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1 Mar [21:19]

Saint Petersburg - Gara
Si riparte nel segno di Palou

Carlo Luciani

Niente di nuovo nella prima gara stagionale della IndyCar, andata in scena sul tracciato cittadino di Saint Petersburg. A trionfare è stato infatti Alex Palou, che è andato a vincere beffando i suoi avversari ritardando la prima sosta. Una mossa perfetta a cui il team Ganassi ci aveva già abituato, con lo spagnolo che, dopo il primo cambio gomme, ha praticamente dominato la scena andando a vincere con oltre 12 secondi di vantaggio su Scott McLaughlin.

Nulla da fare per il neozelandese, che anche quest’anno, dopo aver conquistato la pole position nel round inaugurale, non è riuscito a replicarsi in gara. Il pilota del team Penske ha dovuto anche faticare per mantenere la piazza d’onore, superando prima Marcus Ericsson, che lo aveva passato dopo la prima sosta, e poi difendendosi dal ritorno di Christian Lundgaard, terzo classificato alle spalle del poleman.

Il danese, che per buona parte della gara era rimasto dietro al compagno Pato O’Ward, ha sfruttato una disattenzione del messicano per mettergli le ruote davanti, riuscendo poi addirittura a risalire fino all’ultimo gradino del podio al volante della sua Dallara del team McLaren. Buona anche la prestazione di Kyle Kirkwood, che con una grande strategia del team Andretti si è portato in lotta per il podio, cedendo il passo agli avversari soltanto nel finale, tagliando il traguardo in quarta posizione.

Meno bene invece il suo compagno Ericsson, che è crollato chiudendo la gara addirittura in sesta posizione alle spalle di O’Ward. Subito dietro di lui Josef Newgarden, autore di una gara in rimonta dopo la deludente qualifica di ieri, dopo la quale è stato costretto a scattare dal fondo.

Top ten anche per entrambi i piloti del team Coyne, con Romain Grosjean ottavo al rientro e Dennis Hauger decimo al debutto nella serie. Una prestazione che non ha confermato l’ottima qualifica, ma che sicuramente rende merito alla prestazione del campione in carica della Indy NXT.

Tra i due si è inserito Rinus Veekay, mentre appena fuori dalla top ten hanno concluso i due piloti Meyer Shank, con Marcus Armstrong davanti a Felix Rosenqvist. Tredicesimo David Malukas, che ha dovuto ricostruire completamente la sua corsa dopo aver distrutto la gomma anteriore sinistra mentre era in sesta posizione. Una prestazione comunque positiva al debutto con il team Penske.

Per quanto riguarda gli altri rookie in gara, oltre ad Hauger, Caio Collet ha terminato la gara in diciassettesima posizione, mentre Mick Schumacher ha percorso soltanto poche curve prima di essere coinvolto in un incidente con Santino Ferrucci e Sting Ray Robb, quest’ultimo autore di una manovra discutibile.

Non è andata bene nemmeno a Scott Dixon, che ha perso una gomma per errato montaggio durante un pit-stop. Debutto deludente con Andretti per Will Power, che dopo un lungo è finito contro le barriere rompendo la sospensione posteriore destra. L’australiano è riuscito poi a ripartire con molti giri di ritardo dopo le riparazioni, cercando di accumulare chilometri al volante della sua nuova monoposto.

Domenica 1 marzo 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 100 giri
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) – Penske - 12”4948
3 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 12.9154
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 25”2738
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 26”0754
6 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 26”2563
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 26”4219
8 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 28”0389
9 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 28”7151
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 29”8722
11 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”4683
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”8105
13 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 33”7756
14 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 38”0390
15 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 38”9093
16 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 49”6127
17 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”977
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’03”134
19 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’03”191
20 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1 giro
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 7 giri
22 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 45 giri

Ritirati
40° giro - Scott Dixon
1° giro - Santino Ferrucci
1° giro - Mick Schumacher

La classifica
1.Palou 54; 2.McLaughlin 41; 3.Lundgaard 36; 4.Kirkwood 32; 5.O'Ward 30; 6.Ericsson 29; 7.Newgarden 27; 8.Grosjean 24; 9.Veekay 22; 10.Hauger 19.

