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10 Giu [20:55]

Le Mans - Qualifica
Alpine, prima pole con Habsburg
Ferrari zoppicante, Peugeot debacle

Massimo Costa - Foto DPPI

E' stata una qualifica di 30 minuti a dir poco entusiasmante quella riservata alle 18 Hypercar , la prima sessione che ha portato i primi quindici qualificati alla Hyperpole di domani (giovedì). Nessun cambio pilota, solo i prescelti dalle squadre a darsi battaglia. E battaglia fu.

Inizialmente sono state le Aston Martin Valkyrie a dettare il passo con Tom Gamble leader in 3'24"163 seguito da Alex Riberas con 3'24"235. Ma non è durata troppo. Le verdone nella seconda parte della sessione si sono dovute accodare inizialmente alla Cadillac di Louis Deletraz, autore del crono di 3'23"834.

Poco dopo, a scavalcare tutti è arrivata l'Alpine di Ferdinand Habsburg, 3'23"651 con Riberas che ha ribattuto in 3'23"777 salendo secondo davanti a Deletraz e alla sorprendente Genesis di Daniel Juncadella, 3'24"084. Neanche il tempo di fiatare e in prima posizione si è portata la BMW di René Rast, 3'23"444 il suo riferimento cronometrico.

Finita qui? Macché. Di nuovo è arrivata la risposta della Cadillac, quella de Wayne Taylor Racing con Jordan Taylor al volante, sceso a 3'23"323. Subito però, è transitata ll'altra Cadillac, gestita dal team Jota, con Deletraz che ha chiuso il suo giro in 3'23"148.

Due Cadillac davanti a tutti, come nella prima sessione libera? No, a rovinare i piani del costruttore americano ci ha pensato Habsburg con l'Alpine, che per 13 centesimi ha scalzato Deletraz fermando il cronometro sul 3'23"135. Emozioni a non finire nella parte alta della classifica, ma anche in quella... bassa.

Le debuttanti (a Le Mans) Genesis della Hyundai erano tra le candidate a non superare la tagliola dei primi quindici e invece... tutte e due le GMR-001 ce l'hanno fatta grazie a Juncadella, 11esimo e Pipo Derani, 13esimo. Grande soddisfazione per il team manager Gabriele Tarquini. Mai protagoniste, a dir poco strano, le due Toyota che hanno navigato a centro classifica senza mai un sussulto.



Chi scendeva sempre più verso il baratro erano le due Ferrari, quelle rosse, con Niklas Nielsen (3'24"514) e Alessandro Pier Guidi (3'24"623) che hanno occupato le ultime due posizioni in grado di garantire l'accesso alla Hyperpole. Un crollo inatteso, confermato dalla esclusione dalla Hyperpole della Ferrari gialla vincitrice lo scorso anno, con Philip Hanson 17esimo in 3'25"495. 

Debacle totale per la Peugeot. Stoffel Vandoorne a un certo punto era entrato tra i primi quindici, poi è scivolato al 16esimo posto con 3'24"978. Davanti a lui, Pier Guidi con 3'24"623, più di tre decimi da recuperare, ma il belga non ce l'ha fatta. E peggio ha fatto Matheo Jakobsen con la seconda Peugeot, ultimo in 3'25"660.

L'omertà sul BoP, una vergogna per tutto il WEC
Già, proprio quel Jakobsen che a Spa lo scorso 8 maggio, nel secondo appuntamento del WEC, aveva siglato la pole. Ora ci dovrebbero spiegare come è possibile che una Hypercar in pole sul tracciato belga, si ritrovi a 2"525 dalla Alpine di Habsburg a Le Mans. Misteri di una categoria tanto spettacolare quanto da sempre intrisa di politica sportiva, ancora più "sporcata" da quando i gestori hanno deciso di non rendere pubblici i BoP, una omertà a dir poco vergognosa e irrispettosa.

Mercoledì 10 giugno 2026, qualifica Hypercar
Il primo nome è del pilota che ha affrontato la sessione


1 - Habsburg-Da Costa-Milesi (Alpine A424) - Alpine - 3'23"135
2 - Deletraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series R) - Jota - 3'23"148
3 - J.Taylor-R.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series R) - WTR - 3'23"323
4 - Rast-Frijns-S.Van der Linde (BMW M Hybrid) - WRT - 3'23"444
5 - Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series R) - Jota - 3'23"485
6 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid) - WRT - 3'23"625
7 - Riberas-Sorensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'23"777
8 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010) - Toyota - 3'23"791
9 - Gamble-Tincknell-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'23"906
10 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 3'23"960
11 - Juncadella-Jaminet-Chatin (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'24"084
12 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010) - Toyota - 3'24"314
13 - Derani-Lotterer-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'24"424
14 - Nielsen-Fuoco-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'24"514
15 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'24"693

Esclusi dalla Hyperpole
16 - Vandoorne-Di Resta-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'24"978
17 - Hanson-Ye-Kubica (Ferrari 499P) - AF Corse - 3'25"495
18 - Jakobsen-Duval-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'25"660

Mercoledì 10 giugno 2026, qualifica LMP2

1 - Pin-Andlauer-Verschoor - Duqueine - 3'34"622
2 - Closmenil-Aguilera-T.Jensen - CLX - 3'35"229
3 - Garg-De Gerus-Muller - Inter Europol - 3'35"247
4 - Rousset-Masson-Gray - Forestier by Panis - 3'36"098
5 - Cullen-Lomko-P.Fittipaldi - Vector - 3'36"555
6 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly - Iinter Europol - 3'37"004
7 - Lindh-Saucy-Mikkel Jensen - United Autosports - 3'37"564
8 - Hannsson-Pearson-Doohan - Nielsen - 3'37"665
9 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert - IDEC - 3'37"725
10 - Ried-Ohta-King - Proton - 3'38"088
11 - Hyett-Allen-Cameron - AO by TF - 3'38"698
12 - Kurtz-Quinn-Heinrich - APR - 3'39"639
13 - Perrodo-Vaxiviere-Barnicoat - AF Corse - 3'39"985
14 - Lutke-Beche-Estre - TDS - 3'40"264
15 - Schneider-Hanley-Jarvis - United Autosports - 3'41"418

Esclusi dalla Hyperpole
16 - Felbermayr-Felbermayr-Fluxa - Proton - 3'41"453
17 - Michael Jensen-Trulli-Hughes - Algarve Pro - 3'42"739
18 - Poordad-Vautier-Dumas - RD Limited - 3'42"856
19 - Farano-Alvarez-Van der Zande - DKR - 3'43"551

Tutti su Oreca-Gibson

Mercoledì 10 giugno 2026, qualifica LMGT3

1 - Dempsey-Yoluc-Eastwood (Corvette Z06) - TF Sport - 3'55"744
2 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang) - Proton - 3'55"951
3 - Newell-E.Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage) - Heart of Racing - 3'55"975
4 - Cottingham-Boguslavskiy-Guyen (Porsche 911) - Manthey - 3'56"183
5 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 3'56"537
6 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296) - Kessel - 3'56"560
7 - Umbrarescu-Schmid-Lopez (Lexus RC F) - ASP - 3'56"581
8 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage) - Heart of Racing - 3'56"688
9 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4) - WRT - 3'56"700
10 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang) - Proton - 3'56"931
11 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'56"950
12 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 3'56"962
13 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F) - ASP - 3'57"261
14 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 3'57"277
15 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911) - Manthey - 3'57"466

Esclusi dalla Hyperpole
16 - Al Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'57"531
17 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S) - Garage 59) - 3'57"662
18 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06) - TF Sport - 3'57"724
19 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'57"776
20 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296) - AF Corse - 3'57"991
21 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296) - Kessel - 3'58"109
22 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage) - Spirit of Le Mans - 3'58"395
23 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S) - Garage 59 - 3'59"352
24 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06) - TF Sport - 3'59"592
25 - Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06) - 13 Autosport - 4'00"598

10 Giu [18:04]

Le Mans - Libere 1
Cadillac impressiona con una doppietta

Massimo Costa - Foto DPPI

Inizio scoppiettante per la Cadillac nel primo turno libero della 24 Ore di Le Mans, quello che precede la qualifica. Sono tre le V-Series R, due affidate al team Jota, una all'americano Wayne Taylor Racing. Inizialmente, è stata proprio la Cadillac della squadra USA a dettare legge con Ricky Taylor con il crono di 3'25"348, ma nel finale Earl Bamber del team Jota ha rimodellato il concetto della ricerca del limite. Prima con il tempo di 3'24"773, poi con 3'23"786.

Bamber, che divide la Cadillac con Jack Aitken e Sebastien Bourdais, ha fatto due giri in totale apnea in versione pura di qualifica. L'altra Hypercar americana è rimasta sul tempo di Ricky Taylor (con lui il fratello Jordan e Filipe Albuquerque), ma avvicinata dalla BMW M Hybrid targata WRT condotta da René Rast, autore di un interessante 3'25"533. Poteva essere una tripletta Cadillac senza quel guastafeste di Rast in quanto Will Stevens aveva messo sul piatto la terza prestazione in 3'26"033, poi superato dalla BMW.

