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23 Ott [12:29]

Il punto sui programmi Audi e Porsche
Dentro Muller e Rast, Penske in LMP2

Marco Cortesi

Si arricchisce il quadro dell'impegno del gruppo VW nel mondo dell'endurance per il prossimo ciclo regolamentare che inizierà nel 2023. Il gigante tedesco schiererà delle vetture LMDh realizzate su base Multimatic in almeno tre declinazioni, tutte con lo stesso propulsore: Audi, Porsche e Lamborghini.

Lato Porsche, Roger Penske ha annunciato che correrà in alcuni appuntamenti del WEC e a Le Mans in LMP2 per prepararsi all'impegno di fatto planetario che attenderà la scuderia tra IMSA e mondiale. Una nuova Oreca ha già provato a Indy (i vantaggi di avere un tracciato di proprietà) per una prima valutazione. Restano da vedere i piloti, visto che dal test non sono trapelati nomi. Già prima di affrontare il programma con Acura, Penske aveva portato in pista una Oreca, in quella circostanza solo alla Petit Le Mans 2017.

Per quanto riguarda Audi, dopo l'abbandono dell'idea di correre nell'IMSA, almeno in modo ufficiale, pare a causa di contrasti tra la filiale americana e quella europea, il marchio dei quattro anelli resterà concentrato sul WEC e due dei possibili piloti hanno indizi sul loro coinvolgimento. Si tratta di René Rast, pluricampione del DTM, e Nico Muller. Resta da capire la struttura alla quale Audi si appoggerà dato che gli storici partner di Joest, oltre a gestire il programma Glickenhaus, hanno avuto i loro alti e bassi con Multimatic nell'avventura con Mazda. Tra i nomi che si erano fatti, anche quello di Andretti. 

22 Ott [16:34]

Ogier guiderà la Toyota LMH
ai Rookie Test in Bahrain

Michele Montesano

Ora è ufficiale: il sette volte campione del mondo Rally Sebastien Ogier guiderà per la prima volta la Toyota GR010 Hybrid in Bahrain. Il debutto sulla LMH nipponica avverrà in occasione dei Rookie Test, in scena il 7 novembre sul circuito di Sakhir. Sarà il primo passo per il francese in vista del suo nuovo obiettivo, ossia correre la 24 Ore di Le Mans.

Già a metà agosto la notizia era nell’aria (
leggi l’articolo QUI), ma adesso si fa sul serio. Ogier si è recato nella factory Toyota di Colonia per prendere le misure del sedile e soprattutto macinare chilometri al simulatore. Il campione del WRC ha perso confidenza sia con la GR010 che con il tracciato del Bahrain virtuale, potendosi interfacciare con gli ingegneri che lo seguiranno direttamente in pista.

“Sono molto contento di poter guidare la GR010 Hybrid di per la prima volta in Bahrain – ha esordito Ogier – l’Hypercar è molto diversa dalla TS050 LMP1 che ho provato al simulatore lo scorso anno. Sarà una sfida molto impegnativa, ma sto lavorando duramente per essere pronto al debutto di Sakhir. Il test sarà importante per capire il mio livello, è risaputo che il mio sogno è di poter gareggiare nelle competizioni Endurance”.



Infatti il test farà da cartina tornasole per capire il prosieguo della carriera di Ogier e, con esso, il cammino da seguire per essere competitivo e correre in pianta stabile nel WEC. Per ora di certo c’è un impegno a metà servizio nel WRC, il francese correrà sicuramente il Rally di Montecarlo e poi si vedrà. I due campionati, stando ai calendari diramati, prevedono due concomitanze nel 2022: il Rally dell’Acropoli in Grecia e la 6 ore del Fuji, nel weekend dell’11 settembre, e il Rally del Giappone e la 8 Ore del Bahrain a fine stagione il 12 novembre. In tal caso sarà una matassa difficile da sbrogliare perché in entrambe le date la Toyota correrà in casa.

In occasione dei Rookie Test ci sarà anche il debutto di Charles Milesi. Il ventenne è stato selezionato per guidare la Toyota GR010 a seguito delle sue ottime performance messe in mostra quest’anno, con punta di diamante la vittoria in classe LMP2 della 24 Ore di Le Mans al volante della Oreca del Team WRT. I test in Bahrain si svolgeranno domenica 7 novembre con una sessione mattutina di 2 ore e una pomeridiana di altre 3 ore.

