formula 1

Bottas, il pilota silenzioso
che prova a essere l'anti Hamilton

Massimo Costa - XPB Images

La scorsa stagione ha ottenuto il suo miglior risultato di sempre, vic...

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Mondiale Rally

Millener: "Inutile
provare in Finlandia"

Mattia Tremolada

Mentre Hyundai e Toyota sono già tornate in azione per una serie di test privati, M-Sport ...

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5 Lug [12:23]

Spielberg - Gara 2
Drugovich perfetto, non l'affidabilità

Jacopo Rubino

Felipe Drugovich vince gara 2 della Formula 2 a Spielberg e si regala un grande weekend d'esordio, iniziato con la sorprendente prima fila in qualifica. Ottavo nella corsa del sabato, il brasiliano ha sfruttato in modo perfetto la pole position frutto dell'inversione di griglia, mostrando una guida impeccabile. La MP Motorsport festeggia così il secondo successo della sua storia nella categoria cadetta, dopo quello del 2017 (anno di debutto) nella Sprint Race di Spa con un altro pilota verdeoro, Sergio Sette Camara. La scuderia olandese sembra aver compiuto un bel salto a livello di competitività, rafforzata da alcuni "acquisti" sul mercato degli ingegneri.

Drugovich aveva un ottimo passo, confermato dal best lap, ma ha dovuto gestire ben tre ripartenze dalla safety-car che hanno spezzato il ritmo. Due neutralizzazioni sono state causate da ritiri per problemi ai motori Mecachrome, quelli di Giuliano Alesi al termine del giro 1 (con fiammata dal retrotreno) e quello di Marcus Armstrong al giro 14. Il neozelandese, in quel momento terzo, era potenzialmente il leader della classifica generale: un aspetto da non ignorare. Sotto safety-car si è fermato pure Sean Gelael, già ieri fuori gioco.

A livello tecnico, quindi, la novità dei cerchi da 18 pollici è stata senza dubbio oscurata dalle carenze di affidabilità che riportano ai guai del 2018, quando è stata lanciata l'attuale generazione di vetture. Considerando il calendario 2020 serratissimo dopo l'emergenza Coronavirus (ci sono 8 round in 10 settimane) va trovato un rimedio al più presto.

Tornando alla corsa, a completare il podio sono stati Louis Deletraz e Dan Ticktum, uno dei possibili contendenti al titolo. Per adesso, in vetta alla graduatoria c'è Callum Ilott, vincitore della Feature Race, ma oggi poco incisivo: l'inglese di casa UNI Virtuosi è addirittura rimasto escluso dalla zona punti, complice un piccolo errore nelle fasi finali che ha permesso a Jack Aitken di soffiargli l'ottava piazza. Ilott si trova a 27 lunghezze, contro le 23 di Robert Shwartzman della Prema (altro giovane della Ferrari Driver Academy) che in gara 2 ha terminato buon quarto, seguito da Christian Lundgaard. Settimo Mick Schumacher, veloce in avvio, poi bloccato alle spalle di un coriaceo Nobuharu Matsushita, che ha parato tutti i tentativi di attacco del tedesco.

Tutto da dimenticare per Luca Ghiotto, costretto a prendere il via dal fondo per il guasto che non gli ha nemmeno consentito di cominciare gara 1. Questa mattina l'alfiere Hitech, risalito in 15esima posizione, è stato tamponato e mandato nella ghiaia da Jehan Daruvala, penalizzato così di 5". Lo stop dell'italiano ha richiamato la seconda delle tre safety-car odierne. Fra pochi giorni l'occasione di rivincita, sempre al Red Bull Ring.

Domenica 5 luglio 2020, gara 2

1 - Felipe Drugovich - MP Motorsport - 42'05"526
2 - Louis Deletraz - Charouz - 2"469
3 - Dan Ticktum - DAMS - 2"790
4 - Robert Shwartzman - Prema - 3"330
5 - Chistian Lundgaard - ART - 5"396
6 - Nobuharu Matsushita - MP Motorsport - 9"177
7 - Mick Schumacher - Prema - 9"741
8 - Jack Aitken - Campos - 14"041
9 - Callum Ilott - UNI Virtuosi - 14"272
10 - Nikita Mazepin - Hitech - 15"395
11 - Yuki Tsunoda - Carlin - 17"528
12 - Roy Nissany - Trident - 18"471
13 - Pedro Piquet - Charouz - 19"118
14 - Guanyu Zhou - UNI Virtuosi - 19"668
15 - Guilherme Samaia - Campos - 22"082
16 - Jehan Daruvala - Carlin - 24"290
17 - Marino Sato - Trident - 24"909
18 - Artem Markelov - HWA - 2 giri

Giro più veloce: Felipe Drugovich 1'17"277

Ritirati
14° giro - Marcus Armstrong
8° giro - Luca Ghiotto
4° giro - Sean Gelael
2° giro - Giuliano Alesi

Il campionato
1.Ilott 27 punti; 2.Shwartzman 23; 3.Drugovich 21; 4.Ticktum 20; 5.Deletraz 18; 6.Armstrong 18; 7.Lundgaard 18; 8.Alesi 8; 9.Matsushita 6; 10.Zhou 4

4 Lug [18:13]

Spielberg - Gara 1
Vince Ilott, podio tutto Ferrari

Jacopo Rubino - XPB Images

La stagione 2020 di Formula 2 inizia da una vittoria di Callum Ilott, la prima per lui nella categoria cadetta: l'inglese si è aggiudicato gara 1 a Spielberg, caratterizzata da un podio tutto marchiato Ferrari Driver Academy. Alle sue spalle hanno infatti concluso i debuttanti Marcus Armstrong e Robert Shwartzman, provenienti dalla F3, a testimonianza delle potenzialità del vivaio di Maranello. Anzi, poteva essere addirittura poker, ma Mick Schumacher, quando era secondo, è stato protagonista di un'escursione nella ghiaia di curva 7 che lo ha fatto scivolare fuori dalla zona punti.

