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12 Dic [18:02]

L’ADAC presenta il nuovo DTM
Il GT Masters accorpato alle LMP3

Mattia Tremolada

L’ADAC ha sciolto le riserve sul futuro del DTM, annunciando una vera e propria rivoluzione nella struttura dei campionati nazionali. Come anticipato da Italiaracing, la Germania perderà la Formula 4 nel 2023, con quello che un tempo era il campionato entry-level per monoposto più competitivo al mondo che è scomparso dopo una lunga agonia.

Il DTM by ADAC continuerà ad essere al vertice della piramide dei campionati nazionali tedeschi, con otto appuntamenti di cui sei un Germania, uno in Austria e uno in Olanda. Il format del campionato rimarrà simile alle ultime due stagioni, con vetture GT3 affidate ad un unico pilota. Il balance of performance non sarà più stabilito dall’AVL, con il DTM che si uniformerà ai principali campionati GT3 adottando il bop di SRO. Anche gli pneumatici cambieranno, passando da Michelin a Pirelli.

L’ADAC GT Masters continuerà ad esistere, ma sarà accorpato alla Prototype Cup Germany riservata alle LMP3 per andare a formare il DTM Endurance, nuovo campionato di durata che ricalcherà il format del GT Masters, con due gare da 50 minuti per equipaggi composti da due piloti. I piloti Platinum non saranno ammessi al DTM Endurance, ma potranno gareggiare solamente nel DTM, a cui l’ADAC vuole restituire un po’ di quel carattere elitario che si era perso con l’avvento delle auto GT3. Il DTM Trophy, riservato alle vetture GT4, scomparirà per non creare un dualismo con il GT4 Germany, che come il TCR Germany sarà riservato ai piloti amatori.

Il calendario 2023 del DTM

26-28 maggio - Oschersleben
23-25 giugno - Zandvoort
7-9 luglio - Norisring
4-6 agosto - Nürburgring
18-20 agosto - Lausitzring
8-10 settembre - Sachsering
22-24 settembre - Red Bull Ring
20-22 ottobre - Hockenheim

2 Dic [15:22]

L'ADAC salva il DTM
La mediazione di Berger

Massimo Costa

Il DTM è salvo. L'ADAC, Allgemeiner Deutscher Automobil Club, sarà il nuovo organizzatore e promotore della serie più famosa in Germania, che però, col passaggio avvenuto nel 2021 dalle vetture Class 1 alle GT3, ha perso il fascino che la distingueva dalle altre serie, divenendo una copia dei molti altri campionati GT3 esistenti. La ITR, storica società che da sempre si era occupata del DTM e che nel 2017 aveva come presidente Gerhard Berger, sostituto di Hans-Werner Aufrecht, ha comunicato nei giorni scorsi ai suoi 17 dipendenti che la compagnia si dissolverà.

"Nessun altro marchio come il DTM rappresenta nel mondo il motorsport tedesco. L'ADAC vuole preservare la categoria perché è un patrimonio culturale del nostro Paese", ha detto il presidente per la parte sportiva Gerd Ennser. "Dal prossimo anno, il DTM inizierà un nuovo capitolo della sua lunga storia e lo farà sotto l'egida dell'ADAC".

Berger ha aggiunto: "Sono fermamente convinto che il marchio DTM sia nelle mani giuste con ADAC. Con loro avremo le conoscenze necessarie per offrire a tutti gli appassionati un'esperienza unica in futuro.  Grazie all'esperienza pluriennale, alle strutture consolidate e all'impegno dell'associazione per il motorsport, l'ADAC non solo è in grado di creare le migliori sinergie possibili, ma anche di sviluppare ulteriormente il DTM. Pertanto, ci sono i migliori requisiti in modo che continueremo a vedere la serie ai massimi livelli per molti altri anni”.

Nulla è stato per ora comunicato in merito a come l'ADAC deciderà di promuovere il DTM. Si attende una conferenza stampa per l'8 dicembre e sarà interessante capire come avverrà la divisione tra il GT Masters, campionato nazionale tedesco per le vetture GT3 che gode di enorme successo organizzato dall'ADAC, e il "nuovo" DTM .

