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4 Lug [14:01]

Rally Liepaja
La terza in Lettonia di Gryazin

Jacopo Rubino

Nikolay Gryazin si è confermato grande interprete del Rally Liepaja: dopo le edizioni 2017 e 2018, il giovane russo ha conquistato il suo terzo successo personale nella gara dell'ERC sui veloci sterrati della Lettonia. Per lui come quella di casa, avendo forti legami con la nazione baltica. La marcia di Gryazin in questo weekend si è rivelata praticamente perfetta, dopo aver preso il comando delle operazioni sin dalla prima prova speciale: al volante della Volkswagen Polo GTI R5 gommata Pirelli, preparata dalla scuderia reggiana Movisport, si è aggiudicato 7 frazioni cronometrate su 12, e nel finale ha potuto anche gestire.

Alla fine Gryazin ha chiuso con 17"3 di vantaggio su Craig Breen, che ha regalato al team MRF (e ai suoi pneumatici) il primo podio nell'Europeo con la sua Hyundai i20 R5. Terzo gradino per il campione in carica Alexey Lukyanuk, vincitore del round di apertura in Polonia, che può così mantenere la leadership in classifica generale.

Lukyanuk, sulla Citroen C3 Rally2 della squadra francese Sainteloc, nella PS di apertura del sabato ha compiuto il sorpasso decisivo sullo spagnolo Efren Llarena, quarto davanti al "big" Andreas Mikkelesen: il norvegese non aveva però mai disputato il Rally Liepaja. Buon sesto Miko Marczyk, mentre il danese Ole Christian Veiby aveva terminato settimo nonostante problemi alla valvola pop-off della sua Hyundai, per poi venire escluso alle verifiche.

Ne hanno così beneficiato Eerik Pietarinen, Erik Cais ottavo in rimonta, Emilio Fernàndez e Simone Tempestini, che ha completato la top 10 assoluta. Miglior italiano al traguardo è stato Alberto Battistolli, sedicesimo precedendo un Grégoire Munster che ha vissuto una corsa poco fortunata. È andata male purtroppo a Umberto Scandola, fuori gioco dopo un capottamento in PS8 con la i20 dello Hyundai Rally Team Italia.

In ERC2 festeggia un altro russo, Dmitry Feofanov su Mitsubishi Lancer Evo X, mentre Jean-Baptiste Franceschi (Renault Clio Rally4) ha ereditato la vittoria a tavolino in classe ERC3 grazie alla squalifica di Martins Sesks per un'irregolarità tecnica.

La classifica finale (top 10)

1 - Gryazin/Aleksandrov (Volkswagen Polo GTI R5) - 1'30'50"3
2 - Breen/Nagle (Hyundai i20 R5) - 17"3
3 - Lukyanuk/Eremeev (Citroën C3 Rally2) - 30"9
4 - Llarena/Fernández (Škoda Fabia Rally2 evo) - 56"8
5 - Mikkelsen/Floene (Škoda Fabia Rally2 evo) - 1'13"3
6 - Marczyk/Gospodarczyk (Škoda Fabia Rally2 evo) - 1'22"2
7 - Pietarinen/Linnaketo (Škoda Fabia R5) - 2'11"8
8 - Cais/Záková (Ford Fiesta Rally2) - 2'22"5
9 - Fernandez/Garcia (Skoda Fabia Rally2 evo) - 2'41"6
10 - Tempestini/Itu (Skoda Fabia Rally2 evo) - 2'47"9

Il campionato
1.Lukyanuk 64 punti; 2.Mikkelsen 55; 3.Marczyk 41; 4.Gryazin 39; 5.Llarena 37; 6.Breen 34; 7.Solans 25; 8.Cais 21; 9.Herczig 20; 10.Fernàndez 16

22 Giu [15:07]

Rally Polonia
Lukyanuk apre l'ERC 2021

Jacopo Rubino

È iniziata dalla Polonia, dopo qualche modifica al calendario per gli effetti del COVID-19, l'edizione 2021 dell'European Rally Championship. E si riparte nel segno del campione in carica Alexey Lukyanuk, balzato al comando nella penultima prova speciale di sabato quando Nikolay Gryazin, leader sin dal via della corsa, ha rimediato una doppia foratura. Domenica il russo ha aperto vincendo la PS9 e ha poi gestito la situazione, centrando la sua vittoria numero 12 nella serie continentale.

