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4 Apr [18:44]

Extreme E ad Al Ula:
Il team di Rosberg vince la prima

Jacopo Rubino

Nico Rosberg, dopo il Mondiale 2016 di Formula 1, riassapora il gusto del successo: la sua squadra RXR ha centrato la vittoria nel primo evento nella storia della Extreme E, il nuovo campionato per SUV elettrici. Ad Al Ula, nel deserto dell'Arabia Saudita, l'equipaggio formato da Johan Kristoffersson e Molly Taylor ha trionfato nella manche conclusiva contro il team X44 di Lewis Hamilton, ex rivale di Rosberg che qui schiera Sebastien Loeb e Cristina Gutierrez, e Timmy Hansen e Catie Munnings, portacolori di casa Andretti.

Nella Finale, è stato Kristoffersson a prendere il via per RXR: lo svedese scattava dal lato meno favorevole, ma ha comunque concluso il suo giro in testa superando il connazionale Hansen, con Loeb rallentato invece da qualche problema al servosterzo. Al momento del cambio pilota obbligatorio, sulla vettura RXR è passata alla guida l'australiana Taylor, andata a tagliare il traguardo con quasi 24" sul prototipo Andretti ereditato dalla britannica Munnings.

Terza posizione per la coppia X44, Loeb/Gutierrez, sabato al comando provvisorio con 12 punti dopo le qualifiche, modificate alla vigilia in sessioni cronometrate per l'eccessiva polvere sul percorso da 8,8 chilometri che avrebbe compromesso la visibilità. Alle loro spalle il duo del team spagnolo Sainz XE, formato dal rallysta spagnolo Carlos e della endurista Laia Sanz, terzi nella Semi-Finale e quindi esclusi: non potendo accedere alla Finale, sono stati classificati quarti.

Kristoffersson/Taylor, quarti al termine delle qualifiche, erano invece entrati in Finale aggiudicandosi il posto messo in palio nella cosiddetta "Crazy Race", in cui hanno battuto Oliver Bennett e Christine Giampaoli Zonca (Hispano Suiza), e il team JBXE di Jenson Button, altro ex F1, e Mikaela Ahlin-Kottulinsky.

La corsa denominata "Shootout", per i tre equipaggi in fondo alla graduatoria del sabato, è stata caratterizzata dallo spettacolare contatto fra Kyle LeDuc e Claudia Hurtgen, causato da una toccata del portacolori Ganassi in un duello ravvicinato. La compagine americana era considerata tra le favorite, ma ha vissuto una serie di inconvenienti sin dallo shakedown di venerdì. Sfortunatissima la tedesca Hurtgen, già incappata in un capottamento in Q1 da cui il SUV marchiato Abt Cupra è uscito abbastanza malconcio. Sempre per un crash in Q1, con protagonista Stephane Sarrazin, ha dato forfait in anticipo il team Veloce Racing: i danni non potevano essere sistemati in tempo, ma anche questa volta il telaio del prototipo Odissey 21, uguale per tutte le scuderie, si è dimostrato robusto.

Il prossimo round della Extreme E, denominato Ocean Xprix, è in programma il 29-30 maggio presso il Lago Rosa in Senegal.

Domenica 4 aprile 2021, Finale

1 - Kristoffersson/Taylor - RXR - 2 giri
2 - Hansen/Munnings - Andretti United - 23"73
3 - Loeb/Gutiérrez - X44 - 1'38"09

Il campionato
1.Kristoffersson/Taylor 35 punti; 2.Loeb/Gutierrez 30; 3.Hansen/Munnings 28; 4.Sainz/Sanz 26; 5.Bennet/Giampaoli Zonca 20; 6.Button/Ahlin-Kottulinsky 17; 7.Ekstrom/Hurtgen 13; 8.LeDuc/Price 12; 9.Sarrazin/Chadwick 8

2 Apr [16:19]

Parte il viaggio della Extreme E,
motorsport elettrico ma non solo

Jacopo Rubino

A semplificare, potremmo definirla la variante "off road" della Formula E. Del resto il creatore è comune, Alejandro Agag. Ma la Extreme E, il campionato che porta le gare elettriche ben lontane dagli autodromi e dai centri cittadini, è molto di più ed è qualcosa che forse supera il motorsport. Il primo appuntamento (denominato "X-Prix") si corre in questo weekend ad Al Ula, nel deserto dell'Arabia Saudita, dopo tre anni dall'ideazione dell'intero progetto. Un periodo durante il quale, ovviamente, non sono neppure mancati ritardi per la pandemia del COVID-19. Adesso, però, si comincia.

