Rally

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4 Gen [15:43]

Dakar – 1ª tappa
Blitz di De Mevius, Dacia e Ford in scia

Michele Montesano

Fuoco alle polveri. La 48ª edizione della Dakar è ufficialmente iniziata con la tappa ad anello di Yanbu. Al termine dei 518 km, di cui 305 cronometrati, a far saltare il banco sono stati Guillaume De Mevius e Matthieu Baumel. Sicuramente tra i meno quotati di questa edizione della maratona saudita, la coppia della Mini X-Raid è riuscita a scardinare i pronostici battendo un’agguerrita concorrenza capeggiata da Nasser Al-Attiyah, staccato già di 40 secondi dalla vetta.

In prima linea già nel Prologo di ieri, De Mevius è stato il grande protagonista della prima tappa. Il belga, navigato dallo stoico Baumel tornato a leggere le note dopo il tremendo incidente che gli è costata l’amputazione di una gamba, ha subito impresso il ritmo tra la ghiaia e il percorso collinare che hanno caratterizzato la prova odierna. Poi un guasto al GPS ha fatto sparire dalla classifica la sua Mini John Cooper Works T1+, salvo poi tagliare il traguardo con un crono di 3h7’49” balzando al comando della classifica.



Un finale a sorpresa che ha offuscato la bella prestazione messa in atto da Al-Attiyah (nella foto sopra). Il cinque volte vincitore della Dakar, navigato da Fabian Lurquin, si è infatti reso protagonista di una spettacolare rimonta. Nel corso della tappa l’alfiere della Dacia ha sorpassato tutte le Ford che lo precedevano pensando di poter siglare il miglior tempo. Ma, arrivato al traguardo, Al-Attiyah si è dovuto inchinare a De Mevius accontentatosi del secondo posto. Considerando che mancano ancora 12 tappe al termine della Dakar 2026, i 40 secondi che lo separano dal belga della Mini sono facilmente recuperabili.

A seguire uno uno stuolo di Ford Raptor T1+ capitanate da Martin Prokop (nella foto in basso). Così come accaduto già lo scorso anno, il pilota privato dell’Orlean Jipocar Team è riuscito a fare meglio degli ufficiali. Prokop ha infatti scavalcato proprio negli ultimi chilometri Mattias Ekström battendolo per 11 secondi. Il vincitore del Prologo è rimasto a lungo in lizza per la vittoria di tappa, poi nell’ultimo tratto ha perso inspiegabilmente terreno scivolando giù dalla zona podio.



Anche nelle fila della Toyota ad avere la meglio è stata la GR Hilux T1+ privata di Marek Goczal. Quinto al traguardo, il polacco del team Energylandia ha chiuso davanti a Carlos Sainz che ha pagato un ordine di partenza non ottimale. Settima piazza per l’alfiere del Toyota GR South Africa Guy Botteril, il quale ha preceduto le due Ford Raptor ufficiali di Nani Roma e Mitch Guthrie. Più staccato Sebastien Loeb che, al volante della Dacia Sandrider T1+, paga già più di tre minuti dalla vetta.

Fuori dalla top-10 il campione in carica del W2RC Lucas Moraes, così come gli ufficiali Toyota Toby Price, Henk Lategan e Seth Quintero, fermi dalla sedicesima posizione a scendere. Avvio estremamente difficile per Yazeed Al Rajhi. Il vincitore della Dakar 2025 ha perso subito terreno con la sua Toyota Hilux. Accusato il colpo, il saudita ha prontamente risposto recuperando terreno. Nonostante gli sforzi, Al Rajhi è arrivato sotto il traguardo di Yanbu con un ritardo di ben 28 minuti sul leader De Mevius.

Domenica 4 gennaio 2026, 1ª tappa (top 10)

1 - De Mevius-Baumel (Mini JCW T1+) - X-Raid - 3h07'49"
2 - Al-Attiyah-Lurquin (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 0'40"
3 - Prokop-Chytka (Ford Raptor T1+) - Jipocar - 1'27"
4 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) - Ford - 1'38"
5 - Goczal-Marton (Toyota GR Hilux T1+) - Energylandia - 1'38"
6 - Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) - Ford - 1'54"
7 - Botterill-Mena (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota SA - 2'03"
8 - Roma-Haro (Ford Raptor T1+) - Ford - 2'37"
9 - Guthrie-Walch (Ford Raptor T1+) - Ford - 2'50"
10 - Loeb-Boulanger (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 3'01"

3 Gen [15:04]

Dakar – Prologo
Ford apre con Ekström e Guthrie

Michele Montesano

Il prologo di Yanbu ha ufficialmente aperto la 48ª edizione della Dakar. Per il settimo anno consecutivo sarà nuovamente l’Arabia Saudita, con i suoi temibili deserti, a fare da palcoscenico al Rally Raid più iconico e massacrante del mondo. Tutti gli equipaggi si sono riuniti per affrontare i primi 98 km, di cui solamente 23 cronometrati, della prova inaugurale. Sebbene non conti ai fini della classifica, il Prologo di Yanbu ha permesso di stabilire l’ordine di partenza della prima tappa che scatterà domani.

I pochi chilometri disputati quest’oggi non sono stati sufficienti per capire i valori in campo, ma la cosa certa è che la Dakar 2026 si giocherà sul filo dei secondi e sulla strategia. Ad aprire l’edizione numero 48 della Dakar è stata la Ford che, al termine del Prologo, ha ottenuto una sonora doppietta con Mattias Ekström e Mitchell Guthrie. Lo svedese, navigato da Emil Bergkvist, è stato il più rapido di tutti fermando le lancette del cronometro in 10’48”7. Al volante del Raptor T1+, Ekström ha quindi staccato il suo compagno di squadra Guthrie di otto secondi.



