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28 Lug [20:04]

La nuova Dallara IR-28 è realtà
Svelata la IndyCar del futuro

Carlo Luciani

Dopo l'annuncio arrivato lo
scorso anno, la IndyCar ha finalmente svelato le forme della Dallara IR-28, la nuova monoposto che debutterà nel campionato a partire dalla stagione 2028. Si apre così una nuova era per la serie americana, che dopo sedici anni saluterà l'attuale telaio DW12, introdotto nel 2012 e protagonista di una longeva carriera. La nuova vettura è stata progettata con l'obiettivo di migliorare spettacolo, sicurezza e prestazioni, mantenendo però le caratteristiche che hanno reso unica la categoria nel corso degli anni.

Dal punto di vista tecnico, la IR-28 sarà più leggera dell'attuale monoposto e presenterà un'aerodinamica completamente rivista. Il nuovo telaio nasce infatti attorno all'Aeroscreen e al sistema ibrido, elementi già presenti ma adesso integrati fin dalle prime fasi del progetto, permettendo una distribuzione delle masse più efficace e una riduzione delle turbolenze aerodinamiche. L'obiettivo dichiarato è quello di favorire gare ancora più combattute, con maggiori possibilità di sorpasso sia sugli ovali sia sui circuiti cittadini e permanenti.



Novità anche sul fronte della sicurezza. La struttura del telaio è stata ulteriormente rinforzata per aumentare la protezione del pilota in caso di impatto, mentre numerosi componenti sono stati riprogettati per migliorare l'affidabilità e semplificare la manutenzione da parte delle squadre. Anche il design è stato completamente aggiornato, con linee più moderne e aggressive che rappresentano sicuramente un’evoluzione stilistica.

La nuova Dallara continuerà ad essere equipaggiata da propulsori Chevrolet e Honda, sviluppati attorno alla nuova piattaforma tecnica che accompagnerà il debutto della IR-28. L'intero progetto è stato realizzato in stretta collaborazione tra IndyCar, Dallara, i due costruttori motoristici e Firestone, con l'intento di offrire una vettura capace di migliorare le prestazioni senza però rinunciare al contenimento dei costi per i team.

Grande entusiasmo anche tra i piloti, che hanno accolto positivamente la presentazione della nuova monoposto. Con la presentazione della IR-28 prende quindi forma il futuro della IndyCar. Un progetto annunciato nel 2025 e ora diventato realtà, destinato a raccogliere l'eredità della DW12 e ad accompagnare la serie americana verso una nuova generazione di monoposto.
20 Lug [23:33]

Nashville - Gara
Palou al quinto timbro stagionale

Carlo Luciani

Finalmente si è rivisto Alex Palou, tornato al successo nell’insolita gara di Nashville della IndyCar, che si è disputata il lunedì in seguito alle condizioni meteorologiche che hanno costretto gli organizzatori a posticipare di un giorno la corsa. Lo spangolo, che mancava l’appuntamento con la vittoria da Detroit, è tornato sul gradino più alto del podio per la quinta volta quest’anno, forse nel momento più importante della stagione.

Con questo trionfo, il quattro volte campione della serie americana ha infatti conquistato punti importanti per allungare sugli inseguitori in campionato, il primo dei quali risponde al nome di David Malukas, staccato di 83 lunghezze rispetto al leader del campionato. Palou ha iniziato a costruire la sua vittoria grazie ad una caution arrivata poco dopo metà gara che gli ha permesso di portarsi al comando.

Il pilota di casa Ganassi, infatti, è rientrato un attimo prima dell’esposizione della bandiera gialla dovuta ad un incidente tra Alexander Rossi e Scott Dixon, con il primo che ha rallentato ed è stato tamponato dal prossimo pilota McLaren. Tutti gli altri hanno dovuto attendere la riapertura della pit road, lasciando così via libera al leader del campionato.

Il secondo momento decisivo per Palou è stato l’ultimo stint, che ha affrontato con gomme dure, fattore che gli ha permesso di difendere al meglio la prima posizione dal ritorno dei piloti del team Penske. Josef Newgarden, scattato dalla prima fila, ha terminato in seconda posizione una corsa che avrebbe sicuramente voluto vincere, visto anche il trionfo dello scorso anno, ultimo appuntamento della stagione 2025.

