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13 Mar [20:52]

Rally del Kenya – 2° giorno finale
Solberg e Ogier separati da un secondo

Michele Montesano

Il Safari Rally del Kenya non ha deluso le aspettative riservando più di qualche sorpresa. La tornata pomeridiana del venerdì ha, di fatto, riaperto la lotta per la vittoria del terzo appuntamento stagionale del WRC. Sebbene sia tutto ancora saldamente nelle mani di Toyota, a scalpitare per il successo sono Oliver Solberg e Sebastien Ogier, separati di appena un secondo. Giunti alla metà del rally africano, l’esito finale è tutt’altro che scritto.

Il venerdì ha messo a dura prova uomini e mezzi. Tra fango, superfici scivolose e irregolari, problemi meccanici e persino animali selvatici, il Safari ha mostrato la sua vera anima. A esaltarsi in queste difficili condizioni è stato Ogier che, dopo aver perso terreno per via della pioggia trovata nella PS1 di ieri, quest’oggi si è reso protagonista di una incredibile rimonta.



Dopo aver quasi dimezzato il distacco nei confronti di Solberg al termine della mattinata, Ogier nel passaggio pomeridiano ha proseguito imperterrito la sua missione. Il nove volte iridato WRC, navigato da Vincent Landais, ha siglato gli scratch nelle ripetizioni di Kedong e Loldia. Le condizioni in rapida evoluzione della superficie, che ha continuato ad asciugarsi dopo la pioggia di questi giorni, hanno esaltato il francese.

Il ritmo imposto da Ogier (nella foto sopra) è stato infernale, ma ancor di più lo è stata la pressione esercitata su Solberg. Il figlio d’arte, nel tentativo di tenere a bada il compagno di squadra, ha preso qualche rischio di troppo forando la posteriore destra nella ripetizione della Kengen Geothermal. Pur riuscendo a proseguire, Solberg ha perso mezzo minuto, esattamente tutto il vantaggio che aveva in quel momento su Ogier.



Riuscito a raggiungere il traguardo, Solberg ha tirato sicuramente un sospiro di sollievo. Tuttavia domani lo svedese si dovrà rimboccare le maniche per riuscire a tenere dietro uno scatenato Ogier. A uscirne ridimensionato è stato sicuramente Elfyn Evans. Oltre a perdere il secondo posto in classifica generale, il gallese della Toyota non ha mostrato un ritmo convincente. Dapprima rallentato da noie ai freni, Evans quest’oggi ha sofferto un assetto poco bilanciato della sua Yaris Rally1.

Al contrario Sami Pajari (nella foto sopra) ha continuato a sorprendere. Già in forma nella mattinata, il finnico nella tornata pomeridiana è stato il più rapido nelle ripetizioni di Kengen Geothermal e Mzabibu salendo al quarto posto assoluto a 1’10”5 dalla vetta. Purtroppo a pesare sul bilancio di Pajari è il tempo perso nella PS1, per via della pioggia trovata sul suo cammino. L’unica nota stonata in Toyota è stato Takamoto Katusta che, vittima di due forature, è scivolato al settimo posto.



Sebbene ormai fuori dalla lotta per la vittoria, ad approfittarne sono stati i piloti Hyundai. In particolare Thierry Neuville (nella foto sopra) che ha guadagnato la top-5 riuscendo a mantenere alla sue spalle un consistente Adrien Fourmaux. A dividere i due alfieri Hyundai c’è appena 1”2. Più attardato Esapekka Lappi che occupa l’ottavo posto a quasi un minuto dalla Yaris Rally1 di Katsuta. Il finlandese ha inoltre rischiato di sbattere la sua i20N per evitare delle giraffe che hanno attraversato la strada dinanzi a lui.

Il terreno impervio del Kenya ha messo a dura prova le Ford Puma Rally1. Già attardato rispetto al gruppo, Joshua McErlean si è ritirato dopo aver danneggiato la coppa dell’olio nel corso della speciale di Kedong. È andata leggermente meglio al compagno di squadra Jon Armstrong. L’irlandese ha rotto il braccetto della sospensione durante la ripetizione di Loldia, ma con una riparazione di fortuna è riuscito a vedere il traguardo della tappa.



Cambio al vertice nel WRC2. Un guasto è costato carissimo a Gus Greensmith. Dopo aver dettato il passo fin dalla prima speciale, l’inglese ha dovuto fare i conti con noie al cambio. Pur riuscendo a proseguire, il pilota della Toyota è stato scavalcato da Robert Virves che ha così preso le redini del rally (nella foto sopra). Nonostante problemi alla frizione della sua Skoda Fabia Rally2, Fabrizio Zaldivar è riuscito a tenere il terzo posto di classe davanti a Diego Dominguez e Andreas Mikkelsen.

Venerdì 13 marzo 2026, classifica dopo la SS10 (top 15)

1 - Solberg-Edmondson (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1h33'50"2
2 - Ogier-Landais (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1"0
3 - Evans-Martin (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 20"5
4 - Pajari-Salminen (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'10"5
5 - Neuville-Wydaeghe (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'46"1
6 - Fourmaux-Coria (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 1'47"3
7 - Katsuta-Johnston (Toyota GR Yaris Rally1) - Toyota - 1'53"3
8 - Lappi-Mälkönen (Hyundai i20 N Rally1) - Hyundai - 2'53"2
9 - Virves-Viilo (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 6'53"6
10 - Greensmith-Andersson (Toyota GR Yaris Rally2) - Greensmith - 7'08"1
11 - Zaldivar-Der Ohannesian (Škoda Fabia RS Rally2) - Zaldivar - 7'21"8
12 - Domínguez-Peñate (Toyota GR Yaris Rally2) - Domínguez - 7'48"9
13 - Mikkelsen-Listerud (Škoda Fabia RS Rally2) - Toksport - 8'53"6
14 - Patel-Khan (Škoda Fabia Rally2) - Patel - 23'58"2
15 - Chwist-Heller (Škoda Fabia RS Rally2) - Chwist - 27'06"6