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18 Ago [19:11]

Wehrlein: quando la pressione diventa
il punto di forza per bissare il titolo

Michele Montesano

Ci sono campionati che si vincono dominando dall'inizio alla fine, con una superiorità schiacciante, e altri che vengono conquistati sul filo del rasoio imparando a convivere con la pressione e con l'imprevedibilità che solamente gli E-Prix di Formula E sono in grado di offrire. Il secondo titolo iridato nella categoria elettrica di Pascal Wehrlein appartiene senza dubbio alla seconda categoria.

Tra colpi di scena e ribaltamenti di fronte, la gara di Londra è stata la perfetta sintesi del campionato 2025-26 di Formula E con l’assegnazione del titolo piloti che si è deciso solamente negli ultimi chilometri del tracciato cittadino dell’ExCel. Wehrlein era arrivato all'appuntamento conclusivo inseguendo Jake Dennis e Mitch Evans, ma il successo ottenuto nella gara del sabato ha completamente ribaltato la situazione, permettendogli di presentarsi all'ultima corsa con cinque punti di vantaggio sul britannico dell'Andretti.

Eppure, sarebbe un errore pensare che il campionato si sia deciso soltanto nell'ultimo fine settimana. Lo stesso alfiere Porsche ha voluto sottolineare come il titolo sia stato costruito nel corso dell'intera stagione: "La base di questo successo è stata costruita nelle precedenti 16 gare. L'intera stagione è stata un continuo alternarsi di alti e bassi. Quando la pressione aumenta e conta davvero ottenere il risultato, noi riusciamo a essere molto competitivi".



Wehrlein ha alternato prestazioni straordinarie a fine settimana più complicati, ma è sempre riuscito a limitare i danni. In una categoria come la Formula E, dove regna l'equilibrio tra i concorrenti e le gare possono cambiare nel giro di pochi minuti, la continuità è spesso l'arma più importante. Le vittorie conquistate a Jeddah, Shanghai e soprattutto nella prima gara del fine settimana londinese hanno rappresentato i pilastri della sua corsa verso il titolo.

Oltre a essere l’unico a centrare tre successi in questa stagione, il tedesco ha firmato anche quattro pole position oltre ad avere una notevole capacità di gestione. Qualità che hanno permesso all’alfiere Porsche di rimanere costantemente nella lotta per il campionato anche quando Evans e Dennis sembravano avere qualcosa in più.

Il finale di Londra si è trasformato in duello psicologico. La lotta tra Porsche e Jaguar è andata ben oltre la semplice sfida tra i piloti. I giochi di squadra hanno assunto un ruolo determinante, con entrambi i team impegnati a proteggere i rispettivi candidati al titolo. Già nella gara del sabato, Nico Müller aveva aiutato Wehrlein rallentando Evans. Una strategia che non è passata inosservata all'interno del paddock e che ha inevitabilmente alimentato la tensione in vista della gara decisiva.



La risposta della Jaguar è arrivata ventiquattr'ore più tardi attraverso Antonio Felix da Costa, che ha svolto un ruolo fondamentale nel tentativo di favorire il compagno di squadra Evans. Il portoghese ha deliberatamente rallentato Wehrlein per diversi giri, difendendo la posizione con grande aggressività fino ad arrivare a spingere il portacolori della Porsche quasi contro le barriere facendolo uscire dalla zona punti.

La rivalità tra Wehrlein e da Costa, ex compagni di squadra proprio per la Casa si Weissach, ha reso la situazione ancora più esplosiva. Il rapporto tra i due si era già deteriorato nelle stagioni precedenti e il confronto di Londra ha rappresentato il punto più alto di una tensione che covava da tempo.

Al termine della gara, Wehrlein non ha nascosto il proprio disappunto: "È stata la cosa più ingiusta che abbia mai vissuto. Da Costa ha cercato per tutta la gara di rovinare la mia corsa. Mi ha rallentato, mi ha spinto e ha provato in tutti i modi a compromettere il mio campionato. Anche quando Evans era ormai davanti, Da Costa continuava a bloccarmi e a portarmi fuori traiettoria. È una delle cose più antisportive e scorrette che abbia mai visto".



Naturalmente, la versione di da Costa è stata diametralmente opposta. Il pilota portoghese ha sostenuto che Jaguar si sia semplicemente limitata a rispondere alle strategie utilizzate da Porsche nel corso del fine settimana: “Abbiamo trovato una strategia per contrastare le loro tattiche. Non abbiamo fatto nulla che loro non avessero già iniziato a fare".

Nel mezzo di questa battaglia si è infilato anche Dennis. Il britannico sembrava essere rientrato improvvisamente nella lotta per il titolo quando Wehrlein è scivolato fuori dalla zona punti. Tuttavia, un contatto nelle fasi finali ha compromesso definitivamente le possibilità del pilota dell'Andretti di bissare il titolo in Formula E.

Il paradosso è che Wehrlein ha conquistato il titolo senza raccogliere nemmeno un punto nell'ultima gara della stagione. Tutto è dipeso dalla prestazione di Evans che, con il quarto posto finale, non è riuscito a recuperare il distacco necessario per ribaltare la classifica.



Una situazione che ha reso il successo del tedesco ancora più particolare: "Il primo titolo è sempre più emozionante, ma questo ha un sapore davvero speciale. È stata una gara durissima. Non mi sarei mai aspettato quello che è successo. Alla fine, però, ce l'abbiamo fatta".

