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15 Mar [20:08]

Arlington - Gara
Vittoria e leadership per Kirkwood

Carlo Luciani

Successo in gara e primato in campionato per Kyle Kirkwood, che ha trionfato nella prima edizione del GP di Arlington, terza prova stagionale della IndyCar. Sul nuovissimo tracciato cittadino texano, il pilota della Florida si è imposto sul campione in carica Alex Palou, che si è dovuto accontentare della piazza d’onore dopo aver guidato a lungo la corsa.

Nonostante la partenza dalla settima posizione, il portacolori del team Andretti ha condotto una gara solida, che grazie alla velocità e alla strategia ha saputo indirizzare a suo favore. Uno dei momenti cruciali è stato un overcut per superare il proprio compagno di squadra Scott Dixon, riuscito grazie anche ad una sbavatura da parte di quest’ultimo.

Nell’ultimo stint, poi, il pilota della Dallara n.27 ha avuto il giusto ritmo per andare a prendere il leader della gara Palou, che è stato infilato in staccata all’ultima curva a 16 giri dalla bandiera a scacchi. Lo spagnolo non ha opposto resistenza all’attacco, evitando così un possibile contatto che avrebbe compromesso la un’altra gara dopo il ritiro maturato a Phoenix.

Il quattro volte campione di categoria non ha comunque avuto possibilità di risposta, perdendo a poco a poco terreno, fino al momento della caution a 4 giri dal termine causata dal ritiro di Christian Rasmussen. La corsa, fino a quel momento lineare, è ripartita per un solo ultimo giro, che è stato però completato ancora una volta con le bandiere gialle esposte a causa di un contatto tra Nolan Siegel e Romain Grosjean.

Giornata grandiosa per il team Andretti, che oltre ad aver vinto con Kirkwood è salito sul podio anche con Will Power. Bella prestazione da parte del pilota australiano, che questo fine settimana ha dimostrato di aver trovato la giusta confidenza al volante della sua nuova monoposto, cogliendo così il primo podio con i colori della sua nuova squadra.

Subito alle sue spalle il poleman Marcus Ericsson, sicuramente il meno contento dei tre piloti Andretti. Il danese ha condotto la gara fino al momento della sua prima sosta, durante la quale ha perso la testa della corsa in favore di Palou per via di un problema all’anteriore destra. Unico neo della giornata del team Andretti sono stati proprio i pit stop, con alcune difficoltà che si sono ripetute anche successivamente non solo con Ericsson.

Quinto Pato O’Ward con la prima monoposto del team McLaren, seguito dalla prima Dallara Penske guidata da David Malukas. Subito dietro l’altra “papaya” di Christian Lundgaard, autore di un’ottima rimonta nonostante una gara priva di interruzioni, se non nelle battute finali. Ottavo Scott Dixon, davanti ad Alexander Rossi e Marcus Armstron a chiudere le prime dieci posizioni.

Di poco fuori dalla top ten Scott McLaughlin, scattato dal fondo dopo l’incidente rimediato nel Q1 di ieri. Il neozelandese ha preceduto Caio Collet, dodicesimo al traguardo e soprattutto miglior rookie di giornata. Il brasiliano è risalito bene nel finale di gare ed avrebbe potuto anche fare meglio senza l’interruzione degli ultimi giri. Gli altri debuttanti al via, Dennis Hauger e Mick Schumacher, hanno chiuso invece rispettivamente sedicesimo e ventiduesimo. Il tedesco è stato anche protagonista di un contatto con Josef Newgarden, in seguito al quale è finito in testacoda prima di riprendere la corsa.

Domenica 15 marzo 2026, gara

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 70 giri
2 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 0”3140
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 3”5855
4 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 4”9128
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 5”9336
6 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 7”4478
7 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 8”7501
8 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 9”8315
9 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 10”7076
10 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 12”4888
11 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 13”8893
12 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 14”7435
13 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 16”2034
14 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 16”8679
15 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 18”7540
16 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 21”2934
17 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 22”2893
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 24”7337
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 27”6294
20 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 33”6046
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1 giro
22 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro

Ritirati
69° giro - Romain Grosjean
69° giro - Nolan Siegel
67° giro - Christian Rasmussen

Il campionato
1.Kirkwood 126; 2.Palou 100; 3.Newgarden, O’Ward 93; 5.McLaughlin 85; 6.Malukas 84; 7.Lundgaard 80; 8.Ericsson 77; 9.Armstrong 70; 10.Rossi 64.
14 Mar [21:40]

Arlington, qualifica
Prima pole per Ericsson

Carlo Luciani

Dopo tre anni di assenza, la IndyCar è tornata finalmente in Texas con il nuovissimo appuntamento di Arlington. Sul circuito cittadino che si snoda intorno all’AT&T Stadium, ci ha pensato Marcus Ericsson a siglare la pole position, la prima nel corso della sua carriera oltreoceano all’ottava stagione nella categoria. Un giro praticamente inattaccabile per gli avversari, concluso con il tempo di 1’34” 3562, quasi mezzo secondo più veloce del secondo classificato Alex Palou.