A onor del vero, a meritare più di tutti il successo sarebbe stato Guanyu Zhou. Poleman di forza, il cinese era al comando, ma ha incontrato un problema tecnico al giro 26. Una sorte comune ad altri colleghi, a cominciare dal nostro Luca Ghiotto che non ha potuto nemmeno prendere il via. L'affidabilità ha poi tradito anche Marino Sato, al via del giro di ricognizione, Sean Gelael e Artem Markelov, il cui stop ha reso necessario l'ingresso della safety-car, neutralizzando i distacchi. Nella prima manche in cui la Formula 2 ha utilizzato i cerchi da 18 pollici, un passo che aprirà la strada anche alla F1, questi inconvenienti hanno ricordato i guai di due anni fa: ci auguriamo che sia stata soltanto una giornata sfortunata.

Lo è stata di sicuro per Zhou, che in apertura aveva replicato allo start fulmineo di Ilott, suo compagno nel team UNI Virtuosi. E poi, scavalcato da Ilott e Schumacher che hanno effettuato il cambio gomme più tardi, lo junior Renault aveva rimediato risuperandoli in pista. Fino, appunto, al problema. Con la strada spianata, Ilott nel finale ha preso il largo sfruttando la lotta Armstrong-Shwartzman: bravo il neozelandese della ART a difendersi dal russo dal Prema, mentre alle loro spalle Christian Lundgaard ha contenuto la minaccia di Dan Ticktum per tenersi la quarta piazza.

Grande prova di Giuliano Alesi: 18esimo in griglia per i guai ai freni avuti in qualifica, il francese è risalito fino alla sesta posizione. Un buon inizio anche per il nuovo team HWA, propiziato dalla strategia, ma va detto che il figlio di Jean aveva guadagnato parecchio terreno sin dalla partenza. A seguire, Louis Deletraz e Felipe Drugovich: il brasiliano è scattato dalla prima fila e sarà nella posizione del poleman per gara 2, sfruttando l'inversione dello schieramento. A completare la top 10 sono stati Nobuharu Matsushita e Roy Nissany: l'israeliano, di nuovo in gara dopo un anno e mezzo e ora tester Williams F1, si è preso un punto meritatissimo con la Trident.

Da segnalare il contatto al primo giro fra Yuki Tsunoda e Jehan Daruvala, i due portacolori Carlin e Junior Red Bull: ha avuto la peggio l'indiano, mandato in testacoda, mentre il nipponico ha danneggiato l'ala anteriore e ha ricevuto una penalità di 5 secondi dai commissari.

Sabato 4 luglio 2020, gara 1

1 - Callum Ilott - UNI Virtuosi - 40 giri 54'21"050
2 - Marcus Armstrong - ART - 8"856
3 - Robert Shwartzman - Prema - 9"291
4 - Christian Lundgaard - ART - 10"878
5 - Dan Ticktum - DAMS - 11"277
6 - Giuliano Alesi - HWA - 12"828
7 - Louis Deletraz - Charouz - 16"267
8 - Felipe Drugovich - MP Motorsport - 17"033
9 - Nobuharu Matsushita - MP Motorsport - 17"435
10 - Roy Nissany - Trident - 19"543
11 - Mick Schumacher - Prema - 20"049
12 - Jehan Daruvala - Carlin - 22"008
13 - Pedro Piquet - Charouz - 24"996
14 - Nikita Mazepin - Hitech - 25"885
15 - Jack Aitken - Campos - 30"138
16 - Guilherme Samaia - Campos - 53"934
17 - Guanyu Zhou - UNI Virtuosi - 1 giro
18 - Yuki Tsunoda - Carlin - 1 giro

Giro più veloce: Guanyu Zhou 1'16"983

Ritirati
27° giro - Artem Markelov
17° giro - Sean Gelael
3° giro - Marino Sato

Non partito
Luca Ghiotto

Il campionato
1.Ilott 29 punti; 2.Armstrong 18; 3.Shwartzman 15; 4.Lundgaard 12; 5.Ticktum 10; 6.Alesi 8; 7.Deletraz 6; 8.Zhou 4; 9.Drugovich 4; 10.Matsushita 2

3 Lug [17:56]

Spielberg - Qualifica
Zhou, una pole che impressiona

Jacopo Rubino

Guanyu Zhou può essere un pretendente al titolo di Formula 2? Con queste premesse, si direbbe di sì: a Spielberg il cinese ha conquistato la prima pole position del 2020 (la seconda personale) grazie ad una prestazione fantastica, 1'14"416. Un tempo con cui ha inflitto 464 millesimi al rookie Felipe Drugovich, che in gara 1 partirà a sorpresa al suo fianco. Zhou, rimasto nel team UNI Virtuosi dopo un buon 2019, ha davvero fatto selezione su un tracciato dove i distacchi sono solitamente ridotti: basti pensare che tutto il resto del gruppo è di fatto racchiuso in 1".

Che il collaudatore Renault fosse in palla, lo si è capito già a metà turno quando si era portato al comando in 1'14"780. Sarebbe bastato, per festeggiare la pole-position, ma nel rush finale Zhou si è spinto ancora oltre. A sconvolgere un po' le strategie, a 5'25 dal termine, ci ha pensato la bandiera rossa chiamata dall'uscita di Marino Sato (recidivo, dopo le prove del mattino). Proprio in quel momento la maggioranza dei piloti stava tornando in azione con gomme nuove.

