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31 Gen [9:31]

Nasce la Freedom 250
Washington entra nel calendario 2026

Carlo Luciani

Il calendario 2026 della IndyCar, già diramato lo scorso mese di settembre, si arricchisce di un altro evento ambizioso quanto simbolico. Per celebrare i 250 anni di indipendenza americana, è stata infatti annunciata una gara dal titolo "Freedom 250", che si terrà il prossimo 23 agosto sulle strade della capitale Washington D.C..

La denominazione è un chiaro riferimento all’importante ricorrenza storica, che almeno per il momento non lascia invece intendere un richiamo diretto anche alla distanza percorsa (in miglia). L’annuncio della "Freedom 250 Grand Prix of Washington D.C." è stato ufficializzato attraverso un ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald J. Trump, intitolato "Celebrating American Greatness with American Motor Racing". Un provvedimento decisamente insolito per un atto presidenziale, che inserisce ufficialmente la gara nel programma delle celebrazioni federali legate all’anniversario dell’indipendenza.

Per ora solo un grande annuncio in stile americano, ma poco o nulla sui contenuti. Mancano infatti ancora conferme sul layout: si parla genericamente di Washington, ma non è stato ancora reso noto il tracciato, né se sarà un vero e proprio circuito cittadino, né se verrà utilizzata un’area semi-permanente. Ciò che è noto, al momento, è che il circuito dovrebbe svilupparsi in prossimità del National Mall e dei principali monumenti della capitale.

Con l’inserimento della Freedom 250, saranno dunque 18 gli appuntamenti stagionali della IndyCar nel 2026, con un finale di stagione particolarmente intenso. Il mese di agosto inizierà con il round di Portland il giorno 9, per poi proseguire senza pause fino al gran finale di Laguna Seca, in programma il 6 settembre. Un totale di cinque weekend consecutivi in pista e sei gare complessive, considerando anche il doppio appuntamento di Milwaukee; un tour de force che metterà a dura prova team e piloti nella lotta per il titolo.

Il calendario aggiornato della IndyCar 2026

1° marzo - Streets of St. Petersburg
7 marzo - Phoenix Raceway
15 marzo - Streets of Arlington
29 marzo - Barber Motorsports Park
19 aprile - Streets of Long Beach
9 maggio - Indianapolis Motor Speedway Road Course
24 maggio - The 110th Indianapolis 500
31 maggio - Streets of Detroit
7 giugno - World Wide Technology Raceway
21 giugno - Road America
5 luglio - Mid-Ohio Sports Car Course
19 luglio - Nashville Superspeedway, Sunday
9 agosto - Portland International Raceway
16 agosto - Streets of Markham
23 agosto - Freedom 250 Grand Prix of Washington, D.C
29 agosto - Milwaukee Mile Gara 1
30 agosto - Milwaukee Mile Gara 2
6 settembre - WeatherTech Raceway Laguna Seca

25 Gen [11:18]

Alla McLaren il primo round
Palou condannato a pagare 12 milioni

Alfredo Filippone

Si è concluso con un verdetto favorevole alla McLaren quello che presubilmente è solo il primo round della vertenza legale che oppone la scuderia inglese ad Alex Palou. Il processo di primo grado in un tribunale londinese si è risolto in favore della Arrow McLaren (la filiale americana di Woking) che aveva fatto causa al pilota spagnolo per rottura unilaterale di contratto e chiesto 19,7 milioni di dollari di danni. La sentenza di sabato gliene concede poco più della metà, 12,2.

Come si ricorderà, la vertenza risale a fine 2022 quando Palou (che aveva ottenuto il suo primo titolo Indycar nel 2021 col Chip Ganassi Racing) aveva rotto il contratto da poco firmato con la McLaren, adducendo che la scuderia non gli aveva offerto alcuno sbocco o prospettiva per correre in F.1, come stipulato nell’accordo. Il contemporaneo arrivo in McLaren di Oscar Piastri (causando un’altra disputa giudiziaria, fra l’australiano e l’Alpine che lo aveva sotto contratto...) aveva precipitato le cose, convincendo Palou a tornare con Ganassi, e fermando di fatto la causa che la scuderia americana gli aveva intentato per il passaggio in McLaren.

