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18 Apr [16:14]

Imola – Qualifica
Giovinazzi e Ferrari pole al fotofinish

Michele Montesano - DPPI Images

È risaputo, la miglior difesa è sicuramente l’attacco. Campione in carica del FIA WEC, Ferrari ha iniziato la stagione 2026 conquistando la pole position della 6 Ore di Imola. A centrare l’obiettivo è stato l’iridato Antonio Giovinazzi che, in equipaggio con Alessandro Pier Guidi e James Calado, ha portato in vetta della graduatoria assoluta la 499P. Il giro perfetto del pugliese è arrivato proprio nell’ultimo tentativo chiudendo con un crono di 1’30”127.

Esattamente a distanza di un anno, Giovinazzi si è ripetuto sul tracciato di Imola strappando la pole, per appena 11 millesimi, a Ryo Hirakawa. Proprio il nipponico aveva mandato in visibilio il box Toyota che stava già per festeggiare la prima pole della nuova TR010 Hybrid. Tuttavia Giovinazzi, con un colpo da maestro, ha spento i sorrisi del team giapponese. Toyota che si trova ora nella morsa delle due Ferrari ufficiali, visto che Antonio Fuoco ha siglato il terzo crono a 40 millesimi dal compagno di squadra.



Imola è senz’altro un tracciato che si sposa bene con la Peugeot 9X8 LMH. Lo dimostra il quarto tempo ottenuto da Malthe Jakobsen, tra i migliori interpreti della vettura francese. A scattare dalla quinta piazzola sarà l’alfiere della Cadillac Norman Nato che, chiamato per la prima volta a disputare una qualifica del WEC, è risultato il più rapido al volante di una LMDh. Subito dietro troviamo l’altra Toyota di Nyck De Vries e la Alpine di Charles Milesi.

Più staccata, rispetto alle Ferrari ufficiali, la 499P griffata AF Corse che con Robert Kubica ha staccato l’ottavo tempo a quasi quattro decimi dalla vetta. Infine, a superare la tagliola della prima sessione di qualifica, sono state le due BMW M Hybrid V8 LMDh che hanno così completato la top-10 con Robin Frijns e Kevin Magnussen.



Jules Gounon ha mancato d’un soffio l’ingresso in Hyperpole. Il francese si è però assicurato l’undicesima piazzola in griglia davanti l’Aston Martin Valkyrie di Harry Tincknell. A frapporsi tra le due Hypercar inglesi è stato Earl Bamber che, sulla Cadillac V-Series.R, ha preceduto Marco Sørensen. Solamente quindicesimo Stoffel Vandoorne, su Peugeot. Fanalino di coda le Genesis. La squadra sudcoreana ha pagato lo scotto del noviziato con Mathieu Jaminet, sedicesimo, a un secondo del poleman e André Lotterer che, nonostante le gomme morbide, si è fermato a oltre due sconti dalla vetta.

Non poteva iniziare meglio l’avventura del Garage 59 nel WEC. Al debutto nel Mondiale Endurance, la squadra inglese ha siglato la pole position di classe LMGT3. A rendere il sogno possibile è stato Thomas Fleming che ha issato la McLaren 720S GT3 in vetta alla classifica con un crono di 1’41”181. Il britannico ha quindi rilevato nel migliore dei modi il testimone da Antares Au che, nel primo segmento di qualifica, aveva siglato il nono crono.



Fleming ha staccato di due decimi la più veloce delle Lexus RC F GT3, portata in pista dal debuttante Hadrien David. Terzo crono per l’altra vettura nipponica guidata da Clemens Schmidt, autore anche di un’escursione fuoripista innocua nei primi minuti della sessione. A seguire le due BMW M4 GT3 di Parker Thompson e Sean Gealael, quest’ultimo autore di una digressione alla Rivazza.

Sesto crono per Rui Andrade. L’alfiere della Mercedes griffata Iron Lynx ha preceduto la Ferrari 296 GT3 di Simon Mann e la Porsche 911 portata in pista da Timur Bolguslavskiy. A completare la top-10 di classe LMGT3 la Ford Mustang del nostro Giammarco Levorato e la Corvette Z06 GT3 di Salih Yoluc, quest’ultimo arenatosi nella ghiaia della Piratella proprio negli ultimi istanti della qualifica.



Il primo ad essere escluso dalla Hyperpole è stato Yasser Shahin. L’alfiere della Porsche Manthey scatterà undicesimo al fianco dell’Aston Martin Vantage GT3 di Ian James. Alle spalle prenderanno il via la Mustang di Eric Powell e la Corvette di Blake McDonald. Non è andata meglio ad Alexander West, sedicesimo di classe e e protagonista di un testacoda con la sua McLaren. A chiudere lo schieramento sarà la Ferrari portata in pista da Thomas Flohr.