Sul podio è salito anche David Malukas. Weekend incredibile da parte sua, iniziato con un brutto incidente nel corso delle prove libere ed una penalizzazione per cambio motore non autorizzato che lo hanno costretto a scattare dal fondo. Il pilota lituano-statunitense, ha mostrato un gran ritmo fin dall’inizio, allungando il primo stint mostrando lo stesso passo dei primi.

Il portacolori del team Penske è stato poi penalizzato in occasione di un’altra caution, quando aveva già effettuato il cambio gomme poco prima, dovendo poi ricostruire la propria gara, risalendo la classifica a suon di sorpassi. Appuntamento con la vittoria ancora una volta rimandato per lui, ma rimane comunque una bellissima prestazione da parte sua, considerando come era cominciato il fine settimana.

Alle sue spalle ha chiuso la terza Dallara-Chevy del team Penske, la n.3 guidata da Scott McLaughlin, autore di una grande rimonta nel finale, che lo ha portato fino ai margini del podio. Bene anche Felix Rosenqvist (quinto), anch’egli in rimonta dopo la brutta qualifica di sabato. Sesto posto per Marcus Ericsson, davanti a Pato O’Ward e Mick Schumacher, al suo miglior risultato in IndyCar.

Finalmente una buona prestazione del tedesco, che ha dato conferma di trovarsi a proprio agio sugli ovali nonostante la poca esperienza. In top ten anche Kyffin Simpson e Kyle Kirkwood, rispettivamente nono e decimo. Il pilota del team Andretti, per gran parte del tempo in lotta per le prime posizioni, è stato beffato da una caution arrivata proprio nel momento in cui era entrato ai box.

In totale la gara ha subito tre interruzioni: la prima al diciottesimo giro, quando Caio Collet è finito a muro. La seconda al giro 123, per via del contatto già menzionato tra Rossi e Dixon. L’ultima volta la bandiera gialla è stata esposta invece per un’uscita di pista da parte di Dennis Hauger, che ha fatto riprendere la corsa per gli ultimi 31 scoppiettanti passaggi.

Lunedì 20 luglio 2026, gara

1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 225 giri
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 0”8731
3 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1”2198
4 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 5”4435
5 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 6”0746
6 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 6”9916
7 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 7”9795
8 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 8”7447
9 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 9”3648
10 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 10”1497
11 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 11”1337
12 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 11”7236
13 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 13”0012
14 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 16”6682
15 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 19”0542
16 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 23”8636
17 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1 giro
18 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 6 giri
19 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 15 giri
20 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 15 giri

Ritirati
179° giro - Dennis Hauger
128° giro - Christian Rasmussen
122° giro - Alexander Rossi
105° giro - Marcus Armstrong
18° giro - Caio Collet

Il campionato
1.Palou 457; 2.Malukas 374; 3.Kirkwood 370; 4.Lundgaard 353; 5.O’Ward 336; 6.Newgarden 310; 7.Rosenqvist 296; 8.McLaughlin 295; 9.Ericsson 250; 10.Veekay 237.

18 Lug [23:00]

Nashville, qualifica
Kirkwood batte Newgarden

Carlo Luciani

Kyle Kirkwood ha conquistato la pole position per il dodicesimo appuntamento stagionale della IndyCar in programma sul triovale di Nashville, superando di misura Josef Newgarden in una sessione di qualifica ad alta tensione. Il pilota del team Andretti ha completato le sue due tornate decisive con una media di 196.852 mph (316,802 km/h), un crono sufficiente per avere la meglio sul portacolori del team Penske.
 
Newgarden, autore di un tentativo che lo aveva proiettato temporaneamente al vertice con una media di 196.642 mph, si è dovuto arrendere proprio nel finale di sessione davanti alla risposta del pilota Andretti. La battaglia tra i due si è concentrata soprattutto sul primo dei due giri cronometrati, durante il quale Kirkwood ha costruito il margine decisivo.
 
