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Dakar - Finale
Mito Peterhansel, 14 edizioni vinte

Jacopo Rubino

6 edizioni vinte in moto, la prima nel 1991, e adesso 8 in auto: Stephane Peterhansel è sempr...

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15 Gen [12:26]

Dakar - Finale
Mito Peterhansel, 14 edizioni vinte

Jacopo Rubino

6 edizioni vinte in moto, la prima nel 1991, e adesso 8 in auto: Stephane Peterhansel è sempre più "Mister Dakar" e nel 2021 porta a casa un altro trionfo nel rally raid più prestigioso al mondo. "L'emozione è sempre la stessa, questa vittoria dall'esterno può essere sembrata facile, ma qui di vittorie facili non ce ne sono", ha commentato a caldo. Al francese restava l'ultima fatica da affrontare, la speciale che da Yanbu riportava la carovana a Jeddah, ridotta a 200 chilometri, e l'ha conclusa al terzo posto concedendo soli 40" al suo antagonista Nasser Al-Attiyah. Quasi nulla, considerando il vantaggio di 15 minuti di cui godeva allo start.

Al-Attiyah deve accontentarsi della piazza d'onore finale dopo una gara vissuta all'inseguimento sin dalla prima giornata, quando aveva perso 12 minuti e mezzo avendo dovuto fare da apripista per il miglior tempo siglato nel Prologo. Con il senno di poi, un errore strategico. Il qatariota si è aggiudicato sei tappe ma è bastato a colmare l'intero gap nei confronti di un Peterhansel super costante (1 sola tappa vinta, ma 11 su 12 nei primi 3), complici le ben 16 forature rimediate. A detta dell'alfiere Toyota, in questo senso, i buggy a 2 ruote motrici come quello Mini sono favoriti dall'utilizzo di cerchi di diametro maggiore, rispetto alle 4x4 come la sua Hilux.

Tornando alla frazione odierna, a primeggiare è stato il vincitore 2020, Carlos Sainz, salito al comando dal km 99 e riuscito a terminare con 2'13 di margine su Al-Attiyah. Vincitore nel 2020, lo spagnolo questa volta conclude terzo nella generale e consegna il testimone a Peterhansel, suo compagno nel team X-Raid. La marcia di Sainz è stata compromessa dai molti problemi di navigazione avuti durante la prima settimana. Oggi a contendergli la vetta era Yazeed Al-Rajhi, incappato nella rottura del motore.



Il clima di festa per l'arrivo a Jeddah, tuttavia, si contrappone alla notizia della morte di Pierre Cherpin, motociclista amatore protagonista di una caduta nella prova del 10 gennaio. Operato d'urgenza per un forte trauma cranico, Cherpin era stato tenuto in coma farmacologico per essere trasferito in aereo verso la Francia, ma durante il viaggio si è spento definitivamente. Imprenditore 52enne, era alla sua quarta partecipazione al rally raid, la prima in Arabia, ed era iscritto al trofeo "Original by Motul" che non prevede assistenza.

Tornando alla gara, Cyril Despres, oggi quarto, si è garantito il piazzamento finale in top 10, che non è mutata rispetto a ieri. Alle spalle dei tre sul podio, fuori portata, il polacco Jakub Przygonski (4°) autore di un cammino molto costante. Il team Bahrain, ritirato Sebastien Loeb, vede Nani Roma quinto con il nuovo buggy Prodrive, seguito dal russo Vladimir Vasilyev, da Khalid Al Qassimi, Giniel De Villiers e Martin Prokop, nono sulla sua Ford Ranger privata.

Fra i camion prosegue il regno Kamaz, con la vittoria di Dmitry Sotnikov, la quinta di fila dello squadrone russo. Fra le moto la Honda sconfigge la KTM per il secondo anno consecutivo, grazie a Kevin Benavides, mentre nei quad è un altro argentino, Manuel Andujar, a scrivere il suo nome nell'albo d'oro.