Con il titolo conquistato a Londra, il pilota della Porsche ha chiuso nel migliore dei modi l'era delle monoposto Gen3 Evo. Un ciclo tecnico che ha visto il costruttore tedesco imporsi come il punto di riferimento della categoria grazie a una straordinaria continuità di risultati.

"Quello che abbiamo fatto in questa stagione è stato eccezionale - ha sottolineato il tedesco - Forse avremmo potuto semplificarci la vita e chiudere il campionato prima, ma probabilmente sarebbe stato meno divertente. Nell’ultimo E-Prix ci sono stati molti giochi di squadra, forse anche oltre il limite, ma siamo riusciti a mantenere la calma e a raggiungere il nostro obiettivo".

Il fresco neo campione del mondo di Formula E ha quindi concluso: "Questo titolo è per il team. Io do tutto per loro e so che loro fanno lo stesso per me. È stato un percorso straordinario e non potrei essere più orgoglioso".
16 Ago [17:46]

Londra - Gara 2
Wehrlein bis da campione
DS saluta con la vittoria di Barnanrd

Michele Montesano

Finale incandescente in Formula E. L’ExCel di Londra è stato il teatro di una gara che ha lasciato il fiato sospeso fino all’ultima curva. A trionfare è stato Taylor Barnard che, tagliando per primo il traguardo, è diventato il più giovane vincitore di un E-Prix. Il britannico ha inoltre regalato l’ultima gioia alla DS, ai titoli di coda nel campionato elettrico. Il successo di Barnard è stato però offuscato dal trionfo di Pascal Wehrlein che, al termine di una corsa rocambolesca, ha conquistato il suo secondo titolo in Formula E

Alla vigilia della gara conclusiva della serie elettrica, il pilota della Porsche poteva contare su un margine di cinque punti nei confronti di Dennis e di 21 su Evans. Un vantaggio importante, ma non sufficiente per affrontare con tranquillità l’ultimo E-Prix della stagione.

A partire davanti sono state le due Mahindra di Nyck De Vries ed Edoardo Mortara, capaci di monopolizzare la prima fila in qualifica. Lo scatto al via non ha riservato particolari sorprese. L’olandese ha mantenuto il comando davanti al compagno di squadra, mentre Wehrlein si è sistemato alle loro spalle controllando gli avversari diretti. La Porsche ha immediatamente attuato una strategia già vista nella gara del sabato, con Nico Müller incaricato di rallentare Mitch Evans per permettere al compagno di squadra di gestire il margine in classifica.



La tattica della Casa tedesca ha funzionato per diversi giri. Evans, partito quinto, è rimasto intrappolato alle spalle di Müller senza riuscire a trovare il varco necessario per attaccare. Nel frattempo Antonio Felix Da Costa è stato il primo ad attivare l'Attack Mode, sfruttando la maggiore potenza per superare rapidamente gli avversari e inserirsi nella lotta per il podio oltre a sparigliare le carte della strategia Porsche.

Mentre le Mahindra riuscivano a gestire il ritmo senza particolari difficoltà, Wehrlein era costretto a difendersi dagli attacchi di Da Costa, che aveva il compito di agevolare la rimonta di Evans. Il duello tra i due ex compagni di squadra è diventato sempre più intenso e senza esclusione di colpi. Nel frattempo Barnard ha costruito da veterano il suo E-Prix. Il britannico della DS Penske è rimasto a lungo alle spalle delle due Mahindra, gestendo l'energia e attendendo il momento propizio per sferrare l'attacco decisivo.

La gara è cambiata radicalmente a partire dal diciassettesimo passaggio, quando Evans è riuscito finalmente a liberarsi di Müller. Il neozelandese ha iniziato a recuperare terreno grazie a una gestione dell'energia particolarmente efficace riducendo progressivamente il distacco dal gruppo di testa. Il momento decisivo è poi arrivato al ventisettesimo giro. Evans ha azionato l'Attack Mode e, approfittando del prezioso lavoro di squadra svolto da Da Costa, è riuscito a superare contemporaneamente sia il compagno di squadra che Wehrlein salendo al quarto posto.



Ancora più importante è stato quanto accaduto nelle curve successive. Da Costa ha continuato a ostacolare il pilota della Porsche, permettendo a numerosi avversari di infilarsi nella lotta e facendo precipitare Wehrlein addirittura al dodicesimo posto, fuori dalla zona punti. A quel punto il campionato si è completamente riaperto. Dennis, fino a quel momento rimasto nelle retrovie per risparmiare energia, ha sfruttato il primo Attack Mode per risalire rapidamente la classifica.

L'inglese dell'Andretti è arrivato fino alla settima posizione arrivando, così, a conquistare virtualmente la vetta del campionato e accarezzare il secondo titolo di Formula E. Nel giro di pochi secondi la classifica iridata è cambiata più volte passando dalle mani di Wehrlein a quelle di Dennis e viceversa.

Le emozioni però non erano ancora finite. A quattro giri dalla conclusione si è verificato l'episodio più controverso dell'intero weekend. Joel Eriksson, spinto da Wehrlein, ha perso il controllo della propria monoposto all'uscita della curva 16 e sia Dennis che il tedesco della Porsche sono rimasti coinvolti nel caos che ne è seguito. Il contatto ha danneggiato l'Andretti dell’inglese, costretto a rientrare ai box con l'ala anteriore distrutta e ad abbandonare definitivamente ogni speranza di vittoria.