2 Dic [1:02]

ITR non organizzerà il DTM
Berger spera nell'ADAC

Massimo Costa - XPB Images

Il 6 novembre Italiaracing aveva riportato la difficoltà da parte di Gerhard Berger e della ITR nell'organizzare il campionato DTM 2023. Ebbene, la compagnia ITR, che da anni gestiva la categoria, ha alzato bandiera bianca ed ha comunicato ai suoi 17 dipendenti che non ci sarà un futuro. Lo ha spiegato lo stesso Berger il quale ha affermato che sono in corso trattative con l'ADAC, Allgemeiner Deutscher Automobil Club, che organizza il Gran Turismo tedesco e fino a quest'anno la Formula 4, ma che al novanta per cento nel 2023 non partirà dopo un 2022 con pochissimi partecipanti.

"Anche senza ITR può esserci un futuro per il marchio DTM", continua a spingere forte Berger che dal 2017 è il presidente dell'ITR. Il Deutsche Tourenwagen Masters si identificava per la presenza delle bellissime Class1 schierate direttamente dai costruttori Audi, BMW e Mercedes. Ma i costi sempre più elevati, l'uscita di scena della Mercedes e successivamente dell'Audi ha di fatto chiuso un'era. La ITR ha allora pensato di accogliere nel DTM le vetture GT3, ma la categoria ha perso fascino essendo le GT3 già presenti in numerosi campionati, tra cui proprio quello ADAC che organizza il miglior campionato nazionale in Europa.

Dunque, il DTM con le GT3, nonostante il buon livello dei team e dei piloti e il format rimasto inalterato, ovvero un solo pilota per macchina e due gare con due qualifiche, non era altro che un doppione di altri campionati, con diversi marchi, ma non seguiti ufficialmente dalle Case, come accadeva in precedenza, ma solamente supportati. Troppo costoso, è il refrain che circolava attorno al DTM che aveva voluto mantenere un livello elevato, eccessivo per molti, senza in realtà averne più una valida motivazione. E troppo costoso anche per i fornitori, i circuiti, che alla scadenza dei contratti hanno voluto ridiscutere, verso il basso, gli accordi.

Vedremo nei prossimi giorni, alcuni indicano il 3 dicembre l'annuncio di un calendario, se realmente l'ADAC sarà interessato a mantenere in vita il DTM, la cui scomparsa gioverebbe al GT tedesco della stessa ADAC benché già ricco di team e piloti di qualità.

6 Nov [16:48]

La categoria è in crisi
Partirà o no il prossimo anno?

Massimo Costa

Sono soltanto voci, che però si rincorrono e raccogliamo da qualche settimana, voci che si accumulano divenendo una sorta di valanga. Il campionato DTM 2023 non partirà? Piccoli segnali lasciano intendere che effettivamente vi sono problemi ai quali Gerhard Berger, responsabile della categoria per ITR, sta cercando di mettere mano. Già il fatto che al 6 novembre, a un mese dalla conclusione della stagione 2022, non vi sia il calendario gare del prossimo anno, è piuttosto significativo. E anche il calendario emesso dal Super Trofeo Lamborghini Europe per il 2023, presenta due TBA, che sarebbero quelle tappe in cui era previsto l'inedito binomio tra le due serie.

Quest'anno erano in scadenza i contratti con i vari fornitori (gomme, carburanti eccetera) e alcuni circuiti . Nel DTM, nonostante siano stati costretti a virare sulle vetture GT3 a partire dal 2021, continuano a ritenere la loro categoria qualcosa di superiore, forse dimenticando che le pur affascinanti auto GT3 riempiono i campionati del GT World Challenge, del GT Open e dei vari tornei nazionali. Il DTM dunque non è più qualcosa di esclusivo come lo era con le fenomenali e uniche vetture Class 1. L'unica differenza con i campionati GT3 classici, è che nel DTM gareggia un solo pilota, ma poco cambia. Eppure, nonostante ciò, il DTM ha continuato a sentirsi un qualcosa di esclusivo e a pretendere accordi dai costi elevatissimi, lasciatecelo dire, senza alcun motivo.