Venerdì 14 gennaio 2020, 12° tappa (top 10)

1 - Sainz/Cruz (Mini) - 2h17'33
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'13
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 2'53
4 - Despres/Horn (Peugeot) - 4'01
5 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 5'36
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 6'35
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 6'39
8 - Baragwanath/Perry (Century) - 6'39
9 - Serradori/Lurquin (Century) - 6'51
10 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 7'39

La classifica auto finale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 44h28'11
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 13'51
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h00'57
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h35'03
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 3h21'48
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h29'38
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h33'31
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h57'39
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 4h09'21
10 - Despres/Horn (Peugeot) - 4h51'09

14 Gen [15:39]

Dakar - 11° tappa
La sesta di Al-Attiyah

Jacopo Rubino

Sei successi di tappa, in questo nessuno potrà far meglio di Nasser Al-Attiyah alla Dakar 2021. Ma per la vittoria finale di un rally raid, si sa, non è detto che basti: pur aggiudicandosi l'undicesima frazione, da Al-Ula a Yanbu, il qatariota resta dietro di 15 minuti al leader Stephane Peterhansel. Domani è in programma l'ultima speciale, con destinazione Jeddah, e il francese potrà gestire un buon margine di vantaggio per portarsi a casa questa edizione.

La prova odierna, la più lunga di tutte e corredata dalla visita ufficiale di Jean Todt, presidente della FIA, è stata però accorciata di 47 chilometri nel tratto conclusivo, compromesso dal recente maltempo. Sono rimasti comunque un centinaio di chilometri di dune da affrontare, e Peterhansel ha ceduto il comando solo dopo il penultimo rilevamento: al km 438 precedeva infatti Al-Attiyah di 38", ma il portacolori della Toyota ha poi terminato davanti di 1'56, completando una caccia durata almeno 200 chilometri.

Terza posizione per Carlos Sainz con l'altra Mini X-Raid, per una breve fase in testa prima di perdere terreno sui due avversari principali. Alle spalle del "Matador", ormai blindato in zona podio, si è piazzato il saudita Yazeed Al-Rajhi, vincitore ieri e costretto così a ricoprire il ruolo di apripista. Quinto Cyril Despres (Peugeot), che entra così nella top 10 assoluta scalzando il connazionale Christian Lavieille (Optimus).

Bella prestazione del cinese Wei Han, sesto con il buggy SMG, mentre è settimo Giniel De Villiers. Il sudafricano ha preceduto Vladimir Vasilyev, Khalid Al Qassimi, Martin Prokop e Jakub Przygonski, racchiusi nello spazio di 2 minuti e tutti presenti nella top 10 assoluta. Con loro c'è anche Nani Roma, quinto in graduatoria alla guida del buggy Prodrive del team Bahrain, l'unico rimasto dopo il ritiro del compagno Sebastien Loeb.

Giovedì 14 gennaio 2020, 11° tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4h34'24
2 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 1'56
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 2'26
4 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4'02
5 - Despres/Horn (Peugeot) - 8'31
6 - Han/Liao (SMG) - 10'56
7 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 13'30
8 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 13'58
9 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 14'30
10 - Prokop/Chytka (Ford) - 15'33

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 42h09'26
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 15'05
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h04'14
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h32'24
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 3h15'54
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h25'48
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h26'58
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h55'02
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h59'23
10 - Despres/Horn (Peugeot) - 4h49'05

13 Gen [15:56]

Dakar - 10° tappa
Al-Rajhi vince... su tre ruote

Jacopo Rubino

Yazeed Al-Rajhi, pilota di casa, festeggia il secondo successo di tappa alla Dakar 2021: il saudita si è aggiudicato la prova speciale da Neom ad Al-Ula di 464 km, in cui la carovana tornare verso l'interno della penisola arabica. Al-Rajhi, con la Toyota del team Overdrive, ha assunto il comando dal km 90 per conservarlo fino al traguardo. Spettacolare il suo arrivo, praticamente su tre ruote, visto che della posteriore destra rimaneva solo il cerchione. A contendergli la vittoria è stato inizialmente il connazionale Yasir Seaidan, con uno dei buggy Century, incappato però in problemi tecnici e ripartito dopo uno stop di tre ore abbondanti.

Nasser Al-Attiyah ha chiuso in piazza d'onore, a 2'04 di ritardo, ma soprattutto davanti al leader Stephane Peterhansel: il qatariota ha recuperato 49", comunque non abbastanza considerando i 17 minuti di vantaggio di cui gode il rivale francese, che nella frazione di ieri ha probabilmente ipotecato il trionfo finale. Peterhansel era anzi davanti a portacolori Toyota fino al km 285, preferendo poi viaggiare di conserva.