Un tracciato spettacolare quanto insidioso, dove è stata modificata la modalità della Fast Six, l’ultima sessione di qualifica che assegna la pole position. I piloti, infatti, sono scesi singolarmente in pista per un unico giro lanciato ed il primo a completarlo è stato proprio il poleman. Una prestazione davvero sbalorditiva quella dello svedese, che dopo una stagione avara di soddisfazioni lo scorso anno, sembra finalmente aver intrapreso la giusta strada con il team Andretti.

Ci ha provato il quattro volte campione Palou a togliergli il primato, ma lo spagnolo alla fine ha pagato un distacco di oltre 4 decimi di secondo. Dopo il ritiro maturato a Phoenix la scorsa settimana, il detentore del titolo si è comunque ripreso e domani cercherà sicuramente di ripetersi o addirittura migliorarsi andando a vincere la seconda gara dell’anno dopo quella inaugurale di Saint Petersburg.

Bene anche Pato O’Ward, terzo ma vicinissimo a Palou con un tempo di 1’34”8453. Il messicano è stato anche l’unico dei piloti McLaren ad agguantare la Fast Six, mentre i suoi compagni di squadra si sono fermati soltanto al Q1 e per questo dovranno cercare di risollevarsi in gara scattando dalle retrovie. In seconda fila con il vicecampione in carica ci sarà Will Power, alla sua miglior qualifica con la Dallara n.26 del team Andretti.

La terza fila sarà invece occupata interamente dal team Meyer Shank. Felix Rosenqvist ha battuto il proprio compagno di squadra Marcus Armstrong chiudendo quinto, ma ancora una volta entrambi hanno dimostrato di poter giocare un ruolo da protagonisti al volante delle monoposto che vantano peraltro una partnership tecnica con il team Ganassi.

Poco fuori dalla Fast Six la terza vettura Andretti guidata da Kyle Kirkwood, settimo. Il pilota americano è stato estromesso dai migliori sei proprio a causa del proprio compagno di squadra Ericsson, che poi si è andato a prendere anche la pole position. Rimane però una giornata molto positiva per la squadra, che ha piazzato tutte le proprie monoposto nelle posizioni di rilievo, facendo ben sperare in vista della gara.

Giornata più difficile per il team Penske, che ha piazzato il suo miglior pilota soltanto in nona posizione (David Malukas). Undicesimo il vincitore dell’ultimo appuntamento Josef Newgarden, finito a muro nel corso del secondo turno di prove in precedenza. Scatterà dal fondo Scott McLaughlin, che ha commesso un errore già nel corso del Q1, terminando il turno contro le barriere e provocando anche una bandiera rossa.

Quanto ai rookie, Caio Collet partirà in sedicesima posizione, mentre Mick Schumacher sarà proprio al suo fianco. Poco più arretrato Dennis Hauger, che prenderà il via della corsa dalla decima fila, subito alle loro spalle.

Sabato 14 marzo 2026, qualifica

1 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’34”3562 - Fast Six
2 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’34”8180 - F6
3 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’34”8453 - F6
4 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’35”0856 - F6
5 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’35”1607 - F6
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’35”6012 - F6

7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’33”8868 - Q2
8 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’34”1440 - Q2
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’34”2456 - Q2
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’34”3040 - Q2
11 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’34”3957 - Q2
12 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’34”4898 - Q2

13 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’34”6639 - Q1 Gruppo 1
14 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’34”7931 - Q1 Gruppo 2
15 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’34”7199 - Q1 G1
16 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’35”0300 - Q1 G2
17 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’34”8391 - Q1 G1
18 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’35”0760 - Q1 G2
19 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’34”8731 - Q1 G1
20 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’35”1306 - Q1 G2
21 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’34”9196 - Q1 G1
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’35”2288 - Q1 G2
23 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’36”1786 - Q1 G1
24 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’35”3159 - Q1 G2
25 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’35”6580 - Q1 G2

7 Mar [23:26]

Phoenix - Gara
Successo Penske con Newgarden

Carlo Luciani

Ritorno a dir poco scoppiettante quello della IndyCar a Phoenix, dove al termine dei 250 giri di gara ad avere la meglio è stato Josef Newgarden. Il pilota americano, scattato dalla prima fila, è tornato così al successo dopo aver conquistato la vittoria nell’ultimo appuntamento stagionale del 2025 a Nashville, sempre su un circuito ovale.

Non è stata una corsa facile quella del pilota del team Penske, che dopo aver perso diverse posizioni in seguito ad una caution, ha sfruttato invece al meglio quella causata successivamente da Will Power per effettuare una sosta fondamentale che gli ha permesso di portarsi al comando a suon di sorpassi nel finale, andando a concludere quello decisivo ai danni di Kyle Kirkwood a 7 giri dalla fine.

Il pilota del team Andretti si è dovuto così accontentare del secondo posto in classifica, mentre alle sue spalle ha chiuso il poleman David Malukas. Anche il lituano, come il suo compagno di squadra, aveva perso terreno in seguito ad una neutralizzazione, ma a differenza sua è rimasto fuori, riuscendo comunque e difendersi e centrando il suo primo podio al volante della Dallara del team Penske.