Ecco perché, quando è stato il momento di raggiungere accordi nero su bianco, i vari interlocutori di Berger stanno rallentando, chiedendo di abbassare le pretese, altrimenti potranno fare a meno del DTM. Proprio in occasione dell'ultimo appuntamento 2022, è nata l'idea da parte di ITR di ridurre la presenza delle vetture per ogni costruttore coinvolto, questo per evitare di avere troppe macchine in alcune corsie box troppo strette. Una iniziativa apparsa bizzarra considerando che nel DTM non vi sono mai stati più di trenta iscritti . Una proposta che ha fatto arricciare il naso ai responsabili di Mercedes e altri costruttori. Il numero ideale di partecipanti è di 28, ha detto Berger. La sensazione è che si voglia continuare a essere esclusivi, ma offrendo un parco macchine che il pubblico può tranquillamente vedere in altri contesti GT3.

Nel frattempo i team si stanno preparando comunque per la stagione 2023. Sponsor, piloti, sono stati contattati da numerose squadre, alcuni hanno anche rinnovato gli accordi. Se andrà male, si vedrà. Ma secondo le ultime indiscrezioni si parla di un possibile binomio con la serie nazionale di maggior successo in Europa, l'ADAC GT3 tedesco. Ma perché mai questo campionato dovrebbe snaturare se stesso per trasformarsi nel DTM o qualcosa di simile?

13 Ott [18:30]

Vertebra rotta per David Schumacher
nell'incidente in gara 1 a Hockenehim

Jacopo Rubino

È andata peggio del previsto a David Schumacher, nell'incidente in cui è stato protagonista in
gara 1 del DTM a Hockenheim, avvenuto sabato scorso. Il portacolori del team Winward ha infatti sofferto la frattura di una vertebra lombare, che richiederà circa un mese e mezzo di recupero. Schumacher è andato a sbattere contro le barriere di curva 8, dopo il contatto con Thomas Preining, ed entrambi hanno saltato Q2 e gara 2 per i danni riportati dalle rispettive Mercedes e Porsche. Ma per Schumacher, come confermato dal padre Ralf, ci sono state anche conseguenze fisiche.

"Quando è tornato a casa, lamentava ancora dolori alla schiena. Per questo motivo abbiamo deciso di andare in ospedale a Salisburgo, per effettuare una risonanza magnetica. Si è scoperta una vertebra lombare fratturata", ha raccontato a Motorsport-Magazin l'ex F1.

Il 20enne tedesco aveva invece ricevuto il nulla osta dai medici nella prima visita compiuta in ospedale sabato pomeriggio, a Ludwigshafen, registrando "solo" alcune contusioni al ginocchio e alla schiena. Per fortuna, Schumacher non avrà bisogno di un intervento chirurgico, ma basterà indossare un busto rigido.

Schumacher ha terminato così in anticipo di un giorno la sua campagna d'esordio nel DTM, in cui non è riuscito a conquistare nemmeno un punto: il miglior piazzamento è stato l'undicesimo posto in gara 1 a Spa.

9 Ott [15:02]

Hockenheim - Gara 2
van der Linde terzo e campione,
l'ultima vittoria 2022 a Wittmann

Jacopo Rubino

Sheldon van der Linde è il re del DTM 2022: missione compiuta per il sudafricano, che aveva cominciato gara 2 a Hockenheim con appena due punti di vantaggio rimasti su Lucas Auer, vincitore della corsa del sabato. Ma l'austriaco oggi non è mai stato una minaccia, terminando settimo, mentre il sudafricano è riuscito a concludere al terzo posto. Davanti a lui René Rast, l'altro contendente rimasto per il titolo, obbligato a vincere sperando che il rivale della BMW non andasse oltre la sesta posizione. Non è andata così, nel giorno in cui il tedesco si congeda da Audi.