Ma per Lukyanuk la vigilia dell'evento era stata tutt'altro che semplice: nella settimana pre - gara era stato infatti protagonista di un mega - capottamento in una sessione di test privati, danneggiando in modo significativo la sua Citroen C3 Rally2. Il suo team Sainteloc è riuscito però nell'impresa, trasportando dalla sua sede in Francia una nuova scocca e ricostruendo la macchina in tempo per il via di venerdì.

Seconda posizione per il norvegese Andreas Mikkelsen, a 18"4 di ritardo sulla Skoda Fabia Rally2 della Toksport dopo aver cercato di mettere un po' di pressione a Lukyanuk. Il driver di casa di casa Mikołaj Marczyk ha invece completato il podio. A seguire lo spagnolo Nil Solans, poi l'ungherese Norbert Herczig ed Efren Llarena. Ben 7 le Skoda a occupare la top 10, comprese quelle degli altri polacchi Wojciech Chuchała, settimo dopo qualche problema di affidabilità, e di Grzegorz Grzyb, decimo. Ottava posizione per il francese Yoann Bonato (Citroen C3), nona per il ceco Erik Cais (Ford Fiesta).

Nella lotta di vertice al Poland Rally c'era anche Craig Breen, ma sabato l'irlandese ha danneggiato una sospensione e domenica è ripartito con la formula del SuperRally, senza però ambizioni di classifica, pur aggiudicandosi 3 successi in prova speciale.

L'italiano Umberto Scandola, che affronta quest'anno un impegno a tempo pieno nell'ERC, ha terminato 13esimo al debutto nella serie con la i20 R5 dello Hyundai Team Italia. Fuori gioco già in PS2 l'altro "azzurro" Simone Campedelli, fermato da un problema al servosterzo della sua Volkswagen Polo GTI R5 gommata MRF.

In ERC2 successo per Javier Pardo Siota (Suzuki Swift), in ERC3 per il finlandese Sami Pajari (Ford Fiesta Rally4), mentre in ERC Junior, ora dedicato a vetture Rally3, il britannico Jon Armstrong ha prevalso nel testa a testa con Ken Torn.

Il prossimo round dell'European Rally Championship sarà il Liepaja Rally in Lettonia, dall'1 al 3 luglio. Seguiranno Roma, Zlin, Azzorre, Fafe, Ungheria e Canarie per il finale del 18-20 novembre.

La classifica finale (top 10)

1 - Lukyanuk/Arnautov (Citroen C3 Rally2) - 1'48'31"3
2 - Mikkelsen/Floene (Skoda Fabia Rally2 evo) - 18"4
3 - Marczyk/Gospodarczyk (Skoda Fabia Rally2 evo) - 1'54"7
4 - Solans/Marti (Skoda Fabia Rally2 evo) - 3'06"2
5 - Herczig/Ferencz (Skoda Fabia Rally2 evo) - 3'44"8
6 - Llarena/Fernández (Skoda Fabia Rally2 evo) - 3'46"5
7 - Chuchała/Rozwadowski (Skoda Fabia Rally2 evo) - 3'56"0
8 - Bonato/Boulloud (Citroën C3 Rally2) - 4'11"7
9 - Cais/Záková (Ford Fiesta Rally2) - 4'16"6
10 - Grzyb/Poradzisz (Skoda Fabia Rally2 evo) - 4'43"1

Il campionato
1.Lukyanuk 38 punti; 2.Mikkelsen 33; 3.Marczyk 25; 4.Solans 20; 5.Herczig 17; 6.Llarena 15; 7.Chuchała 15; 8.Bonato 11; 9.Cais 9; 10.Grzyb 7

28 Nov [21:57]

Rally Canarie
Formaux vince, Lukyanuk bicampione

Jacopo Rubino

L'edizione 2020 dell'ERC, travagliata per l'impatto del Coronavirus, si chiude con il secondo titolo di Alexey Lukyanuk: il verdetto è arrivato al Rally delle Canarie, divenuto l'ultimo decisivo round vista la cancellazione del Rally di Spa. Il pilota russo si era presentato da capoclassifica, ritrovando il suo navigatore di riferimento Alexey Arnautov, ma ha strappato un settimo posto tutt'altro che semplice. Comunque abbastanza per laurearsi di nuovo campione, bissando il trionfo del 2018, vista anche la quarta piazza del suo avversario Oliver Solberg. Il giovane figlio di Petter si consola con la corona in ERC1 Junior battendo Gregoire Munster, qui appena 19°.

