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13 Giu [15:40]

Il cowboy Glickenhaus e la
realizzazione di un sogno

Stefano Semeraro

Sul podio della novantesima 24 Ore di Le Mans, l’intruso di lusso è lui, Jim Glickenhaus, cappello da urban cowboy, terzo assoluto con la sua ‘hypercar’ dietro lo strapotere tecnologico Toyota, che ha colto con una doppietta il suo quinto successo di fila a Le Mans. Era dai tempi della Ford trionfante con Jacky Ickx e Jackie Oliver alla guida - anno del signore 1969 - che un costruttore made in USA non arrivava così in alto. Ma mezzo secolo fa, dietro il sogno di vincere la gara più famosa del mondo, c’era il colosso Ford e i mitici duelli con la Ferrari immortalati anche dal cinema che portarono in America quattro titoli.

Adesso c’è solo la visione testarda e apparentemente utopica di James Glickenhaus, miliardario, filantropo, regista e produttore cinematografico, collezionista di auto da favola e costruttore in proprio. Un uomo solo contro la più grande casa automobilistica del mondo. Newyorchese, figlio di un magnate di Wall Street, ha diretto (e prodotto) action movie come «The Exterminator» e «The Protector» (con la star cinese Jackie Chan) si è innamorato delle auto da corsa spiando le vetrine di un rivenditore Ferrari.



«Entrai nella concessionaria e feci conoscenza con Mr. Chinetti», ha raccontato. «Pian piano iniziai a lavorare con lui nella sua officina di Greenwich, spesso mi mandava a prendere i pezzi di ricambio in bicicletta». Galeotta è stata la passione per le auto: belle, veloci e soprattutto con una storia dietro. Il suo garage si è riempito, fra l’altro, con la Ferrari vittoriosa a Daytona nel ’67 e l’ultima Ford, la MKIV J6, capace di conquistare Le Mans, la Baja Boot di Steve McQueen, di cui possiede anche un’altra «rossa» che l’attore aveva acquistato da Andy Wharol. «Ogni volta che facevo un film e guadagnavo dei soldi, ne investivo metà a Wall Street e metà nella mia collezione».

Nel 2004, le macchine Glickenhaus ha iniziato a costruirle e farle correre in proprio, fondando la Scuderia Cameron-Glickenahus, che porta anche il cognome di sua moglie Meg e ha sede nello stato di New York: guarda caso in una località «cinematografica» come Sleepy Hollow (vedi il film di Tim Burton con Johnny Depp). Sembrava un delirio per ricchi - quelli che potevano permettersi le sue vetture - poi sono arrivati i successi nei campionati GT e nell’endurance, e le molte collaborazioni con l’Italia.

Da Pininfarina all’Autotecnica Motori di Casalmaggiore, e per questa Le Mans con Podium Engineering, l’azienda della Val D’Aosta che ha compiuto tutti gli studi per il telaio, mentre il motore è realizzato in Francia e per la galleria del vento si è appoggiato alla Sauber. La sua Hypercar è sicuramente meno tecnologica delle due Toyota ibride che gli si sono piazzate davanti, va solo a benzina, ma utilizza carburanti in parte ricavati dagli scarti dei vitigni. E per Jim e il suo sogno, questa è stata decisamente un’ottima annata.

12 Giu [16:26]

Quinta vittoria Toyota di fila
Primo trionfo con Porsche per Bruni

Mattia Tremolada

È toccato al poleman Brendon Hartley tagliare il traguardo in prima posizione alla 24 ore di Le Mans 2022 per consegnare la quinta vittoria consecutiva a Toyota. Rotta la maledizione che le aveva tolto almeno due vittorie ormai sicure, la casa giapponese dal 2018 al 2020 ha conquistato tre successi con la TS050 LMP1, a cui ha aggiunto altri due centri nel 2021 e 2022 con la nuova GR010, costruita secondo i dettami del nuovo regolamento Hypercar. Per Toyota in queste ultime stagioni la vita è stata relativamente facile, data la quasi totale assenza di case rivali, ma nel 2023 saranno chiamati alla prova del nove dovendo sfidare avversari temibili come Peugeot e Ferrari.

A trionfare è stato l’equipaggio composto da Hartley, Sebastien Buemi e Rio Hirakawa. Buemi aveva conservato la testa della corsa nelle prime fasi, difendendo la pole position messa a segno da Hartley giovedì nell'hyperpole, ma dopo il primo pit-stop la vettura gemella di Mike Conway aveva guadagnato la prima posizione. L’equipaggio composto da Conway, Kamui Kobayashi e Jose Maria Lopez, vincitore nel 2021, ha però patito alcuni problemi elettrici, che avevano portato al ritiro la vettura già nel precedente appuntamento di Spa. Dopo la nottata Buemi, Hartley e Hirakawa hanno mantenuto saldamente la vetta, tagliando vittoriosi il traguardo.

Buemi diventa il sesto pilota più vincente nella maratona della Sarthe, salendo a quattro successi (2018, 2019, 2020 e 2022) in compagnia di Olivier Gendebien, Henri Pescarolo e Yannick Dalmas. Meglio di lui solo Tom Kristensen (9), Jacky Ickx (6) e il trio composto da Derek Bell, Frank Biela ed Emanuele Pirro (5). Per Hartley si tratta della terza affermazione, la seconda con Toyota dopo quella ottenuta nel 2020. In precedenza aveva vinto con la Porsche 919 nel 2017. Hirakawa corona invece un percorso in endurance iniziato nel 2016 con il debutto nella European Le Mans Series, in cui ha ottenuto quattro vittorie in dieci gare. La carriera del pilota di Kure è legata a doppio filo con Toyota, che lo ha portato al successo nella Formula 3 giapponese nel 2012 e al titolo nel Super GT nel 2017 con Lexus.



Completano il podio assoluto Conway/Kobayashi/Lopez sulla seconda Toyota, distanti solamente due minuti dai vincitori, e la migliore delle Glickenhaus, affidata alle esperte mani di Ryan Briscoe, Richard Westbrook e Franck Mailleux. La SCG 007 gemella ha invece ben recuperato fino al quarto posto dopo un problema alla posteriore sinistra nelle prime ore di buio. Una bella soddisfazione per la squadra dell’imprenditore di New York, che alla seconda apparizione a Le Mans è riuscito ad arpionare il podio grazie anche allo splendido lavoro di Podium Advanced Technologies, realtà tricolore con sede a Pont Saint Martin (Valle d’Aosta), che si è occupata dello sviluppo delle vetture SCG, portate poi in pista dall’esperto team Joest. 23esima piazza per l’Alpine, mai realmente in lizza per il podio. Il quasi miracolo di Nicolas Lapierre, velocissimo in Hyperpole, aveva alimentato una falsa speranza.