Dal punto di vista sportivo, le cose si sono dipanate alla meglio per Palou, andato a vincere tre altri titoli Indycar e la 500 Miglia con Ganassi, pur a costo di dover affrontare l’inevitabile causa lanciata da Arrow McLaren. In realtà, l’Alta Corte di Londra presieduta dal giudice Simon Picken, ha emesso un verdetto più articolato, dando per buone molte delle ragioni addotte da Palou, ma riconoscendo i danni finanziari (per mancate sponsorizzazioni e premi sportivi) subiti dalla McLaren, e quantificandoli appunto in 12,2 milioni di dollari.

La sentenza è stata accolta favorevolmente dalla McLaren. “Siamo ovviamente soddisfatti che l’Alta corte abbia riconosciuto gli ingenti danni finanziari e gli inconvenienti subiti”, ha dichiarato il CEO Zak Brown. Dal canto suo, Palou ritiene che ‘’il tribunale abbia smontato completeamente le accuse rivoltemi” pur ammettendo la sua “delusione” per l’entità del risarcimento. Il pilota catalano ha affermato anche che “troppo denaro e troppo tempo sono stati dedicati a questa vicenda”, ma non ha ancora chiarito se andrà in appello.

10 Dic [17:25]

La FIA modifica la Superlicenza
Più punti per arrivare in F1

Carlo Luciani

Nel corso della giornata odierna si è tenuta a Tashkent, in Uzbekistan, l’ultima riunione dell’anno del Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA. Numerosi i temi affrontati durante l’incontro, al quale ha partecipato anche il presidente Mohammed Ben Sulayem. Tra gli argomenti più rilevanti figura la revisione del sistema di punteggio valido per ottenere la Superlicenza, con modifiche specifiche dedicate alla IndyCar.

Il nuovo schema interviene in modo significativo sulle posizioni comprese tra il terzo e il nono posto in campionato, aumentando i punti assegnati rispetto al precedente regolamento. Rimangono invariati i valori destinati ai primi due classificati: 40 punti al campione e 30 al vicecampione. La prima modifica riguarda il terzo classificato, che ora riceverà 25 punti invece dei 20 precedenti. Ancora più evidente la variazione per il quarto posto, che passa da 10 a 20 punti, raddoppiando il proprio valore.

A salire sono anche i punteggi delle posizioni successive: il quinto posto guadagnerà 15 punti invece di 8, il sesto 10 punti al posto dei 6 precedenti. La settima posizione passa da 4 a 8 punti, mentre l’ottava ne assegnerà 6, tre in più rispetto alla normativa precedente. Infine, il nono posto assegnerà 3 punti, uno in più rispetto al passato.

Questa revisione rappresenta un chiaro riconoscimento da parte della FIA verso la competitività della categoria americana. Con il nuovo sistema, la IndyCar si avvicina ulteriormente alla Formula 2, la serie che tradizionalmente attribuisce il maggior numero di punti per l’accesso alla massima categoria. Una mossa che mira a riequilibrare il peso dei diversi campionati nel percorso che conduce alla Formula 1.

Pensando alle implicazioni pratiche del nuovo sistema, torna subito alla mente la recente vicenda che ha coinvolto Colton Herta. Il pilota americano, desideroso di ottenere la Superlicenza per approdare in F1, ha scelto di lasciare la IndyCar per trasferirsi in Formula 2 con il team Hitech. Con la vecchia attribuzione di punteggi sarebbe stato costretto a chiudere la prossima stagione IndyCar almeno al sesto posto, mentre con le nuove regole gli sarebbe bastato un ottavo posto, lo stesso traguardo minimo richiesto nel campionato cadetto. Un dettaglio che fa riflettere e che porta a chiedersi se proprio questo episodio abbia contribuito a stimolare un intervento sul regolamento.


24 Nov [21:06]

Arriva Mick Schumacher
Ufficiale l’accordo con RLL

Carlo Luciani

Aveva già fatto parlare di sé negli ultimi mesi, quando lo scorso settembre ha effettuato il suo primo test al volante di una monoposto IndyCar. Ora è arrivato l’annuncio ufficiale: Mick Schumacher sarà al via della stagione 2026 della serie americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing.