Sabato 18 aprile 2026, qualifica

1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'30"127
2 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'30"138
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'30"167
4 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'30"200
5 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'30"419
6 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'30"438
7 - Felix Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'30"469
8 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'30"508
9 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'30"618
10 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'30"801
11 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'30"682
12 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - A.M.Thor - 1'30"806
13 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'30"867
14 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - A.M.Thor - 1'30"967
15 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'30"995
16 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 1'31"258
17 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001 Hypercar) - Genesis - 1'32"216
18 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'41"181
19 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'41"407
20 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'41"545
21 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'41"591
22 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'41"812
23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'42"092
24 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'42"230
25 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 1'42"265
26 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'42"435
27 - Dempsey-Yoluc-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"493
28 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 1'43"093
29 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"106
30 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'43"241
31 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'43"281
32 - Newell-Pauwels-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"336
33 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'43"364
34 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"522
35 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"999
17 Apr [11:00]

ACO e FIA oscurano il BoP: non verrà
più pubblicato per evitare speculazioni

Michele Montesano - DPPI Images

D’ora in avanti per il pubblico sarà quasi come osservare un gioco senza conoscere le istruzioni. Dopo aver vietato, già dallo scorso anno, al personale delle squadre di parlare del BoP (Balance of Performance), FIA ed ACO hanno deciso di non rendere più pubblici i suoi parametri prima di ogni gara del Mondiale Endurance. Una presa di posizione che lascia interdetti ma che, a detta degli organizzatori, è stata giustificata per evitare possibili speculazioni.

Introdotto nel FIA WEC a partire dal 2021, il BoP è nato con l’obiettivo di equiparare le vetture di classe Hypercar, una categoria che unisce sia le LMH che le LMDh, quindi prototipi nati da regolamenti differenti e filosofie tecniche diverse a partire dalle motorizzazioni e dalla trazione. Si è quindi cercato di livellare le prestazioni e soprattutto di contenere una possibile escalation di costi.



Com’è andata lo sappiamo tutti. A fronte di un gran numero di vincitori diversi, sono stati sollevati altrettanti malumori dai team che non sono riusciti neppure a sfiorare la zona podio. In alcuni casi il BoP è stato utilizzato anche come una scusa per una prestazione nettamente al di sotto delle aspettative. Proprio per tale motivo, già dalla passata stagione si era deciso di vietare ai tram di parlare del BoP.

Ora alla vigilia della 6 Ore di Imola, primo appuntamento del WEC 2026, è arrivata la decisione di fornire i dati relativi a pesi, potenze e parametri energetici delle vetture solamente alle squadre escludendo, così, il pubblico. Alla base di tale scelta c’è la convinzione che il sistema sia diventato troppo complesso per essere interpretato correttamente senza accesso a tutte le informazioni necessarie.



Il BoP è infatti il risultato di un processo articolato su due livelli. Il primo riguarda l’omologazione delle vetture, effettuata durante l’inverno con test approfonditi, tra cui quelli nella galleria del vento Windshear negli Stati Uniti. In questa fase vengono analizzati parametri fondamentali come resistenza aerodinamica, carico, baricentro, consumo di carburante e configurazione della trasmissione di ogni singola Hypercar.

Il secondo livello è invece dinamico e si sviluppa nel corso della stagione. Si tratta del cosiddetto rolling BoP, un sistema che utilizza i dati raccolti nelle gare per affinare il bilanciamento. Non si tratta di una semplice media dei tempi sul giro, ma di un’elaborazione complessa che prevede la selezione e la “pulizia” dei dati. Vengono esclusi, ad esempio, i giri influenzati da gestione del carburante, risparmio gomme o traffico, nel tentativo di isolare il vero potenziale prestazionale delle vetture.



Un discorso a parte riguarda i nuovi costruttori, come Genesis, che debutta quest’anno nella classe Hypercar senza dati di gara pregressi. In questi casi, il BoP iniziale viene definito prendendo come riferimento le vetture più competitive del lotto, per poi essere progressivamente aggiornato man mano che emergono i dati reali dalle prestazioni in pista.

Questo lavoro di analisi porta poi a correzioni mirate su peso e potenza, calibrati non solo per ogni vettura ma anche per ogni singolo circuito. Ed è proprio qui che nasce una delle principali difficoltà di comprensione per il pubblico: due auto possono avere un potenziale equivalente pur con numeri completamente diversi, perché diverse sono le loro basi tecniche.