Giù dal podio invece Pato O’Ward, che, come Newgarden, ha effettuato un’ulteriore sosta durante l’ultima caution, ma non è riuscito a sfruttare al meglio il vantaggio di gomma. Marcus Armstrong ha tagliato il traguardo in quinta posizione, seguito da Alexander Rossi e Scott Dixon. Il portacolori del team di Chip Ganassi era riuscito, ad un certo punto, a rientrare nella lotta per la vittoria, ma in seguito la battaglia ha visto protagonisti altri piloti.

Tra questi anche Christian Rasmussen e Will Power, quest’ultimo ritrovatosi al comando grazie ad un undercut dopo esser scattato dal fondo. Tra i due si è accesa poi un’aspra lotta per la vittoria, con il neozelandese deciso a tenersi la posizione. Come risultato, i due sono entrati in leggero contatto ed il pilota Andretti ha subito una foratura che lo ha estromesso dalla lotta.

Non è andata meglio nemmeno al pilota del team Carpenter, che ha impattato contro il muro, riuscendo però a proseguire la corsa. In seguito, il danese è stato protagonista di un altro contatto con le barriere mentre era in battaglia con Kirkwood. Da questo momento in poi la sua gara è stata compromessa, scivolando fino al quattordicesimo posto finale.

Tra i primi dieci è rientrata anche la terza monoposto del team Penske, quella guidata da Scott McLaughlin, ottavo davanti a Graham Rahal e Kyffin Simpson. Chi è mancato all’appello è stato invece il campione in carica Alex Palou, che dopo un grande inizio ha terminato la propria corsa con un ritiro. L’episodio che ha provocato ciò è avvenuto al ventiduesimo passaggio, quando lo spagnolo ha stretto Rinus Veekay contro le barriere ed ha avuto la peggio.

Ritirato anche Romain Grosjean, la cui gara a dire il vero non è mai cominciata, dovendo rientrare subito ai box per problemi tecnici. Dopo il quarto posto ottenuto in qualifica ieri, Mick Schumacher non è riuscito a replicare la prestazione anche in gara, perdendo subito terreno nei confronti degli avversari e passando sotto la bandiera a scacchi diciottesimo.

Sabato 7 marzo 2026, gara


1 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 250 giri
2 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1”7937
3 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 2”8412
4 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 3”9318
5 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 6”4815
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 7”2911
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 8”1647
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 9”8786
9 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 10”4690
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 12”1306
11 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 16”8360
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 17”2139
13 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 17”6584
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 18”2862
15 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 18”9740
16 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1 giro
17 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1 giro
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro
19 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1 giro
20 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 2 giri
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 3 giri
22 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 4 giri

Ritirati
141° giro - Louis Foster
22° giro - Alex Palou
1° giro - Romain Grosjean

La classifica
1.Newgarden 78; 2.Kirkwood 73; 3.McLaughlin 66; 4.O'Ward 63; 5.Palou 59; 6.Malukas 56; 7.Lundgaard 65; 8.Armstrong 50; 9.Ericsson 43; 10.Rossi 42.
6 Mar [21:16]

Phoenix, qualifica
Prima pole in carriera per Malukas

Carlo Luciani

Dopo meno di una settimana dal round inaugurale di Saint Petersburg, la IndyCar è tornata subito in pista sul circuito di Phoenix, primo ovale di questa stagione. Il tracciato situato in Arizona, dopo aver ospitato gli open test, è tornato ufficialmente in calendario a distanza di 8 anni dall’ultima volta. Ad avere la meglio in qualifica è stato David Malukas, che ha conquistato così la sua prima pole in carriera nella serie americana.

Il neo-pilota Penske ha avuto la meglio nei due giri lanciati che hanno decretato la griglia di partenza della gara di domani, che si svolgerà sulla distanza di 250 miglia. A condividere la prima fila con lui ci sarà il suo compagno di squadra Josef Newgarden, che ha chiuso i suoi due giri di qualifica con una media di 175.548 mph, poco più lento dei 175.383 del poleman.

Il lituano si è così rifatto in seguito alla gara di St. Pete, durante la quale ha dovuto risalire la classifica a causa di un problema ad uno pneumatico che ha compromesso la sua prestazione. Domani per lui ci sarà una grande opportunità di lottare per le prime posizioni, strategia permettendo.

Se la prima fila è stata occupata completamente dal team Penske, la seconda è stata conquistata integralmente dal team Rahal Letterman Lanigan. Graham Rahal si è infatti posizionato alle spalle dei due alfieri del team Penske, mentre il suo compagno di squadra Mick Schumacher ha conquistato il quarto posto.

Il pilota tedesco, scattato per primo nel corso della sessione, ha subito stampato un ottimo riferimento, difficilmente replicabile da parte degli avversari, se non per i tre piloti che gli hanno messo le ruote davanti. Alla sua prima qualifica su un circuito ovale, il figlio d’arte ha dimostrato un buon adattamento, mettendosi alle spalle piloti assai più qualificati, a partire da Scott McLaughlin, quinto.

Il neozelandese, grazie ai suoi due giri cronometrati, è riuscito a piazzare le tre monoposto del team Penske in top-five. La squadra proprietaria della serie, dopo un buon avvio di stagione, vorrà dimostrare di essere tornata competitiva con tutti i suoi piloti, e per questo nessuno dei tre è da escludere nella lotta per la vittoria in gara.