Quarta posizione di giornata per Carlos Sainz, in recupero dopo aver perso 6' nelle fasi di apertura a causa di una sosta. Lo spagnolo della Mini, re della Dakar 2020, ha quantomeno saldamente il podio in mano, dato che il polacco Jakub Przygonski (oggi 5°) è distante oltre un'ora in classifica generale.

Giniel De Villiers e Vladimir Vasilyev rafforzano la loro presenza nella top 10 assoluta, ma davanti a loro restano Nani Roma, con l'unico prototipo Prodrive ancora in gara dopo il ritiro di Sebastien Loeb, e Khaled Al Qassimi con la Peugeot 3008 gestita dal team PH Sport. A completare i primi dieci si confermano Martin Prokop, pur scavalcato da De Villiers, e Christian Lavieille, che dovrà però guardarsi dal lituano Benediktas Vanagas e da Cyril Despres.

Al-Rajhi, nonostante due tappe vinte, è 15esimo pagando alcuni guai durante la gara: con due speciali ancora da affrontare, sarà difficile che possa reinserirsi nel gruppo dei primi dieci.

Mercoledì 13 gennaio 2020, 10° tappa (top 10)

1 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 3h03'57
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'04
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 2'53
4 - Sainz/Cruz (Mini) - 4'12
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 5'06
6 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 6'12
7 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 7'32
8 - Serradori/Lurquin (Century) - 9'08
9 - Baragwanath/Perry (Century) - 9'36
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 10'37

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 37h33'06
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 17'01
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h03'44
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h18'43
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h50'22
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h13'14
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h14'56
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h43'28
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h45'46
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 4h30'52

12 Gen [14:58]

Dakar - 9° tappa
Peterhansel, vittoria pesante

Jacopo Rubino

Ecco finalmente la vittoria di tappa per Stephane Peterhansel, nella Dakar 2021 di cui è leader sin dal secondo giorno di gara. Il francese si è imposto nella frazione ad anello Neom-Neom, una delle più impegnative e affascinanti nel costeggiare persino il Mar Rosso, e il risultato è pesantissimo: ha guadagnato addirittura 12 minuti sul rivale Nasser Al-Attiyah, secondo, e salvo imprevisti potrebbe aver davvero ipotecato il trionfo in questa edizione. Il suo vantaggio ammonta adesso a quasi 18', un bel tesoretto da gestire.

Il pilota Mini X-Raid ha preso il comando al km 63, sui 465 di speciale previsti, durante i quali l'antagonista Al-Attiyah ha patito due forature. Una gomma ko anche per Carlos Sainz, costretto inoltre a risolvere un problema ai freni, terminando così la frazione soltanto undicesimo. Per lo spagnolo non è stata comunque a rischio la terza posizione nell'assoluta, visto che Jakub Przygonski questa volta ha chiuso ancora più indietro.

In verità poteva essere la giornata di Mathieu Serradori, che ormai senza ambizioni di classifica avrebbe potuto comunque godersi la ribalta odierna. Il transalpino, in duello con il connazionale Peterhansel, al km 385 ha patito invece un inconveniente tecnico quando aveva assunto da poco la vetta. La sfortuna non ha smesso di abbandonare il pilota del buggy Century, ma peggio è andata a Sebastien Loeb, che ieri ha definitivamente gettato la spugna. L'unico prototipo Prodrive rimasto è quello di Nani Roma, al momento quinto nella generale.

Terza piazza di giornata per Giniel De Villiers, giunto di appena 19" dietro alla Toyota gemella di Al-Attiyah. Vicino a loro anche Yazeed Al-Rajhi, con il pickup giapponese del team Overdrive, quindi Brian Baragwanath. Martin Prokop (6°) si consolida nella top 10 assoluta con la sua Ford Ranger privata, e oggi ha preceduto le Peugeot ex ufficiali guidate da Cyrl Despres e Khaled Al Qassimi.