1 Mar [0:18]

Saint Petersburg, qualifica
McLaughlin torna in pole

Carlo Luciani

Terza pole position sul circuito di Saint Petersburg per Scott McLaughlin, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta lo scorso anno sempre sul circuito cittadino della Florida. Il pilota di casa Penske è riuscito a battere per soli 20 millesimi il portacolori del team Andretti, Marcus Ericsson, a sua volta di 12 millesimi più veloce di un grandissimo Dennis Hauger, terzo al debutto in IndyCar.

Non sono mancati i colpi di scena nel corso della prima qualifica stagionale della più celebre serie a ruote scoperta americana, con diverse esclusioni eccellenti ed anche delle gradite sorprese che si sono affacciate nei piani alti della classifica. Chi si è confermato sempre in lotta per le prime posizioni è invece il quattro volte campione Alex Palou, che domani scatterà dalla seconda fila insieme al rookie Hauger, detentore del titolo Indy NXT.

In Fast Six anche un’altra vettura del team Penske, quella guidata da David Malukas, alla sua prima apparizione sulla Dallara n.12. Incredibile la prestazione di Romain Grosjean, che dopo un anno come pilota di riserva del team Prema è tornato a correre come pilota titolare, conquistando subito un posto tra i migliori sei in qualifica. Grande soddisfazione per il team Coyne, che ha piazzato così entrambe le monoposto tra i primi sei.

Al termine del Q2, è stato invece eliminato Marcus Armstrong, che scatterà dalla quarta fila insieme a Pato O’Ward, migliore degli alfieri della Arrow McLaren. Alle sue spalle invece, ha concluso Louis Foster, rookie dell’anno 2025, seguito da Kyffin Simpson e Felix Rosenqvist. Ultimo degli eliminati del Q2, Christian Lundgaard, con la seconda Dallara del team Arrow McLaren.

Diverse sono state le esclusioni eccellenti già nei gruppi del Q1. Will Power partirà dalla tredicesima posizione dopo esser stato protagonista di un incidente nel corso della seconda sessione di prove. Delusione anche per Kyle Kirkwood, anche lui escluso al termine del primo gruppo del Q1. Fuori in questa fase anche Josef Newgarden, con la terza ed ultima monoposto del team Penske. Lo statunitense ha commesso un errore nel corso del suo ultimo giro lanciato e non ha più avuto possibilità di migliorarsi.

Eliminato in Q1 anche Scott Dixon, insieme agli altri due rookie di questa stagione, Mick Schumacher e Caio Collet. I due sono risultati i penultimi classificati al termine rispettivamente del primo e del secondo gruppo del Q1, pertanto domani prenderanno il via della gara dalle retrovie, avendo però sicuramente la possibilità di risalire la classifica.

Sabato 28 febbraio 2026, qualifica

1 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”5426 - Fast Six
2 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’00”5621 - F6
3 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”5743 - F6
4 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’00”6842 - F6
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”7638 - F6
6 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”3462 - F6

7 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”7820 - Q2
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”8863 - Q2
9 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’00”9472 - Q2
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’00”9811 - Q2
11 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”9840 - Q2
12 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”9842 - Q2

13 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”1936 - Q1 Gruppo 1
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”1835 - Q1 Gruppo 2
15 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”2308 - Q1 G1
16 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’01”2109 - Q1 G2
17 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”2630 - Q1 G1
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”2257 - Q1 G2
19 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3719 - Q1 G1
20 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3666 - Q1 G2
21 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”3983 - Q1 G1
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’01”4498 - Q1 G2
23 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’01”4174 - Q1 G1
24 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”5719 - Q1 G2
25 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”6031 - Q1 G2

26 Feb [20:15]

Si riparte da Saint Petersburg
Tutti a caccia di Palou

Carlo Luciani

Dopo gli open test sull’ovale di Phoenix, la IndyCar è pronta a tornare ufficialmente in pista questo fine settimana sul cittadino di Saint Petersburg, che, come ormai da tradizione, aprirà anche la stagione 2026. Tra novità e assenze, la serie americana riparte con Alex Palou chiamato ancora una volta a difendere il titolo e ad inseguire un possibile quinto successo, che arricchirebbe ulteriormente il suo già prestigioso palmarès.