Ovviamente, essendo un turno libero, in molti sono rimasti abbottonati per non rischiare di danneggiare le vetture. Ma Bamber, a quanto pare, non ne ha voluto sapere ed è andato alla ricerca del limite. Non sapendo come FIA e ACO hanno distribuito i BoP per la nota censura messa in atto da questa stagione, difficile capire bene i veri valori in campo, ma come già visto nei test di domenica scorsa, la Cadillac appare veramente in forma.



Buon avvio anche per l'Alpine A424, quinta con l'equipaggio Da Costa-Milesi-Habsburg. A tre minuti dalla bandiera a scacchi, l'altra Alpine guidata in quel momento da Frederick Makowiecki ha urtato le barriere subito dopo il ponte Goodyear (non più Dunlop) andando largo nella piega a destra. Con la Hypercar francese storta, Makowiecki è riuscito a parcheggiare poco dopo. C'è dunque tanto lavoro da fare nel box Alpine.

A 2"7 dalla vetta si trova la Toyota TR010 Hybrid. Distacco non molto confortante, ma i giapponesi si sono mantenuti tranquilli con Buremi-Hartley-Hirakawa. Dietro di loro la prima delle tre Ferrari, quella di Fuoco-Nielsen-Molina a 0"003 dalla Toyota.  La vettura di Maranello non è apparsa particolarmente convincente, ma aspettiamo a dare giudizi sulla 499P che a Le Mans ha conquistato le ultime tre edizioni.

Brivido per Yifei Ye. Il cinese della Ferrari gialla schierata da AF Corse è uscito a Mulsanne danneggiando il posteriore della Hypercar italiana. Ye in compagnia di Hanson-Kubica, ha vinto la 24 Ore dello scorso anno per AF Corse, questo errore costringe ora i meccanici a lavorare di corsa in vista della qualifica.

Balzo in top 10 per la debuttante Hyundai Genesis. Louis Derani ha firmato il nono tempo dietro alla Aston Martin Valkyrie di Riberas-Sorensen-De Antgelis. L'altra Valkiyrie è decima. Le altre Ferrari le troviamo in 15esima e 17esima posizione. Ricordiamo che la qualifica consentirà ai primi 15 di accedere alla Hyperpole di giovedì. Al momento sarebbero fuori le due Peugeot e la Ferrari di Ye-Kubica-Hanson.



Tra le LMP2 miglior tempo di Doriane Pin del team Duqueine. La piccola e leggera ragazza francese,  Andlauer-Verschoor i suoi compagni, ha chiuso in 3'35"248 (19esimo crono assoluto) davanti alla LMP2 TDS di Lutke-Beche-Estre in 3'35"958 e a quella IDEC di Lafargue-Rinicella-Van Uitert, 3'36"189. Rinicella non è l'unico italiano presente in questa classe. Con Algarve Pro Racing c'è Enzo Trulli, per ora decimo e 28esimo assoluto, Jensen e Hughes i suoi compagni. Subito fuori Harry King del team Proton, più fortunato George Kurtz del Crowdstrike che ha proseguito dopo una giravolta.

Agguerrita la classe LMGT3 con la Lexus del team Akkodis ASP a tirare la fila. Van Rompuy-David-Hawksworth si sono impossessati del tempo di 3'55"737. A seguire, le due BMW M4 di WRT. Augusto Farfus nel finale si è fermato a 1 decimo esatto dalla Lexus, la vettura gemella addirittura a 1 millesimo dal brasiliano.

Mercoledì 10 giugno 2026, libere 1

1 - Bourdais-Bamber-Aitken (Cadillac V-Series R) - Jota - 3'23"786
2 - Taylor-Taylor-Albuquertue (Cadillac V-Series R) - WTR - 3'25"348
3 - Frijns-Rast-S.Van Der Linde (BMW M Hybrid) - WRT - 3'25"533
4 - Deletraz-Stevens-Nato (Cadillac V-Series R) - Jota - 3'26"033
5 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A434) - Alpine - 3'26"078
6 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 3'26"491
7 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'26"494
8 - Riberas-Sorensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'26"576
9 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'26"603
10 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'26"705
11 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 3'26"748
12 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 3'26"749
13 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'26"822
14 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid) - WRT - 3'26"845
15 - Pierguidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'26"936
16 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'27"014
17 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 3'27"326
18 - Duval-Jacobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'27"347
19 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca-Gibson) - Duqueine - 3'35"248
20 - Lutke-Beche-Estre (Oreca-Gibson) - TDS - 3'35"958
21 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca-Gibson) - IDEC - 3'36"189
22 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca-Gibson) - AO by TF - 3'36"224
23 - Lindh-Saucy-M.Jensen (Oreca-Gibson) - United Autosport - 3'36"378
24 - Perrodo-Vaxiviere-Barnicoat (Oreca-Gibson) - AF Corse - 3'36"400
25 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca-Gibson) - Crowdstrike - 3'36"403
26 - Swiechowski-Dillmann-Yelloy (Oreca-Gibson) - Inter Europol - 3'36"406
27 - Rousset-Masson-Gray (Oreca-Gibson) - Forestier by Panis - 3'36"638
28 - M.Jensen-Trulli-Hughes (Oreca-Gibson) - Algarve Pro - 3'36"896
29 - Cullen-Lomko-P.Fittipaldi (Oreca-Gibson) - Vector - 3'37"136
30 - Hansson-Pearson-Doohan (Oreca-Gibson) - Nielsen - 3'37"346
31 - Garg-De Gerus-Muller (Oreca-Gibson) - Inter Europol - 3'37"574
32 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca-Gibson) - RD Limited - 3'37"795
33 - Closmenil-Aguilera-T.Jensen (Oreca-Gibson) - CLX - 3'37"812
34 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca-Gibson) - DKR - 3'38"316
35 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca-Gibson) - United Autosports - 3'38"544
36 - Felbermayr-Felbermayr-Fluxa (Oreca-Gibson) - Proton - 3'38"834
37 - Van Rompuy-David-Hawksworth (Lexus RC F) - ASP - 3'55"737
38 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4) - WRT - 3'55"837
39 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4) - WRT - 3'55"838
40 - Al Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'55"904
41 - Dempsey-Yoluc-Eastwood (Corvette Z06) - Turkey by TF - 3'56"147
42 - Umbrarescu--Schmid-Lopez (Lexus RC F) - ASP - 3'56"182
43 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage) - Heart of Racing - 3'56"215
44 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06) - TF Sport - 3'56"311
45 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'56"480
46 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911) - Manthey - 3'56"496
47 - West-Gehrsitz-Goethe (McLaren 720S) - Garage 59 - 3'56"568
48 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296) - Kessel - 3'56"580
49 - Au-Fleming-Kirchhofer (McLaren 720S) - Garage 59 - 3'56"820
50 - Cottingham-Boguslavskiy-Guven (Porsche 911) - Manthey - 3'56"849
51 - Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) - AF Corse - 3'57"017
52 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06) - TF Sport - 3'57"041
53 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) - AF Corse - 3'57"101
54 - Newell-E.Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage) - Heart of Racing - 3'57"163
55 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296) - Kessel - 3'57"231
56 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang) - Proton - 3'57"238
57 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296) - AF Corse - 3'57"371
58 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG) - Iron Lynx - 3'57"383
59 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang) - Proton - 3'57"452
60 - Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06) - 13 Autosport - 3'57"906 
61 - Mateu-Fossard-Hasseclot (Aston Martin Vantage) - Spirit of Le Mans - 3'58"115
62 - Ried-Ohta-King (Oreca-Gibson) - Proton - 4'09"722
10 Giu [6:26]

Tutte le forze in campo in lotta per la
vittoria assoluta della 24 Ore di Le Mans

Michele Montesano - DPPI Images

Tutto è pronto per la 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Dopo il Test Day di domenica, quest’oggi pomeriggio, in occasione delle prime prove libere, si entrerà ufficialmente nel vivo della maratona francese. Sul Circuit de la Sarthe saranno diciotto le Hypercar impegnate nella lotta per la vittoria assoluta, rappresentando otto costruttori diversi in quella che si preannuncia come una delle edizioni più equilibrate dell’era moderna del FIA WEC.

Mai come quest’anno individuare un favorito appare complicato. Le ultime sette gare del Mondiale Endurance, incluse cinque della passata stagione, hanno visto imporsi sei costruttori differenti e, nonostante Ferrari abbia dominato le ultime tre edizioni della classica francese, gli avversari hanno progressivamente ridotto il divario. Inoltre il nuovo sistema di Balance of Performance, mantenuto riservato da FIA e ACO, aggiunge un’ulteriore incognita a una corsa che si annuncia estremamente aperta.