Si tratta di un colpo di mercato eccezionale per il campionato, che porta nella categoria un altro ex pilota di Formula 1, per di più con un cognome prestigioso che garantirà ulteriore visibilità alla serie. Dal canto suo, il pilota tedesco avrà finalmente la possibilità di tornare alle ruote scoperte dopo la parentesi appena conclusa nel WEC con Alpine.

Schumacher non ha mai nascosto il proprio interesse nei confronti della IndyCar, soprattutto dopo il test effettuato con il team RLL lo scorso 13 ottobre. In quell’occasione l’ex pilota Haas, campione della Formula 2 2020, ha girato sul circuito stradale di Indianapolis, senza dunque provare la configurazione ovale. Nonostante ciò, aveva già dichiarato di volere affrontare un campionato completo.

L’ufficialità di oggi conferma questa intenzione: Schumacher affronterà infatti anche gli ovali, inclusa l’iconica 500 Miglia di Indianapolis, oltre alle altre cinque gare previste su tracciati non cittadini o stradali. Una scelta importante, che presumibilmente richiederà nei prossimi mesi almeno una giornata di test dedicati, vista la sua totale inesperienza su questa tipologia di piste.

Per quanto riguarda l’accordo con RLL, al momento si sa che gareggerà con il numero 47 e prenderà il posto di Devlin DeFrancesco, appiedato dalla squadra dopo aver concluso l’ultima stagione soltanto al penultimo posto in classifica. Una decisione in qualche modo già preannunciata; resta invece da capire chi occuperà il sedile della Dallara n. 18 del team Dale Coyne.

6 Nov [19:41]

Collet promosso dalla Indy NXT
Sarà al via con il team Foyt

Carlo Luciani

Proseguono gli annunci in vista della prossima stagione della IndyCar, che sarà caratterizzata da diverse novità per quanto riguarda i piloti al via. Tra queste anche il fresco ingaggio di Caio Collet da parte del team Foyt, che ha così completato la propria line-up per il 2026. Il brasiliano correrà al fianco del confermato Santino Ferrucci, andando così a sostituire David Malukas sulla Dallara n.4.

Collet, classe 2002, quest’anno ha preso parte per il secondo anno consecutivo al campionato Indy NXT, concluso al secondo posto grazie ad un percorso di costante crescita. Sono state infatti tre le vittorie ottenute nel 2025, di cui due ottenute a Laguna Seca, dove ha dominato il weekend, oltre a quella conquistata a Road America.

La sua carriera americana è iniziata meno di due anni fa, con il debutto in Indy NXT nel 2024, sempre con il team HMD, risultando anche il rookie of the year. Prima di allora, il nativo di San Paolo ha disputato tre stagioni in Formula 3, ottenendo come miglior risultato un ottavo posto finale nel 2022 con il team MP, arrivato grazie anche a due vittorie nelle Sprint Race di Budapest e Zandvoort.

Adesso per Collet si apre un nuovo capitolo in un campionato che da sempre ha visto protagonisti i colori brasiliani (Helio Castroneves, Emerson Fittipaldi, Gil de Ferran, Tony Kanaan, Cristiano da Matta). Il suo approdo nel team Foyt rappresenta uno degli ultimi annunci di mercato della prossima stagione della IndyCar, in attesa di capire chi sarà al volante della Dallara n.18 del team Coyne.

Il debutto sulla nuova monoposto è già avvenuto poco più di un mese fa in un test a Mid-Ohio, dove il brasiliano ha completato 95 giri, dichiarandosi soddisfatto della vettura. Due settimane più tardi Collet è poi tornato in azione anche ad Indianapolis in un’altra giornata di prove, che ha visto protagonista anche Mick Schumacher.

15 Ott [18:49]

Ufficiale il futuro di Veekay
Nel 2026 correrà con Juncos

Carlo Luciani

Un altro tassello del mercato piloti in vista della prossima stagione della IndyCar è stato posto. Rinus Veekay ha finalmente deciso il proprio futuro e, dopo aver già ufficializzato l’addio al team Coyne alla fine dell’ultima stagione, nel 2026 sarà ai nastri di partenza con il team Juncos Hollinger Racing. Per il pilota olandese si tratta di un ritorno alle origini, in una struttura con cui ha condiviso alcune delle prime tappe della propria carriera americana.