Ovviamente passa un po' in secondo piano la prima vittoria nella serie continentale di Adrien Fourmaux, tuttavia bravissimo in un rally pieno di insidie, vista la pioggia che ha reso le condizioni ancora più impegnative (con rischio aquaplaning in alcuni tratti) e ha inciso molto nella scelta dei pneumatici, mettendo alle corde pure i big. Con la sua Ford Fiesta R5 il pupillo di M-Sport è salito al comando in PS10, la prima del sabato, scavalcando Ivan Ares che invece aveva chiuso in vetta la giornata di venerdì. Ma già in PS11 era ri-diventato leader Nil Solans, prima di due forature... a fronte di una sola ruota di scorta: è così precipitato fuori dalla top ten.

Da quel momento Fourmax ha gestito fino al termine, precedendo il connazionale Yoann Bonato (Citroen C3 R5), velocissimo nella giornata odierna. Terzo Ares, anche lui rallentato da una foratura e da un problema alla sospensione della sua Hyundai i20 R5, ma soddisfatto. A seguire Solberg, in rimonta dopo le difficoltà iniziali con la Volkswagen Polo GTI, poi l'altro iberico José António Suárez.

Solo sesto Andreas Mikkelsen, vincitore in Ungheria: la stella norvegese ha visto compromesso sin dall'inizio il suo cammino alle Canarie, sbagliando nella scelta delle gomme da asciutto nella Tappa 1, in PS12 ha perso tempo con un errore e in PS13 ha rimediato una penalità di 20" per essere partito in ritardo, visto che la sua Skoda non si metteva in moto Non è stata certamente la sua gara. Ottavo Callum Devine, decimo Craig Breen con la Hyundai gommata MRF.

Tredicesimo Simone Tempestini, in ERC2 successo di Tibor Erdi (Mitsubishi Lancer Evo X), in ERC3 di Josep Bassas (Peugeot 208 Rally4) che ha avuto la meglio su Ken Torn (Ford Fiesta Rally4), ma l'estone era già campione. Quinto di categoria Chris Ingram, all'esordio sulla Renault Clio Rally5.

La classifica finale (top 10)

1 - Fourmaux/Jamoul (Ford Fiesta R5) - 2'12'21"2
2 - Bonato/Boulloud (Citron C3 R5) - 25"0
3 - Ares/Vázquez (Hyundai i20 R5) - 55"6
4 - Solberg /Johnston (Volkswagen Polo GTI R5) - 1'17"4
5 - Suárez/Iglesias (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 1'39"1
6 - Mikkelsen/Jæger (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 1'48"8
7 - Lukyanuk/Arnautov (Citron C3 R5) - 2'10"6
8 - Devine/Fulton James (Hyundai i20 R5) - 2'25"7
9 - Marczyk/Gospodarczyk (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'32"1
10 - Monzón /Deniz (Citron C3 R5) - 2'32"4

Il campionato
1.Lukyanuk 121 punti; 2.Solberg 112; 3.Munster 86; 4.Ares 59; 5.Mikkelsen 52; 6.Llarena 52; 7.Breen 49; 8.Marczyk 44; 9.Cais 38; 10.Fourmaux 37

18 Nov [16:27]

ERC: fine 2020 già alle Canarie,
intanto c'è il calendario del 2021

Jacopo Rubino

Sarà già il prossimo Rally delle Canarie, in programma dal 26 al 28 novembre, a concludere l'edizione 2020 dell'ERC. Quella che doveva essere la sfida conclusiva, l'inedito Rally di Spa a dicembre, è stato infatti cancellato. Motivo, ovviamente, la pandemia COVID-19. Un destino che si poteva temere, visto che in Belgio era stato annullato di recente anche il Rally di Ypres che per la prima volta avrebbe dovuto ospitare il Mondiale.