Anche Wehrlein è precipitato nelle retrovie, aggravando ulteriormente una situazione già molto delicata. La direzione gara ha successivamente inflitto al pilota tedesco una penalità di cinque secondi per il contatto con Eriksson, ma il vantaggio accumulato in classifica generale nei confronti di Evans, si è rivelato sufficiente per conquistare il secondo titolo iridato in Formula E.

Mentre alle spalle si consumava una battaglia senza esclusione di colpi, davanti Barnard ha completato la sua rimonta. Grazie all'ultima attivazione dell'Attack Mode, il britannico ha superato prima Mortara e poi De Vries con un attacco deciso all'ultima curva prendendosi il comando a due giri dalla conclusione.

Per il ventiduenne del team DS Penske è arrivata così una vittoria storica. Oltre a conquistare il primo successo in Formula E, Barnard è diventato il più giovane vincitore nella storia del campionato regalando, inoltre, alla DS la vittoria dell’addio proprio nell'ultima gara prima dell'uscita dalla categoria. A completare il podio i due alfieri della Mahindra De Vries e Mortara.



Evans ha chiuso al quarto posto. Troppo poco per conquistare il titolo piloti, ma sufficiente per permettere alla Jaguar di laurearsi campione del mondo tra le squadre con un margine di diciassette punti sulla Porsche. Sebastien Buemi, al suo ultimo E-Prix, ha terminato quinto davanti alle Citroën di Nick Cassidy e Jean-Éric Vergne. Ottava piazza per Pepe Martí, sulla Cupra Kiro, mentre Oliver Rowland e Norman Nato hanno completato la top 10. L’inglese della Nissan ha così abdicato lo scettro di campione della Formula E in zona punti.

Domenica 16 agosto 2026, gara 2

1 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 35 giri
2 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 0"614
3 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 6"087
4 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 7"722
5 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 16"754
6 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 17"205
7 - Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën - 17"864
8 - Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 18"312
9 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 19"363
10 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 24"990
11 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 31"219
12 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 35"367
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 38"658
14 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 48"737
15 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 49"110
16 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 59"710
17 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT - 1'03"794
18 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1 giro

Giro più veloce: Oliver Rowland 1'08"819

Ritirati
Joel Eriksson (Jaguar) - Envision
Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - ABT

Il campionato piloti
1.Wehrlein 169 punti; 2.Dennis 164; 3.Evans 160; 4.Rowland 137; 5.Mortara 137; 6.Da Costa 128; 7.De Vries 115; 8.Cassidy 114; 9.Müller 102; 10.Buemi 97.

Il campionato squadre
1.Jaguar 288 punti; 2.Porsche 271; 3.Mahindra 252; 4.Andretti 229; 5.Citroën 182; 6.Nissan 157; 7.Envision 152; 8.Cupra Kiro 128; 9.DS Penske 91; 10.Lola Yamaha ABT 35.

Il campionato costruttori
1.Porsche 498 punti; 2.Jaguar 400; 3.Stellantis 292; 4.Mahindra 251; 5.Nissan 189; 6.Lola 85.
16 Ago [14:23]

Londra - Qualifica 2
De Vries nel dominio Mahindra

Michele Montesano

L’era delle monoposto Gen3.5 si chiuderà con due Mahindra che scatteranno dalla prima fila dell’E-Prix di Londra. Sul tracciato cittadino dell’ExCel è toccato al costruttore indiano monopolizzare la scena dell’ultimo atto stagionale di Formula E. A scattare dalla pole position sarà Nyck De Vries che, autore del riferimento in 1’06”925 nonché nuovo record della pista, ha battuto nel duello finale il compagno di squadra Edoardo Mortara.

Se nella giornata di sabato era stata la Porsche a occupare la prima fila, questa volta è stata la Mahindra a prendersi la scena. De Vries aveva già lanciato il primo segnale nella fase a gruppi, chiusa al comando davanti al leader del mondiale Pascal Wehrlein. Insieme a loro hanno superato il turno anche Nick Cassidy e Mitch Evans, mentre sono rimasti esclusi António Félix Da Costa, Felipe Drugovich, Pepe Martí e Joel Eriksson.

Qualifica particolarmente complicata anche per Norman Nato e Lucas Di Grassi, entrambi senza un tempo valido a causa di problemi tecnici. Il brasiliano della Lola Yamaha ABT, impegnato nella sua ultima gara in Formula E, non è riuscito nemmeno a scendere in pista dopo i guasti accusati nelle prove libere sulla sua monoposto.

Nel Gruppo B è stato invece Mortara a fare la differenza. Lo svizzero ha ottenuto il miglior tempo in 1'08"616 nonostante un leggero contatto con le barriere che ha danneggiato lo sterzo della sua vettura. Alle sue spalle hanno chiuso Nico Müller, Dan Ticktum e Taylor Barnard, mentre la vera sorpresa negativa è stata l'eliminazione di Jake Dennis. L’inglese dell'Andretti, secondo in campionato a cinque punti da Wehrlein, non è andato oltre l'ottavo posto del suo raggruppamento e scatterà solamente dalla sedicesima piazzola.

Nella fase a duelli Wehrlein ha eliminato Cassidy, che ha compromesso la propria prova con una toccata contro il muro, centrando la sua quarantanovesima partecipazione ai duelli, un nuovo record per la categoria elettrica. De Vries ha invece avuto la meglio su Evans per 177 millesimi, mentre Müller ha approfittato di un errore di Ticktum, finito nella via di fuga durante il proprio giro lanciato. Mortara ha infine superato Barnard per appena 90 millesimi.