Ferrari si presenta ancora una volta come il riferimento assoluto. Dal ritorno nella classe regina nel 2023, la 499P ha conquistato tre successi consecutivi a Le Mans, costruendosi una reputazione quasi imbattibile sul circuito francese. La vettura del Cavallino Rampante non ha subito evoluzioni sostanziali rispetto alla passata stagione, ma continua a rappresentare un pacchetto estremamente efficace su una pista che ne esalta le qualità aerodinamiche e l’efficienza sui lunghi rettilinei.

La stagione 2026, tuttavia, non è stata dominante come quella precedente. Le Ferrari ufficiali di AF Corse sono rimaste costantemente nelle posizioni di vertice senza però riuscire a imporsi nelle prime gare dell’anno. Questo non significa che il costruttore di Maranello abbia perso il proprio vantaggio competitivo. Gli equipaggi delle vetture numero 50 e 51 restano tra i più forti dell’intero schieramento, mentre la numero 83 di AF Corse, vincitrice della passata edizione, rappresenta un’ulteriore arma tattica e strategica. Proprio la presenza di tre vetture potrebbe rivelarsi determinante nell’arco delle ventiquattro ore, consentendo alla squadra italiana di raccogliere più dati e differenziare le strategie.



La principale antagonista sembra essere Toyota. Dopo un 2025 complicato e ben lontano dagli standard della Casa giapponese, il costruttore campione del mondo ha reagito con il solito piglio e rigore nipponico. La nuova TR010, evoluzione della GR010, ha mostrato fin dalle prime uscite un comportamento più equilibrato e costante, permettendo a Toyota di tornare immediatamente al successo.

La vittoria di Imola e le ottime prestazioni mostrate a Spa hanno confermato che il team guidato da Kamui Kobayashi è tornato ai livelli che gli avevano consentito di dominare il Mondiale negli anni precedenti. I due equipaggi possono contare su esperienza, velocità e una conoscenza impareggiabile delle dinamiche di una gara lunga 24 ore. A dieci anni dal drammatico epilogo del 2016, Toyota arriva a Le Mans con la concreta possibilità di tornare sul gradino più alto del podio.



Tra le LMDh, BMW rappresenta probabilmente la sorpresa più interessante della stagione. La M Hybrid V8 si presenta a Le Mans da leader della classifica costruttori grazie ai progressi compiuti dal team WRT durante l’inverno. L’aggiornamento aerodinamico introdotto sulla vettura tedesca ha migliorato significativamente il comportamento della Hypercar bavarese, che nelle prime gare dell’anno ha dimostrato di poter competere stabilmente con Ferrari e Toyota.

Il successo ottenuto a Spa ha rappresentato una svolta importante per BMW, confermando la crescita del progetto e la capacità del team belga di interpretare strategicamente le gare più complesse. L’esperienza di piloti come Robin Frijns, René Rast, Dries Vanthoor, Kevin Magnussen e Raffaele Marciello costituisce un ulteriore punto di forza. Vincere a Le Mans sarebbe un risultato storico per BMW, che non conquista il successo assoluto dal 1999.



Anche Cadillac si presenta con buone ambizioni. La V-Series.R LMDh continua a essere una delle vetture più veloci sul giro secco e la collaborazione con JOTA ha ulteriormente elevato il livello operativo della squadra. Nelle prime gare del campionato le Cadillac hanno mostrato prestazioni di assoluto rilievo, anche se spesso non supportate dai risultati finali.

A differenza di molti rivali, il marchio americano potrà contare su tre vetture, incluse quelle schierate da Wayne Taylor Racing. In una gara tradizionalmente caratterizzata da incidenti, neutralizzazioni e colpi di scena, la superiorità numerica potrebbe rivelarsi un fattore decisivo. Resta però da verificare se Cadillac riuscirà finalmente a trasformare la velocità mostrata nelle qualifiche in un risultato concreto sulla distanza.



Alle spalle dei principali favoriti si colloca Alpine, alla sua ultima apparizione nella categoria Hypercar prima dell’uscita dal programma annunciata dal Gruppo Renault. Beneficiando di importanti aggiornamenti aerodinamici, che ne hanno migliorato l’efficacia, la A424 LMDh si è progressivamente trasformata in una vettura più competitiva. Il successo ottenuto a Fuji nel 2025 aveva già dimostrato il potenziale del progetto, ma quest’anno il livello di competitività sembra ulteriormente cresciuto.

La corsa di casa rappresenta quindi l’ultima occasione per il marchio francese di conquistare una vittoria assoluta che manca dal 1978. Con equipaggi ben rodati e una vettura ormai pienamente sviluppata, Alpine potrebbe inserirsi nella lotta per il podio e approfittare di eventuali difficoltà dei principali contendenti per tentare il colpaccio.



Tra le possibili outsider figura anche Peugeot. Nonostante i risultati raccolti nelle ultime stagioni siano stati inferiori alle aspettative, la 9X8 ha continuato a evolversi e a migliorare. La pole position conquistata da Malthe Jakobsen a Spa ha dimostrato che il potenziale della Hypercar francese esiste ancora, anche se finora è mancato il passo gara per trasformare la velocità sul giro secco in risultati tangibili a fine gara.

Le Mans rappresenta da sempre l’obiettivo prioritario del programma Peugeot e il circuito della Sarthe sembra adattarsi piuttosto bene alle caratteristiche tecniche della vettura francese. Se affidabilità, strategia e gestione della gara saranno all’altezza, il Leone potrebbe finalmente tornare protagonista nelle posizioni di vertice.



Grande curiosità circonda anche Aston Martin con la Valkyrie LMH. La Hypercar britannica, unica vettura non ibrida della categoria, affronta la sua seconda partecipazione a Le Mans con una base dati decisamente più ampia rispetto a dodici mesi fa. Le caratteristiche del circuito francese, caratterizzato da lunghi rettilinei e curve veloci, sembrano valorizzare le qualità della vettura spinta dal celebre motore V12 aspirato.

Pur non essendo ancora una candidata credibile alla vittoria assoluta, Aston Martin ha mostrato incoraggianti segnali di crescita, non per ultimo il podio sfiorato all’ultima 6 Ore di Spa, e magari sul Circuit de La Sarthe potrebbe puntare al miglior risultato della propria giovane esperienza nella classe Hypercar.



Infine ci sarà Genesis, unica novità della stagione 2026. Il costruttore coreano ha ben figurato sin dall’esordio grazie a un programma ben strutturato che gli ha permesso di entrare nella zona punti già nella sua seconda gara. La GMR-001 LMDh ha completato le prime gare del campionato senza particolari problemi, un risultato tutt’altro che scontato per un progetto al debutto.

Le Mans rappresenterà però una sfida completamente diversa. Affrontare una gara di ventiquattro ore con una vettura così giovane comporta inevitabilmente numerose incognite. L’obiettivo principale sarà raggiungere il traguardo, ma le prestazioni mostrate finora lasciano pensare che Genesis possa sorprendere più di un avversario.
7 Giu [23:14]

Le Mans – Test
Aston e Cadillac si dividono la scena

Michele Montesano - DPPI Images

Con il Test Day si è ufficialmente aperta la settimana della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. Le 62 vetture iscritte sono scese in pista sul Circuit de la Sarthe per due sessioni, da tre ore ciascuno, che hanno consentito a team e piloti di iniziare il lavoro di preparazione in vista della gara. Come da tradizione, i tempi vanno interpretati con cautela considerando i differenti programmi di lavoro, i team che tendono a giocare a nascondino e il debutto delle nuove mescole Michelin che hanno monopolizzato gran parte dell’attenzione delle squadre.

La sessione mattutina si è chiusa con la Cadillac V-Series.R LMDh del Wayne Taylor Racing in cima alla classifica. Filipe Albuquerque ha trovato il giro migliore proprio negli ultimi minuti disponibili, fermando il cronometro in 3’27”011 e sfiorando il riferimento stabilito dodici mesi fa da Robert Kubica. Alle spalle del portoghese si è inserito Charles Milesi con l’Alpine A424 LMDh, mentre Will Stevens ha confermato l’ottimo stato di forma delle Cadillac portando la V-Series.R del team Jota al terzo posto.



Quarta posizione per la Aston Martin Valkyrie LMH grazie a Roman De Angelis, seguita dalla Ferrari 499P affidata a Nicklas Nielsen. Le due Toyota GR010 Hybrid hanno occupato la sesta e la settima posizione con Sébastien Buemi e Kamui Kobayashi, mentre le BMW M Hybrid V8 di Raffaele Marciello e Robin Frijns hanno preceduto la seconda Aston Martin Valkyrie guidata da Ross Gunn.