La decisione è stata presa dalle autorità locali: il sindaco di Spa, Sophie Delettre, e il governatore della provincia di Liegi, Hervé Jamar. Non sono stati ritenuti sufficienti gli sforzi dell'organizzatore DG Sport per garantire lo svolgimento della gara, in un Paese duramente colpito dal Coronavirus come quello belga. Jean-Baptiste Ley, coordinatore del campionato, ha commentato: "Accettiamo che non ci fosse altra scelta. DG Sport ha fatto il possibile ma la salute e la sicurezza collettiva devono rimanere la priorità".

L'Europeo Rally 2020 andrà quindi in archivio con sole 5 gare: Roma, Liepaja, Fafe Montelongo, Ungheria e, appunto Canarie. Dove sarà ancora al via la star Andreas Mikkelsen, trionfatore nel round magiara al volante della Skoda Fabia Rally2 del team Topp-Cars. E ovviamente ci sarà da assegnare il titolo assoluto, in una classifica che al momento vede al comando il campione 2018 Alexey Lukyanuk a quota 116 punti, contro gli 89 di Oliver Solberg e gli 83 di Gregoire Munster.

Il promotore Eurosport, intanto, ha già pubblicato la bozza del calendario 2021, su 8 corse: quattro su asfalto e quattro su sterrato. Partenza prevista a metà marzo in Portogallo, all'inedito Rally Serras de Fafe, seguita a breve distanza da quella alle Azzorre per facilitare la logistica. Poi le Canarie, quindi un'altra "coppia", Polonia-Liepaja, per ridurre costi e spostamenti di materiale. Il 23-25 luglio la sfida italiana del Rally di Roma, ad agosto quella di Zlin e l'epilogo in Ungheria ad ottobre.Sanremo, Cipro e la stessa Spa sono disegnati come riserve in caso di necessità.

Nella foto, Lukyanuk al Rally delle Canarie 2019

Il calendario 2021 dell'ERC

14 marzo - Rally Serras de Fafe (Portogallo)
27 marzo - Rally Azzorre (Portogallo)
8 maggio - Rally Canarie (Spagna)
20 giugno - Rally Polonia
3 luglio - Rally Liepaja (Lettonia)
25 luglio - Rally di Roma Capitale (Italia)
29 agosto - Rally Zlin (Repubblica Ceca)
24 ottobre - Rally Ungheria

8 Nov [19:13]

Rally d'Ungheria
Mikkelsen vince d'autorità

Jacopo Rubino

Nel 2011 e nel 2012 è stato campione del vecchio IRC, serie antesignana dell'attuale Europeo Rally. Si può parlare quindi di ritorno in grande stile per Andreas Mikkelsen, vincitore del Rally d'Ungheria: da wild-card il norvegese ha riassaporato il gradino più alto del podio dopo l'impegno da tester Pirelli degli ultimi mesi, di nuovo navigato dal connazionale Ola Floene. Sulle strade magiare per Mikkelsen è filato quasi tutto liscio, con la Skoda Fabia Rally2 Evo del team Topp-Cars, siglando 7 successi su 16 in prova speciale e viaggiando in gestione nel finale. "La strategia era essere puliti e non prendere rischi. Siamo stati veloci e ci siamo divertiti", ha commentato soddisfatto il nordico, già stella del Mondiale.

Nella giornata di sabato alle sue calcagna c'era Alexey Lukyanuk, staccato di soli 5", ma il russo si è visto comminare 5 minuti di penalità per l'anticipo con cui si è presentato al controllo orario della PS6. Il campione 2018, a caccia del secondo titolo ERC, ha dovuto così rimboccarsi le maniche per scalare il gruppo e chiudere 14° assoluto. È stato però il migliore nella tappa di oggi, grazie anche a tre speciali vinte, e ha guadagnato 7 punti bonus molto utili per la graduatoria generale.

In Ungheria piazza d'onore è andata a Gregoire Munster, il migliore tra gli iscritti a tempo pieno all'Europeo, giunto a 1'32" dalla vetta con la sua Hyundai i20 R5. Il lussemburghese si è aggiudicato anche il successo in classe ERC1 Junior. A completare il podio Efren Llarena su Citroen C3 R5, che ha approfittato della foratura nella penultima PS del driver di casa Norbert Herczig, poi sesto. A un soffio dallo spagnolo Oliver Solberg e Niki Mayr-Melnhof, in una lotta molto intensa. Il figlio di Petter forse si è rivelato un po' meno incisivo con la Skoda Fabia, invece della Volkswagen Polo, ma è stato anche vittima di una foratura in PS7 e di un afflosciamento della posteriore sinistra in PS9. Lukyanuk potrebbe aver tirato un sospiro di sollievo.

