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10 Mar [20:43]

Rally Messico - Finale
Ogier vince con classe e fortuna

Massimo Costa

Tre rally iridati, due vittorie. Sebastien Ogier e la Citroen fanno maledettamente sul serio e insieme si sono rivelati invincibili a Montecarlo ed ora in Messico. Ogier ha avuto anche una discreta fortuna quando in ritardo di una cinquantina di secondi per una foratura nella decima prova speciale, si è ritrovato comunque in testa alla classifica generale grazie alla bandiera rossa esposta per l'uscita di strada del suo compagno Esapekka Lappi. I tempi imposti dalla direzione gara hanno permesso a Ogier di continuare in tranquillità davanti a tutti anziché precipitare in classifica.

Ogier è poi stato spettacolare, gestendo alla perfezione ogni momento del rally, mantenendo una invidiabile tranquillità nelle decisive prove speciali, vincendo anche la conclusiva power stage. Per lui, quella in Messico è la quarta vittoria dopo il 2014 e 2015 con la Polo e il successo del 2018 con la Ford. In totale invece, fanno 46. Non male proprio. Nella classifica iridata, Ogier ha ora 61 punti, a meno quattro lunghezze dalla Toyota Yaris di Ott Tanak.

Il vincitore del Rally di Svezia ha corso con una maturità impressionante. Consapevole delle insidie e dei trabocchetti che nascondono le strade sterrate messicane, lui è stato guardingo per tutto il venerdì, poi gradualmente ha iniziato a spingere sempre più forte rimontando fino alla seconda posizione. Notevole e se non fosse stato per quella bandiera rossa, avrebbe pure vinto. Mai un problema, mai un contatto ravvicinato con uno dei milioni di pietre disseminate lungo i sentieri delle prove speciali. Pietre che non hanno risparmiato nessuno, neanche Ogier, causa della foratura sopra citata.

Un plauso anche Elfyn Evans, bravo a prendersi il terzo gradino del podio, ma col braccino corto nel finale. Quando il ciclone Tanak gli si avvicinava sempre più per strappargli la seconda posizione, il pupillo di M-Sport e Ford non è riuscito a controbattere, forse per non rischiare di rovinare tutto dopo che la squadra inglese aveva perso dopo pochissimi chilometri di gara Teemu Suninen, subito finito contro la roccia.

Quarta posizione per Thierry Neuville che ha vissuto alti e bassi continui, come la sua Hyundai. Il belga era spesso arrabbiato per il comportamento della sua vettura, ma non ha perso il contatto con il vertice della classifica generale che lo vede a 55 punti. Quinta posizione per Kris Meeke, rallentato da problemi al motore nella giornata finale e da una foratura nella speciale numero 11.

Avrebbe meritato di più Dani Sordo. Lo spagnolo, chiamato da Hyundai, era al primo rally iridato 2019 e teneva saldamente la seconda piazza quando un problema elettrico lo ha fermato. Il team diretto da Andrea Adamo aveva dovuto salutare dalla vetta anche Andreas Mikkelsen, cui la solita pietra ha danneggiato una sospensione. Tra le vittime del Messico anche Jari-Matti Latvala, fermato da noie elettriche sulla sua Yaris oltre al già citato Esapekka Lappi, che però lamentava la mancanza di feeling con il poco grip delle strade messicane. Tornando a Latvala, prima dell'avvio della power stage finale ha dovuto raggiungere il vicino fiume per riempire di acqua una serie di bottigliette per salvare il proprio radiatore...

La classifica finale, domenica 10 marzo 2019

1 - Ogier-Ingrassia (Citroen C3) - 3.37'08"0
2 - Tanak-Jarveoja (Toyota Yaris) - 30"2
3 - Evans-Martin (Ford Fiesta) - 49"9
4 - Neuville-Gilsoul (Hyundai) - 1'27"0
5 - Meeke-Marshall (Toyota Yaris) - 6'06"2
6 - Guerra-Zapata (Skoda Fabia WRC2) - 15'35"5
7 - Bulacia-Cretu (Skoda Fabia WRC2) - 18'51"5
8 - Latvala-Anttila (Toyota Yaris) - 18'55"9
9 - Sordo-Del Barrio (Hyundai) - 22'44"1
10 - Trivino-Marti (Skoda Fabia WRC2) - 26'21"7