Anche per questo, alla fine, alcuni dei protagonisti più attesi sono rimasti un po' più indietro del previsto. A chiudere terzo è stato Callum Ilott, sull'altra macchina targata UNI Virtuosi, seguito da Christian Lundgaard e da Mick Schumacher. È stato un colpo di reni, quello del figlio d'arte tedesco, che nelle libere ha potuto percorrere solo pochi giri a causa di un problema al motore Mecachrome, poi sostituito dai meccanici Prema. Buon sesto l'indiano Jehan Daruvala, altro rookie temibile, settimo il nostro Luca Ghiotto con la Hitech, squadra al debutto in F2. Il russo Robert Shwartzman (Prema) completa la top 10 insieme a Dan Ticktum, oggi poco incisivo, e a Louis Deletraz.

A metà classifica c'è Nikita Mazepin, che nella free practice non era sceso in pista. Il russo avrebbe potuto piazzarsi un po' più avanti, ma è incappato in un'escursione in ghiaia nella fase cruciale, negando a qualche collega l'opportunità di migliorarsi per le bandiere gialle. Yuki Tsunoda, in vetta nella libera, non si è ripetuto: 12esimo. 13esimo Marcus Armstrong, uno dei cinque nomi della Ferrari Driver Academy al via, 16esimo Roy Nissany con la Trident. Per l'israeliano, ora tester Williams F1, è stata la prima qualifica in quasi due anni dalla tappa di Monza 2018. Un'attesa superiore a qualsiasi dei suoi avversari, al di là dello stop dovuto al Coronavirus. Qualche difficoltà per Giuliano Alesi, andato fuori in curva 1 nei minuti di apertura e poi 18esimo con il team HWA.

Venerdì 3 luglio 2020, qualifica

1 - Guanyu Zhou - UNI Virtuosi - 1'14"416
2 - Felipe Drugovich - MP Motorsport - 1'14"880
3 - Callum Ilott - UNI Virtuosi - 1'14"884
4 - Christian Lundgaard - ART - 1'14"922
5 - Mick Schumacher - Prema - 1'14"952
6 - Jehan Daruvala - Carlin - 1'15"028
7 - Luca Ghiotto - Hitech - 1'15"044
8 - Robert Shwartzman - Prema - 1'15"051
9 - Dan Ticktum - DAMS - 1'15"128
10 - Louis Deletraz - Charouz - 1'15"151
11 - Nikita Mazepin - Hitech - 1'15"152
12 - Yuki Tsunoda - Carlin - 1'15"157
13 - Marcus Armstrong - ART - 1'15"208
14 - Jack Aitken - Campos - 1'15"264
15 - Pedro Piquet - Charouz - 1'15"376
16 - Roy Nissany - Trident - 1'15"457
17 - Sean Gelael - DAMS - 1'15"604
18 - Giuliano Alesi - HWA - 1'15"688
19 - Guilherme Samaia - Campos - 1'15"703
20 - Artem Markelov - HWA - 1'15"746
21 - Nobuharu Matsushita - MP Motorsport - 1'15"897
22 - Marino Sato - Trident - 1'16"011

3 Lug [14:05]

Spielberg, libere
Apre il rookie Tsunoda

Jacopo Rubino

C'è un debuttante al comando della Formula 2 nelle prove libere a Spielberg, che hanno aperto il primo weekend della stagione 2020: Yuki Tsunoda. Il giapponese, pupillo Honda e Red Bull, ha segnato il miglior tempo in 1'15"249 con la vettura del team Carlin. Tsunoda, lo scorso anno diviso tra F3 ed Euroformula Open, ha preceduto di appena 54 millesimi quello che è invece un "veterano" della categoria, il nostro Luca Ghiotto che adesso difende i colori dell'esordiente Hitech.

Nelle libere di dodici mesi fa, Louis Deletraz aveva girato in 1'14"782, ma con temperature più elevate, e senza dimenticare che questa mattina l'asfalto presentava ancora qualche zona umida dopo la pioggia. Va inoltre sottolineata la grande novità tecnica dei cerchi da 18 pollici, che vedono la F2 come apripista per la futura adozione anche in Formula 1. In questo fine settimana saranno utilizzati per la prima volta in gara.

Con 13 macchine in 1", si segnala il terzo posto di Marcus Armstrong con la ART, non lontano dalla coppia di testa. Il neozelandese è stato il più rapido fra i giovani del vivaio Ferrari che qui conta ben cinque nomi, compreso il campione in carica F3, Robert Shwartzman (7° con problemi al DRS), Giuliano Alesi (13°), Callum Ilott (14°) e soprattutto Mick Schumacher (19°), l'osservato speciale della griglia. Il figlio d'arte tedesco ha però percorso solo poche tornate, a causa di noie tecniche.

Buon inizio per gli junior Renault, con Guan Yu Zhou quarto e Christian Lundgaard quinto, seguiti da Felipe Drugovich al via con la MP Motorsport. Undicesimo un altro potenziale "big", Dan Ticktum al via con la DAMS. Il britannico ha messo dietro di pochissimo l'esperto Artem Markelov, di nuovo a tempo pieno nella serie cadetta.

Il turno si è svolto senza particolari inconvenienti, tranne la breve fase di bandiera rossa provocata dall'uscita nella sabbia di Marino Sato a circa 15 minuti dal termine. Fermo invece Nikita Mazepin, sull'altra Dallara schierata dalla Hitech.