La mattinata è stata caratterizzata da una sola interruzione significativa. A meno di mezz’ora dal termine, Jake Hughes ha perso il controllo della sua Oreca LMP2 dell’Algarve Pro Racing all’uscita della chicane Dunlop. La vettura è finita sulla traiettoria della Toyota numero 8 di Ryo Hirakawa provocando un contatto che ha danneggiato entrambe le macchine e causato l’esposizione della bandiera rossa.



Fortunatamente i danni si sono rivelati contenuti e sia Toyota che l’Algarve Pro Racing sono riusciti a riportare le rispettive vetture in pista nel pomeriggio. Da segnalare anche l’esordio assoluto della Genesis GMR-001 LMDh sul tracciato della Sarthe. Pipo Derani ha issato la vettura coreana fino all’undicesimo posto, mentre Jamie Chadwick ha completato i suoi primi giri al volante di una Hypercar sul circuito francese.

Nel pomeriggio il livello della competizione è ulteriormente salito e la pista, più gommata, ha permesso di abbassare sensibilmente i riferimenti cronometrici. A emergere è stata l’Aston Martin Valkyrie con Tom Gamble che ha completato un giro in 3’26”293 chiudendo la giornata al comando assoluto. Alle spalle della vettura inglese si è piazzata la Toyota di Brendon Hartley. Terzo crono per Norman Nato sulla Cadillac del team Jota, staccato di quattro decimi dal neozelandese.



Ottima la prova delle Alpine, con Ferdinand Habsburg e Victor Martins capaci di portare le due A424 LMDh rispettivamente al quarto e quinto posto. La Cadillac del Wayne Taylor Racing, protagonista al mattino con Albuquerque, ha chiuso sesta con Jordan Taylor, precedendo la BMW di Frijns e la Toyota di Kobayashi. La migliore Ferrari è stata la 499P dei campioni del FIA WEC Alessandro Pier Guidi, James Calado e Antonio Giovinazzi, nona assoluta.

La giornata ha confermato un equilibrio particolarmente interessante nella classe Hypercar. Tutti gli otto costruttori presenti sono racchiusi in meno di un secondo, mentre il miglior tempo assoluto è stato inferiore di appena pochi centesimi rispetto al riferimento del Test Day 2025. Aston Martin, Toyota, Cadillac e Alpine hanno mostrato una notevole competitività, ma anche Ferrari, BMW, Peugeot e Genesis sembrano avere ancora margini di miglioramento prima dell’inizio delle prove ufficiali.



In LMP2 il miglior riferimento complessivo della giornata è arrivato nel finale della sessione pomeridiana grazie a Job van Uitert. L’olandese ha portato l’Oreca 07 Gibson del team IDEC Sport al comando con un tempo di 3’35”344, precedendo di soli 175 millesimi Mathias Beche sulla vettura del TDS Racing. Terza posizione per Matthieu Vaxivière sulla Oreca di AF Corse, che aveva invece dominato la sessione del mattino.

Molto equilibrata anche la categoria LMGT3. Al mattino la Ferrari 296 GT3 del team AF Corse era stata la più veloce grazie a François Heriau, mentre nel pomeriggio è toccato all’altra vettura della squadra italiana ad imporsi. Francesco Castellacci ha issato la Ferrari al vertice della classifica con un crono di 3’56”646, precedendo di appena nove millesimi la Porsche 911 GT3 del Manthey DK Engineering guidata da Timur Boguslavskiy. Terzo tempo per Jonny Edgar sulla Corvette Z06 GT3.R del TF Sport. Archiviato il Test Day, l’attenzione si sposta ora sulle prove ufficiali che scatteranno mercoledì.

Domenica 7 giugno 2026, test mattino

1 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 3'27"011 - 27 giri
2 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 3'27"339 - 27
3 - Delétraz-Stevens-Nato-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 3'27"843 - 35
4 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'28"086 - 36
5 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'28"291 - 28
6 - Buemi-Hartley-Hirakawa-Masson-Conway (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 3'28"319 - 33
7 - Conway-Kobayashi-De Vries-Masson-Buemi (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 3'28"468 - 30
8 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor-Wittmann-Eng (BMW M Hybrid V8) - WRT - 3'28"623 - 37
9 - Frijns-Rast-S.Van der Linde-Wittmann-Eng (BMW M Hybrid V8) - WRT - 3'28"698 - 37
10 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'28"730 - 36
11 - Lotterer-Derani-Jaubert-Chadwick (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'28"738 - 37
12 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'28"774 - 31
13 - Bourdais-Bamber-Aitken-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 3'28"825 - 34
14 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 3'28"896 - 28
15 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'29"271 - 36
16 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'29"285 - 30
17 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 3'29"390 - 25
18 - Jaminet-Chatin-Juncadella-Chadwick (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'29"988 - 30
19 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 LMP2) - AF Corse - 3'35"526 - 30
20 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 LMP2) - Inter Europol - 3'35"992 - 34
21 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 LMP2) - APR - 3'36"283 - 38
22 - Lutke-Beche-Estre-Meguetounif (Oreca 07 LMP2) - TDS - 3'36"799 - 34
23 - Rousset-Masson-Gray-Meguetounif (Oreca 07 LMP2) - Forestier by Panis - 3'36"928 - 35
24 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 LMP2) - Duqueine - 3'37"440 - 26
25 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 LMP2) - Inter Europol - 3'37"625 - 36
26 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 LMP2) - CLX - 3'37"751 - 35
27 - Lindh-Saucy-Jensen-Vanthoor (Oreca 07 LMP2) - United Autosports - 3'37"850 - 32
28 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 LMP2) - Vector - 3'38"003 - 25
29 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 LMP2) - RD Limited - 3'38"133 - 32
30 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 LMP2) - IDEC - 3'38"158 - 30
31 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 LMP2) - AO by TF - 3'38"258 - 36
32 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 LMP2) - United Autosports - 3'38"301 - 34
33 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 LMP2) - Nielsen - 3'39"219 - 34
34 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 LMP2) - Proton - 3'39"908 - 27
35 - Felbermayr-Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 LMP2) - Proton - 3'40"356 - 27
36 - Jensen-Trulli-Hughes-Caldwell (Oreca 07 LMP2) - APR- 3'40"790 - 30
37 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 LMP2) - DKR - 3'42"634 - 26
38 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'57"366 - 35
39 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - R.S. Léman - 3'57"412 - 29
40 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 3'57"421 - 24
41 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 3'57"614 - 32
42 - Au-Fleming-Kirchhöfer-West-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 3'57"673 - 36
43 - West-Gehrsitz-Goethe-Au-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 3'57"766 - 35
44 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 3'57"851 - 33
45 - Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3) - 13 Autosport - 3'57"881 - 31
46 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'57"957 - 28
47 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 3'58"184 - 32
48 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 3'58"202 - 29
49 - Van Rompuy-David-Hawskworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 3'58"223 - 34
50 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'58"243 - 31
51 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 3'58"272 - 31
52 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 3'58"303 - 34
53 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 3'58"439 - 36
54 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoRT - 3'58"669 - 27
55 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 3'58"810 - 32
56 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 3'58"845 - 34
57 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 3'58"934 - 36
58 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 3'59"225 - 34
59 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 3'59"402 - 27
60 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 3'59"569 - 28
61 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HfRT - 3'59"915 - 32
62 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 4'00"346 - 32