Al volante della nuova M4 GT3, van der Linde sale sul trono alla sua quarta stagione nel DTM, ad appena 23 anni. Più giovane di lui, solo Pascal Wehrlein campione nel 2015. Il suo team, Schubert Motorsport, era diventato campione già ieri, mentre Audi si consola con la corona dei costruttori strappata in extremis alla Mercedes.

Ad aggiudicarsi l'ultima corsa è stato invece un altro portacolori BMW, il bicampione Marco Wittmann: quarto in griglia, è stato autore di uno start a razzo in cui si è subito preso il comando, e di un soffio è rientrato di nuovo davanti a Rast dopo il pit-stop. Con gomme più calde, il pilota di casa Abt è però andato all'attacco, avendo la meglio in uno spettacolare ruota a ruota durato diverse curve, ma alla tornata seguente Wittmann ha replicato in staccata al tornantino e da quel momento si è di fatto assicurato il successo, aumentando il distacco. Wittmann si è poi ripreso la vetta effettiva della corsa al giro 20, quando anche Maro Engel ha compiuto la sosta obbligatoria.



Van der Linde ha visto invece aperta la via del podio quando Clemens Schmid, sfortunato, si è dovuto ritirare per una foratura al giro 16, dopo la sua miglior qualifica dell'anno. Nel finale gli si è però rifatto sotto Marius Zug, che ha tagliato il traguardo nella sua scia. Quinto l'altro van der Linde, il fratello maggiore Kelvin, che si era invece giocato il titolo 2021 nel controverso epilogo del Norisring con Liam Lawson e Maximilian Gotz.

Sono state solo 12 le macchine a raggiungere la bandiera a scacchi: delle 19 in griglia, dopo i forfait per gli incidenti di gara 1 e quello di Felipe Fraga per il crash di questa mattina in Q2, ne sono andate ko altre sette. In primis proprio il campione uscente Gotz e Christian Engelhart, venuti al contatto in apertura, e per foratura anche Philipp Eng e soprattutto il nostro Mirko Bortolotti, che era comunque tagliato fuori dai sfida per il titolo dopo le qualifiche. Festeggia invece l'altro italiano in azione, Alessio Deledda, undicesimo al traguardo con quella che era l'unica Lamborghini superstite ma promosso decimo per la penalità di 50" comminata a Ricardo Feller per i track limits. Deledda chiude quindi con il primo arrivo a punti il suo campionato d'esordio nel DTM.

Domenica 9 ottobre 2022, gara 2

1 - Marco Wittmann (BMW) - Walkenhorst - 34 giri 57'03"832
2 - René Rast (Audi) - Abt - 4"425
3 - Sheldon van ver Linde (BMW) - Schubert - 14"793
4 - Marius Zug (Audi) - Attempto - 15"084
5 - Kelvin Van Der Linde (Audi) - Abt - 23"821
6 - Nico Muller (Audi) - Rosberg - 41"011
7 - Lucas Auer (Mercedes) - Winward - 41"433
8 - Leon Kohler (BMW) - Walkenhorst - 41"557
9 - Luca Stolz (Mercedes) - HRT - 42"360
10 - Alessio Deledda (Lamborghini) - Grasser - 58"164 *
11 - Dev Gore (Audi) - Rosberg - 1'30"349 **
12 - Ricardo Feller (Audi) - Abt - 1'32"716 ***

* Penalità di 15 secondi per track limits
* Penalità di 25 secondi per track limits
* Penalità di 50 secondi per track limits

Giro più veloce: Marco Wittmann 1'38"640

Ritirati
24° giro - Maro Engel
23° giro - Clemens Schmid
14° giro - Maximilian Buhk
5° giro - Philipp Eng
5° giro - Mirko Bortolotti
2° giro - Christian Engelhart
1° giro - Maximilian Gotz

Il campionato
1.S.van der Linde 164 punti; 2.Auer 153; 3.Rast 149; 4.Bortolotti 121; 5.Preining 116; 6.Stolz 108; 7.Muller 105; 8.Wittmann 98; 9.K.van der Linde 90; 10.Olsen 89