L'obiettivo non è solo promuovere e sviluppare la propulsione elettrica, ma anche sensibilizzare sui problemi causati dai cambiamenti climatici e dare un contributo concreto ai luoghi che ospiteranno gli eventi. In Arabia si sosterrà la tutela delle tartarughe nel Mar Rosso, ad esempio. Si correrà poi in Senegal, vicino al Lago Rosa dove una volta si concludeva la Dakar, in Groenlandia, nella foresta ammazzonica di Santarem in Brasile, e nella Terra del Fuoco in Argentina.

L'esperimento ha attirato nomi di grido delle corse: su tutti Lewis Hamilton, il campione del mondo di F1 attento alle questioni ambientali, attraverso il suo team X44 che schiera un certo Sebastien Loeb, nove volte iridato nel WRC. C'è la squadra dell'ex compagno-rivale Nico Rosberg, quella di Jenson Button che sarà anche al volante, così come Carlos Sainz, altra leggenda dei rally. Ci sono i team americani Andretti e Ganassi, e Cupra (marchio del gruppo Volkswagen) supporta il team Abt.

La Extreme E mira inoltre alla parità di genere, con i 9 equipaggi composti obbligatoriamente da un uomo e una donna: fra queste ci sono Jamie Chadwick, vincitrice della W Series 2019 e junior Williams F1, Claudia Hurtgen, una delle regine del Nurburgring, ma anche la rallysta Molly Taylor e la motociclista Laia Sainz.

Da scoprire anche il format degli appuntamenti, con due turni di qualifiche che determineranno l'accesso alla Semifinale o alle manche di ripescaggio, in vista della Finale che vedrà sfidarsi i migliori quattro equipaggi. Le gare saranno di due giri, al termine del primo ci sarà il cambio pilota.

La vettura è standard, il SUV prototipo con telaio tubolare Odyssey 21 prodotto da Spark Racing Technology, come le monoposto di Formula E. Le batterie sono fornite dalla Williams e la potenza massima arriva a 400 kilowatt (circa 536 cavalli). Il "paddock", o parco assistenza, è stato allestito sulla nave cargo RMS St. Helena, che trasporta tutti gli equipaggiamenti nel porto più vicino varie location di gara: niente aerei, quindi. A bordo sarà montato anche un sistema di ricarica delle auto davvero avveniristico, a celle di idrogeno. Nessuna emissione e l'acqua prodotta verrà riciclata per altri utilizzi. Del resto, in favore della sostenibilità, l'obiettivo della Extreme E è avere un'impronta di anidride carbonica pari a 0: quella generata, verrà compensata via via attraverso opere ad hoc, affidandosi a consulenti scientifici.

I team al via della Extreme E

Abt Cupra - Mattias Ekstrom, Claudia Hurtgen
Sainz XE - Carlos Sainz, Laia Sanz
Andretti - Timmy Hansen, Catie Munnings
Ganassi - Kyle LeDuc, Sara Price
Hispano Suiza - Oliver Bennett, Christine Giampaoli
JBXE - Jenson Button, Mikaela Ahlin-Kottulinsky
Rosberg X - Johan Kristoffersson, Molly Taylor
Veloce - Stephane Sarrazin, Jamie Chadwick
X44 - Sebastien Loeb, Cristina Gutiérrez

Il calendario 2021

3-4 aprile - Al Ula (Arabia Saudita)
29-30 maggio - Lago Rosa (Senegal)
28-29 agosto - Kangerlussuaq (Groenlandia)
23-24 ottobre - Santarem (Brasile)
11-12 dicembre - Ushuaia (Argentina)

15 Gen [12:26]

Dakar - Finale
Mito Peterhansel, 14 edizioni vinte

Jacopo Rubino

6 edizioni vinte in moto, la prima nel 1991, e adesso 8 in auto: Stephane Peterhansel è sempre più "Mister Dakar" e nel 2021 porta a casa un altro trionfo nel rally raid più prestigioso al mondo. "L'emozione è sempre la stessa, questa vittoria dall'esterno può essere sembrata facile, ma qui di vittorie facili non ce ne sono", ha commentato a caldo. Al francese restava l'ultima fatica da affrontare, la speciale che da Yanbu riportava la carovana a Jeddah, ridotta a 200 chilometri, e l'ha conclusa al terzo posto concedendo soli 40" al suo antagonista Nasser Al-Attiyah. Quasi nulla, considerando il vantaggio di 15 minuti di cui godeva allo start.