Sesto Alexander Rossi, seguito dalla prima delle vetture del team Arrow McLaren, quella guidata da Pato O’Ward. Il messicano è stato il più veloce della sua squadra, mettendosi alle spalle Rinus Veekay ed il suo compagno di squadra Nolan Siegel. In top-ten anche il campione in carica Alex Palou, fresco vincitore del primo appuntamento stagionale in Florida. Da segnalare anche il difficile turno di Will Power, finito a muro durante il suo primo giro lanciato. Il portacolori del team Andretti sarà costretto a scattare dal fondo, in una corsa che si preannuncia impegnativa fin dalla partenza.

Venerdi 6 marzo 2026, qualifica

1 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 175.383 mph (282,251 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 174.548
3 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 173.993
4 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 173.667
5 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 173.448
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 173.389
7 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 173.344
8 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 173.248
9 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 172.995
10 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 172.980
11 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 172.878
12 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 172.536
13 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 172.434
14 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 172.364
15 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 172.074
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.827
17 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 171.566
18 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 171.540
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 171.439
20 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 170.773
21 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 170.577
22 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 169.818
23 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 167.647
24 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - s.t.
25 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - s.t.

La classifica
1.Palou 53; 2.McLaughlin 42; 3.Lundgaard 36; 4.Kirkwood 32; 5.O'Ward 30; 6.Ericsson 29; 7.Newgarden 27; 8.Grosjean 24; 9.Veekay 22; 10.Hauger 19.

1 Mar [21:19]

Saint Petersburg - Gara
Si riparte nel segno di Palou

Carlo Luciani

Niente di nuovo nella prima gara stagionale della IndyCar, andata in scena sul tracciato cittadino di Saint Petersburg. A trionfare è stato infatti Alex Palou, che è andato a vincere beffando i suoi avversari ritardando la prima sosta. Una mossa perfetta a cui il team Ganassi ci aveva già abituato, con lo spagnolo che, dopo il primo cambio gomme, ha praticamente dominato la scena andando a vincere con oltre 12 secondi di vantaggio su Scott McLaughlin.

Nulla da fare per il neozelandese, che anche quest’anno, dopo aver conquistato la pole position nel round inaugurale, non è riuscito a replicarsi in gara. Il pilota del team Penske ha dovuto anche faticare per mantenere la piazza d’onore, superando prima Marcus Ericsson, che lo aveva passato dopo la prima sosta, e poi difendendosi dal ritorno di Christian Lundgaard, terzo classificato alle spalle del poleman.

Il danese, che per buona parte della gara era rimasto dietro al compagno Pato O’Ward, ha sfruttato una disattenzione del messicano per mettergli le ruote davanti, riuscendo poi addirittura a risalire fino all’ultimo gradino del podio al volante della sua Dallara del team McLaren. Buona anche la prestazione di Kyle Kirkwood, che con una grande strategia del team Andretti si è portato in lotta per il podio, cedendo il passo agli avversari soltanto nel finale, tagliando il traguardo in quarta posizione.

Meno bene invece il suo compagno Ericsson, che è crollato chiudendo la gara addirittura in sesta posizione alle spalle di O’Ward. Subito dietro di lui Josef Newgarden, autore di una gara in rimonta dopo la deludente qualifica di ieri, dopo la quale è stato costretto a scattare dal fondo.

Top ten anche per entrambi i piloti del team Coyne, con Romain Grosjean ottavo al rientro e Dennis Hauger decimo al debutto nella serie. Una prestazione che non ha confermato l’ottima qualifica, ma che sicuramente rende merito alla prestazione del campione in carica della Indy NXT.

Tra i due si è inserito Rinus Veekay, mentre appena fuori dalla top ten hanno concluso i due piloti Meyer Shank, con Marcus Armstrong davanti a Felix Rosenqvist. Tredicesimo David Malukas, che ha dovuto ricostruire completamente la sua corsa dopo aver distrutto la gomma anteriore sinistra mentre era in sesta posizione. Una prestazione comunque positiva al debutto con il team Penske.

Per quanto riguarda gli altri rookie in gara, oltre ad Hauger, Caio Collet ha terminato la gara in diciassettesima posizione, mentre Mick Schumacher ha percorso soltanto poche curve prima di essere coinvolto in un incidente con Santino Ferrucci e Sting Ray Robb, quest’ultimo autore di una manovra discutibile.

Non è andata bene nemmeno a Scott Dixon, che ha perso una gomma per errato montaggio durante un pit-stop. Debutto deludente con Andretti per Will Power, che dopo un lungo è finito contro le barriere rompendo la sospensione posteriore destra. L’australiano è riuscito poi a ripartire con molti giri di ritardo dopo le riparazioni, cercando di accumulare chilometri al volante della sua nuova monoposto.