9 Ott [11:03]

Hockenheim, qualifica 2
Fraga sbatte, Rast eredita la pole

Jacopo Rubino - XPB Images

Nella Q2 di Hockenheim è René Rast a conquistare l'ultima pole-position del DTM 2022: il tedesco, che al termine della giornata di oggi saluterà Audi, alimenta così le sue speranze di aggiudicarsi il titolo. Grazie al risultato di questa mattina, Rast guadagna infatti tre punti in classifica generale sul leader Sheldon van der Linde, portandosi a -18, ma per fare l'impresa sarà obbligato a vincere gara 2. Le R8, tra l'altro, beneficiano di un balance of performance più favorevole rispetto al sabato, con il restrittore allargato da 37 a 38 mm, che vale qualche cavallo in più.

Rast non è stato però il più veloce della qualifica, visto il tempo di 1'36"817: Felipe Fraga si era spinto a 1'36"625, ma subito dopo è andato a sbattere in uscita da curva 1, chiamando la bandiera rossa con 2'25 restanti. Come da regolamento in questi casi, al brasiliano è stato cancellato il miglior crono personale, retrocedendo 15esimo, e la sessione è terminata in anticipo.

Un brutto colpo per Mirko Bortolotti, che aveva atteso ai box ed era impegnato nel suo giro veloce, con record nel primo intermedio, quando ha dovuto abortire. L'italiano della Lamborghini si ritrova così 18esimo in griglia, matematicamente fuori dalla lotta per il trono che resta ora aperta a tre contendenti: van der Linde, Rast e Lucas Auer, secondo in graduatoria a -2 dal sudafricano, vincitore di gara 1 ma questa volta soltanto undicesimo, complice la zavorra di 25 chilogrammi. Tutte le Mercedes, nelle modifiche compiute al BoP, hanno per giunta ricevuto 5 kg aggiuntivi, mentre per gli alfieri BMW bisogna fare i conti con la pressione del turbo ridotta di 0,041 bar.

Van der Linde ha chiuso sesto, ma in realtà scatterà quinto per una penalità di due caselle comminata a Nico Muller relativa alle gomme "jolly", e comunque davanti ad Auer che rimane il suo principale avversario. Miglior qualifica stagionale invece per Clemens Schmid, secondo con l'altra Huracàn del team Grasser, e per il giovane Marius Zug (Attempo), mentre è quarto Marco Wittmann.

Oggi sono in azione solo 20 piloti, dopo gli incidenti che hanno caratterizzato gara 1: per i danni alle rispettive auto sono assenti Rolf Ineichen, David Schumacher, Nick Cassidy, Thomas Preining, Mikael Grenier e Arjun Maini, mentre Dennis Olsen non ha avuto l'ok dei medici per la botta rimediata.

Domenica 9 ottobre 2022, qualifica 2

1 - René Rast (Audi) - Abt - 1'36"817
2 - Clemens Schmid (Lamborghini) - Grasser - 1'37"235
3 - Marius Zug (Audi) - Attempto - 1'37"606
4 - Marco Wittmann (BMW) - Walkenhorst - 1'37"816
5 - Nico Muller (Audi) - Rosberg - 1'38"336 *
6 - Sheldon van der Linde - Schubert - 1'38"522
7 - Dev Gore (Audi) - Rosberg - 1'38"638
8 - Christian Engelhart (Porsche) - SSR - 1'38"652
9 - Maxilian Gotz (Mercedes) - Winward - 1'38"658
10 - Leon Kohler (BMW) - Walkenhorst - 1'38"787
11 - Lucas Auer (Mercedes) - Winward - 1'38"881
12 - Maro Engel (Mercedes) - GruppeM - 1'39"112
13 - Luca Stolz (Mercedes) - HRT - 1'39"157
14 - Alessio Deledda (Lamborghini) - Grasser - 1'39"260
15 - Felipe Fraga (Ferrari) - AF Corse - 1'39"266
16 - Philipp Eng (BMW) - Schubert - 1'39"337
17 - Maxilian Buhk (Mercedes) - Mucke - 1'39"786
18 - Mirko Bortolotti (Lamborghini) - Grasser - 1'40"656
19 - Kelvin van der Linde (Audi) - Abt - 1'41"740
20 - Ricardo Feller (Audi) - Abt - 1'43"856