Al-Attiyah deve accontentarsi della piazza d'onore finale dopo una gara vissuta all'inseguimento sin dalla prima giornata, quando aveva perso 12 minuti e mezzo avendo dovuto fare da apripista per il miglior tempo siglato nel Prologo. Con il senno di poi, un errore strategico. Il qatariota si è aggiudicato sei tappe ma è bastato a colmare l'intero gap nei confronti di un Peterhansel super costante (1 sola tappa vinta, ma 11 su 12 nei primi 3), complici le ben 16 forature rimediate. A detta dell'alfiere Toyota, in questo senso, i buggy a 2 ruote motrici come quello Mini sono favoriti dall'utilizzo di cerchi di diametro maggiore, rispetto alle 4x4 come la sua Hilux.

Tornando alla frazione odierna, a primeggiare è stato il vincitore 2020, Carlos Sainz, salito al comando dal km 99 e riuscito a terminare con 2'13 di margine su Al-Attiyah. Vincitore nel 2020, lo spagnolo questa volta conclude terzo nella generale e consegna il testimone a Peterhansel, suo compagno nel team X-Raid. La marcia di Sainz è stata compromessa dai molti problemi di navigazione avuti durante la prima settimana. Oggi a contendergli la vetta era Yazeed Al-Rajhi, incappato nella rottura del motore.



Il clima di festa per l'arrivo a Jeddah, tuttavia, si contrappone alla notizia della morte di Pierre Cherpin, motociclista amatore protagonista di una caduta nella prova del 10 gennaio. Operato d'urgenza per un forte trauma cranico, Cherpin era stato tenuto in coma farmacologico per essere trasferito in aereo verso la Francia, ma durante il viaggio si è spento definitivamente. Imprenditore 52enne, era alla sua quarta partecipazione al rally raid, la prima in Arabia, ed era iscritto al trofeo "Original by Motul" che non prevede assistenza.

Tornando alla gara, Cyril Despres, oggi quarto, si è garantito il piazzamento finale in top 10, che non è mutata rispetto a ieri. Alle spalle dei tre sul podio, fuori portata, il polacco Jakub Przygonski (4°) autore di un cammino molto costante. Il team Bahrain, ritirato Sebastien Loeb, vede Nani Roma quinto con il nuovo buggy Prodrive, seguito dal russo Vladimir Vasilyev, da Khalid Al Qassimi, Giniel De Villiers e Martin Prokop, nono sulla sua Ford Ranger privata.

Fra i camion prosegue il regno Kamaz, con la vittoria di Dmitry Sotnikov, la quinta di fila dello squadrone russo. Fra le moto la Honda sconfigge la KTM per il secondo anno consecutivo, grazie a Kevin Benavides, mentre nei quad è un altro argentino, Manuel Andujar, a scrivere il suo nome nell'albo d'oro.

Venerdì 14 gennaio 2020, 12° tappa (top 10)

1 - Sainz/Cruz (Mini) - 2h17'33
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'13
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 2'53
4 - Despres/Horn (Peugeot) - 4'01
5 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 5'36
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 6'35
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 6'39
8 - Baragwanath/Perry (Century) - 6'39
9 - Serradori/Lurquin (Century) - 6'51
10 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 7'39

La classifica auto finale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 44h28'11
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 13'51
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h00'57
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h35'03
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 3h21'48
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h29'38
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h33'31
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h57'39
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 4h09'21
10 - Despres/Horn (Peugeot) - 4h51'09

14 Gen [15:39]

Dakar - 11° tappa
La sesta di Al-Attiyah

Jacopo Rubino

Sei successi di tappa, in questo nessuno potrà far meglio di Nasser Al-Attiyah alla Dakar 2021. Ma per la vittoria finale di un rally raid, si sa, non è detto che basti: pur aggiudicandosi l'undicesima frazione, da Al-Ula a Yanbu, il qatariota resta dietro di 15 minuti al leader Stephane Peterhansel. Domani è in programma l'ultima speciale, con destinazione Jeddah, e il francese potrà gestire un buon margine di vantaggio per portarsi a casa questa edizione.

