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14 Apr [13:22]

Il destino incerto di Prema
In pista con un nuovo nome?

Carlo Luciani

Dalla pole position del 2025 all’assenza nel 2026. Questa è la breve quanto intensa storia del team Prema alla 500 miglia di Indianapolis. La squadra italiana, che ha debuttato lo scorso anno nella IndyCar, come ben sappiamo non ha preso parte alla stagione scattata ormai più di un mese fa e non lo farà almeno fino al prossimo mese di giugno, saltando dunque anche la più celebre corsa automobilistica americana.

Dopo l’abbandono della famiglia Rosin, avvenuto all’inizio dell’anno, l’obiettivo di Piers Phillips, CEO della divisione IndyCar di Prema (che fa capo alla holding DC Racing Solutions) è stato quello di trovare nuovi fondi che potessero garantire la sopravvivenza del progetto, rilanciandolo anche con un nuovo nome. La ricerca di nuovi investitori si è trasformata in una lotta contro il tempo, ma fino a questo momento la situazione non si è ancora sbloccata ed il futuro rimane ancora incerto.

Ciò che invece è sicuro, stando a quanto riportato dalla testata americana "Racer", è che Prema deteneva già due contratti di fornitura dei motori Chevrolet per l’intera stagione. Tuttavia, trascorso il primo mese di gare, i piani sono cambiati ed i propulsori sarebbero stati resi disponibili al team Abel per la partecipazione di Jacob Abel alla 500 miglia di Indianapolis, oltre che ad una terza vettura del team Foyt, per arrivare a completare la griglia dei 33 partecipanti.

Non avendo motori a disposizione per il “Month of May”, il team Prema è ormai definitivamente fuori dai giochi per la partecipazione alla prossima 500 miglia di Indianapolis. Uno scenario totalmente diverso da quello di dodici mesi fa, quando Robert Shwartzman conquistò la pole position al debutto sia personale che della squadra veneta, battendo anche i veterani della categoria.

Questo risultato aprì nuove prospettive per la compagine italiana dopo un avvio stagionale non semplicissimo per una squadra abituata a vincere praticamente ovunque, che si è invece dovuta confrontare con un ambiente totalmente nuovo. Oggi, però, la sfida è ben più complessa, ovvero quella di tornare in pista almeno nel mese di giugno, quando la IndyCar sarà ormai nel vivo del campionato e mancheranno 10 gare al termine.
4 Apr [10:32]

Avvio in salita per Schumacher
L’America non è (ancora) casa sua

Carlo Luciani

Il passaggio dal motorsport europeo a quello americano non è mai semplice. Due mondi apparentemente simili, ma in realtà molto diverse tra loro. Ne sa qualcosa Mick Schumacher, che dopo l’esperienza maturata nel WEC con Alpine, ha sentito il richiamo delle monoposto, decidendo di proseguire la propria carriera oltreoceano firmando con il team Rahal Letterman Lanigan, che lo ha messo sotto contratto in IndyCar.

Quattro gare possono dire poco in una stagione ancora lunga, ma sicuramente offrono già qualche indicazione. Le classifiche per ora dicono che il tedesco ha maturato un ritiro, un 18°, un 22° ed un 24° posto in questo avvio di campionato, risultati certamente non entusiasmanti se letti così. Piazzamenti che lo vedono al 25° ed ultimo posto in campionato, anche se qualcosa di positivo si è visto.

Già dopo il primo test dello scorso ottobre, il figlio d’arte aveva dichiarato come un suo eventuale impegno nella serie sarebbe stato completo, ovali inclusi. Proprio su quest’ultima tipologia di circuito, teoricamente il terreno più ostico per lui, è arrivato il segnale più importante: a Phoenix, alla seconda gara stagionale, ha centrato il suo miglior risultato in gara, ma soprattutto in qualifica, cogliendo un quarto posto. Un risultato che racconta di un adattamento forse più rapido del previsto proprio dove c’erano più dubbi.

Restano comunque più ombre che luci fino a questo momento, eppure, alla vigilia del campionato, Schumacher aveva descritto la IndyCar con parole piuttosto semplici: “E' come una Formula 2, solo con gomme migliori”. Un paragone che nasce da alcune similitudini reali (telai monomarca Dallara e potenze simili), ma che nella pratica si è poi rivelato riduttivo.



Dal punto di vista dei risultati, il bilancio delle prime quattro gare resta ancora lontano dai riflettori. Schumacher sta costruendo le basi, cercando di comprendere una categoria che richiede esperienza ed una ulteriore capacità di adattamento. Lo stesso vale anche nel percorso inverso. Ne è una dimostrazione Colton Herta, approdato in Formula 2 dopo una carriera oltreoceano, che ha incontrato non poche difficoltà già durante il primo appuntamento dell’anno in Australia.