Domenica 1 marzo 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 100 giri
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 12”4948
3 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 12.9154
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 25”2738
5 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 26”0754
6 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 26”2563
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 26”4219
8 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 28”0389
9 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 28”7151
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 29”8722
11 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”4683
12 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 30”8105
13 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 33”7756
14 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 38”0390
15 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 38”9093
16 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 49”6127
17 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”977
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’03”134
19 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’03”191
20 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1 giro
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 7 giri
22 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 45 giri

Ritirati
40° giro - Scott Dixon
1° giro - Santino Ferrucci
1° giro - Mick Schumacher

La classifica
1.Palou 53; 2.McLaughlin 42; 3.Lundgaard 36; 4.Kirkwood 32; 5.O'Ward 30; 6.Ericsson 29; 7.Newgarden 27; 8.Grosjean 24; 9.Veekay 22; 10.Hauger 19.
1 Mar [0:18]

Saint Petersburg, qualifica
McLaughlin torna in pole

Carlo Luciani

Terza pole position sul circuito di Saint Petersburg per Scott McLaughlin, la seconda consecutiva dopo quella ottenuta lo scorso anno sempre sul circuito cittadino della Florida. Il pilota di casa Penske è riuscito a battere per soli 20 millesimi il portacolori del team Andretti, Marcus Ericsson, a sua volta di 12 millesimi più veloce di un grandissimo Dennis Hauger, terzo al debutto in IndyCar.

Non sono mancati i colpi di scena nel corso della prima qualifica stagionale della più celebre serie a ruote scoperta americana, con diverse esclusioni eccellenti ed anche delle gradite sorprese che si sono affacciate nei piani alti della classifica. Chi si è confermato sempre in lotta per le prime posizioni è invece il quattro volte campione Alex Palou, che domani scatterà dalla seconda fila insieme al rookie Hauger, detentore del titolo Indy NXT.

In Fast Six anche un’altra vettura del team Penske, quella guidata da David Malukas, alla sua prima apparizione sulla Dallara n.12. Incredibile la prestazione di Romain Grosjean, che dopo un anno come pilota di riserva del team Prema è tornato a correre come pilota titolare, conquistando subito un posto tra i migliori sei in qualifica. Grande soddisfazione per il team Coyne, che ha piazzato così entrambe le monoposto tra i primi sei.

Al termine del Q2, è stato invece eliminato Marcus Armstrong, che scatterà dalla quarta fila insieme a Pato O’Ward, migliore degli alfieri della Arrow McLaren. Alle sue spalle invece, ha concluso Louis Foster, rookie dell’anno 2025, seguito da Kyffin Simpson e Felix Rosenqvist. Ultimo degli eliminati del Q2, Christian Lundgaard, con la seconda Dallara del team Arrow McLaren.

Diverse sono state le esclusioni eccellenti già nei gruppi del Q1. Will Power partirà dalla tredicesima posizione dopo esser stato protagonista di un incidente nel corso della seconda sessione di prove. Delusione anche per Kyle Kirkwood, anche lui escluso al termine del primo gruppo del Q1. Fuori in questa fase anche Josef Newgarden, con la terza ed ultima monoposto del team Penske. Lo statunitense ha commesso un errore nel corso del suo ultimo giro lanciato e non ha più avuto possibilità di migliorarsi.

Eliminato in Q1 anche Scott Dixon, insieme agli altri due rookie di questa stagione, Mick Schumacher e Caio Collet. I due sono risultati i penultimi classificati al termine rispettivamente del primo e del secondo gruppo del Q1, pertanto domani prenderanno il via della gara dalle retrovie, avendo però sicuramente la possibilità di risalire la classifica.

Sabato 28 febbraio 2026, qualifica

1 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”5426 - Fast Six
2 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’00”5621 - F6
3 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”5743 - F6
4 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 1’00”6842 - F6
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’00”7638 - F6
6 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’00”3462 - F6

7 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”7820 - Q2
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”8863 - Q2
9 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’00”9472 - Q2
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’00”9811 - Q2
11 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’00”9840 - Q2
12 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’00”9842 - Q2

13 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”1936 - Q1 Gruppo 1
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”1835 - Q1 Gruppo 2
15 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”2308 - Q1 G1
16 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’01”2109 - Q1 G2
17 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”2630 - Q1 G1
18 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”2257 - Q1 G2
19 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3719 - Q1 G1
20 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’01”3666 - Q1 G2
21 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’01”3983 - Q1 G1
22 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’01”4498 - Q1 G2
23 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’01”4174 - Q1 G1
24 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’01”5719 - Q1 G2
25 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’01”6031 - Q1 G2
26 Feb [20:15]

Si riparte da Saint Petersburg
Tutti a caccia di Palou

Carlo Luciani

Dopo gli open test sull’ovale di Phoenix, la IndyCar è pronta a tornare ufficialmente in pista questo fine settimana sul cittadino di Saint Petersburg, che, come ormai da tradizione, aprirà anche la stagione 2026. Tra novità e assenze, la serie americana riparte con Alex Palou chiamato ancora una volta a difendere il titolo e ad inseguire un possibile quinto successo, che arricchirebbe ulteriormente il suo già prestigioso palmarès.

Di certo non mancano i nomi che potranno dare fastidio al quattro volte campione spagnolo, ma oltre a chi vorrà dare la caccia al titolo ci sarà anche chi cercherà di stupire, in particolar modo i tre rookie al via di questo campionato. Ma andiamo a vedere nel dettaglio come si presenteranno i team al via di questa nuova stagione, a partire da AJ Foyt, che oltre al confermato Santino Ferrucci sulla Dallara n.14 vedrà debuttare Caio Collet sulla n.4 lasciata libera da David Malukas.