Secondo i vertici di ACO e FIA, pubblicare solo i numeri finali senza fornire anche i parametri di omologazione significa offrire una visione parziale e potenzialmente fuorviante. Senza conoscere il punto di partenza, diventa impossibile comprendere l’evoluzione del BoP e le logiche che lo guidano. Da qui la decisione di interrompere la pubblicazione delle tabelle, nel tentativo di evitare polemiche e interpretazioni errate che negli ultimi anni hanno alimentato discussioni accese nel paddock e tra gli appassionati.

Il sistema in sé, invece, resta sostanzialmente invariato rispetto al 2025. I dati delle stagioni precedenti continuano a essere considerati rilevanti, nonostante gli aggiornamenti aerodinamici introdotti dai costruttori e l’arrivo di una nuova gamma di pneumatici Michelin. Le variazioni tra un anno e l’altro sono infatti contenute entro limiti regolamentari piuttosto rigidi, e questo permette agli organizzatori di utilizzare una base storica affidabile per aggiornare, di gara in gara, il BoP.
16 Apr [13:29]

Bosch rinnova: fornirà i sistemi
ibridi delle LMDh anche nel 2027

Michele Montesano

Prosegue la partnership tra Bosch e il FIA WEC. Alla vigilia della 6 Ore di Imola, tappa di apertura del Mondiale Endurance 2026, l’Automobile Club de l’Ouest, congiuntamente con la FIA e il costruttore tedesco, ha annunciato che l’accordo riguardo le componenti ibride delle vetture LMDh è stato esteso fino al termine della stagione 2027.

All’atto pratico, saranno almeno due le stagioni in cui Bosch dividerà la strada da percorrere assieme al WEC. L’azienda tedesca ha infatti abbracciato con entusiasmo il nuovo capitolo dell’Endurance diventando, di fatto, il fornitore unico delle componenti del sistema ibrido delle LMDh fin dalla loro introduzione, avvenuto nel 2023, sia nel WEC che in IMSA SportsCar Championship.

Nello specifico Bosch ha sviluppato e realizzato il motogeneratore elettrico, al quale viene affiancato l’inverter e la centralina di controllo. Tutti elementi che costituiscono la base comune su cui i costruttori hanno affiancato i propri motori endotermici e sviluppano le rispettive vetture. Una standardizzazione che ha permesso di garantire un equilibrio tecnico e l’affidabilità alla base della categoria stessa.

Dal punto di vista strategico, il rinnovo fino al 2027 garantisce continuità a un progetto tecnico, come quello delle LMDh, che ha già dimostrato la propria efficacia. L’introduzione di tale piattaforma nella classe Hypercar ha segnato una svolta per il Mondiale Endurance e per l’IMSA attirando, man mano, un numero crescente di costruttori e aumentando il livello di competizione. Infatti se quest’anno si assisterà all’esordio di Genesis, nella prossima stagione del WEC sappiamo già per certo che ci sarà il debutto di Ford e McLaren.
14 Apr [19:41]

Prologo a Imola
Fuoco nella tripletta Ferrari

Michele Montesano - DPPI Images

Se il buongiorno si vede dal mattino, anche se in questo caso si tratta di tramonto, Ferrari ha tutte le carte in regola per confermarsi la squadra da battere nel FIA WEC 2026. Le 499P hanno infatti monopolizzato la scena del Prologo di Imola occupando le prime tre posizioni sia nella sessione mattutina che in quella pomeridiana caratterizzata da una pioggia intermittente. A siglare il riferimento è stato Antonio Fuco che, incurante di una pista umida e scivolosa, ha fermato le lancette del cronometro in 1’31”177.

A causa del rinvio della 1812 km del Qatar, il Mondiale Endurance ha preso il via sul tracciato intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Ma quello del Prologo è stato solamente un piccolo antipasto di ciò che vedremo nei prossimi giorni, con il piatto forte che sarà la 6 Ore di Imola di domenica prossima. Le carte in regola per poter assistere a uno spettacolo pirotecnico ci sono tutte, e le due sessioni odierne hanno lasciato intendere che la stagione 2026 del WEC sarà tutta da vivere.



Imola ha accolto i protagonisti del Mondiale Endurance con un asfalto bagnato, per via della pioggia caduta nel corso della notte. La prima sessione del Prologo, lunga tre ore e mezza, è così stata condizionata da un tracciato umido che però si è man mano asciugato lasciando spazio ai team di entrare finalmente in azione. Le Ferrari non hanno perso tempo imponendo subito il proprio ritmo, quasi a voler confermare il peso di essere i campioni in carica del WEC.