21 Ott [20:16]

La FIA annuncia i ranking dei piloti
Raffica di passaggi alla categoria Gold

Marco Cortesi

Sono stati pubblicati dalla FIA i nuovi aggiornamenti alla categorizzazione dei piloti. La notizia è rilevante in particolare  per l'endurance, mentre per il GT2/3/4, la SRO di Stéphane Ratel ha anticipato di voler adottare dei correttivi, utilizzando la lista FIA solo come linea guida.

Anche quest’anno ci sono molte novità, in particolare per diversi giovani piloti che si vedranno privare dello status di silver diventando gold e di conseguenza molto meno appetibili per la formazione degli equipaggi. Dall’altro lato, si notano anche alcune incongruenze, che potranno essere sanate in seguito.

Di fatto, tutti i piloti che hanno corso nella nuova Formula 3, in Formula 2, IndyCar e Formula Regional, piazzandosi nelle prime posizioni, sono passati in gold, a partire da Dennis Hauger, campione F3, ma anche, ad esempio, Franco Colapinto, Pato O’Ward e Alex Palou. Gold anche per Alessio Rovera, Yifei Ye, Richard Verschoor e Oliver Askew, oltre che per Eddie Cheever III, Alex Fontana e Santino Ferrucci.

Resta invece in silver Sean Gelael, così come (inspiegabilmente) il campione della Indy Lights Kyle Kirkwood. Tra le promozioni a silver spiccano quelle di Rino Mastronardi, Nicolas Maulini, mentre i downgrade sono tutti dovuti all’età. Tra gli altri ci sono Christian Pescatori e Vincenzo Sospiri, Olivier Panis e JJ Lehto, passati a Silver e Max Angelelli diventato bronze.

L’intera categorizzazione è consultabile su:
https://driverscategorisation.fia.com/public/drivers

30 Set [11:26]

Ricordando Nino Vaccarella,
l’eccezione diventata leggenda

Alfredo Filippone

Con Nino Vaccarella, scomparso giovedì 23 settembre a 88 anni, se ne va davvero una figura singolare, che ha scritto alcune delle pagine più belle di uno dei periodi magici del nostro sport. ‘Re della Targa Florio’, ‘Preside volante’, ‘pilota e galantuomo’: gli encomi che si è guadagnato li conosciamo tutti, e forse sono stati usati fin troppo. Gli hanno cucito addosso un abito di leggenda che ha finito per banalizzare i tratti personali e sportivi che lo hanno caratterizzato.

E’ vero che la figura dell’uomo colto e raffinato (e i palermitani quando lo sono, lo sono davvero), del preside che correva il weekend e faceva di tutto per essere il lunedì mattina dietro alla scrivania all’Istituto Oriani fondato da suo padre (si dice che si perse persino la premiazione della 24 Ore di Le Mans la domenica sera per arrivare in tempo all’appuntamento con gli impegni scolastici) era stridente nel mondo delle corse dei Sessanta, come lo era la sua sicilianità, l’attaccamento viscerale alla sua isola. Quando Enzo Ferrari, che ne apprezzava sinceramente le qualità di pilota veloce, affidabile e rispettoso del mezzo, perfetto per le Sport, lo chiamò alla corte di Maranello, gli venne proposto di trasferirsi nel Modenese, per poter essere più vicino al reparto corse.

Capitò che la proposta gliela fecero in una giornata di fitta nebbia padana e ‘Ninni’, che si sentiva soffocare in quell’ovatta, disse che preferiva tornarsene al sole e al mare di casa sua e viaggiare quante volte fosse necessario, ben conscio che la rinuncia gli sarebbe potuto costare una carriera ancora più fulgente. La sicilianità, si sa, è materia insondabile e patria a sé stante, e forse più che l’indiscussa superiorità sul Circuito Piccolo delle Madonie, dove lui poteva andare ad allenarsi ogni giorno dopo la scuola, e i tre trionfi (1965 con Bandini su Ferrari 275P2, 1971 con Hezemans su Alfa Romeo e 1975 con Merzario su Alfa Romeo P33) alla Targa Florio, ’la cursa’ madre di tutte le corse, è la sicilianità a spiegare la popolarità che ebbe nell’isola, dove era poco meno che deizzato e fu simbolo del riscatto di un intero popolo.



