Michele Montesano
Con il nuovo anno si riaccendono i motori della
Dakar. Giunto alla 49ª edizione, il Rally Raid più celebre del mondo si prepara a una nuova avventura, questa volta tra Europa e Africa. Dopo sette edizioni consecutive disputate in Arabia Saudita, la competizione tornerà eccezionalmente nei territori che hanno contribuito a costruirne il mito. Saranno il
Portogallo e il Marocco a fare da scenario a una sfida che si preannuncia particolarmente impegnativa. Una scelta dettata dalla situazione geopolitica in Medio Oriente, con gli organizzatori che hanno già confermato il ritorno in Arabia Saudita nel 2028, in occasione della 50ª edizione.
La Dakar
scatterà il prossimo
9 gennaio da Loulé-Faro, in Portogallo, con il Prologo di 29 km cronometrati, a cui seguiranno 12 tappe per un totale di 7.824 km, di cui 4.341 di prove speciali. I protagonisti taglieranno il traguardo finale di Marrakech il 23 gennaio, dopo aver attraversato il Marocco da nord a sud e aver affrontato alcuni dei deserti più impegnativi del continente africano. Non mancheranno le insidie della navigazione, le dune e le prove Marathon, elementi che da sempre caratterizzano la maratona del deserto.
La prima parte della Dakar si svolgerà in
Portogallo. Dopo il Prologo, il 10 gennaio i concorrenti affronteranno una prima speciale di 100 km, prima di raggiungere il porto per imbarcarsi alla volta del Marocco. La traversata del Mediterraneo avverrà durante la notte e l'arrivo sul continente africano è previsto per l'11 gennaio. Da qui la carovana si trasferirà a Bouarfa, nella regione nord-orientale del Paese, dove verrà allestito il primo bivacco marocchino. Sarà il preludio a una lunga settimana di gara lungo le pendici della catena montuosa dell'Atlante, con percorsi che metteranno subito alla prova le capacità di guida e navigazione degli equipaggi.
Il 12 gennaio si entrerà nel vivo con la seconda tappa, un anello di 390 km cronometrati attorno a
Bouarfa. Il giorno successivo si resterà nella stessa località per affrontare una nuova speciale di 410 km, caratterizzata da altipiani, piste veloci e tratti più tecnici e rocciosi. La quarta frazione, in programma il 14 gennaio, porterà invece la carovana a Zagora dopo 750 km complessivi, di cui 490 cronometrati. Sarà la speciale più lunga della prima settimana e proporrà anche l'unico passaggio della Dakar sulle dune di Merzouga, uno degli scenari più suggestivi del rally-raid.
Raggiunta Zagora, il percorso entrerà nel cuore del deserto marocchino. Il 15 gennaio i concorrenti affronteranno una prova di 365 km cronometrati nell'area dell'Erg Chegaga, il più grande massiccio dunoso del Marocco. Circa 50 km saranno caratterizzati da attraversamenti di dune, alternati a tratti rocciosi e piste sabbiose che renderanno fondamentale la precisione nella navigazione. La sesta tappa,
da Zagora ad Agadir, proporrà nuovamente 365 km di speciale, per una giornata complessiva di 760 km. Sarà la frazione più lunga della prima settimana e porterà gli equipaggi al meritato riposo del 17 gennaio.
Completati i primi sei stage, la Dakar riprenderà il 18 gennaio con la settima tappa da Agadir a Smara. La seconda settimana inizierà subito con la prova speciale più lunga dell'intera edizione, ben 500 km cronometrati, su piste veloci dove la navigazione avrà un ruolo determinante. Lasciato alle spalle l'
Atlante, la gara si spingerà sempre più a sud, in territori caratterizzati da paesaggi desertici differenti rispetto a quelli affrontati nella prima parte del rally.
Il 19 gennaio sarà la volta della tappa
Marathon Refuge, una delle prove più temute dell'intero percorso. Partendo da Smara, gli equipaggi dovranno affrontare 355 km cronometrati senza poter contare sull'assistenza delle proprie squadre. Al termine della giornata raggiungeranno un bivacco-rifugio nei pressi di Dakhla, dove saranno chiamati a occuparsi autonomamente della manutenzione dei mezzi, potendo eventualmente contare sulla solidarietà degli altri concorrenti. Il giorno successivo la carovana farà ritorno a Smara, affrontando altri 390 km di speciale tra dune e piste sabbiose. Seguirà il 21 gennaio una prova ad anello di 470 km cronometrati, la terza più lunga della Dakar 2027, con altipiani veloci, canyon sabbiosi e numerosi guadi.
La risalita verso nord entrerà nel vivo il 22 gennaio con la penultima tappa,
da Smara a Marrakech. Sarà la frazione più lunga in termini di percorrenza, con 1.035 km complessivi e 455 km cronometrati. Il percorso alternerà tratti veloci, piste ondulate e passaggi lungo l'Oceano Atlantico, con uno spettacolare attraversamento della Plage Blanche, dove i concorrenti dovranno affrontare circa 20 km sulla sabbia in velocità. Nonostante il traguardo sia ormai vicino, la varietà dei terreni continuerà a rappresentare un'insidia per piloti e navigatori.
Infine, il 23 gennaio si concluderà la 49ª edizione della Dakar con l'ultima speciale di 22 km, allestita attorno a Marrakech. Una frazione breve, ma che decreterà i vincitori di una competizione che, ancora una volta, avrà messo a dura prova uomini e mezzi. Il ritorno in Africa rappresenta una parentesi speciale nella storia del rally-raid, con il Marocco chiamato a raccogliere l'eredità dei deserti sauditi prima del ritorno in
Arabia Saudita nel 2028, quando la Dakar celebrerà il suo cinquantesimo anniversario.
