formula 1

Hamilton, miglior tempo assoluto
McLaren e Norris si fanno vedere

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Regional Mid-East

Dubai - Qualifica 1-2
Pole per Kato e Powell

Massimo CostaLa Regional Middle East, dopo le due prime tappe a Yas Marina, si è spostata a Dubai. A differenza di quanto ac...

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UAE4 Series

Dubai - Qualifica 1-2
Prime pole per Craigie

Davide AttanasioUna dimostrazione di forza davvero notevole, quella che Kenzo Craigie (R-Ace) ha messo in scena sul circuito...

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Formula E

Rookie Test a Miami
O’Sullivan in “pole”, Minì terzo

Michele Montesano Dopo Brasile e Messico, la Formula E è approdata in Florida per il suo terzo atto stagionale. Ma ad aprir...

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formula 1

Ferrari affidabile e anche veloce
Audi e Cadillac, quanti problemi

Massimo CostaLa Ferrari continua a svolgere un ottimo lavoro in questi test privati. Nell'ultima giornata disponibile, C...

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GT World Challenge

Rossi resta con BMW, torna in
Endurance e Sprint con Hesse e Harper

Michele Montesano Valentino Rossi ha sciolto le riserve. Dopo due stagioni trascorse nel FIA WEC, il “Dottore” tornerà a te...

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29 Ago [19:23]

Un grande ci ha lasciato
Addio a Bjorn Waldegaard

Guido Rancati

Bjorn Waldegard non ce l'ha fatta: due mesi e poco più prima di tagliare il traguardo dei settantun anni ha perso la sua battaglia contro il cancro che lo aveva aggredito. Il mondo perde una gran brava persona, le corse perdono uno dei campioni leggendari che le hanno fatte grandi. E io non ho neppure bisogno di socchiudere gli occhi per rivedermelo davanti, in una notte di tanti anni fa. Era il 1976 e un Sanremo che la Lancia aveva ipotecato già nelle primissime battute si stava trascinando senza scosse, in attesa del duello finale sul Langan. Così, per evitare una guerra fratricida fra i suoi e, forse, anche per non dare fiato a coloro che lo immaginavano pronto a qualsiasi cosa per costruire una vittoria tutta italiana, aveva deciso Cesare Fiorio. Stabilendo che i suoi due galli, Munari e Waldegard, si sarebbero giocati il primo posto nell'ultima prova speciale: a vincere sarebbe stato chi avesse realizzato il miglior tempo nel sali-scendi da Molini di Triora a Pigna. Li ordini si eseguono e i due s'erano adeguati, impegnandosi per arrivare allo scontro finale il meno lontano possibile fra loro. Trotterellavano e, come gli specialisti del “bip-bip”, si impegnavano per perdere o guadagnare quei pochi secondi che di volta in volta li dividevano. A San Romolo, in una delle poche pause che i rally dell'epoca concedevano, il contrasto fra loro era evidente: mentre il Drago, stranamente nervoso, andava avanti e indietro ai margini del pratone trasformato in parco chiuso, lo svedese si concedeva una birretta standosene appoggiato a un castagno secolare. Come finì è storia: partito a un cenno di Nik Bianchi undici secondi dopo il “via” ufficiale, lo svedese vinse la prova e il rally per quattro secondi. Una vittoria delle tante in una carriera lunga e proficua, la terza delle sedici conquistate in una carriera illuminata anche dal primo titolo iridato della storia. Forse neppure la più bella, ma quella che spiega meglio chi fosse il Gigante di Ro.