Di scritte inneggianti a Nino, dipinte sull’asfalto, sulle pareti delle case o sulle rocce lungo il percorso, se ne possono vedere tante ancora oggi, a più di quarant'anni dall’ultima edizione. Una, dalle parti di Collesano, dice: “Dio perdona, Nino no”... e c’è poco da aggiungere. Di campioni capaci di trascinare cinquecentomila persone a vedere una gara, dovendo essere scortato dai carabinieri quando scendeva dalla macchina per non essere travolto dall’abbraccio della folla, non ce ne sono stati poi così tanti.

Lui, molto educatamente, faceva notare che venir identificato solo con i successi alla Targa Florio, era ‘un po’ riduttivo’, e aveva ragione, perché il suo palmarès, nelle gare di durata, allora più prestigiose della Formula 1, furono tantissime, comprese, nel 1964, la 1000 km del Nürburgring (quello ‘grande’) con Scarfiotti su Ferrari 275, la 24 Ore di Le Mans con Guichet su Ferrari 275P (con record della gara) e una memorabile edizione della 12 Ore di Sebring, nel 1970, con Giunti ed Andretti su Ferrari 512S. Uno degli ultimi acuti, proprio nella Sarthe, nel 1971, quando nel cuore della notte, riuscì a mettersi dietro, a un giro, tutte le Porsche 917 ufficiali e non, con la Ferrari 512S privata in livrea Escuderia Montjuich di José María Juncadella (lo zio di Dani) prima che cedesse il cambio.

Le Case se lo contesero, fu pilota ufficiale di Ferrari, Alfa, Porsche e Maserati, e non ebbe bisogno (né troppa voglia) di Formula 1 per entrare nel club dei grandi: appena 5 GP da privato, fra il 1961 e il 1965, miglior risultato un nono a Monza nel 1962. In fondo, dedicarsi ai Gran Premi lo avrebbe costretto a cambiare vita, a lasciare l’isola, a trascurare i doveri e gli affetti. E forse pensò, molto sicilianamente, che il suo destino non era quello.


26 Ago [16:50]

Veloqx annuncia l’Hypercar Fangio
Correrà a Le Mans con il biocarburante

Michele Montesano

È da poco trascorsa la settimana della 24 Ore di Le Mans, ma le notizie su progetti futuri non accennano a placarsi. Questa volta ad uscire allo scoperto è stato il Team Veloqx che ha annunciato un gradito ritorno nel panorama Endurance. La squadra britannica dopo aver abbandonato le scene nel 2004, in concomitanza con la chiusura del programma clienti dell’Audi R8 LMP1, ha intenzione di ritornare nel FIA WEC in veste di costruttore.

Il proprietario, nonché magnate di Hong Kong, Sam Li ha deciso di fare le cose in grande: ponendosi l’obiettivo di prender parte alla 24 Ore di Le Mans 2025 con la Veloqx Fangio Hypercar, vettura spinta esclusivamente da biocarburante. Il cuore del progetto infatti è proprio il motore studiato per essere alimentato da diversi carburanti ecologici, compreso l’idrogeno. A supervisionare la progettazione del propulsore a zero emissioni sarà Ulrich Baretzky, ex capo motorista Audi.

La scelta di competere nel Mondiale Endurance non è casuale, sia per rinverdire i fasti del passato, ma soprattutto per l’apertura regolamentare verso nuove tecnologie. A tal proposito il debutto della Fangio potrà essere anticipato al 2024 magari utilizzando l’Excellium Racing 100, il carburante completamente rinnovabile sviluppato da TotalEnergies (
leggi l’articolo QUI). Per ora di concreto c’è un’auto spinta da un V12 Ferrari, già vista in un test sul circuito del Bahrain. La vettura fungerà da muletto per sviluppare la futura LMH e le relative supercar stradali che deriveranno da essa.