A completare il podio virtuale è stata la Mini X-Raid della coppia Guillaume de Mevius e Matthieu Baume (nella foto sopra), quest’ultimo tornato a gareggiare dopo il grave incidente, occorso pochi mesi fa, in cui ha perso una gamba. Pacchetto di mischia completato da Nasser Al-Atthiya, a poco più di otto secondi dalla vetta e il più rapido dello squadrone Dacia. Il qatariota cinque volte vincitore della Dakar, ha avuto la meglio su Seth Quintero al volante della Toyota Hilux T1+. Appena fuori dai primi cinque troviamo il detentore dello scettro Yazeed Al Rajhi che quest’oggi ha preferito non forzare la mano.

A seguire il Toyota Hilux T1+ del team Energylandia di Erik Goczal, a 14 secondi dalla vetta. Tra i protagonisti più attesi della 48ª edizione della Dakar, l’alfiere Ford Carlos Sainz ha concluso il Prologo all’ottavo posto precedendo il Century CR7 T1+ di Matthieu Serradori e il Toyota Hilux T1+ guidato da Saood Variawa. C’è da sottolineare che in parecchi quest’oggi hanno preferito nascondersi, visto che diversi nomi di spicco figurano fuori dai primi dieci.



L’esperto Nani Roma, ad esempio, ha chiuso undicesimo con il suo Ford Raptor T1+. Solamente quattordicesima la Dacia Sandrider di Cristina Gutierrez, mentre l’ufficiale Toyota Toby Price ha tagliato il traguardo sedicesimo precedendo Sebastien Loeb (nella foto sopra). Avvio guardingo da parte di Lucas Moraes. Il fresco campione del W2RC, recentemente passato al team Dacia, ha concluso il Prologo al diciottesimo posto. Addirittura fuori dai primi 20 Henk Lategan. Tra i piloti di punta del team Toyota, il sudafricano ha incassato già un minuto e mezzo dal più veloce Ekström.

Sabato 3 gennaio 2026, prologo (top 10)

1 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor T1+) - Ford - 10'48”7
2 - Guthrie-Walch (Ford Raptor T1+) - Ford - 0'08"
3 - De Mevius-Baumel (Mini JCW T1+) - X-Raid - 0'08"
4 - Al-Attiyah-Lurquin (Dacia Sandrider T1+) - Dacia - 0'08"
5 - Quintero-Short (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota - 0'14"
6 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota GR Hilux T1+) - Overdrive - 0'14"
7 - Goczal-Gospodarczyk (Toyota GR Hilux T1+) - Energylandia - 0'14"
8 - Sainz-Cruz (Ford Raptor T1+) - Ford - 0'15"
9 - Serradori-Minaudier (Century CR7 T1+) - Century - 0'15"
10 - Variawa-Cazalet (Toyota GR Hilux T1+) - Toyota SA - 0'18"

2 Gen [18:29]

I protagonisti della Dakar 2026:
Ford e Dacia provano a battere Toyota

Michele Montesano

Tutti contro Toyota. La 48ª edizione della Dakar si preannuncia una lotta serrata fino all’ultimo chilometro nel deserto dell’Arabia Saudita. Oltre allo squadrone della Casa giapponese, che detiene lo scettro della passata edizione, a darsi battaglia ci saranno Dacia e Ford. Ma i valori in campo sono ancora tutti da decifrare e solamente le dune e le rocce del Rally Raid più famoso e massacrante del mondo potranno sciogliere questo nodo.



Toyota non ha certo bisogno di presentazioni. Il marchio nipponico ha costruito, anno dopo anno, una squadra solida e vincente. Tuttavia diversi ingranaggi hanno lasciato il rodato meccanismo, con Toyota che si è ritrovata a non avere un vero e proprio pilota di punta. Lo stesso vincitore della passata edizione Yazeed Al Rajhi avrà il difficile compito di difendere la corona. Profeta in patria, il saudita dell’Overdrive Racing sarà navigato dal fido Timo Gottschalk che lo scorso anno si è rivelato determinante in alcune tappe. La coppia del team sudafricano avrà a disposizione il nuovo DKR GR Hilux T1+ dotato di un telaio alleggerito e una trasmissione rinforzata.

La squadra ufficiale del Toyota Gazoo Racing si affiderà sia a volti emergenti che a piloti di comprovata esperienza. La coppia Henk Lategan e Brett Cummings arriva ai nastri di partenza della Dakar dopo una stagione estremamente positiva nel W2RC e forti del terzo posto nella classifica finale. L’equipaggio sudafricano punterà inoltre a migliorare il secondo posto ottenuto nel 2025. Non mancheranno Seth Quintero, giovane talento statunitense, e Toby Price alla sua seconda Dakar in auto dopo averla conquistata per due volte in moto.

Ma il costruttore nipponico punterà anche sulla forza numerica, in quanto sarà il marchio più rappresentato sui deserti dell’Arabia Saudita. A tal proposito non poteva mancare il Toyota GR South Africa con il terzetto Saood Variawa, Guy Botteril e João Ferreira. Della partita anche il team Energylandia con la famiglia Goczal al completo che, dopo un anno sabbatico, tornerà protagonista nella Dakar. Oltre ad Erik, saranno al via sugli Hilux T1+ anche il padre Marek e lo zio Michal.



Alla sua seconda partecipazione, Dacia punta senza mezzi termini a vincere la Dakar. Il primo colpaccio il costruttore rumeno l’ha già piazzato sul mercato annunciando l’arrivo di Lucas Moraes. Fresco vincitore del W2RC, il brasiliano è stato recentemente strappato da Toyota. Dopo aver impressionato al debutto nella Dakar e conquistato il Mondiale Rally Raid 2025, Moraes ha avuto pochissimo tempo a disposizione per cucirsi addosso la Sandrider, a supportarlo ci sarà sempre il fidato navigatore Dennis Zenz.

Ma i riflettori saranno puntati anche sul cinque volte vincitore della Dakar Nasser Al-Attiyah e sul campione del WRC Sebastien Loeb. Proprio le due punte della Dacia si sono scambiati i navigatori: ancora alla caccia del suo primo successo nel deserto, al fianco di Loeb ci sarà Edouard Boulanger, mentre Fabien Lurquin leggerà le note ad Al-Attiyah. Non mancherà anche la quota rosa con la confermata Cristina Gutierrez che lo scorso anno aveva mostrato un buon passo.

