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15 Mag [9:49]

Indy 500 - 3° giorno
O’Ward prima del Fast Friday

Carlo Luciani

Nel giovedì di prove libere della 110a edizione della 500 miglia di Indianapolis è salito in cattedra Pato O’Ward, autore del giro più veloce nella terza giornata di attività in pista. Il pilota messicano, al quale la vittoria nella Indy 500 manca nel palmares, ha terminato il proprio giro più veloce con una velocità media di 227.308 mph (365,817 km/h), più lento del miglior riferimento del giorno precedente.

Le condizioni del mercoledì sono state infatti migliori, con le temperature più fresche che hanno permesso ai piloti di esprimersi al meglio. Il portacolori del team Arrow McLaren si è comunque detto soddisfatto della giornata di giovedì, durante la quale ha stampato il miglior tempo dopo poco più di mezzora dall’inizio della sessione, sfruttando la scia.

Al secondo posto è salito Helio Castroneves, quattro volte vincitore della Indy 500 ed ora a caccia del quinto successo, un’impresa mai riuscita a nessuno prima d’ora. Alle sue spalle si è piazzato Marcus Armstrong, davanti al suo compagno di squadra Felix Rosenqvist (Meyer Shank). Il vincitore dell’edizione del 2016, Alexander Rossi, ha terminato la sessione con il quinto miglior riferimento.

Tra i primi sei anche Sting Ray Robb, seguito dal rookie Caio Collet. Ottavo Romain Grosjean; in top ten anche Scott Dixon ed Ed Carpenter, rispettivamente nono e decimo. Attardato il più veloce del mercoledì, Alex Palou, soltanto ventiduesimo davanti a Josef Newgarden e Katherine Legge.

Nel tradizionale Fast Friday la pressione del turbo sui motori Honda e Chevrolet che compongono la griglia della Indy 500 sarà aumentata e tutti beneficeranno di una potenza extra di circa 100 CV. In queste condizioni piloti e team si concentreranno sulla simulazione dei quattro giri lanciati, in attesa delle sessioni di qualifica che si disputeranno sabato e domenica.

Sarà quindi importante provare il passo senza scia, ed in questa classifica al momento a comandare ci ha pensato Takuma Sato nel corso del giovedì. Il pilota giapponese, due volte vincitore della Indy 500 nel 2017 e nel 2020, si è imposto con una velocità media di 223.828 mph, davanti a Scott McLaughlin (223.738 mph).

Giovedì 14 maggio 2026, 3° giorno

1 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 227.308 mph (365,817 km/h)
2 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 226.977
3 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 226.841
4 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 226.626
5 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 226.364
6 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 225.972
7 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 225.793
8 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 225.786
9 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 225.542
10 - Ed Carpenter (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 225.061
11 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 224.994
12 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 224.979
13 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 224.611
14 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 224.432
15 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 224.397
16 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 224.094
17 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - Rahal LL - 223.876
18 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 223.858
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 223.764
20 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.391
21 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 223.236
22 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 223.230
23 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.026
24 - Katherine Legge (Dallara-Chevrolet) - HMD - 222.884
25 - Conor Daly (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 222.746
26 - Jacob Abel (Dallara-Chevrolet) - Abel - 222.632
27 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 222.504
28 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.415
29 - Jack Harvey (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 222.402
30 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 222.293
31 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 222.034
32 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 221.902
33 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 221.890
14 Mag [10:00]

Indy 500 - 2° giorno
Daly passa al comando

Carlo Luciani

Nella seconda giornata di prove della 110a edizione della 500 miglia di Indianapolis è stato Conor Daly a comandare la sessione. Il pilota nato a Noblesville, a pochi chilometri dalla capitale dell’Indiana, si era già messo in evidenza nel corso del primo giorno, migliorandosi ulteriormente il mercoledì con un giro veloce completato con la velocità media di 228.080 mph (367,059) km/h.

Velocità notevolmente più alte rispetto alla prima sessione, quando Alex Palou aveva girato con una velocità media di 225.937 mph. Proprio il vincitore dell’ultima Indy 500 si è piazzato subito dietro Daly, che si è portato in cima alla classifica dei tempi dopo poco più di un’ora di attività (rispetto alle 6 ore totali del turno), sfruttando al meglio la scia degli avversari.

Anche le condizioni meteorologiche sono migliorate rispetto al martedì, con una temperatura di circa 16 °C e cielo parzialmente nuvoloso, che hanno permesso ai piloti di spingere ulteriormente. Bene anche David Malukas, che si è portato in terza posizione sfruttando al meglio il nuovo motore Chevrolet installato sulla sua Dallara del team Penske.

