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21 Mar [13:58]

IL PUNTO
L'extraterrestre vuole tutto

Un tondo, poi un'altro e un'altro ancora. La vittoria in Messico, la prima stagionale e la ventunesima in carriera, Sébastien Loeb l'ha festeggiata facendo fumare le ruote della Xsara. Per l'alsaziano, esibirsi in un finale pirotecnico non è una regola: lo aveva fatto l'anno passato in Giappone, per celebrare un secondo posto che gli dava la certezza di conservare il titolo iridato e poche altre volte. A convincerlo a scaldare gli appassionati facendo soffrire un po' i differenziali, la voglia di regalare un supplemento di emozioni a Marc Van Dalen e agli altri uomini della Kronos Racing che con lui, grazie a lui, a Léon hanno centrato il primo obiettivo importante. Ma non solo: nelle pireoette davanti al Poliforum della capitale mondiale del cuoio c'era la sua voglia di far festa alla fine di una gara per più di due terzi giocata sul filo dei secondi. Combattuta come piace a lui. E un successo che lo avvicina alla conquista di due primati che più gli stanno a cuore: superare Carlos Sainz nella classifica dei più vittoriosi di ogni tempo ed essere il primo a scrivere il proprio nome nell'albo d'oro di tutti gli appuntamenti iridati.
È sulla buona strada l'extraterrestre: sei centri ancora e si metterà dietro il madrileno-madrilista. Per il “grande slam”, deve imporsi ancora in Finlandia, Gran Bretagna e Giappone (sempre che nel Paese del Sol Levante non passino la mano già quest'anno). Può farcela già in questa stagione. Di certo, ci proverà. A cominciare dal prossimo appuntamento sull'asfalto del Catalunya. Il suo obiettivo principale resta comunque conservare il numero 1: possibile, ma non scontato. Lo sa e lo ammette: “Quest'anno- avverte -ci sarà da lottare fino alla fine”. Pensa a Marcus Gronholm, ma anche a Petter Solberg che sugli sterrati nordamericani lo ha fatto soffrire parecchio. Pensa al potenziale della Focus e ai margini di miglioramento dell'Impreza, conta sull'affidabilità della Xsara. Non è, non più, la più veloce del reame, la due porte con la doppia spiga rovesciata sul muso. Ma si rompe meno della due porte dell'Ovale Blu e della berlina stellata. Per restare re, dovrà continuare a metterci molto di suo.

Guido Rancati