* 2 posizioni di penalità in griglia

8 Ott [15:50]

Hockenheim - Gara 1
Auer vince davanti a van der Linde,
incidenti da follia nei primi giri

Jacopo Rubino

DTM o demolition derby? Ce lo siamo chiesti dopo un avvio folle di gara 1 a Hockenheim, tappa conclusiva della stagione: se in questi mesi si è discusso più volte degli standard di guida di alcuni piloti, la lezione non sembra essere stata imparata ponendo in pessima luce l'intera categoria. E questo mette in secondo piano persino una sfida per il titolo che si fa imperdibile in vista di domani. Lucas Auer ha vinto, portandosi a -2 da Sheldon van der Linde, capace però di rimontare fino al secondo posto dopo essere partito 18esimo per una penalità in griglia di 10 caselle rimediata al termine delle qualifiche. In lizza restano pure René Rast e per un singolo punticino, il nostro Mirko Bortolotti.

Ma andiamo all'inizio, con il violento botto che ha subito visto protagonista Arjun Maini nella lunga piega di curva 3, a causa di un contatto con Maro Engel che in frenata si è poi toccato con Kelvin van der Linde. Il sudafricano ha sofferto il dechappamento della gomma posteriore destra, con la carcassa volata in mezzo al gruppo colpendo la BMW del fratello Sheldon. La safety car è stata all'opera per sei giri, prima della ripartenza nella solita modalità "Indy" su doppia fila: il DTM ne fa un vanto per lo spettacolo, ma si conferma fonte di disastri.

Già in curva 1 un crash multiplo ha coinvolto in diversi modi sette macchine. Peggio di tutti è andata a Rolf Ineichen, che ha picchiato forte dopo essere stato centrato da Marius Zug (foto sotto). Era già una situazione per richiamare al volo la safety-car, ma i 45" di ritardo sono bastati per assistere a una scena quasi apocalittica in curva 8: Thomas Preining e David Schumacher si sono agganciati tirando dritti a muro, mentre dall'altro lato Dennis Olsen è stato urtato da Feller per impattare così forte con le barriere da perdere il motore, rimasto in mezzo alla pista dopo una grande fiammata, e colpito dalla Ferrari Nick Cassidy. Altro che safety car, ci è voluta la bandiera rossa. Philipp Eng, che si è ritrovato in mezzo al caos, ha ammesso: "Per la prima volta in carriera mi sono spaventato".



Per fortuna, tutti i piloti sembrano star bene, dopo i controlli di routine al centro medico, ma Ineichen è stato trasportato in ospedale via elicottero per ulteriori verifiche. Anche Preining è apparso quantomeno dolorante. L'austriaco, così come il compagno di marca Olsen, non sembrano però in grado di poter disputare gara 2, guardando a come sono conciate le loro Porsche. Una cosa, almeno, possiamo dirla: le vetture GT3 si sono rivelate molto robuste. Il tutto è avvenuto, combiazione, nel weekend in cui è assente il boss del campionato Gerhard Berger, rimasto a casa dopo aver contratto il COVID-19.

Dopo quaranta minuti di attesa, con l'asfalto da sgombrare e pulire da olio e detriti vari, la corsa è ripartita con 17 superstiti su 27, e animi senza dubbio più calmi. Alla fine ha vinto il poleman Auer, che dopo essere stato braccato a lungo da Marco Wittmann, in chiusura si è trovato alle calcagna il leader della generale van der Linde, venuto su dalle retrovie (al primo giro, comunque, era già ottavo). Tutti e tre al penultimo giro hanno superato Dev Gore, che ha sbagliato la frenata al tornantino: meglio così, perché avremmo rischiato di vedere un podio sub judice e di avere ulteriori controversie. L'americano del team Rosberg, infatti, aveva compiuto la sosta ai box prima dell'interruzione, ma bisognerà capire se è avvenuta dentro alla finestra obbligatoria. Altrimenti, la penalità sarà inevitabile.