Le semifinali hanno messo di fronte gli alfieri Mahindra e Porsche. De Vries ha sconfitto Wehrlein per appena 22 millesimi al termine di un confronto tiratissimo, mentre Mortara ha prevalso sul connazionale Müller. Nella finale De Vries è stato più rapido del compagno di squadra in tutti i settori, aumentando progressivamente il proprio vantaggio fino a conquistare la prima pole position dal Diriyah E-Prix del 2022, quando correva ancora con la Mercedes.

Per quanto riguarda la lotta al titolo, la qualifica sorride soprattutto a Wehrlein. Il tedesco scatterà dalla terza posizione, davanti al compagno di squadra Müller, e avrà alle proprie spalle tutti i rivali diretti. Evans partirà quinto e Dennis addirittura sedicesimo, uno scenario che potrebbe consentire al pilota Porsche di gestire con maggiore tranquillità l'ultima gara della stagione e avvicinarsi definitivamente alla conquista del secondo titolo mondiale.

Domenica 16 agosto 2026, qualifica 2

1 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'06"925
2 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'07"120

3 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'07"062 - Semifinale A
4 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'07"319 - Semifinale B

5 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'07"408 - Quarti A
6 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'07"525 - Quarti B
7 - Nick Cassidy (Citroën DS) - Citroën - 1'08"271 - Quarti A
8 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'08"667 - Quarti B

9 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'08"893 - Gruppo A
10 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'08"710 - Gruppo B
11 - Josep Maria Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'09"040 - A
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'08"740 - B
13 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'09"062 - A
14 - Jean-Éric Vergne (Citroën DS) - Citroën - 1'08"799 - B
15 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'09"162 - A
16 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'08"801 - B
17 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - A
18 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'08"905 - B
19 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - ABT - A
20 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT - 1'09"095 - B
15 Ago [17:38]

Londra - Gara 1
Wehrlein domina e sale in vetta

Michele Montesano

Il colpo che stordisce prima del Ko definitivo. Conquistando l’E-Prix di Londra, Pascal Wehrlein ha compiuto il passo fondamentale per puntare al suo secondo titolo in Formula E. Alla vigilia dell’ultimo appuntamento dell’anno, il tedesco della Porsche è stato perfetto centrando il terzo successo stagionale che gli ha consentito di balzare dritto al primo posto della graduatoria iridata. Una vittoria costruita tanto in pista quanto al muretto box, con Nico Müller che per l’occasione ha vestito i panni di fedele gregario.

La giornata perfetta di Wehrlein era iniziata già in qualifica, con la prima fila monopolizzata dalle due Porsche ufficiali. Al via il tedesco ha mantenuto senza difficoltà la leadership, mentre alle sue spalle Müller ha interpretato alla perfezione il ruolo di scudiero rallentando il gruppo degli inseguitori e consentendo al compagno di accumulare un margine prezioso. Mitch Evans, partito dalla terza posizione, ha cercato in tutti i modi di liberarsi del pilota svizzero, ma le caratteristiche del tracciato cittadino londinese hanno reso ogni tentativo vano.



La prima svolta della corsa è arrivata con la Full Course Yellow provocata dal ritiro di Zane Maloney, costretto a fermarsi dopo la rottura della sospensione posteriore sinistra. La neutralizzazione ha permesso a Wehrlein di gestire il consumo energetico senza rinunciare al vantaggio accumulato, mentre Evans ha continuato a studiare una strategia alternativa per mettere pressione al rivale nella lotta per il titolo.

Il muretto della Jaguar ha quindi deciso di anticipare il Pit Boost del neozelandese abbinandolo immediatamente all'Attack Mode. Una scelta spregiudicata ma che sembrava poter cambiare l’esito della gara. Evans è riuscito a superare Müller e, per qualche giro, ha dato l'impressione di poter riaprire la sfida per la vittoria. Tuttavia il destino della corsa è cambiato nuovamente al ventunesimo passaggio, quando Lucas Di Grassi è finito contro le barriere, dopo che la monoposto è rimasta con il motore accelerato in curva.



La seconda Full Course Yellow si è rivelata decisiva. Wehrlein, Jake Dennis, Antonio Félix da Costa e diversi altri piloti hanno approfittato della neutralizzazione per effettuare il Pit Boost perdendo meno tempo rispetto a Evans. In pochi istanti il pilota della Jaguar non solo si è ritrovato fuori dalla lotta per il podio, ma addirittura costretto a difendersi per restare nella zona punti.

Da quel momento Wehrlein ha potuto amministrare la situazione con apparente tranquillità, sostenuto anche dal lavoro svolto in precedenza da Müller e da Dan Ticktum. Alle sue spalle Dennis ha sfruttato al meglio l'energia risparmiata nella prima parte di gara e, con una serie di sorpassi decisi, è riuscito a conquistare la seconda posizione superando prima Ticktum e poi Félix da Costa. Il portoghese della Jaguar è comunque riuscito a riprendersi il gradino più basso del podio nelle battute finali.



Negli ultimi giri Ticktum ha perso progressivamente terreno dopo alcuni contatti e diversi duelli ravvicinati lasciando spazio anche a Sébastien Buemi, al volante della Envision Racing, e l’alfiere del DS Penske Taylor Barnard, arrivati a traguardo appena fuori dalla zona podio. Sesta piazza per Ticktum che ha preceduto la Mahindra di Edoardo Mortara.

