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10 Gen [23:41]

Città del Messico – Gara
Cassidy porta al successo la Citröen

Michele Montesano

Primo trionfo elettrico per Citröen. Alla sua seconda gara in Formula E, il marchio del Double Chevron ha conquistato l’E-Prix di Città del Messico. Un successo che porta la firma di Nick Cassidy, autore di una prestazione superba, nonché protagonista di una condotta di gara lucida e priva di sbavature. A completare il podio, ci hanno pensato Edoardo Mortara, che fino all’ultimo ha provato a salire sul gradino più alto con la sua Mahindra, e il campione in carica Oliver Rowland.

Il primo colpo di scena è arrivato dopo pochi metri dallo spegnimento dei semafori. Scattato dalla pole position, Sebastien Buemi ha mancato il punto di frenata arrivando lungo alla prima staccata. Ad approfittarne è stato Taylor Barnard che ha così preso il comando delle operazioni seguito proprio da Mortara e da un arrembante Nico Müller, bravo a sopravanzare Mitch Evans. I tre piloti si sono scambiati più volte la posizione nell’arco dei primi giri, fin quando Nyck De Vries è stato costretto a parcheggiare la sua Mahindra a bordo pista.



Immancabile la neutralizzazione, dapprima con una Full Course Yellow e poi con l’ingresso della safety-car, per spostare la vettura rimasta in panne. La ripartenza, avvenuta nel corso del ventiduesimo giro, ha visto i protagonisti del campionato elettrico iniziare a spingere sull’acceleratore con Müller (nella foto sopra) saldamente al comando seguito da Mortara e Pascal Wehrlein, quest’ultimo tra i pochi ad aver sfruttato il primo Attack Mode già prima dell’intervento della vettura di sicurezza.

La lotta è quindi entrata nel vivo, ma a farne le spese sono stati Max Günther, Antonio Felix Da Costa e Dan Ticktum arrivati al contatto al tornantino. In particolare, sia il portoghese della Jaguar che l’inglese della Cupra Kiro, non hanno potuto far altro che rientrare mestamente ai box. Al contrario, Cassidy, che era partito solamente dal tredicesimo posto, ha approfittato di queste concitate fasi per azionare l’Attack Mode e scalare la classifica. Il neozelandese della Citröen è poi addirittura riuscito a salire al comando delle operazioni nel corso del trentesimo passaggio.



Gli ultimi giri hanno visto i piloti di testa dare fondo alla seconda potenza extra, con Cassidy che è stato nuovamente il primo ad utilizzarla per provare a prendere il largo. Il margine, seppur di poco superiore al secondo, alla fine si è rivelato più che sufficiente per mantenere il comando della gara. Mortara è infatti arrivato ai ferri corti dapprima con Jake Dennis e poi con Rowland, perdendo decimi preziosi per tentare il recupero su Cassidy che è transitato per primo sotto la bandiera a scacchi. La vittoria in Messico ha inoltre permesso al neozelandese (nella foto sopra) di prendere il comando della classifica generale.

Peccato per Mortara che, nonostante una Mahindra estremamente competitiva, non è riuscito a concretizzare chiudendo al secondo posto l'E-Prix di Città del Messico. Al contrario, Rowland ha raddrizzato un fine settimana iniziato a rilento e nelle retrovie. Come già visto in altre occasioni, il pilota della Nissan ha approfittato di ogni situazione per guadagnare terreno e salire sul terzo gradino del podio. Risultato prezioso in ottica campionato e per difendere il titolo conquistato lo scorso anno.



È finito solamente con il quarto posto l’E-Prix di Barnard. L’inglese della DS Penske, ha letteralmente sfiorato il podio, visto che ha chiuso a meno di mezzo secondo dal connazionale Rowland. Il finale estremamente serrato, ha penalizzato anche Dennis che, nonostante la miglior gestione dell’energia, si è visto sopravanzare dagli avversari. A pesare sul bilancio finale dell’alfiere del Team Andretti (nella foto sopra) è stato il contatto con Mortara.

Sesto, Wehrlein ha preceduto un sorprendente Pepe Martì. Il rookie della Cupra Kiro, protagonista del tremendo incidente di San Paolo, è stato costretto a partire dal fondo della griglia. Ciò nonostante, lo spagnolo ha messo in mostra una freddezza da veterano che l’ha condotto in zona punti.

Ottavo posto per l’altra Citröen portata in pista da Jean-Eric Vergne. In lotta per la vittoria per gran parte dell’E-Prix, Müller è letteralmente crollato negli ultimi giri precipitando al nono posto finale. A completare la zona punti ci ha pensato il portacolori Nissan Norman Nato. Gara da dimenticare per i motorizzati Jaguar, con Evans, il pilota meglio piazzato, solamente undicesimo e Buemi tristemente ultimo dopo essere rientrato ai box per sostituire la posteriore sinistra.

Sabato 10 gennaio 2026, gara

1 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 38 giri
2 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 0"651
3 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 0"945
4 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1"436
5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1"647
6 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1"936
7 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 3"894
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 4"943
9 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 5"143
10 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 5"843
11 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 6"168
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 9"113
13 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 10"370
14 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 5"614
15 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 13"200
16 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 27"458
17 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'00"202

Giro più veloce: Jake Dennis 1'07"474

Ritirati
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro
Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar
Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra

Il campionato piloti
1.Cassidy 40 punti; 2.Dennis 36; 3.Rowland 34; 4.Wehrlein 23; 5.Mortara 23; 6.Barnard 12; 7.Müller 12; 8.Günther 8; 9.Buemi 7; 10.Eriksson 6.