Le novità riguarderanno anche la vettura con la Sandrider che è stata completamente rivista dai tecnici della Prodrive. Il prototipo della categoria Ultimate T1 è stato ottimizzato in ogni suo punto: dalla carrozzeria alleggerita, passando alla parte meccanica con un occhio rivolto all’affidabilità e alla robustezza del mezzo. Inoltre è stata migliorata anche l’ergonomia con i piloti che avranno a disposizione una visuale più ampia per poter affrontare le dune e i tratti rocciosi senza incorrere in errori deleteri ai fini della corsa.



Anche Ford si appresta ad affrontare la sua seconda Dakar con il Raptor T1+. Dopo quanto raccolto nella passata edizione, il braccio armato M-Sport ha lavorato alacremente sul pick-up dell’Ovale Blu affinando telaio, sospensioni e trasmissione. L’obiettivo è quello di migliorare sia l’affidabilità che la guidabilità del mezzo anche nelle condizioni più critiche.

Oltre a portare sulle dune il nuovo Raptor, Ford si presenterà al via della 48ª edizione della Dakar con una formazione tra le più forti. Vincitore di quattro edizioni, Carlos Sainz è sicuramente tra i piloti che rivestirà un ruolo da protagonista. Nonostante le sue 63 primavere, il Matador non accenna a rallentare mettendo nel mirino il suo quinto trofeo. Confermato anche Mattias Ekström, tra i piloti più poliedrici in circolazione che può vantare titoli sia nel DTM che nel Mondiale RallyCross.

Non poteva mancare Nani Roma. Vincitore di due Dakar con le moto e una in auto, lo spagnolo potrà mettere a disposizione tutta la sua esperienza per poter condurre il team Ford verso il tanto agognato successo. Il quarto Raptor sarà affidato allo statunitense Mitchell Guthrie che proprio l’anno scorso aveva esordito nella classe Ultimate T1. Ci sarà anche un privato dall’elevato peso specifico a poter disporre del Ford Raptor, vale a dire l’esperto Martin Prokop che, nella passata edizione, è riuscito a infilarsi nelle posizioni di vertice in più di qualche tappa.

1 Gen [15:43]

Dakar 2026: al via la 48ª edizione, una
sfida lunga 4.880 km in Arabia Saudita

Michele Montesano

Puntuale con l’arrivo del nuovo anno si riaccendono i motori della Dakar. Giunto alla sua 48ª edizione, il Rally Raid più celebre e massacrante del mondo resta in Arabia Saudita per la settima volta consecutiva. Saranno ancora le dune, i canyon e i deserti sauditi a fare da sfondo a una tra le gare più iconiche del motorsport. Ma a parità di palcoscenico, il percorso disegnato dal direttore di gara David Castera sarà tutto nuovo a partire dall’assenza dal tanto temuto Empty Quarter e della tappa da 48 ore.

Ad attendere i concorrenti sarà un percorso ad anello che vedrà la città di Yanbu punto di partenza e di arrivo della maratona. Saranno 13 le tappe, precedute dal classico Prologo, per un totale di 7.994 km di cui ben 4.880 di Prove Speciali cronometrate e i restanti di trasferimento. La 48ª edizione della Dakar avrà inizio il 3 gennaio da Yanbu, per poi concludersi nuovamente nella città saudita il 17 gennaio.



Se il Prologo, con i suoi 23 km cronometrati, servirà esclusivamente per determinare l’ordine di partenza della prima tappa, la gara entrerà nel vivo il giorno successivo con il percosso ad anello di 305 km cronometrati con arrivo nuovamente a Yanbu. Dalla ghiaia si passa al terreno roccioso, la Dakar si dirige infatti verso Al Ula, dove resterà anche per la terza tappa effettuando nuovamente un percorso ad anello caratterizzato da un terreno vulcanico.

Sarà la volta della prima Marathon-Refuge che si articolerà tra il sette e l’otto gennaio verso Ha’il. La sera i concorrenti si fermeranno ai bivacchi potendo contare su un’assistenza limitata, vale a dire esclusivamente l’aiuto tra compagni di squadra. La giornata seguente l’ordine di partenza sarà basato sulla classifica finale della speciale precedente evitando, così, possibili giochi di strategia. La sfida proseguirà con la tappa più lunga dell’intera Dakar 2026, ben 920 km totali e 331 di speciale, che porterà la carovana da Ha’il verso Riyadh.



Il 10 gennaio, i concorrenti potranno godersi il meritato riposo nella capitale dell’Arabia Saudita prima di salire nuovamente in auto. La seconda settimana si partirà in direzione di Wadi Ad-Dawasir percorrendo ben 717 km, di cui 481 cronometrati, attraversando piste sabbiose e veloci. La tappa 8 sarà ad anello e vedrà i protagonisti affrontare la Prova Speciale più lunga, con ben 481 km cronometrati, da affrontare tra canyon e terreni impervi e selettivi.

Martedì 13 gennaio, sarà la volta della seconda Marathon-Refuge che si svolgerà tra Wadi Ad-Dawasir e Bisha, tra terreni rocciosi e deserti sterminati. Il secondo giorno sarà quindi fondamentale la navigazione in quanto, così come nella prima tappa Marathon, le auto non potranno sfruttare le tracce lasciate dalle moto che affronteranno un percorso differente. I co-piloti avranno il loro da fare anche nella tappa successiva, il 15 gennaio, visto che da Bisha ad Al-Henakiyah trovano numerosi incroci e bivi.



Il finale vedrà la carovana tornare verso la città di Yanbu attraverso un percorso vario, guidato e tortuoso, inframezzato da guadi e piccole dune. Infine il 17 gennaio si concluderanno le ostilità con l’ultimo anello di 141 km, di cui 105 cronometrati, con due sezioni distinte e un finale che vedrà i protagonisti tagliare il tanto agognato traguardo in prossimità delle coste del Mar Rosso di Yanbu.