Ottavo sotto la bandiera a scacchi, Evans vede ormai ridotta al minimo la possibilità di laurearsi campione in Formula E. Pur restando ancora matematicamente in corsa, il neozelandese della Jaguar paga ben 21 lunghezze dal nuovo leader Wehrlein. A completare la top 10 dell’E-Prix di Londra sono stati Nick Cassidy, al volante della Citroën, e il campione uscente Oliver Rowland.

Sabato 15 agosto 2026, gara 1

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 39 giri
2 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 5"777
3 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 22"308
4 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 23"729
5 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 24"480
6 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 27"579
7 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 28"969
8 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 30"540
9 - Nick Cassidy (DS Citroën) - Citroën - 31"547
10 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 33"880
11 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 41"574
12 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 41"964
13 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 42"361
14 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 47"982
15 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 58"243
16 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1 giro

Giro più veloce: Oliver Rowland 1'08"305

Ritirati
Pepe Martí (Porsche) - Cupra Kiro
Jean-Éric Vergne (DS Citroën) - Citroën
Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - ABT
Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT

Il campionato piloti
1.Wehrlein 169 punti; 2.Dennis 164; 3.Evans 148; 4.Rowland 134; 5.Da Costa 128; 6.Mortara 126; 7.Cassidy 106; 8.Müller 102; 9.De Vries 94; 10.Buemi 87.
15 Ago [14:25]

Londra - Qualifica 1
Wehrlein-Müller, prima fila Porsche

Michele Montesano

Londra si è confermato il palcoscenico ideale per regalare colpi di scena nella corsa al titolo della Formula E. Le qualifiche del primo E-Prix del fine settimana hanno infatti ridisegnato gli equilibri del campionato permettendo a Pascal Wehrlein di conquistare una pole position che l’ha riportato immediatamente a ridosso della vetta della classifica generale.

Sul tracciato dell'ExCel, caratterizzato da una sezione all'aperto e una all'interno del centro espositivo londinese, l’alfiere della Porsche ha fermato il cronometro sull'1'07"587. Il tedesco ha preceduto il compagno di squadra Nico Müller al termine di una finale tutta marchiata Porsche. Grazie ai tre punti assegnati per la pole, Wehrlein ha raggiunto Mitch Evans e si è portato a sole due lunghezze dal leader del mondiale Jake Dennis riaprendo la lotta iridata.

La qualifica è stata particolarmente movimentata già nelle prime fasi. Nel Gruppo A, Wehrlein ha dettato il ritmo davanti a Dan Ticktum, Dennis e Jean-Eric Vergne. La sessione è stata però caratterizzata soprattutto dal contatto tra Dennis e Nyck De Vries. Il britannico dell'Andretti ha manifestato tutto il suo disappunto dopo essere rimasto coinvolto in un episodio con l'olandese della Mahindra nelle ultime curve del tracciato, con l'accaduto che è poi finito sotto la lente d’ingrandimento dei commissari.

A complicare ulteriormente la situazione nel primo raggruppamento ci ha pensato Edoardo Mortara. L'italo-svizzero ha toccato le barriere in staccata alla curva 16, riportando un danno alla sospensione della Mahindra vedendo, così, svanire la possibilità di accedere alla fase a duelli.

Nel Gruppo B è stato invece Nico Müller a mettersi in evidenza, precedendo Evans, Joel Eriksson e Antonio Felix Da Costa. A sorpresa è rimasto escluso Oliver Rowland, incapace di andare oltre il settimo posto nel proprio raggruppamento. Una prestazione decisamente al di sotto delle aspettative per il campione in carica, che sarà costretto a partire dalla quattordicesima posizione.

I duelli hanno poi confermato la superiorità della Porsche. Nei quarti di finale Ticktum ha eliminato Dennis per appena 72 millesimi, mentre Wehrlein ha superato Vergne senza particolari difficoltà. Dall'altra parte del tabellone Evans ha fatto segnare il nuovo record del circuito con un crono di 1'07"444 nella sfida contro Eriksson, salvo poi arrendersi in semifinale a Müller.

Il pilota svizzero ha infatti avuto la meglio prima su Felix Da Costa e, successivamente, sul neozelandese della Jaguar regalando alla Casa di Stoccarda una doppietta nella sfida finale. In semifinale Wehrlein ha beneficiato di un errore di Ticktum, che ha concluso il confronto con un ritardo superiore ai due secondi e mezzo.

Porsche ha quindi optato per un gioco di squadra nella finale. Müller è risultato il più rapido nei primi due settori, prima di rallentare nell'ultima parte del giro consentendo al compagno di squadra Wehrlein di assicurarsi la pole con un margine superiore al secondo.

Alle spalle delle due Porsche scatterà Evans con la Jaguar, affiancato in seconda fila da Ticktum. Dennis dovrà invece accontentarsi della quinta posizione davanti a Eriksson. Terza fila per Felix Da Costa, al volante della Jaguar, e l’alfiere della Citroën Vergne. A completare la top 10 De Vries, su Mahindra, e il portacolori Envision Sébastien Buemi.

