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5 Mag [13:06]

Addio a Timo Makinen,
il primo finlandese volante

Stefano Semeraro

Era il 'flying Finn' originale, il primo dei finlandesi volanti, e oggi se ne è andato derapando dietro l'ultima curva dell'orizzonte. A 79 anni è morto Timo Makinen, leggendario rallysta finlandese che negli anni '60 a bordo della sua Mini Cooper si aggiudicò per tre volte sia il RAC sia il Mille Laghi. A quei tempi non esisteva ancora il Mondiale Rally, che sarebbe nato solo alla fine del decennio successivo, quindi Timo non ha potuto vincere l'iride precedendo il suo omonimo – ma non parente – Tommi Makinen, ma la sua importanza nella storia dei rally è comunque grandissima.

Classe 1938, a correre aveva iniziato negli anni '50 dopo aver imparato a guidare in fretta per dare una mano alla ditta di trasporti di famiglia consegnando pacchi su qualsiasi superficie e nel minor tempo possibile. Le prime gare le corse con il fratello Harri come navigatore a bordo di una Triumph TR3, e al suo primo Mille Laghi arrivò subito dietro le Saab di Carlsson e Aaltonen. Nel 1962 debuttò al RAC con una Mini Cooper che gli aveva affidato Stuart Turner, il manager della BMC, su consiglio di un concessionario della Morris, e subito Timo si impose nella sua classe. Negli anni successivi arrivarono i grandi successi a fianco di Paul Easter: al rally dei Tulipani nel 1964, al Monte-Carlo l'anno dopo e nel 1966 (anche se la vittoria gli fu tolta per un problema regolamentare e assegnata a Toivonen che però non volle mai considerarla nel suo palmares) quando si impose anche al Mille Laghi.

Gare mitiche, come quella sempre nel grande appuntamento del nord del '67 in cui si trovò a guidare per 12 dei 25 chilometri della speciale di Ouinipohja con il cofano ribaltato sul parabrezza. «Arrivammo terzi – ricordava – anche se non riuscivo nemmeno a vedere dove stavamo andando. Provai a mettere la testa fuori dal finestrino, ma il casco era troppo grande, così incominciai a mettermi di traverso a destra e sinistra per tentare di vedere la strada...». Roba da pionieri, da tempi eroici quando per parlare con i giornalisti ci si sedeva sul cofano dopo la gara. Makinen fu anche uno dei primi a usare il piede sinistro per frenare mentre teneva il destro ben pigiato sui 100 cavalli della sua Mini. Passato nel 1968 alla Ford, con una RS 1600 Escort finalmente più potente spadroneggiò al RAC fra il 1973 e il 1975. Scalzato da Bjorn Waldegaard decise di dedicarsi ai raid, dividendo nella seconda metà del decennio l'abitacolo di una Peugeot V6 504 (nella foto Photo4) con un giovane copilota francese - Jean Todt – con cui si impose al Bandama nel 1974 e '76. Con lui cala probabilmente il sipario su un'epoca magica, lontana e irripetibile dei rally.