Il team proprietario della serie ed il team Carpenter sono stati gli unici ad installare nuovi propulsori sulle proprie monoposto. Graham Rahal si è confermato tra i migliori anche nella seconda giornata facendo segnare il quarto tempo, mentre Romain Grosjean si è piazzato in quinta posizione davanti a Scott Dixon, a completare i migliori sei.

Alle sue spalle le altre due vetture del team Penske guidate da Scott McLaughlin e Josef Newgarden, con il neozelandese davanti allo statunitense. In top ten anche Santino Ferrucci, nono davanti a Kyle Kirkwood. I piloti Carpenter non sembrano aver sfruttato invece il nuovo motore: Alexander Rossi ha chiuso in ventunesima posizione, Christian Rasmussen ventinovesimo ed Ed Carpenter penultimo davanti a Katherine Legge.

Mercoledì 13 maggio 2026, 2° giorno

1 - Conor Daly (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 228.080 mph (367,059) km/h
2 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 228.026
3 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 227.139
4 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 226.835
5 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 226.591
6 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 226.572
7 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 226.173
8 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 225.964
9 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 225.594
10 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 225.542
11 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 225.271
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 225.164
13 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 225.133
14 - Jack Harvey (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 225.100
15 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 225.091
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 224.761
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 224.455
18 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 224.390
19 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 224.274
20 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 224.272
21 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 224.268
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 224.234
23 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 224.163
24 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 224.066
25 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 224.063
26 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 223.817
27 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 223.699
28 - Jacob Abel (Dallara-Chevrolet) - Abel - 223.594
29 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 223.515
30 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - Rahal LL - 223.374
31 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 222.256
32 - Ed Carpenter (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 222.227
33 - Katherine Legge (Dallara-Chevrolet) - HMD - 220.985

13 Mag [15:39]

Indy 500 - 1° giorno
Palou beffa Armstrong

Carlo Luciani

Finalmente è tempo di Indy 500. Dopo gli open test di fine aprile ed il Gran Premio disputato sul circuito stradale sabato scorso, si sono ufficialmente aperte le due settimane che porteranno alla 110a edizione della corsa americana più famosa al mondo. Il primo giorno di prove ufficiali ha visto Alex Palou ricominciare da dove ci aveva lasciati lo scorso anno, ovvero dalla prima posizione, issandosi in cima alla classifica dei tempi.

Sembrava essere Marcus Armstrong il pilota destinato a chiudere al comando la prima giornata di prove ed invece il vincitore dell’ultima edizione ha scavalcato tutti proprio negli ultimi 15 minuti della sessione. Dopo essere rimasto ai box per circa un’ora e mezza, ritenendo di aver riportato un danno meccanico sulla sua Dallara del team Ganassi, lo spagnolo è tornato in pista stampando il miglior tempo con una velocità media di 225.937 mph (363,610 km/h).

Il giro veloce è riuscito al primo tentativo, smentendo di fatto il danno alla sua monoposto, trattandosi invece di una difficoltà di bilanciamento. Armstrong si è visto così superare proprio nelle ultimissime fasi, dovendo accontentarsi della seconda posizione davanti a Conor Daly. Alle sue spalle si è classificato Josef Newgarden, vincitore nel 2023 e nel 2024.

In top five anche Scott Dixon, altro vincitore della Indy 500 nell’ormai lontano 2008, quinto con una velocità media di 225.087 mph. Sesto Grahan Rahal, seguito da Kyle Kirkwood e Scott McLaughlin. Nono tempo cronometrato per Romain Grosjean, al volante della sua Dallara del team Coyne, seguito dalla vettura del team Penske n.12 guidata da David Malukas.

Per trovare il primo rookie bisogna scendere fino alla diciassettesima piazza. Jacob Abel è risultato il più veloce tra i debuttanti, anche se lo scorso anno ha già svolto tutte le sessioni, mancando però la qualificazione alla gara nella Last Chance Qualifyng. Nessuna possibilità invece quest’anno di essere esclusi quest’anno, visto il numero di 33 partecipanti iscritti alla gara, limite massimo della Indy 500.

Proprio per questo motivo l’organizzazione ha pensato di cambiare format della qualifica per questa edizione. I primi nove classificati di sabato disputeranno direttamente la Fast 12, mentre i piloti qualificati dalla decima alla quindicesima posizione avranno un altro solo tentativo domenica per aggiudicarsi un posto tra i primi dodici che si giocheranno la pole position nella Fast 12 e nella Fast 6.

La notizia più eclatante riguarda però Katherine Legge: la pilota britannica, oltre alla 500 miglia di Indianapolis, tenterà il Double Duty, ovvero la partecipazione alla Coca Cola 600 della NASCAR in programma nello stesso giorno. Dopo aver terminato la prima gara ad Indianapolis, la quarantaquattrenne volerà (tempo permettendo) a Charlotte per disputare la seconda corsa.