Sabato 15 agosto 2026, qualifica 1

1 - Pascal Wehrlein (Porsche) - Porsche - 1'07"587
2 - Nico Müller (Porsche) - Porsche - 1'08"730

3 - Mitch Evans (Jaguar) - Jaguar - 1'07"767 - Semifinale B
4 - Dan Ticktum (Porsche) - Cupra Kiro - 1'10"125 - Semifinale A

5 - Jake Dennis (Porsche) - Andretti - 1'07"605 - Quarti A
6 - Joel Eriksson (Jaguar) - Envision - 1'07"820 - Quarti B
7 - António Félix Da Costa (Jaguar) - Jaguar - 1'07"883 - Quarti B
8 - Jean-Éric Vergne (Citroën DS) - Citroën - 1'07"957 - Quarti A

9 - Nyck De Vries (Mahindra) - Mahindra - 1'09"470 - A
10 - Sébastien Buemi (Jaguar) - Envision - 1'09"278 - B
11 - Nick Cassidy (Citroën DS) - Citroën - 1'09"542 - A
12 - Taylor Barnard (DS) - DS Penske - 1'09"299 - B
13 - Edoardo Mortara (Mahindra) - Mahindra - 1'09"544 - A
14 - Oliver Rowland (Nissan) - Nissan - 1'09"400 - B
15 - Felipe Drugovich (Porsche) - Andretti - 1'09"569 - A
16 - Josep Maria Martí (Porsche) - Cupra Kiro - 1'09"643 - B
17 - Norman Nato (Nissan) - Nissan - 1'09"637 - A
18 - Zane Maloney (Lola Yamaha) - ABT - 1'09"735 - B
19 - Lucas Di Grassi (Lola Yamaha) - ABT - 1'09"728 - A
20 - Maximilian Günther (DS) - DS Penske - 1'15"347 - B
14 Ago [12:42]

Buemi lascia la serie elettrica
Eriksson chiude con Envision

Michele Montesano

Envision Racing si prepara a voltare pagina in vista dell'ingresso della Formula E nell'era delle monoposto Gen4. Alla vigilia dell'ultimo appuntamento della stagione 2025/26 in programma all'ExCeL di Londra, la squadra britannica ha annunciato la separazione da Sébastien Buemi e Joel Eriksson. Un colpo di spugna per il team Envision che si presenterà al via del prossimo campionato con una formazione completamente rinnovata.

Dopo l’addio di Lucas Di Grassi, la notizia che ha destato più clamore riguarda proprio Buemi. Lo svizzero, campione della stagione 2015/16, ha infatti deciso di chiudere la propria avventura in Formula E dopo ben 12 stagioni. Oltre al titolo mondiale, il suo bilancio parla infatti di 14 vittorie, 36 podi, 17 pole position.

Dopo aver legato il proprio nome al progetto Renault e.dams, poi diventato Nissan e.dams, Buemi aveva scelto nel 2023 di intraprendere una nuova sfida con Envision Racing. Durante le quattro stagioni trascorse con il team britannico ha contribuito alla conquista del titolo a squadre e ha riportato il proprio nome sul gradino più alto del podio grazie al successo ottenuto nell'E-Prix di Monaco del 2025.

La scelta di lasciare la Formula E è legata soprattutto alla volontà di concentrare le proprie energie sul programma nel FIA WEC con Toyota, dove ha conquistato quattro vittorie alla 24 Ore di Le Mans e altrettanti titoli iridati nel Mondiale Endurance. Nonostante l'addio al campionato elettrico, Buemi continuerà comunque a collaborare con Envision, assumendo un ruolo di consulente e contribuendo allo sviluppo della monoposto Gen4.

Anche Eriksson saluterà il team al termine del fine settimana londinese. Il pilota svedese, all'esordio in Formula E in questa stagione, è riuscito a mettersi in evidenza con buone prestazioni raccogliendo punti importanti e conquistando il primo podio della carriera nell'E-Prix di Shanghai.

La scuderia guidata da Sylvain Filippi ha confermato che la line-up per la stagione 2026/27 sarà annunciata soltanto dopo il gran finale di Londra. Secondo le indiscrezioni emerse nelle ultime ore, uno dei due sedili sarebbe già stato assegnato a Maximilian Günther, mentre resta ancora da definire il nome del secondo pilota.
13 Ago [12:41]

Andretti sceglie Nissan per le Gen4
Confermati Dennis e Drugovich

Michele Montesano

A pochi mesi dal debutto ufficiale delle nuove monoposto Gen4 in Formula E, Nissan e Andretti hanno ufficializzato un accordo pluriennale che porterà la squadra statunitense a utilizzare il powertrain del costruttore giapponese a partire dalla stagione 2026/27. Già ventilata da diversi mesi, la nuova partnership segna la fine del rapporto tra Andretti e Porsche.

Collaborazione, quella tra la squadra americana e la Casa di Weissach, iniziata nel campionato 2022/23 e ricca di soddisfazioni. L'alleanza tra il team Andretti e Porsche si è trasformata fin da subito in una delle più competitive dell'intero schieramento, tanto da consentire a Jake Dennis di conquistare il titolo mondiale Piloti nel 2023. Inoltre il sodalizio ha portato alla vittoria di Porsche nel campionato Costruttori nella stagione 2024/25.

Con l'arrivo della Gen4, però, Andretti ha deciso di intraprendere una nuova strada scegliendo di affidarsi a Nissan per affrontare la prossima rivoluzione tecnica della categoria. L'accordo consentirà al costruttore giapponese di tornare a disporre di un team clienti dopo l'uscita di scena della McLaren, avvenuta al termine della scorsa stagione.

