1 Ott [14:36]
Rally d’Italia – Shakedown
Solberg apre la lotta al titolo
Michele Montesano
Il Mondiale Rally arriva in Sardegna per il gran finale della stagione 2026. Ad Alghero andrà infatti in scena il tredicesimo e ultimo appuntamento del campionato, diventato decisivo dopo la cancellazione del Rally dell’Arabia Saudita. Sui difficili sterrati dell’isola dei Quattro Mori si assegnerà il titolo Piloti, con tre equipaggi ancora matematicamente in corsa e tutti al volante delle Toyota GR Yaris Rally1. Elfyn Evans si presenterà al via da leader, ma Sami Pajari e Oliver Solberg sono pronti a giocarsi fino all’ultimo chilometro le proprie possibilità di conquistare per la prima volta il titolo del WRC.
Evans comanda la classifica con 230 punti, seguito da Pajari a quota 213 e da Solberg a 209. Sono quindi appena 21 le lunghezze che separano il leader dal terzo classificato, mentre sono ancora 35 i punti disponibili nel corso dell’ultimo fine settimana. Al gallese della Toyota basteranno 19 punti per assicurarsi matematicamente il titolo indipendentemente dal risultato dei suoi compagni di squadra. Pajari dovrà invece recuperare almeno 18 punti a Evans, mentre Solberg dovrà guadagnarne 22 sul leader e almeno cinque sul finlandese.
Per Evans si tratta dell’ennesima occasione per conquistare quel titolo che in passato è sfuggito proprio all’ultimo appuntamento. Il pilota Toyota arriva però in Sardegna dovendo affrontare una delle caratteristiche più insidiose della gara italiana: la posizione di partenza. Essendo il leader del campionato, il gallese venerdì sarà infatti il primo a transitare sulle speciali, trovando una superficie più sporca e ricca di ghiaia rispetto a quella che incontreranno Pajari e Solberg. Sulle strade sarde questo fattore può incidere sensibilmente sui tempi, soprattutto in caso di condizioni asciutte.
Il periodo nel quale si disputa la gara rappresenta però una variabile importante. Il Rally d’Italia Sardegna torna infatti a ottobre, dopo le precedenti edizioni disputate a inizio giugno in una fase più calda dell’anno. Temperature inferiori e la possibilità di condizioni meteorologiche variabili potrebbero modificare il comportamento del fondo e rendere meno prevedibile l’effetto della pulizia della strada. In un appuntamento nel quale ogni secondo può risultare determinante, anche la scelta degli pneumatici e la capacità di adattarsi all’evoluzione delle condizioni delle PS avranno quindi un ruolo importante.
Alle spalle di Evans, Pajari arriva all’appuntamento decisivo con una striscia di risultati che lo ha portato prepotentemente nella lotta iridata. Il finlandese ha infatti conquistato tre vittorie consecutive in Estonia, Finlandia e Paraguay trasformando completamente la propria stagione. Sono tre successi che rappresentano anche le prime affermazioni assolute della sua carriera nel WRC e che gli consentono di presentarsi ad Alghero con quattro punti di vantaggio su Solberg.
Proprio lo svedese è l’uomo che arriva in Sardegna con il maggiore slancio. Solberg ha infatti riaperto definitivamente la corsa al titolo grazie alla vittoria ottenuta nel Rally del Chile, dove ha raccolto 34 punti. Il pilota Toyota conosce inoltre bene gli sterrati dell’isola, avendo conquistato nel 2025 il successo in WRC2. Ora sarà chiamato a compiere un ulteriore salto di qualità al volante della GR Yaris Rally1, sapendo di non poter fare calcoli e di dover necessariamente attaccare per ridurre il divario dai compagni di squadra.
La sfida interna alla Toyota non sarà però l’unico motivo di interesse del Rally Italia Sardegna. La Casa giapponese ha già conquistato matematicamente il Mondiale Costruttori, centrando il sesto titolo consecutivo, e potrà quindi concentrarsi sulla sfida tra i propri piloti. Al via ci saranno anche Sébastien Ogier e Takamoto Katsuta. Il nove volte iridato nel WRC, escluso dalla corsa al titolo Piloti, potrà puntare esclusivamente alla vittoria e cercherà di allungare il proprio record di successi in Sardegna, che attualmente ammonta a cinque affermazioni.