Il quinto posto assoluto è così andato alla prima vettura di classe LMP2. Nella categoria cadetta si è consumata una bella lotta tra Jota, squadra inglese con esperienza quasi ventennale alla 24 ore di Le Mans, e Prema, che alla prima stagione in endurance ha subito dimostrato di poter competere per il successo. Jota ha conquistato la terza vittoria di classe con l’equipaggio composto da Antonio Felix Da Costa, Will Stevens e Roberto Gonzalez, che dopo aver preso il comando al termine della prima ora non lo hanno più ceduto, dettando il passo con autorità. Jota, che nel 2021 aveva sfiorato la vittoria di classe per soli 727 millesimi, ha completato il podio piazzando in terza posizione anche l’altra vettura del team, affidata ad un equipaggio più equilibrato composto da Oliver Rasmussen, Ed Jones e Jonathan Aberdein.



Splendida la prova del team Prema, che dopo aver guidato le prime fasi con Robert Kubica, ha cercato in tutti i modi di mantenere il passo dei rivali, reagendo anche ad una foratura che aveva costretto Louis Deletraz ad una sosta extra nelle prime ore di gara. La squadra italiana non ha commesso il minimo errore, con una performance perfetta da parte degli esperti Kubica e Deletraz, così come per il debuttante Lorenzo Colombo, che, non solo ha mostrato un'ottima velocità e costanza, ma anche una maturità che non ha niente da invidiare ai piloti professionisti con cui si è misurato alla pari.

Dopo l’incidente iniziale, il conseguente stop&go di un minuto e qualche problema al motore nella notte, la gara della vettura di punta del team WRT è finita contro le barriere, con un errore fatale commesso dal poleman Robin Frijns a Indianapolis. Ha invece reagito di forza il team TDS, autore di una grande rimonta dopo l’esclusione dalla gara del gentleman Philippe Cimadomo. La riserva di lusso Nyck De Vries ha ben supportato Mathias Beche e Tijmen van Der Helm verso un’inaspettata quarta posizione di classe, precedendo il team Penske e la migliore vettura di United Autosport, affidata a Lynn/Jarvis/Pierson. L’altra Oreca della squadra di Zak Brown non è andata oltre la decima piazza di classe dopo l’incidente al via. Bella prova da parte di Sebastien Ogier, 13esimo assoluto con la vettura di Richard Mille, così come per i deb di lusso Mirko Bortolotti, Dries Vanthoor e Rolf Ineichen, 15esimi.

Vittoria targata Porsche in GTE Pro, con l’equipaggio composto da Gianmaria Bruni, Richard Lietz e Frederick Makowiecki che l’ha spuntata a sorpresa grazie ad una prova regolare e priva di sbavature. L’altra 911 di Stoccarda è stata rallentata da una foratura occorsa a Michael Christensen nelle prime ore della mattinata, mentre le due Corvette, favorite dal bop e velocissime nelle prime ore, sono state messe fuori gioco rispettivamente da un problema alla sospensione (Garcia/Taylor/Catsburg) e da un contatto con l’Oreca LMP2 di Francois Perrodo (Milner/Tandy/Sims), poi punito con uno stop&go di tre minuti.



Anche le due Ferrari ufficiali sono emerse rimanendo lontane dai guai, ma non sono riuscite ad andare oltre il secondo e terzo posto di classe. Alessandro Pier Guidi è stato ancora una volta grande protagonista, lottando a lungo con Makowiecki prima che una foratura lenta lo togliesse dalla lotta per la vittoria. Bruni ha così conquistato il primo successo importante con Porsche, in cui era approdato nel 2017 dopo tre affermazioni di classe con Ferrari. Quarto successo di categoria anche per il veterano Lietz, che proprio del Bruni ferrarista fu grande avversario prima in classe GT2 e poi in GTE Pro. Makowiecki ha invece festeggiato per la prima volta sul gradino più alto, dopo aver visitato il podio in quattro occasioni.

Ben Keating si è invece ripreso la vittoria di classe GTE Am che gli venne tolta da una squalifica nel 2019, quando la sua e un’altra Ford GT ufficiale vennero pizzicate con un serbatoio più capiente del consentito. L’imprenditore texano, uno dei bronze driver più veloci in circolazione, ha conquistato il successo con l’Aston Martin del team TF Sport, divisa con il pilota ufficiale della casa di Gaydon Marco Sorensen e con il rookie portoghese Henrique Chaves, campione del GT Open nel 2020 e del Fanatec GT World Challenge Europe Sprint Cup (classe Pro-Am) nel 2021. Seconda posizione per il team WeatherTech (operato da Proton) con Cooper MacNeil al terzo podio di classe in otto partecipazioni. Curiosamente Sorensen ha ritrovato sul podio l’ex compagno di squadra Nicki Thiim, con cui ha vinto il FIA WEC nel 2016 e nel 2019-20 in GTE Pro. Al traguardo anche l’attore Michael Fassbender, 51esimo assoluto con la Porsche 911 RSR di Proton.