10 Gen [18:51]

Città del Messico – Qualifica
Barnard sbaglia e regala la pole a Buemi

Michele Montesano

Finale thrilling nelle qualifiche dell’E-Prix del Messico. Il secondo appuntamento stagionale di Formula E, in scena sul circuito intitolato ai fratelli Rodriguez, ha visto Taylor Barnard buttare tutto all’aria quando aveva già in pugno la pole position. A sorridere è stato così Sebastien Buemi che, al volante della Envision Racing motorizzata Jaguar, ha ereditato il primato. Risultato che consente allo svizzero non solo di poter scattare dalla prima piazzola dell’E-Prix di Città del Messico, ma anche di eguagliare il record di Jean-Eric Vergne con ben 17 pole position conquistate in Formula E.

Terzo al termine della prima fase a gruppi della qualifica, Barnard ha messo in mostra un ruolino impressionante. Il britannico della DS Penske ha infatti battuto dapprima Nico Müller nei quarti, per poi sconfiggere in semifinale Edoardo Mortara. Velocissimo sul tracciato messicano, nell’ultimo duello Barnard aveva già staccato di oltre un decimo Buemi quando, proprio nell’ultima curva, ha perso il controllo sbandando leggermente. Nulla di grave, ma sufficiente per oltrepassare con le ruote la linea bianca in uscita. La direzione gara non ha potuto fare altro che cancellare il tempo e consegnare la pole a Buemi autore di un crono in 1’05”249.



A scattare dalla seconda fila saranno Mortara, l’alfiere della Mahindra (nella foto sopra) si è confermato tra i più rapidi sul giro secco, e l’ufficiale Jaguar Mitch Evans battuto in semifinale proprio dal poleman Buemi. A seguire uno stuolo di vetture motorizzate Porsche capitanate de Müller. Quinto al termine della sessione, lo svizzero ha preceduto Dan Tickutm, sulla Cupra Kiro, e Jake Dennis. Proprio quest’ultimo, costantemente tra i più veloci nelle prove libere, non è riuscito a concretizzare in qualifica chiudendo al settimo posto davanti alla Nissan del campione in carica di Formula E Oliver Rowland.

Ma ancora peggio è andato a Pascal Wehrlein che, a distanza di un anno, è passato dall’aver conquistato la pole position in Messico ad essere addirittura stato eliminato nella fase a gruppi. Il tedesco della Porsche prenderà quindi il via dall’undicesima casella alle spalle della DS di Max Günther e della Jaguar di Antonio Felix Da Costa. Quest’ultimo costretto a saltare la seconda sessione di prove libere per noie tecniche. Eliminato per appena 27 millesimi, Norman Nato partirà dalla dodicesima piazzola.



Male anche le Citröen. Nick Cassidy (nella foto sopra) si è visto cancellare il miglior giro e scatterà tredicesimo. È andata peggio a Vergne che prenderà il via addirittura dalla diciottesima casella, in quanto è stato retrocesso di tre posizioni in griglia per aver superato il limite di velocità durante la Full Course Yellow nello scorso E-Prix di San Paolo. Davanti il francese scatterà Felipe Drugovich, a sua volta sanzionato di tre posizioni per aver effettuato un doppio sorpasso in regime di FCY sempre nella gara brasiliana. Scatterà in fondo alla griglia Pepe Martí, protagonista del pauroso incidente in Brasile che gli è costato anche la sostituzione della MGU e del cambio della sua Cupra Kiro.

Sabato 10 gennaio 2026, qualifica

1 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'05"249
2 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - Senza tempo

3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'05"070 - Semifinale A
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'05"314 - Semifinale B

5 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'05"212 - Quarti A
6 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'05"223 - Quarti B
7 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'05"234 - Quarti A
8 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'05"246 - Quarti B

9 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'06"758 - B
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'06"623 - A
11 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'06"778 - B
12 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'06"638 - A
13 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'06"813 - A
14 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'07"104 - B
15 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'06"798 - B *
16 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'06"953 - A
17 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'06"834 - B **
18 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'06"949 - A **
19 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'07"043 - A
20 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'07"391 - B ***

* Penalità di cinque posizioni sulla griglia di partenza
** Penalità di tre posizioni sulla griglia di partenza
*** Penalità di 60 posizioni sulla griglia di partenza

6 Dic [19:50]

San Paolo – Gara
Dennis torna al successo

Michele Montesano

Un digiuno lungo due stagioni. Dopo aver conquistato il titolo in Formula E, Jake Dennis era riuscito a salire sul gradino più alto del podio solamente in occasione dell’E-Prix di Dir’iyya, secondo appuntamento del campionato 2023-24. A San Paolo l’inglese del team Andretti è finalmente tornato al successo nella serie elettrica aprendo la dodicesima stagione di Formula E.

Una gara solida e affrontata con astuzia e un pizzico di fortunata, così Dennis è riuscito a battere un’agguerrita concorrenza capitanata dal campione in carica Oliver Rowland, secondo al traguardo dopo una bella rimonta. Debutto con il podio per Citroën. Il marchio francese ha ottenuto il terzo posto grazie all’ottima prestazione di Nick Cassidy.

Già allo spegnimento dei semafori si è assistito al primo colpo di scena con i due piloti di Mahindra che si sono toccati. Nyck De Vries ha infatti mancato il punto di corda andando a tamponare il compagno di squadra Edoardo Mortara. A farne le spese anche Dan Ticktum, costretto a tornare ai box con la posteriore sinistra forata. Al contrario il poleman Dennis ha provato a prendere il largo.