Poteva chiudere secondo Craig Breen, con la Hyundai del team MRF Tyres, ma è andata male pure al nordirlandese: un problema tecnico in PS12 gli ha fatto alzare bandiera bianca.

Terzo centro stagionale di Tibor Erdi in ERC2, su Mitsubishi Lancer Evo X, davanti agli italiani Zelindo Melegari (Subaru Impreza) e Andrea Mabellini (Fiat 124). In ERC3 festeggia l'estone Ken Torn su Ford Fiesta Rally4, seguito da Josep Bassas e Raul Badiu. Grande sfortuna per Rachele Somaschini, costretta ad abbandonare quasi subito per un infortunio alla spalla patito venerdì nella Super Speciale di apertura. La milanese portava all'esordio nell'Europeo la Renault Clio RSR Rally5.

La classifica finale assoluta (top 10)

1 - Mikkelsen/Floene (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 1'48'31"1
2 - Munster/Louka (Hyundai i20 R5) - 1'32"2
3 - Llarena/Fernandez (Citroen C3 R5) - 2'00"3
4 - Solberg/Johnston (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'04"8
5 - Mayr-Melnhof/Welsersheimb (Ford Fiesta R5) - 2'08"2
6 - Herczig/Ferencz (Volkswagen Polo GTI R5) - 2'31"4
7 - Devine/Fulton (Hyundai i20 R5) - 2'50"3
8 - Griebel/Braun (Citroen C3 R5) - 3'12"4
9 - Cais/Zakova (Ford Fiesta R5) - 3'24"3
10 - Bonato/Boulloud (Citroen C3 R5) - 3'57"7

Il campionato
1.Lukyanuk 116 punti; 2.Solberg 89; 3.Munster 83; 4.Llarena 50; 5.Breen 47; 6.Herczig 36; 7.Cais 36; 8.Mikkelsen 35 ; 9.Marczyk 35; 10.Ares 33

4 Ott [19:37]

Rally Fafe Montelongo
Lukyanuk all'ultimo respiro

Jacopo Rubino

Seconda vittoria stagionale nel FIA ERC per Alexey Lukyanuk: dopo quella nel round di apertura, al Rally di Roma Capitale, ecco il bis nell'inedito Rally Fafe Montelongo. L'evento portoghese è stato inserito in calendario per sopperire alla cancellazione della gara delle Azzorre, sempre dovuta alla pandemia COVID-19, e a dispetto dei pochi iscritti avuto un epilogo vietato ai deboli di cuore: Lukyanuk ha svettato in 10 prove speciali con la sua Citroen C3 R5, ma dopo un sabato in relativo controllo ha dovuto stringere i denti nel tratto cronometrato conclusivo.

Dopo aver già ceduto un po' di terreno a causa di qualche scelta di assetto e di gomme non ideale, il russo del team Sainteloc è stato protagonista di un testacoda nella penultima PS, la 17, e ha visto quasi azzerrato il precedente vantaggio. Lukyanuk ha così cominciato la PS18 con un margine di soli 3"8 su Yoann Bonato e di 4"7 Ivan Ares: il francese, iscritto a questo evento come wild-card e quindi "trasparente" per l'Europeo, ha superato lo spagnolo giusto in PS17, ma Ares è stato la grande sorpresa sapendo interpretare bene le condizioni sempre mutevoli.

La volata conclusiva della "Guilhofrei 3", sotto un forte pioggia, ha quindi prodotto un risultato incredibile: Lukyanuk e Ares autori dello stesso identico tempo (6'46"5), Bonato distante appena otto decimi, ma capace di mantenere la piazza d'onore assoluta per un 1/10, con il campione 2018 vincitore in volata e in grado di allungare nella generale su Oliver Solberg.

Non è stato infatti un rally fortunato per il baby fenomeno norvegese, che aveva trionfato in Lettonia: il figlio di Petter venerdì ha sbattuto nello shakedown, danneggiando seriamente la sua Volkswagen Polo R5. È stato necessario un mega-lavoro notturno della squadra di famiglia per ripristinare la macchina, ma un problema al motore in PS8 ha nuovamente spento i sogni di gloria. Solberg junior in quel momento era terzo provvisorio. Una macchia d'olio è costata invece carissima a Craig Breen, con la sua Hyundai i20 R5 rimasta senza la ruota posteriore sinistra per un urto contro la barriera a bordo strada: peccato, perché l'irlandese in PS4 aveva regalato il primo successo in una speciale dell'ERC al suo team MRF.