Bortolotti ha ritardato il suo cambio gomme fino al giro 18, comandando il gruppo per qualche tornata, ma una sosta lenta (13"5) lo ha fatto scivolare dietro a sette rivali diretti. Il trentino ha poi rimediato con i sorpassi a Nico Muller e Luca Stolz, salendo settimo, ma non è riuscito a mettersi dietro Eng. Quinto invece Rast.

Sabato 8 ottobre 2022, gara 1

1 - Lucas Auer (Mercedes) - Winward - 30 giri 1'34'18"676
2 - Sheldon van der Linde (BMW) - Schubert - 0"681
3 - Marco Wittmann (BMW) - Walkenhorst - 1"907
4 - Dev Gore (Audi) - Rosberg - 3"099
5 - René Rast (Audi) - Abt - 5"053
6 - Philipp Eng (BMW) - Schubert - 5"849
7 - Mirko Bortolotti (Lamborghini) - Grasser - 6"296
8 - Nico Muller (Audi) - Rosberg - 9"324
9 - Luca Stolz (Mercedes) - HRT - 14"350
10 - Maximilian Buhk (Mercedes) - Mucke - 19"652
11 - Maro Engel (Mercedes) - GruppeM - 20"105
12 - Kelvin van der Linde (Audi) - Abt - 21"259
13 - Felipe Fraga (Ferrari) - AF Corse - 21"822
14 - Christian Engelhart (Porsche) - SSR - 22"486
15 - Maximilian Gotz (Mercedes) - Winward - 31"218
16 - Leon Kohler (BMW) - Walkenhorst - 41"545

Giro più veloce: Sheldon van der Linde 1'38"369

Ritirati
20° giro - Alessio Deledda
7° giro - Nick Cassidy
7° giro - Ricardo Feller
7° giro - Thomas Preining
7° giro - David Schumacher
7° giro - Dennis Olsen
7° giro - Mikael Grenier
7° giro - Clemens Schmid
7° giro - Rolf Ineichen
7° giro - Marius Zug
1° giro - Arjun Maini

Il campionato
1.S.van der Linde 149 punti; 2.Auer 147; 3.Rast 128; 4.Bortolotti 121; 5.Preining 116; 6.Stolz 106; 7.Muller 97; 8.Olsen 89; 9.K.van der Linde 80; 10.Gotz 74

8 Ott [10:49]

Hockenheim, qualifica 1
Auer in pole avvicina van der Linde

Jacopo Rubino - XPB Images

Lucas Auer sigla la pole-position nella Q1 del DTM a Hockenheim, tappa finale della stagione 2022, e guadagna tre punti importantissimi: l'austriaco, secondo in classifica generale, accorcia infatti da -11 a -8 sul leader Sheldon van der Linde, che in gara 1 partirà sesto. Nel finale Auer ha messo a segno il tempo decisivo di 1'36"479, superando di appena 61 millesimi un altro pilota Mercedes, Luca Stolz. Molto competitive già nelle prove libere del venerdì, le vetture di Stoccarda si sono confermate anche nella prima qualifica del weekend.

Terzo crono per il nostro Mirko Bortolotti, ma con un po' di rammarico: una piccola sbavatura in uscita dall'ultima curva, mettendo due ruote oltre il cordolo, gli è forse costata la pole, visti i 148 millesimi di distacco da Auer. Ma anche per l'italiano della Lamborghini è maturato un punto che tiene vive le speranze di laurearsi campione 2022.