Venerdì 3 luglio 2020, libere

1 - Yuki Tsunoda - Carlin - 1'15"249 - 22 giri
2 - Luca Ghiotto - Hitech - 1'15"303 - 22
3 - Marcus Armstrong - ART - 1'15"405 - 23
4 - Guanyu Zhou - Virtuosi - 1'15"468 - 22
5 - Christian Lundgaard - ART - 1'15"509 - 24
6 - Felipe Drugovich - MP Motorsport - 1'15"598 - 24
7 - Robert Shwartzman - Prema - 1'15"702 - 24
8 - Jehan Daruvala - Carlin - 1'15"718 - 26
9 - Sean Gelael - DAMS - 1'15"928 - 22
10 - Louis Deletraz - Charouz - 1'15"940 - 25
11 - Dan Ticktum - DAMS - 1'16"015 - 23
12 - Artem Markelov - HWA - 1'16"028 - 23
13 - Giuliano Alesi - HWA - 1'16"174 - 24
14 - Callum Ilott - Virtuosi - 1'16"268 - 23
15 - Nobuharu Matsushita - MP Motorsport - 1'16"334 - 22
16 - Pedro Piquet - Charouz - 1'16"379 - 25
17 - Roy Nissany - Trident - 1'16"514 - 25
18 - Jack Aitken - Campos - 1'16"544 - 24
19 - Mick Schumacher - Prema - 1'16"597 - 10
20 - Guillherme Samaia - Campos - 1'16"894 - 21
21 - Marino Sato - Trident - 1'16"905 - 13
22 - Nikita Mazepin - Hitech - s.t.

22 Giu [15:31]

L'intervista - René Rosin
"Il team Prema pronto a ripartire"

Mattia Tremolada

Dalla Formula 4 alla Formula 2, passando per la Formula Regional European e la Formula 3. Il team Prema è impegnato attivamente in tutte le categorie riconosciute dalla FIA che compongono la scalata all’Olimpo del motorsport, rappresentato dalla Formula 1. Proprio le due categorie che stanno alla base della piramide, hanno riportato in pista gli uomini di Grisignano per la prima volta dopo il lockdown, occasione sfruttata anche per i piloti di Formula 3 più Mick Schumacher (F2), che nei test di Misano si sono allenati con le Tatuus della Formula Regional in vista del Gran Premio d’Austria, in programma il fine settimana del 5 luglio. All’accensione dei motori a Spielberg, saranno trascorsi tre mesi da quando i piloti delle due categorie maggiori non scendono in pista, come ricorda René Rosin, a capo della sezione del team Prema che gestisce le vetture di F2 e F3, abbandonate in Bahrain in seguito all’ultima tornata di test pre stagionali e alla conseguente cancellazione del primo round. Proprio con Rosin ripercorriamo le prove disputate prima della quarantena.

“L’ultima volta che siamo scesi in pista è stato in Bahrain per i test di Formula 2 e Formula 3. Per quanto riguarda la F2, si era trattato della prima presa di contatto dei piloti con le gomme da 18”, grande novità della stagione 2020. Tutto era andato secondo i piani concordati con gli ingegneri, eravamo riusciti a svolgere tutto il lavoro programmato e ad analizzare i dati in poco tempo per essere pronti per la prima gara che avrebbe dovuto svolgersi la settimana seguente. Abbiamo avuto più tempo per le analisi, anche se chiaramente i dati a nostra disposizione non sono aumentati in questi mesi di lockdown, perché i dipendenti sono stati in cassa integrazione e abbiamo dovuto chiudere completamente l’azienda secondo le disposizioni del nostro governo. Per quanto riguarda la Formula 3, invece, nel corso dei test non ci siamo focalizzati sullo sviluppo della macchina, ma la priorità era cercare di familiarizzare con i nostri piloti, dal momento che abbiamo cambiato completamente la nostra line up. Anche in questo caso, siamo stati molto soddisfatti delle prove e aspettavamo la prima gara per capire quale fosse il nostro livello rispetto agli altri, poi ovviamente tutto è stato bloccato”.

Quali saranno le norme anti Covid-19 da seguire in Austria?
“Per quanto riguarda le misure anti contagio, stiamo ricevendo proprio in questi giorni dalla FIA le indicazioni complete. In realtà, il lavoro non subirà cambiamenti o ostacoli particolarmente rilevanti, se non ovviamente il fatto che correremo senza spettatori. È la cosa più difficile da digerire, ma preferisco correre a porte chiuse piuttosto che rimanere a casa, anche perché oltre ad essere appassionati, siamo aziende con dipendenti e con costi vari da coprire”.

Hai aspettative diverse per i tuoi piloti di F2?
“Alla viglia di una stagione non mi piace dire frasi come ‘siamo qua per vincere, dobbiamo battere tutti’, perché l’arroganza potrebbe essere dannosa. Preferisco concentrarmi al massimo per cercare di ottenere il miglior risultato possibile, spronando tutta la squadra a dare il meglio lavorando sodo. Ritengo che la nostra coppia di piloti composta da Mick Schumacher e Robert Shwartzman, campione in carica F3, sia tra le migliori sulla griglia, sono convinto del loro potenziale. L’anno scorso è stato deludente, abbiamo raccolto meno di quanto meritassimo a causa di alcuni errori, ma anche di una buona dose di sfortuna. Abbiamo fatto dei correttivi importanti all’interno della squadra per essere ancora più performanti e cercare di migliorare le lacune che si sono presentate nella passata stagione”.