La prova odierna, la più lunga di tutte e corredata dalla visita ufficiale di Jean Todt, presidente della FIA, è stata però accorciata di 47 chilometri nel tratto conclusivo, compromesso dal recente maltempo. Sono rimasti comunque un centinaio di chilometri di dune da affrontare, e Peterhansel ha ceduto il comando solo dopo il penultimo rilevamento: al km 438 precedeva infatti Al-Attiyah di 38", ma il portacolori della Toyota ha poi terminato davanti di 1'56, completando una caccia durata almeno 200 chilometri.

Terza posizione per Carlos Sainz con l'altra Mini X-Raid, per una breve fase in testa prima di perdere terreno sui due avversari principali. Alle spalle del "Matador", ormai blindato in zona podio, si è piazzato il saudita Yazeed Al-Rajhi, vincitore ieri e costretto così a ricoprire il ruolo di apripista. Quinto Cyril Despres (Peugeot), che entra così nella top 10 assoluta scalzando il connazionale Christian Lavieille (Optimus).

Bella prestazione del cinese Wei Han, sesto con il buggy SMG, mentre è settimo Giniel De Villiers. Il sudafricano ha preceduto Vladimir Vasilyev, Khalid Al Qassimi, Martin Prokop e Jakub Przygonski, racchiusi nello spazio di 2 minuti e tutti presenti nella top 10 assoluta. Con loro c'è anche Nani Roma, quinto in graduatoria alla guida del buggy Prodrive del team Bahrain, l'unico rimasto dopo il ritiro del compagno Sebastien Loeb.

Giovedì 14 gennaio 2020, 11° tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4h34'24
2 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 1'56
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 2'26
4 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4'02
5 - Despres/Horn (Peugeot) - 8'31
6 - Han/Liao (SMG) - 10'56
7 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 13'30
8 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 13'58
9 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 14'30
10 - Prokop/Chytka (Ford) - 15'33

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 42h09'26
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 15'05
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h04'14
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h32'24
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 3h15'54
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h25'48
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h26'58
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h55'02
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h59'23
10 - Despres/Horn (Peugeot) - 4h49'05

13 Gen [15:56]

Dakar - 10° tappa
Al-Rajhi vince... su tre ruote

Jacopo Rubino

Yazeed Al-Rajhi, pilota di casa, festeggia il secondo successo di tappa alla Dakar 2021: il saudita si è aggiudicato la prova speciale da Neom ad Al-Ula di 464 km, in cui la carovana tornare verso l'interno della penisola arabica. Al-Rajhi, con la Toyota del team Overdrive, ha assunto il comando dal km 90 per conservarlo fino al traguardo. Spettacolare il suo arrivo, praticamente su tre ruote, visto che della posteriore destra rimaneva solo il cerchione. A contendergli la vittoria è stato inizialmente il connazionale Yasir Seaidan, con uno dei buggy Century, incappato però in problemi tecnici e ripartito dopo uno stop di tre ore abbondanti.

Nasser Al-Attiyah ha chiuso in piazza d'onore, a 2'04 di ritardo, ma soprattutto davanti al leader Stephane Peterhansel: il qatariota ha recuperato 49", comunque non abbastanza considerando i 17 minuti di vantaggio di cui gode il rivale francese, che nella frazione di ieri ha probabilmente ipotecato il trionfo finale. Peterhansel era anzi davanti a portacolori Toyota fino al km 285, preferendo poi viaggiare di conserva.

Quarta posizione di giornata per Carlos Sainz, in recupero dopo aver perso 6' nelle fasi di apertura a causa di una sosta. Lo spagnolo della Mini, re della Dakar 2020, ha quantomeno saldamente il podio in mano, dato che il polacco Jakub Przygonski (oggi 5°) è distante oltre un'ora in classifica generale.

Giniel De Villiers e Vladimir Vasilyev rafforzano la loro presenza nella top 10 assoluta, ma davanti a loro restano Nani Roma, con l'unico prototipo Prodrive ancora in gara dopo il ritiro di Sebastien Loeb, e Khaled Al Qassimi con la Peugeot 3008 gestita dal team PH Sport. A completare i primi dieci si confermano Martin Prokop, pur scavalcato da De Villiers, e Christian Lavieille, che dovrà però guardarsi dal lituano Benediktas Vanagas e da Cyril Despres.

Al-Rajhi, nonostante due tappe vinte, è 15esimo pagando alcuni guai durante la gara: con due speciali ancora da affrontare, sarà difficile che possa reinserirsi nel gruppo dei primi dieci.