Domenica 12 giugno 2022, classifica finale di gara

1 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 347 giri
2 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 2’01”222
3 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 5 giri
4 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 10 giri
5 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 11 giri
6 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 11 giri
7 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 12 giri
8 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 12 giri
9 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 12 giri
10 - Lynn/Jarvis/Pierson (Oreca-Gibson LMP2) - United - 12 giri
11 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 13 giro
12 - Lafargue/Chatin/Pilet (Oreca-Gibson LMP2) - Idec - 14 giri
13 - Wadoux/Ogier/Milesi (Oreca-Gibson LMP2) - Richard Mille - 14 giri
14 - Hanson/Albuquerque/Owen (Oreca-Gibson LMP2) - United AS - 14 giri
15 - Ineichen/Bortolotti/Vanthoor (Oreca-Gibson LMP2) - WRT - 14 giri
16 - Canal/Jamin/Van Uitert (Oreca-Gibson LMP2) - Panis - 14 giro
17 - Smiechowski/Brundle/Gutierrez (Oreca-Gibson LMP2) - Inter Europol - 15 giri
18 - Heinemeier-Hansson/Scherer/Fittipaldi (Oreca-Gibson LMP2) - Inter Europol - 16 giri
19 - Thomas/Allen/Binder (Oreca-Gibson LMP2) - Algarve - 17 giri
20 - Sales/Bell/Hanley (Oreca-Gibson LMP2) - Nielsen - 18 giri
21 - Andrade/Habsburg/Nato (Oreca-Gibson LMP2) - Realteam WRT - 18 giri
22 - Horr/Glorieux/Cougnaud (Oreca-Gibson LMP2) - DKR - 18 giri
23 - Negrao/Lapierre/Vaxiviere (Alpine Hypercar) - Alpine - 18 giri
24 - Perrodo/Nielsen/Rovera (Oreca-Gibson LMP2) - AF Corse - 19 giri
25 - Floersch/Falb/Aitken (Oreca-Gibson LMP2) - Algarve - 19 giri
26 - Konopka/Viscaal/Vautier (Oreca-Gibson LMP2) - ARC Bratislava - 20 giri
27 - Müller/Cullen/Bourdais (Oreca-Gibson LMP2) - Vector - 23 giri
28 - Bruni/Lietz/Makowiecki (Porsche GTE-Pro) - Porsche - 30 giri
29 - Pier Guidi/Calado/Serra (Ferrari GTE-Pro) - AF Corse - 30 giri
30 - Molina/Fuoco/Rigon (Ferrari GTE-Pro) - AF Corse - 31 giri
31 - Christensen/Estre/Vanthoor (Porsche GTE-Pro) - Porsche - 32 giri
32 - Fraga/Bird/Van Gisbergen (Ferrari GTE-Pro) - Riley - 33 giri
33 - Trouillet/Page/Droux (Oreca-Gibson LMP2) - Graff - 36 giri
34 - Keating/Chaves/Sørensen (Aston Martin GTE-Am) - TF Sport - 37 giri
35 - Macneil/Andlauer/Merrill (Porsche GTE-Am) - WeatherTech - 37 giri
36 - Dalla Lana/Pittard/Thiim (Aston Martin GTE-Am) - Northwest - 38 giri
37 - Wainwright/Pera/Barker (Porsche GTE-Am) - GR Racing - 40 giri
38 - Poordad/Root/Heylen (Porsche GTE-Am) - Dempsey Proton - 40 giri
39 - Flohr/Castellacci/Cassidy (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 40 giri
40 - Frey/Gatting/Bovy (Ferrari GTE-Am) - Iron Dames - 41 giri
41 - Mann/Ulrich/Vilander (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 41 giri
42 - Prette/Grunewald/Abril (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 41 giri
43 - Cameron/Griffin/Perel (Ferrari 488 GTE-Am) - Spirit of Race - 41 giri
44 - Haryanto/Picariello/Rump (Porsche GTE-Am) - Hardpoint - 42 giri
45 - Kimura/Schandorff/Jensen (Ferrari GTE-Am) - Kessel - 44 giri
46 - Cressoni/Fisichella/Heistand (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx - 44 giri
47 - Ried/Priaulx/Tincknell (Porsche GTE-Am) - Dempsey Proton - 44 giri
48 - Lahaye/Lahaye/Heriau (Oreca-Gibson LMP2) - Ultimate - 45 giri
49 - Cresp/Jensen/Palette (Ligier-Gibson LMP2) - CD Sport - 47 giri
50 - Van Der Zande/Kvamme/Hart (Ferrari GTE-Am) - JMW - 49 giri
51 - Fassbender/Campbell/Robichon (Porsche GTE-Am) - Proton - 51 giri
52 - Bradley/Rojas/De Gerus (Oreca-Gibson LMP2) - Duqueine - 54 giri
53 - Ehret/Hook/Varrone (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx - 56 giri

Ritirati
Gelael/Frijns/Rast (Oreca-Gibson LMP2) - WRT
Garcia/Taylor/Catsburg (Corvette GTE-Pro) - Corvette
Milner/Tandy/Sims (Corvette GTE-Pro) - Corvette
Schiavoni/Balzan/Giammaria (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx
Iribe/Millroy/Barnicoat (Porsche GTE-Am) - Project 1
West/Ledogar/Klein (Ferrari GTE-Am) - Inception
Dezoteux/Ragues/Aubry (Ferrari GTE-Am) - Spirit of Race
Cairoli/Pedersen/Leutwiler (Porsche GTE-Am) - Project 1
Hoshino/Fujii/Fagg (Aston Martin GTE-Am) - D'Station

12 Giu [14:15]

Le Mans - Ore 14:00
Toyota ok, GT con Porsche prima

Jacopo Rubino - XPB Images

Due ore al termine della 24 Ore di Le Mans 2022, e tutto sembra procedere bene per la Toyota verso la quinta vittoria consecutiva. Le GR010 hanno proseguito la marcia al vertice senza intoppi, con Sebastien Buemi in vetta davanti a Mike Conway sulla vettura numero 8, condivisa con Brendon Hartley e Ryo Hirakawa. Allo scoccare delle 14 lo svizzero viaggia con 2'45 di vantaggio nei confronti della numero 7.

Il terzo gradino del podio assoluto resta nelle mani della Glickenhaus #708, ora con Pipo Derani al volante, mentre l'altra Hypercar americana prosegue la risalita dopo il precedente crash di Oliver Pla e adesso è quinta assoluta con Richard Westbrook: resta solo da superare la migliore delle LMP2, la #38 del team Jota passata nelle mani di Roberto Gonzalez dopo lo stint di un velocissimo Antonio Felix da Costa.

La classe cadetta dei prototipi vede sempre in seconda posizione la vettura della scuderia italiana Prema, con un bravo Lorenzo Colombo che ha ora ceduto il volante a Robert Kubica, che insegue a circa 2'40 di distacco. La supremazia Jota è ribadita anche dal terzo posto dell'equipaggio Rasmussen/Jones/Aberdein, quarta la Penske con il veterano Emmanuel Collard.



Ha scaldato gli animi la sfida in GTE-Pro, con il doppio ritiro Corvette che ha dato speranza alla Ferrari di contendere lo scettro alla Porsche. Alessandro Pier Guidi ce l'ha messa tutta, resistendo alla pressione di Frederick Makowiecki mentre il team AF Corse ha optato per un pit-stop più "agile" non cambiando i pneumatici, ma attorno alle 11:30 una foratura lenta ha costretto il tortonese a rientrare ai box, portando in vetta la 911 numero 91 presa in consegna dal nostro Gimmi Bruni, e poi da Richard Lietz. Le Rosse completano il podio di classe provvisorio, con la #51 guidata da Daniel Serra e la #52 da Davide Rigon.

In GTE-Am sembra in controllo l'Aston Martin della TF Sport con Ben Keating a precderere Thomas Merrill sulla Porsche del team Weathertech, che ha rischiato di sciupare tutto con una escursione nella ghiaia; terza un'altra Aston, quella targata Northwest con David Pittard, complice le riparazioni ai box per la Porsche del team Dempsey-Proton con Sebastian Priaulx.

Da segnalare la lunga Slow Zone provocata dal botto contro le barriere di Claudio Schiavone alle curve Porsche, sulla Ferrari #60 di GTE-Am della Iron Lynx, avvenuto alle 12:55, mentre alle 11:30 altri guai per la LMP2 #22 dello United Autosports rimasta ferma lungo il tracciato con Phil Hanson, riuscito però a riprendere dopo una procedura di "reset" della macchina.