La prima fase di gara ha visto i piloti in un’intensa fase di studio seguito da numerosi avvicinamenti al vertice tra Dennis, Pascal Wehrlein e Antonio Felix Da Costa. L’Attack Mode ha, di volta in volta, favorito i cambi di posizione, con Rowland bravo ad approfittarne per scalare la classifica fino a portarsi a ridosso della zona podio. Il campione in carica è inoltre arrivato al contatto anche con il suo compagno di squadra Norman Nato costringendolo al ritiro.

Come prevedibile l’E-Prix è entrato nel vivo nella seconda metà. Già con una penalità di cinque secondi da scontare a fine gara per aver tagliato la prima curva, Mortara è stato speronato da Lucas Di Grassi finendo contro il muro. L’impatto ha piegato la sospensione anteriore destra della Mahindra con la direzione gara che ha chiesto l’intervento della safety-car per spostarla dalla carreggiata.

La ripartenza, avvenuta dopo quattro giri, ha visto entrambi i piloti del team Andretti cogliere il secondo Attack Mode. Tuttavia a interrompere le ostilità ci ha pensato dapprima Mitch Evans, finito a muro, e poi Pepe Martí protagonista di un pauroso, quanto innocuo, incidente. Il rookie spagnolo è stato colto di sorpresa dalla Full Course Yellow rallentando troppo tardi. Martí ha centrato in pieno dapprima la Jaguar di Antonio Felix Da Costa, per poi toccare la Porsche di Nico Müller e piroettare in aria.



Dopo due carambole, la Cupra Kiro si è fermata a centro pista con lo spagnolo che, fortunatamente, è uscito illeso dell’abitacolo. Con i numerosi detriti disseminati lungo la traiettoria, la direzione gara non ha potuto far altro che esporre la bandiera rossa per consentire la rimozione della monoposto. A farne le spese anche Da Costa che ha parcheggiato mestamente la sua Jaguar ai box.

L’E-Prix è quindi ripartito con due soli giri alla bandiera a scacchi. Dapprima dietro la safety-car e poi con il solo ultimo giro con bandiera verde. Dopo aver ripreso il comando appena prima dell’ultima interruzione, Dennis ha subito cercato di allungare sui rivali, capitanati da Rowland, prendendo immediatamente il margine sufficiente per tagliare per primo il traguardo. Partito dalla tredicesima piazzola, Rowland ha quindi ottenuto un importante secondo posto al termine di un’intenso recupero.

È iniziato nel migliore dei modi il sodalizio tra Cassidy e Citroën. Il neozelande si è fatto largo a suon di sorpassi scalando la classifica, dal quindicesimo posto in partenza, fino a regalare il podio al debutto del costruttore francese in Formula E. A lungo nelle posizioni di vertice, Wehrlein si è dovuto accontentare del quarto posto finale. A completare la top-5 è stato Felipe Drugovich. Il beniamino di casa si è riscattato nel migliore dei modi dopo l’errore commesso in qualifica.



Nonostante il tamponamento subito da Martí, Müller è riuscito a chiudere l’E-Prix di San Paolo al sesto posto precedendo la DS Penske di Max Günther. Ottavo posto per il quasi esordiente Joel Eriksson che, al volante della Envision Racing, è riuscito a mettersi alle spalle il ben più esperto compagno di squadra Sebastien Buemi. A completare la zona punti De Vries autore di una gara a dir poco rocambolesca

Sabato 6 dicembre 2025, gara

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 30 giri
2 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1"349
3 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1"876
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 2"449
5 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 3"187
6 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 3"775
7 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 4"436
8 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 4"832
9 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 5"289
10 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 5"370
11 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 6"095
12 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 6"581
13 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1 giro

Giro più veloce: Norman Nato 1'12"239

Ritirati
Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro
Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën
Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar
Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt
Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra
Norman Nato (Nissan) - Nissan
Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro

6 Dic [15:44]

San Paolo – Qualifica
Wehrlein il più rapido, Dennis in pole

Michele Montesano

L’attesa è finita. Con la qualifica dell’E-Prix di San Paolo ha ufficialmente preso il via la dodicesima stagione di Formula E. Ad aprire il campionato riservato alle monoposto elettriche è stato Jake Dennis che ha siglato la prima pole position dell’anno. O meglio il più rapido sul cittadino brasiliano è stato Pascal Wehrlein, ma il tedesco della Porsche è stato sanzionato di tre posizioni in griglia per aver aver fatto pattinare le gomme all’uscita della pit-lane in occasione delle semifinali.

A nulla è valsa la pole position siglata da Wehrlein in 1’09”812, oltretutto a soli otto millesimi dal riferimento ottenuto nel corso delle seconde prove libere, perché il tedesco è poi stato retrocesso al quarto posto. Ad approfittarne è stato Dennis. Autore di un crono di 1’10”114, l’inglese del team Andretti scatterà dalla pole position davanti all’alfiere della Cupra Kiro Dan Ticktum.

Primo pilota non motorizzato Porsche, Edoardo Mortara è riuscito a issare la sua Mahindra al terzo posto. A dividere le due monoposto indiane sarà quindi Wehrlein, visto che Nyck De Vries ha interrotto il suo cammino ai quarti di finale. Buon debutto in Jaguar per Antonio Felix Da Costa che è riuscito a fare meglio del suo ben più esperto compagno di squadra Mitch Evans, solamente nono e primo degli esclusi nella fase a gruppi.