L’Hypercar Fangio nascerà nello storico quartier generale di Brackley, dove sono state preparate le Audi e le Ferrari utilizzate nella Le Mans Series e nel FIA GT.
Il vulcanico imprenditore però non ha escluso un ritorno nel WEC già nel prossimo anno. Attualmente Li sta trattando con un costruttore per gestire le sue LMH sotto le insegne del Team Veloqx già a partire dalla stagione 2022.

Il Team Veloqx ha debuttato dapprima nei campionato riservati alle GT, conquistando il titolo Inglese nel 2002 per poi vincere l’anno seguente la 24 Ore di Le Mans, con la Ferrari 550 GT1 della Prodrive (nella foto sopra). Naturale il balzo nella classe regina LMP1 con l’Audi R8 nei campionati Le Mans Endurance Series e American Le Mans Series (ALMS), ottenendo la vittoria nella 12 Ore di Sebring e il secondo posto nella 24 Ore di Le Mans 2004.

Non trovando i presupposti per proseguire con un programma ad ampio respiro, Li ha chiuso i battenti del team concentrandosi sulla sua attività nel settore immobiliare. Recentemente l’imprenditore è entrato nel mercato delle biomasse, utilizzando terreni dismessi per produrre materie prime da destinare alla produzione di combustibili a impatto zero. Ecco spiegato il motivo del ritorno alle competizioni con un progetto interamente green.

24 Ago [17:41]

Cadillac rompe gli indugi
Arriva la LMDh con Dallara

Marco Cortesi

Ha subito smentito le preoccupazioni sul futuro in endurance il marchio Cadillac, che dopo delle dichiarazioni interlocutorie che il management GM aveva effettuato in occasione - e subito dopo - la 24 Ore di Le Mans, ha voluto togliere virtualmente i veli al nuovo progetto già da tempo partito. Sono quindi stati quindi sciolti a tempo di record i dubbi legati al programma, e Cadillac ha rivelato la nascita della nuova LMDh che, come nelle attese, sarà sviluppata sulla base della nuova Dallara LMP2.

Già con il precedente concept DPi, Dallara e Cadillac avevano unito le proprie forze sotto l’occhio attento di Max Angelelli, che ora, da dirigente di Varano de’ Melegari, può veder sbocciare il nuovo progetto della casa americana. Cadillac entrerà sia nell’IMSA che nel WEC dal 2023, con debutto alla 24 Ore di Daytona , anche se in IMSA si parla di una possibile gara test che anticiperebbe per tutti i tempi a fine 2022 per evitare di farsi trovare impreparati nel confronto con le LMH all'europea. 

Per quanto riguarda la propulsione, è possibile che si scelga di continuare con il 5.5 litri V8 attuale sviluppato da ECR, o di adottare una nuova unità, mentre l’apporto elettrico al posteriore con recupero dell'energia in frenata sarà garantito dal sistema uguale per tutti scelto dall'IMSA. La vettura di casa General Motors dovrebbe debuttare nei primi mesi della prossima stagione per i test, prima di ottenere l’omologazione che bloccherà gli sviluppi al termine dell’anno.

A schierare le nuove arrivate saranno il Chip Ganassi Racing e l'ActionExpress Racing. Se per Ganassi l’annuncio era atteso, dato che la struttura porta in pista già quest’anno una Cadillac per prepararsi, e l’anno prossimo raddoppierà, per la struttura di Jim France, CEO NASCAR, gestita da Bob Johnson, è una sorpresa visto che si erano susseguiti rumor su una possibile cessione.



20 Ago [13:16]

Dal 2024 arrivano le GT3
Confermata Monza nel calendario 2022

Michele Montesano

Quale miglior contesto della 24 Ore di Le Mans per presentare i programmi futuri del WEC? L’ACO e la FIA hanno illustrato quali saranno i piani a breve e medio termine dell’Endurance. Partendo dal calendario della prossima stagione, che prevede la conferma di Monza, passando per l’introduzione di un carburante 100% rinnovabile marchiato TotalEnergies, fino ad arrivare all’introduzione della nuova classe GT che, dal 2024, si baserà sul regolamento GT3.