Il brasiliano arriva in IndyCar in qualità di vicecampione della Indy NXT, dove lo scorso anno ha conquistato 3 vittorie. La squadra texana vanta inoltre una partnership tecnica con Penske e già in passato ha dimostrato di poter sorprendere, ed i due podi ottenuti da Ferrucci lo scorso anno ne sono una testimonianza.

Proseguendo in ordine alfabetico, troviamo subito un team dalle grandi ambizioni, che risponde al nome di Andretti. Orfana di Colton Herta, che ha abbracciato la causa Cadillac migrando in Formula 2 con l’obiettivo di fare subito il salto in Formula 1, la squadra si è rinforzata accogliendo Will Power, che dopo ben 17 stagioni con Penske ha deciso di cambiare casacca.

Ad affiancare l’esperto pilota australiano ci saranno i confermati Marcus Ericsson e Kyle Kirkwood, quest’ultimo in grado di mettere pressione a Palou lo scorso anno, salvo poi perdersi per strada. Per questo motivo la voglia di riscatto è alta e sicuramente il suo è uno dei nomi da tenere d’occhio per la lotta al vertice.



Chi punta a giocarsi il titolo è sicuramente Arrow McLaren. Lo scorso anno Pato O’Ward è riuscito a conquistare il secondo posto in classifica alle spalle di Palou, per cui l’obiettivo di questa stagione non può essere altro che migliorarsi. Squadra invariata dal punto di vista dei piloti, con Christian Lundgaard e Nolan Siegel ad affiancare il messicano. Chi dovrà confermarsi al vertice è invece il team di Chip Ganassi, con una line-up composta da Scott Dixon e Kyffin Simpson, oltre che dal campione Palou.



Ambizioni sicuramente più basse per il team di Dale Coyne, che potrà contare però su una coppia di piloti del tutto nuova formata da Romain Grosjean e Dennis Hauger. Per il francese si tratta di un ritorno in qualità di pilota titolare dopo l’esperienza come pilota di riserva con Prema nel 2025. Il norvegese è invece il campione in carica della Indy NXT e sta rilanciando la propria carriera oltreoceano dopo la deludente parentesi in Formula 2. Il campione 2021 della Formula 3 sarà sicuramente uno dei piloti da osservare con attenzione e non è escluso un suo passaggio già nel 2027 in Andretti, con cui Coyne ha stretto una partnership tecnica.

Coppia di piloti confermata invece per quanto riguarda il team di Ed Carpenter, con Alexander Rossi insieme a Christian Rasmussen, vincitore a Milwaukee lo scorso anno. Vedremo se la compagine che ha sede a Indianapolis riuscirà togliersi qualche soddisfazione anche quest’anno dopo aver concluso al top gli open test di Phoenix con Rossi. Novità in casa Juncos Hollinger, che ha ingaggiato Rinus Veekay, affiancato al confermato Sting Ray Robb, con la speranza di migliorare le posizioni in classifica del 2025.

Nessun cambio di piloti in casa Meyer Shank, con Marcus Armstrong e Felix Rosenqvist che cercheranno nuovamente di confermarsi tra i primi dieci. La novità forse più attesa del 2026 è invece in casa Rahal Letterman Lanigan, che ha ingaggiato Mick Schumacher per questa stagione. Il pilota tedesco ha davanti a sé una sfida importante, ma ha sicuramente le carte in tavola per crescere velocemente nonostante l’inesperienza nella serie, in particolar modo sugli ovali.



Ultimo ma non ultimo il team Penske, che dopo un 2025 a dir poco complicato ha voglia di ripartire col piede giusto. Dopo aver salutato Will Power, per affiancare Josef Newgarden e Scott McLaughlin è stato scelto David Malukas, che in passato ha già dimostrato di avere del potenziale e dovrà dimostrarlo quest’anno in forza ad un top team. Spicca inoltre l’assenza di Prema, la cui situazione dopo l’addio della famiglia Rosin rimane incerta. Sicuramente non sarà in pista a Saint Petersburg, ma non è escluso che possa rientrare più in là nel corso dell’anno.



Ma le novità non riguardano soltanto i piloti. Stando a quanto riportato dalla testata americana “Racer”, i team saranno tenuti a utilizzare le mescole “alternate” (quelle più morbide) fornite da Firestone due volte durante ogni gara su circuito cittadino, mentre le “primary” (dure) potranno essere utilizzate una sola volta, con utilizzo minimo di ogni treno di 2 giri.

Cambiamenti anche per quanto riguarda il format delle prove libere: ogni sessione si dividerà in 40 minuti collettivi, seguiti da 2 turni da 12 minuti divisi in gruppi. Il warm-up passa invece da 25 a 30 minuti. Infine, anche una novità tecnica per quanto riguarda il pacchetto aerodinamico a basso carico: la IndyCar ha sviluppato dei nuovi flap posizionati a ridosso delle ruote posteriori, che si apriranno in alcune situazioni particolari (come i testacoda) in cui si potrebbe generare portanza e la monoposto potrebbe staccarsi da terra.