C’è anche da dire che Schumacher non è un pilota “esplosivo”: sia nella Formula 3 europea che in Formula 2 ha costruito i propri successi col tempo, arrivando al titolo al secondo anno. Una crescita progressiva, lontana dai percorsi fulminei di altri talenti della sua generazione, Charles Leclerc, George Russell, Oscar Piastri e Lando Norris su tutti. E anche questa esperienza americana potrebbe seguire lo stesso copione.

La realtà è che la fase iniziale (sul confronto tra Formula 2 e IndyCar) va interpretata con cautela. Perché se è vero che alcune similitudini esistono, è altrettanto evidente che la IndyCar richiede forse qualcosa in più, o quantomeno di diverso. Ne sa qualcosa il team Prema, che lo scorso anno ha avuto non poche difficoltà di adattamento alla categoria, pur riuscendo a mettersi in luce con alcuni risultati di rilievo, come la pole position alla 500 miglia di Indianapolis con Robert Shwartzman.

Se la squadra veneta non ha avuto il tempo per dimostrare una crescita durante la scorsa stagione (in attesa di capire definitivamente la sua situazione che per ora la vede ferma), lo stesso non si può dire di Mick Schumacher. Mancano 14 gare da disputare e proprio il tempo, guardando alla sua carriera, potrebbe essere ancora una volta il suo miglior alleato.
29 Mar [21:43]

Barber - Gara
Palou torna alla vittoria

Carlo Luciani

Lo aveva fatto lo scorso anno e ci è riuscito anche quest’anno: dopo aver ottenuto la pole position ieri, Alex Palou ha conquistato anche la vittoria nel GP dell’Alabama, bissando così il successo ottenuto nel 2025, il secondo in questa stagione dopo quello di Saint Petersburg, proprio nell’appuntamento inaugurale della IndyCar.

Una gara lineare nel corso della quale non si sono verificate interruzioni, che quindi non ha premiato i piloti scattati dalle retrovie. Le rimonte non sono però mancate, a partire da quella di Christian Lundgaard. Il pilota danese, dopo la deludente qualifica di ieri, ha dimostrato di avere un gran ritmo in gara, risalendo dalla decima alla seconda posizione.

Il portacolori del team Arrow McLaren ha rischiato anche di passare Palou in occasione della terza ed ultima sosta. Aver ritardato il pit stop si è dimostrata una scelta vincente, ma un problema alla ruota posteriore destra gli ha fatto perdere più tempo del dovuto, perdendo così non solo la grossa occasione di portarsi al comando, ma anche la posizione su Graham Rahal, che lo ha passato in pista.

L’occasione poteva essere ghiottissima visto che poco prima il quattro volte campione è rientrato in pista in lotta con Mick Schumacher e Louis Foster, che gli hanno creato qualche fastidio nel tentativo di non perdere un giro nei confronti del leader virtuale della corsa in quel momento. Lo spagnolo, liberatosi dei due, ha dovuto poi vedersela anche con Dennis Hauger, perdendo altro tempo prezioso.

Nel finale Lundgaard ha poi sfruttato al meglio le sue gomme per riprendersi la piazza d’onore, con Rahal che ha dovuto guardarsi le spalle anche da David Malukas, sempre in agguato e pronto ad agguantare il podio. L’esperto pilota americano è riuscito a resistere fino alla bandiera a scacchi, salendo nuovamente sul podio a distanza di quasi tre anni dall’ultima volta. Davvero un gran bel weekend per lui.

Malukas non è invece riuscito a confermare la bella prestazione della qualifica, mancando il podio di un nulla. Il pilota lituano resta però un bell’acquisto da parte del team Penske, dimostrando grande solidità. Alle sue spalle ha terminato la corsa Kyle Kirkwood, vincitore dello scorso appuntamento di Arlington. Il pilota del team Andretti, grazie al quinto posto del Barber Motorsports Park, può chiudere questo primo mese di gare conservando la leadership del campionato, anche se di soli 2 punti su Palou.

Sesto Marcus Armstrong, davanti a Scott Dixon e Santino Ferrucci. In top ten anche Marcus Ericsson e Josef Newgarden, rispettivamente nono e decimo. Dodicesimo Will Power, partito dal fondo dopo l’incidente avvenuto nella qualifica. Attardati tutti i rookie di questa stagione: Caio Collet ha chiuso ventunesimo, mentre Hauger è passato sotto la bandiera a scacchi ventitreesimo davanti a Schumacher, penultimo davanti a Foster.

Domenica 29 marzo 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 90 giri
2 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 13”2775
3 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 14”2877
4 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 14”9957
5 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 17”7970
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 20”7405
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 24”7459
8 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 41”5701
9 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 43”8593
10 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 51”8976
11 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 52”9829
12 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 54”0478
13 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 54”5026
14 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 54”9226
15 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 58”8583
16 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 01’00”137
17 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 01’01”069
18 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 01’02”407
19 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 01’03”268
20 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 01’04”015
21 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 01’06”302
22 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1 giro
23 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1 giro
24 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro
25 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro

Il campionato
1.Kirkwood 156; 2.Palou 154; 3.Lundgaard 121; 4.Malukas 116; 5.Newgarden 113; 6.O’Ward 106; 7.McLaughlin 99, Ericsson 99; 9.Armstrong 98; 10.Dixon 85.

