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11 Ago [12:14]

CONTROCANTO
Rally di Australia
per pochi intimi

“Al via ci saranno dieci fra i migliori piloti del mondo”. A dirlo e a scriverlo sono gli organizzatori della manche australiana del mondiale, facendosi prendere un po’ la mano. Giocano sulle parole e lo conferma l’elenco degli ufficiali – quelli in servizio permanente effettivo e quelli di complemento – che ai primi di settembre si esibiranno sulla costa orientale della sterminata isola del Pacifico. Certo: ci saranno Mikko Hirvonen e Sébastien Loeb, grandi protagonisti della sfida iridata più intensa di questi anni, ma anche un bel gruppetto di rallisti che il posto se lo sono pagati e anche caro. Per dire, Khalid Al Quassimi e Conrad Rautenbach, Jorge Perez-Companc e Federico Villagra che fulmini non sono. E che senza dote non troverebbero un volante neppure per una caccia al tesoro. C’est la vie... Così va il mondo, così va il mondiale che si prepara ad affontare la trasferta più lunga della stagione. Con una certezza e tante incognite. Già: se non serve la sfera di cristallo per sapere che il finlandese della Ford e il francese della Citroen si giocheranno proprio in Australia una bella fetta delle rispettive possibilità di agguantare il titolo, il resto – tutto il resto – ha contorni piuttosto indefiniti. A cominciare dalla tipologia delle strade proposte e dagli scenari che faranno da sfondo al duello.

Molto è (ovviamente) cambiato, nel passaggio da ovest a est. Ma la mano di Garry Connelly, l’uomo che voleva reinventare i rally trasformandoli in una serie di kermesse intervallate da qualche prova vera, c’è e si vede. Nelle sei-gimkane-sei di Murwillumbag e soprattutto nelle aree riservate agli spettatori che l’avvocato insiste a voler stanziali. Ce ne sono cinque appena, ben delimitate e dotate di ogni confort, ristoranti da campo e bouvettes comprese. Del resto, costringere gli appassionati in spazi ristretti è da sempre un suo pallino. Lo faceva quando il rally faceva base a Perth, lo ha rifatto disegnando la gara dall’altra parte dell’Australia. E non pare bello, pare la premessa di un rally per pochi intimi come piacciono a lui. Come piacevano a David Richards, quando credeva di essere il Bernie Ecclestone delle corse su strada.

Guido Rancati