Una nuova categoria basata sulla GT3 dal 2024
È senza dubbio la novità più importante nel panorama GT: dal 2024 le attuali LMGTE verranno sostituite dalle GT3. L’obiettivo è di utilizzare come base il regolamento GT3, decisamente più economico, per poi effettuare degli upgrade in grado di incrementarne le performance. Per ora non si sa nient’altro, ma la scelta è senza dubbio epocale. Le GT3, da diversi anni a questa parte, sono la spina dorsale dei campionati Gran Turismo a livello mondiale: dal GT World Challenge, all’Asian Le Mans Series, passando per L’international GT Open, fino ad arrivare al nuovo corso del DTM. Dal punto di vista dei team, tale soluzione potrà essere la chiave di volta. Infatti, con la stessa vettura si potrà competere sia nei campionati nazionali, per poi scalare la piramide fino ad arrivare al vertice del mondiale (strategia già utilizzata nelle competizioni Turismo con la classe TCR).



Con la classe LMGTE Pro ridotta a due sole case, Ferrari e Porsche con l’aggiunta di Corvette a Le Mans, era obbligatorio pescare da un bacino più ampio. La GT3 può contare, oltre a Ferrari e Porsche, su Mercedes, Lamborghini, Audi, BMW, McLaren e Aston Martin. Tale decisione segue quanto già fatto dall’IMSA che dalla prossima stagione vedrà in pista solamente le GT3 denominate GT Daytona Pro.

TotalEnergies ha presentato il carburante 100% rinnovabile
Che il settore automotive vada sempre più in direzione delle emissioni zero è sotto gli occhi di tutti. Anche il Motorsport, da sempre baluardo delle nuove tecnologie in ambito automobilistico, dovrà fare altrettanto. Per questo Total si è prefissata di sviluppare e creare entro il 2022 un carburante 100% rinnovabile.



Il progetto è ambizioso, TotalEnergies produrrà un bioetanolo ottenuto dagli scarti della lavorazione del vino. Le vinacce e i graspi, tramite le fasi di lavorazione (fermentazione industriale, distillazione e disidratazione) verranno miscelate con ETBE (Etil Tertio Butil Etere) e altri additivi. L’Excellium Racing 100, questo il nome del nuovo carburante, potrà rappresentare il futuro dei motori endotermici in grado di diminuire nettamente le emissioni di CO2. Infatti, tale tecnologia farà da contraltare all’Idrogeno, ancora poco sviluppata e di difficile stoccaggio e utilizzo sui campi di gara. Inoltre, sarà interessante vedere se questo carburante avrà uno sbocco sulle auto di tutti i giorni, magari salvaguardando la “vita” delle supercar e delle vetture storiche.

Calendario su 6 eventi, Monza a luglio
Dopo due stagioni condizionate dalla pandemia di Covid-19, il WEC tornerà sia in America sia in Asia. Ad aprire il campionato 2022, che si snoderà su 6 eventi per ridurre il budget, sarà il Prologo sul celebre circuito di Sebring (il 12-13 marzo). Le vetture resteranno in Florida per prendere parte, la settimana successiva, alla prima gara stagionale la 1000 Miglia di Sebring. L’evento a stelle e strisce farà parte del weekend denominato “Super Sebring” che includerà anche l’omonima 12 Ore del campionato IMSA.

Il WEC rientrerà in Europa il primo weekend di maggio, per la 6 Ore di Spa-Francorchamps. I saliscendi delle Ardenne faranno da antipasto alla 24 Ore di Le Mans che tornerà nella sua classica collocazione di metà giugno. Il 10 luglio il gradito ritorno nell’Autodromo di Monza, la pista brianzola è stata confermata anche in vista dell’approdo della Ferrari nella categoria HyperCar a partire dal 2023. Il Mondiale Endurance andrà poi in Asia. Dapprima sarà la volta del Giappone con la 6 Ore del Fuji, l’11 settembre, per arrivare al gran finale con la 8 Ore del Bahrain di metà novembre. I vertici hanno sottolineato che l’intero calendario è stato stilato affinché non ci sia nessuna concomitanza con la serie americana IMSA.

Il calendario del FIA WEC 2022

12-13 marzo – Prologo Sebring
18 marzo – 1000 Miglia di Sebring
7 maggio – 6 Ore di Spa-Francorchamps
11-12 giugno – 24 Ore di Le Mans
10 luglio – 6 Ore di Monza
11 settembre – 6 Ore del Fuji
12 novembre – 8 Ore del Bahrain

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