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14 Giu 2026 [17:19]

Mister Hammer è tornato, ma...
in realtà non se ne era mai andato

Massimo Costa - XPB Images

Mister Hammer Time è tornato. In realtà non se ne era mai andato. Lewis Hamilton, il martello come lo hanno sempre chiamato fin dai tempi della Formula 3 per la sua capacità di battere il chodo, ovvero il cronometro, ha clamorosamente riportato alla vittoria la Ferrari a 41 anni suonati. Il team di Maranello non vinceva dal Gran Premio del Messico del 2024 con Carlos Sainz, una ventata di gioia che ci voleva.

No, non se ne era mai andato. Lui è così da sempre, se la macchina non è competitiva, non rende al 120 per cento. Accadde in McLaren, è andata così quando la Mercedes dal 2022 al 2024 era pessima, e così è stato lo scorso anno. Quindi, critiche a non finire in Italia dai soliti esperti da bar televisivi. Poi, il gran lavoro svolto durante l'inverno assieme ai progettisti, ha portato le sue idee, e piano piano la Ferrari è diventata veloce. Et voilà, ecco a voi Hammer.

La Ferrari negli ultimi mesi ha lavorato duramente per migliorare l'efficienza aerodinamica della SF26 e la power unit e i risultati si stanno vedendo. E proprio questo weekend, la Ferrari ha portato una serie di novità sulla monoposto sfruttate a meraviglia da Hamilton, secondo in qualifica e vincitore della gara.
 
Applausi vanno anche al gruppo sportivo della Ferrari che ha gestito a meraviglia il momento del ritiro di Fernando Alonso e la successiva fase di Virtual Safety Car. Poco prima le due Mercedes di George Russell e Andrea Kimi Antonelli avevano cambiato le gomme per la seconda volta, Hamilton lo aveva già fatto il secondo pit-stop, ma è stato chiamato subito ai box per un terzo cambio gomme. In quel momento si trovava al comando, proprio per il pit-stop di Russell (Lewis era stato sempre secondo) e quindi con un notevole margine idi vantaggio, una ventina di secondi.

Con le velocità delle monoposto congelate per la VSC, Hamilton è entrato ai box ed è tornato in gara mantenendo la prima posizione con un paio di secondi su Russell. Con le gomme nuove, più "fresche" di 5 giri, Hamilton ha cominciato a martellare il cronometro allungando sempre più sulla Mercedes, non più imbattibile, di Russell.

Nel frattempo, mentre Hamilton volava verso la vittoria, Antonelli ha attaccato Russell prendendosi il secondo posto, ma a una manciata di giri dall'arrivo, la Mercedes del bolognese si è spenta. Russell è così tornato secondo mentre terzo ha concluso Norris. Un podio tutto inglese che non si vedeva dal GP degli USA del 1968 con Jackie Stewart, Graham Hill e John Surtees. In tutto questo, Antonelli rimane leader del Mondiale con 156 punti davanti a Hamilton con 115 e Russell con 106.
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