Di certo non mancano i nomi che potranno dare fastidio al quattro volte campione spagnolo, ma oltre a chi vorrà dare la caccia al titolo ci sarà anche chi cercherà di stupire, in particolar modo i tre rookie al via di questo campionato. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come si presenteranno i team al via di questa nuova stagione, a partire da AJ Foyt, che oltre al confermato Santino Ferrucci sulla Dallara n.14 vedrà debuttare Caio Collet sulla n.4 lasciata libera da David Malukas.

Il brasiliano arriva in IndyCar in qualità di vicecampione della Indy NXT, dove lo scorso anno ha conquistato 3 vittorie. La squadra texana vanta inoltre una partnership tecnica con Penske e già in passato ha dimostrato di poter sorprendere, ed i due podi ottenuti da Ferrucci lo scorso anno ne sono una testimonianza.

Proseguendo in ordine alfabetico, troviamo subito un team dalle grandi ambizioni, che risponde al nome di Andretti. Orfana di Colton Herta, che ha abbracciato la causa Cadillac migrando in Formula 2 con l’obiettivo di fare subito il salto in Formula 1, la squadra si è rinforzata accogliendo Will Power, che dopo ben 17 stagioni con Penske ha deciso di cambiare casacca.

Ad affiancare l’esperto pilota australiano ci saranno i confermati Marcus Ericsson e Kyle Kirkwood, quest’ultimo in grado di mettere pressione a Palou lo scorso anno, salvo poi perdersi per strada. Per questo motivo la voglia di riscatto è alta e sicuramente il suo è uno dei nomi da tenere d’occhio per la lotta al vertice.



Chi punta a giocarsi il titolo è sicuramente Arrow McLaren. Lo scorso anno Pato O’Ward è riuscito a conquistare il secondo posto in classifica alle spalle di Palou, per cui l’obiettivo di questa stagione non può essere altro che migliorarsi. Squadra invariata dal punto di vista dei piloti, con Christian Lundgaard e Nolan Siegel ad affiancare il messicano. Chi dovrà confermarsi al vertice è invece il team di Chip Ganassi, con una line-up composta da Scott Dixon e Kyffin Simpson, oltre che dal campione Palou.



Ambizioni sicuramente più basse per il team di Dale Coyne, che potrà contare però su una coppia di piloti del tutto nuova formata da Romain Grosjean e Dennis Hauger. Per il francese si tratta di un ritorno in qualità di pilota titolare dopo l’esperienza come pilota di riserva con Prema nel 2025. Il norvegese è invece il campione in carica della Indy NXT e sta rilanciando la propria carriera oltreoceano dopo la deludente parentesi in Formula 2. Il campione 2021 della Formula 3 sarà sicuramente uno dei piloti da osservare con attenzione e non è escluso un suo passaggio già nel 2027 in Andretti, con cui Coyne ha stretto una partnership tecnica.

Coppia di piloti confermata invece per quanto riguarda il team di Ed Carpenter, con Alexander Rossi insieme a Christian Rasmussen, vincitore a Milwaukee lo scorso anno. Vedremo se la compagine che ha sede a Indianapolis riuscirà togliersi qualche soddisfazione anche quest’anno dopo aver concluso al top gli open test di Phoenix con Rossi. Novità in casa Juncos Hollinger, che ha ingaggiato Rinus Veekay, affiancato al confermato Sting Ray Robb, con la speranza di migliorare le posizioni in classifica del 2025.

Nessun cambio di piloti in casa Meyer Shank, con Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist che cercheranno nuovamente di confermarsi tra i primi dieci. La novità forse più attesa del 2026 è invece in casa Rahal Letterman Lanigan, che ha ingaggiato Mick Schumacher per questa stagione. Il pilota tedesco ha davanti a sé una sfida importante, ma ha sicuramente le carte in tavola per crescere velocemente nonostante l’inesperienza nella serie, in particolar modo sugli ovali.



