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del Collegio dei Commissari Sportivi

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Rally del Portogallo – Finale
Neuville spezza il dominio Toyota

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Bis di Rytter-Fraboni sotto la pioggia

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Misano - Gara Finale
Aksoy firma la seconda

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6 Gen [21:04]

CONTROCANTO
Una lezione, l'ennesima, per la Csai

Forse qualcuno è inorridito, qualcun altro forse è sbiancato. La tabella di marcia dello Janner Rally non può aver lasciato indifferenti gli inquilini del palazzo: partenza all’alba di venerdì, arrivo nel pomeriggio di sabato e, in mezzo, diciotto prove speciali per un totale di duecento e cinquanta chilometri. Prove toste, la più lenta da ottantaquattro chilometri all’ora di media, la più veloce da centoquindici, su strade con porzioni innevate e ghiacciate. Alcune da affrontare con i fari, altre immerse nella nebbia. Roba che i (sedicenti) esperti di sicurezza del Bel Paese avrebbero bocciato senza appello. Ma che al di là delle Alpi è merce corrente. In Austria come in Finlandia, in Francia come in Spagna, come in tutti i Paesi dell’est. Perché i rally, malgrado il parere contrario di lor signori, sono così. E svilirli a gimcane da consumarsi in fretta serve solo a far disamorare gli appassionati di lungo corso e a togliere ogni voglia di frequentarli ai giovani.
Inorridire? Sbiancare? Pensando al primo appuntamento stagionale del Campionato d’Europa targato Eurosport, Angelo Sticchi Damiani e i suoi consigliori ne avrebbero motivo. Ma solo se riflettessero sul fatto che la serie continentale è iniziata senza un pilota italiano in grado di esserne protagonista o anche solo coprotagonista.

ran.