Inizialmente il più rapido del Gruppo B, Norman Nato si è poi dovuto accontentare del sesto crono. A seguire la Nissan del francese sarà il connazionale Jean-Eric Vergne che ha portato all’esordio in Formula E la Citroën. Detto di Evans, a completare la top-10 ci ha pensato Sebastien Buemi. Alle spalle dello svizzero prenderanno il via Nico Müller, al debutto da ufficiale Porsche, e Taylor Barnard alla prima apparizione con i colori del team DS Penske.

Inizia in salita la difesa al titolo per Oliver Rowland. Il campione in carica. per appena cinque centesimi, si è visto tagliato fuori dalla prima fase a eliminazione. L’inglese della Nissan scatterà quindi dal tredicesimo posto. Male anche i piloti brasiliani. Il debuttante Felipe Drugovich, autore di una toccata a muro, non è andato oltre il diciassettesimo tempo, mentre Lucas di Grassi scatterà dall’ultima fila assieme al compagno di squadra del team Lola Yamaha Zane Maloney.

Sabato 6 dicembre 2025, qualifica

1 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'10"114 - Finale
2 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'09"878 - Semifinale A

3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'10"068 - Semifinale B
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'09"812 - Finale

5 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'10"250 - Quarti B
6 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'10"330 - Quarti A
7 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'10"436 - Quarti B
8 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'10"810 - Quarti A

9 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'12"589 - B
10 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'12"469 - A
11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'12"716 - B
12 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'12"491 - A
13 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'12"725 - B
14 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'12"765 - A
15 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'12"783 - B
16 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'12"788 - A
17 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'21"680 - B
18 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'12"823 - A
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'24"979 - B
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'17"326 - A

27 Nov [0:48]

Mahindra prosegue nella serie elettrica
Al via con la Gen4 almeno fino al 2030

Michele Montesano

Sebbene siamo alla vigilia della dodicesima stagione di Formula E, che scatterà il prossimo 6 dicembre con l’E-Prix di San Paolo in Brasile, lo sguardo è già rivolto al prossimo anno quando faranno il debutto le monoposto Gen4. In vista del nuovo ciclo regolamentare, in griglia mancava all’appello Mahindra.

Infatti se alcune Case avevano già confermato la loro presenza più di un anno fa, la risposta del costruttore indiano tardava ad arrivare. Mahindra quest’oggi ha finalmente sciolto le riserve estendendo la sua presenza in Formula E almeno fino al 2030, data in cui terminerà il primo ciclo regolamentare delle Gen4.

Il marchio indiano è stato tra i primi a credere nel campionato elettrico prendendovi parte già dal 2013. Nelle 11 stagioni finora disputate, Mahindra ha collezionato cinque vittorie e 29 podi, oltre a siglare 11 pole position. Tuttavia con l’arrivo delle monoposto Gen3, il costruttore indiano si è trovato in netta difficoltà, basti ricordare del problema strutturale riscontrato sulla sospensione posteriore nel 2023.

In Mahindra non si sono dati per vinti riuscendo a correggere i difetti della monoposto. Tant’è vero che quest’anno, con l’arrivo della Gen3 Evo, la squadra è tornata ad essere più competitiva lottando per le posizioni di vertice negli ultimi E-Prix del campionato. Nella passata stagione Edoardo Mortara e Nyck De Vries hanno infatti siglato cinque podi portando la Mahindra al quarto posto nella classifica costruttori.

Anche nei recenti test pre stagionali entrambe le vetture indiane sono parse le più competitive del lotto, con Mortara che ha siglato il riferimento del circuito di Valencia al termine delle quattro giornate. L’obiettivo è quello di proseguire la striscia positiva anche nella prossima stagione puntando con più frequenza al primo gradino del podio.

Tuttavia bisognerà lavorare su due fronti, infatti oltre alla lotta in pista bisognerà sviluppare al meglio anche la nuova monoposto Gen4. L’assenza di un team cliente costringerà tecnici e piloti al doppio del lavoro per affinare la vettura e non farsi trovare impreparati, ma in Mahindra hanno già dimostrato di saper fare tesoro dai loro errori.

18 Nov [18:57]

Porsche acquista la 12ª licenza
Due team ufficiali a partire dalla Gen4

Michele Montesano

Chiuso il programma ufficiale nel
FIA WEC, Porsche ha deciso di raddoppiare il suo impegno in Formula E. Sebbene già presente con un team ufficiale e due squadre clienti, il costruttore tedesco ha acquistato la 12ª licenza del campionato elettrico. Quindi a partire dalla tredicesima stagione, la prima delle monoposto Gen4 che andrà in scena tra il 2026 e il 2027, vedremo ben quattro vetture ufficiali Porsche.

All’atto pratico, però, le monoposto impegnare in pista dovrebbero restare ugualmente sei. Infatti alle due squadre ufficiali si affiancherà la Cupra Kiro Race, visto che il costruttore spagnolo fa parte sempre del gruppo Volkswagen proprio come Porsche. Al contrario, sempre in vista della tredicesima stagione, il team Andretti chiuderà la lunga e vittoriosa collaborazione con il costruttore tedesco. Ricordiamo, infatti, che la squadra americana ha conquistato il titolo piloti nel 2023 con Jake Dennis. Voci di corridoio dicono di un passaggio di Andretti al powertrain Nissan, costruttore rimasto orfano del team clienti McLaren.

