto da un calo di potenza sulla sua Hyundai. L’assenza del Service Park di metà giornata giocherà a sfavore sia dello svedese che soprattutto di Neuville. Lorenzo Bertelli ha chiuso la prima tornata al dodicesimo posto assoluto. Il debutto su una vettura ibrida si è rivelato difficile ma, grazie alle note di Lorenzo Granai, l’italiano sta man mano migliorando il suo ritmo.

Il padrone di casa Hayden Paddon comanda la classifica del WRC2. Il pilota Hyundai occupa inoltre la top 10 assoluta. Al termine delle prime 4 Prove Speciali, il neozelandese ha già accumulato un margine di 33”8 su Kajetan Kajetanowicz secondo di classe. A completare il podio la Skoda Fabia di Shane van Gisbergen.

Venerdì 30 settembre 2022, classifica dopo la SS4

1 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 49'22"3
2 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 2"6
3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 2"6
4 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 9"0
5 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 9"7
6 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 10"7
7 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 40"9
8 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 59"6
9 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 1'02"2
10 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 2'29"7
11 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 3'03"5
12 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 3'06"9
13 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 3'31"5
14 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 3'39"1
15 - Hunt-Rawstorn (Skoda Fabia WRC2) - 4'59"9

29 Set [8:26]

Rally Nuova Zelanda - 1° giorno
Tänak il più veloce ad Auckland

Michele Montesano

La prova spettacolo di Auckland ha ufficialmente aperto il Rally di Nuova Zelanda, terzultimo appuntamento stagionale del WRC. I piloti si sono sfidati sugli 1,78 km della Pukekawa Auckland Domain dove ad attenderli è stato l’asfalto reso viscido dall’abbondante pioggia caduta in precedenza. Ad uscirne vittorioso è stato Ott Tänak che ha fermato il cronometro a 1’45”8. Sceso sulla PS1 come penultimo concorrente, l’estone della Hyundai Motorsport ha approfittato di una traiettoria più asciutta per siglare il miglior tempo della speciale.

Tänak ha tolto il primato a Craig Breen per 9 decimi. Il nord irlandese ha saputo interpretare al meglio la prova ricavata all’interno del parco di Auckland ma, sceso come quarto pilota fra le Rally1, ha dovuto fare i conti con la strada bagnata. A completare il podio è stato Thierry Neuville staccato di 1”6 dal leader. Il pilota Hyundai ha evitato di prendere rischi in vista della giornata di domani dove cercherà di far valere la sua esperienza, in quanto il belga è uno dei pochi ad aver preso parte già al Rally di Nuova Zelanda.



Sorprendente il quarto posto di Takamoto Katsuta che ha preceduto i suoi ben più blasonati compagni di squadra Elfyn Evans (nella foto sopra) e Kalle Rovanperä. Sesto, il Flying Finn ha pagato a caro prezzo un’indecisione nell’ effettuare la ‘ciambella’ intorno alla prima delle 3 rotoballe disseminate sul percorso. Settimo crono per Gus Greensmith, staccato di 3 decimi dalla Toyota Yaris del finlandese. Mentre Sebastien Ogier e Oliver Solberg hanno condiviso l’ottavo miglior tempo, penalizzati dall’essere stati i primi 2 ad affrontare la prova. Più staccato Lorenzo Bertelli che ha commesso lo stesso errore di Rovanperä. A corto di esperienza con la Ford Puma Rally1, l’italiano si ritrova in diciassettesima posizione assoluta.

Come da pronostico, Hayden Paddon è stato il più veloce fra le WRC2. L’idolo di casa, navigato da John Kennard, ha portato al decimo posto assoluto la sua Hyundai i20N Rally2. Secondo posto di classe per il pilota del campionato Supercars Shane van Gisbergen che ha preceduto il connazionale Harry Bates. Il Rally di Nuova Zelanda è iniziato in salita per Kajetan Kajetanowicz. Sulla Skoda Fabia del 3 volte campione europeo ha ceduto l’albero di trasmissione dell’asse anteriore costringendo il polacco a chiudere con 6”5 di ritardo su Paddon.