Se ciò dovesse realizzarsi sarebbe la prima donna, nonché la persona più anziana di sempre, a riuscirci. L’ultimo era stato Kyle Larson proprio lo scorso anno, quando però l’esperienza si concluse con un doppio ritiro.

Martedì 12 maggio 2026, 1° giorno

1 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 225.937 mph (363,610 km/h)
2 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 225.895
3 - Conor Daly (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 225.838
4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 225.121
5 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 225.087
6 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 224.769
7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 224.483
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 224.401
9 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 223.901
10 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.845
11 - Jack Harvey (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 223.901
12 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 223.743
13 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 223.740
14 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - Rahal LL - 223.585
15 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 223.426
16 - Ed Carpenter (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 223.332
17 - Jacob Abel (Dallara-Chevrolet) - Abel - 223.297
18 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 223.155
19 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 222.930
20 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 222.816
21 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 222.771
22 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 222.622
23 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 222.608
24 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.304
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 222.170
26 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 221.947
27 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 221.455
28 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 221.116
29 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 221.037
30 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 220.906
31 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 220.819
32 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 220.280
33 - Katherine Legge (Dallara-Chevrolet) - HMD - 218.304
10 Mag [1:36]

Indy Road - Gara
Lundgaard torna al successo

Carlo Luciani

In una gara caratterizzata da numerosi colpi di scena e caos in pista, Christian Lundgaard è emerso come vincitore del GP Indy Road. Al volante della Dallara del team Arrow McLaren n.7, il pilota danese ha sfruttato al massimo ogni opportunità, regalando alla scuderia inglese la prima vittoria stagionale, la sua seconda in carriera dopo quella conquistata a Toronto ormai quasi tre anni fa.

La gara è iniziata subito con un colpo di scena. Alla prima curva il poleman Alex Palou è riuscito a mantenere il comando, ma alle sue spalle la situazione è stata tutt’altro che tranquilla. Un contatto tra Felix Rosenqvist e Pato O’Ward (rispettivamente terzo e secondo) ha innescato una carambola che ha coinvolto anche Scott Dixon e Caio Collet, forzando l'immediato ingresso della vettura di sicurezza.

Il momento decisivo è arrivato però quando Alexander Rossi si è fermato in pista per un guasto al sistema ibrido. Durante questa delicata fase di gara, il team Ganassi ha commesso un errore di valutazione, lasciando Palou in pista convinto che non ci sarebbe stata una neutralizzazione. Allo stesso tempo, Lundgaard e David Malukas sono rientrati ai box e, quando Palou e Kyle Kirkwood hanno effettuato la sosta, si sono ritrovati in fondo al gruppo, lasciando via libera agli avversari.

Dopo questo episodio il campione in carica è stato di fatto estromesso dalla lotta per la vittoria, mentre la sfida al vertice si è ridotta ad un duello tra Malukas e Lundgaard. Il lituano ha guidato la corsa fino al 67° giro, quando è con una manovra incredibile, Lundgaard ha sferrato l'attacco decisivo sul leader della gara, strappandogli il primo posto con un grandissimo sorpasso.

Da questo momento in poi, il danese ha saputo gestire il vantaggio, tagliando il traguardo con oltre 4 secondi di margine su Malukas. Il pilota del team Penske si è dovuto quindi accontentare della seconda piazza, confermando comunque il suo ottimo stato di forma. Il podio è stato completato da un solido Graham Rahal, che ha saputo sfruttare al meglio i guai altrui per recuperare fino alle primissime posizioni.

Nota di merito per Palou: nonostante il pasticcio del team Ganassi, che lo aveva fatto precipitare in fondo al gruppo, lo spagnolo ha saputo brillantemente rialzarsi, risalendo fino alla quinta posizione finale, subito dietro a Josef Newgarden, quarto classificato. Sesto Scott Dixon, seguito da Louis Foster e Dennis Hauger, risalito dall’ultima fila e migliore dei rookie al traguardo.

Delusione per Kirkwood, la cui gara è stata rovinata da un errore dei meccanici durante l'ultimo cambio gomme a causa di un dado perso che non gli ha permesso di andare oltre il nono posto finale. Decimo Nolan Siegel, con la seconda monoposto del team Arrow McLaren al traguardo. Soltanto diciottesimo O’Ward, una prestazione già compromessa dall'incidente al via.