Ma come si spiega questo raddoppio di Porsche in Formula E? Innanzitutto c’è la questione economica. Sebbene il campionato elettrico preveda molte tappa extraeuropee, il costo per affrontare l’intera stagione è nettamente più vantaggioso rispetto al Mondiale Endurance. Inoltre la serie tocca nazioni cruciali per quanto riguarda il bacino d’utenza della parte automotive di Porsche.

Altro aspetto da non sottovalutare è il ritorno tecnologico del campionato elettrico. Infatti con le nuove monoposto Gen4 i costruttori avranno più libertà in ambito software, con relativo travaso di tecnologie nella produzione di serie. Di conseguenza, visto il nuovo corso elettrico del marchio di Zuffenhausen, la Formula E è potenzialmente la vetrina perfetta.

Tuttavia, a parità di vettura e powertrain, le due squadre ufficiali Porsche saranno delle entità separate. Ugualmente anche i partner e gli sponsor saranno differenti, in modo da evitare sovrapposizioni e massimizzare la visibilità del marchio su più fronti. Varie le ipotesi al vaglio: da un possibile junior team, alla stregua di quanto fa ormai da anni Red Bull in Formula 1 con l’attuale Racing Bulls, o l’arrivo di un pilota donna. Di sicuro la superiorità numerica potrà giocare a favore di Porsche.

Resta un altro interrogativo, ovvero che fine ha fatto l’undicesima licenza? Indiscrezioni vogliono che il “cartellino” di McLaren sia stato acquisito dal Gruppo Stellatis che, come già scritto in precedenza, punta a entrare in prima persona in Formula E. L’ingresso potrebbe avvenire sempre in occasione del debutto delle vetture Gen4 con il marchio Opel che andrà, così, ad affienare Citroën. Mentre per DS, questa che sta per iniziare, potrebbe essere l’ultima stagione nella serie elettrica.

6 Nov [10:04]

Svelata la Gen4: 600 kW di potenza per
una velocità massima di oltre 320 km/h

Michele Montesano

A partire dal 2026, la Formula E si prepara a entrare in una nuova era con la monoposto Gen4, un progetto che segna una netta evoluzione tecnica e concettuale rispetto alle generazioni precedenti. Dopo oltre un decennio, la serie elettrica cambia registro. Perché se finora si era puntato sull’efficienza, visto anche le tecnologie a disposizione, per la prossima generazione di monoposto ci sarà un focus sulla prestazione pura.

La nuova vettura rappresenta un netto passo in avanti a partire dalla potenza. Basti pensare che il propulsore raggiunge i 600 kW in modalità qualifica, equivalenti a circa 812 Cv, e i 450 kW in configurazione gara, contro gli attuali 300 kW delle Gen3 Evo. Mentre la frenata rigenerativa tocca i 700 kW e consente di recuperare fino al 40% dell’energia necessaria per completare un E-Prix.



La batteria, sviluppata dall’italiana Podium Advanced Technologies, cresce fino a 55 kWh netti grazie a una chimica rinnovata, più efficiente e più leggera. Un progresso che non riguarda solamente la capacità energetica, ma anche la gestione della potenza. Questo perché le nuove Formula E potranno usufruire della trazione integrale permanente.

Con una potenza così elevata, giocoforza anche l’aerodinamica sarà rivista. Rispetto alla Gen3 Evo, la nuova monoposto sarà più lunga di oltre mezzo metro e più larga di quasi dieci centimetri arrivando, così, a 5,54 metri di lunghezza per 1,80 metri di larghezza, con un peso complessivo di 1012 Kg pilota incluso. Le dimensioni maggiori hanno però consentito di ampliare le superfici di carico e di introdurre un fondo più esteso, ciò consente di generare maggio deportanza senza pagare in termini di velocità sui rettifili.



Anche le ali sono state riprogettate con l’obiettivo di raddoppiare il carico aerodinamico, sempre rispetto alla generazione precedente. Inoltre ci saranno due configurazioni aerodinamiche: una ad alto carico, per i circuiti cittadini, e l’altra da basso carico per i tracciati permanenti e i più veloci.

Osservando le prime immagini, si nota che parte anteriore della monoposto presenta degli slot sugli endplate per indirizzare i flussi d’aria all’esterno delle ruote, mentre la zona centrale della vettura è stata sagomata per incrementare l’efficienza del diffusore posteriore. Tutto è stato studiato per garantire ai piloti la possibilità di battagliare ruota a ruota senza penalizzare troppo la deportanza nelle scie.



Proprio questo equilibrio rappresenta una delle sfide principali per la FIA e per gli ingegneri che hanno lavorato al progetto, decisi a evitare che l’aumento delle prestazioni compromettesse lo spettacolo in pista. Le simulazioni condotte hanno già evidenziato un salto prestazionale netto. A parità di circuito, i tempi sul giro della Gen4 risultano fino a nove secondi inferiori rispetto alle attuali vetture con punte di velocità massima superiori ai 320 km/h.

Un altro aspetto cruciale riguarda i pneumatici, elemento spesso sottovalutato ma decisivo per le prestazioni complessive. Dopo la collaborazione con Hankook, la Formula E accoglierà Bridgestone come nuovo fornitore unico. Le nuove coperture sono state progettate per gestire carichi aerodinamici e potenze maggiori, con una finestra di utilizzo più ampia e una mescola capace di garantire un grip superiore.