Domenica 7 giugno 2026, test pomeriggio

1 - Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'26"293 - 40 giri
2 - Buemi-Hartley-Hirakawa-Masson-Conway (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 3'26"401 - 38
3 - Delétraz-Stevens-Nato-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 3'26"853 - 45
4 - Da Costa-Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 3'26"938 - 40
5 - Makowiecki-Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 3'27"017 - 39
6 - R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) - WTR - 3'27"088 - 42
7 - Frijns-Rast-S.Van der Linde-Wittmann-Eng (BMW M Hybrid V8) - WRT - 3'27"139 - 44
8 - Conway-Kobayashi-De Vries-Masson-Buemi (Toyota GR010 Hybrid) - Toyota - 3'27"167 - 44
9 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'27"167 - 27
10 - Jaminet-Chatin-Juncadella-Chadwick (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'27"174 - 41
11 - Di Resta-Vandoorne-Cassidy (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'27"208 - 45
12 - Bourdais-Bamber-Aitken-Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 3'27"261 - 45
13 - Riberas-Sørensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 3'27"269 - 47
14 - Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 3'27"361 - 37
15 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 3'27"562 - 44
16 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor-Wittmann-Eng (BMW M Hybrid V8) - WRT - 3'27"896 - 49
17 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 3'27"990 - 41
18 - Lotterer-Derani-Jaubert-Chadwick (Genesis GMR-001) - Genesis - 3'28"584 - 39
19 - Lafargue-Rinicella-Van Uitert (Oreca 07 LMP2) - IDEC - 3'35"344 - 40
20 - Lutke-Beche-Estre-Meguetounif (Oreca 07 LMP2) - TDS - 3'35"519 - 41
21 - Perrodo-Vaxivière-Barnicoat (Oreca 07 LMP2) - AF Corse - 3'36"009 - 39
22 - Rousset-Masson-Gray-Meguetounif (Oreca 07 LMP2) - Forestier by Panis - 3'36"511 - 41
23 - Pin-Andlauer-Verschoor (Oreca 07 LMP2) - Duqueine - 3'36"614 - 35
24 - Garg-De Gérus-Müller (Oreca 07 LMP2) - Inter Europol - 3'36"804 - 42
25 - Kurtz-Quinn-Heinrich (Oreca 07 LMP2) - APR - 3'36"877 - 37
26 - Lindh-Saucy-Jensen-Vanthoor (Oreca 07 LMP2) - United Autosports - 3'37"003 - 40
27 - Cullen-Lomko-Fittipaldi (Oreca 07 LMP2) - Vector - 3'37"027 - 40
28 - Schneider-Hanley-Jarvis (Oreca 07 LMP2) - United Autosports - 3'37"073 - 32
29 - Hyett-Allen-Cameron (Oreca 07 LMP2) - AO by TF - 3'37"078 - 39
30 - Heinemeier Hansson-Pearson-Doohan (Oreca 07 LMP2) - Nielsen - 3'37"124 - 41
31 - Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 LMP2) - Inter Europol - 3'37"390 - 41
32 - Felbermayr-Felbermayr-Fluxa (Oreca 07 LMP2) - Proton - 3'37"471 - 40
33 - Farano-Alvarez-Van der Zande (Oreca 07 LMP2) - DKR - 3'37"571 - 38
34 - Ried-Ohta-King (Oreca 07 LMP2) - Proton - 3'37"718 - 37
35 - Poordad-Vautier-Dumas (Oreca 07 LMP2) - RD Limited - 3'37"898 - 36
36 - Closmenil-Aguilera-Jensen (Oreca 07 LMP2) - CLX - 3'38"181 - 43
37 - Jensen-Trulli-Hughes-Caldwell (Oreca 07 LMP2) - APR - 3'38"197 - 42
38 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'56"646 - 42
39 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 3'56"655 - 38
40 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 3'56"885 - 36
41 - Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06 LMGT3) - 13 Autosport - 3'56"916 - 41
42 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 3'56"967 - 41
43 - Hériau-Mann-Rovera (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'57"054 - 36
44 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 3'57"094 - 38
45 - Van Rompuy-David-Hawskworth (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 3'57"122 - 32
46 - Newell-Barrichello-Adam (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoRT - 3'57"150 - 38
47 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 3'57"164 - 39
48 - Umbrarescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 3'57"193 - 35
49 - Mateu-Fossard-Hasse Clot (Aston Martin Vantage LMGT3) - R.S. Léman - 3'57"200 - 30
50 - Berry-Andrade-Martin (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 3'57"246 - 40
51 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 3'57"251 - 37
52 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoRT - 3'57"287 - 39
53 - West-Gehrsitz-Goethe-Au-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 3'57"298 - 40
54 - Al-Khelaifi-Hanses-Alesi (Mercedes-AMG LMGT3) - Iron Lynx - 3'57"394 - 40
55 - Au-Fleming-Kirchhöfer-West-Goethe (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 3'57"607 - 40
56 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 3'57"632 - 35
57 - Kimura-Laursen-Serra (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 3'57"647 - 37
58 - Gattuso-Levorato-Sargeant (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 3'57"732 - 34
59 - Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 3'57"803 - 39
60 - Ibrahim-Hanafin-Green (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 3'57"859 - 39
61 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 GT3 LMGT3) - Manthey - 3'57"946 - 16
62 - Blattner-Patrese-Marschall (Ferrari 296 LMGT3) - Kessel - 3'58"189 - 38
3 Giu [15:53]

Toyota mostra il futuro: in pista il
prototipo TR LH2 a idrogeno liquido

Michele Montesano

La 24 Ore di Le Mans continua a confermarsi un laboratorio tecnologico per le corse automobilistiche. Per l’edizione 2026 sarà, ancora una volta, l’idrogeno a ritagliarsi un ruolo da protagonista. Sul Circuit de La Sarthe andrà infatti in scena il debutto della Toyota TR LH2 Racing Prototype, un prototipo alimentato a idrogeno liquido che rappresenta uno dei progetti più avanzati sviluppati dalla Casa giapponese.

La data da segnare in calendario sarà quella dell’11 giugno quando, poco dopo le 12:50, la vettura compirà i suoi primi giri davanti al pubblico. Per la prima volta un prototipo da corsa, alimentato a idrogeno liquido, verrà mostrato in azione a margine della 24 Ore di Le Mans. Al volante ci sarà Kazuki Nakajima, tre volte vincitore della classica francese e oggi vicepresidente di Toyota Racing, chiamato a guidare una vettura che potrebbe rappresentare un tassello fondamentale nell’evoluzione delle corse di durata.



Presentata lo scorso anno a Le Mans con la denominazione GR LH2 Racing Concept, la vettura nel frattempo è stata ulteriormente sviluppata diventando la Toyota TR LH2 Racing Prototype. Il progetto sfrutta l’esperienza accumulata dal costruttore giapponese nello sviluppo di motori a combustione alimentati a idrogeno, una tecnologia che Toyota sta sperimentando dal 2021 nel campionato giapponese Super Taikyu attraverso diverse vetture laboratorio, tra cui la GR Corolla H2.

Il debutto della TR LH2 si inserisce all’interno delle iniziative promosse dall’Automobile Club de l’Ouest e da MissionH24, il programma nato nel 2018 con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo dell’idrogeno nel motorsport. Negli ultimi anni Le Mans ha già ospitato numerose dimostrazioni dedicate a questa tecnologia. Dalla pionieristica LMPH2G alla H24, arrivata persino a partecipare alla Road To Le Mans, fino ai più recenti prototipi Alpine Alpenglow e Ligier Bosch JS2 RH2.



Anche nel 2026 sono previste due sessioni dedicate all’idrogeno. La prima, che si svolgerà come già scritto giovedì 11 giugno, vedrà protagoniste la Toyota TR LH2 Racing Prototype e l’Alpine Alpenglow. Le due vetture permetteranno di confrontare due differenti approcci tecnologici: l’utilizzo dell’idrogeno liquido da parte di Toyota e quello dell’idrogeno gassoso scelto da Alpine. Entrambe sono equipaggiate con motori a combustione interna alimentati a idrogeno e offriranno agli spettatori la possibilità di ascoltare una sonorità molto diversa rispetto a quella delle tradizionali vetture elettriche a celle a combustibile.

La seconda esibizione si terrà invece sabato 13 giugno, poche ore prima della partenza della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans. In questa occasione alla Toyota e all’Alpine si unirà anche la Ligier Bosch JS2 RH2, offrendo una panoramica ancora più completa delle diverse strade che l’industria automobilistica e il motorsport stanno esplorando per rendere sostenibili le competizioni del futuro.



Quando non sarà impegnata in pista, la Toyota TR LH2 Racing Prototype sarà esposta all’interno dell’Hydrogen Village, l’area dedicata alle tecnologie a idrogeno appositamente allestita nel paddock. Qui sarà presente anche una stazione di rifornimento operativa a 700 bar realizzata da TotalEnergies, che consentirà al pubblico di osservare da vicino le procedure di rifornimento dei prototipi.

Sebbene l’obiettivo dichiarato dell’ACO resti quello di introdurre vetture alimentate a idrogeno nelle competizioni Endurance e a Le Mans entro la fine del decennio, i tempi per un debutto agonistico vero e proprio restano ancora oggetto di valutazione. L’orizzonte del 2028 continua a rappresentare il riferimento ufficiale, ma gli stessi vertici dell’organizzazione hanno ammesso che potrebbe volerci più tempo.
19 Mag [13:14]

Lynn costretto a dare forfait
Jota conferma Deletraz sulla Cadillac

Michele Montesano - DPPI Images

Nulla da fare per Alex Lynn. Dopo aver saltato i primi due appuntamenti stagionali del FIA WEC, di Imola e Spa, l'alfiere della Cadillac del team Jota sarà costretto a dare forfait anche alla 24 Ore di Le Mans 2026. La maratona francese perde così uno dei protagonisti della classe regina, colui che nella passata edizione aveva siglato la Hyperpole. Al suo posto Jota ha confermato la presenza di Louis Delétraz sulla Cadillac V-Series.R LMDh.

La notizia non è di certo un fulmine a ciel sereno. Infatti Lynn continua a fare i conti con un problema al collo che lo aveva già costretto a saltare l'avvio della stagione del Mondiale Endurance. Inizialmente il pilota britannico prevedeva di effettuare un intervento chirurgico che avrebbe dovuto consentirgli di rientrare proprio in occasione della settimana di Le Mans. Il piano è però cambiato a causa di ritardi e difficoltà organizzative che hanno spostato l'operazione al mese di giugno allungando, inevitabilmente, anche i tempi di recupero.