Il miglior tempo è arrivato nel finale grazie ad Antonio Giovinazzi, capace di fermare il cronometro in 1’31”586 al volante della Ferrari 499P campione del mondo divisa con Alessandro Pier Guidi e James Calado. Il pugliese ha preceduto Robert Kubica, a lungo al comando con la Ferrari del team AF Corse insieme a Yifei Ye e Phil Hanson. Terza posizione per l’altra 499P ufficiale, con Nicklas Nielsen che ha portato la vettura numero 50, condivisa con Fuoco e Miguel Molina, a meno di un secondo dalla vetta.



Alle spalle del terzetto di Maranello, il primo inseguitore è stato Norman Nato con la Cadillac V-Series.R gestita dal team Jota. A seguire René Rast sulla BMW M Hybrid V8 aggiornata a livello aerodinamico e chiamata al salto di qualità in questa stagione. Più compatto il gruppo degli inseguitori, con le due Alpine A424 di Charles Milesi e Victor Martins molto vicine tra loro. Buona prestazione da parte di Malthe Jakobsen che ha portato la Peugeot 9X8 nella parte alta della classifica. A completare la top-10 è stata l’Aston Martin Valkyrie guidata da Tom Gamble.

Più indietro le Toyota GR010 Hybrid, ancora impegnate in un lavoro di comparazione tra le diverse mescole Michelin e nel cercare il giusto bilanciamento della versione Evo del prototipo. Dopo l’addio di Porsche, Imola ha accolto il debutto ufficiale di Genesis. La squadra ha cercato di macinare più chilometri possibili e prendere confidenza con la vettura. È stato Pipo Derani l’autore del miglior tempo tra i piloti impegnati con la GMR-001 LMDh, anche se distante oltre due secondi dal leader Giovinazzi.



La sessione è stata segnata dal violento incidente di Marco Sørensen, uscito di pista al Tamburello con la Aston Martin Valkyrie. L’impatto ha causato danni importanti alla vettura, coinvolgendo sia il fondo che la carrozzeria oltre a richiedere una bandiera rossa di 20 venti minuti. Il pilota danese è uscito illeso dall’abitacolo ed è stato trasportato al centro medico per controlli precauzionali. Da segnalare anche un problema tecnico per la BMW di Raffaele Marciello e Kevin Magnussen, costretta a fermarsi dopo appena 26 giri per la sostituzione del motore chiudendo, così, la sessione nelle ultime posizioni.

Anche in LMGT3 è stata la Ferrari a dettare il passo. Autore di 1’42”875, Alessio Rovera è stato il più rapido della sessione mattutina. Al volante della 296 GT3 Evo, divisa con François Hériau e Simon Mann, il varesino ha preceduto la McLaren 720S GT3 di Finn Gehrsitz. Terzo crono per la Corvette Z06 GT3.R di Nicky Catsburg.



Come da tradizione della categoria, i distacchi sono stati minimi con diversi costruttori racchiusi in pochi decimi. Dan Harper, quarto, è stato il più rapido al volante della BMW M4 GT3. Mentre a completare la top-5 di classe è stato l’alfiere dell’Iron Lynx Maxime Martin che ha piazzato la Mercedes AMG GT3 a soli tre decimi dal riferimento fatto segnare da Rovera.

Anche nel pomeriggio, con altre quattro ore e mezza di test a disposizione, il copione non è cambiato. Le condizioni sono rimaste instabili, con pioggia intermittente e temperature basse, ma la Ferrari ha confermato la propria superiorità occupando nuovamente le prime tre posizioni.



Il miglior tempo assoluto della giornata è stato firmato da Fuoco che, con un crono di 1’31”177, ha abbassato di circa quattro decimi il riferimento stabilito al mattino da Giovinazzi. Alle spalle del calabrese si è confermato Kubica, sulla 499P di AF Corse, mentre Giovinazzi ha chiuso terzo segnando il suo miglior tempo già nelle prime fasi della sessione.

Rispetto alla mattina, la BMW si è mostrata più competitiva con Robin Frijns che ha strappato il quarto crono a poco più di mezzo secondo dalla vetta. Mentre l’altra M Hybrid V8 è tornata in pista, dopo il cambio al motore, chiudendo ottava grazie a Magnussen. Le Alpine hanno consolidato la loro presenza nelle posizioni di vertice con Jules Gounon e Charles Milesi, separati da appena pochi millesimi, mentre Loic Duval ha portato la Peugeot 9X8 al settimo posto.