Il progetto Gen4 introduce anche un nuovo approccio filosofico al regolamento tecnico. La FIA e la Formula E hanno infatti deciso di concedere ai costruttori maggiore libertà nello sviluppo del software. La gestione della trazione, la stabilità in frenata e la rigenerazione energetica saranno aree dove il know-how di ciascun team potrà fare la differenza. È un modo per favorire la trasferibilità delle soluzioni dalla pista alla strada rafforzando il legame tra la competizione e le applicazioni industriali.

Infine, dal punto di vista della sostenibilità, la Gen4 compie un ulteriore passo avanti. È realizzata con materiali al 100% riciclabili e per il 20% riciclati, una scelta che conferma l’impegno della categoria nel coniugare sport e responsabilità ambientale. Spark Technologies, il fornitore incaricato della costruzione del telaio, ha già completato circa 8000 km di test con il nuovo pacchetto tecnico, segnalando un livello di affidabilità estremamente promettente.

31 Ott [18:02]

Women’s Test a Valencia
Chambers batte per un soffio la Pulling

Michele Montesano

I protagonisti della Formula E devono iniziare a preoccuparsi. Il verdetto del Women’s Test, andato in scena sul circuito di Valencia, lascia presagire che i tempi sono ormai maturi per tornare a vedere nel campionato elettrico qualche rappresentante del gentil sesso. Infatti nella giornata dedicata esclusivamente alle ragazze, si sono registrati crono non così distanti da quelli segnati nelle quattro giornate di test pre-stagionali di Formula E.

A svettare è stata Chloe Chambers che, al volante della Mahindra, ha fermato le lancette del cronometro in 1’22”767, appena quattro decimi in più rispetto al peggior tempo registrato al termine dei test, ad opera di Joel Eriksson sulla Envision Racing motorizzata Jaguar. Ma la Chambers aveva già messo nel mirino il vertice della classifica stampando il riferimento nella mattinata, seppur fermandosi a 1’23”584.



La statunitense di origini cinesi (nella foto sopra) della Mahindra ha così preceduto Abbi Pulling. La campionessa in carica della F1 Academy, già protagonista nei test dello scorso anno a Jarama sempre con Nissan, si è dovuta accontentare del secondo crono a quasi tre decimi di distacco. Podio virtuale completato da Jamie Chadwick, altro volto conosciuto nella serie elettrica e nuovamente al volante della Jaguar. Mentre le portacolori del team Envision Racing Alice Powell ed Ella Lloyd hanno chiuso in top-5.

Bianca Bustamante ha issato la Cupra Kiro al sesto posto precedendo Tatiana Calderon che, al volante della Citroën, si è resa protagonista di qualche divagazioni nella ghiaia. Con oltre un secondo di distacco dalla vetta, Nerea Martí ha siglato l’ottavo crono della sessione. Alle spalle della spagnola del team Andretti hanno completato la top-10 la connazionale Marta Garcia, sulla Lola Yamaha, e la figlia d’arte Juju Noda (nella foto sotto) al volante della Jaguar.



Prese le giuste misure del circuito di Valencia, Chambers e Pulling sono tornate a sfidarsi nella sessione pomeridiana. Ad avere la meglio, come già accennato, è stata la statunitense della Mahindra. Il costruttore indiano ha così fatto il bis dopo il nuovo record della pista registrato da Mortara. Tuttavia a separare i due crono ci sono quasi un secondo e tre decimi in favore del pilota svizzero, ma la Chambers non ha sfruttato la potenza massima di 350 kW. Battuta di appena 64 millesimi, la Pulling si è dovuta accontentare ancora una volta della seconda piazza. Inoltre, così come osservato nella giornata di ieri, anche nei Women’s Test si è confermato il dualismo tra Mahindra e Nissan.

A movimentare la sessione pomeridiana ci ha pensato, suo malgrado, la Powell. Per un problema tecnico riscontrato sulla sua Envision, la ragazza britannica ha fermato la monoposto nella ghiaia causando l’unica bandiera rossa della giornata. Proseguendo con la classifica, troviamo al terzo posto la Cupra Kiro di Bustamante. A seguire la Powell, rientrata in pista proprio nelle ultime fasi, e la compagna di squadra Lloyd. Sesta, la Chadwick è stata l’ultima a subire un distacco inferiore al secondo dalla vetta.



Settimo crono per la punta della Citroën Calderon (nella foto sopra) che è riuscita a mettersi alle spalle Martí, sulla Andretti, e Noda e Garcia che hanno completato la top-10. Janina Schall, al volante della Porsche ufficiale, non ha particolarmente brillato occupando le posizioni di coda in entrambe le sessioni. Mentre la portacolori del DS Penske Lindsay Brewer, protagonista del Lamborghini Super Trofeo Nord America, ha chiuso per ultima la sessione pomeridiana inanellando solamente 15 giri.

Venerdì 31 ottobre 2025, Women’s Test (mattino)

1 - Chloe Chambers (Mahindra) – Mahindra – 1'23"584 – 45 giri
2 - Abbi Pulling (Nissan) – Nissan – 1'23"866 – 51
3 - Jamie Chadwick (Jaguar) – Jaguar – 1'23"974 – 51
4 - Alice Powell (Jaguar) – Envision – 1'24"134 – 48
5 - Ella Lloyd (Jaguar) – Envision – 1'24"188 – 44
6 - Bianca Bustamante (Porsche) – Cupra Kiro – 1'24"481 – 39
7 - Tatiana Calderón (DS Citroën) – Citroën – 1'24"501 – 50
8 - Nerea Martí (Porsche) – Andretti – 1'25"008 – 39
9 - Marta García (Lola Yamaha) – ABT – 1'25"222 – 38
10 - Juju Noda (Jaguar) – Jaguar – 1'25"750 – 47
11 - Gabriela Jílková (Porsche) – Porsche – 1'26"079 – 29
12 - Jessica Edgar (DS) – DS Penske – 1'27"799 – 32
13 - Lindsay Brewer (DS) – DS Penske – 1'31"165 – 21
14 - Janina Schall (Porsche) – Porsche – 1'31"796 – 38