Domenica 12 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 22 ore di gara (top-10)

1 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 347 giri
2 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 2'44"589
3 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 4 giri
4 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 10 giri
5 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 10 giri
6 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 10 giri
7 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 10 giri
8 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 11 giri
9 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 11 giri
10 - Lynn/Jarvis/Pierson (Oreca-Gibson LMP2) - United - 11 giri

12 Giu [11:07]

Le Mans - Ore 11.00
Ko Corvette, Ferrari al comando in GT

Michele Montesano

Nulla cambia al vertice della 24 Ore di Le Mans, quando mancano solamente 5 ore al calare della bandiera a scacchi. Saldamente al comando delle operazioni la Toyota di Buemi-Hartley-Hirakawa che precede la LMH dei compagni Conway-Kobayashi-Lopez. Nonostante la GR010 Hybrid #7 abbia ripreso la marcia, resta l’apprensione ai box del Toyota Gazoo Racing. Infatti le noie elettriche, che hanno attardato la vettura nipponica, sono molto simili a quelle che hanno portato proprio al ritiro della LMH nella scorsa 6 Ore di Spa.

Aumenta il distacco dal vertice per la Glickenhaus di Briscoe-Westbrook-Mailleux tranquillamente in zona podio, visto il margine di 5 giri nei confronti della SCG 007 di Pla-Dumas-Derani. È continuato il calvario in casa Alpine. Matthieu Vaxiviere, nel provare a doppiare una GT, ha perso il controllo della sua Oreca andando ad impattare conto il muro di gomme della curva Porsche. Cambiato il cofano anteriore e controllate le sospensioni, la LMH francese è tornata in pista a centro classifica.

Gran parte delle 3 ore di gara sono state caratterizziate da Slow Zone e dalla prima safety car della 24 Ore di Le Mans. A causare la prima neutralizzazione è stato Brendan Iribe. Il pilota del Project 1 ha perso il retrotreno della sua Porsche in fase di staccata della curva Daytona andando a sbattere conto il guardrail. Immediata l’esposizione delle bandiere gialle per spostare la vettura del britannico e consentire il ripristino delle barriere. Pochi minuti dopo è toccato a Laurents Hörr ‘allungare’ la Slow Zone andando a baciare il muro di gomme a Mulsanne. Peccato per il team DKR Engineering che si stava giocando il podio in classe LMP2 ProAm.


Riprese le ostilità allo scoccare della diciottesima ora è arrivato l’ennesimo colpo di scena. In una fase caotica di doppiaggi la Corvette di Alexander Sims, in lotta con la Ferrari di James Calado, è stata speronata dalla LMP2 di François Perrodo sul rettilineo che porta a Mulsanne. Il francese, tratto in inganno dall’Algarve Pro Racing di John Falb, ha scartato a sinistra colpendo la C8 R superstite. L’incolpevole Sims ha terminato la sua corsa impattando rovinosamente l’avantreno contro le barriere dell’Hunaudieres.

Gara di fatto compromessa anche per l’Oreca di AF Corse. In lotta per la vittoria in LMP2 ProAm, la vettura è stata sanzionata con uno Stop & Go di 3 minuti per la manovra di Perrodo. Con 5 ore alla conclusione la lotta per la vittoria in LMGTE Pro è ora più aperta che mai. Il campione in carica WEC Alessandro Pier Guidi è braccato dalla Porsche di Frédéric Makowiecki.

Gara in controllo per il team Jota in LMP2. Gonzales-Da Costa-Stevens hanno saldamente nelle loro mani le redini della situazione. A salire in seconda posizione l’altra Jota di Aberdein-Rasmussen-Jones che hanno approfittato delle varie fasi di neutralizzazioni per balzare davanti alla Prema di Deletraz-Kubica-Colombo. Il Cool Racing, quarto, è riuscito ad avere la meglio sull’Oreca del Team Penske. Diciannovesima ora conclusa con l’ingresso della safety car richiamata da Robin Frijns. L’alfiere del WRT ha terminato la gara rovinosamente contro le barriere della curva Indianapolis.

Dopo il dominio Porsche nella notte e nelle prime luci dell’alba, ora è l’Aston Martin a dettare il ritmo nella classe LMGTE Am. L’equipaggio del TF Sport Keating-Chaves-Sorensen comanda la classifica seguito dalla Porsche del WeatherTech Racing di Andlauer-Macneil-Merril. Chiude il podio la 911 RSR griffata Hardpoint Motorsport di Haryanto-Picariello-Rump.

Domenica 12 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 19 ore di gara (top-10)

1 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 299 giri
2 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 3'38"719
3 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 4 giri
4 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 8 giri
5 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 9 giri
6 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 9 giri
7 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 9 giri
8 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 10 giri
9 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 10 giri
10 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 10 giri

12 Giu [8:11]

Le Mans - Ore 8.00
Brivido Toyota, disastro Porsche in GT

Michele Montesano

L’alba ha preso il sopravvento sulla lunga notte di Le Mans, ma la situazione al vertice non è assolutamente cambiata. La Toyota di Buemi-Hartley-Hirakawa comanda agilmente la gara allo scoccare della sedicesima ora. Ma a preoccupare è la GR010 Hybrid #7 che si è fermata a bordo pista ad Arnage al termine della quindicesima ora. Josè Maria Lopez, sotto indicazione del muretto Toyota, ha dovuto effettuare un reset del sistema ibrido per riavviare la LMH. Ripresa la marcia, l’argentino è rientrato ai box ma, vista la spia rossa sul cupolone della vettura, i meccanici non sono potuti intervenire immediatamente. Tornato in pista, Lopez si trova a un giro dalla vettura gemella dei leader. Ricordiamo che le due Toyota nel corso della notte si sono scambiate diverse volte le posizioni, tenendo un ritmo forsennato anche nelle tenebre del tracciato de la Sarthe.

Segue a 2 giri la prima delle Glickenhaus SCG 007 quella di Briscoe-Westbrook-Mailleux. Dopo l’incidente avvenuto nel corso dell’ottava ora a Tertre Rouge, Pla-Dumas-Derani hanno continuato a marciare regolarmente risalendo la classifica fino a raggiungere la sesta posizione assoluta. Seppur tagliata fuori dalla lotta per il podio, l’Alpine sta cercando di districarsi fra le LMP2. Staccati di undici giri dal vertice, la gara per Lapierre-Negrão- Vaxiviere si è subito complicata nelle prime ore per colpa di problemi alla frizione.



In LMP2 l’Oreca della Prema è chiusa nella morsa del team Jota. La vettura di Gonzales-Da Costa-Stevens ha approfittato della notte, e delle varie Slow Zone, per allungare sui diretti inseguitori portandosi al quarto posto assoluto (nella foto sopra). La vettura #38 si è dimostrata uno schiacciasassi prendendo la leadership nelle prime curve della gara senza mai mollarlo. Ottima la progressione notturna della Prema ora a 1’31” dai leader di classe. Il team italiano, alla sua prima presenza a Le Mans, sta dimostrando un ottimo passo gara con gli esperti Deletraz e Kubica coadiuvati dal sempre più competitivo Lorenzo Colombo. Podio virtuale per la Jota di Rasmussen-Jones-Aberdein che sta cercando di marcare stretta l’Oreca della Prema.