22 Dic [12:26]

Dakar: Yacopini gravissimo per
un incidente durante una gita

Alfredo Filippone

Ancor prima di iniziare, la Dakar 2026 perde uno dei suoi protagonisti, l’argentino Juan Cruz Yacopini, campione del mondo Baja in carica, che doveva essere al via con un Toyota Hilux del team ufficiale Toyota Gazoo Racing South Africa insieme al navigatore spagnolo Dani Oliveras.

Yacopini è rimasto ferito in modo gravissimo in un assurdo incidente durante un’escursione. Rientrato dalla premiazione FIA a Tashkent, Yacopini stava trascorrendo gli ultimi giorni di relax prima del via della Dakar a Mendoza, la sua città. Venerdì scorso, in gita con degli amici sul lago artificiale di El Carrizal, Yacopini si è tuffato di testa da un canotto, non avvedendosi però della poca profondità dell’acqua e battendo violentemente il capo contro il fondale.

Soccorso dagli amici, le sue condizioni sono apparse subito gravissime, e i sanitari che lo hanno preso in carico a riva l’hanno dovuto rianimare dopo un arresto cardiocircolatorio. Ricoverato a Cuyo, dove è rimasto in coma e intubato per 48 ore, Yacopini versa in condizioni 'delicate' secondo i media argentini, che parlano della frattura di due vertebre cervicali, con ‘schock midollare’, anche se la portata delle lesioni non è ancora verificabile.

Nelle ultimissime ore, si è appreso che il pilota reagisce bene al graduale risveglio.

Yacopini, 26 anni, è considerato uno dei più promettenti piloti di rally-raid della nuova generazione, ed è figlio d’arte, visto che suo padre Alejandro, titolare di un’importante concessionaroa Toyota a Mendoza, ha corso la gara nove volte. Juan ha peraltro debuttato alla Dakar navigato dal papà nel 2021.

Vanta cinque partecipazioni, con due settimi posti finali, nel 2023 e nel 2025 come miglior risultato. L’anno scorso ha disputato la FIA World Baja Cup, conquistando il titolo. Passato dal team Overdrive al Gazoo South Africa nel corso della stagione, si è imposto in cinque gare: Giordania, Italia, Spagna, Qatar e Dubai.

17 Gen [12:02]

Dakar – Finale
Al Rajhi profeta in patria

Michele Montesano

Al termine dei 7.706 chilometri, di cui 5.146 cronometrati, Yazeed Al Rajhi ha scritto un importante capitolo nel libro della Dakar. Il pilota del team Overdrive Racing, sapientemente affiancato alle note da Timo Gottschalk, è stato il primo saudita a sollevare il trofeo Tuareg. Contro ogni pronostico, l’idolo di casa è inoltre riuscito a conquistare la 47ª edizione della Dakar battendo una spietata concorrenza con il suo Toyota Hilux Evo T1+ gestito da una squadra privata. Una dimostrazione di forza da parte di Al Rajhi che ha sfruttato appieno la conoscenza del deserto saudita, oltre a mettere in atto una strategia priva di sbavature.

Un perfetto esempio di resilienza, quello messo in mostra da Al Rajhi che, lo scorso anno, è stato vittima di un terribile capottamento nel corso della tappa di 48 ore mentre era in lizza per la vittoria assoluta. Questa volta, proprio conquistando la tappa affrontata sulla distanza di due giorni, il saudita si è riscattato ponendo le basi per puntare al successo. Complice anche il doppio ritiro di Carlos Sainz e Sebastien Loeb, oltre ai problemi accusati da Nasser Al-Attiyah, Al Rajhi ha dato vita a un intenso duello con Henk Lategan.



Se il portacolori del Toyota Gazoo South Africa è stato costantemente ai vertici della classifica generale, Al Rajhi ha preferito adottare una tattica attendista. Infatti, in questa edizione, diverse tappe hanno visto auto e moto affrontare percorsi diversi, di conseguenza la navigazione ha svolto un ruolo cruciale. Al Rajhi, di concerto con il co-pilota Gottschalk, ha preferito in diverse occasioni sacrificare l’arrivo di tappa per poi avere una strada già battuta dagli avversari nella giornata successiva.

Infine, nelle ultime prove, Al Rajhi ha rotto gli indugi alzando il ritmo. Si è assistito, così, a una vera e propria volata finale tra il saudita e Lategan con i due che si sono scambiati il comando della Dakar nelle ultime quattro tappe. Il colpo del Ko è però arrivato ieri quando Al Rajhi ha staccato Lategan (nella foto sotto) di oltre sei minuti. Il sudafricano ha provato, quest’oggi, a colmare il divario firmando il terzo crono della tappa, ma è stato inutile. Ottavo al traguardo di Shubaytah, Al Rajhi e Gottschalk (nella foto sopra) hanno meritatamente vinto la 47ª edizione della Dakar con un vantaggio di soli 3’57” sulla coppia sudafricana segnando, così, il secondo distacco più breve della storia della corsa.



Intenso anche il duello per il terzo gradino del podio che ha visto lottare fino all’ultimo Matthias Ekström e Al-Attiyah. A spuntarla, per poco più di tre minuti, è stato lo svedese della Ford (nella foto sotto). Dopo aver conquistato il DTM e il Mondiale RallyCross, Ekström ha messo nel suo mirino la Dakar. Dapprima con Audi e ora con Ford, lo svedese si è mostrato veloce quanto efficace sulle dune saudite riuscendo a respingere gli attacchi del cinque volte vincitore della Dakar Al-Attiyah. Proprio il qatariota, al debutto con la Dacia, non ha mai mollato. Nonostante sia stato rallentato, dapprima per il cedimento di una sospensione della sua Sandrider, poi per un errore di navigazione, oltre alle diverse forature, Al-Attiyah ha sempre tenuto il piede schiacciato sull’acceleratore. A pesare sul suo bilancio sono stati anche i diciassette minuti di penalità accumulati nel corso della maratona.