Giovedì 29 settembre 2022, classifica dopo la SS1

1 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 1'45"8
2 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 0"9
3 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 1"6
4 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 2"0
5 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 2"2
6 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 2"6
7 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 2"9
8 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 4"5
9 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 4"5
10 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 6"6
11 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 8"4
12 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 11"7
13 - Anear-Sarandis (Ford Fiesta WRC2) - 12"1
14 - Kremer-Kremer (Citroen C3 WRC2) - 12"8
15 - Kajetanowicz-Szczepaniak (Skoda Fabia WRC2) - 13"1

29 Set [1:20]

Rally Nuova Zelanda - Shakedown
Rovanperä riaccende la sfida agli antipodi

Michele Montesano

Dieci anni dopo la sua ultima edizione iridata è tornato il Rally di Nuova Zelanda. Il WRC si appresta ad affrontare uno fra i rally più spettacolari, iconici e difficili dell’intero calendario. A fare da sfondo saranno gli scivolosi sterrati neozelandesi, ricchi di insidie e incognite. Inoltre, a complicare ulteriormente il weekend, potrà esserci la pioggia che renderà il manto stradale ancora più insidioso. Il terzultimo appuntamento stagionale, nonché ultimo su sterrato, vedrà ancora una volta il leader Kalle Rovanperä incrociare le armi contro Ott Tänak.

Il Flying Finn ha 53 punti di vantaggio sull’estone, l’alfiere di Hyundai Motorsport è in piena rimonta grazie ad una sequenza di 2 vittorie e un secondo posto ottenuti negli ultimi 3 eventi. Di contro Rovanperä (nella foto sotto) è in crisi di risultati, così come il Toyota Gazoo Racing Team WRT che in Grecia ha vissuto una vera e propria débâcle. Anche fra i costruttori i giochi si sono riaperti, il team nipponico ha ora un margine di 63 lunghezze sulla Hyundai.



Se Tänak potrà contare sull’aiuto di Thierry Neuville, Toyota schiererà negli ultimi 3 appuntamenti del mondiale l’otto volte iridato Sebastien Ogier. Entrambi i piloti sono gli unici ad aver già calcato le strade neozelandesi, oltre al nostro Lorenzo Bertelli. Proprio l’italiano, dopo aver rinunciato al Rally di Svezia per impegni lavorativi, debutterà in Nuova Zelanda al volante di una Rally1 ibrida. Navigato da Lorenzo Granai, Bertelli guiderà la Ford Puma con i colori del team Fuckmatiè. Impegno ridotto per M-Sport, che oltre a supportare la vettura dell’italiano, sarà al via con i soli Craig Breen e Gus Greensmith. Gli altri ufficiali Adrien Fourmaux e Pierre-Louis Loubet torneranno ad affrontare le speciali nel Rally di Spagna.

A svettare nello shakedown di Inland Road è stato Rovanperä. Il finnico ha siglato un crono di 1’27”7 nei 3,54 km cronometrati. Dopo aver preso le misure sul fondo ghiaioso, il pilota Toyota ha staccato gli avversari lanciando un chiaro segnale per il prosieguo del rally. Neuville (nella foto sotto) e Oliver Solberg hanno marcato lo stesso tempo a un decimo dal battistrada. Dopo la pausa del Rally dell’Acropoli, dove sulla terza vettura coreana è salito Dani Sordo, il figlio d’arte è tornato decisamente più agguerrito. Lo si è visto già nel primo passaggio, quando ha leggermente toccato le barriere rovinando la carrozzeria della sua i20N Rally1. A concludere la tripletta Hyundai ci ha pensato Tänak con i primi 4 piloti racchiusi in appena 3 decimi.



Quinto crono per Ogier, tornato in azione dopo il Safari Rally del Kenya di giugno. Il francese potrà essere l’ago della bilancia per il prosieguo della stagione, ma soprattutto venerdì nella tappa più lunga dovrà dimostrare di non aver perso il suo smalto. Solamente sesto Elfyn Evans che non sale sul gradino più alto del podio esattamente da un anno, l’ultima volta in occasione del Rally di Finlandia del 2021. Il gallese ha ottenuto lo stesso crono di Greensmith, il più veloce fra i piloti Ford.

Nonostante abbia marcato il riferimento nel primo tentativo, Breen non è riuscito a ripetersi nei passaggi successivi fermandosi a 1”5 dal leader. Nono Takamoto Katsuta che nel suo terzo tentativo ha eguagliato il tempo fatto segnare dal nord irlandese. Chiude la top 10 la migliore delle WRC2, la Hyundai i20N Rally2 dell’idolo locale Hayden Paddon. L’ex ufficiale Hyundai ha fatto meglio di Bertelli (nella foto sotto), all’esordio su una Rally1 e attardato da problemi all’interfono sulla sua Puma.