Quarto posto per il Cool Racing con Ye-Taylor-Kruetten incalzata dal TDS Vaillante in grande recupero. Ancora una volta il WRT è stato costretto a scontare una penalizzazione ricacciando Rast-Frijns-Gelael all’ottavo posto di classe. A comandare in LMP2 ProAm sono gli alfieri dell’Algarve Pro Racing Thomas-Allen-Binder seguiti a stretto giro da Rovera-Perrodo-Nielsen. Dopo aver riscontrato problemi alla frizione nel corso della notte, l’equipaggio AF Corse si è reso protagonista di una forsennata rimonta.



Colpo di scena in LMGTE Pro alle ore 7.40 per la Porsche dei leader Christensen-Estre-L. Vanthoor. La vettura tedesca, salita in prima posizione approfittando dei problemi alla sospensione posteriore che hanno rallentato la Corvette nella notte, ha subito lo scoppio dello pneumatico sul rettilineo che porta alla curva di Indianapolis. Christensen ha cercato di portare la sua 911 RSR ai box con ingenti danni sull’avantreno (nella foto sopra). Ad ereditare la prima posizione è stata così la Corvette di Sims-Tandy-Milner seguita dalla Ferrari AF Corse di Pier Guidi-Calado-Serra. Proprio l’italiano nel corso della notte, complice le temperature più basse, ha tenuto un ritmo indemoniato portandosi momentaneamente anche al comando della classe. A salire in zona podio la Porsche di Bruni-Lietz-Makowiecki leggermente più attardata, ma ancora in lotta per la vittoria.

La notte di Le Mans ha mietuto le sue vittime principalmente in LMGTE Am. Dopo il definitivo ritiro della Porsche Project 1 del nostro Matteo Cairoli, hanno alzato bandiera bianca anche le Ferrari dello Spirit of Race e dell’Inception Racing, oltre all’Aston Martin del D’Station Racing. Con le prime luci del giorno la Porsche dell’Hardpoint Motorsport ha guadagnato il comando delle operazioni nella classe minore delle GT. Haryanto-Picariello-Rump precedono di 30” l’Aston Martin del TF Sport seguita dalla gemella del NorthWest AMR. Più attardate le Ferrari, bisogna scorrere fino all’ottavo posto per trovare la prima 488 GTE dell’AF Corse di Castellacci-Cassidy-Flohr.

Sabato 11 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 16 ore di gara (top-10)

1 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 259 giri
2 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 1 giro
3 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 3 giri
4 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 8 giri
5 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 8 giri
6 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 9 giri
7 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 9 giri
8 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 9 giri
9 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 9 giri
10 - Lynn/Jarvis/Pierson (Oreca-Gibson LMP2) - United AS - 9 giri

12 Giu [1:00]

Le Mans - Ore 01.00
GTE, Porsche davanti, Corvette in crisi

Massimo Costa

L'inizio della notte a Le Mans comporta sempre qualche difficoltà di troppo. La temperatura ambiente diminuisce sensibilmente, le gomme tendono a raffreddarsi e soprattutto per chi esce dai box, non essendo permesse le termo coperte, occorre fare grande attenzione. I piloti, soprattutto delle vetture GTE, faticano a calcolare la distanza delle più veloci Hypercar e LMP2 che piombano alle loro spalle, e quando guardano gli specchietti rimangono quasi abbagliati dalle luci dei potenti fari anteriori.

Tra le 22 di sabato e la prima ora della domenica, le due Toyota hanno continuato a dettare il passo. con Mike Conway e Sebastien Buemi che si sono superati un paio di volte, sempre sotto ordine del team. Curioso il messaggio radio del pilota svizzero, che sia a mezzanotte sia verso l'una, ha chiesto arrabbiato al proprio team se era il caso di continuare a spingere così forte considerando i 2 giri di vantaggio sulla Glickenhaus. All'1 di notte, al comando ci sono Buemi-Hartley-Hirakawa davanti a Conway-Kobayashi-Lopez. Sempre molto vicini una volta che sono stati completati i pit-stop.

La Glickenhaus è terza con Briscoe-Westbrook-Mailleux mentre la vettura gemella di Pla-Dumas-Derani ha incontrato un problema alle 23.17. Pla si è girato improvvisamente per un probabile cedimento della gomma posteriore sinistra che ha provocato un danno alla sospensione. Raggiunti i box, Pla ha perso 5 giri riuscendo, grazie al lavoro dei meccanici, a tornare in pista divincolandosi tra le numerose LMP2 attorno alla 15esima posizione assoluta.



Tra le LMP2 comanda il gruppone la Oreca-Gibson del team Jota con Gonzalez-Da Costa-Stevens inseguita a un paio di minuti dal prototipo del team Prema (nella foto sopra), al debutto in una maratona del genere. Kubica-Deletraz-Colombo hanno condotto degli stint eccellenti e a impressionare è il giovane pilota italiano, alla sua prima esperienza alla 24 Ore di Le Mans. Terza l'altra Oreca del team Jota affidata ad Aberdeen-Jones-Rasmussen. La LMP2 di Bortolotti, che condivide con Ineichen e D.Vanthoor, ha perso terreno uscendo dalla top 10 di categoria.

Il colpo di scena con maggiore impatto sulla classifica di classe lo si è avuto tra le LMGTE PRO, con la Corvette leader di Antonio Garcia costretta a compiere praticamente un giro intero su tre ruote per la foratura della posteriore sinistra. Il pilota spagnolo è tornato ai box, ma i danni provocati nel compiere i 13 km del tracciato su tre ruote sono divenuti piuttosto estesi e la vettura americana è praticamente fuori da ogni gioco. In testa è così passata la Porsche con la numero 92 di Christensen-Estre-L.Vanthoor che precede la gemella di Bruni-Lietz-Makowiecki. Le vetture tedesche stanno controllando con sicurezza la corsa anche se la Ferrari AF Corse di Pierguidi-Calado-Serra spinge forte alle loro spalle.

Nell'affollatissima classe LMGTE AM in prima posizione c'è la Porsche del WeatherTech di MacNeil-Andlauer-Merrill mentre seconda è un'altra Porsche, quella del Dempsey-Proton di Ried-Priaulx-Tincknell. L'attore star Michael Fassbender si è girato per due volte: la prima perché spinto dal "maleducato" Vnicent Abril, la seconda per un errore alla variante Dunlop. Dura la notte per il protagonista di film come X-Men, L'uomo di neve, Alien Covenant, Steve Jobs, Macbeth, Assassin's Creed eccetera...