Toyota dovrà però fare i conti con una Hyundai particolarmente competitiva sulle strade dell’isola. La Casa coreana ha costruito una parte importante della propria storia nel WRC proprio in Sardegna, conquistando sette successi nelle ultime tredici edizioni. Thierry Neuville, Adrien Fourmaux e Dani Sordo saranno quindi pronti a inserirsi nella lotta per il successo, approfittando anche del fatto che nessuno dei tre dovrà gestire la pressione di una classifica mondiale ancora aperta.
Neuville sarà affiancato da Martijn Wydaeghe, mentre Fourmaux correrà con Alexandre Coria. La terza Hyundai i20 N Rally1 sarà invece affidata a Dani Sordo, che condividerà l’abitacolo con la nuova navigatrice Patricia Sáiz. Per lo spagnolo sarà un appuntamento dal significato particolare, visto che la Sardegna rappresenterà anche il suo ultimo rally nel WRC. Sordo è inoltre uno dei piloti che meglio conoscono le caratteristiche delle prove sarde, avendo già conquistato due vittorie sull’isola.
Anche M-Sport Ford si prepara a chiudere un capitolo importante. In Sardegna la Puma Rally1 affronterà infatti la sua ultima gara nel Mondiale prima del cambio regolamentare previsto per il 2027. La squadra britannica schiererà il tridente composto da Joshua McErlean, Jon Armstrong e Mārtiņš Sesks. Il lettone, reduce da un programma part-time, potrà essere uno degli outsider della gara, mentre McErlean e Armstrong cercheranno di concludere la stagione con un risultato positivo.
A dettare il ritmo nello Shakedown del Rally d’Italia Sardegna è stato Solberg, autore del miglior crono nella prova di Monte Baranta. Sui 3,27 km della prova sarda, il pilota della Toyota ha fermato il cronometro in 2’30”4 al secondo passaggio precedendo di tre decimi il compagno di squadra Katsuta. Terzo crono per Neuville, staccato di appena quattro decimi dal battistrada Solberg.
La sessione inaugurale del round conclusivo del Mondiale ha subito evidenziato le difficili condizioni del fondo sardo. Lo sterrato, particolarmente secco e sconnesso, ha sollevato molta polvere rendendo ancora più delicato il compito dei primi equipaggi in ordine di partenza. Una situazione che potrebbe avere un peso importante nella sfida per il titolo considerando che Evans sarà il primo a entrare sulle speciali di venerdì.
Il gallese della Toyota ha concluso lo Shakedown in sesta posizione, con un distacco di 2”1 da Solberg. Ancora più complicato l’inizio di giornata per Pajari, secondo nella classifica iridata, che ha dovuto fare i conti con la polvere sollevata dalla Yaris Rally1 di Evans, arrivando anche a fermarsi nel corso del primo passaggio per la scarsa visibilità. Il finlandese ha poi migliorato il proprio riferimento chiudendo ottavo, a 4”3 dal compagno di squadra.
Alle spalle dei primi tre ha chiuso Ogier. Il nove volte campione del mondo, alla sua ultima gara nell’era Rally1, ha siglato il quarto tempo a 1”8 da Neuville. Quinta posizione per Fourmaux, a soli tre decimi dal francese della Toyota, mentre Sesks ha portato la Ford Puma Rally1 al settimo posto. Il lettone, tornato al volante dopo l’ultima apparizione in Finlandia, ha progressivamente ritrovato il ritmo dopo un avvio condizionato dalla ruggine accumulata durante la pausa.
A completare la top-10 sono stati McErlean e Armstrong. Lo Shakedown ha però riservato anche un momento di apprensione per Dani Sordo. Al rientro nel Mondiale dopo l’Acropoli, lo spagnolo della Hyundai è uscito di strada al primo passaggio in una curva a destra, andando a colpire un albero con il posteriore sinistro della sua i20 N Rally1. L’impatto ha danneggiato pesantemente la sospensione e ha impedito a Sordo di completare ulteriori passaggi.