Ottima prestazione anche da parte di Scott McLaughlin, che ha portato la sua Dallara del team Penske in terza posizione. Il neozelandese ha chiuso con una media di 196.087 mph, precedendo Alex Palou. Il leader del campionato, alfiere del team Ganassi, ha terminato i suoi due passaggi con una velocità media di 196.050 mph, mettendosi alle spalle il proprio compagno di squadra Scott Dixon (195.802 mph).
 
Sesta posizione per Alexander Rossi, del team Carpenter, a precedere il suo compagno di squadra Christian Rasmussen. A completare la top ten ci hanno pensato Marcus Armstrong, Rinus VeeKay e Marcus Ericsson, rispettivamente ottavo, nono e decimo al termine della giornata. Una qualifica che ha visto diverse difficoltà per alcuni protagonisti, in una giornata iniziata con il miglior tempo proprio di Kyle Kirkwood nelle prove libere.

Diverse anche le penalità tecniche: sia Christian Lundgaard che David Malukas hanno infatti ricevuto una sanzione di nove posizioni in griglia per un cambio di motore non autorizzato, effettuato dopo un test al Milwaukee Mile dello scorso 8 luglio. Per Malukas, il weekend è stato particolarmente complesso, essendo stato vittima di un pesante incidente nel corso delle prove libere, che lo ha costretto al ricovero in ospedale per accertamenti, impedendogli di partecipare alla qualifica.

Il team Penske ha preferito non sostituirlo immediatamente, in attesa di aggiornamenti sulle sue condizioni, e la vettura numero 12 non è scesa in pista. Difficoltà anche per Christian Lundgaard, soltanto diciannovesimo in qualifica, che oltre alla penalità subita ha dovuto gestire anche un problema tecnico legato alle luci segnalanti la cambiata sul volante. Giornata amara infine per Graham Rahal, costretto a rimanere ai box a causa di un problema alla pressione del carburante che gli ha impedito di far segnare un tempo valido per qualificarsi.

Sabato 18 luglio 2026, qualifica

1 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 196.852 mph (316,802 km/h)
2 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 196.642
3 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 196.087
4 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 196.050
5 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 195.802
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 195.664
7 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 195.585
8 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 195.578
9 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 195.434
10 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 195.389
11 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 195.332
12 - Pato O'Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 195.154
13 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - McLaren - 194.947
14 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 194.829
15 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 194.827
16 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 194.815
17 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 194.808
18 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 194.355
19 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 194.086
20 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 194.080
21 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 193.396
22 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 192.585
23 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 192.222

Senza tempo
David Malukas
Graham Rahal
7 Lug [10:57]

Arrow McLaren cambia volto
Arrivano Dixon e Rosenqvist
Via Lundgaard e Siegel

Carlo Luciani

A distanza di pochi giorni dalla conferma dell'addio di Scott Dixon dal team Ganassi al termine della stagione 2026, è arrivata anche l'ufficialità della sua prossima destinazione. Dal 2027 il sei volte campione IndyCar vestirà i colori di Arrow McLaren, dove farà squadra con Felix Rosenqvist e Pato O'Ward, andando a formare una delle line-up più sicuramente più interessanti della categoria americana.

Per Dixon si chiuderà così una delle collaborazioni più longeve e vincenti nella storia della IndyCar. Dopo venticinque stagioni trascorse con Ganassi, il neozelandese ha deciso di intraprendere una nuova sfida proprio quando sembrava destinato a concludere la carriera con la squadra che lo ha portato a conquistare sei titoli e decine di successi. Un cambio di casacca che arriva appena un anno dopo la separazione tra Will Power ed il team Penske, segnando la fine di un'altra storica unione del motorsport americano.

Insieme a Dixon arriverà anche Rosenqvist, che farà così ritorno in Arrow McLaren dopo l'esperienza già vissuta con la squadra “papaya” tra il 2021 e il 2023. Lo svedese, protagonista di una stagione di alto livello con Meyer Shank Racing culminata con la vittoria della 500 Miglia di Indianapolis, ha firmato un accordo pluriennale che gli consentirà di riabbracciare così una compagine che già conosce bene.