Prossimo aggiornamento verso le ore 8

Sabato 11 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 9 ore di gara (top-10)

1 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 145 giri
2 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 26"234
3 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 2 giri
4 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 5 giri
5 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 5 giri
6 - Gelael-Frijns-Rast (Oreca-Gibson LMP2) - WRT - 5 giri
7 - Canal-Jamin-Van Uitert (Oreca-Gibson LMP2) - Panis - 5 giri
8 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 5 giri
9 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 5 giri
10 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 5 giri

11 Giu [22:11]

Le Mans - Ore 22.00
Toyota al top, problemi per Alpine

Michele Montesano

Anche con il calare del sole la marcia delle Toyota nelle 24 Ore di Le Mans continua quasi indisturbata. Dopo 6 ore, a dividere le due LMH nipponiche ci sono solamente 8 secondi. Nel corso della terza ora il leader José Maria Lopez, nel suo giro di rientro ai box, è andato nella ghiaia di Mulsanne perdendo i 15 secondi di vantaggio e la leadership in favore della vettura gemella di Brendon Hartley. Le due Toyota hanno poi invertito nuovamente l’ordine con la #7 di Kamui Kobayashi che ha sopravanzato la GR010 Hybrid di Ryo Hirakawa, rallentato da una LMGTE in fase di uscita dalla pitlane per il suo primo stint a Le Mans.

Immutate le posizioni delle Glickenhaus, Felipe Derani precede agilmente la SCG 007 LMH di Ryan Briscoe. Le LMH americane, seppure con un passo inferiore rispetto alle Toyota, puntano al loro primo podio nella classica maratona de la Sarthe. Non continua nel migliore dei modi l’ultima presenza a Le Mans della ex LMP1 marchiata Alpine. Dopo aver scontato un drive through, Matthieu Vaxiviere è stato costretto ad una lunga sosta per problemi alla frizione. Rientrata in pista la vettura transalpina è scivolata in ventottesima posizione assoluta.



La gara più tirata come da tradizione la si può assaporare in LMP2. A fare l’andatura è sempre il team Jota con Roberto Gonzales, Antonio Felix Da Costa e Will Stevens (nella foto sopra). Inizialmente ci ha provato la vettura del Penske ad impensierire i leader, prima che Felipe Nasr fosse costretto ad una lunga sosta ai box per aver raccolto detriti sull’anteriore sinistro della sua Oreca. Ad ereditare la seconda posizione, e il ruolo di diretto antagonista, è stato il Cool Racing con l’ottimo e sempre veloce Ricky Taylor. Ai margini del podio la Prema che ha visto avvicendarsi Lorenzo Colombo e il campione in carica Louis Deletraz militando costantemente nella top-5.

Da tenere sotto controllo la TDS Vaillante che con Nyck De Vries è balzata in decima posizione assoluta dietro la Jota #28. Incredibile la rimonta di Charles Milesi. Costretto a scontare uno Stop & Go per aver spinto fuori pista un avversario, il francese si è reso protagonista di una serie di sorpassi che l’hanno portato dal decimo al quinto posto di classe, prima di lasciare il volante a Lilou Wadoux. A comandare in ProAm è l’AF Corse con Alessio Rovera, Nicklas Nielsen e François Perrodo. In fondo alla classifica di classe LMP2 la Vector Sport che, dopo aver assaggiato le barriere di Indianapolis con al volante Ryan Cullen, ha riportato diversi danni compreso noie allo sterzo.



Il dominio Corvette nella classe LMGTE Pro è stato incrinato dalla Porsche. La GT americana di Antonio Garcia, Jordan Taylor e Nicky Catsburg (nella foto sopra) è incalzata dalla 911 RSR di Kevin Estre, Michael Christensen e Laurens Vanthoor. A seguire la C8 R di Alex Sims autore di una leggera escursione fuori pista che l’ha fatto scivolare al terzo posto. Quarta la Porsche #91 attardata dopo aver scontato una penalità per aver ripetutamente oltrepassato i track limits. Nettamente staccate le Ferrari che pagano oltre 1’14” dal vertice: la rossa di Antonio Fuoco, Miguel Molina e Davide Rigon precede la gemella dei campioni Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra.

Si preannuncia una lotta serrata in LMGTE Am con la Porsche del WeatherTech Racing che precede l’Aston Martin del team NorthWest grazie al solido stint del pilota Bronze Thomas Merrill. Gradino più basso del podio per Harry Tincknell alfiere del Dempsey Proton Racing. Gara sfortunata per le Iron Dames, dapprima costrette ad un drive through, per non aver rispettato i limiti di velocità nella Slow Zone, e poi coinvolte in un contatto con una LMP2. Allo scoccare della terza ora Nicolas Leutwiler ha perso il controllo della sua Porsche finendo nella ghiaia della curva Indianapolis. Lo svizzero è riuscito a tornare ai box nonostante due gomme forate, buttando al vento ciò che aveva fatto di buono Matteo Cairoli nel primo stint.

Sabato 11 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 6 ore di gara (top-10)

1 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 98 giri
2 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 8"049
3 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 2'43"465
4 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 3'25"878
5 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 3 giri
6 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 3 giri
7 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 3 giri
8 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 3 giri
9 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 3 giri
10 - De Vries/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - 3 giri

11 Giu [19:05]

Le Mans - Ore 19
Toyota saldamente al comando

Mattia Tremolada

22 secondi separano le due Toyota di Jose Maria Lopez e Brendon Hartley al termine delle prime tre ore di gara, che hanno visto le GR010 Hybrid allungare con autorità nei confronti dei rivali di classe Hypercar. Al via, Sebastien Buemi aveva mantenuto il comando davanti al compagno di squadra Mike Conway, ma il pilota inglese ha preso la vetta grazie ad un undercut nel corso del primo valzer dei pit-stop e da quel momento ha guidato la corsa, cedendo poi il volante a Lopez in prima piazza.

Bella prova da parte della Glickenhaus di Olivier Pla, che ha sempre occupato la terza posizione davanti alla vettura gemella di Franck Mailleux. Il pilota francese è stato però costretto ad una lunga sosta ai box di circa tre minuti, che ha fatto scivolare la SCG007 #709 ai margini della top-10. Tuttavia Richard Westbrook, che ha ereditato il sedile da Mailleux, si è lanciato in una bella rimonta, culminata poco dopo lo scoccare della terza ora nel sorpasso ai danni dell’Alpine di Nicolas Lapierre. L’ex Rebellion R13 ha anche rimediato un drive-through una volta salito Matthieu Vaxiviere, che non ha rallentato a sufficienza in una slow zone.

Un contatto multiplo in partenza ha subito segnato la corsa in classe LMP2. Al via infatti, Robert Kubica e Ferdinand Habsburg sono scattati meglio di Renè Rast e Will Owen, che occupavano la prima fila. I quattro piloti sono arrivati appaiati alla prima piega a destra e Rast è andato a colpire Owen, spedendolo contro Habsburg. Il portacolori di United Autosport ha avuto la peggio, finendo nella ghiaia con evidenti danni, mentre Habsburg è stato costretto a rientrare ai box a bassa andatura. Entrambe le auto hanno subito perso parecchio terreno, mentre Rast è stato ritenuto responsabile dell’incidente, venendo punito con uno stop&go di un minuto, che ha costretto la vettura che scattava dalla pole a inseguire fin dall’inizio della gara.