Quinti assoluti, Mitchell Guthrie e Kellon Walch hanno mostrato l’affidabilità del Ford Raptor T1. Al debutto assoluto sugli impervi deserti dell’Arabia Saudita, il pick-up dell’Ovale Blu preparato da M-Sport si è dimostrato subito all’altezza della situazione tanto da ottenere due vittorie di tappa con Nani Roma ed Ekström. Unica nota stornata è stato il ritiro di Sainz. Lo spagnolo, vincitore della passata edizione nonché atteso protagonista, ha commesso un errore nella seconda tappa finendo per piegare il roll-bar del suo Raptor. La direzione gara, per ovvi motivi di sicurezza, ha così deciso di fermare la gara del madrileno.



Stessa identica sorte per Loeb. La Dakar, anche quest’anno, si è confermata stregata per il nove volte iridato WRC. Il francese ha capottato la sua Dacia, in un tratto in velocità, nel corso della terza tappa. Pur riuscendo a riprendere la marcia, il roll-bar ella sua Sandrider è risultato troppo danneggiato per consentire a Loeb di proseguire in sicurezza. Al netto dell’errore del francese, la Dacia si è mostrata subito a suo agio sui deserti sauditi. A sottolinearlo, anche la vittoria di tappa di Al-Attiyah oltre alle positive prestazioni di Cristina Gutierrez, costretta troppo presto ad alzare bandiera bianca. Potendo contare su un programma triennale, è lecito aspettarsi che Dacia si presenterà alla prossima Dakar con una Sandrider ancora più veloce e affidabile.

Tornando alla classifica, non si può che sottolineare la magnifica sesta posizione assoluta di Matthieu Serradori e Loïc Minaudier. La coppia francese (nella foto sotto) ha sfiorato la top 5 con il buggy Century CR7 mostrando un passo costante e un’ottima visione di gara. Prestazione da incorniciare anche per Juan Cruz Yacopini. L’argentino classe 1999, navigato da Daniel Oliveras, ha portato al settimo posto assoluto il Toyota Hilux Evo T1+ del team Overdrive Racing confermando, così, l’efficienza e la bravura della squadra belga nel preparare i pick-up giapponesi.



Con un guizzo finale, Joao Ferreira e Felipe Palmeiro hanno regalato al team X-Raid l’ottavo posto in classifica generale. Al netto della vittoria di tappa di Guillaume De Mevius, il portoghese è stato il pilota più costante al volante della Mini JCW sorpassando, proprio al termine della tappa di ieri, Seth Quintero. Alla sua seconda Dakar, l’americano è parso il pilota più forte della squadra ufficiale Toyota. A mancare all’appello in questa edizione, nonostante le due vittorie di tappa di cui l’ultima proprio oggi, è stato Lucas Moraes. Il brasiliano ha, infatti, chiuso la Dakar solamente quindicesimo. Infine, a completare la top 10 assoluta, ci ha pensato l’ottimo Brian Baragwanath con il Century CR7.

Venerdì 17 gennaio 2025, 12ª tappa (top 10)

1 - Moraes-Monleon (Toyota Hilux) - Toyota - 54'14"
2 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 1'33"
3 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 2'11"
4 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 2'12"
5 - Spierings-van der Stelt (Taurus T3 Max) - Spierings - 3'10"
6 - Seaidan-Metge (Taurus T3 Max) - BBR - 3'24"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 3'59"
8 - Roma-Haro (Ford Raptor) - Ford - 4'01"
9 - De Mevius-Baumel (Mini JCW) - X-Raid - 4'06"
10 - Akeel-Duple (Taurus T3 Max) - BBR - 4'10"

La classifica auto finale (top 10)

1 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 52h52'15"
2 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 3'57"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 20'21"
4 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 23'58"
5 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 1h02'10"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 1h12'04"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h57'47"
8 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 2h15'57"
9 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 2h20'04"
10 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2h59'26"

16 Gen [16:12]

Dakar – 11ª tappa
Al Rajhi a un passo dalla vittoria

Michele Montesano

Yazeed Al Rajhi è sempre più vicino alla meta. A dividere il saudita dalla conquista della sua prima Dakar mancano solamente 132 chilometri. Il pilota del team Overdrive Racing ha atteso la penultima tappa, interamente articolata nell’Empty Quarter, per sferrare l’attacco decisivo nei confronti di Henk Lategan e riprendere il comando della corsa. A dare spettacolo sulle dune dell’Arabia Saudita ci ha pensato anche Mattias Ekström che, dopo la vittoria conquistata ieri da Nani Roma, ha regalato il secondo successo di tappa alla Ford.

Giunta al penultimo atto, questa mattina la 47ª edizione della Dakar si è dovuta fermare momentaneamente per via delle avverse condizioni meteo. La nebbia, che ha avvolto la partenza dell’undicesima prova, ha di fatto impedito agli elicotteri di decollare. La direzione gara, al fine di garantire la sicurezza dei concorrenti, ha quindi deciso di aspettare il diradarsi delle nubi.



Alle otto, ora locali, è quindi partita la prova ad anello nel tanto temuto Empty Quarter con Ekström (nella foto sopra) che è parso subito velocissimo. Sfruttando l’ordine di partenza, lo svedese ha impresso un ritmo indiavolato con il suo Ford Raptor T1. Supportato alle note da Emil Bergkvist, Ekström è poi riuscito a controbattere all'attacco di Nasser Al-Attiyah, bravo a recuperare il divario nell’ultimo tratto. In lotta sia per la vittoria di tappa che, soprattutto, per il gradino più basso del podio della Dakar, i due non si sono risparmiati.

Ad avere la meglio al termine dei 516 chilometri, di cui 284 cronometrati, è stato Ekström che ha battuto per appena 41 secondi Al-Attiyah. Lo svedese, già campione del DTM e del Mondiale Rallycross, oltre a regalare la seconda vittoria consecutiva a Ford ha centrato il suo terzo successo di tappa in carriera nella Dakar. L’affermazione nell’undicesima prova gli ha permesso, inoltre, di consolidare il terzo posto in classifica assoluta allungando sulla Dacia di Al-Attiyah ed Edouard Boulanger (nella foto sotto).