Martedì 12 gennaio 2020, 9° tappa (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 4h50'27
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 12'00
3 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 12'19
4 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 12'44
5 - Baragwanath/Perry (Century) - 13'51
6 - Prokop/Chytka (Ford) - 16'37
7 - Despres/Horn (Peugeot) - 18'45
8 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 19'40
9 - Vanagas/Palmeiro (Toyota) - 19'56
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 21'39

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 34h26'16
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 17'50
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h02'25
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h16'30
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h42'38
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h01'13
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h10'17
8 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h36'01
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h40'09
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 4h10'32

11 Gen [15:11]

Dakar - 8° tappa
Al-Attiyah riavvicina Peterhansel

Jacopo Rubino

Nasser Al-Attiyah continua la caccia a Stephane Peterhansel, per strappargli la vittoria finale alla Dakar 2021. Il qatariota si è aggiudicato la tappa numero 8, quella da Sakaka a Neom che era la seconda in modalità "Marathon" senza assistenza esterna, e ha recuperato tre minuti al francese in classifica: ora li separano 4'50, quando restano da affrontare quattro giornate di gara. Nella speciale odierna Peterhansel era passato al comando, seppur di poco, ma dopo il km 190 è stato superato sia dal rivale della Toyota che dal compagno Carlos Sainz, secondo a 52" di ritardo con l'altra Mini del team X-Raid.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana ha pagato a caro prezzo gli errori di navigazione, sta quantomeno consolidando il terzo posto nell'assoluta guadagnando altri 17 minuti abbondanti su Jakub Przygonski, sempre costante nella sua marcia. Oggi il polacco ha chiuso quinto, alle spalle di un ottimo Cyril Despres che ha centrato il suo miglior risultato in questa edizione, con la Peugeot 3008 DKR ex ufficiale gestita da Abu Dhabi Racing (leggi: PH Sport). Davanti al transalpino la vettura gemella di Khalid Al Qassimi, che nel tratto conclusivo gli ha soffiato di pochissimo la quarta posizione.

Buon settimo il sudafricano Shameer Variawa, altro alfiere della pattuglia Toyota, che ha preceduto la Mini 4x4 del russo Vladimir Vasilyev, poi Martin Prokop e Christian Lavieille che restano così agganciati alla top 10 assoluta. In mezzo a loro (nono) c'è Giniel De Villiers.

Festeggiato il successo ieri, nella prima parte della fase "Marathon", l'eroe di casa Yazeed Al-Rajhi ha patito problemi tecnici al km 193, quando era sesto provvisorio: il saudita ha perso oltre un'ora. Altri guai per Sebastien Loeb e Mathieu Serradori, fra i protagonisti più sfortunati di questa edizione. La stella del WRC, che ormai continua solo per aiutare il team Bahrain nello sviluppo del nuovo buggy Prodrive, si è dovuto fermare per riparazioni al km 43, mentre era buon nono; Serradori ha effettuato una sosta obbligata più avanti, al km 111, per fortuna riuscendo a proseguire.

Lunedì 11 gennaio 2020, 8° tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2h56'56
2 - Sainz/Cruz (Mini) - 52"
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 3'03
4 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 12'44
5 - Despres/Horn (Peugeot) - 12'49
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 18'23
7 - Variawa/Murphy (Toyota) - 18'51
8 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 19'05
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 21'37
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 22'06

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 29h36'49
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4'50
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 38'55
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h38'08
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h19'59
6 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h42'00
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h45'33
8 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h18'24
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h26'50
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 3h41'57

11 Gen [12:04]

Il ricordo di Hubert Auriol,
eroe dakariano per antonomasia

Alfredo Filippone

Proprio mentre è in corso la Dakar moderna in Arabia, è giunta la dolorosa notizia della scomparsa, a 68 anni, di Hubert Auriol, forse l’eroe-simobolo più ‘compiuto’ che la gara abbia mai, nella sua versione originale e più pura, quella africana. Non a caso lo chiamavano ‘l’Africain’, e in parte lo era davvero, visto che era nato ad Addis Abeba, in Etiopia, dove suo padre lavorava per la società francese che stava costruendo la ferrovia fra l’Egitto a Gibuti. Nel Corno d’Africa trascorse l’infanzia, innamorandosi per sempre degli spazi immensi, del senso di libertà che procurano, imparando a capire segreti e rischi del deserto e della savana nelle scorribande in fuoristrada o a cavallo con suo papà. Quella conoscenza gli diede davvero un qualcosa in più quando diventò un pilota di rally-raid. Accadeva spesso, soprattutto in tappe lunghe e più difficili, quelle dove bisogna navigare, spesso avvolti nella nebbia di sabbia che è il fesh-fesh, che Auriol vincesse dando una bella paga a tutti.