A partire da Saint Petersburg, ci attende quindi un’altra stagione intensa già a partire dal mese di marzo, con ben 4 gare in programma ed un totale di 18 appuntamenti, incluso quello di Washington, sul quale permangono però ancora alcune incertezze.
19 Feb [10:39]

Test a Phoenix
Rossi chiude al top

Carlo Luciani

Dopo i test collettivi della scorsa settimana a Sebring, la IndyCar si è spostata a Phoenix, teatro degli open test in vista della prossima stagione che scatterà tra poco più di una settimana con il GP di Saint Petersburg. Sull’ovale dell’Arizona, che tornerà ad ospitare una gara della serie americana dopo ben otto anni, a svettare al termine dei due giorni di prove è stato Alexander Rossi, che ha completato il suo giro più veloce con una velocità media di 174.542 mph (280,898 km/h).

Nella giornata di martedì, che ha visto piloti e team scendere in pista per un’unica lunga sessione senza pause, è stato David Malukas a issarsi al comando, segnando il giro più veloce con una media di 172.605 mph (277,781 km/h). Il nuovo pilota della Chevrolet n.12 del Team Penske sarà sicuramente uno degli osservati speciali di questo campionato, avendo finalmente la possibilità di competere con una delle squadre di riferimento della categoria.

Alle sue spalle si è piazzato il compagno di squadra Josef Newgarden, completando un 1-2 per la compagine di Penske. Nel resto della top-5 si sono messi in evidenza anche piloti esperti come Will Power, nuovo acquisto del team Andretti, e Alex Palou, chiamato a confermarsi ancora una volta come l’avversario da battere.

Nella seconda e ultima giornata di test è invece emerso un nome diverso: Alexander Rossi. Il pilota del team Carpenter si è imposto nella classifica combinata delle sessioni mattutina e pomeridiana. Alle sue spalle ancora Josef Newgarden, seguito dal campione in carica Alex Palou. Bene anche l’altro pilota del team Carpenter, Christian Rasmussen, in una giornata che ha visto i tempi abbassarsi sensibilmente rispetto alla prima.

Qualche difficoltà in più per i rookie di questa stagione, Caio Collet, Dennis Hauger e Mick Schumacher, che hanno concluso le sessioni nella seconda metà della classifica. Presenti in pista tutti i 25 piloti confermati per la stagione 2026, incluso il neoacquisto del team Coyne Romain Grosjean, ufficializzato proprio nei giorni scorsi.

Con i test ormai alle spalle, l’attenzione si sposta ora definitivamente sul GP di Saint Petersburg che aprirà la stagione il 1° marzo. Dopo appena una settimana si tornerà già in pista a Phoenix per il primo ovale dell’anno, dando il via a un mese di marzo particolarmente intenso, con quattro gare in programma.

Martedì 17 febbraio 2026, giorno 1

1 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.605 mph (277,781 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.021
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 171.706
4 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 171.423
5 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 171.357
6 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.919
7 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 170.489
8 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 170.433
9 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 170.181
10 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.911
11 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.880
12 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 169.845
13 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 169.742
14 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 169.507
15 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 169.452
16 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 169.405
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 169.259
18 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 168.955
19 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.579
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 167.983
21 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 167.454
22 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 165.217
23 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 164.006
24 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 163.228
25 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 162.474

Mercoledì 18 febbraio 2026, giorno 2 (classifica combinata)

1 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 174.542 mph (280,898 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 174.362
3 - Alex Palou (Dallara-Honda - Ganassi - 174.220
4 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 173.924
5 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 173.759
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 173.706
7 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 173.660
8 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 173.188
9 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 173.114
10 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 172.940
11 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 172.794
12 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 172.425
13 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.984
14 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 171.888
15 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 171.804
16 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.705
17 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 171.632
18 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 171.096
19 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 170.988
20 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 170.928
21 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 170.309
22 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 170.095
23 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 169.996
24 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 169.792
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 168.520
11 Feb [16:49]

Test collettivi a Sebring
Prime indicazioni in vista di Phoenix

Carlo Luciani

Si è chiusa in Florida la prima vera fase di preparazione della stagione 2026 della IndyCar. I due giorni di test collettivi disputati sul circuito di Sebring hanno rappresentato il primo banco di prova, seppur non ufficiale, per la maggior parte di team e piloti che affronteranno la prossima stagione. Prime indicazioni, dunque, in vista dell’open test ufficiale di Phoenix della prossima settimana e soprattutto della prima gara di Saint Petersburg.

Anche se formalmente non si è trattato di un test ufficiale, la presenza di quasi tutte le squadre ha trasformato Sebring in una sorta di prova generale. Nel corso della mattinata di lunedì, il più veloce è risultato Alex Palou, che al volante della sua Dallara del team Ganassi, si è posto subito come primo riferimento.

Nel pomeriggio, invece, è stato Marcus Armstrong a salire in cima alla classifica dei tempi. Il neozelandese ha chiuso in 52”847, risultando più lento del 52”626 stampato in mattinata da Palou. Assente il team Prema, ancora in attesa di capire se sarà in pista il prossimo 1° marzo a Saint Petersburg. Presente invece Romain Grosjean, pilota di riserva della squadra italiana lo scorso anno, tornato ora in azione con il team Coyne, con il quale dovrebbe correre come pilota titolare nel 2026, pur non essendo stato ancora annunciato ufficialmente.