Quale pensi possa essere invece, il potenziale della squadra in F3?
“Sono molto contento della scelta che fatta per questa stagione. Abbiamo iniziato a lavorare con i nuovi piloti in Bahrain e il clima all’interno della squadra è buono. Possiamo contare sull’esperienza di Logan Sargeant, che è al secondo anno nella categoria, mentre l’anno scorso avevamo tre rookie, visto che arrivavano tutti dalla vecchia F3 e non dalla GP3, la vera antenata della categoria odierna. Avevamo però, il vantaggio di conoscerli già perché avevano corso con me o contro di me, mentre ora conosco bene solo Frederik Vesti”.

La F3 di vecchia concezione manca dal panorama delle formule minori?
“Sono tanti i nostalgici a cui manca, ma credo che il mercato richiedesse l’unione tra F3 e GP3. È molto importante che la terza categoria corra nei fine settimana della Formula 1. La F3 non è morta, ha solo nuove caratteristiche. Il vecchio campionato era ormai dal 2017 un monomarca, una categoria iper costosa, con delle ottime qualità, ma anche dei punti deboli importanti. Il motorsport è in continua evoluzione e un discorso simile vale anche per la Formula 4, che ha delle caratteristiche molto diverse rispetto a quella che era la vecchia Formula Renault. È stata concepita per ragazzi giovanissimi e sono estremamente convinto del prodotto F4. Anche qui ci sono degli aspetti da migliorare, secondo me il doppio programma in F4 Italia e Germania che prevede 14 fine settimana di tre gare ciascuno è troppo dispendioso. Abbiamo già detto la nostra opinione alla FIA, suggerendo che un campionato con 10 gare sarebbe più gestibile a livello di personale e di struttura”.

Nel 2019 nonostante il debutto nella Formula 3 di nuova generazione, avete proseguito il dominio mostrato negli ultimi anni nel vecchio FIA F3. Ti saresti aspettato una vittoria così netta?
“In realtà sapevamo di avere tre piloti molto competitivi, ero conscio dell’ottimo lavoro svolto nel corso dell’inverno e convinto del potenziale del mio staff tecnico. Quindi sentivo che eravamo pronti per questa categoria, anche se era la prima stagione del nuovo corso e questo sicuramente ci ha fatto lavorare più del solito. Ma sono contento della nostra performance, so che anche quest’anno sarà molto difficile, ma spero che potremo confermarci ad alto livello”.

In Formula 4 avete scelto di puntare su quattro rookie, ma stando ai risultati dei primi test pre stagionali la scelta sembra pagare.
“L’anno scorso abbiamo raccolto meno rispetto a quello che era il nostro potenziale per vari motivi. In questa stagione potremo fare affidamento su quattro debuttanti, ma è una cosa che non ci spaventa. Continuiamo a lavorare con FDA, che è una garanzia e che quest’anno ci ha affidato Dino Beganovic, che arriva da alcune stagioni in kart molto positive. Gabriele Minì è uno dei talenti italiani più cristallini emersi negli ultimi anni e sta dimostrando un facile adattamento alle monoposto. Gabriel Bortoleto può vantare un curriculum kartistico di tutto rispetto e la stessa cosa si può dire per Sebastian Montoya, che purtroppo ha perso le prime sessioni di test perché bloccato in America. Dovrebbe riuscire ad arrivare a breve in Italia per iniziare la propria preparazione”.

Dopo una stagione di debutto in crescita sembra che il livello della Formula Regional European si stia alzando, tanto che Prema ha aggiunto una quarta vettura. Cosa ti aspetti a breve termine da questo campionato?
“Noi abbiamo sposato la linea tracciata dalla FIA per quanto riguarda le categorie propedeutiche alla F1, impegnandoci dalla F4 alla F2, passando per la Formula Regional e la F3. Siamo convinti del prodotto Regional e contenti dei piloti che abbiamo scelto per il 2020. Abbiamo aggiunto una quarta macchina e nonostante qualche discrepanza con un pilota, non abbiamo avuto difficoltà a sostituirlo. Sarà una stagione importante, in cui il campionato è chiamato al salto di qualità, ma ritengo che la Federazione e WSK stiano facendo un ottimo lavoro nella giusta direzione”.

Nel 2020 saranno sei i piloti di F1 ad aver corso per Prema nelle categorie propedeutiche: Leclerc, Gasly, Giovinazzi, Ocon, Stroll e anche Latifi, seppur con voi diversi anni fa. Credi che questo aiuti la squadra a trovare piloti?
“A mio parere negli ultimi anni abbiamo svolto un lavoro di altissimo livello, lavorando bene con tutti i piloti in ogni categoria a cui abbiamo preso parte. Avere diversi nostri piloti in F1 è per noi motivo di forte orgoglio, ma non credo sia questa la ragione per cui abbiamo tante richieste per le categorie minori. Ritengo che il nostro punto di forza sia il servizio che mettiamo a disposizione dei nostri clienti. È il frutto del grande lavoro che stiamo tutti facendo in questi anni, dal primo dei meccanici all’ultimo uomo del management. Ben 70 persone lavorano in Prema, ormai la nostra non è più un’azienda a direzione familiare, ma una struttura ben organizzata”.

7 Giu [18:43]

F2 virtuale a Baku
Piastri domina al debutto

Mattia Tremolada

È stato un debutto strepitoso quello di Oscar Piastri nella F2 virtuale, andata in scena per l'ultima volta prima del ritorno alle competizioni reali sul tracciato di Baku. Il pilota australiano, schierato dal team Prema, con cui disputerà la stagione del FIA Formula 3, ha sbaragliato la concorrenza, conquistando pole position e vittoria nella Main Race. Già nel giro secco che ha determinato la griglia di partenza, Piastri ha rifilato tre decimi a Lirim Zendeli, sempre brillante al simulatore con la vettura del team Trident, e otto a Matteo Nannini, a sua volta al debutto con Carlin, relegando il resto del gruppo ad oltre un secondo di ritardo.