Il Rally di Nuova Zelanda prevede un percorso più corto rispetto alla sua ultima edizione. Saranno 17 le Prove Speciali per un totale di 279,80 km cronometrati (circa 50 in meno rispetto al 2012). Centro nevralgico del weekend sarà la città di Auckland, dove verrà allestito il Service Park. Dopo lo shakedown, i piloti affronteranno la prova spettacolo di Pukekawa di appena1,78 km. Venerdì la carovana si sposterà verso Raglan per una tappa di 158,56 km cronometrati senza l’ausilio del centro assistenza. Verranno affrontate 2 volte le PS di Whaanga Coast, iconica per il suo panorama mozzafiato sul Mar di Tasmania, seguita dalla Te Akau South e dalla Te Akau North.

Sabato si ritornerà ad Auckland con 88,28 km cronometrati suddivisi fra le speciali di Kaipara Hills, Puhoi e Komokoriki da ripetere una seconda volta dopo l’assistenza di metà giornata. Infine domenica gli ultimi due passaggi per un totale di 31,18 km fra la Whitford Forest e la Jack Ridge Haunui che nella ripetizione ospiterà la Power Stage finale. Pirelli porterà come mescola principale la Scorpion Soft, in grado di offrire maggior grip soprattutto in caso di pioggia. Le Hard invece saranno utilizzate sulle prove più lunghe, inoltre si potranno rivelare fondamentali per la tappa più impegnativa del venerdì.

Giovedì 29 settembre 2022, shakedown

1 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'27"7
2 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 1'27"8
3 - Solberg-Edmondson (Hyundai i20N Rally1) - 1'27"8
4 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 1'27"9
5 - Ogier-Veillas (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'28"2
6 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'28"5
7 - Greensmith-Andersson (Ford Puma Rally1) - 1'28"5
8 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 1'29"2
9 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'29"2
10 - Paddon-Kennard (Hyundai i20N WRC2) - 1'35"3
11 - Bertelli-Granai (Ford Puma Rally1) - 1'35"5
12 - Bates-McCarthy (Skoda Fabia WRC2) - 1'37"1
13 - Van Gisbergen-Weston (Skoda Fabia WRC2) - 1'37"2
14 - Hunt-Rawstorn (Skoda Fabia WRC2) - 1'39"7
15 - Stokes-Stokes (Ford Fiesta WRC2) - 1'40"2

20 Set [10:27]

Ogier al via con la Toyota Yaris
anche nei rally di Spagna e Giappone

Michele Montesano

Non solo
Nuova Zelanda, Sebastien Ogier prenderà parte anche ai restanti eventi della stagione 2022 del WRC. Il campione in carica affronterà il Rally di Spagna, in programma dal 20 al 23 ottobre, e il Rally del Giappone, del 10-13 novembre, sempre al volante della terza Yaris Rally1 del Toyota Gazoo Racing Team WRT.

Dopo aver dominato l’ultima decade del Mondiale Rally, Ogier quest’anno ha deciso di rifiatare e affrontare il WRC con  un impegno part-time. Inoltre il transalpino si è calato nella nuova avventura dell’Endurance prendendo parte al FIA WEC con l’Oreca LMP2 del Richard Mille Racing Team, per culminare la sua esperienza con la 24 Ore di Le Mans. Libero da altri impegni, l’otto volte iridato WRC ha deciso di tornare al suo primo amore con l’obiettivo di conquistare una vittoria nella nuova era delle Rally1 ibride.

Saliranno così a 6 le presenze di Ogier nella stagione 2022 del WRC. Dopo aver sfiorato la vittoria nel Rally di Montecarlo, il transalpino ha preso parte al Rally del Portogallo e al Safari Rally del Kenya. Per prepararsi al meglio alla trasferta neozelandese, e alle restanti prove, il pilota di Gap si è recato in Finlandia nella nuova sede del Toyota Gazoo Racing Team WRT per effettuare ulteriori test con la Yaris Rally1. Ogier, inoltre, non ha fatto mistero di voler essere presente anche al via del Rally di Montecarlo nel 2023.