Ancora in ombra Toyota, con Sebastien Buemi nono e miglior rappresentante del marchio giapponese. Situazione più complicata per Aston Martin, che nel pomeriggio ha potuto schierare soltanto una Valkyrie con Harry Tincknell che ha chiuso dodicesimo. La vettura incidentata al mattino ha invece richiesto la sostituzione del telaio e così non è potuta tornare in pista.

Le Cadillac del team JOTA sono rimaste fuori dalla top ten. Trediciesimo, Earl Bamber è stato il migliore dei due equipaggi. Genesis ha continuato il proprio programma di apprendistato completando un totale di 204 giri, a cui si sommano le 152 tornate mattutine. Mathieu Jaminet, autore di un crono di 1’33”618, è risultato il più rapido della squadra.



Cambio al vertice in classe LMGT3. Fresco di investitura di pilota di riserva dell’Hypercar e della vittoria della 1000 km del Paul Ricard, Mattia Drudi ha portato l’Aston Martin Vantage GT3 in vetta alla classifica. Con un crono di 1’42”698, il riminese ha segnato il miglior tempo assoluto del Prologo nella categoria. Rovera ha confermato la competitività della Ferrari chiudendo a pochi centesimi, mentre la McLaren di Tom Fleming e la Corvette di Charlie Eastwood si sono mantenute a ridosso.

La sessione pomeridiana è stata interrotta da alcune neutralizzazioni, tra cui una bandiera rossa causata da un’uscita di pista della Lexus RC F GT3 di José Maria Lopez alla curva Acque Minerali e un’altra breve sospensione per un problema tecnico legato ai sensori in pista. Ora per i team una pausa di due giorni, prima di tornare in pista venerdì e affrontare le prove libere del primo appuntamento stagionale del FIA WEC.

Martedì 14 aprile 2026, 1° turno mattina

1 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"586 - 89
2 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'31"683 - 96
3 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'32"568 - 82
4 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"888 - 88
5 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'32"908 - 97
6 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"915 - 72
7 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'32"984 - 87
8 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'33"011 - 86
9 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'33"072 - 82
10 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'33"075 - 79
11 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'33"153 - 97
12 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'33"168 - 99
13 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'33"231 - 100
14 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'33"710 - 53
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"968 - 86
16 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'34"139 - 66
17 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'42"875 - 81
18 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'42"913 - 85
19 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"979 - 58
20 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"081 - 52
21 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"120 - 57
22 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"247 - 63
23 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"289 - 79
24 - Newell-Pauwells-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"347 - 75
25 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"374 - 63
26 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"525 - 74
27 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"595 - 92
28 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"596 - 71
29 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"611 - 90
30 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'43"670 - 86
31 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'43"936 - 25
32 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'43"948 - 83
33 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"984 - 61
34 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'44"345 - 58
35 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'45"585 - 41

Martedì 14 aprile 2026, 2° turno pomeriggio

1 - Fuoco-Molina-Nielsen (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"177 - 93
2 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1'31"303 - 97
3 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 1'31"375 - 96
4 - Frijns-Rast (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'31"709 - 116
5 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 1'31"872 - 105
6 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 1'31"876 - 99
7 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'32"106 - 127
8 - Magnussen-Marciello (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1'32"204 - 105
9 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'32"409 - 117
10 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 1'32"468 - 138
11 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 1'32"487 - 142
12 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - 1'32"593 - 53
13 - Bamber-Bourdais (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"613 - 119
14 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 1'32"937 - 96
15 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"618 - 98
16 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1'33"707 - 106
17 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'42"698 - 86
18 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'42"749 - 64
19 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'42"814 - 78
20 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"826 - 82
21 - McDonald-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 1'42"876 - 79
22 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'42"959 - 116
23 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"051 - 73
24 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 1'43"078 - 91
25 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 1'43"098 - 83
26 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 1'43"142 - 51
27 - Newell-Pauwells-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 1'43"224 - 83
28 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"312 - 116
29 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"465 - 43
30 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'43"627 - 47
31 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3) - Manthey - 1'43"776 - 123
32 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 1'43"793 - 68
33 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 1'43"828 - 64
34 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 1'44"414 - 64
35 - Riberas-Sorensen (Aston Martin Valkyrie) - Aston Martin - nessun tempo
10 Apr [19:26]

Lynn operato al collo, sarà
assente alle gare di Imola e Spa

Michele Montesano - DPPI Images

Il team Jota dovrà fare a meno di Alex Lynn per le prime due tappe stagionali del FIA WEC. A causa di un intervento programmato al collo, resosi necessario per risolvere un problema fisico che si trascinava ormai dalla fine del 2024, il pilota britannico della Cadillac salterà le gare di Imola e Spa.