Il 25enne conosce molto bene la squadra fondata da Ricardo Juncos, con la quale ha già trionfato nel campionato Pro Mazda (l’attuale USF Pro 2000) nel 2018, per poi conquistare il secondo posto l’anno successivo in Indy Lights (oggi Indy NXT). Risultati che gli hanno aperto le porte dell’IndyCar, dove è approdato nel 2020 dimostrando fin da subito grande velocità sul giro secco e una particolare affinità con i circuiti cittadini. La scelta di tornare a collaborare con Juncos, dunque, è anche un modo per ritrovare un ambiente familiare, che già in passato aveva saputo valorizzarne il talento.

Nonostante la giovane età, Veekay vanta già un’esperienza di sei stagioni nella categoria americana, di cui cinque con il team Carpenter e l’ultima in forza al team Coyne, con il quale si è separato dopo soltanto un anno. Una carriera di alti e bassi finora per il pilota nativo di Hoofddorp, che ha centrato il suo unico successo in IndyCar nel 2021, sul circuito stradale di Indianapolis, imponendosi dopo una gara condotta con grande maturità. Oltre a questo risultato, l’olandese vanta altri quattro podi nella serie, di cui l’ultimo ottenuto quest’anno sul circuito cittadino di Toronto.

Nelle ultime settimane si era parlato di un possibile ingaggio da parte del team Foyt per rimpiazzare David Malukas, messo sotto contratto dal team Penske, ma alla fine è arrivata la firma con Juncos Hollinger Racing. La squadra argentina-statunitense, con l’arrivo di Veekay, spera di compiere un salto di qualità, affidandosi a un pilota veloce, esperto e dal potenziale ancora non del tutto espresso.

Il contratto firmato da Veekay riguarda soltanto la stagione 2026, ma non è da escludere una possibile estensione in futuro. L’obiettivo immediato sarà quello di migliorare la costanza di rendimento e portare la squadra più in alto. Per l’olandese, questa sarà anche un’occasione importante per rilanciare la propria carriera e mettersi in mostra agli occhi dei top team in vista delle stagioni successive.

14 Ott [14:37]

Primo test per Schumacher
Hauger il più veloce ad Indianapolis

Carlo Luciani

Annunciato già nelle scorse settimane, nella giornata di ieri (lunedì 13 ottobre) Mick Schumacher ha effettuato un test al volante di una monoposto IndyCar. Per la prima volta nel corso della sua carriera, il figlio d’arte si è calato a bordo di una Dallara DW12 del team Rahal Letterman Lanigan Racing, per di più sul circuito più iconico della serie americana, quello di Indianapolis (nella conformazione Road Course), foto sotto.

Il pilota tedesco, dopo l’esperienza maturata in Formula 1 con il team Haas tra il 2022 ed il 2023, non ha mai nascosto l’amore nei confronti delle vetture a ruote scoperte, puntando a tornare nel Circus con un ruolo da titolare. Impresa non semplice, però, in un mondo in cui le seconde possibilità capitano di rado. Ed ecco che la IndyCar potrebbe rappresentare una buona sistemazione per il futuro.

Se questa sembrava un’ipotesi campata in aria, ora questa voce si sta rafforzando sempre più. Lo stesso 26enne, infatti, nel corso della prova. ha dichiarato il suo interesse verso la categoria. Non è da escludere nemmeno un accordo con lo stesso team RLL, che lo scorso anno ha partecipato al campionato con tre vetture guidate da Graham Rahal, Devlin DeFrancesco e Louis Foster, risultato poi rookie of the year.



La scelta spetterà ad entrambe le parti, e Schumacher, dal canto suo, ha già escluso la partecipazione soltanto ad alcuni appuntamenti, anche se al momento non è interessato a disputare test sugli ovali. Ma, in caso raggiunga un accordo per correre, potrebbe cambiare idea.