I‍n gara poi non c'è stata storia, con il campione della Formula Renault Eurocup 2019 che ha chiuso con dieci secondi di vantaggio nei confronti di Zendeli, che dopo aver fallito l'undercut nel corso del quinto giro si è accontentato della piazza d'onore. Terzo Arthur Leclerc, bravo a recuperare dalla sedicesima posizione sulla griglia. Il monegasco ha ereditato il podio da Enzo Fittipaldi, costretto a cedere due piazze per aver accumulato ben tre penalità, per un totale di 13". Tra di loro ha chiuso Victor Martins, che curiosamente è stato il contendente al titolo di Piastri nella passata stagione.

Solo sesto Guan Yu Zhou, l'unico ad aver effettuato una strategia alternativa (al pari di Olli Caldwell) ma rallentato da un paio di sbavature di troppo. Settima e ottava piazza per il duo del team Campos composto da Roberto Mehri e Jack Aitken, autore di un grosso errore durante un duello con Leclerc. Decimo Nannini, bravo a mettersi in luce nelle prime fasi dopo una brillante qualifica, ma poi costretto ad abbandonare il server a causa di un problema di connessione.

La Sprint Race ha invece regalato un finale mozzafiato, con Louis Deletraz che ha strappato la vittoria in volata sul traguardo ai danni di Mehri. Il pilota spagnolo ha anche colpito il rivale in pieno rettilineo, tagliando il traguardo in piazza d'onore ma... in senso contrario. La sua vettura è stata poi colpita da quella di Leclerc, settimo. Al via il monegasco ha tentato un disperato attacco nei confronti di Fittipaldi, girandosi e bloccando il compagno Piastri, solo nono dopo una grande rimonta.

Bello anche il duello per la terza piazza tra Zhou e Enaam Ahmed, che hanno preceduto Juan Manuel Correa e Martins. Nannini non ha preso il via della seconda manche, così come Dan Ticktum, rimasto con il pedale del freno bloccato nel corso di gara 1. Il team DAMS non ha dunque avuto rappresentanti nella Sprint Race, visto che anche Sean Gelael non è riuscito a connettersi per le due corse.

2 Giu [12:15]

8 tappe già ufficiali per la F2,
ma la stagione proseguirà dopo Monza

Jacopo Rubino

Anche per Formula 2 e Formula 3 prende realmente forma il calendario 2020, ridisegnato dopo l'emergenza Coronavirus: entrambe le categorie hanno ovviamente atteso le mosse di Liberty Media per la Formula 1, che supporteranno in tutti gli 8 eventi europei annunciati questa mattina. Ma il boss Bruno Michel ha confermato che "la stagione proseguirà dopo Monza", per adesso ultima trasferta confermata il 4-6 settembre. Arriveranno quindi ulteriori comunicazioni.

La partenza è intanto fissata nel weekend del 3-5 luglio a Spielberg, dove si resterà nel fine settimana successivo. Alla doppietta in Austria seguiranno le tappe di Budapest, le due a Silverstone, poi Barcellona, Spa-Francorchamps e, appunto, Monza.

In origine l'edizione 2020 della F2 avrebbe dovuto cominciare in Bahrain, nel fine settimana del 20-22 marzo, ma è plausibile che a Sakhir si vada lo stesso nel mese di dicembre seguendo il Gran Premio "riprogrammato" per la Formula 1. E ci sarebbe poi la chiusura nella vicina Abu Dhabi. Con queste aggiunte, la serie cadetta raggiungerebbe il numero minimo di 10 eventi per mantenere il suo status di campionato FIA.

Senza dimenticare che, tolta Zandvoort già cancellata in modo definitivo, nel calendario iniziale erano inseriti anche i circuiti di Baku e Sochi, i cui organizzatori restano desiderosi di accogliere il Circus.

I primi 8 round della F2 2020

5 luglio - Spielberg
12 luglio - Spielberg
19 luglio - Budapest
2 agosto - Silverstone
9 agosto - Silverstone
16 agosto - Barcellona
30 agosto - Spa
6 settembre - Monza

24 Mag [18:39]

F2 virtuale a Monaco
Vincono Deletraz e Leclerc

Mattia Tremolada

D‍oppio successo del team Charouz nell'appuntamento di Monaco della Formula 2 virtuale. Louis Deletraz e Juan Manuel Correa hanno infatti tagliato il traguardo davanti a tutti nelle due corse in programma, con il pilota americano che ha ottenuto il successo nella Sprint Race, vinta nel 2019 da Anthoine Hubert, scomparso proprio nell'incidente con Correa sul circuito di Spa Francorchamps. Tuttavia il pilota americano ha poi perso la vittoria a causa di una penalità di 2 secondi.

Deletraz, secondo in volata alle spalle di Hubert nel 2019, è invece stato il vincitore della prima manche. Scattato dalla quarta casella dello schieramento, il pilota svizzero ha subito scavalcato Jack Aitken, per poi infilare Arthur Leclerc nel corso della seconda tornata. Deletraz ha seguito da vicino Lirim Zendeli fino all'ottavo giro, quando è rientrato ai box per effettuare la sosta obbligatoria. L'alfiere del team Trident ha optato per la strategia inversa, proseguendo fino al quattordicesimo passaggio, ma al rientro in pista ha dovuto accodarsi a Deletraz. Dopo aver riagguantato il rivale, Zendeli ha commesso un paio di errori, che non gli hanno consentito di tentare l'attacco. Infine, il pilota tedesco è rientrato ai box a due giri dal termine, concludendo solo in quinta posizione.