Si tratta di un passaggio significativo anche dal punto di vista tecnico. Negli ultimi mesi Nissan ha potuto raccogliere dati esclusivamente attraverso le sue vetture ufficiali, mentre altri costruttori hanno potuto contare sul supporto di quattro o addirittura sei monoposto (leggasi Porsche). La collaborazione con Andretti permetterà quindi alla Casa giapponese di ampliare il proprio programma di sviluppo e di accelerare la raccolta di informazioni, un aspetto fondamentale in vista dell'introduzione delle nuove vetture.

La partnership nasce inoltre dall'unione di due delle realtà più prestigiose presenti nel campionato elettrico. Andretti è una delle poche squadre ad aver preso parte alla Formula E fin dalla stagione inaugurale e, nel corso degli anni, si è affermata come una delle protagoniste della serie. Nissan, invece, ha consolidato la propria posizione grazie a un costante lavoro di sviluppo che l'ha portata a diventare uno dei punti di riferimento della categoria, tanto da conquistare il titolo piloti lo scorso anno con Oliver Rowland.

La squadra americana ha già definito anche la formazione che inaugurerà il nuovo ciclo regolamentare delle Gen4 e il sodalizio con Nissan. Dennis, attualmente ancora in lizza per la conquista del titolo iridato, continuerà a rappresentare il punto di riferimento del team statunitense. Al suo fianco è stato confermato Felipe Drugovich, protagonista quest'anno del suo primo podio in Formula E conquistato nell’E-Prix del Principato di Monaco.
12 Ago [11:01]

Citroën conferma Cassidy e Vergne
in vista della prossima stagione

Michele Montesano

Citroën guarda già al prossimo futuro. Anche se questo fine settimana si assisterà all’ultimo atto della stagione di Formula E, in scena a Londra, la Casa francese si prepara alla stagione 13 che vedrà il debutto delle monoposto Gen4. La squadra transalpina ha deciso di confermare la propria coppia di piloti affidandosi ancora a Nick Cassidy e Jean-Éric Vergne. Entrambi saranno quindi al via della loro seconda stagione con il team e avranno anche un ruolo importante nello sviluppo della nuova vettura.

La scelta di Citroën premia l'esperienza. Vergne è infatti uno dei veterani assoluti della Formula E, avendo preso parte alla categoria fin dalla stagione inaugurale. Il francese ha disputato finora 156 E-Prix, conquistando 11 vittorie e 38 podi, oltre a essere l'unico pilota nella storia del campionato ad aver vinto due titoli consecutivi, nelle stagioni 2017-18 e 2018-19.

Cassidy può invece contare su 92 gare al suo attivo nella serie elettrica, 12 successi e 28 podi, con due secondi posti nella classifica iridata ottenuti nel 2022-23 e nel 2024-25 e un terzo posto nel 2023-24. Il neozelandese è stato, inoltre, grande protagonista della prima parte della stagione di Citroën regalando al costruttore la prima vittoria in Formula E.

A Città del Messico Cassidy ha infatti portato per la prima volta sul gradino più alto del podio la monoposto francese, aggiungendo successivamente anche la prima pole position del team. Con 104 punti e quattro podi, alla vigilia del doppio appuntamento conclusivo di Londra, il pilota neozelandese è ancora matematicamente in corsa per il titolo.

Più complicato è stato invece il percorso di Vergne, attualmente tredicesimo in campionato. Il francese ha comunque ritrovato competitività negli ultimi E-Prix della stagione mettendosi in evidenza soprattutto a Shanghai, dove ha conquistato il secondo posto nella seconda gara del weekend, e a Tokyo. La sua esperienza sarà particolarmente preziosa nel passaggio alla Gen4, considerando le profonde differenze rispetto alle vetture utilizzate finora.
4 Ago [19:27]

Monaco anticipa l’E-Prix a inizio maggio
Rinnovo nella serie elettrica fino al 2031

Michele Montesano

La Formula E ha messo al sicuro uno dei suoi appuntamenti più prestigiosi e, allo stesso tempo, ha modificato il calendario della prossima stagione 2026-27 per evitare concomitanze con il Mondiale Endurance. L’Automobile Club de Monaco, congiuntamente a FIA e Formula E, ha infatti annunciato che l'E-Prix di Montecarlo 2027 si disputerà il 1° e il 2 maggio, due settimane prima rispetto alla data originariamente prevista del 15 e 16 maggio. Contestualmente è stato raggiunto un accordo che garantirà la presenza della serie elettrica nel Principato fino al 2031.

Lo spostamento del doppio appuntamento monegasco nasce dall'esigenza di eliminare la concomitanza con il FIA WEC, che nello stesso fine settimana sarà impegnato con la 6 Ore di Spa-Francorchamps. Negli ultimi anni numerosi piloti hanno diviso i propri impegni tra Formula E e Mondiale Endurance, costringendo squadre e costruttori a ricorrere a sostituzioni oppure a rinunciare ai propri titolari in occasione degli inevitabili conflitti di calendario.

L'intesa con l'Automobile Club de Monaco rappresenta inoltre un ulteriore passo nella crescita della Formula E. Dopo essere stato inizialmente un evento disputato a cadenza biennale, l'E-Prix del Principato è diventato un appuntamento fisso del calendario e oggi si corre sull'intero tracciato cittadino, lo stesso utilizzato dalla Formula 1.