Nonostante il fastidio fosse stato gestito per l’intera scorsa stagione, oltretutto senza influire sulle prestazioni in pista, la squadra e Lynn hanno deciso di intervenire prima dell’inizio del campionato. Scelta che garantirà una condizione fisica ottimale al pilota per il resto della stagione. L’operazione, definita di lieve entità, è stata eseguita con successo e ora il britannico è chiamato a un periodo di convalescenza.

A Imola, primo appuntamento dell’anno che andrà in scena il prossimo fine settimana, la Cadillac V-Series.R LMDh numero 12 sarà quindi affidata alla coppia composta da Will Stevens e Norman Nato. Situazione che si rifletterà anche sull’altra vettura del team, la numero 38, che vedrà in azione soltanto Sébastien Bourdais ed Earl Bamber.

In questo caso peserà l’assenza di Jack Aitken, impegnato in contemporanea nel campionato IMSA SportsCar Championship a Long Beach. Se il britannico tornerà nel team Jota già in occasione della 6 Ore di Spa, in programma il prossimo 9 maggio, Lynn dovrà pazientare ancora un po’. L’obiettivo è quello di salire nuovamente sulla Cadillac in occasione della 24 Ore di Le Mans di metà giugno.
23 Mar [20:09]

Famin nominato vicedirettore
delle competizioni di ACO

Michele Montesano - XPB Images

Il riposo può attendere. Pochi giorni dopo aver lasciato l’incarico di vicepresidente di Alpine Motorsport, Bruno Famin è stato nominato vicedirettore delle competizioni di ACO. Non ha preso tempo l’ingegnere francese, tant’è vero che assumerà l’incarico con effetto immediato già da domani 24 marzo 2026.

All’interno della struttura dell’Automobile Club de l’Ouest, Famin sarà chiamato a supervisionare gli aspetti tecnici e sportivi di tutte le attività della federazione francese. In pratica oltre ad occuparsi del FIA WEC e della 24 Ore di Le Mans, il transalpino lavorerà anche sulla European Le Mans Series, l’Asian Le Mans Series e la Le Mans Cup. Famin andrà quindi ad affiancare il direttore delle competizioni Thierry Bouvet.

Uno degli aspetti chiave del nuovo incarico riguarda il rapporto diretto con i costruttori, oggi più che mai centrali nel definire gli equilibri attuali del Mondiale Endurance. Proprio in questo contesto, l’esperienza di Famin si potrà rivelare cruciale per gestire i rapporti con le varie Case automobilistiche. Parallelamente, il manager francese sarà coinvolto in prima linea nello sviluppo dei regolamenti tecnici e sportivi del futuro, lavorando a stretto contatto con la FIA per definire il quadro normativo che entrerà in vigore dopo il 2032.

Pierre Fillon, Presidente ACO, ha accolto così il nuovo arrivato: "È con grande piacere che do il benvenuto a Famin. Il suo arrivo segna una tappa fondamentale per la nostra istituzione. Con una carriera illustre e una visione strategica per l’automobilismo agonistico di alto livello, Famin ha dimostrato la sua eccellenza ricoprendo ruoli chiave. Sia come responsabile di Peugeot Sport che all’interno della FIA e, più recentemente, come direttore dei programmi di F1 ed Endurance presso Alpine. Grazie alla sua competenza tecnica, apporterà senza dubbio una preziosa conoscenza al nostro dipartimento tecnico e sportivo”.
20 Mar [12:48]

Famin lascia Alpine, ma non
si fermano i test della A424 LMDh

Michele Montesano

C’era da aspettarselo e l’ufficialità era solamente questione di tempo. Come scritto qualche settimana fa, a seguito della chiusura del programma nel FIA WEC di Alpine, Bruno Famin ha concluso la sua avventura con il costruttore francese. A rilevare l’incarico di vicepresidente del reparto Motorsport Alpine sarà Axel Plasse, già impegnato con un incarico di parigrado in Alpine Tech.

Arrivato nel 2022 come executive director di Alpine Racing, Famin aveva assunto un ruolo chiave nella gestione non solo del progetto Hypercar nel Mondiale Endurance, ma anche delle attività legate alla Formula 1 e al programma rally raid del marchio Dacia. Nel 2023 era stato poi nominato vicepresidente motorsport consolidando ulteriormente il proprio peso all’interno dell’organigramma. La sua uscita arriva a distanza di poche settimane dalla doppia chiusura del programma WEC con Alpine e Dacia nel Mondiale Rally-raid.