Deletraz ha così potuto festeggiare il successo davanti ad Aitken, protagonista di una difesa molto dura su Leclerc, spinto contro il muro in diverse occasioni. Terza piazza per Theo Pourchaire, a sua volta in lotta con il pilota monegasco, solo sesto sul traguardo alle spalle anche di un buon Enzo Fittipaldi e di Zendeli. Settima posizione per Calan Williams e ottava per Correa.

Il pilota americano, che utilizza sia il freno sia l'acceleratore con il piede sinistro, è quindi scattato dalla pole position per la Sprint Race di soli cinque giri. Leclerc si è immediatamente portato alle sue spalle, ma non è mai stato in grado di sferrare l'attacco decisivo. Tuttavia il pilota monegasco del team Prema ha potuto beneficiare di una penalità di 2 secondi inflitta a Correa, scivolato in terza posizione anche alle spalle di Deletraz, protagonista di una bella rimonta dall'ottava posizione. Quarto Williams, rimasto negli scarichi di Leclerc per gran parte della corsa. 

P‍oca fortuna per i piloti italiani Luca Ghiotto e Davide Valsecchi. Il campione della Gp2 2012, tornato al volante della vettura del team DAMS, ha chiuso in diciassettesima e quindicesima posizione nelle due manche, mentre il vicentino è stato costretto ad abbandonare nel corso dell'undicesimo passaggio, non presentandosi al via della seconda corsa, a cui hanno preso parte solo sedici piloti.

10 Mag [18:28]

F2 virtuale a Barcellona
Zhou vince gara 1, ma col contatto

Jacopo Rubino

Il contatto fra Guanyu Zhou e Arthur Leclerc è stato l'episodio-clou nel round di Barcellona della F2 virtuale. Al sesto giro di gara 1 il monegasco è stato mandato in testacoda dal cinese, che poche curve prima era riuscito a raggiungerlo ed attaccarlo, trovando degna risposta. In ballo c'era la leadership della corsa: il portacolori della Prema, dominatore del round inaugurale, è scivolato in decima piazza, il rivale del team UNI Virtuosi è invece andato a vincere, nonostante i 3" di penalità ricevuti.

Zhou è quindi il primo pilota ad aggiudicarsi sia un GP virtuale di Formula 1 (quello di apertura del Bahrain), sia una manche nella versione digitale della serie cadetta. E chiudendo quarto in gara 2, il tester Renault in questa occasione ha messo assieme il maggior bottino. Sfortunato Leclerc, che dopo il testacoda era riuscito a recuperare fino alla piazza d'onore, ma all'ultima tornata si è ritirato per un problema di connessione. Scattato dal fondo nella Sprint Race di 5 giri, ha ribadito il suo potenziale al simulatore agguantando il quinto posto, dopo un avvio fulminante.

Gara 2 è stata conquistata da Norman Nato, ex protagonista della categoria, che all'inizio dell'ultimo giro ha infilato di forza Louis Deletraz, partito dalla prima fila grazie alla griglia invertita dopo gara 1. Situazione curiosa: lo svizzero guidava per il team Charouz, di cui sarà portacolori quest'anno, ma nel videogame F1 2019, base del torneo, la sua macchina era quella targata Carlin... affidata proprio a Nato che lo ha battuto.

Sul podio si sono visti anche Oliver Rowland (3° in gara 1) e Jack Aitken (3° in gara 2). Fra le novità dello schieramento, Sebastian Montoya, figlio di Juan Pablo, che ha esordito con la Prema, la squadra insieme a cui affronterà la F4. Campos ha dato spazio a Sophia Florsch, che sarà impegnata in F3, ma la ragazza tedesca ha avuto qualche difficoltà con la rete Internet. Ospite "di lusso" il nostro Davide Valsecchi, campione 2012 della GP2 e ormai volto televisivo, che ha raccolto un doppio 15° posto da alfiere ART Grand Prix.

9 Mag [16:24]

Ghiotto: "Che bella la Vantage,
e in F2 voglio vincere ancora"

Mattia Tremolada

“Quando ho tagliato il traguardo di Gara-2 ad Abu Dhabi ero convinto che il mio capitolo in Formula 2 fosse terminato",  attacca Luca Ghiotto. "Avevo già firmato per correre con l’Aston Martin del team R-Motorsport nel GT World Challenge Europe 2020, un progetto che mi entusiasma molto. Ero sereno e soddisfatto per il modo in cui ho concluso il mio percorso nel mondo delle formule ed era semplicemente arrivato il momento di fare il passo successivo”. Grazie alla vittoria nell’ultima corsa stagionale della F2, il pilota veneto si è assicurato il terzo posto nella classifica piloti, chiudendo nel modo migliore il proprio percorso nelle formule minori, iniziato nel 2011 in Formula Abarth.

Ma nel corso dell’inverno qualcosa è cambiato: la Hitech GP, squadra fortemente sostenuta nelle ultime stagioni dall’ultra milionario Dmitry Mazepin, presidente della Uralchem Integrated Chemicals Company e padre di Nikita, si è messa in contatto con Luca per riportarlo nella categoria cadetta. “È successo verso la fine del 2019 e insieme al mio manager Gianpaolo Matteucci abbiamo iniziato a trattare. Nonostante un paio di date fossero concomitanti con il mio impegno prioritario in GT, loro hanno mostrato di volermi fortemente e questo mi ha fatto molto piacere. Una volta chiarito questo punto, abbiamo facilmente trovato un accordo, è stato persino più semplice rispetto alle passate stagioni, quando ero totalmente concentrato sulla F2”.