Se Rahal e Schumacher metteranno nero su bianco, uno dei tre piloti titolari dovrebbe farsi da parte, pur essendo tutti già sotto contratto. A saltare potrebbe essere però Devlin DeFrancesco, che ha concluso il campionato soltanto al penultimo posto, ma per ora queste sono solo supposizioni.

Tornando invece alla giornata di test, non sono stati diffusi i risultati ufficiali, ma stando a quanto riportato da Racer, il tedesco si è ben difeso, risultando il terzo più veloce alle spalle di Dennis Hauger ed Alexander Rossi. Il campione in carica della Indy NXT è risultato il migliore dei sette piloti scesi in pista. Non si è trattato però di un debutto per il norvegese, che già ad inizio mese aveva effettuato un test con Dale Coyne a Mid-Ohio.

Oltre ad i già citati, hanno preso parte alla giornata di test ad Indianapolis anche altri piloti provenienti dalla Indy NXT: il vicecampione in carica Caio Collet, il terzo classificato Lochie Hughes e James Roe, dodicesimo al termine dell’ultima stagione. Presente anche Christian Rasmussen, unico veterano insieme a Rossi.


26 Set [16:15]

Mick Schumacher al debutto
Pronto un test ad Indianapolis

Carlo Luciani

Il richiamo delle ruote scoperte, si sa, è un debole che colpisce molti piloti, in particolare quelli dai trascorsi in Formula 1. Ne è la prova il recentissimo test di Romain Grosjean al volante della Haas VF-23 al Mugello, ma lo è anche la notizia appena annunciata che Mick Schumacher debutterà al volante di una monoposto IndyCar.

Il figlio del più celebre Michael Schumacher, che attualmente corre nel WEC con Alpine, il prossimo 13 ottobre sarà infatti al volante di una Dallara DW12 messa a disposizione dal team Rahal Letterman Lanigan per un test sul circuito stradale di Indianapolis. Un’esperienza sicuramente importante dal punto di vista promozionale, ma non solo.

Calandosi a bordo di una Dallara IndyCar, il 26enne tedesco avrà modo di provare per la prima volta una vettura a ruote scoperte della categoria americana, confrontandola con le monoposto già guidate nel corso della sua carriera, Formula 1 e Formula 2 tra tutte. Se il test dovesse andare bene, non sarebbe da escludere nemmeno un futuro nella serie a stelle e strisce.

Il cognome Schumacher è sicuramente fonte di visibilità, che potrebbe portare ad una crescita di popolarità della IndyCar. Ovviamente per ora questa resta solo una supposizione, a monte di una giornata di test organizzata dal nuovo presidente RLL Jay Frye che di certo non implica un impegno a lungo termine da nessuna delle parti.

Non è da escludere che nei prossimi anni possa nascere un reale interessamento verso una nuova avventura oltreoceano. La categoria americana rappresenta infatti per molti piloti un’occasione di rilancio, utile a costruire una carriera al di fuori dei confini europei. Per il campione di Formula 2 nel 2020, questo scenario significherebbe anche il ritorno alla guida di una monoposto a ruote scoperte dopo le due stagioni disputate in Formula 1 con il team Haas nel 2022 e nel 2023.

In attesa di sviluppi futuri, l’attenzione sarà tutta rivolta a Indianapolis il prossimo 13 ottobre. Per ora Schumacher resta concentrato sul programma nel WEC, campionato che questo fine settimana fa tappa al Fuji, circuito dove il pilota tedesco ha conquistato il suo primo podio nella serie lo scorso anno.

23 Set [16:14]

Hauger pronto al grande salto
Ufficiale l’accordo con Dale Coyne

Carlo Luciani

Dopo una stagione dominante nella Indy NXT, vinta al debutto quest’anno, Dennis Hauger ha ottenuto il tanto atteso salto in IndyCar: nel 2026 sarà infatti al volante della Dallara IR-18 del team Coyne. Il giovane pilota norvegese, classe 2003, si presenterà così nella serie americana da campione, candidandosi fin da subito a giocare un ruolo da protagonista per il prossimo futuro.