Ricordo un episodio di questi, in Mauritania, in una delle Dakar seguite come inviato di Rombo. Sbucò dal fesh-fesh con mezz’ora di anticipo su tutti; ai cronisti increduli disse semplicemente: “Ho seguito le orme delle gazzelle”. Era stravolto dalla fatica, aveva il volto ricoperto di sabbia, ma era sorrideva e aveva gli occhi pieni di felicità. Un’espressione che ebbe sempre, in qualsiasi frangente, e che forgiò parte del suo carisma, insieme alla sua bravura di pilota, al fisico da attore e all’eleganza della buona borghesia francese. Un alter ego di Thierry Sabine, l’ideatore della maratona francese, con cui formava un bel duo di eroi affascinanti che ci incantò tutti.

Alla Dakar partecipò sin dalla prima edizione, nel 1979, dopo aver iniziato a correre in moto nel 1973, parallelamente agli studi in Economia. La vinse nel 1981 e nel 1983, in sella a una BMW, ma forse l’episodio che lo rese famoso al pubblico mondiale fu il drammatico incidente nella penultima giornata dell’edizione 1987, quando aveva gara praticamente vinta e gli resteva soltanto la parata sul Lago Rosa dell’indomani. A 30 km dall’arrivo, il destino volle che "inciampasse" coi piedi nelle radici di un arbusto nascosti appena sotto la sabbia. Si procurò fratture scomposte alle caviglie e a una tibia, ma risalì in sella per completare la tappa, crollando dopo l’arrivo e piangendo a dirotto per il dolore e per la rabbia di non poter dare alla Cagiva l’agognata prima vittoria. “Dite a Castiglioni che l’avevamo vinta” disse stringendo i denti mentre lo caricavano sull’eli-ambulanza. Le immagini di quell’eroico calvario lo trasformarono in mito della Dakar forse ancor più delle vittorie. Tornò l’anno successivo, in macchina, e fu il primo a vincere su due e quattro ruote, grazie al successo nel 1992 con la Mitsubishi, nell’anno in cui la gara finì a Città del Capo.

Conclusa la carriera di pilota (16 in tutto le edizioni disputate) non finì il suo rapporto con la Dakar, visto che ASO lo scelse come direttore della gara, un ruolo per il quale difficilmente si sarebber potuto trovare candidato migliore, dal 1995 al 2004. Poi, fu coinvolto anche nell’Africa Eco Race e il China Grand Rally. Ultimamente, aveva curato reality di avventura per la tv francese, ma da anni lottava contro seri acciacchi di salute. Il finale è stato immesicordiosamente crudele: dopo una pesante operazione alle vertebre, aveva contratto il covid lo scorso novembre e subito il dolore della scomparsa della moglie Caroline in un incidente stradale a dicembre, prima di venir stroncato da un ictus ieri. Proprio in questi giorni esce in Francia la sua bografia, intitolata ‘TTSPP’, che era l’abbreviatura nei road book delle prime Dakar per ‘tout droit sur la piste principale’ (sempre diritto sulla pista principale), un buon epitaffio per la sua traiettoria di vita.

10 Gen [15:00]

Dakar - 7° tappa
Al Rajhi svetta a casa sua

Jacopo Rubino

Yazeed Al Rajhi oggi è stato profeta in patria alla Dakar: il pilota saudita ha trionfato nella tappa numero da 7, da Ha Il a Sakaka, che ha segnato la ripartenza della gara dopo il riposo di ieri. Al Rajhi, al volante della Toyota del team Overdrive, non si aggiudicava una speciale dal 2015, quando il rally raid più famoso al mondo era però di scena in Sudamerica, e non nella sua Arabia.