Ultimo ma non ultimo il team Penske, che dopo un 2025 a dir poco complicato ha voglia di ripartire col piede giusto. Dopo aver salutato Will Power, per affiancare Josef Newgarden e Scott McLaughlin è stato scelto David Malukas, che in passato ha già dimostrato di avere del potenziale e dovrà dimostrarlo quest’anno in forza ad un top team. Spicca inoltre l’assenza di Prema, la cui situazione dopo l’addio della famiglia Rosin rimane incerta. Sicuramente non sarà in pista a Saint Petersburg, ma non è escluso che possa rientrare più in là nel corso dell’anno.



Ma le novità non riguardano soltanto i piloti. Stando a quanto riportato dalla testata americana “Racer”, i team saranno tenuti a utilizzare le mescole “alternate” (quelle più morbide) fornite da Firestone due volte durante ogni gara su circuito cittadino, mentre le “primary” (dure) potranno essere utilizzate una sola volta, con utilizzo minimo di ogni treno di 2 giri.

Cambiamenti anche per quanto riguarda il format delle prove libere: ogni sessione si dividerà in 40 minuti collettivi, seguiti da 2 turni da 12 minuti divisi in gruppi. Il warm-up passa invece da 25 a 30 minuti. Infine, anche una novità tecnica per quanto riguarda il pacchetto aerodinamico a basso carico: la IndyCar ha sviluppato dei nuovi flap posizionati a ridosso delle ruote posteriori, che si apriranno in alcune situazioni particolari (come i testacoda) in cui si potrebbe generare portanza e la monoposto potrebbe staccarsi da terra.

A partire da Saint Petersburg, ci attende quindi un’altra stagione intensa già a partire dal mese di marzo, con ben 4 gare in programma ed un totale di 18 appuntamenti, incluso quello di Washington, sul quale permangono però ancora alcune incertezze.

19 Feb [10:39]

Test a Phoenix
Rossi chiude al top

Carlo Luciani

Dopo i test collettivi della scorsa settimana a Sebring, la IndyCar si è spostata a Phoenix, teatro degli open test in vista della prossima stagione che scatterà tra poco più di una settimana con il GP di Saint Petersburg. Sull’ovale dell’Arizona, che tornerà ad ospitare una gara della serie americana dopo ben otto anni, a svettare al termine dei due giorni di prove è stato Alexander Rossi, che ha completato il suo giro più veloce con una velocità media di 174.542 mph (280,898 km/h).

Nella giornata di martedì, che ha visto piloti e team scendere in pista per un’unica lunga sessione senza pause, è stato David Malukas a issarsi al comando, segnando il giro più veloce con una media di 172.605 mph (277,781 km/h). Il nuovo pilota della Chevrolet n.12 del Team Penske sarà sicuramente uno degli osservati speciali di questo campionato, avendo finalmente la possibilità di competere con una delle squadre di riferimento della categoria.

Alle sue spalle si è piazzato il compagno di squadra Josef Newgarden, completando un 1-2 per la compagine di Penske. Nel resto della top-5 si sono messi in evidenza anche piloti esperti come Will Power, nuovo acquisto del team Andretti, e Alex Palou, chiamato a confermarsi ancora una volta come l’avversario da battere.

Nella seconda e ultima giornata di test è invece emerso un nome diverso: Alexander Rossi. Il pilota del team Carpenter si è imposto nella classifica combinata delle sessioni mattutina e pomeridiana. Alle sue spalle ancora Josef Newgarden, seguito dal campione in carica Alex Palou. Bene anche l’altro pilota del team Carpenter, Christian Rasmussen, in una giornata che ha visto i tempi abbassarsi sensibilmente rispetto alla prima.

Qualche difficoltà in più per i rookie di questa stagione, Caio Collet, Dennis Hauger e Mick Schumacher, che hanno concluso le sessioni nella seconda metà della classifica. Presenti in pista tutti i 25 piloti confermati per la stagione 2026, incluso il neoacquisto del team Coyne Romain Grosjean, ufficializzato proprio nei giorni scorsi.

Con i test ormai alle spalle, l’attenzione si sposta ora definitivamente sul GP di Saint Petersburg che aprirà la stagione il 1° marzo. Dopo appena una settimana si tornerà già in pista a Phoenix per il primo ovale dell’anno, dando il via a un mese di marzo particolarmente intenso, con quattro gare in programma.