 

La scelta di Cadillac e di Jota è quindi ricaduta nuovamente su Delétraz, che già a Spa era sceso in pista con il team inglese. Lo svizzero, impegnato anche nell'IMSA SportsCar Championship con il Wayne Taylor Racing, sempre al volante di una Cadillac V-Series.R LMDh, continuerà la propria avventura nella classe Hypercar affiancando Will Stevens e Norman Nato anche nei test previsti a Silverstone prima della trasferta francese.

 

La conferma di Delétraz in Cadillac comporta, di conseguenza, un cambiamento anche nei suoi programmi per 24 Ore di Le Mans. Il pilota elvetico, già vincitore della maratona francese lo scorso anno nella classe LMP2 ProAm, avrebbe dovuto disputare la gara con il team AO by TF dividendo la Oreca 07 LMP2 Gibson assieme a Dane Cameron e PJ Hyett. Al suo posto il team schiererà l'esperto James Allen.

 

Resta, invece, ancora incerta la data del ritorno alle competizioni di Lynn. Ancora troppo presto per definire un calendario preciso. Poiché il pilota britannico dovrà prima sottoporsi all'intervento e successivamente completare il percorso riabilitativo.

20 Feb [19:02]

Svelato l’elenco delle 62 vetture iscritte
18 le Hypercar, 19 LMP2 e 25 LMGT3

Michele Montesano - DPPI Images

L’Automobile Club de l’Ouest ha svelato l’elenco degli iscritti della 94ª edizione della 24 Ore di Le Mans, in programma il 13 e 14 giugno 2026. Così come avvenuto negli scorsi anni, sul leggendario Circuit de la Sarthe si daranno battaglia 62 vetture suddivise tra 18 Hypercar, 19 LMP2 e ben 25 LMGT3. Un parterre di altissimo livello con ben 15 marchi che affronteranno la gara che meglio rappresenta l’Endurance mondiale.

La classe regina della Hypercar schiererà 18 prototipi, vale a dire una sola aggiunta rispetto ai partecipanti dell’intera stagione del FIA WEC. Si tratta della terza Cadillac V-Series.R LMDh gestita dal team Wayne Taylor Racing, invitato grazie ai risultati maturati nel campionato IMSA. La vettura americana sarà affidata a Filipe Albuquerque, Jordan Taylor e Ricky Taylor, portando così a tre il totale delle Cadillac al via.



La sfida per il successo assoluto si preannuncia comunque serrato, a partire dalle Ferrari vincitrici delle ultime tre edizioni. La casa di Maranello si presenta con le 499P ufficiali e con la vettura gestita da AF Corse, chiamata a difendere il trionfo conquistato nel 2025. Toyota punta a tornare sul gradino più alto con la GR010 Hybrid evoluta, mentre Peugeot e Alpine cercheranno di sfruttare il fattore casa. Attesa anche per BMW e Aston Martin, ma soprattutto per il debutto di Genesis.

La categoria LMP2 vedrà al via 19 Oreca 07-Gibson, di cui dieci iscritte nella sottoclasse Pro/Am, riservata agli equipaggi con almeno un pilota Bronze. Gran parte dello schieramento proviene dalla European Le Mans Series. United Autosports, Inter Europol Competition, Proton Competition e Algarve Pro Racing porteranno due vetture ciascuna, mentre altre squadre come DKR Engineering, TDS Racing, Nielsen Racing, Vector Sport, IDEC Sport, Duqueine Team, CLX Motorsport, Forestier Racing by Panis, RD Limited e AO by TF schiereranno un solo esemplare.



Fa notizia la scelta di PJ Hyett e AO Racing di non sfruttare la seconda iscrizione disponibile grazie ai successi ottenuti tra ELMS e IMSA, così come il mancato via libera per portare in LMGT3 la Porsche soprannominata Rexy. RD Limited, la struttura guidata da Romain Dumas e Brice Gaillardon, farà il suo debutto a Le Mans dopo i brillanti risultati ottenuti in Asian Le Mans Series, con Dumas pronto a collezionare la sua ventiquattresima partenza nella maratona francese.

La LMGT3 si conferma la classe più numerosa con ben 25 vetture. Ai partecipanti del WEC si aggiungono sette auto invitate grazie ai risultati conseguiti negli altri campionati. TF Sport ha utilizzato l’invito ottenuto con il titolo LMGT3 in ELMS per schierare una terza Corvette, mentre 13 Autosport torna grazie al Bob Akin Award conquistato da Orey Fidani. Kessel Racing porterà due Ferrari 296 LMGT3 Evo, frutto dei successi nella Asian Le Mans Series e nel GT World Challenge Europe Bronze Cup.



Tra le novità spiccano l’Aston Martin di Racing Spirit of Léman con equipaggio interamente francese, la Ferrari di Richard Mille AF Corse e soprattutto la terza Mercedes-AMG LMGT3 iscritta da Team Qatar by Iron Lynx per Abdulla Al-Khelaifi, Julian Hanses e Giuliano Alesi. In casa Lexus si registra il ritorno di Jack Hawksworth sulla RC F GT3 al posto di Esteban Masson destinato, con ogni probabilità, all’impegno in LMP2.

La selezione particolarmente severa ha lasciato nove vetture nella lista delle riserve, cinque LMP2 e quattro LMGT3. In cima figura la Ferrari 296 GT3 Evo di GR Racing, seguita dall’Oreca 07 LMP2 del Cetilar Racing, vicecampione dell’Asian Le Mans Series, pronta a subentrare in caso di defezioni. Presenti anche l’Aston Martin di Blackthorn, ulteriori Oreca LMP2 per CLX Motorsport, IDEC Sport, Vector Sport e Proton Competition, una McLaren 720S GT3 di United Autosports e un’altra Ferrari 296 GT3 di AF Corse.

Entry-list ufficiale della 24 Ore di Le Mans 2026
19 Giu [7:47]

Le sconfitte Porsche e Toyota non ci
stanno e puntano il dito contro il BoP

Michele Montesano - XPB Images

Per un solo vincitore, si contrappongono sempre doversi sconfitti. La 24 Ore di Le Mans non fa eccezione a questa regola dello sport. Così se Ferrari è salita, per il terzo anno consecutivo, sul gradino più alto del podio della celebre maratona francese, Toyota e Porsche hanno vissuto nuovamente una gara all’ombra della scuderia del Cavallino Rampante.

Per la Casa tedesca la sensazione è quella di aver fatto tutto alla perfezione senza, però, riuscire a centrare il successo. La 963 LMDh del Porsche Penske Motorsport, condotta da Kévin Estre, Laurens Vanthoor e Matt Campbell, ha chiuso in seconda posizione alle spalle della Ferrari dei vincitori Robert Kubica, Yifei Ye e Phil Hanson. Una gara tutta in rimonta, perché il terzetto è scattato dall’ultimo posto dello schieramento delle Hypercar, dopo che la vettura è stata squalificata al termine della qualifica perché trovata sottopeso.



Tutto il team Penske si è reso protagonista di una gara perfetta in cui ha cercato di spremere il potenziale della vettura ma ciò non si è rivelato sufficiente. Estre, dopo aver tagliato il traguardo, ha ammesso: “Abbiamo dato il massimo. Ma non credo fossimo abbastanza forti e il passo gara era inferiore rispetto a quello dei primi. Il secondo posto è comunque un ottimo risultato, ci siamo infilati tra le Ferrari però non è ciò che volevamo”.

Il podio porta certamente soddisfazione per un equipaggio che non ha commesso alcun errore, ha gestito al meglio il traffico, ha ottimizzato ogni pit-stop e ha portato la vettura al traguardo senza guasti, migliorando il quarto posto dell’anno precedente. Tuttavia il sapore è agrodolce. Vanthoor ha sottolineato come la squadra avesse eseguito una gara perfetta, ma lottare contro una Ferrari superiore in ogni frangente di gara si è rivelato impossibile. “Non abbiamo mai sbagliato nulla, non abbiamo avuto contatti, preso penalità e commesso errori nei pit-stop – ha spiegato il belga – una gara perfetta che però ci ha visto arrivare secondi, il che è parecchio frustrante”.



La 963 LMDh numero 6 ha mostrato un passo gara che l’ha portata ad essere costantemente vicina alle Ferrari, ma mai realmente in grado di impensierirle. Vanthoor, Estre e Campbell hanno mantenuto un ritmo medio appena tre decimi superiore rispetto alla Ferrari di testa, ma quando si è trattato di attaccare è mancato qualcosa. Eppure, Porsche ha giocato ogni carta possibile: grazie a un BoP leggermente favorevole, le 963 LMDh hanno beneficiato di più energia per stint e hanno potuto costruire una strategia basata su stint più lunghi e una sosta in meno.