Stephane Peterhansel, leader della classifica generale, è stato a lungo in testa a questa frazione ma a 100 chilometri dal traguardo si è visto superare dal rivale, chiudendo alle sue spalle di 48 secondi. Al portacolori Mini X-Raid sfugge ancora il successo di tappa, in questa edizione 2021, ma si consola guadagnando 2 minuti esatti su Nasser Al-Attiyah, principale inseguitore. Peterhansel ha però rischiato lo stop per la rottura di una sospensione scoperta in assistenza. Il qatariota Al-Attiyah è giunto quarto e adesso si trova staccato di 7'53 in graduatoria, seppur durante la giornata odierna sia riuscito a recuperare terreno nel finale.

In mezzo a loro ha chiuso Carlos Sainz, sempre più "abbonato" alla terza posizione: troppo distanti i due avversari diretti, ma lo spagnolo prende ampio margine sul polacco Jakub Przygonski, solido quarto assoluto precedendo Nani Roma con il buggy Prodrive. Il suo compagno nel team Bahrain, Sebastien Loeb, resta bersagliato dalla sfortuna: a soli 30 km dall'arrivo ha sofferto la rottura di un mozzo, dopo essere partito questa mattina già sotto di quasi 12 ore per i guai avuti venerdì, con il rientro al bivacco in nottata.

Lancia un segnale Mathieu Serradori, ottavo ma ormai senza velleità di risultato, visti i problemi delle tappe precedenti. Il transalpino ha chiuso alle spalle dell'altro buggy Century di Yasir Seaidan (6°) e di Cyril Despres con la Peugeot ex ufficiale del team PH Sport. Avanza silenzioso il russo Vasilyev, ora sesto nelle generale con una delle vecchie Mini 4x4, seguito da Khaled Al Qassimi, dal veterano Giniel De Villiers e dal ceco Martin Prokop. Nei primi dieci entra anche Christian Lavieille, altro veterano della corsa, con il buggy Optimus, a discapito del sudafricano Brian Baragwanath rallentato da un inconveniente già al km 33.

Domenica 10 gennaio 2020, 7° tappa (top 10)

1 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4h21'59
2 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 48"
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1'15
4 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'48
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 12'00
6 - Seaidan/Kuzmich (Century) - 14'43
7 - Despres/Horn (Peugeot) - 17'06
8 - Serradori/Luquien (Century) - 17'53
9 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 20'59
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 22'53

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 26h36'50
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 7'53
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 41'06
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h22'48
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h59'00
6 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h25'58
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h35'52
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 2h59'36
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h22'54
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 3h42'43

8 Gen [15:04]

Dakar - 6° tappa
Sainz torna a sorridere

Jacopo Rubino

Le possibilità di confermarsi sul trono della Dakar sono compromesse, ma Carlos Sainz ha dato un segnale vincendo la sesta tappa della gara 2021. Per lo spagnolo un piccolo riscatto, dopo aver pagato a caro prezzo i problemi di navigazione dei giorni scorsi, perdendo moltissimo terreno su Stephane Peterhansel e Nasser Al-Attiyah. Il "Matador" ha criticato i percorsi, definiti gimcane, e le difficoltà nel trovare i checkpoint designati, ma almeno oggi è filato tutto liscio: è transitato in testa già al primo rilevamento e non è più stato superato.

L'alfiere del team Mini X-Raid alla fine ha chiuso con quattro minuti di vantaggio sull'eroe di casa Yazeed Al Rajhi, al termine di una speciale accorciata di 100 chilometri e ritardata di un'ora e mezza: gli organizzatori hanno preso atto delle difficoltà di molti concorrenti, in tutte le categorie, nel completare la prova di ieri.

Terzo Al-Attiyah, lontano 7'16, che "ruba" soli 18 secondi a Peterhansel: il francese resta leader della classifica generale, con un margine di 5'53 sul qatariota, e poco male se per la prima volta quest'anno non ha concluso una tappa in zona podio. Buon quinto il polacco Jakub Przygonski, altro portacolori Toyota che nella generale, adesso, è addirittura quarto precedendo Nani Roma e Brian Baragwanath, oggi giunti rispettivamente settimo e sesto davanti a Giniel De Villiers, protagonista della frazione di ieri. Il sudafricano fa così il suo ingresso nella top 10 assoluta, superando Martin Prokop.