28 Mar [21:29]

Barber, qualifica
Prima pole stagionale per Palou

Carlo Luciani

Aveva già vinto una gara quest’anno a Saint Petersburg, ma ancora non aveva ottenuto nessuna pole position. Il campione in carica Alex Palou, al quarto round stagionale della IndyCar, scatterà per la prima volta nel 2026 davanti a tutti a Barber, dove già lo scorso anno si era imposto sia in qualifica che in gara. L’obiettivo dello spagnolo domani sarà senz’altro quello di ripetersi e magari riprendersi la leadership di campionato.

Già in avvio del primo gruppo del Q1 si è verificato un colpo di scena, con Will Power che è finito violentemente a muro in curva 6. Il pilota del team Andretti ha accusato un problema ai freni ed è per questo finito lungo, impattando contro le barriere, fortunatamente senza conseguenze. La sessione è rimasta ferma per diversi minuti prima di poter riprendere l’attività in pista.

Chi invece può gioire insieme a Palou è David Malukas, che scatterà al suo fianco domani dalla prima fila. Dopo la pole conquistata a Phoenix, il pilota lituano sta dimostrando costantemente la propria competitività al volante della Dallara n.12 del team Penske (l’unica in Fast Six) e domani cercherà di salire sul podio, così come già accaduto in Arizona.

Sorprende la terza posizione di Graham Rahal, che con il tempo di 1’06”5181 scatterà dalla seconda fila insieme a Marcus Armstrong, quarto. Tra i migliori sei anche il leader della classifica Kyle Kirkwood, quinto davanti ad un ottimo Romain Grosjean, che in Alabama detiene il record della pista. Il ritorno come pilota titolare nella categoria sembra avergli fatto bene.

Di poco fuori dalla Fast Six Santino Ferrucci, settimo davanti al poleman dell’ultimo appuntamento di Arlington, Marcus Ericsson. Soltanto nono Josef Newgarden, davanti alla prima delle monoposto del team McLaren, quella di Christian Lundgaard, decimo. Peggio di lui i suoi compagni di squadra Pato O’Ward, dodicesimo, e Nolan Siegel, eliminato già in Q1.

Sessione complicata anche per Scott McLaughlin, primo degli eliminati nel secondo gruppo del Q1. La giornata del “kiwi” è stata condizionata da un violento impatto verificatosi nel corso della seconda sessione di prove, durante il quale è finito fuori in curva 1 dopo aver toccato l’erba, distruggendo anche le barriere di protezione. Per fortuna il pilota del team Penske non ha riportato danni.

Fuori già nelle prime fasi anche i tre rookie di questa stagione. Il migliore è stato Mick Schumacher, che partirà ventesimo, davanti a Caio Collet. Soltanto penultimo Dennis Hauger, che dovrà cercare di risalire la classifica domani in gara.

Sabato 28 marzo 2026, qualifica

1 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’06”2341 - Fast Six
2 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’06”3478 - F6
3 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’06”5181 - F6
4 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’06”5312 - F6
5 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’06”8326 - F6
6 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’06”8363 - F6

7 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’06”3769 - Q2
8 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’06”3900 - Q2
9 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’06”4256 - Q2
10 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’06”5102 - Q2
11 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’06”6873 - Q2
12 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’06”8166 - Q2

13 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’06”5267 - Q1 Gruppo 1
14 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’06”7313 - Q1 Gruppo 2
15 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’06”5881 - Q1 G1
16 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’06”7411 - Q1 G2
17 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’06”7124 - Q1 G1
18 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’06”8104 - Q1 G2
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’06”7938 - Q1 G1
20 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’06”8140 - Q1 G2
21 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’09”8444 - Q1 G1
22 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’06”9445 - Q1 G2
23 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’35”9808 - Q1 G1
24 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’07”3414 - Q1 G2
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’07”6109 - Q1 G2

15 Mar [20:08]

Arlington - Gara
Vittoria e leadership per Kirkwood

Carlo Luciani

Successo in gara e primato in campionato per Kyle Kirkwood, che ha trionfato nella prima edizione del GP di Arlington, terza prova stagionale della IndyCar. Sul nuovissimo tracciato cittadino texano, il pilota della Florida si è imposto sul campione in carica Alex Palou, che si è dovuto accontentare della piazza d’onore dopo aver guidato a lungo la corsa.