L'annuncio ha inevitabilmente conseguenze anche sugli attuali piloti della squadra. Se Pato O'Ward resta il punto fermo del progetto, Christian Lundgaard e Nolan Siegel lasceranno Arrow McLaren al termine della stagione. In particolare, il danese è già stato liberato dall'esclusiva contrattuale che lo legava al team per il 2027 e può quindi iniziare a trattare liberamente con altre squadre.

Proprio Lundgaard rappresenta ora uno dei nomi più interessanti del mercato. Reduce da un'ottima stagione e da prestazioni convincenti al volante della McLaren, il vincitore dell’ultimo GP di Road America è destinato ad attirare l'interesse di diverse squadre, con il mercato piloti che potrebbe subire ulteriori scossoni nelle prossime settimane. Discorso diverso invece per Siegel, che non ha mai mostrato particolari acuti nel corso della sua carriera in IndyCar.

Con Dixon e Rosenqvist, Arrow McLaren lancia dunque un messaggio chiaro al campionato: l'obiettivo è costruire una squadra veloce e d’esperienza che possa essere in grado di lottare stabilmente per il titolo e per la vittoria del campionato ed anche della 500 miglia di Indianapolis. Per perseguire questo obiettivo, Ryan Hunter-Reay rimarrà in forza al team in qualità di direttore sportivo e disputerà, per la diciannovesima volta in carriera, la corsa più veloce al mondo.
5 Lug [20:48]

Mid-Ohio - Gara
O’Ward beffa Lundgaard

Carlo Luciani

Prima vittoria stagionale per Pato O’Ward, che finalmente è riuscito a salire sul gradino più alto del podio in questa stagione della IndyCar sul circuito di Mid-Ohio. Il messicano è tornato al successo dopo quasi un anno di digiuno, vincendo la sua prima corsa stagionale in una giornata storica per il team McLaren, che ha conquistato una storica doppietta nella serie americana.

Alla fine il duo “papaya”, dopo l’ottima qualifica di ieri, è riuscito a replicare lo stesso risultato in gara, ma a piloti invertiti. Il momento cruciale si è verificato quasi a metà gara al quarantaduesimo dei novanta giri percorsi, quando O’Ward ha approfittato di una sbavatura di Christian Lundgaard per scavalcarlo.

Nemmeno pochi giri più tardi il danese è riuscito ad approfittare delle gomme più fresche per riportarsi davanti dopo la seconda sosta ai box. I due hanno condotto una gara viaggiando sullo stesso ritmo, ma il piccolo errore è costato caro a Lundgaard, che alla fine si è dovuto accontentare del secondo posto, pur chiudendo a meno di un secondo dal compagno di squadra.

Sul podio è salito anche Kyle Kirkwood, che con questo risultato si è riportato in seconda posizione in campionato, approfittando del fine settimana non brillantissimo da parte del leader del campionato Alex Palou. Lo spagnolo, dopo aver mancato la Fast Six in qualifica, è riuscito a recuperare qualche posizione in gara, limitando i danni grazie ad un quinto posto, che gli consente almeno di ottenere punti importanti in classifica.

Davanti al campione in carica della categoria ha tagliato il traguardo Rinus Veekay, superato da Kirkwood grazie alla velocità degli uomini del team Andretti dopo la terza ed ultima sosta ai box. Nonostante il mancato podio, il pilota olandese ha completato un ottimo weekend a Lexington dopo aver già conquistato un posto nella Fast Six nel corso della qualifica di ieri.

Sesto Will Power, davanti a Christian Rasmussen, passato sotto la bandiera a scacchi davanti a David Malukas. Il lituano-americano, partito dalla seconda fila, ha perso diverse posizioni durante un pit stop lento, concludendo la gara soltanto all’ottavo posto. Il pilota del team Penske ha provato poi a recuperare terreno ma non è stato in grado di attaccare Rasmussen, risultando comunque il miglior pilota della sua squadra.

Nono il suo compagno di squadra Josef Newgarden, davanti a Nolan Siegel, che grazie a questo risultato ha permesso al team Arrow McLaren di piazzare tutte le monoposto in top ten. Da segnalare che la corsa non ha subito nessuna interruzione, con tutti i piloti che hanno completato tutti i novanta giri di gara, eccezion fatta per Dennis Hauger, unico doppiato.

