Michele Montesano - Foto DPPI
Quattro anni di attesa, tre edizioni vissute inseguendo le Ferrari e una crescente concorrenza che ha trasformato la categoria Hypercar del
FIA WEC in un vero e proprio terreno di battaglia. La
94ª edizione della 24 Ore di Le Mans ha restituito a
Toyota quel successo che mancava dal 2022, ma soprattutto ha consegnato alla Casa giapponese una vittoria diversa da tutte le precedenti. Non più ottenuta in una fase di dominio tecnico quasi incontrastato, bensì conquistata contro rivali del calibro di BMW, Cadillac e Ferrari, al termine di una gara combattuta fino agli ultimi minuti.
A riportare Toyota sul gradino più alto del podio è stata la nuova
TR010 Hybrid affidata a
Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck De Vries. Un equipaggio partito solamente dalla quattordicesima posizione dopo una settimana complicata, caratterizzata da qualifiche deludenti e da una gara che sembrava destinata a essere tutta in rimonta. Eppure, proprio come spesso accade a Le Mans, la corsa ha avuto una trama completamente diversa.
Fin dalle prove libere, Toyota aveva impostato il proprio fine settimana privilegiando il passo gara rispetto alla prestazione sul giro secco. La nuova TR010, evoluzione profonda della precedente
GR010, è stata sviluppata con un chiaro obiettivo: tornare a vincere sul Circuit de la Sarthe. Il lavoro svolto dagli ingegneri si è concentrato soprattutto sull’efficienza aerodinamica e sulla capacità della vettura di mantenere prestazioni elevate anche nel traffico. Caratteristiche che si sono rivelate decisive durante le 24 ore.
Fin dalle prime fasi della corsa, le due Toyota hanno adottato una strategia diversa, anticipando la prima sosta rispetto agli avversari, per uscire fuori sequenza e sfruttare la pista libera. La TR010 di
Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa è stata inizialmente la punta di diamante del costruttore giapponese, arrivando a occupare stabilmente le posizioni di vertice. L’altra Toyota, invece, è stata costretta a una rincorsa continua, rallentata da una foratura lenta che ha richiesto una sosta supplementare.
I problemi, però, erano appena iniziati. Dopo circa cinque ore di gara, sulla vettura di Kobayashi, Conway e de Vries è emersa un'anomalia al sensore di coppia dell’albero di trasmissione. Un guasto che, come affermato dal direttore tecnico
David Floury a fine gara, ha costretto il team a utilizzare una modalità di ‘recovery’ del motore limitando, così, la potenza disponibile. Per diversi stint la TR010 numero 7 ha quindi girato con prestazioni inferiori rispetto alla vettura gemella e ai diretti avversari.
Al termine della gara
Kobayashi ha spiegato: “Ho aspettato davvero a lungo per ottenere questa seconda vittoria e sono felice. Un enorme ringraziamento va ovviamente alla squadra. Penso che abbiamo avuto una settimana molto impegnativa. Parlando della gara, non è andato tutto liscio, abbiamo avuto dapprima una foratura e poi un problema al sensore dell’albero di trasmissione, quindi non avevamo tutta la potenza. È stata molto dura per noi. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta”.
Per alcuni momenti Toyota aveva persino iniziato a considerare l’idea di
limitare i danni e portare semplicemente la vettura al traguardo. I piloti sono stati istruiti a evitare i cordoli e a gestire con estrema cautela la meccanica. Col passare delle ore, però, il problema si è parzialmente attenuato, consentendo alla Hypercar nipponica di tornare competitiva proprio quando la gara è entrata nella sua fase decisiva.
Se la fortuna ha dato una mano con alcune neutralizzazioni favorevoli, il resto lo hanno fatto la velocità della TR010 Hybrid e l’esperienza di una squadra che conosce Le Mans come poche altre. Nelle
ultime sei ore Toyota ha progressivamente aumentato il ritmo, recuperando terreno su Cadillac e BMW fino a ritrovarsi in piena lotta per la vittoria.
La fase finale della corsa si è trasformata in una sfida diretta con la
BMW M Hybrid V8 del Team WRT. Robin Frijns ha provato fino all’ultimo a mettere pressione a Kobayashi, arrivando a ridurre il distacco a poco più di dieci secondi. Il giapponese, però, non ha commesso errori e ha gestito magistralmente gli ultimi giri, tagliando il traguardo dopo 381 tornate con appena 10"824 di vantaggio.
L’attesa degli ultimi minuti è stata quasi più difficile della gara stessa.
Conway ha raccontato: “A dire il vero è stata dura. Per molto tempo le cose sembravano andare decisamente bene per la vettura dei nostri compagni di squadra. La concorrenza è stata davvero agguerrita specie Cadillac e BMW. È stata davvero dura e credo che fino alle ultime tre ore non sapessimo davvero cosa sarebbe successo, inoltre Frjins ha reso gli ultimi 30 minuti davvero concitati”.
Per
De Vries, invece, il successo ha rappresentato il coronamento di un sogno. Unico componente dell’equipaggio a non aver mai vinto Le Mans, l’olandese ha finalmente cancellato la delusione del secondo posto ottenuto nel 2024. “Sì, sono incredibilmente grato e sollevato, oltre che felice per questa vittoria - ha commentato De Vries - È stata una settimana molto impegnativa. La gara è stata estenuante. Abbiamo dovuto affrontare molte sfide, ma siamo sempre riusciti ad andare avanti. A dire il vero, ci sono stati molti momenti in cui ho pensato che fossimo fuori dai giochi. Ma si dice che Le Mans sceglie il suo vincitore, credo che sia proprio quello che è successo a noi oggi”.
Se la TR010 Hybrid numero 7 ha conquistato la vittoria, la numero 8 ha completato il trionfo Toyota salendo sul
terzo gradino del podio. Una gara più lineare sul piano della prestazione, ma resa più complicata da una safety-car sfavorevole, una penalità e da noie ai freni. Nonostante tutto, Buemi, Hartley e Hirakawa hanno contribuito in maniera determinante al successo della squadra che ha permesso alla vettura vincitrice di difendersi dagli attacchi finali della BMW.
Per Toyota il risultato va ben oltre il semplice
ritorno alla vittoria. Con questo successo il costruttore giapponese conquista la sua sesta affermazione assoluta a Le Mans, raggiungendo Bentley nell’albo d’oro della maratona francese. Ma soprattutto mette fine a un periodo in cui, nonostante prestazioni spesso eccellenti, era sempre mancato qualcosa per battere Ferrari nella gara più importante del WEC.
“Quest’anno, siamo venuti con l’idea di essere ancora più concentrati di prima sulla vittoria. La vettura è cambiata, il pacchetto è migliorato e abbiamo lavorato con la volontà di vincere Le Mans. Quindi questa vittoria ha un grande valore” ha dichiarato
Kobayashi. Parole che sintetizzano perfettamente il significato di questo successo.
La nuova TR010 Hybrid era nata con il chiaro obiettivo di riportare Toyota sul
tetto dell’Endurance mondiale. Al debutto nella classica francese ha centrato immediatamente l’obiettivo dimostrando velocità e affidabilità, oltre alla straordinaria capacità di reagire alle difficoltà da parte della squadra. Dopo anni trascorsi a inseguire, Toyota è finalmente tornata sul gradino più alto della
24 Ore di Le Mans e ora può puntare dritto alla conquista del Mondiale Endurance.