Nonostante la partenza dalla settima posizione, il portacolori del team Andretti ha condotto una gara solida, che grazie alla velocità e alla strategia ha saputo indirizzare a suo favore. Uno dei momenti cruciali è stato un overcut per superare il proprio compagno di squadra Scott Dixon, riuscito grazie anche ad una sbavatura da parte di quest’ultimo.

Nell’ultimo stint, poi, il pilota della Dallara n.27 ha avuto il giusto ritmo per andare a prendere il leader della gara Palou, che è stato infilato in staccata all’ultima curva a 16 giri dalla bandiera a scacchi. Lo spagnolo non ha opposto resistenza all’attacco, evitando così un possibile contatto che avrebbe compromesso la un’altra gara dopo il ritiro maturato a Phoenix.

Il quattro volte campione di categoria non ha comunque avuto possibilità di risposta, perdendo a poco a poco terreno, fino al momento della caution a 4 giri dal termine causata dal ritiro di Christian Rasmussen. La corsa, fino a quel momento lineare, è ripartita per un solo ultimo giro, che è stato però completato ancora una volta con le bandiere gialle esposte a causa di un contatto tra Nolan Siegel e Romain Grosjean.

Giornata grandiosa per il team Andretti, che oltre ad aver vinto con Kirkwood è salito sul podio anche con Will Power. Bella prestazione da parte del pilota australiano, che questo fine settimana ha dimostrato di aver trovato la giusta confidenza al volante della sua nuova monoposto, cogliendo così il primo podio con i colori della sua nuova squadra.

Subito alle sue spalle il poleman Marcus Ericsson, sicuramente il meno contento dei tre piloti Andretti. Il danese ha condotto la gara fino al momento della sua prima sosta, durante la quale ha perso la testa della corsa in favore di Palou per via di un problema all’anteriore destra. Unico neo della giornata del team Andretti sono stati proprio i pit stop, con alcune difficoltà che si sono ripetute anche successivamente non solo con Ericsson.

Quinto Pato O’Ward con la prima monoposto del team McLaren, seguito dalla prima Dallara Penske guidata da David Malukas. Subito dietro l’altra “papaya” di Christian Lundgaard, autore di un’ottima rimonta nonostante una gara priva di interruzioni, se non nelle battute finali. Ottavo Scott Dixon, davanti ad Alexander Rossi e Marcus Armstron a chiudere le prime dieci posizioni.

Di poco fuori dalla top ten Scott McLaughlin, scattato dal fondo dopo l’incidente rimediato nel Q1 di ieri. Il neozelandese ha preceduto Caio Collet, dodicesimo al traguardo e soprattutto miglior rookie di giornata. Il brasiliano è risalito bene nel finale di gare ed avrebbe potuto anche fare meglio senza l’interruzione degli ultimi giri. Gli altri debuttanti al via, Dennis Hauger e Mick Schumacher, hanno chiuso invece rispettivamente sedicesimo e ventiduesimo. Il tedesco è stato anche protagonista di un contatto con Josef Newgarden, in seguito al quale è finito in testacoda prima di riprendere la corsa.

Domenica 15 marzo 2026, gara

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 70 giri
2 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 0”3140
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 3”5855
4 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 4”9128
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 5”9336
6 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 7”4478
7 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 8”7501
8 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 9”8315
9 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 10”7076
10 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 12”4888
11 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 13”8893
12 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 14”7435
13 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 16”2034
14 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 16”8679
15 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 18”7540
16 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 21”2934
17 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 22”2893
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 24”7337
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 27”6294
20 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 33”6046
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1 giro
22 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro

Ritirati
69° giro - Romain Grosjean
69° giro - Nolan Siegel
67° giro - Christian Rasmussen

Il campionato
1.Kirkwood 126; 2.Palou 100; 3.Newgarden, O’Ward 93; 5.McLaughlin 85; 6.Malukas 84; 7.Lundgaard 80; 8.Ericsson 77; 9.Armstrong 70; 10.Rossi 64.
14 Mar [21:40]

Arlington, qualifica
Prima pole per Ericsson

Carlo Luciani

Dopo tre anni di assenza, la IndyCar è tornata finalmente in Texas con il nuovissimo appuntamento di Arlington. Sul circuito cittadino che si snoda intorno all’AT&T Stadium, ci ha pensato Marcus Ericsson a siglare la pole position, la prima nel corso della sua carriera oltreoceano all’ottava stagione nella categoria. Un giro praticamente inattaccabile per gli avversari, concluso con il tempo di 1’34” 3562, quasi mezzo secondo più veloce del secondo classificato Alex Palou.

Un tracciato spettacolare quanto insidioso, dove è stata modificata la modalità della Fast Six, l’ultima sessione di qualifica che assegna la pole position. I piloti, infatti, sono scesi singolarmente in pista per un unico giro lanciato ed il primo a completarlo è stato proprio il poleman. Una prestazione davvero sbalorditiva quella dello svedese, che dopo una stagione avara di soddisfazioni lo scorso anno, sembra finalmente aver intrapreso la giusta strada con il team Andretti.

