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23 Set [19:50]

Loeb, e quei finti scoop di Paris Match

Loeb fra quello che non sai e quello che (di lui) sai da sempre. O almeno da un bel po’. Dall’intervista che ha concesso a Paris Match il cannibale esce con un’etichetta mezzo vera e mezzo finta – L’homme tranquille – e con alcuni finti scoop attaccati alle righe. Come quello che nel 2011 Seb avrebbe intenzione di attaccare il casco al chiodo: probabilmente vero, ma sicuramente risaputo da tempo.

E’ noto che Loeb aveva già molta voglia di smettere l’anno scorso, ma che davanti alle cortesi profferte della Citroen (nelle segrete stanze si sussurra di 16 milioni di euro...), e alla possibilità di raggungere quota otto Mondiali vinti, ci ha ripensato e ha deciso di prolungare la sua vita in derapata fino al 2011. Vincere, del resto, è sempre stata la cosa che più lo ha interessato. Fin da piccolo. Fin da quando era un ginnasta, prima ancora che un rallista: “Ma il giorno che ho cominciato a perdere, ho lasciato la ginnastica”.

Un uomo tranquillo dall’appetito feroce in gara, legatissimo alla famiglia, alla memoria del papà scomparso 5 anni fa, che al volante non ha paura di nessuno ma che detesta gli impegni che iniziano quando si scende dall’abitacolo. “Vivo in Svizzera ma l’aspetto fiscale non è l’unico che conta. In Francia sarei assillato da impegni, dai fotografi, qui posso stare in pace”.

Un campione “normale”, che confessa di concedersi come unico lusso vero l’hobby dell’elicottero, e che con 14 decimi ad ogni occhio buttà lì – forse più per accontentare l’intervistatore gossipparo che per spararla grosso – di essere in grado di guidare con la nebbia e senza fari su un percorso che ha imparato a memoria. Dimenticandosi – possibile, lui rallysta? - delle note, del navigatore…

Ma concedendosi alla fine una nota autentica, quando si arriva a parlare dei rischi, della possibilità di correre una gara di troppo: “Ci penso. Ed è la cosa che più mi fa guardare alla fine della mia carriera. Credo di aver preso rischi a sufficienza in passato, e non voglio farlo più. la mia unica motivazione, oggi, è il piacere”. Cannibale, Seb. Ma non ingordo.

s. s.