Il portacolori del team Grasser è quinto in graduatoria, ora a quota 115, a -3 da René Rast e a -1 da Thomas Prening, rispettivamente nono e ottavo in griglia. Per Rast, già tre volte sul trono DTM, questo è il weekend di congedo da Audi, in attesa di unirsi a BMW e McLaren per la stagione 2023 fra endurance e Formula E. Alla vigilia erano addirittura 10 i piloti in lizza per il titolo, ma avendo mancato la pole in Q1 esce matematicamente dai giochi Maximilian Gotz, il campione uscente, fermo a 56 lunghezze dal vertice e addirittura 25esimo in questa sessione.

Il portacolori del team Grasser è quinto in graduatoria, ora a quota 115, a -3 da René Rast e a -1 da Thomas Prening, rispettivamente nono e ottavo in griglia. Per Rast, già tre volte sul trono DTM, questo è il weekend di congedo da Audi, in attesa di unirsi a BMW e McLaren per la stagione 2023 fra endurance e Formula E. L'austriaco oggi deve lottare con i 25 chili di zavorra a bordo, figli della vittoria in gara 2 a Spielberg.

Alla vigilia erano addirittura 10 i piloti in lizza per il titolo, ma avendo mancato la pole in Q1 esce matematicamente dai giochi Maximilian Gotz, il campione uscente, fermo a 56 lunghezze dal vertice e addirittura 25esimo in questa sessione. In uno schieramento compattissimo (tutte le 27 macchine sono racchiuse in meno di 1"2), partirà quarto Marco Wittmann con la miglior BMW, seguito da Maro Engel, in vetta fino ad un minuto e mezzo dal termine, e dai fratelli van der Linde, con il già citato Sheldon davanti a Kelvin.

Qualifica poco fortunata per le Ferrari della AF Corse, con Nick Cassidy 17esimo e Felipe Fraga 19esimo. 21esima piazza per l'esordiente (ma esperto) Christian Engelhart, chiamato in extremis a sostituire Laurens Vanthoor sulla Porsche del team SSR. Se non altro, il tedesco è giusto in scia alla macchina gemella di Dennis Olsen.

Sabato 8 ottobre 2022, qualifica 1

1 - Lucas Auer (Mercedes) - Winward - 1'36"479
2 - Lucas Stolz (Mercedes) - HRT - 1'36"540
3 - Mirko Bortolotti (Lamborghini) - Grasser - 1'36"627
4 - Marco Wittmann (BMW) - Walkenhorst - 1'36"637
5 - Maro Engel (Mercedes) - GruppeM - 1'36"651
6 - Sheldon Van Der Linde (BMW) - Schubert - 1'36"708
7 - Kelvin Van Der Linde (Audi) - Abt - 1'36"759
8 - Thomas Preining (Porsche) - Bernhard - 1'36"762
9 - René Rast (Audi) - Abt - 1'36"842
10 - Nico Muller (Audi) - Rosberg - 1'36"859
11 - Clemens Schmid (Lamborghini) - Grasser - 1'36"880
12 - Maximilian Buhk (Mercedes) - Mucke - 1'36"891
13 - Philipp Eng (BMW) - Schubert - 1'36"966
14 - Arjun Maini (Mercedes) - HRT - 1'36"970
15 - Rolf Ineichen (Lamborghini) - Grasser - 1'36"979
16 - David Schumacher (Mercedes) - Winward - 1'37"009
17 - Nick Cassidy (Ferrari) - AF Corse - 1'37"010
18 - Dev Gore (Audi) - Rosberg - 1'37"016
19 - Felipe Fraga (Ferrari) - AF Corse - 1'37"037
20 - Dennis Olsen (Porsche) - SSR - 1'37"135
21 - Christian Engelhart (Porsche) - SSR - 1'37"158
22 - Ricardo Feller (Audi) - Abt - 1'37"179
23 - Leon Kohler (BMW) - Walkenhorst - 1'37"268
24 - Mikael Grenier (Mercedes) - GruppeM - 1'37"291
25 - Maximilian Gotz (Mercedes) - Winward - 1'37"294
26 - Marius Zug (Audi) - Attempto - 1'37"382
27 - Alessio Deledda (Lamborghini) - Grasser - 1'37"667

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