Ci ha provato il quattro volte campione Palou a togliergli il primato, ma lo spagnolo alla fine ha pagato un distacco di oltre 4 decimi di secondo. Dopo il ritiro maturato a Phoenix la scorsa settimana, il detentore del titolo si è comunque ripreso e domani cercherà sicuramente di ripetersi o addirittura migliorarsi andando a vincere la seconda gara dell’anno dopo quella inaugurale di Saint Petersburg.

Bene anche Pato O’Ward, terzo ma vicinissimo a Palou con un tempo di 1’34”8453. Il messicano è stato anche l’unico dei piloti McLaren ad agguantare la Fast Six, mentre i suoi compagni di squadra si sono fermati soltanto al Q1 e per questo dovranno cercare di risollevarsi in gara scattando dalle retrovie. In seconda fila con il vicecampione in carica ci sarà Will Power, alla sua miglior qualifica con la Dallara n.26 del team Andretti.

La terza fila sarà invece occupata interamente dal team Meyer Shank. Felix Rosenqvist ha battuto il proprio compagno di squadra Marcus Armstrong chiudendo quinto, ma ancora una volta entrambi hanno dimostrato di poter giocare un ruolo da protagonisti al volante delle monoposto che vantano peraltro una partnership tecnica con il team Ganassi.

Poco fuori dalla Fast Six la terza vettura Andretti guidata da Kyle Kirkwood, settimo. Il pilota americano è stato estromesso dai migliori sei proprio a causa del proprio compagno di squadra Ericsson, che poi si è andato a prendere anche la pole position. Rimane però una giornata molto positiva per la squadra, che ha piazzato tutte le proprie monoposto nelle posizioni di rilievo, facendo ben sperare in vista della gara.

Giornata più difficile per il team Penske, che ha piazzato il suo miglior pilota soltanto in nona posizione (David Malukas). Undicesimo il vincitore dell’ultimo appuntamento Josef Newgarden, finito a muro nel corso del secondo turno di prove in precedenza. Scatterà dal fondo Scott McLaughlin, che ha commesso un errore già nel corso del Q1, terminando il turno contro le barriere e provocando anche una bandiera rossa.

Quanto ai rookie, Caio Collet partirà in sedicesima posizione, mentre Mick Schumacher sarà proprio al suo fianco. Poco più arretrato Dennis Hauger, che prenderà il via della corsa dalla decima fila, subito alle loro spalle.

Sabato 14 marzo 2026, qualifica

1 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’34”3562 - Fast Six
2 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’34”8180 - F6
3 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’34”8453 - F6
4 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’35”0856 - F6
5 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’35”1607 - F6
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’35”6012 - F6

7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’33”8868 - Q2
8 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’34”1440 - Q2
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’34”2456 - Q2
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’34”3040 - Q2
11 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’34”3957 - Q2
12 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’34”4898 - Q2

13 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’34”6639 - Q1 Gruppo 1
14 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’34”7931 - Q1 Gruppo 2
15 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’34”7199 - Q1 G1
16 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’35”0300 - Q1 G2
17 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’34”8391 - Q1 G1
18 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’35”0760 - Q1 G2
19 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’34”8731 - Q1 G1
20 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’35”1306 - Q1 G2
21 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’34”9196 - Q1 G1
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’35”2288 - Q1 G2
23 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’36”1786 - Q1 G1
24 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’35”3159 - Q1 G2
25 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’35”6580 - Q1 G2

7 Mar [23:26]

Phoenix - Gara
Successo Penske con Newgarden

Carlo Luciani

Ritorno a dir poco scoppiettante quello della IndyCar a Phoenix, dove al termine dei 250 giri di gara ad avere la meglio è stato Josef Newgarden. Il pilota americano, scattato dalla prima fila, è tornato così al successo dopo aver conquistato la vittoria nell’ultimo appuntamento stagionale del 2025 a Nashville, sempre su un circuito ovale.

Non è stata una corsa facile quella del pilota del team Penske, che dopo aver perso diverse posizioni in seguito ad una caution, ha sfruttato invece al meglio quella causata successivamente da Will Power per effettuare una sosta fondamentale che gli ha permesso di portarsi al comando a suon di sorpassi nel finale, andando a concludere quello decisivo ai danni di Kyle Kirkwood a 7 giri dalla fine.

Il pilota del team Andretti si è dovuto così accontentare del secondo posto in classifica, mentre alle sue spalle ha chiuso il poleman David Malukas. Anche il lituano, come il suo compagno di squadra, aveva perso terreno in seguito ad una neutralizzazione, ma a differenza sua è rimasto fuori, riuscendo comunque e difendersi e centrando il suo primo podio al volante della Dallara del team Penske.