A prendere la testa nelle prime fasi è così stato uno scatenato Kubica, che ha chiuso il primo giro di gara quinto assoluto davanti a Lapierre. Dopo la prima sosta è però stato Antonio Felix Da Costa a portarsi al comando e da quel momento il portoghese ha allungato sugli inseguitori, cedendo la vettura a Will Stevens con oltre 30” di vantaggio nei confronti di Dane Cameron e Lorenzo Colombo, rispettivamente secondo e terzo. Bella prova anche per Mirko Bortolotti, che al debutto in classe LMP2 e a Le Mans, è stato autore di un primo doppio stint eccezionale, risalendo fino alla seconda posizione nella propria categoria.

In GTE Pro, gli aggiustamenti al balance of performance dopo le qualifiche non hanno cambiato le gerarchie in pista, con le Corvette che hanno guidato il gruppo davanti alle due Porsche e alle tre Ferrari. La 488 privata di Riley ha faticato a tenere testa alle Porsche di classe GTE Am. Nel corso della prima ora è stato Matteo Cairoli a prendere la testa della classe minore con una bella rimonta, alternandosi poi al comando con Alessio Picariello e Julien Andlauer. Le Ferrari di Vincent Abril e Mikkel Jensen, che avevano monopolizzato la prima fila, hanno subito perso terreno, scivolando nelle retrovie.

Da segnalare che tutte e 62 le vetture che hanno preso il via sono regolarmente in gara, nonostante qualche problema tecnico per Sophia Floersch (Oreca-Algarve Pro) e Michelle Gatting (Ferrari-Iron Dames), un'uscita per Jean Glorieux (Oreca-DKR) e un contatto tra Pierre Ehret (Ferrari-Iron Lynx) e Francois Perrodo (Oreca-AF Corse).

Sabato 11 giugno 2022, classifica parziale al termine delle prime 3 ore di gara (top-10)

1 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 49 giri
2 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 22”365
3 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 1’36”785
4 - Negrao/Lapierre/Vaxiviere (Alpine Hypercar) - Alpine - 2’18”481
5 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 2’50”770
6 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 1 giro
7 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 1 giro
8 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 1 giro
9 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 1 giro
10 - Canal/Jamin/Van Uitert (Oreca-Gibson LMP2) - Panis - 1 giro

10 Giu [11:39]

De Vries richiamato da TDS
per sostituire Cimadomo

Mattia Tremolada

Chiamata a sorpresa per Nyck De Vries, che domani indosserà casco e tuta per prendere parte alla 24 ore di Le Mans 2022, la quarta della sua carriera. Una notizia inaspettata per il pilota olandese, presente sul circuito della Sarthe in qualità di pilota di riserva Toyota, da cui è arrivato il via libera affinché il campione in carica di Formula E prenda parte alla corsa nella categoria cadetta.

De Vries andrà a rimpiazzare il gentleman driver Philippe Cimadomo, escluso dalla corsa in seguito ai due incidenti di cui è stato protagonista nel corso delle prove libere. Il 62enne francese è alla prima stagione in classe LMP2 (ha già preso parte alle gare di Le Castellet e Imola della European Le Mans Series) dopo numerose annate trascorse con prototipi di classi inferiori nel VdeV e nell’Ultimate Cup Series.

De Vries ha già corso la maratona francese con il team TDS nel 2019 e nel 2020, quando la squadra di Xavier Combet portava in pista la vettura del Racing Team Nederland. Nel 2021 De Vries è invece approdato alla corte di G-Drive (Algarve Pro), chiudendo 12esimo assoluto e settimo in classe LMP2. L'innesto del pilota olandese al fianco di Mathias Beche e Tijmen Van Der Helm promuove l'Oreca #13 nella classe LMP2 principale, in quanto viene a mancare la quota bronze necessaria per correre in LMP2 Pro-Am. 

T‍DS nella notte ha anche dovuto sostituire la scocca dell'Oreca danneggiata da Cimadomo nell'incidente con Sean Gelael delle prove libere 3. Anche il team Proton aveva dovuto effettuare la stessa operazione dopo l'uscita dell'attore Michael Fassbender, che questo fine settimana corona un percorso iniziato con Porsche nel 2019, nel primo turno di prove.

10 Giu [0:13]

Le Mans - Libere 4
Toyota e Corvette imprendibili

Mattia Tremolada

Jose Maria Lopez ha riportato al comando la Toyota #7, dominatrice di tutti i turni di libere, ad eccezione del secondo, e delle qualifiche, nonostante abbia perso la pole position nell’hyperpole contro la vettura gemella, affidata alle mani di Brendon Hartley. La GR010 #8 ha chiuso al secondo posto grazie al tempo di 3’28”684, fatto segnare da Sebastien Buemi nelle prime fasi. Alle loro spalle le Glickenhaus, con Pla/Dumas/Derani che hanno preceduto i compagni di squadra Briscoe/Westbrook/Mailleux e l'Alpine LMP1.

United Autosport ha ripreso la prima posizione di classe LMP2 dopo essere stata beffata da WRT in hyperpole, mentre il team di Vincent Vosse è rimasto sornione in questo turno, completando comunque parecchi giri in ottica gara. Corvette è stata ancora imprendibile, piazzando entrambe le vetture alla testa del plotone GT. Seguono Porsche e Ferrari, incapaci almeno in queste prove di raggiungere le prestazioni dei rivali, anche se va ricordato come nelle stagioni recenti diverse squadre di classe GTE Pro si siano nascoste nelle libere e nelle qualifiche per avere un balance of performance più favorevole in gara.



Cimadomo escluso dalla gara

Il 62enne Philippe Cimadomo è stato escluso dal resto del fine settimana di gara, in quanto i commissari hanno ritenuto che non sia in grado di prendere parte alla corsa senza mettere in pericolo sé stesso e i propri rivali. Il gentleman driver francese è stato coinvolto in un incidente all’ingresso della corsia box nelle prove libere 1 di ieri, mentre quest’oggi è stato protagonista di un violento botto alle curve Porsche, conseguenza di un contatto con Sean Gelael.

Il direttore di gara, i commissari sportivi e Yannick Dalmas, consulente della FIA in qualità di ex pilota, hanno preso la decisione finale dopo aver convocato il pilota e il team manager del team TDS, nonostante le proteste dello stesso Cimadomo. In seguito all’incidente delle prove libere 3 il telaio dell’Oreca #13 ha riportato gravi danni e deve essere sostituito. Se Mathias Beche e Tijmen van Der Helm vorranno proseguire (non hanno preso parte alle libere 4 in notturna) potranno farlo, ma avendo perso la quota bronze dell’equipaggio, saranno promossi nella categoria principale in luogo della Pro-Am in cui erano iscritti.