Sabato 9 maggio 2026, gara

1 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 85 giri
2 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 4”6713
3 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 7”9142
4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 10”0292
5 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 14”3630
6 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 26”8420
7 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 28”1269
8 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 31”9325
9 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 34”1938
10 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 38”8437
11 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 46”4710
12 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 50”1899
13 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 52”0287
14 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 56”3708
15 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 59”5853
16 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 59”8703
17 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’00”2857
18 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’06”1665
19 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’07”6701
20 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’14”1292
21 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1 giro

Ritirati
62° giro - Marcus Ericsson
29° giro - Felix Rosenqvist
29° giro - Christian Rasmussen
21° giro - Alexander Rossi

Il campionato
1.Palou 237; 2.Kirkwood 210; 3.Malukas 185; 4.Lundgaard 182; 5.Newgarden 162; 6.Dixon, O'Ward 148; 8.McLaughlin, Rahal 141; 10.Armstrong 123.
9 Mag [18:22]

Indy Road, qualifica
Palou domina la sessione

Carlo Luciani

Come già accaduto lo scorso anno, sarà Alex Palou a scattare davanti a tutti nel GP Indy Road, appuntamento che da inizio ufficialmente al Month of May della IndyCar. La pioggia caduta ieri a Indianapolis ha impedito lo svolgimento della qualifica inizialmente prevista il venerdì, recuperata poi il sabato mattina, con il sole che è tornato a splendere nella capitale dello Stato dell’Indiana.

Il pilota spagnolo ha letteralmente stracciato gli avversari, essendo l’unico pilota a scendere sotto il 1’10 con un tempo di 1’09”7487, più veloce di oltre mezzo secondo rispetto al secondo classificato, Pato O’Ward. L’obiettivo del campione in carica sarà sicuramente quello di replicare il risultato ottenuto in qualifica anche in gara, cercando di allungare in campionato.

Una buona sessione per il team Arrow McLaren, che ha piazzato O’Ward in prima fila e Christian Lundgaard in seconda, grazie al quarto tempo in 1’10”4751, poco più lento di Felix Rosenqvist, che ha completato il suo miglior giro in 1’10”4548. Continua il buon momento del pilota svedese, che dopo aver conquistato la pole position nel corso dell’ultimo appuntamento a Long Beach si è confermato tra i piloti più veloci anche in questa occasione.

In Fast Six anche David Malukas, unico dei portacolori del team Penske ad accedere alla fase finale della qualifica. Il lituano, grazie al quinto miglior tempo, partirà dalla terza fila insieme a Louis Foster, bravo apparso competitivo insieme al suo compagno di squadra Grahan Rahal, primo degli esclusi al termine del Q2.

Insieme a lui in quarta fila ci sarà Scott Dixon, mentre Kyle Kirkwood ha chiuso la sessione soltanto in nona posizione. Non una qualifica felicissima per il primo degli inseguitori di Palou, che dovrà cercare di non far scappare il leader della classifica per tenere viva la lotta per il titolo, anche se la stagione è ancora lunga, essendo soltanto al sesto appuntamento stagionale.

Eliminato in Q2 anche Josef Newgarden, decimo davanti a Romain Grosjean e Caio Collet. Miglior qualifica in IndyCar per il rookie brasiliano, che fino a questo momento non aveva mai superato la tagliola del Q1. Il vicecampione in carica della Indy NXT è anche il migliore dei tre esordienti in pista, visti il diciottesimo posto di Mick Schumacher ed il penultimo di Dennis Hauger. Peggio del norvegese soltanto Will Power, che scatterà incredibilmente dal fondo.

Sabato 9 maggio 2026, qualifica

1 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi) - 1’09”7487 - Fast Six
2 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’10”2952 - F6
3 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’10”4548 - F6
4 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’10”4751 - F6
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’10”5660 - F6
6 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’10”9404 - F6

7 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’10”4042 - Q2
8 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’10”4142 - Q2
9 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’10”4189 - Q2
10 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’10”4938 - Q2
11 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’10”4981 - Q2
12 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’10”6299 - Q2

13 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’10”7736 - Q1 Gruppo 1
14 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’10”3765 - Q1 Gruppo 2
15 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’10”8113 - Q1 G1
16 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’10”4288 - Q1 G2
17 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’10”8281 - Q1 G1
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’10”4487 - Q1 G2
19 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’10”8877 - Q1 G1
20 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’10”4742 - Q1 G2
21 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’10”0611 - Q1 G1
22 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’10”4751 - Q1 G2
23 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’11”4014 - Q1 G1
24 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’10”5163 - Q1 G2
25 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’10”5701 - Q1 G2
30 Apr [11:35]

Indy 500 Open Test
Svetta il rookie Collet

Carlo Luciani

Alla vigilia del Month of May sono andati in scena gli open test della 500 Miglia di Indianapolis, in programma il prossimo 24 maggio. Due giornate fondamentali non solo per i piloti impegnati nell’intera stagione della IndyCar, ma soprattutto per coloro che prenderanno parte esclusivamente alla gara più celebre d’America, andando a completare la tradizionale griglia dei 33 partecipanti.