Domenica 5 luglio 2026, gara

1 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 90 giri
2 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 0”9877
3 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 2”2463
4 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 2”7929
5 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 7”5453
6 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 10”9572
7 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 15”8407
8 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 16”5104
9 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 21”0668
10 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 25”6258
11 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 26”6088
12 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 30”7914
13 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 31”3557
14 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 36”3424
15 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 37”0539
16 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 39”8240
17 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 42”7742
18 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 51”1645
19 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 56”6523
20 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’00”4321
21 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’01”0731
22 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’05”2107
23 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’06”4289
24 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’07”4209
25 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1 giro

Il campionato
1.Palou 404; 2.Kirkwood 348; 3.Lundgaard 339; 4.Malukas 338; 5.O’Ward 310; 6.Newgarden 270; 7.Rosenqvist 265; 8.McLaughlin 262; 9.Dixon 224; 10.Ericsson 222.
5 Lug [1:47]

Mid-Ohio, qualifica
Lundgaard davanti a O’Ward

Carlo Luciani

Dopo aver mostrato un ottimo passo già nelle prove libere, il team Arrow McLaren ha confermato la propria superiorità anche in qualifica sul circuito di Mid-Ohio. A conquistare la pole position è stato Christian Lundgaard, autore del miglior giro proprio negli ultimi istanti della Fast Six, con cui ha strappato la prima posizione al compagno di squadra Pato O'Ward, regalando alla squadra “papaya” il monopolio della prima fila domani.

Il pilota danese aveva dimostrato di essere già molto veloce al mattino, quando aveva concluso la seconda sessione di prove davanti a tutti, per poi confermarsi anche in qualifica, condizionata dall’incertezza del meteo. Il turno è stato continuamente posticipato a causa dei fulmini che hanno colpito Lexington, causando un ritardo di oltre due ore rispetto all’orario inizialmente programmato.

Tornando alla classifica, alle spalle delle due Dallara del team McLaren scatterà Will Power, seguito da David Malukas e Christian Rasmussen, mentre a completare la Fast Six ci ha pensato Rinus VeeKay. Situazione di grande equilibrio per quanto riguarda i tempi, con i primi quattro racchiusi in meno di un decimo di secondo. Poco più staccati invece Rasmussen e Veekay, ma un loro piazzamento tra i migliori sei rappresenta già un ottimo risultato.

La vera sorpresa della sessione è stata però l'eliminazione anticipata di Alex Palou. Il leader del campionato, reduce da ben cinque pole position consecutive, ha commesso un errore durante la Fast 12 che gli è costato l'accesso alla fase decisiva della qualifica. Lo spagnolo dovrà così accontentarsi di partire dalla quarta fila in gara, interrompendo una striscia di qualifiche praticamente perfette che durava da quasi due mesi.

Eliminato in Q2 anche Marcus Ericsson, settimo davanti a Palou e Josef Newgarden. Decimo Kyle Kirkwood, seguito da Caio Collet (Dallara-Chevrolet). Il brasiliano si sta confermando costantemente il miglior rookie, visti anche il sedicesimo posto di Mick Schumacher ed il venticinquesimo di Dennis Hauger, quest’ultimo protagonista di un botto nel corso della seconda sessione di prove.

Qualifica complicata anche per alcuni protagonisti del campionato. Scott McLaughlin e Felix Rosenqvist sono rimasti esclusi già nella prima fase a gruppi, mentre Scott Dixon, che dopo venticinque anni lascerà il team Ganassi, non è riuscito ad andare oltre la ventunesima posizione. Da segnalare anche una penalità di sei posizioni al via della gara per Sting Ray Robb per sostituzione del motore non autorizzata (il quinto stagionale).