Tale annuncio implica che Esapekka Lappi ha di fatto concluso la sua stagione con il Rally dell’Acropoli in Grecia. Il finlandese infatti ha diviso la Yaris proprio con Ogier disputando 7 Rally e salendo 3 volte sul podio, in Svezia, Finlandia e in Belgio nel Rally di Ypres. Lappi ha seguito alla lettera le direttive impartire dal Team Principal Jari-Matti Latvala dimostrandosi in diverse occasioni più incisivo di Elfyn Evans. Anche se nulla è stato ancora messo nero su bianco, il finnico si è conquistato sul campo la riconferma in Toyota per la prossima stagione del WRC.

11 Set [14:26]

Rally Acropoli – Finale
Neuville 1° nella storica tripletta Hyundai

Michele Montesano

Risultato storico per il team Hyundai Motorsport nel Rally dell’Acropoli. Per la prima volta nella sua storia la squadra coreana ha ottenuto una tripletta nel WRC. Il ‘Rally degli Dei’ si è concluso con una cavalcata trionfale, in un fine settimana in cui la stella di Hyundai ha brillato sia per quanto riguarda la prestazione che l’affidabilità. Thierry Neuville ha conquistato il suo primo successo stagionale seguito da Ott Tanak e Daniel Sordo a completare il podio. Debacle per il Toyota Gazoo Racing Team WRT che ha raccolto meno del previsto.

L’ultima giornata si è aperta nel peggiore dei modi per Elfyn Evans. Durante il trasferimento dal parco assistenza alla prima PS di giornata, il gallese ha iniziato a rallentare vistosamente. A cedere è stato il turbo della Yaris Rally1 costringendo Evans alla definitiva resa. Quello greco si è rivelato un rally stregato per il team Toyota che per tutto il fine settimana non è riuscito a trovare il giusto passo gara. La squadra diretta da Jari-Matti Latvala ha inanellato una sequenza di ritiri ed errori finora mai visti nell’arco dell’intera stagione.



Con il podio praticamente in cassaforte, in Hyundai è arrivato il fatidico ordine di scuderia che ha congelato di fatto le posizioni. A confermarlo è stato un laconico Tanak non appena arrivato al traguardo della penultima speciale del weekend. L’estone ci aveva provato fino alla fine a conquistare il terzo successo consecutivo facendo il vuoto nel primo passaggio della Eleftherohori. Tanak (nella foto sopra) aveva infatti siglato il miglior scratch seguito proprio da Neuville. L’ordine si è invertito nel corso della PS15 con il belga che ha messo la sua firma sulla speciale di Elatia-Rengini. Infine il campione WRC 2019 ha conquistato i punti extra facendo sua la Power Stage Finale.

La scelta di Julien Moncet può apparire sicuramente controversa. Congelando le posizioni ha privato Tanak di ulteriori 7 punti che l’avrebbero potuto ravvicinare ulteriormente a Kalle Rovanpera nella lotta mondiale. Il Team Principal Hyundai ha preferito rendere merito al weekend perfetto di Neuville, il quale non saliva sul gradino più alto del podio dal Rally di Spagna della passata stagione. A completare la festa in casa Hyundai Motorsport ci ha pensato Sordo che ha colto il suo primo podio al volante di una Rally1 ibrida.



Il ritiro di Evans ha permesso a Pierre-Louis Loubet (nella foto sopra) di ottenere il suo miglior risultato in carriera nel WRC. Grande protagonista nella giornata del venerdì, ieri il francese è sprofondato in classifica per colpa di una foratura. Ciò nonostante l’alfiere della Ford M-Sport non ha mai mollato la presa e, complice un perfetto feeling con la Puma Rally1, ha man mano recuperato secondi preziosi. Aiutato dai diversi ritiri che hanno decimato la classifica, Loubet ha concluso l’Acropoli al quarto posto.



Chiude la top 5 uno sfortunato Craig Breen, uscito troppo presto dalle posizioni di vertice per colpa di una foratura. Il nord irlandese si è consolato conquistando anche il terzo posto, e i relativi punti extra, nella Power Stage finale. Sesto piazzamento per la migliore fra le Toyota Yaris, quella di Takamoto Katusta. Staccato di oltre 6 minuti dal vincitore Neuville, il nipponico non è mai riuscito ad inserirsi nelle posizioni di vertice, venendo battuto in alcune PS anche dalle meno performanti Rally2. Un rally dell’Acropoli da dimenticare per Rovanpera (nella foto sopra). A distanza di un anno, dove aveva conquistato il suo secondo successo in carriera, il finlandese si è ritrovato a chiudere in quindicesima posizione assoluta. Unica nota positiva il secondo posto conquistato nella Power Stage.