La prima giornata ha visto subito protagonisti proprio alcuni di questi nomi. A svettare è stato Conor Daly, autore della miglior prestazione assoluta con una velocità di 225.394 mph (362,736 km/h), davanti a due autentici specialisti dell’ovale dell’Indiana come Hélio Castroneves e Takuma Sato, entrambi plurivincitori della Indy 500 e perfettamente a proprio agio fin dalle prime tornate.

Alle loro spalle si è classificato Scott Dixon, davanti al vincitore della 500 Miglia del 2016, Alexander Rossi, che ha completato la top five. Il programma del martedì ha visto svolgersi anche le sessioni dedicate ai veterani (Ed Carpenter, Hélio Castroneves, Jack Harvey e Ryan Hunter-Reay) e quelle riservate ai rookie (Dennis Hauger, Caio Collet, Mick Schumacher e Jacob Abel), chiamati rispettivamente a completare i refresher test e il Rookie Orientation Program.

Più complicata, invece, la giornata di Katherine Legge, fermata da problemi tecnici che le hanno impedito di completare il proprio programma di lavoro. La britannica, che tornerà ad Indianapolis dopo due anni, sarà l’unica donna al via della gara, vantando già quattro partecipazioni tra il 2012 e il 2024. Quest’anno sarà in pista con una monoposto del team HMD, in collaborazione con il team Foyt.



Il secondo giorno ha visto tutti i 33 piloti scendere in pista, con un’intensa attività. Al di là dei tempi sul giro, è emersa soprattutto la volontà di accumulare chilometri e raccogliere dati preziosi in vista del Month of May, quando si inizierà a fare sul serio tra prove, qualifiche e gara. A svettare al termine della seconda e ultima giornata è stato un rookie, Caio Collet, che si è issato al comando della classifica con una velocità media di 226.381 mph (364,325 km/h).

Alle sue spalle si è piazzato Josef Newgarden, mentre Daly non è riuscito a migliorarsi rispetto al primo giorno, rimanendo comunque terzo nella classifica combinata. Chi invece ha fatto un deciso passo avanti è Alex Palou, vincitore dell’ultima edizione della Indy 500: lo spagnolo, soltanto sedicesimo al termine della prima giornata, è risalito fino alla quarta posizione, davanti a Castroneves.

Se il campione in carica della IndyCar cercherà di bissare il successo dello scorso anno, il brasiliano andrà a caccia del suo quinto sigillo nel catino di Indianapolis, impresa mai riuscita a nessuno prima d’ora. Archiviati i due giorni di open test, l’attenzione si sposta ora sul Month of May, che prenderà il via con il Gran Premio sul tracciato stradale di Indianapolis, prima dell’inizio delle prove ufficiali sull’ovale.

Martedì 28 aprile 2026, 1° giorno

1 - Conor Daly (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 225.394 mph (362,736 km/h)
2 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 225.200
3 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - Rahal LL - 224.800
4 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 224.564
5 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 224.367
6 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 224.307
7 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.892
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.687
9 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.415
10 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 223.151
11 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 222.462
12 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 222.433
13 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.324
14 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 222.278
15 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 222.102
16 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 222.088
17 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.026
18 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 221.650
19 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 221.494
20 - Jack Harvey (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 221.344
21 - Ed Carpenter (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 221.242
22 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 221.235
23 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 221.019
24 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 220.805
25 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 220.781
26 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 220.773
27 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 220.463
28 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 220.273
29 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 220.115
30 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 219.800
31 - Jacob Abel (Dallara-Chevrolet) - Abel - 219.794
32 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 219.331

Mercoledì 29 aprile 2026, 2° giorno

1 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 226.381 mph (364,325 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 226.223
3 - Conor Daly (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 225.394
4 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 225.272
5 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 225.200
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 225.109
7 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - Rahal LL - 224.957
8 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 224.564
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 224.377
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 224.367
11 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 224.307
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 224.104
13 - Jacob Abel (Dallara-Chevrolet) - Abel - 223.859
14 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 223.788
15 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 223.687
16 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 223.281
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 223.257
18 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 223.197
19 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 222.915
20 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 222.802
21 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.637
22 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 222.630
23 - Jack Harvey (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 222.527
24 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 222.440
25 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 222.324
26 - Ed Carpenter (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 221.949
27 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 221.832
28 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Chevrolet) - Dreyer & Reinbold - 221.650
29 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 221.544
30 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 221.477
31 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 221.306
32 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 221.019
33 - Katherine Legge (Dallara-Chevrolet) - HMD - 219.841
20 Apr [2:15]

Long Beach - Gara
Palou vince e torna in testa

Carlo Luciani

Alla fine vince sempre lui: Alex Palou. Il pilota spagnolo ha conquistato anche il Gran Premio di Long Beach, ottenendo così il terzo successo stagionale, il secondo consecutivo dopo quello di Barber. Un risultato che gli permette così di tornare in testa alla classifica della IndyCar, scavalcando Kyle Kirkwood, quarto al traguardo.