Buon quarto posto per il lussemburghese Gregoire Munster (Hyundai i20 R5), seguito dal polacco Milko Marczyk e dall'ungherese Norbert Herczig. In ERC3 vittoria dello spagnolo Josep Bassas (Peugeot 208 Rally4), che ha avuto la meglio sull'estone Ken Torn e sul driver di casa Pedro Almeida. In ERC2 successo di Tibor Erdi (Mitsubishi Lancer Evo X), mentre nella sfida fra italiani nell'Abarth Rally Cup ha prevalso Andrea Mabellini.

La classifica finale assoluta (top 10)

1 - Lukyanuk/Eremeev (Citroen C3 R5) - 1'45'52"5
2 - Bonato/Boulloud (Citroen C3 R5) - 4"6
3 - Ares/Vazquez (Hyundai i20 R5) - 4"7
4 - Munster/Louka (Hyundai i20 R5) - 1'06"1
5 - Marczyk/Gospodarczyk (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 1'43"9
6 - Herczig/Ferencz (Volkswagen Polo GTI R5) - 1'53"4
7 - Cais/Zakova (Ford Fiesta R5) - 2'00"2
8 - Dinkel/Wenzel (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'05"8
9 - Devine/Fulton (Hyundai i20 R5) - 3'02"8
10 - Pernía/Gonzalez (Hyundai i20 R5) - 3'54"2

16 Ago [18:56]

Rally Liepaja
La Lettonia resta di Solberg Jr

Jacopo Rubino

Stesso verdetto del 2019. Anche quest'anno il Rally Liepaja, secondo round dell'ERC, lo vince Oliver Solberg. Al volante della Volkswagen Polo R5 gommata Pirelli, il 18enne figlio d'arte ha condotto una gara di carattere: ha preso le redini del gruppo sin dalla vittoria nella prima prova speciale, e si è ripetuto in altre 5 delle 10 totali. Il tutto al di là qualche inconveniente, come il motore che per un po' ha girato... a 3 cilindri, non senza preoccupazione. Il talentuoso Solberg junior si è messo dietro anche un esperto del calibro di Mads Ostberg, "ospite" di lusso che ha scelto questo appuntamento in Lettonia come preparazione alla ripresa del Mondiale Rally.

Il norvegese, sulla Citroen C3 R5 della PH Sport con pneumatici Michelin, dopo il miglior tempo in PS3 è diventato secondo superando Nikolay Gryazin. Il russo è stato poi protagonista con la sua Hyundai di un botto nel tratto cronometrato seguente, quello che ha concluso la prima giornata. Domenica Ostberg è stato il più veloce anche in PS5 e PS8, mentre a completare il podio finale è stato un altro russo, Alexey Lukyanuk.

Il campione 2018 ha avuto un piccolo inconveniente con la valvola pop-off della sua Citroen, qualche guaio di assetto, ma è soddisfatto: con Ostberg "trasparente" per la graduatoria generale, il terzo posto vale come un secondo e gli consente di restare leader, grazie al trionfo al Rally di Roma Capitale che ha aperto l'Europeo 2020. Quarto il finlandese Eerik Pietarinen (Skoda Fabia R5), quinto Craig Breen sulla Hyundai i20 gommata MRF. L'esperto nordirlandese in PS6 ha avuto problemi con le note, e poi ha patito una foratura.

In ERC3 festeggia l'estone Ken Torn (Ford Fiesta Rally4), che ha approfittato dello stop dell'idolo di casa Martins Seks, fermato dalla rottura del radiatore quando era in vetta. Al via anche l'italiana Rachele Somaschini, su Peugeot 208, che per la prima volta si è misurata in un rally sterrato così veloce: un'esperienza che sarà utile per il futuro. Zelindo Melegari (Subaru Impreza) ha invece terminato quarto in classe ERC2, vinta dall'ungherese Tibor Erdi Jun. Fra gli iscritti all'Abarth Rally Cup, Andrea Mabellini ha patito il ko del motore, lasciando la scena al ceco Martin Rada.