Martedì 17 febbraio 2026, giorno 1

1 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.605 mph (277,781 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.021
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 171.706
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 171.423
5 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 171.357
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.919
7 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.489
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 170.433
9 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 170.181
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.911
11 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.880
12 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 169.845
13 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 169.742
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.507
15 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.452
16 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 169.405
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 169.259
18 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 168.955
19 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.579
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 167.983
21 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 167.454
22 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 165.217
23 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 164.006
24 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 163.228
25 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 162.474

Mercoledì 18 febbraio 2026, giorno 2 (classifica combinata)

1 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 174.542 mph (280,898 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 174.362
3 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 174.220
4 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 173.924
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 173.759
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 173.706
7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 173.660
8 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 173.188
9 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 173.114
10 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 172.940
11 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 172.794
12 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.425
13 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.984
14 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 171.888
15 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 171.804
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.705
17 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 171.632
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.096
19 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 170.988
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 170.928
21 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 170.309
22 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 170.095
23 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 169.996
24 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 169.792
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.520

11 Feb [16:49]

Test collettivi a Sebring
Prime indicazioni in vista di Phoenix

Carlo Luciani

Si è chiusa in Florida la prima vera fase di preparazione della stagione 2026 della IndyCar. I due giorni di test collettivi disputati sul circuito di Sebring hanno rappresentato il primo banco di prova, seppur non ufficiale, per la maggior parte di team e piloti che affronteranno la prossima stagione. Prime indicazioni, dunque, in vista dell’open test ufficiale di Phoenix della prossima settimana e soprattutto della prima gara di Saint Petersburg.

Anche se formalmente non si è trattato di un test ufficiale, la presenza di quasi tutte le squadre ha trasformato Sebring in una sorta di prova generale. Nel corso della mattinata di lunedì, il più veloce è risultato Alex Palou, che al volante della sua Dallara del team Ganassi, si è posto subito come primo riferimento.

Nel pomeriggio, invece, è stato Marcus Armstrong a salire in cima alla classifica dei tempi. Il neozelandese ha chiuso in 52”847, risultando più lento del 52”626 stampato in mattinata da Palou. Assente il team Prema, ancora in attesa di capire se sarà in pista il prossimo 1° marzo a Saint Petersburg. Presente invece Romain Grosjean, pilota di riserva della squadra italiana lo scorso anno, tornato ora in azione con il team Coyne, con il quale dovrebbe correre come pilota titolare nel 2026, pur non essendo stato ancora annunciato ufficialmente.

La giornata di martedì ha visto ancora Armstrong protagonista nella sessione mattutina, confermando la buona prestazione della prima giornata grazie ad un tempo di 52”372, tempo più veloce di tutti i turni disputati. Nel pomeriggio a chiudere i due giorni in testa ci ha pensato Kyle Kirkwood, autore del miglior riferimento pomeridiano e secondo assoluto alle spalle di Armstrong in 52”479.

Presente in pista anche Mick Schumacher, all’inizio di questa nuova avventura americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing. Il tedesco, che affronterà la sua prima stagione completa nella serie, la scorsa settimana ha anche completato i suoi primissimi giri su un tracciato ovale ad Homestead, alle porte di Miami, dichiarandosi molto soddisfatto di questa prima esperienza e trovando subito la giusta fiducia. Da segnalare anche la presenza di Hunter McElrea con il team Carpenter, pur non essendo un pilota ufficiale della squadra.

Archiviata la due giorni di Sebring, l’attenzione si sposta ora su Phoenix, dove si svolgeranno i primi ed unici test ufficiali della stagione 2026 il 17 ed il 18 febbraio. In Arizona si avranno sicuramente maggiori informazioni per andare a delineare i veri valori in campo. In Florida sono arrivati soltanto i primi segnali, ma le risposte, come sempre, arriveranno già nella prima gara stagionale a Saint Petersburg.