Giù dal podio invece Pato O’Ward, che, come Newgarden, ha effettuato un’ulteriore sosta durante l’ultima caution, ma non è riuscito a sfruttare al meglio il vantaggio di gomma. Marcus Armstrong ha tagliato il traguardo in quinta posizione, seguito da Alexander Rossi e Scott Dixon. Il portacolori del team di Chip Ganassi era riuscito, ad un certo punto, a rientrare nella lotta per la vittoria, ma in seguito la battaglia ha visto protagonisti altri piloti.

Tra questi anche Christian Rasmussen e Will Power, quest’ultimo ritrovatosi al comando grazie ad un undercut dopo esser scattato dal fondo. Tra i due si è accesa poi un’aspra lotta per la vittoria, con il neozelandese deciso a tenersi la posizione. Come risultato, i due sono entrati in leggero contatto ed il pilota Andretti ha subito una foratura che lo ha estromesso dalla lotta.

Non è andata meglio nemmeno al pilota del team Carpenter, che ha impattato contro il muro, riuscendo però a proseguire la corsa. In seguito, il danese è stato protagonista di un altro contatto con le barriere mentre era in battaglia con Kirkwood. Da questo momento in poi la sua gara è stata compromessa, scivolando fino al quattordicesimo posto finale.

Tra i primi dieci è rientrata anche la terza monoposto del team Penske, quella guidata da Scott McLaughlin, ottavo davanti a Graham Rahal e Kyffin Simpson. Chi è mancato all’appello è stato invece il campione in carica Alex Palou, che dopo un grande inizio ha terminato la propria corsa con un ritiro. L’episodio che ha provocato ciò è avvenuto al ventiduesimo passaggio, quando lo spagnolo ha stretto Rinus Veekay contro le barriere ed ha avuto la peggio.

Ritirato anche Romain Grosjean, la cui gara a dire il vero non è mai cominciata, dovendo rientrare subito ai box per problemi tecnici. Dopo il quarto posto ottenuto in qualifica ieri, Mick Schumacher non è riuscito a replicare la prestazione anche in gara, perdendo subito terreno nei confronti degli avversari e passando sotto la bandiera a scacchi diciottesimo.

Sabato 7 marzo 2026, gara


1 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 250 giri
2 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1”7937
3 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 2”8412
4 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 3”9318
5 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 6”4815
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 7”2911
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 8”1647
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 9”8786
9 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 10”4690
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 12”1306
11 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 16”8360
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 17”2139
13 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 17”6584
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 18”2862
15 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 18”9740
16 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1 giro
17 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1 giro
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro
19 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1 giro
20 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 2 giri
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 3 giri
22 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 4 giri

Ritirati
141° giro - Louis Foster
22° giro - Alex Palou
1° giro - Romain Grosjean

La classifica
1.Newgarden 78; 2.Kirkwood 73; 3.McLaughlin 66; 4.O'Ward 63; 5.Palou 59; 6.Malukas 56; 7.Lundgaard 65; 8.Armstrong 50; 9.Ericsson 43; 10.Rossi 42.
6 Mar [21:16]

Phoenix, qualifica
Prima pole in carriera per Malukas

Carlo Luciani

Dopo meno di una settimana dal round inaugurale di Saint Petersburg, la IndyCar è tornata subito in pista sul circuito di Phoenix, primo ovale di questa stagione. Il tracciato situato in Arizona, dopo aver ospitato gli open test, è tornato ufficialmente in calendario a distanza di 8 anni dall’ultima volta. Ad avere la meglio in qualifica è stato David Malukas, che ha conquistato così la sua prima pole in carriera nella serie americana.

Il neo-pilota Penske ha avuto la meglio nei due giri lanciati che hanno decretato la griglia di partenza della gara di domani, che si svolgerà sulla distanza di 250 miglia. A condividere la prima fila con lui ci sarà il suo compagno di squadra Josef Newgarden, che ha chiuso i suoi due giri di qualifica con una media di 175.548 mph, poco più lento dei 175.383 del poleman.

Il lituano si è così rifatto in seguito alla gara di St. Pete, durante la quale ha dovuto risalire la classifica a causa di un problema ad uno pneumatico che ha compromesso la sua prestazione. Domani per lui ci sarà una grande opportunità di lottare per le prime posizioni, strategia permettendo.

Se la prima fila è stata occupata completamente dal team Penske, la seconda è stata conquistata integralmente dal team Rahal Letterman Lanigan. Graham Rahal si è infatti posizionato alle spalle dei due alfieri del team Penske, mentre il suo compagno di squadra Mick Schumacher ha conquistato il quarto posto.

Il pilota tedesco, scattato per primo nel corso della sessione, ha subito stampato un ottimo riferimento, difficilmente replicabile da parte degli avversari, se non per i tre piloti che gli hanno messo le ruote davanti. Alla sua prima qualifica su un circuito ovale, il figlio d’arte ha dimostrato un buon adattamento, mettendosi alle spalle piloti assai più qualificati, a partire da Scott McLaughlin, quinto.