Venerdì 31 ottobre 2025, Women’s Test (pomeriggio)

1 - Chloe Chambers (Mahindra) – Mahindra – 1'22"767 – 32 giri
2 - Abbi Pulling (Nissan) – Nissan – 1'22"831 – 38
3 - Bianca Bustamante (Porsche) – Cupra Kiro – 1'23"537 – 31
4 - Alice Powell (Jaguar) – Envision – 1'23"657 – 20
5 - Ella Lloyd (Jaguar) – Envision – 1'23"676 – 29
6 - Jamie Chadwick (Jaguar) – Jaguar – 1'23"692 – 41
7 - Tatiana Calderón (DS Citroën) – Citroën – 1'23"838 – 47
8 - Nerea Martí (Porsche) – Andretti – 1'24"428 – 23
9 - Juju Noda (Jaguar) – Jaguar – 1'24"442 – 32
10 - Marta García (Lola Yamaha) – ABT – 1'24"615 – 38
11 - Gabriela Jílková (Porsche) – Porsche – 1'25"986 – 16
12 - Jessica Edgar (DS) – DS Penske – 1'26"060 – 25
13 - Janina Schall (Porsche) – Porsche – 1'28"854 – 19
14 - Lindsay Brewer (DS) – DS Penske – 1'28"919 – 15

30 Ott [20:23]

Test a Valencia – 4° giorno
Nissan si riprende la scena con Rowland

Michele Montesano

Non poteva che concludersi con Oliver Rowland al comando della quarta, nonché ultima, giornata dei test pre-stagionali di Formula E. Questo pomeriggio è stato il campione in carica, della serie riservata alle monoposto elettriche, a staccare il riferimento del circuito di Valencia. Tuttavia, per appena cinque millesimi, l’inglese della Nissan non è riuscito a strappare il record della pista, siglato da Edoardo Mortara nella mattinata del martedì. Ricordiamo infatti che lo svizzero della Mahindra ha fermato le lancette del cronometro in 1’21”493.

Non solo Rowland, ma tutta la squadra Nissan è uscita allo scoperto solamente nell’ultima giornata di test. Inutile girarci intorno, nelle due sessioni odierne quasi tutti hanno cercato di spremere al massimo le rispettive monoposto. Un dato eloquente è osservare i primi 17 piloti racchiusi in meno di sei decimi al termine della mattinata. A staccare il miglior crono è stato Norman Nato (nella foto sotto). Confermato in Nissan, nonostante la scorsa stagione poco convincente, il francese è salito in cattedra stampando il riferimento in 1’21”502.



Alle spalle di Nato hanno chiuso le due Mahindra di Nyck Cassidy e Mortara, ancora una volta estremamente competitivi. Mentre l’alfiere del team Andretti Jacke Dennis questa volta ha concluso la sessione, per soli 12 millesimi, fuori dal podio virtuale. A seguire Dan Ticktum, al volante della Cupra Kiro, e la Jaguar di Mitch Evans. Positiva anche la mattinata di Felipe Drugovich che, al volante della Andretti motorizzata Porsche, è riuscito a mettersi dietro l’ufficiale della Casa di Zuffenhausen Nico Müller.

A completare la top-10 un sempre più competitivo Taylor Barnard, sulla DS Penske, e un sorprendente Pepe Martí. Lo spagnolo, al debutto assoluto in Formula E, ha subito trovato la giusta chiave di lettura della sua Cupra Kiro battendo addirittura Pascal Wehrlein che, al volante della Porsche, è sembrato abbia cercato di mascherare il suo reale potenziale. Più attardate entrambe le Citroën così come le due Lola Yamaha.



Nel pomeriggio, come avevamo già accennato, a far saltare il banco è stato Rowland. Il campione in carica, dopo giornate vissute in ombra, ha finalmente riassaporato l’ebrezza di salire al vertice della classifica. L’alfiere della Nissan ha però dovuto vedersela con uno scatenato Barnanrd. L’inglese (nella foto sopra) non ci ha messo molto a cucirsi come un guanto la sua DS Penske, tanto che ha chiuso l’ultima sessione odierna a soli due millesimi da Rowland. Ormai una costante, Mortara si è confermato tra i più rapidi siglando il terzo crono.

Dopo l’exploit della mattinata, Nato si è ripetuto nel pomeriggio firmando il quarto tempo davanti all’altra Mahindra di De Vries. Anche in questa occasione Dennis (nella foto sotto) è stato il più rapido tra i piloti motorizzati Porsche precedendo l’ufficiale Wehrlein. Proprio il tedesco è stato autore di un giro sospetto, in quanto ha segnato il record nei primi due settori per poi alzare il piede nell’ultimo. Ticktum, ottavo, ha preceduto l’alfiere della Envision Racing Sebastien Buemi, mentre Nick Cassidy ha completato la top-10.