La classifica finale (Top 10)

1 - Solberg/Johnston (Volkswagen Polo GTI R5) - 1'27'23"0
2 - Ostberg/Eriksen (Citroen C3 R5) - 20"1
3 - Lukyanuk/Eremeev (Citroen C3 R5) - 37"2
4 - Pietarinen/Linnaketo (Skoda Fabia R5) - 1'34"1
5 - Breen/Nagle (Hyundai i20 R5) - 1'51"3
6 - Lindholm/Korhonen (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 1'53"1
7 - Munster/Louka (Hyundai i20 R5) - 2'19"7
8 - Heikkila/Arpiainen (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'35"9
9 - Llarena/Fernandez (Citroen C3 R5) - 3'23"2
10 - Johnston/Kihurani (Citroen C3 R5) - 3'48"1

26 Lug [18:44]

Rally di Roma Capitale
L'ERC riparte da Lukyanuk

Jacopo Rubino

La stagione 2020 dell'European Rally Championship doveva cominciare a marzo, sugli sterrati delle Azzorre. Poi è arrivata l'emergenza Coronavirus, e la partenza è slittata di quattro mesi: il primo dei 6 round previsti è diventato così il Rally di Roma Capitale di questo weekend, valido anche per l'Italiano. La vittoria assoluta è andata ad Alexey Lukyanuk, che ha iniziato al meglio la sua caccia al secondo titolo, quella nel CIR a Giandomenico Basso, che aveva trionfato nell'edizione 2019 e ha recitato il ruolo di principale antagonista. Ma per il trevigiano contava soprattutto fare risultato in ottica tricolore.

Lukyanuk si è rivelato imbattibile nella prima giornata, aggiudicandosi tutte le 6 prove speciali in programma, e domenica è potuto così andare in gestione lasciando la scena ai padroni di casa. Il russo, ancora al volante della Citroen C3 R5 del team Sainteloc, da quest'anno è affiancato da un nuovo navigatore, Dmitry Eremeev. "Pare che il periodo di quarantena non mi abbia intaccato molto", aveva commentato soddisfato al termine della tappa di sabato.

Basso quest'anno è invece passato alla guida della Volkswagen Polo GTI R5 della Loran: per lui successo in tre PS e un distacco finale da Lukyanuk di soli 16". Sul podio assoluto poteva salire anche Andrea Crugnola, ma il varesino è andato a sbattere dopo appena 2 km della prima frazione, la "Pico-Greci 1". Domenica il varesino è ripartito è ha comunque mostrato il suo potenziale al volante della Citroen ufficiale aggiudicandosi le PS 9, 10, 11, 12, 13 e 15, così da vincere gara 2 dell'Italiano.

A chiudere terzo è stato invece il talentuoso figlio d'arte Oliver Solberg, all'esordio su asfalto. Il norvegese sabato ha dovuto peraltro affrontare una disavventura molto particolare, la mancanza degli occhiali da vista che non gli ha permesso di vedere al meglio, il che aumenta il valore della sua prestazione.

Oltre a imporsi ovviamente nella classifica Junior, il giovane Solberg ha preceduto Craig Breen, in teoria il primo avversario di Lukyanuk per la corona continentale. L'irlandese non ha però inciso troppo con la Hyundai i20 gommata MRF, restando davanti al nostro Simone Tempestini di appena 1". Nella top 10 dell'Europeo anche Rudy Michelini, nono assoluto e vincitore nel Campionato Italiano Rally Asfalto su VW.

In ERC2 successo di Zelindo Melegari su Subaru Impreza STI, in ERC3 dell'estone Ken Torn su Ford Fiesta Rally4, al termine di un entusiasmante confronto con Pedro Antunes sulla nuova Peugeot 208 Rally4, concluso quando il portoghese ha purtroppo picchiato a due PS dalla fine.