Sabato 4 luglio 2026, qualifica

1 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’04”8396 - Fast Six
2 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’04”8649 - F6
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’04”8778 - F6
4 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’04”9083 - F6
5 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’05”2169 - F6
6 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’05”4092 - F6

7 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’05”0312 - Q2
8 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’05”0447 - Q2
9 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’05”0533 - Q2
10 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’05”1060 - Q2
11 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’05”1228 - Q2
12 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’05”4947 - Q2

13 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’05”3232 - Q1 Gruppo 1
14 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’05”1620 - Q1 Gruppo 2 *
15 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’05”3344 - Q1 G1
16 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’05”2084 - Q1 G2
17 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’05”4335 - Q1 G1
18 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’05”2188 - Q1 G2
19 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’05”6035 - Q1 G1
20 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’05”2194- Q1 G2
21 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’05”9843 - Q1 G1
22 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’05”2387 - Q1 G2
23 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’07”7353 - Q1 G1
24 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’05”2990 -Q1 G2
25 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’05”9015 - Q1 G2

* 6 posizioni di penalità al via della gara per sostituzione motore non autorizzata
2 Lug [17:41]

Dixon e Ganassi ai saluti
Finisce un’altra collaborazione storica

Carlo Luciani

La notizia che da qualche giorno circolava nel paddock della IndyCar è diventata ufficiale: Scott Dixon lascerà Chip Ganassi Racing al termine della stagione 2026, mettendo fine ad uno dei sodalizi più longevi e vincenti nella storia del motorsport americano. Dopo 25 stagioni insieme, sei titoli IndyCar e 58 delle 59 vittorie conquistate in carriera dal neozelandese, pilota e team si separeranno alla fine del 2026.

La stessa squadra ha confermato la decisione attraverso un comunicato ufficiale, spiegando di aver presentato a Dixon un'offerta pluriennale che gli avrebbe consentito di concludere la propria carriera con il team. Il pilota, però, ha deciso di intraprendere una nuova sfida, una scelta che Ganassi ha dichiarato di rispettare, ringraziandolo per tutto ciò che ha rappresentato nella storia della squadra.

Si chiude così un rapporto iniziato nel 2002 e destinato a entrare negli annali della categoria. In quasi un quarto di secolo Dixon è diventato il volto di Chip Ganassi Racing, conquistando sei campionati, una 500 Miglia di Indianapolis nel 2008 e affermandosi come uno dei più grandi piloti nella storia della IndyCar. Soltanto A. J. Foyt e Mario Andretti hanno ottenuto più vittorie del neozelandese nella categoria.

L'addio di Dixon arriva appena un anno dopo quello di Will Power con il Team Penske, mettendo fine ad un'altra collaborazione storica. Se quella tra l'australiano e Roger Penske sembrava destinata a durare fino al termine della carriera, lo stesso si poteva dire per Dixon e Ganassi. Nel giro di due stagioni, due delle coppie simbolo della IndyCar hanno quindi deciso di voltare pagina.

Dietro questa scelta si muove inevitabilmente anche il mercato piloti. Da giorni le indiscrezioni indicano infatti la Arrow McLaren come destinazione più probabile per Dixon a partire dal 2027, anche se manca ancora un annuncio ufficiale. Parallelamente, Chip Ganassi Racing dovrà valutare il sostituto del sei volte campione.

Prima di pensare al futuro, però, resta un ultimo capitolo da scrivere. Dixon avrà ancora metà stagione per cercare di aggiungere un'altra vittoria e magari salutare la squadra con cui ha costruito la propria leggenda nel migliore dei modi.
21 Giu [22:37]

Elkhart Lake - Gara
Lundgaard da ultimo a primo

Carlo Luciani

Gara a dir poco incredibile quella andata in scena ad Elkhart Lake, in Wisconsin, dove a vincere il GP Road America della IndyCar è stato Christian Lundgaard. Il pilota danese, soltanto tredicesimo in qualifica, ha vinto la sua seconda corsa stagionale in seguito ad un contatto al via che lo ha fatto retrocedere in fondo al gruppo, sfruttando al meglio le varie caution che si sono registrate durante i cinquantacinque giri.

Dopo l'ultima sequenza di soste, Marcus Armstrong si è ritrovato al comando davanti a David Malukas, mentre Lundgaard, in rimonta, si è portato in seconda posizione. A sette giri dal termine il pilota del team McLaren ha infatti superato l’avversario del team Penske, prima di dare la caccia al leader della corsa.