La giornata di martedì ha visto ancora Armstrong protagonista nella sessione mattutina, confermando la buona prestazione della prima giornata grazie ad un tempo di 52”372, tempo più veloce di tutti i turni disputati. Nel pomeriggio a chiudere i due giorni in testa ci ha pensato Kyle Kirkwood, autore del miglior riferimento pomeridiano e secondo assoluto alle spalle di Armstrong in 52”479.

Presente in pista anche Mick Schumacher, all’inizio di questa nuova avventura americana con il team Rahal Letterman Lanigan Racing. Il tedesco, che affronterà la sua prima stagione completa nella serie, la scorsa settimana ha anche completato i suoi primissimi giri su un tracciato ovale ad Homestead, alle porte di Miami, dichiarandosi molto soddisfatto di questa prima esperienza e trovando subito la giusta fiducia. Da segnalare anche la presenza di Hunter McElrea con il team Carpenter, pur non essendo un pilota ufficiale della squadra.

Archiviata la due giorni di Sebring, l’attenzione si sposta ora su Phoenix, dove si svolgeranno i primi ed unici test ufficiali della stagione 2026 il 17 ed il 18 febbraio. In Arizona si avranno sicuramente maggiori informazioni per andare a delineare i veri valori in campo. In Florida sono arrivati soltanto i primi segnali, ma le risposte, come sempre, arriveranno già nella prima gara stagionale a Saint Petersburg.

Lunedì 9 febbraio 2026, mattina

1 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”626
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”650
3 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”756
4 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”846
5 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”918
6 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”018
7 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 53”165
8 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”325
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”442
10 - Caio Collet Malukas (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”656
11 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”798
12 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 54”269

Lunedì 9 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”847
2 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”039
3 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”050
4 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”135
5 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”167
6 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”172
7 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”210
8 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 53”337
9 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 53”337
10 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”413
11 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”769

Martedì 10 febbraio 2026, mattina

1 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”372
2 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 52”514
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 52”611
4 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 52”636
5 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”715
6 - Hunter McElrea (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 52”729
7 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”085
8 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”177
9 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 53”226
10 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 53”228
11 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”286
12 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 53”509

Martedì 10 febbraio 2026, pomeriggio

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 52”479
2 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 52”702
3 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 52”823
4 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 52”845
5 - Alex Palou (Dallara-Chevrolet) - Ganassi - 52”874
6 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 52”891
7 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”018
8 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 53”036
9 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 53”167
10 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 53”220
11 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”430
12 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 53”519
31 Gen [9:31]

Nasce la Freedom 250
Washington entra nel calendario 2026

Carlo Luciani

Il calendario 2026 della IndyCar, già diramato lo scorso mese di settembre, si arricchisce di un altro evento ambizioso quanto simbolico. Per celebrare i 250 anni di indipendenza americana, è stata infatti annunciata una gara dal titolo "Freedom 250", che si terrà il prossimo 23 agosto sulle strade della capitale Washington D.C..

La denominazione è un chiaro riferimento all’importante ricorrenza storica, che almeno per il momento non lascia invece intendere un richiamo diretto anche alla distanza percorsa (in miglia). L’annuncio della "Freedom 250 Grand Prix of Washington D.C." è stato ufficializzato attraverso un ordine esecutivo firmato dal presidente americano Donald J. Trump, intitolato "Celebrating American Greatness with American Motor Racing". Un provvedimento decisamente insolito per un atto presidenziale, che inserisce ufficialmente la gara nel programma delle celebrazioni federali legate all’anniversario dell’indipendenza.

Per ora solo un grande annuncio in stile americano, ma poco o nulla sui contenuti. Mancano infatti ancora conferme sul layout: si parla genericamente di Washington, ma non è stato ancora reso noto il tracciato, né se sarà un vero e proprio circuito cittadino, né se verrà utilizzata un’area semi-permanente. Ciò che è noto, al momento, è che il circuito dovrebbe svilupparsi in prossimità del National Mall e dei principali monumenti della capitale.

Con l’inserimento della Freedom 250, saranno dunque 18 gli appuntamenti stagionali della IndyCar nel 2026, con un finale di stagione particolarmente intenso. Il mese di agosto inizierà con il round di Portland il giorno 9, per poi proseguire senza pause fino al gran finale di Laguna Seca, in programma il 6 settembre. Un totale di cinque weekend consecutivi in pista e sei gare complessive, considerando anche il doppio appuntamento di Milwaukee; un tour de force che metterà a dura prova team e piloti nella lotta per il titolo.

Il calendario aggiornato della IndyCar 2026

1° marzo - Streets of St. Petersburg
7 marzo - Phoenix Raceway
15 marzo - Streets of Arlington
29 marzo - Barber Motorsports Park
19 aprile - Streets of Long Beach
9 maggio - Indianapolis Motor Speedway Road Course
24 maggio - The 110th Indianapolis 500
31 maggio - Streets of Detroit
7 giugno - World Wide Technology Raceway
21 giugno - Road America
5 luglio - Mid-Ohio Sports Car Course
19 luglio - Nashville Superspeedway, Sunday
9 agosto - Portland International Raceway
16 agosto - Streets of Markham
23 agosto - Freedom 250 Grand Prix of Washington, D.C
29 agosto - Milwaukee Mile Gara 1
30 agosto - Milwaukee Mile Gara 2
6 settembre - WeatherTech Raceway Laguna Seca
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