La classifica finale assoluta (top 10)

1 - Lukyanuk/Eremeev (Citroen C3 R5) - 1'58'57"0
2 - Basso/Granai (Volkswagen Polo GTI R5) - 16"1
3 - Solberg/Johnston (Volkswagen Polo GTI R5) - 1'03"2
4 - Breen/Nagle (Hyundai i20 R5) - 1'57"0
5 - Tempestini/Itu (Skoda Fabia R5) - 1'58"3
6 - Llarena/Fernandez (Citroen C3 R5) - 2'15"9
7 - Munster/Louka (Hyundai i20 R5) - 2'20"5
8 - Mares/Bucha (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'26"0
9 - Michelini/Perna (Volkswagen Polo GTI R5) - 2'31"9
10 - Lindholm/Korhonen (Skoda Fabia Rally2 Evo) - 2'54"0

10 Nov [19:22]

Rally di Ungheria
Ingram si aggiudica l'Europeo 2019

Jacopo Rubino

Chris Ingram ha conquistato il titolo 2019 dell'European Rally Championship. È il verdetto emesso dal Rally d'Ungheria, ultimo round in calendario, ma la situazione è rimasta in bilico fino alla fine: il 25enne britannico era terzo provvisorio, quando nell'ultima prova speciale ha patito una foratura sulla sua Skoda Fabia R5 ed è scivolato quarto. Ma lo stesso è accaduto anche al campione uscente Alexey Lukyanuk, che fino a quel momento aveva fatto tutto ciò che serviva per cercare di confermarsi sul trono continentale. Il russo, che si era aggiudicato otto PS al volante della sua Citroen C3 R5, ha perso così il comando della gara, vedendo invece allungarsi l'elenco degli imprevisti vissuti da inizio stagione.

Secondo al traguardo, e con la PS14 (giustamente) annullata in anticipo a causa della forte pioggia, Lukyanuk ha chiuso perciò a 132 punti totali, contro i 141 del rivale Ingram. Che non ha vinto nessun appuntamento di questo ERC, bisogna sottolinearlo, ma ha fatto della costanza di risultati la sua arma. 52 anni dopo, il titolo europeo va ad un pilota d'Oltremanica, e non era certo scontato: per mancanza di budget, Ingram ha rischiato persino di non terminare l'anno.

In lizza c'era anche Lukas Habaj, ma il polacco in PS6 ha dovuto alzare bandiera bianca per una sospensione danneggiata. E già venerdì mattina, nelle prove libere, era stato protagonista di un incidente che ha richiesto un lavoro miracoloso del team Sports Racing Technologies per riparare la sua Skoda.

Il rally magiaro, complice la foratura di Lukyanuk, è andato perciò all'idolo di casa Frigyes Turan con 33"7 di vantaggio. Turan ha dovuto prendere confidenza con la Skoda, ma via via è riuscito a recuperare terreno sui principali protagonisti. A completare il podio assoluto è stato a sorpresa l'irlandese Callum Devine, su Hyundai i20. A dargli una mano, anche lo stop del ceco Filip Mares per un guasto al servosterzo. Quinta posizione per l'altro ungherese Norbert Herczig (Volkswagen Polo R5), uno dei più tormentati dalle forature, in una gara caratterizzata da percorsi molti impegnativi, pur su asfalto, e dal meteo che ha reso la sfida ancora più difficile.

In classe ERC3 largo successo di Erik Cais su Ford Fiesta R2T, davanti a Marijan Griebel (Peugeot 208 R2) e alla bulgara Ekaterina Stratieva (Peugeot 208 R2). 21esimo posto assoluto per il nostro Andrea Nucita, e soprattutto titolo nell'Abarth Rally Cup: decisivo il ritiro del rivale Dariusz Polonski, fermato da una perdita di pressione dell'olio, ma anche il siciliano ha dovuto superare qualche difficoltà tecnica.

La classifica finale (top 10)

1 - Turan/Bagaméri (Skoda Fabia R5) - 2'11'28"0
2 - Lukyanuk/Arnautov (Citroen C3 R5) - 33"7
3 - Devine/Hoy (Hyundai i20 R5) - 1'25"9
4 - Ingram/Whittock Skoda Fabia R5 Evo) - 1'48"5
5 - Herczig/Ferencz (Volkswagen Polo GTI R5) - 3'12"3
6 - Velenczei/Zsiros (Citroen C3 R5) - 4'28"4
7 - Thurn und Taxis/Ettel (Skoda Fabia R5 Evo) - 6'04"3
8 - Johnston/Kihurani (Citroen C3 R5) - 6'55"0
9 - Cais/Žáková (Ford Fiesta R2T) - 13'22"5
10 - Lovász/Kurti (Skoda Fabia R5) - 13'38"0

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