Il tuo approccio al campionato sarà differente rispetto agli anni passati?
“Sicuramente il mio obiettivo principale sarà quello di aiutare la squadra, che è al debutto in Formula 2. Ma sono un pilota e ogni volta che mi calo nell’abitacolo di un’auto da corsa voglio vincere. Il fatto di non poter lottare per il titolo mi toglie un po’ di pressione dalle spalle, che potrebbe anche aiutarmi a correre meglio, con la mente sgombra”.

Come ti sei trovato con i nuovi pneumatici da 18” che saranno introdotti in F2 a partire da questa stagione?
“Il primo approccio con le nuove gomme è stato positivo, mi son trovato a mio agio fin dai primi chilometri percorsi. La prima giornata è stata complicata perché l’assetto di partenza era basato sui cerchioni più piccoli, quindi abbiamo dovuto lavorare per adattarlo. Una volta messa a punto la vettura ho subito avuto ottime sensazioni. Peccato che aggiungendo del peso alla vettura non si riesca a migliorare i tempi, perché a livello di dinamica credo sia un passo in avanti”.



Ritieni che l’introduzione degli pneumatici da 18” possa aiutare un team al debutto come Hitech GP?
“Certamente quando c’è una grossa novità tecnica le carte in tavola vengono mescolate. Per Hitech questo è un vantaggio, ma a prescindere la struttura della squadra è ben organizzata, diversi componenti del team provengono da altre squadre di F2 e quindi hanno già esperienza nel campionato”.

Poco dopo l’inizio della pandemia da Covid-19 R-Motorsport ha diffuso un comunicato in cui il Team Principal Florian Kamelger annunciava “la decisione di concentrare tutte le risorse della squadra sulla programmazione della stagione 2021”. Una frase che sembrava annunciare lo stop del team fino al termine dell’anno. Qual è la situazione in seno alla squadra svizzera?
“Il comunicato è stato un po’ strano e anch’io inizialmente avevo inteso le parole di Kamelger in questo modo. Ma da quello che mi risulta si è trattato semplicemente di una riorganizzazione delle attività di questa stagione e l’intenzione è di proseguire nel GT World Challenge”.

Com’è stata la tua prima esperienza con un’auto Gran Turismo a Bathurst?
“Unica! Nel corso dei miei primi giri di prove libere sono rimasto sbalordito dal circuito, che credo essere uno dei più difficili al mondo. Negli ultimi anni, la 12 ore di Bathurst è diventata una delle maratone più iconiche e ambite nel panorama dell’endurance, insieme alla 24 ore di Le Mans e a quella di Spa, e nell’aria si percepisce un’atmosfera speciale. È la pista cittadina più pazza e bella su cui abbia mai corso, anche meglio di Monaco”.



Cosa ti aspetti da questa stagione nel GT World Challenge?
“La macchina è molto bella da guidare. È stato difficile per me abituarmi allo stile di guida di una GT, che è completamente differente rispetto a quello richiesto in F2. Ora che le gare saranno più vicine l’una all’altra, sarà ancora più impegnativo passare da una formula ad una GT. I test però, sono andati bene, anche se con il Balance of Performance è difficile capire quali siano i reali valori in campo, ma a livello di passo gara sono sempre stato in linea con i miei compagni di squadra, che sono tutti piloti molto esperti con le vetture a ruote coperte. Sono fiducioso, anche se solo nella prima gara capiremo veramente il nostro livello di competitività”.

Quali sono invece gli obiettivi che ti sei posto a lungo termine?
“Sono arrivato ad un momento in cui ho dovuto cambiare direzione per assicurarmi un futuro da pilota professionista, abbandonando il sogno di correre in Formula 1, che ritengo comunque essere la massima ambizione per un pilota. Il mondo del GT offre sicuramente più opportunità. Già a fine 2018 abbiamo avuto i primi contatti con R-Motosport e quando una squadra di questo livello mostra tanto interesse, è difficile voltargli le spalle. Non so dove sarà il mio futuro a lungo termine, ma per ora sono molto contento di questa occasione”.

Tuo papà Franco ha corso a lungo nel Campionato Italiano Sport Prototipi, laureandosi campione nazionale nel 2008. È stato contento di vederti su un prototipo LMP1 lo scorso anno?
“Mio papà ha svolto un ruolo fondamentale nella mia carriera e la passione per il motorsport l’ho ereditata da lui e dal resto della mia famiglia. Ha sempre apprezzato molto i prototipi, perché leggeri e dotati di tanto carico aerodinamico. Quando ho avuto l’opportunità di correre con la Ginetta LMP1 ufficiale al Fuji, credo che lui fosse il più entusiasta. È stata una bellissima esperienza, sarebbe bello tornare alla guida di quella vettura”.

Sei stato molto attivo nelle gare online negli scorsi mesi, come hai vissuto questa ondata di grande entusiasmo verso il sim racing?
“Correre al simulatore è molto divertente e credo che tanti piloti si siano appassionati proprio durante questo periodo di isolamento. È molto simile al motorsport reale, specialmente nel suo elemento competitivo e ormai è diventato parte integrante delle competizioni. Quello che abbiamo vissuto in questi mesi è stato il salto di qualità definitivo. Certo, l’affluenza in parte diminuirà nei prossimi mesi, anche per una questione di tempo libero a disposizione di noi piloti, che in queste settimane è quasi illimitato. Però, credo che molta gente che si è avvicinata in questo periodo al simulatore e che ha investito molti soldi in una postazione, cercherà di sfruttarla anche quando le competizioni vere ripartiranno”.

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