Mercoledì 13 gennaio 2020, 10° tappa (top 10)

1 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 3h03'57
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'04
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 2'53
4 - Sainz/Cruz (Mini) - 4'12
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 5'06
6 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 6'12
7 - Vasilyev/Tsyro (Mini) - 7'32
8 - Serradori/Lurquin (Century) - 9'08
9 - Baragwanath/Perry (Century) - 9'36
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 10'37

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 37h33'06
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 17'01
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h03'44
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h18'43
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h50'22
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h13'14
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h14'56
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h43'28
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h45'46
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 4h30'52

12 Gen [14:58]

Dakar - 9° tappa
Peterhansel, vittoria pesante

Jacopo Rubino

Ecco finalmente la vittoria di tappa per Stephane Peterhansel, nella Dakar 2021 di cui è leader sin dal secondo giorno di gara. Il francese si è imposto nella frazione ad anello Neom-Neom, una delle più impegnative e affascinanti nel costeggiare persino il Mar Rosso, e il risultato è pesantissimo: ha guadagnato addirittura 12 minuti sul rivale Nasser Al-Attiyah, secondo, e salvo imprevisti potrebbe aver davvero ipotecato il trionfo in questa edizione. Il suo vantaggio ammonta adesso a quasi 18', un bel tesoretto da gestire.

Il pilota Mini X-Raid ha preso il comando al km 63, sui 465 di speciale previsti, durante i quali l'antagonista Al-Attiyah ha patito due forature. Una gomma ko anche per Carlos Sainz, costretto inoltre a risolvere un problema ai freni, terminando così la frazione soltanto undicesimo. Per lo spagnolo non è stata comunque a rischio la terza posizione nell'assoluta, visto che Jakub Przygonski questa volta ha chiuso ancora più indietro.

In verità poteva essere la giornata di Mathieu Serradori, che ormai senza ambizioni di classifica avrebbe potuto comunque godersi la ribalta odierna. Il transalpino, in duello con il connazionale Peterhansel, al km 385 ha patito invece un inconveniente tecnico quando aveva assunto da poco la vetta. La sfortuna non ha smesso di abbandonare il pilota del buggy Century, ma peggio è andata a Sebastien Loeb, che ieri ha definitivamente gettato la spugna. L'unico prototipo Prodrive rimasto è quello di Nani Roma, al momento quinto nella generale.

Terza piazza di giornata per Giniel De Villiers, giunto di appena 19" dietro alla Toyota gemella di Al-Attiyah. Vicino a loro anche Yazeed Al-Rajhi, con il pickup giapponese del team Overdrive, quindi Brian Baragwanath. Martin Prokop (6°) si consolida nella top 10 assoluta con la sua Ford Ranger privata, e oggi ha preceduto le Peugeot ex ufficiali guidate da Cyrl Despres e Khaled Al Qassimi.

Martedì 12 gennaio 2020, 9° tappa (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 4h50'27
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 12'00
3 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 12'19
4 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 12'44
5 - Baragwanath/Perry (Century) - 13'51
6 - Prokop/Chytka (Ford) - 16'37
7 - Despres/Horn (Peugeot) - 18'45
8 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 19'40
9 - Vanagas/Palmeiro (Toyota) - 19'56
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 21'39

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 34h26'16
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 17'50
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1h02'25
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 2h16'30
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h42'38
6 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 3h01'13
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 3h10'17
8 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h36'01
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h40'09
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 4h10'32

11 Gen [15:11]

Dakar - 8° tappa
Al-Attiyah riavvicina Peterhansel

Jacopo Rubino

Nasser Al-Attiyah continua la caccia a Stephane Peterhansel, per strappargli la vittoria finale alla Dakar 2021. Il qatariota si è aggiudicato la tappa numero 8, quella da Sakaka a Neom che era la seconda in modalità "Marathon" senza assistenza esterna, e ha recuperato tre minuti al francese in classifica: ora li separano 4'50, quando restano da affrontare quattro giornate di gara. Nella speciale odierna Peterhansel era passato al comando, seppur di poco, ma dopo il km 190 è stato superato sia dal rivale della Toyota che dal compagno Carlos Sainz, secondo a 52" di ritardo con l'altra Mini del team X-Raid.

Lo spagnolo, che la scorsa settimana ha pagato a caro prezzo gli errori di navigazione, sta quantomeno consolidando il terzo posto nell'assoluta guadagnando altri 17 minuti abbondanti su Jakub Przygonski, sempre costante nella sua marcia. Oggi il polacco ha chiuso quinto, alle spalle di un ottimo Cyril Despres che ha centrato il suo miglior risultato in questa edizione, con la Peugeot 3008 DKR ex ufficiale gestita da Abu Dhabi Racing (leggi: PH Sport). Davanti al transalpino la vettura gemella di Khalid Al Qassimi, che nel tratto conclusivo gli ha soffiato di pochissimo la quarta posizione.