Proprio alle spalle di Ekström e Al-Attiyah si è consumata una lotta che, con ogni probabilità, sarà cruciale per l’esito finale della Dakar 2025. Nella tappa di ieri, Al Rajhi aveva alzato di proposito il piede dall’acceleratore, perdendo anche la vetta della classifica generale in favore di Lategan. Pur se scivolato al secondo posto, l’obiettivo era quello di avere una migliore posizione di partenza nella prova odierna.

Seppur rischiosa, la strategia si è rivelata efficace. Al Rajhi, navigato da Timo Gottschalk, ha dapprima azzerato lo svantaggio di 2’27” nei confronti di Lategan già a metà della tappa. Poi, una volta preso il comando, il saudita ha allungato terminando la prova con un margine di 6’11” sul pilota del Toyota Gazoo South Africa, solamente quinto al traguardo di Shubaytah. Anche se le speranze sono ormai ridotte al lumicino, Lategan (nella foto sotto) proverà a dare l’ultimo disperato assalto ad Al Rajhi nella tappa di domani.



A frapporsi nella prova odierna tra i due contendenti per la vittoria assoluta ci ha pensato Mitchell Guthrie. Quarto al traguardo, l’ufficiale della Ford ha ulteriormente consolidato il quinto posto nella classifica generale. Al termine dell’undicesima tappa si è assistito anche ad un’ulteriore cambio nella top 10 assoluta. Grazie al sesto posto artigliato quest’oggi, la coppia della Mini JCW X-Raid Joao Ferreira e Felipe Palmeiro è riuscita a scalzare la Toyota di Seth Quintero, solamente ventiduesimo a Shubaytah, e salire all’ottavo posto assoluto.

Giovedì 16 gennaio 2025, 11ª tappa (top 10)

1 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 4h19'27"
2 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 0'41"
3 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 1'45"
4 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 9'33"
5 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 10'23"
6 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 11'36"
7 - Baciuska-Mena (Toyota Hilux) - Overdrive - 11'54"
8 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 13'09"
9 - Price-Berriman (BRP Can-Am) - Can-Am - 15'39"
10 - Navarro-Herrera (Taurus T3 Max) - BBR - 17'51"

La classifica auto generale (top 10)

1 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 51h53'36"
2 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 6'11"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 22'34"
4 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 26'50"
5 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 59'26"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 1h10'08"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h58'13"
8 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 2h15'59"
9 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 2h19'47"
10 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2h53'26"

15 Gen [16:29]

Dakar – 10ª tappa
Primo centro Ford, Lategan torna leader

Michele Montesano

Con la 10ª tappa, la 47ª edizione della Dakar è entrata nel tanto temuto Empty Quarter. Equipaggi e auto hanno dovuto sfidare un percorso ricavato interamente nel deserto saudita. Ma quello di oggi è stato solamente un antipasto di ciò che i protagonisti dovranno affrontare nella giornata di domani. In diversi hanno quindi preferito sacrificare la tappa odierna per avere un ordine di partenza più congeniale nella prova di giovedì. A svettare sono state, così, le seconde linee capeggiate da Nani Roma che, in coppia con Alex Haro, ha regalato alla Ford il primo successo in questa edizione della Dakar.

Ancora una volta auto e moto hanno affrontato percorsi differenti. Oltre al problema relativo alla navigazione, quasi tutti gli equipaggi della classe Ultimate hanno deciso di affrontare la 10ª tappa con il freno a mano tirato. Benché composta solamente da 117 chilometri cronometrati, e 519 chilometri di trasferimento, le dune e il deserto hanno reso la gara tutt’altro che semplice. Ad approfittarne è stato sicuramente Henk Lategan che ha scalzato Yazeed Al Rajhi tornando, così, al comando della graduatoria assoluta quando mancano solamente due tappe al termine della Dakar.



Costretto al ritiro già nella seconda prova per un problema meccanico, Roma è tornato in gara per cercare di aiutare i compagni di squadra calandosi nel ruolo di assistenza veloce. Ma, appena fiutata l’opportunità di dire la sua, l’esperto spagnolo ha rotto gli indugi conquistando una vittoria che inseguiva da dieci anni. Roma ha, inoltre, regalato il primo successo di tappa al Ford Raptor T1 preparato da M-Sport. Lo spagnolo (nella foto sopra) ha chiuso con un margine di appena diciotto secondi sull’ufficiale Toyota Lucas Moaraes che, fino all’ultimo, ha provato a strappargli il successo.

Con i protagonisti assoluti volutamente relegati nelle retrovie, ad approfittarne sono stati gli equipaggi delle classi SSV e Challenge. Troviamo così sul terzo gradino del podio la velocissima Dania Akeel che, navigata da Stephane Duple, ha piazzato il suo Taurus T3 Max davanti al Century CR7 T1 di Brian Baragwanath. Mentre a completare la top 5 è stata la coppia del Can-Am Factory Team composta da Francisco Lopez Contardo e Juan Pablo Latrach.



Ma anche quest’oggi non è di certo mancato lo spettacolo. Seppur solamente ventiquattresimo assoluto sul traguardo di Shubaytah, Lategan ha ripreso il comando della Dakar 2025 (nella foto sopra). Scivolato alle spalle di Al Rajhi al termine della prova di ieri, il sudafricano della Toyota oggi, non solo ha recuperato lo svantaggio nei confronti del saudita, ma ha anche chiuso la tappa con oltre nove minuti di vantaggio sul diretto rivale, giunto cinquantasettesimo al traguardo. A dividere Lategan da Al Rajhi ci sono ora solamente 2’27” e, considerando i prossimi 284 km cronometrati, l’esito della 47ª edizione della Dakar si potrà chiudere, con ogni probabilità, già nella prossima tappa.

La prova di domani sarà decisiva anche per vedere chi salirà sul gradino più basso del podio assoluto. Anche se giunto quarantaseiesimo sul traguardo di Shubaytah, Mattias Ekström è riuscito ad allungare su Nasser Al-Attiyah. Dopo aver conquistato la tappa di ieri, il qatariota della Dacia è stato costretto ad aprire la prova odierna. Un errore di navigazione, commesso fin dai primi chilometri, è costato minuti preziosi che Al-Attiyah non è riuscito più a recuperare chiudendo sessantunesimo. A dividere l’alfiere Dacia dal podio ci sono ora quasi quattro minuti.