Ritiratisi nella tornata pomeridiana di ieri, Gus Greensmith ed Esapekka Lappi hanno approfittato della formula del Super Rally per rientrare in azione e provare a marcare punti nell’ultima speciale del Rally dell’Acropoli. Missione compiuta con il britannico di Ford M-Sport che ha artigliato il quarto crono, mentre il finnico della Toyota ha raccolto il punticino del quinto posto.



Emil Lindholm e Reeta Hamalainen hanno messo il loro sigillo nella classifica riservata alle WRC2 (nella foto sopra). La loro supremazia non mai stata messa in discussione, l’equipaggio finlandese ha condotto fin dalla prima tappa l’Acropoli concludendo al settimo posto assoluto. Grazie al secondo posto, Nikolay Gryazin ha regalato la doppietta al Toksport WRT, mitigando così l’errore che ha commesso Andreas Mikkelsen nel corso della prova spettacolo del giovedì. Terzo posto per il norvegese Eyvind Brynildsen che ha approfittato di un clamoroso errore commesso da Yohan Rossel nel corso dell’ultima Prova Speciale, dove ha capottato la sua Citroën C3.

Domenica 11 settembre 2022, classifica finale (top 15)

1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 3h34'52"0
2 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 15"0
3 - Sordo-Carrera (Hyundai i20N Rally1) - 1'49"7
4 - Loubet-Landais (Ford Puma Rally1) - 3'42"2
5 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 4'09"0
6 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 6'21"1
7 - Lindolm-Hamalainen (Skoda Fabia WRC2) - 7'46"6
8 - Gryazin-Aleksandrov (Skoda Fabia WRC2) - 8'22"7
9 - Tsouloftas-Whittock (Volkswagen Polo WRC2) - 10'53"8
10 - Brynildsen-Eilertsen (Skoda Fabia WRC2) - 10'56"7
11 - Zaldivar-Der Ohannesian (Hyundai i20N WRC2) - 13'05"6
12 - Gill-Morales (Skoda Fabia WRC2) - 15'35"7
13 - Mikkelsen-Eriksen (Skoda Fabia WRC2) - 15'40"4
14 - Prokop-Ernst (Ford Fiesta WRC2) - 15'59"8
15 - Rovanpera-Halttunen (Toyota GR Yaris Rally1) - 16'49"0

Il campionato piloti
1.Rovanpera 207 punti; 2.Tanak 154; 3.Neuville 131; 4.Evans 116; 5.Katsuta 100; 6.Breen 77; 7.Lappi 58; 8.Sordo 49; 9.Greensmith 36; 10.Loeb 35.

Il campionato costruttori
1.Toyota Gazoo 404 punti; 2.Hyundai 341; 3. M-Sport Ford 214.

10 Set [17:59]

Rally Acropoli – 3° giorno finale
Neuville comanda la tripletta Hyundai

Michele Montesano

Anche nella tornata pomeridiana del sabato, il team Hyundai Motorsport ha continuato a dettare il ritmo nel Rally dell’Acropoli. La squadra coreana ha letteralmente monopolizzato il podio del WRC infilando una perentoria tripletta. Thierry Neuville attualmente comanda la classifica generale con un margine di quasi mezzo minuto su Ott Tanak e di oltre 50 secondi su Daniel Sordo. Sia l’estone che lo spagnolo hanno approfittato del ritiro della Toyota Yaris di Esapekka Lappi per scalare la classifica.

Neuville, nella ripetizione pomeridiana, è partito subito forte firmando lo scratch nella Pyrgos 2. Ma una spia sul quadro strumenti, a causa dell’eccessivo surriscaldamento delle batterie del sistema elettrico, ha fatto suonare un campanello d’allarme. Le alte temperature registrate in Grecia hanno creato non pochi grattacapi in casa Hyundai Motorsport con anche Tanak e Sordo afflitti dal medesimo inconveniente. Così, nel prosieguo della tappa, il belga ha saggiamente preferito gestire il vantaggio senza correre inutili rischi. Fortunatamente la i20N non ha tradito le aspettative consentendo a Neuville di mantenere il comando della classifica del Rally dell’Acropoli.