Non è stata una corsa particolarmente emozionante dal punto di vista dei sorpassi, con il risultato che praticamente si è deciso ai box in una fase particolarmente delicata. Al 57° passaggio, infatti, un detrito perso in curva 3, ha innescato l’unica caution della gara e quasi tutti i piloti ne hanno approfittato per effettuare l’ultima sosta.

In questa circostanza, Palou ha guadagnato la posizione su Rosenqvist, dopo che lo svedese era rimasto in testa per i primi 60 giri. Lo spagnolo, una volta preso il comando, non ha avuto poi problemi ad allungare, imponendosi con un vantaggio di 4 secondi sul pilota del team Meyer Shank. Doppietta del team Ganassi sul podio, grazie all’ottimo terzo posto di Scott Dixon.

Il pilota neozelandese è riuscito a risalire dalla sesta posizione di partenza fino alla terza, difendendo il podio da Kirkwood, che negli ultimi giri gli si era incollato alle spalle. Il portacolori del team Andretti non è però riuscito ad avvicinarsi abbastanza e dunque non è mai stato una vera minaccia per il “kiwi”, dovendo accontentarsi del quarto posto e perdendo così la leadership di campionato.

Dietro si è piazzato Pato O’Ward, con la prima delle Dallara-Chevrolet del team Arrow McLaren. Sesto Scott McLaughlin, primo dei piloti Penske a passare sotto la bandiera a scacchi, seguito dal suo compagno di squadra David Malukas. Il lituano è stato sfortunato nel corso dell’ultimo pit-stop, quando ha perso tempo prezioso precipitando all’ottavo posto, salvo poi recuperarne una.

Ottava posizione per Graham Rahal, davanti ad Alexander Rossi e Kyffin Simpson a completare la top ten. Undicesimo Dennis Hauger, miglior rookie al traguardo. Dodicesimo Nolan Siegel, bravo a recuperare terreno rispetto all’ultima posizione di partenza. Alle sue spalle, ha terminato la corsa Rinus Veekay davanti a Josef Newgarden, che ha provato a rimontare con una strategia diversa dagli avversari.

Il pilota del team Penske si è infatti fermato nelle prime fasi di gara, montando un set di gomme morbide e facendo segnare una serie di giri veloci, approfittando dell’assenza di traffico. La scelta ha però pagato soltanto inizialmente, prima di doversi accontentare di lottare a centro gruppo. Da segnalare anche una penalità inflitta a Will Power, che si trovava agevolmente in top ten prima di essere retrocesso dopo aver urtato un membro del team Foyt durante la sua ultima sosta ai box.

Domenica 19 aprile 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 90 giri
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 3”9663
3 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 5”4463
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 5”9730
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 11”8705
6 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 12”9059
7 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 13”4837
8 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 27”5674
9 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 27”6345
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 28”7286
11 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 28”9918
12 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 29”9126
13 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 30”5866
14 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 30”8410
15 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 31”1661
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 36”1636
17 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 36”9674
18 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 40”8660
19 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 41”1840
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 42”1752
21 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 42”8422
22 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 43”6647
23 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 44”7036
24 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1 giro

Ritirato
39° giro - Marcus Ericsson

Il campionato
1.Palou 205; 2.Kirkwood 188; 3.Malukas 142; 4.O’Ward 136; 5.Lundgaard 131; 6.Newgarden 130; 7.McLaughlin 127; 8.Dixon 120; 9.Rosenqvist 109; 10.Rahal 106.
19 Apr [2:21]

Long Beach - Qualifica
Rosenqvist torna in pole

Carlo Luciani

A distanza di tre settimane dall’appuntamento in Alabama, la IndyCar è tornata in pista sul circuito cittadino di Long Beach. In California è stato Felix Rosenqvist a segnare la pole position, tornando così a scattare davanti a tutti dopo due anni. L’ultima volta per lo svedese era stata proprio sullo stesso tracciato nel 2024, quando difendeva già i colori del team Meyer Shank.

È stata una Fast Six combattuta, durante la quale i piloti sono scesi in pista uno alla volta per completare un solo giro lanciato. Il format era stato già provato ad Arlington e si è deciso di confermarlo su tutti i circuiti cittadini. Non sono mancati poi i colpi di scena, anche se tra i più veloci le sorprese non sono state molte.