La sfortuna, invece, non ha smesso di bersagliare Mathieu Serradori. Il transalpino in extremis è riuscito a partire, dopo le riparazioni ad un ammortizzatore e ad una ruota necessarie per i guai avuti giovedì, ma nel tratto conclusivo è stato ancora tradito da una ruota e ha richiesto l'intervento dell'assistenza. L'obiettivo, ormai, resterebbe solo di portare a termine questa Dakar. Altri problemi anche per Sebastien Loeb, che al km 97 ha rotto il braccetto di una sospensione del suo buggy Prodrive e si vede fuori anche dai primi dieci.

Quello di domani sarà il giorno di riposo per la carovana della Dakar, che al giro di boa vede l'australiano Toby Price (KTM) in vetta fra le moto, l'argentino Nicolas Gaviglasso (Yamaha) fra i quad, l'americano Seth Quintero tra i veicoli "leggeri" SSV e Dmitry Sotnikov, alfiere della solita armata russa Kamaz, tra i camion.

Venerdì 8 gennaio 2020, 6° tappa (top 10)

1 - Sainz/Cruz (Mini) - 3h38'27
2 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4'03
3 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 7'16
4 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 7'34
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 14'21
6 - Baragwanath/Perry (Century) - 19'16
7 - Roma/Winocq (Hunter) - 19'33
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 22'20
9 - Despres/Horn (Peugeot) - 25'45
10 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 26'11

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 22h14'03
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 5'53
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 40'39
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h11'36
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h36'55
6 - Baragwanath/Perry (Century) - 1h50'32
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h05'47
8 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h07'21
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 2h12'12
10 - Prokop/Chytka (Ford) - 2h29'07

7 Gen [14:14]

Dakar - 5° tappa
De Villiers si prende la scena

Jacopo Rubino

Alla Dakar oggi è la giornata di Giniel De Villiers. L'esperto sudafricano, vincitore dell'edizione 2009, nella gara 2021 non era stato fin qui in particolare evidenza ma si è aggiudicato la tappa da Riyadh ad Al Qaisumah. I 457 chilometri cronometrati erano fra i più difficile di quest'anno, mescolando dune e rocce. Partito quindicesimo, il portacolori Toyota ha preso subito il comando ed è rimasto davanti fino al traguardo, precedendo il connazionale Brian Baragwanath.

L'alfiere Century al km 330 era sotto di 5'45, ma nell'ultima frazione ha recuperato parecchio terreno e il distacco finale è stato di soli 58". Terzo Stephane Peterhansel, sempre costante, che rafforza la leadership in classifica generale: questa volta Nasser Al-Attiyah ha terminato quarto, cedendo 2'13.

Il vantaggio del francese nell'assoluta è così salito a 6'11, un buon margine, mentre l'altro pilota Mini, Carlos Sainz, si tiene in zona podio ma cedendo ulteriore strada: adesso è lontano 48 minuti. Lo spagnolo è di nuovo incappato in un errore di navigazione, chiudendo la speciale al nono posto. Sorte analoga ma effetto peggiore per Sebastien Loeb, che scivola in decima piazza nella graduatoria, peccato. L'alsaziano era già stato furioso contro i commissari per i 5' di penalità ricevuti ieri, definendoli "incompetenti", per non aver rallentato in una zona a velocità controllata. A suo dire, colpa dell'allarme GPS che non ha funzionato, come riconosciuto dallo stesso fornitore. Va meglio a Nani Roma, sull'altro buggy Prodrive del team Bahrain, ottavo al traguardo e settimo nella generale.

Disastro per Mathieu Serradori, già protagonista ieri di un'uscita dal percorso della speciale. Il transalpino ha patito un problema tecnico dopo soli 17 km, rimanendo fermo addirittura 4 ore in attesa di riprendere la marcia: svanisce ogni chance di centrare almeno la top 10 finale. Si ritira invece Henk Lategan, che veniva da due tappe super: in un incidente al km 19 ha distrutto la sua Hilux e ha rimediato la frattura di una clavicola. È stato trasportato via elicottero all'ospedale di Riyadh, mentre il copilota Brett Cummings non ha patito conseguenze fisiche.