La stagione 2025 in Indy NXT ha segnato il momento cruciale della carriera di Hauger. Col team Andretti è riuscito ad imporsi con decisione fin dalla prima apparizione, conquistando ben sei vittorie e numerosi piazzamenti sul podio che gli hanno permesso di festeggiare il titolo con una gara di anticipo, battendo il suo compagno di squadra Lochie Hughes ed il più esperto Caio Collet, entrambi poco costanti nei risultati.

Prima di proseguire la sua carriera oltreoceano, il pilota scandinavo ha cominciato a correre in Europa, diventando campione Formula 3 nel 2021 con il team Prema al suo secondo anno nella categoria. L’anno seguente è arrivato il debutto in Formula 2, dove ha ottenuto cinque vittorie in tre stagioni, senza tuttavia mai riuscire a fare veramente la differenza.

Quest’anno il rilancio in America, dove Hauger si è subito messo in evidenza in una serie del tutto nuova e su circuiti inediti, fino ad arrivare al desiderato salto di categoria in IndyCar. La notizia dell’ingaggio con il team Coyne, a dire il vero, era già circolata nei mesi scorsi ma è stata confermata soltanto oggi.

Guardando più avanti, il posto più ambito in vista dei prossimi anni rimane quello nel team Andretti, che nelle scorse settimane ha però già definito la propria line-up con l’arrivo di Will Power al posto di Colton Herta. Curioso, inoltre, il gioco di incroci tra i due piloti: Hauger ha lasciato la Formula 2 per costruirsi una carriera negli Stati Uniti, mentre Herta ha scelto di tentare la strada opposta, spostandosi in Europa con l’obiettivo dichiarato di avvicinarsi alla Formula 1.

Per il norvegese, quindi, non ci sarà spazio nella struttura di Michael Andretti per almeno un altro anno, ma la scelta di iniziare il percorso con Dale Coyne può essere letta come un trampolino di lancio, vista la partnership tecnica che lega le due compagini.

18 Set [16:57]

Malukas nuovo pilota Penske
Prenderà il posto di Power

Carlo Luciani

La stagione IndyCar 2025 si è conclusa da meno di un mese, ma per il campionato americano è già tempo di pensare al 2026. Il mercato piloti è entrato nel vivo dopo i recenti annunci che hanno coinvolto Colton Herta e Will Power, con quest’ultimo passato al team Andretti dopo 17 anni in Penske. È arrivata oggi, invece. l’ufficialità che la Dallara del team Penske n.12 lasciata libera dall’australiano sarà guidata da David Malukas.

La notizia circolava già da tempo ed oggi è stata finalmente confermata: il ventitreenne originario di Chicago lascerà dunque il sedile del team Foyt, con cui Penske intrattiene una partnership tecnica. Questa collaborazione ha consentito alla squadra proprietaria della serie americana di osservare da vicino giovane pilota, convincendola a puntare su di lui per il prossimo futuro.

La carriera di Malukas in IndyCar è iniziata nel 2022 dopo il secondo posto ottenuto in Indy Lights (oggi Indy NXT) l’anno precedente. Con il team Coyne ha disputato due stagioni complete, mettendosi in evidenza soprattutto sugli ovali e conquistando due podi a Gateway, risultati che hanno acceso i riflettori su di lui come uno dei giovani più promettenti della categoria.

Il 2024 doveva essere la stagione del debutto con McLaren, ma una caduta in bicicletta lo ha costretto a saltare le prime gare. Con il team “papaya”, però, Malukas non è mai sceso in pista, appiedato alla fine del mese di aprile. A metà stagione si è unito poi al team Foyt, contribuendo al suo percorso di rilancio dopo anni difficili.

Proprio con la squadra texana ha chiuso la sua miglior stagione quest’anno, arrivando undicesimo in campionato e conquistando il secondo posto alla 500 Miglia di Indianapolis (terzo al traguardo ma secondo per via di una penalizzazione inflitta a Marcus Ericsson). Il buon rendimento generale e la costanza dei risultati dimostrati nel 2025 hanno portato il team Penske a puntare sull’americano-lituano per i prossimi anni. Il 2026 ci dirà se Malukas sarà pronto a vincere la sua prima gara in IndyCar.

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