Il neozelandese, grazie ai suoi due giri cronometrati, è riuscito a piazzare le tre monoposto del team Penske in top-five. La squadra proprietaria della serie, dopo un buon avvio di stagione, vorrà dimostrare di essere tornata competitiva con tutti i suoi piloti, e per questo nessuno dei tre è da escludere nella lotta per la vittoria in gara.

Sesto Alexander Rossi, seguito dalla prima delle vetture del team Arrow McLaren, quella guidata da Pato O’Ward. Il messicano è stato il più veloce della sua squadra, mettendosi alle spalle Rinus Veekay ed il suo compagno di squadra Nolan Siegel. In top-ten anche il campione in carica Alex Palou, fresco vincitore del primo appuntamento stagionale in Florida. Da segnalare anche il difficile turno di Will Power, finito a muro durante il suo primo giro lanciato. Il portacolori del team Andretti sarà costretto a scattare dal fondo, in una corsa che si preannuncia impegnativa fin dalla partenza.

Venerdi 6 marzo 2026, qualifica

1 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 175.383 mph (282,251 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 174.548
3 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 173.993
4 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 173.667
5 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 173.448
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 173.389
7 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 173.344
8 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 173.248
9 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 172.995
10 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 172.980
11 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 172.878
12 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 172.536
13 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 172.434
14 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 172.364
15 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 172.074
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.827
17 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 171.566
18 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 171.540
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 171.439
20 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 170.773
21 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 170.577
22 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 169.818
23 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 167.647
24 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - s.t.
25 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - s.t.

La classifica
1.Palou 53; 2.McLaughlin 42; 3.Lundgaard 36; 4.Kirkwood 32; 5.O'Ward 30; 6.Ericsson 29; 7.Newgarden 27; 8.Grosjean 24; 9.Veekay 22; 10.Hauger 19.

1 Mar [21:19]

Saint Petersburg - Gara
Si riparte nel segno di Palou

Carlo Luciani

Niente di nuovo nella prima gara stagionale della IndyCar, andata in scena sul tracciato cittadino di Saint Petersburg. A trionfare è stato infatti Alex Palou, che è andato a vincere beffando i suoi avversari ritardando la prima sosta. Una mossa perfetta a cui il team Ganassi ci aveva già abituato, con lo spagnolo che, dopo il primo cambio gomme, ha praticamente dominato la scena andando a vincere con oltre 12 secondi di vantaggio su Scott McLaughlin.

Nulla da fare per il neozelandese, che anche quest’anno, dopo aver conquistato la pole position nel round inaugurale, non è riuscito a replicarsi in gara. Il pilota del team Penske ha dovuto anche faticare per mantenere la piazza d’onore, superando prima Marcus Ericsson, che lo aveva passato dopo la prima sosta, e poi difendendosi dal ritorno di Christian Lundgaard, terzo classificato alle spalle del poleman.

Il danese, che per buona parte della gara era rimasto dietro al compagno Pato O’Ward, ha sfruttato una disattenzione del messicano per mettergli le ruote davanti, riuscendo poi addirittura a risalire fino all’ultimo gradino del podio al volante della sua Dallara del team McLaren. Buona anche la prestazione di Kyle Kirkwood, che con una grande strategia del team Andretti si è portato in lotta per il podio, cedendo il passo agli avversari soltanto nel finale, tagliando il traguardo in quarta posizione.

Meno bene invece il suo compagno Ericsson, che è crollato chiudendo la gara addirittura in sesta posizione alle spalle di O’Ward. Subito dietro di lui Josef Newgarden, autore di una gara in rimonta dopo la deludente qualifica di ieri, dopo la quale è stato costretto a scattare dal fondo.

Top ten anche per entrambi i piloti del team Coyne, con Romain Grosjean ottavo al rientro e Dennis Hauger decimo al debutto nella serie. Una prestazione che non ha confermato l’ottima qualifica, ma che sicuramente rende merito alla prestazione del campione in carica della Indy NXT.

Tra i due si è inserito Rinus Veekay, mentre appena fuori dalla top ten hanno concluso i due piloti Meyer Shank, con Marcus Armstrong davanti a Felix Rosenqvist. Tredicesimo David Malukas, che ha dovuto ricostruire completamente la sua corsa dopo aver distrutto la gomma anteriore sinistra mentre era in sesta posizione. Una prestazione comunque positiva al debutto con il team Penske.

Per quanto riguarda gli altri rookie in gara, oltre ad Hauger, Caio Collet ha terminato la gara in diciassettesima posizione, mentre Mick Schumacher ha percorso soltanto poche curve prima di essere coinvolto in un incidente con Santino Ferrucci e Sting Ray Robb, quest’ultimo autore di una manovra discutibile.