Buon settimo il sudafricano Shameer Variawa, altro alfiere della pattuglia Toyota, che ha preceduto la Mini 4x4 del russo Vladimir Vasilyev, poi Martin Prokop e Christian Lavieille che restano così agganciati alla top 10 assoluta. In mezzo a loro (nono) c'è Giniel De Villiers.

Festeggiato il successo ieri, nella prima parte della fase "Marathon", l'eroe di casa Yazeed Al-Rajhi ha patito problemi tecnici al km 193, quando era sesto provvisorio: il saudita ha perso oltre un'ora. Altri guai per Sebastien Loeb e Mathieu Serradori, fra i protagonisti più sfortunati di questa edizione. La stella del WRC, che ormai continua solo per aiutare il team Bahrain nello sviluppo del nuovo buggy Prodrive, si è dovuto fermare per riparazioni al km 43, mentre era buon nono; Serradori ha effettuato una sosta obbligata più avanti, al km 111, per fortuna riuscendo a proseguire.

Lunedì 11 gennaio 2020, 8° tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2h56'56
2 - Sainz/Cruz (Mini) - 52"
3 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 3'03
4 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 12'44
5 - Despres/Horn (Peugeot) - 12'49
6 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 18'23
7 - Variawa/Murphy (Toyota) - 18'51
8 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 19'05
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 21'37
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 22'06

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 29h36'49
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 4'50
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 38'55
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h38'08
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 2h19'59
6 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h42'00
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h45'33
8 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h18'24
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 3h26'50
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 3h41'57

11 Gen [12:04]

Il ricordo di Hubert Auriol,
eroe dakariano per antonomasia

Alfredo Filippone

Proprio mentre è in corso la Dakar moderna in Arabia, è giunta la dolorosa notizia della scomparsa, a 68 anni, di Hubert Auriol, forse l’eroe-simobolo più ‘compiuto’ che la gara abbia mai, nella sua versione originale e più pura, quella africana. Non a caso lo chiamavano ‘l’Africain’, e in parte lo era davvero, visto che era nato ad Addis Abeba, in Etiopia, dove suo padre lavorava per la società francese che stava costruendo la ferrovia fra l’Egitto a Gibuti. Nel Corno d’Africa trascorse l’infanzia, innamorandosi per sempre degli spazi immensi, del senso di libertà che procurano, imparando a capire segreti e rischi del deserto e della savana nelle scorribande in fuoristrada o a cavallo con suo papà. Quella conoscenza gli diede davvero un qualcosa in più quando diventò un pilota di rally-raid. Accadeva spesso, soprattutto in tappe lunghe e più difficili, quelle dove bisogna navigare, spesso avvolti nella nebbia di sabbia che è il fesh-fesh, che Auriol vincesse dando una bella paga a tutti.

Ricordo un episodio di questi, in Mauritania, in una delle Dakar seguite come inviato di Rombo. Sbucò dal fesh-fesh con mezz’ora di anticipo su tutti; ai cronisti increduli disse semplicemente: “Ho seguito le orme delle gazzelle”. Era stravolto dalla fatica, aveva il volto ricoperto di sabbia, ma era sorrideva e aveva gli occhi pieni di felicità. Un’espressione che ebbe sempre, in qualsiasi frangente, e che forgiò parte del suo carisma, insieme alla sua bravura di pilota, al fisico da attore e all’eleganza della buona borghesia francese. Un alter ego di Thierry Sabine, l’ideatore della maratona francese, con cui formava un bel duo di eroi affascinanti che ci incantò tutti.

Alla Dakar partecipò sin dalla prima edizione, nel 1979, dopo aver iniziato a correre in moto nel 1973, parallelamente agli studi in Economia. La vinse nel 1981 e nel 1983, in sella a una BMW, ma forse l’episodio che lo rese famoso al pubblico mondiale fu il drammatico incidente nella penultima giornata dell’edizione 1987, quando aveva gara praticamente vinta e gli resteva soltanto la parata sul Lago Rosa dell’indomani. A 30 km dall’arrivo, il destino volle che "inciampasse" coi piedi nelle radici di un arbusto nascosti appena sotto la sabbia. Si procurò fratture scomposte alle caviglie e a una tibia, ma risalì in sella per completare la tappa, crollando dopo l’arrivo e piangendo a dirotto per il dolore e per la rabbia di non poter dare alla Cagiva l’agognata prima vittoria. “Dite a Castiglioni che l’avevamo vinta” disse stringendo i denti mentre lo caricavano sull’eli-ambulanza. Le immagini di quell’eroico calvario lo trasformarono in mito della Dakar forse ancor più delle vittorie. Tornò l’anno successivo, in macchina, e fu il primo a vincere su due e quattro ruote, grazie al successo nel 1992 con la Mitsubishi, nell’anno in cui la gara finì a Città del Capo.