Alle spalle del poleman si è infatti piazzato Pato O’Ward. Il messicano, sceso in pista per ultimo, ha strappato la prima fila ad Alex Palou, che dunque è scivolato al terzo posto, costretto a partire dalla seconda fila insieme al suo principale rivale per il titolo, Kyle Kirkwood, ancora in testa alla classifica. Il team Ganassi ha piazzato tra i migliori sei anche una seconda Dallara, quella guidata da Scott Dixon.

Il neozelandese si è guadagnato un posto in Fast Six proprio allo scadere del Q2 e grazie al suo giro ha messo fuori Will Power, altro veterano in griglia. Si conferma veloce anche David Malukas, ancora una volta miglior pilota del team Penske. Il lituano, al suo primo anno con il team proprietario della serie, sta collezionando buoni risultati, ed il quinto tempo di oggi ne è un’ulteriore conferma.

Per quanto riguarda invece i suoi compagni di squadra, se Scott McLaughlin è comunque riuscito ad ottenere una buona prestazione agguantando la quarta fila, lo stesso non si può dire di Josef Newgarden, eliminato già in Q1. Tra i primi dieci sono finiti anche Kyffin Simpson e Graham Rahal, che scatteranno dunque dalla quinta fila, seguiti da Christian Lundgaard e Rinus Veekay.

La sessione di qualifica è stata condizionata anche da alcuni avvenimenti accaduti durante il secondo turno di prove. Nolan Siegel è finito a muro in curva 8, rompendo la sospensione anteriore sinistra della sua Dallara-Chevrolet del team Arrow McLaren. Lo statunitense ha poi completato la qualifica chiudendo ultimo nel suo gruppo del Q1.

Non è andata meglio nemmeno a Mick Schumacher, che ha urtato il muro di gomme in curva 3, vicino alla famosa fontana che caratterizza la pista di Long Beach. La sessione di prove si è conclusa con circa cinque minuti di anticipo a causa di un altro incidente. Il protagonista risponde al nome di Romain Grosjean, che ha impattato contro le barriere di cemento in curva 1. L’ex pilota F1 ha poi chiuso con l’ultimo tempo cronometrato il primo gruppo del Q1.

Sabato 19 aprile 2026, qualifica

1 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’07”4635 - Fast Six
2 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’07”5076 - F6
3 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’07”5289 - F6
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’07”6199 - F6
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’07”6508 - F6
6 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’07”8566 - F6

7 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’07”5163 - Q2
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’07”6047 - Q2
9 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’07”6177 - Q2
10 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’07”6619- Q2
11 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’07”7218 - Q2
12 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’07”7283 - Q2

13 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’07”7709 - Q1 Gruppo 1
14 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’07”7274 - Q1 Gruppo 2
15 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’07”8516 - Q1 G1
16 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’07”8399 - Q1 G2
17 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’07”9024 - Q1 G1
18 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’07”8756 - Q1 G2
19 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’08”2142 - Q1 G1
20 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’08”9282 - Q1 G2
21 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’08”2471 - Q1 G1
22 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’07”9340 - Q1 G2
23 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’08”5474 - Q1 G1
24 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’08”2550 - Q1 G2
25 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’08”607ì97 - Q1 G2

14 Apr [13:22]

Il destino incerto di Prema
In pista con un nuovo nome?

Carlo Luciani

Dalla pole position del 2025 all’assenza nel 2026. Questa è la breve quanto intensa storia del team Prema alla 500 miglia di Indianapolis. La squadra italiana, che ha debuttato lo scorso anno nella IndyCar, come ben sappiamo non ha preso parte alla stagione scattata ormai più di un mese fa e non lo farà almeno fino al prossimo mese di giugno, saltando dunque anche la più celebre corsa automobilistica americana.

Dopo l’abbandono della famiglia Rosin, avvenuto all’inizio dell’anno, l’obiettivo di Piers Phillips, CEO della divisione IndyCar di Prema (che fa capo alla holding DC Racing Solutions) è stato quello di trovare nuovi fondi che potessero garantire la sopravvivenza del progetto, rilanciandolo anche con un nuovo nome. La ricerca di nuovi investitori si è trasformata in una lotta contro il tempo, ma fino a questo momento la situazione non si è ancora sbloccata ed il futuro rimane ancora incerto.

Ciò che invece è sicuro, stando a quanto riportato dalla testata americana "Racer", è che Prema deteneva già due contratti di fornitura dei motori Chevrolet per l’intera stagione. Tuttavia, trascorso il primo mese di gare, i piani sono cambiati ed i propulsori sarebbero stati resi disponibili al team Abel per la partecipazione di Jacob Abel alla 500 miglia di Indianapolis, oltre che ad una terza vettura del team Foyt, per arrivare a completare la griglia dei 33 partecipanti.