Lunedì 9 febbraio 2026, mattina

1 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”626
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”650
3 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”756
4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”846
5 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”918
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”018
7 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 53”165
8 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”325
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”442
10 - Caio Collet Malukas (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”656
11 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”798
12 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 54”269

Lunedì 9 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”847
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”039
3 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”050
4 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”135
5 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”167
6 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”172
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”210
8 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”337
9 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 53”337
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”413
11 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”769

Martedì 10 febbraio 2026, mattina

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”372
2 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 52”514
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 52”611
4 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”636
5 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”715
6 - Hunter McElrea (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 52”729
7 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”085
8 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”177
9 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”226
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”228
11 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”286
12 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”509

Martedì 10 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”479
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”702
3 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 52”823
4 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”845
5 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”874
6 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”891
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”018
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”036
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”167
10 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”220
11 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”430
12 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”519

31 Gen [9:31]

Nasce la Freedom 250
Washington entra nel calendario 2026

Carlo Luciani

Il calendario 2026 della IndyCar, già diramato lo scorso mese di settembre, si arricchisce di un altro evento ambizioso quanto simbolico. Per celebrare i 250 anni di indipendenza americana, è stata infatti annunciata una gara dal titolo "Freedom 250", che si terrà il prossimo 23 agosto sulle strade della capitale Washington D.C..

La denominazione è un chiaro riferimento all’importante ricorrenza storica, che almeno per il momento non lascia invece intendere un richiamo diretto anche alla distanza percorsa (in miglia). L’annuncio della "Freedom 250 Grand Prix of Washington D.C." è stato ufficializzato attraverso un ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald J. Trump, intitolato "Celebrating American Greatness with American Motor Racing". Un provvedimento decisamente insolito per un atto presidenziale, che inserisce ufficialmente la gara nel programma delle celebrazioni federali legate all’anniversario dell’indipendenza.

Per ora solo un grande annuncio in stile americano, ma poco o nulla sui contenuti. Mancano infatti ancora conferme sul layout: si parla genericamente di Washington, ma non è stato ancora reso noto il tracciato, né se sarà un vero e proprio circuito cittadino, né se verrà utilizzata un’area semi-permanente. Ciò che è noto, al momento, è che il circuito dovrebbe svilupparsi in prossimità del National Mall e dei principali monumenti della capitale.

Con l’inserimento della Freedom 250, saranno dunque 18 gli appuntamenti stagionali della IndyCar nel 2026, con un finale di stagione particolarmente intenso. Il mese di agosto inizierà con il round di Portland il giorno 9, per poi proseguire senza pause fino al gran finale di Laguna Seca, in programma il 6 settembre. Un totale di cinque weekend consecutivi in pista e sei gare complessive, considerando anche il doppio appuntamento di Milwaukee; un tour de force che metterà a dura prova team e piloti nella lotta per il titolo.

Il calendario aggiornato della IndyCar 2026

1° marzo - Streets of St. Petersburg
7 marzo - Phoenix Raceway
15 marzo - Streets of Arlington
29 marzo - Barber Motorsports Park
19 aprile - Streets of Long Beach
9 maggio - Indianapolis Motor Speedway Road Course
24 maggio - The 110th Indianapolis 500
31 maggio - Streets of Detroit
7 giugno - World Wide Technology Raceway
21 giugno - Road America
5 luglio - Mid-Ohio Sports Car Course
19 luglio - Nashville Superspeedway, Sunday
9 agosto - Portland International Raceway
16 agosto - Streets of Markham
23 agosto - Freedom 250 Grand Prix of Washington, D.C
29 agosto - Milwaukee Mile Gara 1
30 agosto - Milwaukee Mile Gara 2
6 settembre - WeatherTech Raceway Laguna Seca

25 Gen [11:18]

Alla McLaren il primo round
Palou condannato a pagare 12 milioni

Alfredo Filippone

Si è concluso con un verdetto favorevole alla McLaren quello che presubilmente è solo il primo round della vertenza legale che oppone la scuderia inglese ad Alex Palou. Il processo di primo grado in un tribunale londinese si è risolto in favore della Arrow McLaren (la filiale americana di Woking) che aveva fatto causa al pilota spagnolo per rottura unilaterale di contratto e chiesto 19,7 milioni di dollari di danni. La sentenza di sabato gliene concede poco più della metà, 12,2.