Come già riportato, a raccogliere il testimone sarà Plasse, già vicepresidente di Alpine Tech e figura da tempo coinvolta nel progetto Endurance. Il manager francese, entrato nel suo attuale ruolo lo scorso settembre, aveva di fatto già assunto la guida del sito di Viry-Châtillon supervisionando le attività tecniche del marchio. Con l’uscita di Famin, Plasse amplia ulteriormente le proprie responsabilità e lavorerà a stretto contatto con il Team Principal Philippe Sinault per guidare la squadra in questa ultima stagione nel WEC.

Nonostante la chiusura del programma Hypercar, Alpine ha proseguito a lavorare sulla sua A424 LMDh. Recentemente ha completato una sessione di test sul circuito di Alcaniz, proseguendo il lavoro iniziato nelle precedenti sessioni sui tracciati di Paul Ricard e Portimão. Il focus principale è stato rivolto all’ottimizzazione del pacchetto tecnico della vettura in configurazione 2026, con particolare attenzione all’aerodinamica, alla comprensione degli pneumatici Michelin di nuova generazione e all’affidabilità.



Il test spagnolo è stato affrontato con le due Alpine che prenderanno parte al campionato e la formazione al completo, inclusi i due nuovi arrivati Antonio Félix da Costa e Victor Martins. Ricordiamo che il portoghese affiancherà Ferdinand Habsburg e Charles Milesi, mentre Martins sarà al via con Jules Gounon e Frederic Makowiecki. In totale sono stati percorsi oltre 3000 km per verificare la correlazione dati tra la simulazione e le condizioni reali trovate in pista.

Dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nella scorsa stagione con il punto più alto rappresentato dalla vittoria della 6 Ore del Fuji, oltre ad altri tre podi conquistati nel corso del campionato, l’obiettivo di Alpine è quello di concludere la sua avventura nel Mondiale Endurance nel migliore dei modi e, perché no, puntare al trionfo della 24 Ore di Le Mans.
13 Mar [19:39]

Rivisto il calendario 2026
Il Qatar spostato a ottobre

Michele Montesano - DPPI Images

Quest’oggi è stato ufficializzato il nuovo calendario della stagione 2026 del FIA WEC. A seguito della complessa situazione geopolitica in Medio Oriente, poco più di una settimana fa era stato deciso di rinviare la 1812 km del Qatar, tappa inaugurale del Mondiale Endurance, a data da destinarsi. Ora finalmente è stata trovata una collocazione. Il tracciato di Lusail ospiterà il penultimo appuntamento stagionale il prossimo ottobre.

Come già scritto, a ereditare l’onore di aprire il campionato WEC sarà quindi Imola. Il circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari ospiterà dapprima il prologo, previsto il 14 aprile, e il seguente fine settimana la 6 Ore di Imola. Le ostilità si sposteranno poi a Spa-Francorchamps. In programma il 9 maggio, la gara belga farà da prova generale in vista dell’evento clou dell’anno, vale a dire la 24 Ore di Le Mans, in scena il 13 e 14 giugno.

Conclusa la stagione europea, il Mondiale Endurance varcherà l’Oceano Atlantico per approdare in Brasile con la 6 Ore di San Paolo, in programma il 12 luglio sul circuito di Interlagos. Terminata la pausa estiva, sarà poi la volta di Austin, in Texas, per la Lone Star Le Mans in scena il 6 settembre. Il WEC si trasferirà poi in Giappone, per la 6 Ore del Fuji, nel weekend del 27 settembre.

Il gran finale andrà in scena in Medio Oriente. Dapprima toccherà alla 1812 km del Qatar, riprogrammata il fine settimana del 24 ottobre, e poi sarà la volta della 8 Ore del Bahrain. Come ormai da tradizione spetterà al circuito di Sakhir, il weekend del 7 novembre, ospitare l’ultima tappa della stagione del Mondiale Endurance 2026.

