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14 Gen [20:25]

Wickens torna a correre nel turismo
Sarà con la Hyundai nel TCR IMSA

Marco Cortesi

Robert Wickens torna a correre a tempo pieno. Il trentaduenne canadese, a tre anni dal tremendo incidente in IndyCar a Pocono che gli aveva causato una lesione spinale, ha deciso di rientrare nel TCR americano con il team Bryan Herta Autosport. Wickens, che pur avendo ripreso parzialmente la mobilità degli arti inferiori non ha ancora la sensibilità per guidare, utilizzerà una Elantra N adattata con comandi manuali del produttore italiano Guidosimplex.

A spianargli la strada anche l'esperienza del suo nuovo compagno di squadra Michael Johnson che, paralizzato da bambino in un incidente in moto, da tempo usa lo stesso set-up per partecipare a diverse competizioni negli USA. Proprio sulla Veloster di Johnson, Wickens aveva avuto il primo assaggio di una TCR lo scorso anno a Mid-Ohio.

Con lui (nel TCR IMSA americano le gare sono endurance e si corre insieme alle GT4) sarà al via Mark Wilkins, anche lui canadese, di grande esperienza nelle gare a ruote coperte prototipi, GT e turismo. Il team Herta dovrà difendere il titolo conquistato lo scorso anno con Michael Lewis e la "lady" Taylor Hagler.

8 Gen [8:49]

La crisi degli ingegneri
I team americani si organizzano

Marco Cortesi

C’è carenza di ingegneri nel mondo del motorsport e in particolare in quello americano. Non è una situazione che riguarda solo le corse, dato che da tempo si parla in tutto il mondo di posti di lavoro altamente specializzati che non trovano nessuno per occuparli. Tuttavia, la situazione sportiva attuale ha accentuato la problematica: il forte momento di benessere dell’IndyCar si sta unendo al boom che in prospettiva stanno vivendo l’IMSA e in generale il mondo dei prototipi con tanti nuovi costruttori, oltre al totale rinnovamento che la NASCAR ha scelto di attuare per il 2022.

L'endurance attrae i talenti
Ci saranno almeno infatti almeno 10 marchi la via della stagione di durata 2023, con tante strutture che sono già in corso di formazione, se non nel pieno del lavoro di sviluppo. Dall’altra parte, tanti team dell’IndyCar stanno aumentando le proprie dimensioni, proprio l’ottimo bilanciamento che da patron Penske è riuscito ad offrire alle scuderie sta portando altri ad effettuare valutazioni in questo senso. Nelle ultime gare della stagione 2021, in media ci sono state 27 vetture sullo schieramento, e tutte competitive. Coloro che sono interessati a restare nel campionato e ben figurare, devono fare investimenti tecnici e umani, tanto più che a breve si inizierà con i test dei sistemi ibridi.

In IndyCar si mischiano le carte
Tutte le scuderie si stanno contendendo le migliori “teste” o si stanno ristrutturando per cercare di ottimizzare il personale. Oltre a Romain Grosjean, ad esempio Andretti ha strappato al team Coyne anche Olivier Boisson, artefice in parte delle buone prove del connazionale francese. McLaren ha invece “rubato” l’ingegnere di Josef Newgarden in Penske. Mentre il Capitano, ad esempio, ha spostato l’ingegnere di Scott McLaughlin sul programma Porsche LMDh, rimpiazzandolo con Ben Bretzman (nella foto) lasciato libero proprio dall'addio del francese.

In NASCAR si rivalutano gli ingegneri...
Situazione ancor più particolare in NASCAR. I team si troveranno davanti una vettura molto più moderna come concezione, che richiederà un boost al comparto ingegneristico, fino a qualche tempo fa sottovalutato. Basti pensare che lo stipendio di un meccanico del pit-stop, era fino al 50% più alto in media di quello degli ingegneri. Ora, la necessità di ripensare completamente il reparto performance, unito alla scarsità di… materia prima, porterà forse ad un allargamento degli orizzonti, e ad una competizione ancora più esasperata.

10 Dic [12:20]

Scompare a 82 anni Al Unser Sr.

Marco Cortesi

E' mancato all'età di 82 anni Al Unser Sr. Storico pilota IndyCar, è stato uno dei quattro piloti nella storia della 500 miglia di Indianapolis a vincerne quattro edizioni. Il primo successo nel '70, due anni dopo quello del fratello Bobby che era stato il primo rappresentante della famiglia a prevalere, e che è scomparso pochi mesi fa. Per lui, una lunga carriera culminata negli anni al team Penske. A suo nome, ci sono anche tre titoli IndyCar nel 1970, 1983, 1985, e un titolo IROC, oltre a una vittoria nella 24 Ore di Daytona.

Tra gli altri record, è stato il pilota con più giri condotti a Indy, 644, ed il più "anziano" a conquistare la 500 miglia a 47 anni. Fu proprio l'ultima vittoria a Indy a portarlo nell'olimpo, quella del 1987. Unser fu messo sotto contratto all'ultimo dal Capitano, con cui aveva interrotto la collaborazione alla fine dell'anno precedente. Guidando una vettura dell'86, che pochi giorni prima era esposta nella hall di un albergo, trionfò nel giorno del KO di Michael Andretti che con un motore Ford potentissimo aveva dominato. Continuò negli anni successivi a correre part-time fino al 1993. Tra le sue apparizioni, quella al posto dell'infortunato Nelson Piquet nel 1992.

Nel 1994, dopo la mancata qualifica per la Indy 500, il ritiro dalle competizioni, proprio nell'edizione che consegnò al figlio Al Jr. il successo. Era rimasto nell'ambiente come coach e consulente, guidando anche in tempi recenti la IndyCar biposto per delle esibizioni. 

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