Come si ricorderà, la vertenza risale a fine 2022 quando Palou (che aveva ottenuto il suo primo titolo Indycar nel 2021 col Chip Ganassi Racing) aveva rotto il contratto da poco firmato con la McLaren, adducendo che la scuderia non gli aveva offerto alcuno sbocco o prospettiva per correre in F.1, come stipulato nell’accordo. Il contemporaneo arrivo in McLaren di Oscar Piastri (causando un’altra disputa giudiziaria, fra l’australiano e l’Alpine che lo aveva sotto contratto...) aveva precipitato le cose, convincendo Palou a tornare con Ganassi, e fermando di fatto la causa che la scuderia americana gli aveva intentato per il passaggio in McLaren.

Dal punto di vista sportivo, le cose si sono dipanate alla meglio per Palou, andato a vincere tre altri titoli Indycar e la 500 Miglia con Ganassi, pur a costo di dover affrontare l’inevitabile causa lanciata da Arrow McLaren. In realtà, l’Alta Corte di Londra presieduta dal giudice Simon Picken, ha emesso un verdetto più articolato, dando per buone molte delle ragioni addotte da Palou, ma riconoscendo i danni finanziari (per mancate sponsorizzazioni e premi sportivi) subiti dalla McLaren, e quantificandoli appunto in 12,2 milioni di dollari.

La sentenza è stata accolta favorevolmente dalla McLaren. “Siamo ovviamente soddisfatti che l’Alta corte abbia riconosciuto gli ingenti danni finanziari e gli inconvenienti subiti”, ha dichiarato il CEO Zak Brown. Dal canto suo, Palou ritiene che ‘’il tribunale abbia smontato completeamente le accuse rivoltemi” pur ammettendo la sua “delusione” per l’entità del risarcimento. Il pilota catalano ha affermato anche che “troppo denaro e troppo tempo sono stati dedicati a questa vicenda”, ma non ha ancora chiarito se andrà in appello.

10 Dic [17:25]

La FIA modifica la Superlicenza
Più punti per arrivare in F1

Carlo Luciani

Nel corso della giornata odierna si è tenuta a Tashkent, in Uzbekistan, l’ultima riunione dell’anno del Consiglio Mondiale del Motorsport della FIA. Numerosi i temi affrontati durante l’incontro, al quale ha partecipato anche il presidente Mohammed Ben Sulayem. Tra gli argomenti più rilevanti figura la revisione del sistema di punteggio valido per ottenere la Superlicenza, con modifiche specifiche dedicate alla IndyCar.

Il nuovo schema interviene in modo significativo sulle posizioni comprese tra il terzo e il nono posto in campionato, aumentando i punti assegnati rispetto al precedente regolamento. Rimangono invariati i valori destinati ai primi due classificati: 40 punti al campione e 30 al vicecampione. La prima modifica riguarda il terzo classificato, che ora riceverà 25 punti invece dei 20 precedenti. Ancora più evidente la variazione per il quarto posto, che passa da 10 a 20 punti, raddoppiando il proprio valore.

A salire sono anche i punteggi delle posizioni successive: il quinto posto guadagnerà 15 punti invece di 8, il sesto 10 punti al posto dei 6 precedenti. La settima posizione passa da 4 a 8 punti, mentre l’ottava ne assegnerà 6, tre in più rispetto alla normativa precedente. Infine, il nono posto assegnerà 3 punti, uno in più rispetto al passato.

Questa revisione rappresenta un chiaro riconoscimento da parte della FIA verso la competitività della categoria americana. Con il nuovo sistema, la IndyCar si avvicina ulteriormente alla Formula 2, la serie che tradizionalmente attribuisce il maggior numero di punti per l’accesso alla massima categoria. Una mossa che mira a riequilibrare il peso dei diversi campionati nel percorso che conduce alla Formula 1.

Pensando alle implicazioni pratiche del nuovo sistema, torna subito alla mente la recente vicenda che ha coinvolto Colton Herta. Il pilota americano, desideroso di ottenere la Superlicenza per approdare in F1, ha scelto di lasciare la IndyCar per trasferirsi in Formula 2 con il team Hitech. Con la vecchia attribuzione di punteggi sarebbe stato costretto a chiudere la prossima stagione IndyCar almeno al sesto posto, mentre con le nuove regole gli sarebbe bastato un ottavo posto, lo stesso traguardo minimo richiesto nel campionato cadetto. Un dettaglio che fa riflettere e che porta a chiedersi se proprio questo episodio abbia contribuito a stimolare un intervento sul regolamento.