Il calendario del FIA WEC 2026

14 aprile - Prologo Imola
19 aprile - 6 Ore di Imola
9 maggio - 6 Ore di Spa-Francorchamps
13-14 giugno - 24 Ore di Le Mans
12 luglio - 6 Ore di San Paolo
6 settembre - Lone Star Le Mans - Austin
27 settembre - 6 Ore del Fuji
24 ottobre - 1812 km del Qatar
7 novembre - 8 Ore del Bahrain
6 Mar [20:34]

Imola ospiterà anche il Prologo
Attività previste il prossimo 14 aprile

Michele Montesano - DPPI Images

Imola sarà a tutti gli effetti la tappa di apertura del FIA WEC 2026. Dopo che nei giorni scorsi la 1812 km del Qatar è stata spostata a data da destinarsi, la gara in riva al Santerno è diventata automaticamente la prima della prossima stagione del Mondiale Endurance. Tuttavia c’erano ancora le ultime riserve da sciogliere in merito al Prologo. Nebbia diradata quest’oggi con la conferma che anche i test si svolgeranno sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari.

Se l’attività in pista della 6 Ore di Imola è prevista da venerdì 17 a domenica 19 aprile, il Prologo è stato fissato il giorno 14. Martedì i team che schierano nel WEC le Hypercar e le LMGT3 avranno a disposizione un totale di otto ore, suddivise in tre ore e mezza la mattina e quattro e mezza al pomeriggio. Anche se per un solo giorno, anziché i due previsti originariamente sul circuito di Lusail, il test sarà importante per squadre e piloti che faranno gli ultimi ritocchi in vista dell’avvio stagionale.

La scelta di ridurre il Prologo a una sola giornata si è resa obbligatoria in quanto il fine settimana del 12 aprile diversi piloti saranno impegnati sia nella prima tappa della European Le Mans Series, a Montmelò, che nella gara inaugurale del GT World Challenge Europe Endurance Cup a Le Castellet. Optando per la data di martedì 14, l’organizzazione darà la possibilità a tutti di presentarsi a Imola senza affanno. Mercoledì sarà quindi la giornata di riposo, prima di tuffarsi a capofitto nel weekend di gara.
3 Mar [19:34]

Rinviata la 1812 km del Qatar
La stagione 2026 inizia da Imola

Michele Montesano - DPPI Images

Ora è arrivata l’ufficialità e la tanto temuta notizia si è tramutata in realtà. Solamente ieri, vista la complessa situazione geopolitica che imperversa in Medio Oriente, avevamo scritto di una più che concreta ipotesi di cancellazione o rinvio della 1812 km del Qatar. Il FIA WEC ha scelto per la seconda ipotesi spostando la gara sul tracciato di Lusail a data da destinarsi. Spetterà quindi alla 6 Ore di Imola l’onore di aprire la stagione 2026 del Mondiale Endurance nel fine settimana del 19 aprile.

La decisione è maturata dopo giorni di crescente instabilità nell’area del Golfo, innescata da una serie di operazioni militari che hanno coinvolto Stati Uniti, Israele e Iran, con conseguenti ritorsioni che hanno interessato diversi Paesi della regione, tra cui Qatar e Bahrain. In questo contesto, le autorità del Paese hanno sospeso per un periodo indefinito le manifestazioni sportive sul proprio territorio, una scelta che ha inevitabilmente travolto anche il primo appuntamento del WEC, oltre al tradizionale Prologo previsto nei giorni precedenti la gara.

Il circuito di Lusail aveva siglato nel 2022 un accordo pluriennale con il campionato, valido dal 2024 ad almeno il 2029, per ospitare l’evento di apertura della stagione. Tuttavia, in una fase segnata da tensioni internazionali e incertezze logistiche, la priorità è stata inevitabilmente la sicurezza di team, piloti e addetti ai lavori. Alla luce di questo accordo, la 1812 km del Qatar non è stata cancellata ma posticipata.

L’intenzione è quella di riprogrammare la gara nella seconda metà della stagione. L’ipotesi più concreta è quella di collocarla prima della 8 Ore del Bahrain, prevista a inizio novembre, così da consentire alle squadre di rimanere nell’area mediorientale e ottimizzare costi e logistica. Una scelta quasi obbligata anche per la presenza, a fine novembre, del Gran Premio di Formula 1 del Qatar, che ridurrebbe ulteriormente lo spazio a disposizione per organizzare altri eventi.

Anche dal punto di vista logistico la situazione è alquanto complessa. Diversi team avevano già spedito auto e parte del materiale verso Doha e ora dovranno gestire il recupero delle attrezzature in un contesto decisamente complicato, tra spazi aerei soggetti a restrizioni e rotte commerciali incerte. Resta, inoltre, da chiarire se il Prologo verrà spostato a Imola, nei giorni precedenti la gara, o se verrà del tutto cancellato. Situazione quest’ultima che non gioca a favore dei nuovi arrivati, come Genesis.
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