Decisamente più scatenato Tanak (nella foto sopra) che, nonostante il persistere di noie al differenziale della sua i20N, ha concluso la giornata del sabato al secondo posto e con il miglior crono della Tarzan 2. Ad agevolare la rimonta dell’estone è stato il ritiro di Lappi. Dapprima costretto a fermare la Yaris sulla PS12, il finlandese ha poi ripreso lentamente la marcia. Lappi ha provato a intervenire sulla Toyota ma il ritiro, a causa di un probabile guasto alla pompa della benzina, è stato inevitabile. Con la ‘strada libera’, Tanak ha cercato di chiudere il gap nei confronti del battistrada Neuville sperando anche in un ordine di scuderia. Infatti, con il leader del campionato Kalle Rovanpera sprofondato nelle retrovie, sarebbe un peccato non approfittare di questa ghiotta occasione per ridurre ulteriormente il distacco in classifica generale.

Trovato il bandolo della matassa, Sordo ha finalmente iniziato a pigiare forte sull’acceleratore della sua Hyundai. Lo spagnolo ha conquistato dapprima il terzo crono nella Pyrgos 2 per poi siglare il suo primo scratch del fine settimana nella ripetizione di Perivoli. Sordo però ha chiesto troppo dalle sue Pirelli dovendo affrontare l’ultima speciale di giornata in difensiva nei confronti di Elfyn Evans. Staccato di soli 7”1 dalla Hyundai, il gallese si è reso protagonista finalmente di una prestazione degna di nota, anche se la Toyota ha palesato problemi al motore nel corso dell’ultima PS.



Dopo essere scivolato in settima posizione per colpa di una foratura nel corso della PS9, un raggiante Pierre-Louis Loubet ha riconquistato la top 5 (nella foto sopra). Nel corso del Service Park di metà giornata gli uomini di M-Sport hanno sostituito sia il cambio che il differenziale sulla sua Ford Puma. Ciò nonostante il francese è arrivato a fine giornata accusando problemi al propulsore e al servosterzo. Sesto posto per Craig Breen seguito a quasi un minuto da Takamoto Katsuta. Attardato dall’incidente che l’ho ha visto protagonista questa mattina, Rovanpera è ormai fuori dai giochi e dalla top 10.

La speciale di Pyrgos si è rivelata ancora una volta nefasta per il team M-Sport. Se nella tornata mattutina si era assistito al ritiro del leader Sebastien Loeb, il quale ha annunciato che non tornerà in gara, la ripetizione pomeridiana ha visto ben due Ford Puma fermarsi a bordo strada. Il primo è stato il gentleman driver Jourdan Serderidis che, per problemi elettrici, non è riuscito neppure a raggiungere la linea di partenza della PS. Qualche chilometro dopo è toccato a Gus Greensmith, fino a quel momento autore di una tappa consistente, parcheggiare la sua Puma per noie al propulsore.



Novità anche per quanto riguarda il WRC2, sempre dominato dall’equipaggio della Skoda Fabia Rally2 composto dai finlandesi Emil Lindholm e Reeta Hamalainen (nella foto sopra). Teemu Suninen è stato costretto a fermare la sua Hyundai cedendo la seconda posizione in favore di Nikolay Gryazin. A completare il podio di classe la Citroën C3 di Yohan Rossel.

Sabato 10 settembre 2022, classifica dopo la SS13

1 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20N Rally1) - 3h06'34"4
2 - Tanak-Jarveoja (Hyundai i20N Rally1) - 27"9
3 - Sordo-Carrera (Hyundai i20N Rally1) - 52"9
4 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - 1'00"0
5 - Loubet-Landais (Ford Puma Rally1) - 2'40"1
6 - Breen-Nagle (Ford Puma Rally1) - 3'47"2
7 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - 4'41"2
8 - Lindolm-Hamalainen (Skoda Fabia WRC2) - 5'58"4
9 - Gryazin-Aleksandrov (Skoda Fabia WRC2) - 6'43"0
10 - Rossel-Sarreaud (Citroen C3 WRC2) - 7'27"8
11 - Tsouloftas-Whittock (Volkswagen Polo WRC2) - 9'10"2
12 - Brynildsen-Eilertsen (Skoda Fabia WRC2) - 9'21"5
13 - Zaldivar-Der Ohannesian (Hyundai i20N WRC2) - 10'30"2
14 - Prokop-Ernst (Ford Fiesta WRC2) - 13'38"8
15 - Gill-Morales (Skoda Fabia WRC2) - 14'00"9

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