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Dal 2027 Roma accoglie il WRC
Stipulato accordo quadriennale
Michele Montesano
La Sardegna cede il testimone a Roma. Ora è ufficiale: dal 2027 il Rally di Roma Capitale entrerà nel calendario del WRC, riportando la massima serie iridata sulle strade asfaltate italiane e spostando il baricentro della prova tricolore dagli sterrati dell’isola alle strade della Capitale e del Lazio. Una svolta storica per il rallismo italiano, con Roma che si prepara ad accogliere il Campionato del Mondo Rally per un quadriennio, dal 2027 al 2030.
La decisione è stata fortemente sostenuta dal WRC e dal promoter, che ha individuato nella Città Eterna la sede ideale per dare una nuova immagine alla tappa italiana del Mondiale. A giocare un ruolo determinante sono stati il valore internazionale del brand Roma, la possibilità di offrire al campionato una cornice unica al mondo e il potenziale ritorno economico e mediatico legato alla presenza del WRC nella Capitale. Si tratta quindi del giusto riconoscimento per il lavoro svolto negli ultimi quattordici anni dal Rally di Roma Capitale e dal suo patron Max Rendina.
Nato come appuntamento del Campionato Italiano, il Rally di Roma Capitale ha progressivamente costruito la propria crescita fino a diventare una presenza stabile nel FIA European Rally Championship. Dal 2017 la gara è infatti entrata nel calendario continentale, consolidando anno dopo anno organizzazione, prove speciali e visibilità internazionale. Un percorso che ha portato la manifestazione a essere osservata dalla FIA come evento candidato al Mondiale e che ora trova il suo naturale compimento con l’ingresso nel WRC.
Il salto nella massima serie iridata cambierà anche la natura della gara. Roma sarà chiamata a costruire un appuntamento capace di unire la spettacolarità delle prove speciali del Lazio con una vetrina mondiale senza precedenti. La partenza dal Colosseo rappresenterà uno degli elementi simbolici dell’evento, con uno dei monumenti più visitati al mondo destinato a diventare lo sfondo delle immagini televisive del WRC. Roma, l’EUR, San Pietro e i territori attraversati dalle prove speciali potranno così offrire al campionato una scenografia profondamente diversa rispetto a quella degli altri rally.
Il passaggio alla Capitale segna anche la conclusione di una lunga storia iniziata nel 2004, quando il Rally Italia Sardegna raccolse l’eredità del Rally di Sanremo come appuntamento italiano del Mondiale. Dopo 23 edizioni consecutive, l’ultima delle quali appena conclusa, la Sardegna lascia quindi il WRC. Una storia fatta di sterrati durissimi, salti, polvere, rocce e prove entrate nell’immaginario del campionato, da Monte Lerno a Tula, da Coiluna-Loelle all’Argentiera.
Proprio il Sanremo rappresenta il precedente storico di Roma. L’ultimo rally italiano su asfalto con titolazione mondiale è infatti stato il Rally di Sanremo, che ha fatto parte del Campionato del Mondo fino al 2003, prima del trasferimento della gara italiana in Sardegna. Dal prossimo anno, dopo oltre due decenni fatta eccezione per le due edizioni del Rally di Monza del biennio 2020-21, il WRC tornerà quindi a correre sull’asfalto della Penisola.