Anche nell’ultima sessione si è potuto assistere a distacchi ridottissimi, con l’intera griglia delle monoposto racchiusa in meno di nove decimi. Fanalino di coda delle due sessioni Joel Eriksson. Lo svedese della Envision Racing finora è parso il pilota meno in palla nei test pre-stagionali. Mentre, sul fronte team, la Lola Yamaha è sembrata ancora un gradino sotto i rivali. Domani le Formula E torneranno in pista, ma questa volta saranno le ragazze a sfidassi sul circuito intitolato a Ricardo Tormo.

Giovedì 30 ottobre 2025, 4° giorno (mattino)

1 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'21"502 - 38 giri
2 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'21"652 - 48
3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'21"676 - 46
4 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'21"688 - 47
5 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'21"691 - 47
6 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'21"710 - 48
7 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'21"808 - 46
8 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'21"821 - 43
9 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'212833 - 42
10 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'21"852 - 39
11 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'21"893 - 42
12 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'21"922 - 53
13 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'21"959 - 51
14 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'21"986 - 46
15 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'22"025 - 48
16 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'22"042 - 49
17 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'22"080 - 37
18 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'22"128 - 53
19 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'22"302 - 48
20 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'22"518 - 44

Giovedì 30 ottobre 2025, 4° giorno (pomeriggio)

1 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'21"498 - 52
2 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'21"500 - 52
3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'21"531 - 50
4 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'21"552 - 46
5 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'21"598 - 50
6 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'21"599 - 44
7 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'21"652 - 51
8 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'21"657 - 50
9 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'21"673 - 54
10 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 1'21"677 - 47
11 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'21"708 - 46
12 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'21"729 - 31
13 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'21"742 - 55
14 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'21"797 - 49
15 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'21"981 - 43
16 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 1'22"060 - 31
17 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'22"061 - 49
18 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt - 1'22"086 - 53
19 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'22"211 - 51
20 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'22"361 - 50

29 Ott [19:02]

Test a Valencia – 3° giorno
Mortara e Mahindra ancora protagonisti

Michele Montesano

 
I test pre-stagionali di Valencia della Formula E sono proseguiti nel segno di Mahindra e di Edoardo Mortara. Dopo aver siglato il riferimento nella giornata di ieri, lo svizzero si è ripetuto anche quest’oggi nell’unica sessione andata in scena sul circuito spagnolo intitolato a Ricardo Tormo. Tuttavia le condizioni meteo variabili non hanno permesso a Mortara di abbassare ulteriormente il record assoluto registrato nella mattinata di martedì.

Infatti quest’oggi ad accogliere i protagonisti della serie elettrica è stata una leggera pioggia. I piloti hanno quindi affrontato il tracciato con maggior prudenza badando esclusivamente a raccogliere i dati. I tempi poi si sono abbassati anche grazie ad un timido sole che ha dapprima scaldato e poi asciugato l’asfalto di Valencia. Morata è stato il più lesto ad approfittarne stampando il miglior crono in 1’21”680, a quasi due decimi dal riferimento siglato ieri.

Ancora una volta Jake Dennis, al volante della Andretti motorizzata Porsche, è riuscito a issarsi nelle posizioni di vertice. L’inglese per appena 98 millesimi si è però dovuto accontentare del secondo posto dividendo le due Mahindra. Nyck De Vries ha infatti siglato il terzo crono precedendo le due Porsche ufficiali di Pascal Wehrlein e Nico Müller, quest’ultimo già decisamente a suo agio con la squadra tedesca.

In grande spolvero anche la Citroën, sesta con Nick Cassidy, seguita in scia della vettura dei “cugini” del DS Penske condotta da Taylor Barnard. Proprio l’inglese, dopo il brusco avvio del lunedì in cui è finito nelle vie di fuga, è tornato ad essere tra i protagonisti della Formula E precedendo le due Nissan di Norman Nato e Oliver Rowland. Proprio il campione del mondo in carica quest’oggi è tornato ad occupare posizioni in classifica più nobili. A chiudere la top-10 è stato il neo acquisto di Jaguar Antonio Felix Da Costa, ultimo pilota a scendere sotto il muro del 1’22” nella sessione odierna.

Buona anche la prestazione di Felipe Drugovich. Il brasiliano della Andretti ha siglato l’undicesimo crono risultando il rookie più veloce della giornata. Max Günther, dodicesimo con la DS Penske, ha preceduto Dan Ticktum, quest’oggi apparso più in affanno. Se Jean-Eric Vergne non è andato oltre il quattordicesimo crono, ha fatto anche peggio Mitch Evans chiudendo la giornata diciassettesimo. Domani andrà in scena l’ultima doppia sessione di test, poi i protagonisti della Formula E lasceranno le loro monoposto alle colleghe per il Women’s Test, la giornata di prove dedicata esclusivamente alle ragazze.
 
Mercoledì 29 ottobre 2025, 3⁰ giorno 
 
1 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'21"680 - 50 giri
2 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'21"778 - 51
3 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'21"851 - 38
4 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'21"855 - 45
5 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'21"921 - 45
6 - Nick Cassidy (DS Citroën) – Citroën - 1'21"950 - 44
7 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'21"954 - 40
8 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'21"957 - 43
9 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'21"967 - 42
10 - Antonio Felix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'21"984 - 49
11 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'22"039 - 53
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'22"068 - 39
13 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'22"184 - 50
14 - Jean-Eric Vergne (DS Citroën) – Citroën - 1'22"220 - 40
15 – Sebastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'22"329 - 52
16 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'22"461 - 44
17 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'22"604 - 44
18 - Lucas di Grassi (Lola Yamaha) - Abt - 1'22"611 - 41
19 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'22"661 - 51
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - Abt – 1’22”773 - 49

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