F4 French

Nogaro - Bouzar penalizzato
La vittoria va a Dauvergne

Massimo Costa - Foto KSPIn sede di commento della terza gara, avevamo scritto che Guillaume Bouzar... "al momento pare ...

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F4 French

Nogaro - Gara 3
Bouzar firma la doppietta

Massimo Costa - Foto KSPIl campionato francese di Formula 4 inizia all'insegna di Guillaume Bouzar. Pole e vittoria in g...

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Regional European

Test a Spielberg - 2° giorno
Dall'uovo di Pasqua sbuca Saeter

Massimo CostaCon i due giorni di test collettivi in versione pasquale (e non si era mai vista una cosa così in questa serie)...

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F4 French

Nogaro - Gara 2
Francis e Soares beffano Rosen
Quattro safety-car, Bouzar out

Davide Attanasio - Foto KSPNon c'è stato grande spazio per l'azione nella seconda gara della Formula 4 francese a No...

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F4 French

Nogaro - Gara 1
Bouzar dall'inizio alla fine

Davide Attanasio - Foto KSPMeglio di così non poteva davvero cominciare. Alle due pole siglate ieri, Guillaume Bouzar&n...

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formula 1

Antonelli vince? Ecco gli odiatori
E sono (quasi) tutti ferraristi

Massimo CostaAhi ahi ahi. Ci risiamo. Andrea Antonelli cambia la storia della F1 e del motorsport italiano nel Mondiale, ed ...

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29 Ago [19:23]

Un grande ci ha lasciato
Addio a Bjorn Waldegaard

Guido Rancati

Bjorn Waldegard non ce l'ha fatta: due mesi e poco più prima di tagliare il traguardo dei settantun anni ha perso la sua battaglia contro il cancro che lo aveva aggredito. Il mondo perde una gran brava persona, le corse perdono uno dei campioni leggendari che le hanno fatte grandi. E io non ho neppure bisogno di socchiudere gli occhi per rivedermelo davanti, in una notte di tanti anni fa. Era il 1976 e un Sanremo che la Lancia aveva ipotecato già nelle primissime battute si stava trascinando senza scosse, in attesa del duello finale sul Langan. Così, per evitare una guerra fratricida fra i suoi e, forse, anche per non dare fiato a coloro che lo immaginavano pronto a qualsiasi cosa per costruire una vittoria tutta italiana, aveva deciso Cesare Fiorio. Stabilendo che i suoi due galli, Munari e Waldegard, si sarebbero giocati il primo posto nell'ultima prova speciale: a vincere sarebbe stato chi avesse realizzato il miglior tempo nel sali-scendi da Molini di Triora a Pigna. Li ordini si eseguono e i due s'erano adeguati, impegnandosi per arrivare allo scontro finale il meno lontano possibile fra loro. Trotterellavano e, come gli specialisti del “bip-bip”, si impegnavano per perdere o guadagnare quei pochi secondi che di volta in volta li dividevano. A San Romolo, in una delle poche pause che i rally dell'epoca concedevano, il contrasto fra loro era evidente: mentre il Drago, stranamente nervoso, andava avanti e indietro ai margini del pratone trasformato in parco chiuso, lo svedese si concedeva una birretta standosene appoggiato a un castagno secolare. Come finì è storia: partito a un cenno di Nik Bianchi undici secondi dopo il “via” ufficiale, lo svedese vinse la prova e il rally per quattro secondi. Una vittoria delle tante in una carriera lunga e proficua, la terza delle sedici conquistate in una carriera illuminata anche dal primo titolo iridato della storia. Forse neppure la più bella, ma quella che spiega meglio chi fosse il Gigante di Ro.