Mercoledì 15 gennaio 2025, 10ª tappa (top 10)

1 - Roma-Haro (Ford Raptor) - Ford - 2h06'34"
2 - Moraes-Monleon (Toyota Hilux) - Toyota - 0'18"
3 - Akeel-Duple (Taurus T3 Max) - BBR - 1'40"
4 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2'21"
5 - Contardo-Latrach (BRP Can-Am) - Can-Am - 4'11"
6 - Ferioli-Rinaldi (BRP Can-Am) - Can-Am - 4'36"
7 - Navarro-Herrera (Taurus T3 Max) - BBR - 4'44"
8 - Schroder–Kohne (Volkswagen Amarok) - PS Laser - 5'11"
9 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 5'18"
10 - Price-Berriman (BRP Can-Am) - Can-Am - 5'36"

La classifica auto generale (top 10)

1 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 47h29'57"
2 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 2'27"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 26'46"
4 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 30'21"
5 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 54'05"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 59'41"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h33'30"
8 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 1h36'45"
9 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 2h08'35"
10 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2h17'06"

14 Gen [14:02]

Dakar – 9ª tappa
Al-Attiyah vince, Al Rajhi al comando

Michele Montesano

Finalmente il gran giorno è arrivato. Conquistando la 9ª tappa, che da Riyad ha portato ad Haradh, Nasser Al-Attiyah ha regalato a Dacia la sua prima affermazione nella Dakar. Ma i deserti dell’Arabia Saudita hanno offerto un ulteriore colpo di scena. Quando mancano solamente tre tappe alla conclusione della 47ª edizione della Dakar, c’è stato un cambio al vertice della classifica assoluta. Henk Lategan, finora leader incontrastato, per una serie di disavventure è stato costretto a cedere il comando delle operazioni a Yazeed Al Rajhi.

La prima fase della 9ª tappa ha visto un rude duello tra Mattias Ekström e Al-Attiyah. L’ufficiale Ford è infatti partito con il giusto piglio tagliando il primo controllo orario con un vantaggio di dieci secondi sul qatariota. Nel prosieguo della tappa, Al-Attiyah ha rotto gli indugi iniziando a pigiare forte sull’acceleratore, tanto da ribaltare la situazione e passare il quinto waypoint con un margine di quarantadue secondi sul pilota Ford (nella foto sotto).



Preso il comando della tappa, Al-Attiyah non l’ha più mollato. Il cinque volte vincitore della Dakar, navigato da Edouard Boulanger, ha ulteriormente esteso il suo vantaggio tagliando il traguardo di Haradh per primo seguito, a 2’47”, dalla Mini JCW X-Raid di Guillaume De Mevius. Oltre a conquistare la sua quarantottesima vittoria di tappa nella Dakar, Al-Attiyah è entrato di diritto nella storia per aver regalato il primo successo nel Rally Raid più iconico del mondo alla Dacia, al suo debutto assoluto con la Sandrider.

Nulla ha potuto Ekström. Dopo aver perso il comando della prova, lo svedese è stato costretto a cedere ulteriori cinque minuti per via di una gomma forata sul suo Ford Raptor T1. Quinto al termine della giornata, a quasi cinque minuti dal vincitore, Ekström si è visto anche assottigliare il suo margine nella classifica generale. Terzo assoluto, lo svedese ora dovrà difendersi proprio da un arrembante Al-Attiyah, quarto e staccato di meno di un minuto.



Ma il vero colpo di scena è avvenuto in cima alla classifica generale. Dopo aver vinto la tappa di ieri, quest’oggi il leader Lategan è stato costretto ad affrontare per primo le strade saudite. Il sudafricano, affiancato da Brett Cummings, si è ritrovato subito in difficoltà. Un errore di navigazione ha costretto l’equipaggio del Toyota Gazoo South Africa a perdere minuti preziosi. Poi, come se non bastasse, una foratura ha ulteriormente rallentato la gara di Lategan.

Al Rajhi, partito sesto, ne ha immediatamente approfittato. Il saudita, navigato da Timo Gottschalk, ha impresso un ritmo indiavolato per salire in testa alla classifica assoluta. Obiettivo centrato: terzo al traguardo di Haradh, Al Rajhi (nella foto sopra) ha portato il Toyota Hilux Evo T1+ al comando della 47ª edizione della Dakar. Il portacolori del team Ovedrive Racing ha ora un vantaggio di 7’09” sullo sfortunato Lategan. Ma, con ancora il famoso e temuto Empty Quarter da affrontare, nulla è ancora scolpito sulla roccia.



La 9ª tappa ha visto un’ottima prestazione da parte di Rokas Baciuska. Il lituano del team Overdrive Racing, supportato alle note da Oriol Mena, ha stabilito il quinto crono precedendo il Ford Raptor di Mitchell Guthrie. Sebbene ormai troppo distante dalla vetta, lo statunitense ha ulteriormente consolidato il suo quinto posto in classifica assoluta. Da segnalare il primo ingresso in top 10 nella Dakar 2025 del buggy MD Optimum, risultato ottenuto grazie al settimo posto artigliato dall’equipaggio composto da Simon Vitse e Max Delfino (nella foto sopra).