Non è andata bene nemmeno a Scott Dixon, che ha perso una gomma per errato montaggio durante un pit-stop. Debutto deludente con Andretti per Will Power, che dopo un lungo è finito contro le barriere rompendo la sospensione posteriore destra. L’australiano è riuscito poi a ripartire con molti giri di ritardo dopo le riparazioni, cercando di accumulare chilometri al volante della sua nuova monoposto.

Domenica 1 marzo 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 100 giri
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 12”4948
3 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 12.9154
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 25”2738
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 26”0754
6 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 26”2563
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 26”4219
8 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 28”0389
9 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 28”7151
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 29”8722
11 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”4683
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”8105
13 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 33”7756
14 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 38”0390
15 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 38”9093
16 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 49”6127
17 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”977
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’03”134
19 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’03”191
20 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1 giro
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 7 giri
22 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 45 giri

Ritirati
40° giro - Scott Dixon
1° giro - Santino Ferrucci
1° giro - Mick Schumacher

La classifica
1.Palou 53; 2.McLaughlin 42; 3.Lundgaard 36; 4.Kirkwood 32; 5.O'Ward 30; 6.Ericsson 29; 7.Newgarden 27; 8.Grosjean 24; 9.Veekay 22; 10.Hauger 19.
1 Mar [0:18]

Saint Petersburg, qualifica
McLaughlin torna in pole

Carlo Luciani

Terza pole position sul circuito di Saint Petersburg per Scott McLaughlin, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta lo scorso anno sempre sul circuito cittadino della Florida. Il pilota di casa Penske è riuscito a battere per soli 20 millesimi il portacolori del team Andretti, Marcus Ericsson, a sua volta di 12 millesimi più veloce di un grandissimo Dennis Hauger, terzo al debutto in IndyCar.

Non sono mancati i colpi di scena nel corso della prima qualifica stagionale della più celebre serie a ruote scoperta americana, con diverse esclusioni eccellenti ed anche delle gradite sorprese che si sono affacciate nei piani alti della classifica. Chi si è confermato sempre in lotta per le prime posizioni è invece il quattro volte campione Alex Palou, che domani scatterà dalla seconda fila insieme al rookie Hauger, detentore del titolo Indy NXT.

In Fast Six anche un’altra vettura del team Penske, quella guidata da David Malukas, alla sua prima apparizione sulla Dallara n.12. Incredibile la prestazione di Romain Grosjean, che dopo un anno come pilota di riserva del team Prema è tornato a correre come pilota titolare, conquistando subito un posto tra i migliori sei in qualifica. Grande soddisfazione per il team Coyne, che ha piazzato così entrambe le monoposto tra i primi sei.

Al termine del Q2, è stato invece eliminato Marcus Armstrong, che scatterà dalla quarta fila insieme a Pato O’Ward, migliore degli alfieri della Arrow McLaren. Alle sue spalle invece, ha concluso Louis Foster, rookie dell’anno 2025, seguito da Kyffin Simpson e Felix Rosenqvist. Ultimo degli eliminati del Q2, Christian Lundgaard, con la seconda Dallara del team Arrow McLaren.

Diverse sono state le esclusioni eccellenti già nei gruppi del Q1. Will Power partirà dalla tredicesima posizione dopo esser stato protagonista di un incidente nel corso della seconda sessione di prove. Delusione anche per Kyle Kirkwood, anche lui escluso al termine del primo gruppo del Q1. Fuori in questa fase anche Josef Newgarden, con la terza ed ultima monoposto del team Penske. Lo statunitense ha commesso un errore nel corso del suo ultimo giro lanciato e non ha più avuto possibilità di migliorarsi.

Eliminato in Q1 anche Scott Dixon, insieme agli altri due rookie di questa stagione, Mick Schumacher e Caio Collet. I due sono risultati i penultimi classificati al termine rispettivamente del primo e del secondo gruppo del Q1, pertanto domani prenderanno il via della gara dalle retrovie, avendo però sicuramente la possibilità di risalire la classifica.

Sabato 28 febbraio 2026, qualifica

1 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”5426 - Fast Six
2 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’00”5621 - F6
3 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”5743 - F6
4 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’00”6842 - F6
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”7638 - F6
6 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”3462 - F6

7 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”7820 - Q2
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”8863 - Q2
9 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’00”9472 - Q2
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’00”9811 - Q2
11 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”9840 - Q2
12 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”9842 - Q2

13 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”1936 - Q1 Gruppo 1
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”1835 - Q1 Gruppo 2
15 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”2308 - Q1 G1
16 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’01”2109 - Q1 G2
17 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”2630 - Q1 G1
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”2257 - Q1 G2
19 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3719 - Q1 G1
20 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3666 - Q1 G2
21 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”3983 - Q1 G1
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’01”4498 - Q1 G2
23 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’01”4174 - Q1 G1
24 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”5719 - Q1 G2
25 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”6031 - Q1 G2
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