Il momento decisivo è arrivato a quattro tornate dalla conclusione. Armstrong, saldamente al comando e vicino a quella che sarebbe stata la sua prima vittoria in IndyCar, è stato rallentato da un problema sulla sua monoposto che ha provocato la fuoriuscita di fumo. Il neozelandese è stato costretto così a fermarsi e Lundgaard ne ha immediatamente approfittato per prendersi la leadership della gara.

L’evento ha causato un’altra bandiera gialla ed alla ripartenza Malukas ha tentato di mettere pressione al leader senza però riuscire ad affondare l'attacco decisivo. Lundgaard, che aveva il vantaggio delle gomme più morbide, ha così mantenuto il comando fino alla bandiera a scacchi, precedendo il pilota Penske e conquistando una vittoria tanto insperata quanto meritata.

Alle spalle del duo di testa ha chiuso Kyffin Simpson, autore di una delle migliori prestazioni della sua carriera. Il pilota del team Ganassi ha ereditato il terzo gradino del podio dopo un contatto avvenuto proprio nel corso dell’utlimo giro tra Will Power e Graham Rahal. Il pilota del team Andretti ha tamponato il suo avversario mentre lottavano per il podio, con Rahal finito contro le barriere e la gara conclusa definitivamente in regime di bandiera gialla.

L’australiano, in attesa di ulteriori decisioni, è stato però classificato terzo, sua posizione al momento dell’ultima caution. Passa dunque in quarta posizione Simpson, davanti ad Alex Palou, che ha limitato i danni terminando in quuinta posizione. Lo spagnolo, che ha subito anche un drive-through per eccesso di velocità in pit-lane, è stato fortunato poi a risalire grazie alle bandiere gialle, sfruttando l’incidente finale per riportarsi almeno in quarta posizione al traguardo.

Alexander Rossi ha terminato la gara in sesta posizione, davanti a Scott McLaughlin e Felix Rosenqvist. Nono Santino Ferrucci, seguito da Kyle Kirkwood a completare i primi dieci. Al termine del GP Road America, Palou rimane saldamente al comando del campionato, con Malukas primo inseguitore a sessanta punti di distacco.

Domenica 21 giugno 2026, gara

1 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 55 giri
2 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 0”6241
3 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1”5568
4 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 2”3097
5 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 2”9679
6 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 4”5825
7 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 4”6413
8 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 5”4393
9 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 7”4519
10 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 7”8581
11 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 8”3559
12 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 9”0912
13 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 10”0192
14 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 10”8189
15 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 11”6583
16 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 12”1206
17 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 12”3524
18 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 13”1409
19 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 13”7503
20 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 14”6665
21 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 19”8068
22 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 36”7757

Ritirati
55° giro - Graham Rahal
53° giro - Marcus Armstrong
29° giro - Christian Rasmussen

Il campionato
1.Palou 374; 2.Malukas 314; 3.Kirkwood 313; 4.Lundgaard 297; 5.O’Ward 257; 6.Rosenqvist 248; 7.McLaughlin 248; 8.Newgarden 247; 9.Ericsson 213; 10.Dixon 211.
20 Giu [21:48]

Elkhart Lake, qualifica
Quinta pole consecutiva per Palou

Carlo Luciani

Non ha rivali in qualifica Alex Palou, che nel GP Road America scatterà dalla pole position per la quinta volta consecutiva in questa stagione 2026 della IndyCar. Un dominio assoluto quello del pilota spagnolo, che dal GP Indy Road non fa altro che dominare ogni sessione di qualifica. Lo stesso non si può dire però in gara, dove quest’anno il campione in carica non riesce ad essere sempre altrettanto incisivo.

Il pilota del team Ganassi; infatti, non ha sempre replicato il risultato del sabato anche la domenica, ma ha comunque ottenuto ben quattro successi in nove gare fino a questo momento disputate. L’obiettivo di domani sarà quello di aggiudicarsi il quinto trionfo, ma di certo gli avversari non staranno a guardare. Tra questi David Malukas, che scatterà al suo fianco dalla prima fila, unico pilota capace di scendere sotto il tempo di 1’44 insieme al poleman.