Campbell ha ammesso: “Abbiamo fatto tutto il possibile per massimizzare il nostro pacchetto mettendo sotto pressione le due Ferrari ufficiali. Perché entrambe le 499P facevano molta fatica con il triplo stint nelle ore più calde della giornata. Noi, invece, abbiamo fatto sempre il doppio stint cercando di spingere il più possibile e di ottenere il massimo dalle gomme”.



Thomas Laudenbach, Vicepresidente di Porsche Motorsport, ha evidenziato il grande lavoro del team, parlando di una gara quasi perfetta. Anche Jonathan Diuguid, responsabile del programma LMDh, ha sottolineato la rapidità del team e la strategia messa in atto, che ha speso tre minuti in meno in pit-lane rispetto alla Ferrari vincitrice, ma ciò non è stato sufficiente.

Se Porsche ha chiuso con l’amarezza di chi sa di aver fatto tutto il possibile, Toyota si è trovata invece a lottare in una gara che, per sua stessa ammissione, non avrebbe mai potuto vincere. Lontani da ogni possibilità concreta di salire sul podio, i giapponesi hanno concluso con il peggior risultato a Le Mans dal 2017. Quinta la GR010 Hybrid di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck De Vries, mentre la gemella del terzetto composto da Sebastien Buemi, Brendon Hartley e Ryo Hirakawa è sprofondata in quattordicesima posizione dopo un problema alla ruota anteriore sinistra mal fissata.



David Floury, direttore tecnico di Toyota Gazoo Racing, non ha nascosto il proprio disappunto, puntando il dito – seppur indirettamente – sul Balance of Performance: “Sapevamo chi sarebbe stato in testa. Avevo già detto chi era il favorito, non mi sbagliavo. Non c'è da stupirsi, è la stessa cosa ogni anno. Si è assistito a una gara a due classi, una con le auto che raggiungevano la velocità massima e una con quelle che non ci riuscivano. Purtroppo ci siamo ritrovati in seconda classe con Cadillac e Aston Martin”.

Le classifiche della velocità massima parlano chiaro. Con 342,3 km/h, Toyota è stata la più lenta in rettilineo insieme ad Aston Martin, distante ben 6,7 km/h dalla Ferrari al vertice della classifica con 349 km/h. Un distacco che, su un circuito come Le Mans, si traduce in decimi preziosi ad ogni giro. “Non siamo mai stati veramente in grado di lottare – ha aggiunto Floury – la vettura numeri 8 ha fatto un'ottima gara. Non abbiamo commesso errori montando le gomme morbide la notte e prendendo anche il comando. Poi domenica mattina non abbiamo avuto possibilità di lottare per la vittoria”.



La corsa della GR010 Hybrid, affidata a Buemi, Hartley e Hirakawa, è stata condotta con intelligenza e solidità fino al problema tecnico che ha compromesso il risultato finale. Meno lineare il cammino dell’altra Toyota, colpita da un incidente già al primo giro che ha danneggiato la carrozzeria e costretto l’equipaggio, Conway, Kobayashi e de Vries, a correre con una macchina meno competitiva. Eppure, anche in questo caso, il team ha portato a casa il massimo possibile, venendo poi promosso al quinto posto dopo la squalifica della Ferrari 499P numero 50.

Sebbene non detto esplicitamente dalle due Case, la 24 Ore di Le Mans 2025 ha confermato come il BoP possa essere un’arma a doppio taglio per il FIA WEC. Ricordiamo che, a differenza delle altre prove del FIA WEC dove il Balance of Performance viene modificato in base al risultato ottenuto nelle gare precedenti, la maratona francese faceva storia a sé riguardo i parametri assegnati alle singole Hypercar. In un circuito come quello de La Sarthe, fatto di lunghi rettilinei, si è così notato uno squilibrio eccessivo tra le vetture presenti in pista. La speranza è che già nella prossima 6 Ore di Interlagos possa tornare un maggior livellamento di prestazioni.

18 Giu [10:54]

Kubica: “Le Mans come con i kart, la
vittoria più bella è la lotta nella vita”

Michele Montesano - XPB Images

Non solamente una questione di auto, ma anche di uomini e passione. La 24 Ore di Le Mans è una di quelle gare in cui sembra che il tempo si sia cristallizzato, dove le imprese più che le vetture in pista le compiono soprattutto i meccanici e i piloti. Non ha fatto eccezione questa edizione appena andata in archivio, con il box di AF Corse che è riuscito a fare la differenza vincendo contro i team ufficiali. La Ferrari 499P privata ha saputo regalare emozioni forti con l’equipaggio composto da Yifei Ye, Phil Hanson e Robert Kubica.

Proprio il polacco è stato tra gli assoluti protagonisti delle ultime fasi di gara. Velocissimo in ogni frangente della corsa, Kubica è stato autore dell’ultimo turno di guida mettendo in mostra la solidità e la determinazione dei grandi campioni. Tant’è vero che il polacco è rimasto nell’abitacolo della 499P nelle ultime tre ore e mezza di gara gestendo il vantaggio sugli avversari fino a tagliare per primo il traguardo della 93ª edizione della 24 Ore di Le Mans.



“Ovviamente è una giornata speciale – ha commentato appena sceso dal podio Kubica – vincere la 24 Ore di Le Mans è qualcosa di unico. Fin dal mio debutto, nel 2021, ho amato subito questa gara, nonostante sia finita nel modo probabilmente più drammatico possibile perdendo la vittoria in LMP2 all’ultimo giro. Avevo già 36 anni, ma l’ho davvero apprezzata e mi ha fatto sentire come un bambino che corre sui kart. È una gara, ma anche un'avventura, succedono talmente tante cose che mi ha fatto riscoprire quelle emozioni riportandomi indietro quando da ragazzino viaggiavo dalla Polonia verso l’Italia per correre con i kart. Anche questa vittoria è sicuramente carica di emozioni. Ora c’è ancora un po’ di stanchezza, l’adrenalina, e solo il desiderio di riposare e godermela”.

Insieme a Kubica nel 2021 c’era proprio Ye con cui quest’anno ha diviso la Ferrari e la vittoria: “Finalmente siamo riusciti a finire quest’ultimo giro con Yifei – ha raccontato il pilota polacco – perché ho imparato che nelle corse bisogna aspettare il traguardo. È stata una gara lunga, ma questa volta c’era la consapevolezza che solamente un guasto ci avrebbe potuto togliere la vittoria. L’ultima parte è stata in controllo, eravamo certi di cosa stavamo facendo”.



Come ammesso dallo stesso Kubica, il cambio gomme sul finale è da leggere proprio in ottica precauzionale: “Potevamo finire con un triplo stint, ma con le gomme più usurate non si sa mai: basta un piccolo taglio e lo pneumatico si può sgonfiare. La gomma nuova, oltre a darti una maggior prestazione, ti offre una maggior sicurezza per finire la gara. Quindi abbiamo scelto di cambiare per precauzione, anche per questo è stato importante creare un margine per poter gestire l’ultima fase di gara”.

“Dovevamo stare davanti senza esagerare – ha proseguito Kubica – perché bastava una safety-car e tutto sarebbe ripartito da zero. Quindi ho cercato di conservare le gomme per tenerle in buon stato e mantenere il gap per avere comunque un margine di sicurezza, perché a Le Mans non si sa mai. Ma, allo stesso tempo, di non rovinare troppo le gomme in caso di safety-car o di ripartenze in modo da averle pronte per il finale”.



Assieme a Fernando Alonso, Kubica è diventato l’unico pilota ad aver vinto sia un GP di Formula 1 che la 24 Ore di Le Mans. Tuttavia al pilota polacco non interessa la 500 Miglia di Indianapolis per tentare la conquista alla Triple Crown, ma c’è un capitolo che è ancora aperto: “Se dovessi scegliere, proverei a vincere una gara del Mondiale Rally. Ci ho provato ma non ci sono riuscito. Ho vinto nel WRC2, la categoria inferiore, di cui sono stato anche campione del mondo, però non ho mai vinto nel WRC. Ovviamente adesso sarebbe da pazzi riprovarci, anche perché forse con l’età sono diventato un po’ più consapevole e meno folle”.

La vittoria nella 24 Ore di Le Mans non è il successo più importante per Kubica che con la mente ritorna a quel tragico incidente del 2011 nel Rally di Andora: “La mia vittoria più importante non ha niente a che fare con le corse. Il vero successo è stata la battaglia che ho dovuto affrontare con la mia mente per accettare l’incidente e le sue conseguenze, i miei limiti e il lunghissimo periodo di recupero. Non è stato facile, sono stati mesi e anni di lavoro mentale per smettere di pensare a cosa sarebbe potuto essere e concentrarmi sui nuovi traguardi e obiettivi. Il destino, almeno sul piano sportivo, mi ha restituito qualcosa”.
17 Giu [7:34]

Squalificata per irregolarità tecnica
la Ferrari di Fuoco-Molina-Nielsen

Michele Montesano

Anche dopo la bandiera a scacchi, la 24 Ore di Le Mans 2025 non smette di riservare sorprese. Nella serata del lunedì, a seguito delle verifiche tecniche post gara, la Ferrari 499P numero 50, dell’equipaggio composto da Antonio Fuoco, Miguel Molina e Nicklas Nielsen, è stata ufficialmente squalificata. Una notizia che cambia, non solo il risultato finale della corsa, ma anche l’equilibrio del Mondiale Endurance.