Conclusa la carriera di pilota (16 in tutto le edizioni disputate) non finì il suo rapporto con la Dakar, visto che ASO lo scelse come direttore della gara, un ruolo per il quale difficilmente si sarebber potuto trovare candidato migliore, dal 1995 al 2004. Poi, fu coinvolto anche nell’Africa Eco Race e il China Grand Rally. Ultimamente, aveva curato reality di avventura per la tv francese, ma da anni lottava contro seri acciacchi di salute. Il finale è stato immesicordiosamente crudele: dopo una pesante operazione alle vertebre, aveva contratto il covid lo scorso novembre e subito il dolore della scomparsa della moglie Caroline in un incidente stradale a dicembre, prima di venir stroncato da un ictus ieri. Proprio in questi giorni esce in Francia la sua bografia, intitolata ‘TTSPP’, che era l’abbreviatura nei road book delle prime Dakar per ‘tout droit sur la piste principale’ (sempre diritto sulla pista principale), un buon epitaffio per la sua traiettoria di vita.

10 Gen [15:00]

Dakar - 7° tappa
Al Rajhi svetta a casa sua

Jacopo Rubino

Yazeed Al Rajhi oggi è stato profeta in patria alla Dakar: il pilota saudita ha trionfato nella tappa numero da 7, da Ha Il a Sakaka, che ha segnato la ripartenza della gara dopo il riposo di ieri. Al Rajhi, al volante della Toyota del team Overdrive, non si aggiudicava una speciale dal 2015, quando il rally raid più famoso al mondo era però di scena in Sudamerica, e non nella sua Arabia.

Stephane Peterhansel, leader della classifica generale, è stato a lungo in testa a questa frazione ma a 100 chilometri dal traguardo si è visto superare dal rivale, chiudendo alle sue spalle di 48 secondi. Al portacolori Mini X-Raid sfugge ancora il successo di tappa, in questa edizione 2021, ma si consola guadagnando 2 minuti esatti su Nasser Al-Attiyah, principale inseguitore. Peterhansel ha però rischiato lo stop per la rottura di una sospensione scoperta in assistenza. Il qatariota Al-Attiyah è giunto quarto e adesso si trova staccato di 7'53 in graduatoria, seppur durante la giornata odierna sia riuscito a recuperare terreno nel finale.

In mezzo a loro ha chiuso Carlos Sainz, sempre più "abbonato" alla terza posizione: troppo distanti i due avversari diretti, ma lo spagnolo prende ampio margine sul polacco Jakub Przygonski, solido quarto assoluto precedendo Nani Roma con il buggy Prodrive. Il suo compagno nel team Bahrain, Sebastien Loeb, resta bersagliato dalla sfortuna: a soli 30 km dall'arrivo ha sofferto la rottura di un mozzo, dopo essere partito questa mattina già sotto di quasi 12 ore per i guai avuti venerdì, con il rientro al bivacco in nottata.

Lancia un segnale Mathieu Serradori, ottavo ma ormai senza velleità di risultato, visti i problemi delle tappe precedenti. Il transalpino ha chiuso alle spalle dell'altro buggy Century di Yasir Seaidan (6°) e di Cyril Despres con la Peugeot ex ufficiale del team PH Sport. Avanza silenzioso il russo Vasilyev, ora sesto nelle generale con una delle vecchie Mini 4x4, seguito da Khaled Al Qassimi, dal veterano Giniel De Villiers e dal ceco Martin Prokop. Nei primi dieci entra anche Christian Lavieille, altro veterano della corsa, con il buggy Optimus, a discapito del sudafricano Brian Baragwanath rallentato da un inconveniente già al km 33.