Tra le Rally2 il più veloce è stato Robert Virves. Il neo campione del WRC2 ha fermato il cronometro in 2’38”4, confermandosi il riferimento di categoria. Non manca una consistente rappresentanza italiana, con Roberto Daprà e Giovanni Trentin pronti a confrontarsi con i migliori specialisti internazionali. Daprà, vincitore dell’edizione 2025, è tornato al volante della Škoda Fabia RS Rally2 con Luca Guglielmetti, mentre Trentin, autore del secondo crono di classe, è affiancato da Pietro Elia Ometto. Grande interesse anche per Matteo Fontana, due volte campione del mondo WRC3, che debutta nella categoria superiore al volante di una Toyota GR Yaris Rally2.
Il percorso del 23° Rally Italia Sardegna si svilupperà interamente nel nord dell’isola, tra Monte Acuto, Anglona e Nurra, con Alghero nuovamente sede del Parco assistenza del rally. In programma ci sono 17 prove speciali e oltre 307 chilometri cronometrati, tutti su sterrato. Il tracciato manterrà alcune delle caratteristiche che hanno reso celebre la gara, introducendo però anche alcune novità. Il fondo stretto e abrasivo, le rocce affioranti, i salti e le numerose sezioni tecniche renderanno ancora una volta fondamentale trovare il giusto equilibrio tra velocità e gestione del rischio.
La gara entrerà nel vivo già nel pomeriggio con l’Ittiri Arena Show, prova spettacolo di 2,21 chilometri che aprirà ufficialmente il weekend. Venerdì sarà invece la prima giornata completa, con sei prove speciali e 119,66 chilometri cronometrati. Tula-Erula, Su Filigosu-Lerno e Monti di Alà-Sa Conchedda-Lerno saranno affrontate due volte, proponendo un primo severo confronto tra i tre contendenti al titolo.
Sabato sarà la giornata più lunga del rally, con 123,66 chilometri cronometrati. Il programma prevede il doppio passaggio sulle prove di Lerno-Sa Conchedda-Monti di Alà e Coiluna-Loelle, oltre alla nuova Solorché. Quest’ultima, lunga 12,86 chilometri, rappresenta una delle principali novità del percorso 2026 e si sviluppa nella zona di Pattada, su una carreggiata stretta e tecnica con un salto nel tratto conclusivo.
Domenica saranno invece 61,62 i chilometri da affrontare, con quattro prove speciali. Si partirà dalla Osilo-Tergu, lunga 23,71 chilometri e caratterizzata da un fondo particolarmente abrasivo per gli pneumatici, prima di affrontare la Sassari-Argentiera. Quest’ultima, lunga appena 7,10 chilometri, sarà percorsa due volte e ospiterà nel secondo passaggio la Power Stage. Sarà l’ultimo crono dell’intera stagione e metterà in palio gli ultimi punti del campionato.
Il Rally Italia Sardegna non sarà però soltanto la gara che incoronerà il campione del mondo 2026. Ad Alghero calerà infatti anche il sipario sull’attuale generazione di vetture Rally1, introdotta nel 2022 e destinata a lasciare spazio alle nuove regolamentazioni dal prossimo anno. Toyota GR Yaris Rally1, Hyundai i20 N Rally1 e Ford Puma Rally1 affronteranno quindi per l’ultima volta una prova del Mondiale. Sarà anche l’ultimo appuntamento iridato della Sardegna che, dopo 23 edizioni, dal 2027 lascerà spazio al Rally di Roma Capitale nel calendario WRC.
Giovedì 1 ottobre 2026, shakedown (top 15)
1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'30"4
2 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'30"7
3 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'30"8
4 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'32"2
5 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'32"3
6 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'32"5
7 - Sesks-Francis (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 2'32"8
8 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 2'34"7
9 - McErlean-Treacy (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 10'00"0
10 - Armstrong-Byrne (Ford Puma Rally1) - M-Sport - 10'00"0
11 - Virves-Tuomisto (Skoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 2'38"4
12 - Trentin-De Marco (Skoda Fabia RS Rally2) - MT Racing - 2'39"2
13 - Lindholm-Hämäläinen (Skoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 2'40"4
14 - Solans-Sanjuan (Skoda Fabia RS Rally2) - PH.PH. - 2'40"4
15 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 2'40"8