Giovedì 9 giugno 2022, libere 4

1 - Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota Hypercar) - Toyota - 3'28”322
2 - Buemi/Hartley/Hirakawa (Toyota Hypercar) - Toyota - 3’28”684
3 - Pla/Dumas/Derani (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 3’30”141
4 - Briscoe/Westbrook/Mailleux (Glickenhaus Hypercar) - Glickenhaus - 3’30”822
5 - Negrao/Lapierre/Vaxiviere (Alpine Hypercar) - Alpine - 3’31”039
6 - Lynn/Jarvis/Pierson (Oreca-Gibson LMP2) - United AS - 3'32”226
7 - Canal/Jamin/Van Uitert (Oreca-Gibson LMP2) - Panis - 3’32”422
8 - Rasmussen/Jones/Aberdein (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 3'32”588
9 - Kubica/Deletraz/Colombo (Oreca-Gibson LMP2) - Prema - 3'33”269
10 - Gonzalez/Felix Da Costa/Stevens (Oreca-Gibson LMP2) - Jota - 3'33”481
11 - Hanson/Albuquerque/Owen (Oreca-Gibson LMP2) - United AS - 3'33”546
12 - Müller/Cullen/Bourdais (Oreca-Gibson LMP2) - Vector - 3’33”559
13 - Ye/Taylor/Kruetten (Oreca-Gibson LMP2) - Cool - 3'33”674
14 - Ineichen/Bortolotti/Vanthoor (Oreca-Gibson LMP2) - WRT - 3'33”681
15 - Floersch/Falb/Aitken (Oreca-Gibson LMP2) - Algarve - 3'33”689
16 - Heinemeier-Hansson/Scherer/Fittipaldi (Oreca-Gibson LMP2) - Inter Europol - 3'33”701
17 - Andrade/Habsburg/Nato (Oreca-Gibson LMP2) - Realteam WRT - 3'33”804
18 - Thomas/Allen/Binder (Oreca-Gibson LMP2) - Algarve - 3’33”986
19 - Perrodo/Nielsen/Rovera (Oreca-Gibson LMP2) - AF Corse - 3'34”080
20 - Gelael/Frijns/Rast (Oreca-Gibson LMP2) - WRT - 3’34”187
21 - Konopka/Viscaal/Vautier (Oreca-Gibson LMP2) - ARC Bratislava - 3’34”393
22 - Lahaye/Lahaye/Heriau (Oreca-Gibson LMP2) - Ultimate - 3'34”588
23 - Cameron/Collard/Nasr (Oreca-Gibson LMP2) - Penske - 3'34”603
24 - Bradley/Rojas/De Gerus (Oreca-Gibson LMP2) - Duqueine - 3'35”208
25 - Lafargue/Chatin/Pilet (Oreca-Gibson LMP2) - Idec - 3’35”566
26 - Smiechowski/Brundle/Gutierrez (Oreca-Gibson LMP2) - Inter Europol - 3'35”927
27 - Wadoux/Ogier/Milesi (Oreca-Gibson LMP2) - Richard Mille - 3'36”128
28 - Sales/Bell/Hanley (Oreca-Gibson LMP2) - Nielsen - 3’37”822
29 - Horr/Glorieux/Cougnaud (Oreca-Gibson LMP2) - DKR - 3'38”232
30 - Trouillet/Page/Droux (Oreca-Gibson LMP2) - Graff - 3’40”740
31 - Cresp/Jensen/Palette (Ligier-Gibson LMP2) - CD Sport - 3’51”009
32 - Garcia/Taylor/Catsburg (Corvette GTE-Pro) - Corvette - 3'52”710
33 - Milner/Tandy/Sims (Corvette GTE-Pro) - Corvette - 3'52”731
34 - Bruni/Lietz/Makowiecki (Porsche GTE-Pro) - Porsche - 3'53”123
35 - Christensen/Estre/Vanthoor (Porsche GTE-Pro) - Porsche - 3'53”277
36 - Molina/Fuoco/Rigon (Ferrari GTE-Pro) - AF Corse - 3'53”682
37 - Pier Guidi/Calado/Serra (Ferrari GTE-Pro) - AF Corse - 3'53”888
38 - Ried/Priaulx/Tincknell (Porsche GTE-Am) - Dempsey Proton - 3’55”067
39 - Poordad/Root/Heylen (Porsche GTE-Am) - Dempsey Proton - 3'55”265
40 - Prette/Grunewald/Abril (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 3'55”323
41 - Flohr/Castellacci/Cassidy (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 3'55”345
42 - Kimura/Schandorff/Jensen (Ferrari GTE-Am) - Kessel - 3'55”446
43 - Haryanto/Picariello/Rump (Porsche GTE-Am) - Hardpoint - 3'55”510
44 - Wainwright/Pera/Barker (Porsche GTE-Am) - GR Racing - 3’55”626
45 - Schiavoni/Balzan/Giammaria (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx - 3’55”728
46 - Cressoni/Fisichella/Heistand (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx - 3’55”899
47 - Macneil/Andlauer/Merrill (Porsche GTE-Am) - WeatherTech - 3'56”039
48 - Iribe/Millroy/Barnicoat (Porsche GTE-Am) - Project 1 - 3'56”182
49 - Fassbender/Campbell/Robichon (Porsche GTE-Am) - Proton - 3’56”219
50 - West/Ledogar/Klein (Ferrari GTE-Am) - Inception - 3'56”237
51 - Frey/Gatting/Bovy (Ferrari GTE-Am) - Iron Dames - 3'56”303
52 - Ehret/Hook/Varrone (Ferrari GTE-Am) - Iron Lynx - 3'56”393
53 - Dezoteux/Ragues/Aubry (Ferrari GTE-Am) - Spirit of Race - 3’56”696
54 - Cameron/Griffin/Perel (Ferrari 488 GTE-Am) - Spirit of Race - 3'56”855
55 - Mann/Ulrich/Vilander (Ferrari GTE-Am) - AF Corse - 3'56”936
56 - Van Der Zande/Kvamme/Hart (Ferrari GTE-Am) - JMW - 3'57”169
57 - Dalla Lana/Pittard/Thiim (Aston Martin GTE-Am) - Northwest - 3'58”959
58 - Cimadomo/Beche/Van Der Helm (Oreca-Gibson LMP2) - TDS - nessun tempo
59 - Keating/Chaves/Sørensen (Aston Martin GTE-Am) - TF Sport - nessun tempo
60 - Cairoli/Pedersen/Leutwiler (Porsche GTE-Am) - Project 1 - nessun tempo
61 - Hoshino/Fujii/Fagg (Aston Martin GTE-Am) - D'Station - nessun tempo
62 - Fraga/Bird/Van Gisbergen (Ferrari GTE-Pro) - Riley - nessun tempo

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