Martedì 14 gennaio 2025, 9ª tappa (top 10)

1 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 2h52'59"
2 - De Mevius-Baumel (Mini JCW) - X-Raid - 2'47"
3 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 3'12"
4 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 4'48"
5 - Baciuska-Mena (Toyota Hilux) - Overdrive - 7'28"
6 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 9'42"
7 - Vitse-Delfino (MD Optimus) - MD Rallye - 11'32"
8 - Gutierrez-Moreno (Dacia Sandrider) - Dacia - 14'26"
9 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 14'48"
10 - Tiglia Gastaldi-Metge (Century CR7) - Century - 15'07"

La classifica auto generale (top 10)

1 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 45h06'54"
2 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 7'09"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 24'25"
4 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 25'21"
5 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 56'28"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 1h06'52"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h44'41"
8 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 1h46'07"
9 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 2h11'02"
10 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2h31'14"

13 Gen [13:48]

Dakar – 8ª tappa
Lategan vince e allunga su Al Rajhi

Michele Montesano

Prosegue il botta e risposta per la vittoria della 47ª edizione della Dakar. Se ieri Yazeed Al Rajhi aveva accorciato le distanze sul leader Henk Lategan, nella tappa odierna il sudafricano ha ristabilito le gerarchie conquistando il successo nella prova che dopo 733 chilometri, di cui 487 cronometrati, ha portato la carovana da Al Duwadimi a Riyad. Giornata perfetta per il Toyota Gazoo Racing South Africa che non solo ha vinto con la coppia Lategan e Brett Cummings, ma ha anche conquistato la doppietta grazie all’equipaggio composto da Guy David Botterill e Dennis Murphy.

Lategan ha saputo capitalizzare al meglio il quindicesimo posto ottenuto nella tappa di ieri. Partendo da una posizione più favorevole, il sudafricano ha potuto sfruttare i solchi scavati dai rivali che l’hanno preceduto. Infatti, anche quest’oggi, auto e moto hanno affrontato percorsi differenti rendendo più complicata la navigazione sulle dune. Lategan ha subito attaccato dapprima sul tratto roccioso, aprendo un cospicuo divario sui diretti inseguitori capeggiati da Al Rajhi, per poi affondare il colpo sulla sabbia del deserto saudita con il suo Toyota Hilux Evo T1+.



Solamente il compagno di squadra Botterill è riuscito a tenere il passo del sudafricano provando a ricucire il distacco nell’ultimo tratto. Nonostante una penalità di due minuti, inflitta per non aver rispettato i limiti di velocità in un tratto di trasferimento, Lategan è riuscito a chiudere la tappa con 1’47” di vantaggio su Botterill. Arrivato al traguardo di Riyad, Lategan non solo ha vinto ma ha anche allungato nuovamente in classifica generale. L’alfiere della Toyota può ora contare su un margine di 5’41” su Al Rajhi, oggi sesto con il pick-up Hilux del team Overdrive Racing (nella foto sopra).

Le strade che hanno portato verso la capitale dell’Arabia Saudita hanno sorriso al team Century. Mathieu Serradori, navigato da Loïc Munaudier, ha centrato l’ultimo gradino del podio con il suo CR7 T1 mettendo nel mirino la top 5 della classifica generale. Subito alle sue spalle ha chiuso il compagno di squadra Brian Baragwanath supportato alle note da Leonard Cremer. L’equipaggio sudafricano del team Century ha avuto la meglio, per meno di un minuto, su Nani Roma. Benché fuori dalla lotta per la vittoria della Dakar 2025, l’esperto spagnolo è stato il più veloce tra gli ufficiali Ford.



Detto di Al Rajhi, sesto a quasi cinque minuti e mezzo dal vincitore di tappa Lategan, a sorprendere è stato Martin Prokop. Il ceco, al volante del Ford Raptor T1 gestito dal team Jipocar, è riuscito a tagliare il traguardo di Riyad settimo precedendo la Mini JCW X-Raid di Joao Ferreira. Il portoghese, navigato da Felipe Palmero, è stato tra i protagonisti nel primo tratto roccioso salvo poi perdere il contatto con i primi sulle dune del deserto chiudendo ottavo. A completare la top 10 ci hanno pensato l’alfiere dell’OverdriveRacing Rokas Baciuska e l’ufficiale Toyota Seth Quintero, costretto ad aprire la prova odierna.

Tappa più difficile del previsto per Nasser Al-Attiyah (nella foto sopra). Oltre all’ordine di partenza, il portacolori della Dacia ha sofferto sul primo tratto roccioso accumulando un consistente distacco dai primi. Al-Attiyah ha poi recuperato sulle dune chiudendo la tappa in undicesima posizione scortato dai compagni di squadra Cristina Gutierrez e Pablo Moreno. Il cinque volte vincitore della Dakar ha, però, accorciato le distanze su Mattias Ekström portandosi a meno di sei minuti dalla zona podio. Secondo nella tappa di ieri, Ekström quest’oggi ha pagato a caro prezzo l’ordine di partenza arrivando a Riyad solamente sedicesimo alle spalle dell’altro pilota ufficiale Ford Mitchell Guthrie.

Lunedì 13 gennaio 2025, 8ª tappa (top 10)

1 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 4h51'54"
2 - Botterill-Murphy (Toyota Hilux) - Toyota SA - 1'47"
3 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 4'04"
4 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 4'09"
5 - Roma-Haro (Ford Raptor) - Ford - 5'17"
6 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 5'20"
7 - Prokop-Chytka (Ford Raptor) - Jipocar - 6'19"
8 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 6'42"
9 - Baciuska-Mena (Toyota Hilux) - Overdrive - 6'44"
10 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 8'22"

La classifica auto generale (top 10)

1 - Lategan-Cummings (Toyota Hilux) - Toyota SA - 42h05'02"
2 - Al Rajhi-Gottschalk (Toyota Hilux) - Overdrive - 5'41"
3 - Ekström-Bergkvist (Ford Raptor) - Ford - 28'55"
4 - Al-Attiyah- Boulanger (Dacia Sandrider) - Dacia - 34'14"
5 - Guthrie-Walch (Ford Raptor) - Ford - 55'39"
6 - Serradori-Minaudier (Century CR7) - Century - 58'24"
7 - Yacopini-Oliveras (Toyota Hilux) - Overdrive - 1h32'11"
8 - Quintero-Zenz (Toyota Hilux) - Toyota - 1h36'54"
9 - Ferreira-Palmeiro (Mini JCW) - X-Raid - 2h05'07"
10 - Baragwanath-Cremer (Century CR7) - Century - 2h11'47"

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