Il campionato 2026-2027 sarà il primo dell'era Gen4 e anche il più lungo di sempre, con un calendario composto da 21 gare distribuite su 13 appuntamenti. La stagione scatterà il 18 e 19 dicembre 2026 con la doppia gara in notturna di Jeddah, per poi proseguire con Città del Messico, il debutto di Austin a inizio febbraio, il ritorno di Miami e la tappa di San Paolo il 13 marzo.

Dopo la gara di Sanya del 17 aprile, il campionato entrerà nella lunga fase europea che, proprio grazie all'aggiornamento del calendario, prenderà il via a Monaco il 1° e 2 maggio. Seguiranno le doppie gare di Berlino, in programma l'8 e 9 maggio, e di Brands Hatch il 29 e 30 maggio, prima dell'esordio di Zandvoort il 18 e 19 giugno e del ritorno a Jarama il 26 e 27 giugno. Il campionato si concluderà quindi con la doppia trasferta asiatica di Shanghai, il 10 e 11 luglio, e con il gran finale di Tokyo il 24 e 25 luglio.

L'inizio dell'era Gen4 porterà anche un nuova format di gare. Nei weekend con doppio appuntamento la Formula E alternerà infatti il tradizionale E-Prix a una nuova gara sprint denominata E-Prix Unleashed, pensata per valorizzare il pieno potenziale delle nuove monoposto. Il format affiancherà alle classiche gare strategiche una prova più breve e spettacolare, nella quale i piloti potranno sfruttare senza limitazioni tutta la potenza delle vetture Gen4.

Il calendario della Formula E 2026-27

19 dicembre 2026 - Jeddah (doppia gara)
16 gennaio 2027 - Città del Messico
6 febbraio 2027 - Austin
20 febbraio 2027 - Miami
13 marzo 2027 - San Paolo
17 aprile 2027 - Sanya
2 maggio 2027 - Monaco (doppia gara)
9 maggio 2027 - Berlino (doppia gara)
30 maggio 2027 - Brands Hatch (doppia gara)
19 giugno 2027 - Zandvoort (doppia gara)
27 giugno 2027 - Jarama (doppia gara)
11 luglio 2027 - Shanghai (doppia gara)
25 luglio 2027 - Tokyo (doppia gara)
4 Ago [16:12]

Opel annuncia Pourchaire come primo
pilota per il debutto nella serie elettrica

Michele Montesano

Opel si appresta a sbarcare in Formula E. A guidare per la Casa tedesca nella stagione del debutto, che coinciderà con l'arrivo delle nuove monoposto Gen4, sarà Théo Pourchaire. Il francese, campione del FIA Formula 2 nel 2023, rappresenta il primo tassello del progetto con cui il marchio del gruppo Stellantis farà il proprio ingresso nella serie elettrica, mentre resta ancora da definire chi sarà il suo compagno di squadra.

Nessun fulmine a ciel sereno. Da tempo Pourchaire è coinvolto nel programma Motorsport di Stellantis e ha partecipato fin dalle prime fasi allo sviluppo della nuova vettura Gen4. Il ventiduenne francese ha lavorato intensamente sia al simulatore che durante le sessioni di test privati, accumulando chilometri con il prototipo Opel GSE 27FE e contribuendo alla messa a punto della monoposto che debutterà nel prossimo campionato.

Il suo lavoro è, inoltre, proseguito anche con la vettura di Citroën, l’altro marchio del gruppo impegnato in Formula E. Per Pourchaire si tratta quindi di un ritorno a tempo pieno su una monoposto. Negli ultimi anni il francese ha infatti gareggiato in IndyCar, nella European Le Mans Series e nel FIA WEC, oltre a ricoprire anche il ruolo di pilota di sviluppo di Mercedes in Formula 1.

Parallelamente Pourchaire ha iniziato a prendere confidenza con la Formula E partecipando ai Rookie Test e alle sessioni riservate ai giovani piloti, proprio con Citroën, mettendosi in evidenza soprattutto a Miami, dove ha chiuso al secondo posto a meno di un decimo dal miglior tempo assoluto fatto registrare da Zak O’Sullivan.

L'arrivo della Gen4 rappresenta un'opportunità interessante. Le nuove monoposto saranno infatti sensibilmente più prestazionali rispetto all'attuale generazione, con una velocità massima superiore ai 335 km/h, un'accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 1,8 secondi e da 0 a 200 km/h in appena 4,4 secondi. In modalità gara disporranno del 50% di potenza in più rispetto alle attuali Gen3 Evo, mentre in Attack Mode raggiungeranno i 600 kW grazie anche alla trazione integrale permanente, una delle principali novità tecniche della nuova era della categoria.

La fiducia di Opel nei confronti del giovane francese nasce non soltanto dalla velocità dimostrata in pista, ma anche dalle qualità emerse durante il programma di sviluppo. Il team principal Jörg Schrott ha sottolineato come Pourchaire abbia impressionato gli ingegneri per maturità, capacità di adattamento e precisione nel fornire indicazioni tecniche, caratteristiche considerate fondamentali in una fase così delicata come quella che accompagnerà il debutto di una monoposto completamente nuova.

Con il primo sedile ormai assegnato, l'attenzione si sposta ora sul secondo pilota. Nel paddock della Formula E continua infatti a circolare con insistenza il nome di Mitch Evans, destinato a lasciare Jaguar al termine della stagione dopo dieci anni di collaborazione. L'esperienza del neozelandese rappresenterebbe il complemento ideale al talento di Pourchaire consentendo, così, a Opel di affiancare un pilota già affermato a uno dei giovani più promettenti del panorama internazionale.
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