24 Nov [21:06]

Arriva Mick Schumacher
Ufficiale l’accordo con RLL

Carlo Luciani

Aveva già fatto parlare di sé negli ultimi mesi, quando lo scorso settembre ha effettuato il suo primo test al volante di una monoposto IndyCar. Ora è arrivato l’annuncio ufficiale: Mick Schumacher sarà al via della stagione 2026 della serie americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing.

Si tratta di un colpo di mercato eccezionale per il campionato, che porta nella categoria un altro ex pilota di Formula 1, per di più con un cognome prestigioso che garantirà ulteriore visibilità alla serie. Dal canto suo, il pilota tedesco avrà finalmente la possibilità di tornare alle ruote scoperte dopo la parentesi appena conclusa nel WEC con Alpine.

Schumacher non ha mai nascosto il proprio interesse nei confronti della IndyCar, soprattutto dopo il test effettuato con il team RLL lo scorso 13 ottobre. In quell’occasione l’ex pilota Haas, campione della Formula 2 2020, ha girato sul circuito stradale di Indianapolis, senza dunque provare la configurazione ovale. Nonostante ciò, aveva già dichiarato di volere affrontare un campionato completo.

L’ufficialità di oggi conferma questa intenzione: Schumacher affronterà infatti anche gli ovali, inclusa l’iconica 500 Miglia di Indianapolis, oltre alle altre cinque gare previste su tracciati non cittadini o stradali. Una scelta importante, che presumibilmente richiederà nei prossimi mesi almeno una giornata di test dedicati, vista la sua totale inesperienza su questa tipologia di piste.

Per quanto riguarda l’accordo con RLL, al momento si sa che gareggerà con il numero 47 e prenderà il posto di Devlin DeFrancesco, appiedato dalla squadra dopo aver concluso l’ultima stagione soltanto al penultimo posto in classifica. Una decisione in qualche modo già preannunciata; resta invece da capire chi occuperà il sedile della Dallara n. 18 del team Dale Coyne.

6 Nov [19:41]

Collet promosso dalla Indy NXT
Sarà al via con il team Foyt

Carlo Luciani

Proseguono gli annunci in vista della prossima stagione della IndyCar, che sarà caratterizzata da diverse novità per quanto riguarda i piloti al via. Tra queste anche il fresco ingaggio di Caio Collet da parte del team Foyt, che ha così completato la propria line-up per il 2026. Il brasiliano correrà al fianco del confermato Santino Ferrucci, andando così a sostituire David Malukas sulla Dallara n.4.

Collet, classe 2002, quest’anno ha preso parte per il secondo anno consecutivo al campionato Indy NXT, concluso al secondo posto grazie ad un percorso di costante crescita. Sono state infatti tre le vittorie ottenute nel 2025, di cui due ottenute a Laguna Seca, dove ha dominato il weekend, oltre a quella conquistata a Road America.

La sua carriera americana è iniziata meno di due anni fa, con il debutto in Indy NXT nel 2024, sempre con il team HMD, risultando anche il rookie of the year. Prima di allora, il nativo di San Paolo ha disputato tre stagioni in Formula 3, ottenendo come miglior risultato un ottavo posto finale nel 2022 con il team MP, arrivato grazie anche a due vittorie nelle Sprint Race di Budapest e Zandvoort.

Adesso per Collet si apre un nuovo capitolo in un campionato che da sempre ha visto protagonisti i colori brasiliani (Helio Castroneves, Emerson Fittipaldi, Gil de Ferran, Tony Kanaan, Cristiano da Matta). Il suo approdo nel team Foyt rappresenta uno degli ultimi annunci di mercato della prossima stagione della IndyCar, in attesa di capire chi sarà al volante della Dallara n.18 del team Coyne.

Il debutto sulla nuova monoposto è già avvenuto poco più di un mese fa in un test a Mid-Ohio, dove il brasiliano ha completato 95 giri, dichiarandosi soddisfatto della vettura. Due settimane più tardi Collet è poi tornato in azione anche ad Indianapolis in un’altra giornata di prove, che ha visto protagonista anche Mick Schumacher.

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