Il lituano sta facendo molto bene al suo primo anno con il team Penske, ma è ancora a caccia della prima vittoria in IndyCar, sfumata per soli 33 millesimi di secondo nella gara più importante di tutte: la 500 miglia di Indianapolis. A dare fastidio ci saranno anche entrambi i piloti del team Meyer Shank, con Marcus Armstrong quarto davanti a Felix Rosenqvist. I due si sono dimostrati molto veloci fin dalla prima sessione di prove libere, quando hanno siglato una doppietta proprio davanti a Palou.

L’unica Dallara del team Andretti che ha avuto accesso alla Fast Six è stata quella guidata da Marcus Ericsson, quinto davanti a Scott McLaughlin. Il neozelandese ha terminato al sesto posto anche la Q2, quando per poco non è stato eliminato da Santino Ferrucci. Il pilota americano, che ha segnato quindi il settimo tempo, perderà però sei posizioni in griglia domani per aver montato un nuovo motore Chevrolet non concesso da regolamento (il quinto).

Stessa sorte anche per Alexander Rossi, che essendosi qualificato in ventunesima posizione dovrà prendere il via della gara alle spalle di tutti i suoi avversari. Eliminato in Q2 anche Nolan Siegel, ottavo ed autore comunque di una buona qualifica al volante della Dallara n.6 del team Arrow McLaren. Bene anche Caio Collet, nono e di gran lunga miglior rookie viste le eliminazioni di Dennis Hauger e Mick Schumacher già in Q1.

In top ten anche Pato O’Ward, decimo davanti a due veterani della categoria che rispondono al nome di Will Power e Scott Dixon. Male il poleman dello scorso anno, Louis Foster, penultimo nel suo gruppo del Q1. Il britannico, nel corso della giornata, aveva anche accusato un problema tecnico sulla sua monoposto nel corso della seconda sessione di prove libere.

Sabato 20 giugno 2026, qualifica

1 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’43”6615 - Fast Six
2 - David Malukas (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’43”9542 - F6
3 - Marcus Armstrong (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’44”0225 - F6
4 - Felix Rosenqvist (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 1’44”0502 - F6
5 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Andretti - 1’44”1737 - F6
6 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’44”8242 - F6

7 - Santino Ferrucci (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’44”1270 - Q2 *
8 - Nolan Siegel (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’44”2026 - Q2
9 - Caio Collet (Dallara-Chevrolet) - Foyt - 1’44”3713 - Q2
10 - Pato O’Ward (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’44”4003 - Q2
11 - Will Power (Dallara-Honda) - Andretti - 1’44”4918 - Q2
12 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’44”5003 - Q2

13 - Christian Lundgaard (Dallara-Chevrolet) - Arrow McLaren - 1’44”2020 - Q1 Gruppo 1
14 - Romain Grosjean (Dallara-Honda) - Coyne - 1’44”2824 - Q1 Gruppo 2
15 - Josef Newgarden (Dallara-Chevrolet) - Penske - 1’44”3111 - Q1 G1
16 - Christian Rasmussen (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’44”2850 - Q1 G2
17 - Dennis Hauger (Dallara-Honda) - Coyne - 1’44”3717 - Q1 G1
18 - Kyle Kirkwood (Dallara-Honda) - Andretti - 1’44”3002 - Q1 G2
19 - Kyffin Simpson (Dallara-Honda) - Ganassi - 1’44”4129 - Q1 G1
20 - Graham Rahal (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’44”4601 - Q1 G2
21 - Alexander Rossi (Dallara-Chevrolet) - Carpenter - 1’44”4546 - Q1 G1 *
22 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’44”5392 - Q1 G2
23 - Mick Schumacher (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’44”4556 - Q1 G1
24 - Louis Foster (Dallara-Honda) - Rahal LL - 1’44”7699 - Q1 G2
25 - Sting Ray Robb (Dallara-Chevrolet) - Juncos Hollinger - 1’45”5290 - Q1 G2

* 6 posizioni di penalità al via della gara per sostituzione motore non concessa da regolamento
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