Domenica 10 gennaio 2020, 7° tappa (top 10)

1 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4h21'59
2 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 48"
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 1'15
4 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 2'48
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 12'00
6 - Seaidan/Kuzmich (Century) - 14'43
7 - Despres/Horn (Peugeot) - 17'06
8 - Serradori/Luquien (Century) - 17'53
9 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 20'59
10 - Roma/Winocq (Hunter) - 22'53

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 26h36'50
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 7'53
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 41'06
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h22'48
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h59'00
6 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h25'58
7 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h35'52
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 2h59'36
9 - Prokop/Chytka (Ford) - 3h22'54
10 - Lavieille/Garcin (Optimus) - 3h42'43

8 Gen [15:04]

Dakar - 6° tappa
Sainz torna a sorridere

Jacopo Rubino

Le possibilità di confermarsi sul trono della Dakar sono compromesse, ma Carlos Sainz ha dato un segnale vincendo la sesta tappa della gara 2021. Per lo spagnolo un piccolo riscatto, dopo aver pagato a caro prezzo i problemi di navigazione dei giorni scorsi, perdendo moltissimo terreno su Stephane Peterhansel e Nasser Al-Attiyah. Il "Matador" ha criticato i percorsi, definiti gimcane, e le difficoltà nel trovare i checkpoint designati, ma almeno oggi è filato tutto liscio: è transitato in testa già al primo rilevamento e non è più stato superato.

L'alfiere del team Mini X-Raid alla fine ha chiuso con quattro minuti di vantaggio sull'eroe di casa Yazeed Al Rajhi, al termine di una speciale accorciata di 100 chilometri e ritardata di un'ora e mezza: gli organizzatori hanno preso atto delle difficoltà di molti concorrenti, in tutte le categorie, nel completare la prova di ieri.

Terzo Al-Attiyah, lontano 7'16, che "ruba" soli 18 secondi a Peterhansel: il francese resta leader della classifica generale, con un margine di 5'53 sul qatariota, e poco male se per la prima volta quest'anno non ha concluso una tappa in zona podio. Buon quinto il polacco Jakub Przygonski, altro portacolori Toyota che nella generale, adesso, è addirittura quarto precedendo Nani Roma e Brian Baragwanath, oggi giunti rispettivamente settimo e sesto davanti a Giniel De Villiers, protagonista della frazione di ieri. Il sudafricano fa così il suo ingresso nella top 10 assoluta, superando Martin Prokop.

La sfortuna, invece, non ha smesso di bersagliare Mathieu Serradori. Il transalpino in extremis è riuscito a partire, dopo le riparazioni ad un ammortizzatore e ad una ruota necessarie per i guai avuti giovedì, ma nel tratto conclusivo è stato ancora tradito da una ruota e ha richiesto l'intervento dell'assistenza. L'obiettivo, ormai, resterebbe solo di portare a termine questa Dakar. Altri problemi anche per Sebastien Loeb, che al km 97 ha rotto il braccetto di una sospensione del suo buggy Prodrive e si vede fuori anche dai primi dieci.

Quello di domani sarà il giorno di riposo per la carovana della Dakar, che al giro di boa vede l'australiano Toby Price (KTM) in vetta fra le moto, l'argentino Nicolas Gaviglasso (Yamaha) fra i quad, l'americano Seth Quintero tra i veicoli "leggeri" SSV e Dmitry Sotnikov, alfiere della solita armata russa Kamaz, tra i camion.

Venerdì 8 gennaio 2020, 6° tappa (top 10)

1 - Sainz/Cruz (Mini) - 3h38'27
2 - Al Rajhi/Von Zitzewitz (Toyota) - 4'03
3 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 7'16
4 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 7'34
5 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 14'21
6 - Baragwanath/Perry (Century) - 19'16
7 - Roma/Winocq (Hunter) - 19'33
8 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 22'20
9 - Despres/Horn (Peugeot) - 25'45
10 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 26'11

La classifica auto generale (top 10)

1 - Peterhansel/Boulanger (Mini) - 22h14'03
2 - Al-Attiyah/Baumel (Toyota) - 5'53
3 - Sainz/Cruz (Mini) - 40'39
4 - Przygonski/Gottschalk (Toyota) - 1h11'36
5 - Roma/Winocq (Hunter) - 1h36'55
6 - Baragwanath/Perry (Century) - 1h50'32
7 - Vasilyev/Tsyro - (Mini) - 2h05'47
8 - Al Qassimi/Panseri (Peugeot) - 2h07'21
9 - De Villiers/Haro Bravo (Toyota) - 2h12'12
10 - Prokop/Chytka (Ford) - 2h29'07

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