Non avendo motori a disposizione per il “Month of May”, il team Prema è ormai definitivamente fuori dai giochi per la partecipazione alla prossima 500 miglia di Indianapolis. Uno scenario totalmente diverso da quello di dodici mesi fa, quando Robert Shwartzman conquistò la pole position al debutto sia personale che della squadra veneta, battendo anche i veterani della categoria.

Questo risultato aprì nuove prospettive per la compagine italiana dopo un avvio stagionale non semplicissimo per una squadra abituata a vincere praticamente ovunque, che si è invece dovuta confrontare con un ambiente totalmente nuovo. Oggi, però, la sfida è ben più complessa, ovvero quella di tornare in pista almeno nel mese di giugno, quando la IndyCar sarà ormai nel vivo del campionato e mancheranno 10 gare al termine.
4 Apr [10:32]

Avvio in salita per Schumacher
L’America non è (ancora) casa sua

Carlo Luciani

Il passaggio dal motorsport europeo a quello americano non è mai semplice. Due mondi apparentemente simili, ma in realtà molto diverse tra loro. Ne sa qualcosa Mick Schumacher, che dopo l’esperienza maturata nel WEC con Alpine, ha sentito il richiamo delle monoposto, decidendo di proseguire la propria carriera oltreoceano firmando con il team Rahal Letterman Lanigan, che lo ha messo sotto contratto in IndyCar.

Quattro gare possono dire poco in una stagione ancora lunga, ma sicuramente offrono già qualche indicazione. Le classifiche per ora dicono che il tedesco ha maturato un ritiro, un 18°, un 22° ed un 24° posto in questo avvio di campionato, risultati certamente non entusiasmanti se letti così. Piazzamenti che lo vedono al 25° ed ultimo posto in campionato, anche se qualcosa di positivo si è visto.

Già dopo il primo test dello scorso ottobre, il figlio d’arte aveva dichiarato come un suo eventuale impegno nella serie sarebbe stato completo, ovali inclusi. Proprio su quest’ultima tipologia di circuito, teoricamente il terreno più ostico per lui, è arrivato il segnale più importante: a Phoenix, alla seconda gara stagionale, ha centrato il suo miglior risultato in gara, ma soprattutto in qualifica, cogliendo un quarto posto. Un risultato che racconta di un adattamento forse più rapido del previsto proprio dove c’erano più dubbi.

Restano comunque più ombre che luci fino a questo momento, eppure, alla vigilia del campionato, Schumacher aveva descritto la IndyCar con parole piuttosto semplici: “E' come una Formula 2, solo con gomme migliori”. Un paragone che nasce da alcune similitudini reali (telai monomarca Dallara e potenze simili), ma che nella pratica si è poi rivelato riduttivo.



Dal punto di vista dei risultati, il bilancio delle prime quattro gare resta ancora lontano dai riflettori. Schumacher sta costruendo le basi, cercando di comprendere una categoria che richiede esperienza ed una ulteriore capacità di adattamento. Lo stesso vale anche nel percorso inverso. Ne è una dimostrazione Colton Herta, approdato in Formula 2 dopo una carriera oltreoceano, che ha incontrato non poche difficoltà già durante il primo appuntamento dell’anno in Australia.

C’è anche da dire che Schumacher non è un pilota “esplosivo”: sia nella Formula 3 europea che in Formula 2 ha costruito i propri successi col tempo, arrivando al titolo al secondo anno. Una crescita progressiva, lontana dai percorsi fulminei di altri talenti della sua generazione, Charles Leclerc, George Russell, Oscar Piastri e Lando Norris su tutti. E anche questa esperienza americana potrebbe seguire lo stesso copione.

La realtà è che la fase iniziale (sul confronto tra Formula 2 e IndyCar) va interpretata con cautela. Perché se è vero che alcune similitudini esistono, è altrettanto evidente che la IndyCar richiede forse qualcosa in più, o quantomeno di diverso. Ne sa qualcosa il team Prema, che lo scorso anno ha avuto non poche difficoltà di adattamento alla categoria, pur riuscendo a mettersi in luce con alcuni risultati di rilievo, come la pole position alla 500 miglia di Indianapolis con Robert Shwartzman.

Se la squadra veneta non ha avuto il tempo per dimostrare una crescita durante la scorsa stagione (in attesa di capire definitivamente la sua situazione che per ora la vede ferma), lo stesso non si può dire di Mick Schumacher. Mancano 14 gare da disputare e proprio il tempo, guardando alla sua carriera, potrebbe essere ancora una volta il suo miglior alleato.
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