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27 Nov [21:28]

Conclusi i test a Jerez
Sorpresa Redding, per Marquez due cadute

Jacopo Rubino

Test conclusi per le squadre di MotoGP presenti a Jerez de la Frontera, in quella che è stata l'ultima giornata in pista del 2015. Questa volta il più veloce è stato a sorpresa Scott Redding: il britannico, autore del crono di 1'38"9, sembra già essersi adattato molto bene alla Ducati del team Pramac. "Abbiamo fatto molto bene, siamo riusciti ad migliorare il tempo di oltre un secondo. Il feeling cresce run dopo run e anche con le gomme le cose stanno andando bene. Sento di avere tanta confidenza in sella. Abbiamo lavorato sulla distribuzione dei pesi trovando un bel ritmo. Sono molto soddisfatto", ha confermato Redding.

Staccato di circa due decimi (1'39"1) ha chiuso Marc Marquez, leader di mercoledì e giovedì. Lo spagnolo è stato protagonista però di due cadute: un highside in curva 3, poi una scivolata in curva 1. "Non sono ancora al livello che vorrei", ha ammesso l'alfiere della Honda, ancora impegnato nella comparazione tra il motore in versione 2015 e in versione 2016. La specifica aggiornata sembra essere più convincente, in attesa di trovare una maggiore integrazione con la centralina unica. 77 giri invece per il compagno Dani Pedrosa, fermatosi a 1'39"9.

In mezzo alle due RC213V, le Ducati ufficiali di Andrea Iannone e Andrea Dovizioso, che oggi hanno proseguito l'opera del collaudatore Michele Pirro. "Mi piace il comportamento delle Michelin, è stata una giornata positiva", ha dichiarato Iannone, un po' in controtendenza rispetto ai colleghi. "Non abbiamo mai utilizzato una gomma nuova per fare il tempo". Lo schieramento delle Desmosedici annoverava anche Danilo Petrucci, con l'altro esemplare targato Pramac, oltre a Hector Barbera e Loris Baz (Avintia). Infortunatosi ieri Eugene Laverty, Yonny Hernandez è rimasto l'unico rappresentante di casa Aspar.

Sempre presente anche l'Aprilia, con Alvaro Bautista, Stefan Bradl e il tester Mike Di Meglio. L'iberico, incappato in una caduta avvertendo dolori al collo, si è fermato in anticipo "per evitare complicazioni".

A titolo comparativo, la più rapida delle Superbike in azione sul circuito andaluso è stata la Kawasaki dell'iridato Tom Sykes, in 1'39"313: l'elettronica standard introdotta in MotoGP pare aver ridotto parecchio il divario tra le due categorie, almeno in questa fase esplorativa.