La decisione dei commissari sportivi, comunicata nella tarda serata di lunedì, è arrivata dopo un controllo approfondito che ha evidenziato un’irregolarità nel supporto dell’ala posteriore della vettura. In particolare, durante il test di flessione effettuato dopo la gara, l’alettone della Ferrari ha mostrato una deformazione di 52 millimetri, ben oltre il limite di 15 mm previsto dal regolamento tecnico della categoria Hypercar.

Come se non bastasse, i commissari hanno rilevato che mancavano quattro bulloni nel supporto dell’ala, un elemento che secondo la documentazione di omologazione della 499P avrebbe dovuto essere presente. Un rappresentante del team ha spiegato che proprio l’assenza di questi bulloni potrebbe aver causato la flessione eccessiva. A quanto pare, uno dei meccanici del team si sarebbe accorto della mancanza di un bullone durante l’ultima sosta ai box della vettura, ma ciò non ha impedito alla Ferrari di concludere la corsa.

Un dettaglio particolarmente significativo messo in evidenza dal rapporto dei commissari riguarda il giro 380, a soli sette passaggi dalla bandiera a scacchi, in cui la Ferrari numero 50 ha registrato la sua velocità massima più elevata di tutta la gara. Questo elemento lascia pensare che il comportamento irregolare dell’ala possa aver comportato un vantaggio prestazionale, cosa che ha ulteriormente rafforzato la decisione di escludere la vettura dalla classifica finale.

Tale squalifica rappresenta un duro colpo per le ambizioni mondiali di Fuoco, Molina e Nielsen che ora pagano 48 punti di distacco dai compagni di squadra, nonché leader del campionato FIA WEC, Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e James Calado, giunti terzi al traguardo della 24 Ore di Le Mans. Al momento non è chiaro se Ferrari deciderà di presentare un ricorso contro tale decisione.

A beneficiare dell’esclusione della Ferrari numero 50 è sicuramente la Cadillac V-Series.R del Team Jota, affidata a Norman Nato, Alex Lynn e Will Stevens, che sale così al quarto posto. Avanza anche la Toyota GR010 Hybrid di Kamui Kobayashi, Mike Conway e Nyck De Vries che guadagna la quinta posizione assoluta. Inoltre entrambe le Alpine A424 LMDh sono entrate nella top-10 della 24 Ore di Le Mans.

Domenica 15 giugno 2025, gara

1 – Kubica-Ye-Hanson (Ferrari 499P) – AF Corse – 387 giri
2 – Estre-L.Vanthoor-Campbell (Porsche 963) – Penske – 14"084
3 – Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) – Ferrari – 28"487
4 – Stevens-Nato-Lynn (Cadillac V-Series.R) – Jota – 2'18"634
5 – Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota GR010 Hybrid) – Toyota – 1 giro
6 – Andlauer-Christensen-Jaminet (Porsche 963) – Penske – 1 giro
7 – Bamber-Bourdais-Button (Cadillac V-Series.R) – Jota – 1 giro
8 – Nasr-Tandy-Wehrlein (Porsche 963) – Penske – 1 giro
9 – Chatin-Habsburg-Milesi (Alpine A424) – Alpine – 2 giri
10 – Schumacher-Makowiecki-Gounon (Alpine A424) – Alpine – 3 giri
11 – Duval-Jakobsen-Vandoorne (Peugeot 9X8) – Peugeot – 3 giri
12 – Riberas-Sorensen-De Angelis (Aston Martin Valkyrie) – Aston Martin – 4 giri
13 – Jani-Pino-Varrone (Porsche 963) – Proton – 4 giri
14 – Tincknell-Gamble-Gunn (Aston Martin Valkyrie) – Aston Martin – 6 giri
15 – Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota GR010 Hybrid) – Toyota – 7 giri
16 – Di Resta-Jensen-Vergne (Peugeot 9X8) – Peugeot – 8 giri
17 – Rast-Frijns-S.van der Linde (BMW M Hybrid V8) – WRT – 12 giri
18 – Smiechowski-Dillmann-Yelloly (Oreca 07 P2) – Inter Europol – 20 giri
19 – Gray-Masson-Perera (Oreca 07 P2) – VDS Panis – 20 giri
20 – Hyett-Cameron-Deletraz (Oreca 07 P2) – AO by TF – 21 giri
21 – Ried-Capietto-De Gerus (Oreca 07 P2) – Iron Lynx-Proton – 22 giri
22 – Sales-Beche-Novalak (Oreca 07 P2) – TDS – 22 giri
23 – Roda-Binder-Viscaal (Oreca 07 P2) – Proton – 22 giri
24 – Van Der Zande-Fittipaldi-Heinemeier Hansson (Oreca 07 P2) – United AS – 23 giri
25 – Kaiser-Fluxa-Pourchaire (Oreca 07 P2) – Algarve Pro – 23 giri
26 – Perrodo-Vaxiviere-Da Costa (Oreca 07 P2) – AF Corse – 23 giri
27 – Boulle-Simmenauer-Ghiotto (Oreca 07 P2) – Inter Europol – 24 giri
28 – Schneider-Jarvis-Hanley (Oreca 07 P2) – United AS – 24 giri
29 – M.Jensen-Cullen-Pilet (Oreca 07 P2) – RLR M – 25 giri
30 – Kurtz-Catsburg-Quinn (Oreca 07 P2) – Algarve Pro – 25 giri
31 – D.Vanthoor-Marciello-Magnussen-Eng (BMW M Hybrid V8) – WRT – 26 giri
32 – Malykhin-Blomqvist-Vautier (Oreca 07 P2) – CLX Pure – 29 giri
33 – Hardwick-Pera-Lietz (Porsche 911) – Manthey – 46 giri
34 – Heriau-Mann-Rovera (Ferrari 296) – AF Corse – 46 giri
35 – Van Rompuy-Andrade-Eastwood (Corvette Z06) – TF Sport – 46 giri
36 – James-Drudi-Robichon (Aston Martin Vantage) – HoR – 46 giri
37 – Umbrarescu-Lopez-Schmid (Lexus RC F) – Akkodis ASP – 47 giri
38 – Au-Hartog-Bachler (Porsche 911) – Manthey – 47 giri
39 – Keating-Edgar-Juncadella (Corvette Z06) – TF Sport – 48 giri
40 – Kimura-Serra-Stevenson (Ferrari 296) – Kessel – 48 giri
41 – Sousa-Tuck-Barker (Ford Mustang) – Proton – 49 giri
42 – Fidani-Kern-Bell (Corvette Z06) – AWA – 49 giri
43 – Toledo-Wadoux-Agostini (Ferrari 296) – AF Corse – 49 giri
44 – Berry-Hodenius-M.Martin (Mercedes AMG) – Iron Lynx – 50 giri
45 – DeBoer-Hasse Clot-Barrichello (Aston Martin Vantage) – R.S.Leman – 51 giiìri
46 – Hui-Froggatt-Cheever (Ferrari 296) – Tempesta – 52 giri
47 – S.Grove-B.Grove-Stolz (Mercedes AMG) – Iron Lynx – 53 giri
48 – C.Martin-Frey-Bovy (Porsche 911) – Iron Dames – 53 giri

Giro più veloce: Sebastien Bourdais 3'26"063

Ritirati
Cottingham-Saucy-Baud (McLaren 720S Evo) – United Autosports
Lafargue-Van Uitert-Alvarez (Oreca 07 P2) – IDEC
Robin-Hawksworth-Gehrsitz (Lexus RC F) – Akkodis ASP
Aitken-Drugovich-Vesti (Cadillac V-Series.R) – Whelen
Chadwick-Jaubert-Lotterer (Oreca 07 P2) – IDEC
Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296) – AF Corse
R.Taylor-J.Taylor-Albuquerque (Cadillac V-Series.R) – WTR
Rao-Bolukbasi-Braun (Oreca 07 P2) – Nielsen
Shahin-Boguslavskiy-Farfus (BMW M4) – WRT
Al Harthy-Rossi-K.van der Linde (BMW M4) – WRT
Leung-Gelael-Sato (McLaren 720S Evo) – United Autosports
Gilbert-Hanafin-Rueda (Mercedes AMG) – Iron Lynx
Gattuso-Levorato-Olsen (Ford Mustang) – Proton

Squalificati
Fuoco-Nielsen-Molina (Ferrari 499P) – Ferrari
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