Quarto assoluto diventa quindi il polacco Jakub Przygonski, alfiere del team Overdrive, seguito da Martin Prokop (Ford) e Khaled Al Qassimi (Peugeot), entrambi ex WRC. Meno incisivo rispetto al 2020, l'argentino Orlando Terranova è adesso ottavo con una delle vecchie Mini a trazione integrale della pattuglia X-Raid.

Giovedì 7 gennaio 2020, 5° tappa (top 10)

1 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 5h09'25
2 - Baragwanath/Perry (Century) - 58"
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 2'25
4 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4'38
5 - Prokop/Chytka (Ford) - 5'06
6 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 9'16
7 - Terranova/Graue (Mini) - 9'24
8 - Roma/Winocq (Hunter) - 10'31
9 - Sainz/Cruz (Mini) - 15'19
10 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 18'58

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 18h28'02
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 6'11
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 48'13
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h04'49
5 - Prokop/Chytka (Ford) - 1h10'32
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 1h21'21
7 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h24'56
8 - Terranova/Graue (Mini) - 1h30'05
9 - Baragwanath/Perry (Century) - 1h38'50
10 - Loeb/Elena (Hunter) - 1h40'07

6 Gen [15:18]

Dakar - 4° tappa
Ancora Al-Attiyah, Peterhansel tiene

Jacopo Rubino

Nasser Al-Attiyah non si ferma: anche la quarta tappa della Dakar 2021 è sua, e per lui è il terzo successo in questa edizione, oltre a quello nel Prologo. Stephane Peterhansel, però, tiene botta e oggi ha chiuso dietro di appena 11", lasciando quasi inalterato il vantaggio in classifica generale sul rivale della Toyota. Il francese resta leader e fin qui sta facendo della costanza l'arma principale, senza esser mai uscito dalla zona podio al volante della sua Mini a due ruote motrici.

La frazione da Wadi Ad-Dawasir a Riyadh prevedeva 337 chilometri cronometrati, ma con il tratto in trasferimento arrivava a 813 km: la più lunga di tutte, anche se la sfida di pilotaggio era forse meno ardua. Lo suggeriscono pure i distacchi, con i primi 6 al traguardo racchiusi in poco più di cinque minuti.

Carlos Sainz, motivato a recuperare dai guai di ieri, era risalito secondo pur partendo 17esimo. Lo spagnolo nel tratto conclusivo ha però perso terreno, terminando quinto a 2'56 dal vincitore Al-Attiyah. Lo spagnolo vede ancora ridursi le chances di ripetere la vittoria di dodici mesi fa, ma se non altro passa terzo nella generale ai danni di Mathieu Serradori. Il transalpino, proprio come Sainz nella Tappa 3, è incappato in un errore di navigazione che gli è costato minuti preziosi, facendolo scivolare in settima piazza.

Altra grande prestazione per Henk Lategan, rookie dello squadrone Toyota, e per Sebastien Loeb: il sudafricano (3° oggi) è quinto nell'assoluta, giusto in scia alla leggenda del WRC che sta trovando il ritmo con il nuovo buggy Prodrive. Loeb ha chiuso in quarta posizione, quella ora occupata anche in graduatoria.

Problemi tecnici per il saudita Yazeed Al-Rajhi, già dopo 30 km, che hanno reso necessario l'intervento dell'assistenza. Ha invece alzato bandiera bianca l'olandese Bernhard Ten Brinke, non è partito dopo l'incidente della speciale di ieri. Aveva ricevuto supporto dai gemelli Tom e Tim Coronel, suoi connazionali, poi dall'assistenza, ma non è bastato a sistemare i danni rimediati dalla sua Hilux del team Overdrive.

Mercoledì 6 gennaio 2020, 4° tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2h35'59
2 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 11"
3 - Lategan/Cummings (Toyota) - 1'30
4 - Loeb/Elena (Hunter) - 2'36
5 - Sainz/Cruz (Mini) - 2'56
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 5'05
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 7'22
8 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 10'45
9 - Terranova/Graue (Mini) - 10'45
10 - Van Loon/Delaunay (Toyota) - 10'54

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 13h15'12
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4'58
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 36'19
4 - Loeb/Elena (Hunter) - 48'14
5 - Lategan/Cummings (Toyota) - 48'44
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 49'16
7 - Serradori/Lurquin (Century) - 51'58
8 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 59'19
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 1h08'51
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h17'50

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